Questa sera in piazza Carlo Alberto il comizio della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Tra i temi affrontati il caro bollette, l’occupazione, il presidenzialismo, uno dei cavalli di battaglia del partito, e il reddito di cittadinanza. Su questo ultimo Meloni ha detto: “Credo nel diritto di ognuno di migliorare la propria condizione e non ritengo che la risposta per chi può lavorare sia non farlo lavorare per essere mantenuto nella sua condizione di povertà dallo Stato e da chi poi in cambio ti chiede il voto. Oggi un ragazzo di 28 anni in buona salute può prendere 780 euro di reddito di cittadinanza e un disabile 270 euro, o un anziano una pensione minima di 503″. Tra il pubblico lo stato maggiore del partito e anche il presidente della Regione Alberto Cirio.
Per Recuperare gli Indecisi I Leader Nazionali parlino dei problemi nazionali dalle bollette alla energia, dal lavoro al fisco ma a Torino tre cose vanno dette : futuro auto e indotto , sicurezza nelle Città, Piano Fanfani 2 per le Periferie.
Riceviamo e pubblichiamo
I partiti politici, entrati nelle ultime due settimane di campagna elettorale, tentano ogni mezzo per convincere la larghissima fetta di elettori ancora indecisi a votare per loro. Sarà però difficile guadagnare il consenso dei cittadini che sono preoccupati per la crisi climatica e per la mancanza di azioni volte ad affrontarla.
Nessuno dei partiti politici, infatti, può vantare un programma elettorale in grado di assicurare che l’Italia faccia la sua parte nella lotta alla crisi climatica. Non solo gli obiettivi di riduzione delle emissioni non sono in linea con le indicazioni della comunità scientifica, ma alcuni programmi contengono misure apertamente dannose, come l’aumento delle estrazioni di gas sul territorio italiano. In molti casi sono persino assenti le misure fondamentali per accelerare la transizione ecologica, come la promozione delle comunità energetiche, l’efficientamento energetico di scuole e case popolari, il potenziamento del trasporto pubblico locale.
Le mancanze appaiono ancora più gravi se si considera che queste misure corrispondono ad alcuni dei più efficaci strumenti per ridurre il costo delle bollette e in generale l’impatto sulle famiglie dell’aumento dei prezzi dell’energia. Le persone messe in maggiore difficoltà dalla crisi energetica si vedono invece proporre solo aiuti una tantum, mentre a livello strutturale i partiti sembrano compatti soltanto nel chiedere l’installazione dei nuovi rigassificatori: infrastrutture che non contribuiranno né a superare l’inverno- dato che entreranno in funzione solo successivamente – né ad abbassare i prezzi (dato che il GNL è molto costoso); costituiranno invece un’infrastruttura non necessaria, poiché le infrastrutture del gas già esistenti sono sottoutilizzate, e incompatibile con la necessità di eliminare velocemente i combustibili fossili dalla nostra economia. Proprio contro i rigassificatori, ieri a Ravenna si è svolta una manifestazione che ha visto grande partecipazione da parte della cittadinanza, un ulteriore segnale della distanza tra i programmi dei partiti e i loro elettori.
Di fronte a questa diffusa insufficienza, Fridays For Future ha deciso di invitare tutte le forze politiche a confrontarsi pubblicamente rispetto ai loro programmi, affinché i politici possano spiegare le motivazioni delle loro scelte, e possano recepire – motivando un eventuale disaccordo – le proposte della cosiddetta Agenda Climatica, il programma minimo proposto da Fridays For Future Italia in vista delle elezioni.
Luca Sardo, portavoce di Fridays For Future, afferma: “I cittadini non hanno avuto voce in capitolo nella costruzione dei programmi dei partiti tra cui dovranno votare, e fra due settimane saranno chiamati a scegliere. Vogliamo che gli elettori e le elettrici siano consapevoli delle grandi differenze tra i programmi dei partiti in materia di clima, ma anche che dobbiamo pretendere di più, persino dal più ambizioso dei piani. I partiti, dal canto loro, devono spiegarci il motivo delle gravi lacune nei loro programmi”.
Agnese Casadei, portavoce di Fridays For Future, aggiunge: “I partiti dovranno fare di meglio se vogliono meritarsi il nostro voto. Vogliamo dare loro una possibilità di dimostrare che ci sbagliamo, ma anche un’occasione di ammettere i loro errori e correggerli in tempo per le elezioni”.
Fridays for future
Grimaldi (AVS) davanti all’Amazon di Torrazza
Riceviamo e pubblichiamo
“Allontanati dal responsabile della sicurezza, ma accolti con calore da lavoratori e lavoratrici. Torneremo presto!”
“Non volevamo in nessun modo calpestare gli oltre 60 mila metri quadri del centro di distribuzione. Anzi, pur sotto il sole, abbiamo evitato anche di stare sotto le tettoie dell’edificio. Non contento, il responsabile della sicurezza, tramite telefono portato appositamente da una steward, ci ha invitati ad andare fuori dal parcheggio dei visitatori perché non graditi” – dichiara Marco Grimaldi, candidato capolista alla Camera per l’Alleanza Verdi Sinistra e membro della segreteria nazionale di Sinistra Italiana. Grimaldi, insieme ad altri giovani militanti, questa mattina ha volantinato davanti allo stabilimento di Torrazza in cui ha sede il quarto centro di distribuzione aperto da Amazon in Italia, che impiega 1.200 persone.
“Abbiamo spiegato al gentilissimo responsabile telefonico della sicurezza che siamo soliti recarci davanti alle fabbriche non perché invitati, ma per far vivere la democrazia fuori da quei cancelli” – prosegue Grimaldi. – “Ci siamo spostati sulla strada adiacente, consegnando i volantini alle macchine in uscita e in entrata. Che dire? Dobbiamo ringraziare Amazon per la gentilezza e per l’accoglienza. Non avremmo mai sperato di ricevere tanto calore, dall’asfalto quanto dalle lavoratrici e dai lavoratori stupiti di vederci lì in mezzo al nulla. Non possiamo che promettere che torneremo prestissimo!”
Insieme a tanti cittadini abbiamo lanciato la campagna a sostegno del decreto ‘Taglia Bollette’ promossa da Impegno Civico. Con il sito web dedicato https://www.tagliabollette.eu/ ci si può collegare per calcolare il risparmio che imprese e famiglie otterrebbero in bolletta con la nostra proposta.
M5S e la rivoluzione tecnologica
Stiamo vivendo anni di cambiamento, di rivoluzione. Una rivoluzione tecnologica che corre più veloce che mai ed è inevitabile.
Fdi: in piazza per lo sgombero del centro sociale
Riceviamo e pubblichiamo
Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto. Siamo scesi in piazza per chiedere la discussione della mozione di Fratelli d’Italia che chiede lo sgombero del centro sociale Askatasuna.
È venuto il tempo di abbandonare ogni tipo di ambiguità e dichiararsi dalla parte della legalità. Il Comune di Torino non può e non deve più tollerare episodi come le occupazioni abusive.
Il Pd scelga se schierarsi dalla parte di occupanti pregiudicati o dalla parte della cittadinanza che rispetta la legge.
Paola Ambrogio Fdi
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Domenica 11 settembre la lista “Alleanza Verdi e Sinistra” ha organizzato un flash mob davanti alla dismessa centrale nucleare Enrico Fermi di Trino Vercellese; di fronte ai cancelli della centrale si sono ritrovati una ventina di esponenti di Europa Verde-Verdi e Sinistra Italiana vestiti con tute, mascherine e cartelli per manifestare la contrarietà ad una eventuale costruzione di centrali nucleari.
Tra i presenti al sit-in c’era anche l’assessora all’ambiente del Comune di Milano Elena Grandi ed il capolista al Senato del plurinominale del Piemonte 2 Giobbe Covatta queste le sue dichiarazioni: “Siamo di fronte ad una crisi climatica ed una crisi energetica, dobbiamo accelerare la produzione di energia rinnovabile e non pensare a riproporre la costruzione di centrali nucleari (una strada che le italiane e gli italiani hanno ritenuto di chiudere attraverso l’esito di due referendum). Non esiste un nucleare pulito e ci sono delle problematiche molto forti: i tempi di costruzione di una centrale nucleare sono lunghi, serve una enorme quantità di acqua per farla funzionare (e sappiamo bene quanto in estate la siccità sia un problema oramai comune) e le scorie devono essere smaltite”.
“Come sintetizziamo nel nostro programma elettorale è già disponibile il più grande reattore a fusione nucleare ed è rappresentato dal SOLE; può essere utilizzato per la produzione di energia rinnovabile e fornisce ogni anno 15 mila volte l’energia necessaria per l’umanità. ” – chiariscono i co-portavoce regionali di Europa Verde-Verdi Piemonte Mariella Grisà e Mauro Trombin – “I costi delle bollette possono essere diminuiti solo attraverso la produzione di energia a basso costo ed il nucleare non è una di queste, basti guardare i report pubblicati dalle agenzie internazionali che dimostrano quanto le fonti rinnovabili siano più economiche”.
L’associazione TorinoDomani, in vista delle elezioni del 25 settembre ha organizzato un incontro, aperto a tutti, dal titolo “Dal governo della città alla sfida del paese” per conoscere e dialogare con alcuni candidati.
Lunedì 12 settembre alle ore 20 e 45 in via Baltea 3,
Saranno presenti:
Elena Apollonio, candidata per il Senato della Repubblica
Mauro Berruto, candidato alla Camera dei Deputati
Marco Grimaldi, candidato alla Camera dei Deputati.
Introdurrà la Costituzionalista Alessia Fusco.
Condurrà l’incontro Filomena Greco giornalista del Sole 24.
L’inefficienza di politica e burocrazia
Diffidate di chi dice: io parlo a nome e per conto del popolo. Tutto il popolo. Che sia un guitto o un politico diffidate decisamente. Mente sapendo di mentire. Ce lo ha insegnato il Prof Galante Garrone in Storia del Risorgimento. Lui liberale convinto, antifascista ed eletto nelle liste del PCI come indipendente di sinistra. Il popolo, anzi nel popolo ci sono mille voci e mille idee. Organizzarle e dargli voce, questo si chiama democrazia
Ci spiego’ che l’espulsione di Giuseppe Mazzini dalla prima internazionale, era motivata. Addirittura fu Karl Marx che lo volle perché, di fatto, in quel modo, negava l’esistenza delle classi sociali. E poi , troppo spesso il popolo è abbinato alla figura di un uomo (o donna) sola al comando. Ed anche qui , come non ricordare le mitiche recite di Ettore Petrolini sull’improbabile Nerone che arringa le folle inebriante di parole vuote? Accidenti se la democrazia è imperfetta. Però… Ogni tanto mi piace ” tuffarmi ” nella mia libreria. Qui ho riletto pagine dello Storico inglese Mack Smith. Persino ai tempi di Crispi si contavano più di 27 governi diversi dall’Unità d’Italia a fine ottocento. Quasi uno all’anno. L’instabilità è sempre stato un nostro problema nazionale. Duraturo solo il ventennio Fascista. Parentesi non proprio democratica.
Sistema politico? Incapacità dei politici italiani? Troppa frammentazione? Sicuramente un insieme. Ci si mette una burocrazia storicamente inefficiente. Una burocrazia di stampo borbonico. Due casi emblematici.
Il caso della ex professoressa di Balangero che dopo vent’anni di pensione, la sua banca le ha comunicato che l’Inps aveva sospeso la pensione. Motivo : all’ Inps risultava morta. E quando lei si è presentata viva e vegeta le è stato risposto: deve dimostrartelo con un certificato del suo comune di appartenenza. Follia allo stato puro.
Secondo caso. E notorio che ogni giorno che passa il personale del Municipio di Torino si sta assottigliando. Comunque è da decenni che il verde pubblico vive ” subappaltato ” a ditte che dovrebbero essere specializzate.
Dovrebbero, a mio giudizio essere privilegiate le ditte locali, selezionate per capacità ed affidabilità e soprattutto per reperibilità se qualcosa non funziona. Uno dei pochi casi dove il cosidetto km zero funziona eccome.
Praticamente da più di un decennio vige una legge: fare esattamente all’opposto affinché il lavoro non venga fatto. Ottusità burocratica che si abbatte ottusamente sulla nostra città.
Cosa avviene concretamente? Presto detto.
Vigendo il sistema ad inviti arrivano consorzi, ditte o cooperative dal Sud. Queste fanno dei ribassi pazzeschi intorno al 50 %. Già qui qualcosa non torna. O sono totalmente sbagliati i prezzi di partenza o è totalmente sbagliata l’offerta. Poi, nel migliore dei casi chi vince prende l’anticipo previsto per legge e magari, chissà, interamente subappalta l’esecuzione dei lavori ad imprese locali che in qualche modo, arrabattandosi, cercano di finire i lavori. E se nel peggiore dei casi chi vince con il massimo ribasso si beccasse l’acconto iniziale sparendo dalla circolazione? Direi “stupendo” , la città paga per non avere nulla. Incuria che avanza.
Avanza anche nelle singole professionalità.
Siamo messi proprio male.
Patrizio Tosetto