
“Il piano – ha sottolineato Saitta – è il frutto di un lungo lavoro e di numerosi incontri con i sindaci, le Asl e le associazioni di categoria”
La Giunta regionale ha approvato il rafforzamento della rete di assistenza territoriale. Il documento messo a punto dall’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, è già stato inviato al Comitato di monitoraggio a Roma e rappresenta un altro tassello importante verso l’uscita del Piemonte dal piano di rientro della sanità. L’obiettivo della manovra, che diventerà operativa dal 1° gennaio 2016, è l’eliminazione dei ricoveri impropri, che sono attualmente il 30%, e la cura delle cronicità fuori dagli ospedali. A regime si avrà un sistema nel quale le acuzie si cureranno in ospedale e le cronicità sul territorio. In questo modo, secondo l’assessore, “ci saranno grandi risparmi e si eviterà la violenza sul cittadino che deve stare ricoverato in ospedale quando non serve”.
“Il piano – ha sottolineato Saitta – è il frutto di un lungo lavoro e di numerosi incontri con i sindaci, le Asl e le associazioni di categoria. Partiremo da un censimento delle esperienze positive già esistenti in questo campo, puntando a potenziarle e a estenderle. Entro la fine dell’anno i direttori dovranno presentare i rispettivi piani territoriali, sulla base dei quali saranno assegnate risorse vincolate al potenziamento della rete”.Le grandi novità sono il ruolo forte del distretto (al momento sono 56, ma dovranno scendere a 52, lasciando ai sindaci la scelta sugli accorpamenti) e del suo direttore, del sistema dell’assistenza primaria compresa la continuità assistenziale, il coordinamento tra medici di famiglia e pediatri di libera scelta, strutture operative a gestione diretta, servizi specialistici ambulatoriali e strutture ospedaliere ed extra-ospedaliere accreditate, l’erogazione delle prestazioni afferenti all’area socio-sanitaria ad elevata integrazione sanitaria.
Il completamento del quadro avverrà con il rinnovo del contratto dei medici di famiglia, nel cui ambito verrà siglato un accordo regionale che che comprenderà i incentivi per la medicina di gruppo sotto forma di dotazioni e personale. Già ora il 32% dei medici di base fa medicina di gruppo, ma questa percentuale dovrà aumentare.“Sarà così possibile – ha voluto poi evidenziare Saitta – strutturare reti territoriali connesse con le reti ospedaliere per rispondere ai nuovi bisogni di salute di una popolazione che invecchia, ma soprattutto riportare nella sanità una vera civiltà assistenziale, che eviti inutili e dispendiosi passaggi del paziente tra i vari soggetti erogatori del sistema sanitario, restituendogli la sensazione di attenzione e di presenza da parte della sanità pubblica. La cura dei pazienti cronici richiede non tanto un aumento di risorse, quanto piuttosto un’inversione di tendenza culturale. Gli ospedali restano la sede più adatta per la diagnosi e la cura degli episodi acuti, ma le altre prestazioni, come visite ed esami specialistici, distribuzione di farmaci e riabilitazione, hanno sul territorio il luogo più appropriato di erogazione, anche al domicilio stesso dei pazienti”.
ggennaro – www.regione.piemonte.it






Da martedì 14 a giovedì 16 luglio approdano a Casale Monferrato i Campionati Europei Giovanili della CIJB (Confederation Internationale Jeu de Balle – la principale Federazione europea delle Discipline Sferistiche del Continente), alla quale aderisce la Fipap – Federazione Italiana Pallapugno, una delle discipline sportive che hanno la loro radice storica nel cuore del Piemonte e che in questa regione è piuttosto praticata, soprattutto nei centri rurali. La seconda rassegna europea giovanile, organizzata dalla Fipap in collaborazione con l’Assessorato alla Promozione Sportiva del Comune di Casale Monferrato, raduna un centinaio di giovani atleti ed atlete Under 19, 17 e 15, in rappresentanza di Belgio, Francia, Olanda, Spagna e Italia, che si sfideranno nelle specialità previste dalla CIJB: One Wall e Gioco Internazionale. L’area del Palafiere sarà il teatro della tre giorni di gare maschili e femminili.
Teatro Regio e la Città di Torino, in collaborazione con la Fondazione per la Cultura Torino, hanno deciso di dedicare il mese di luglio 2015 al grande pubblico dell’Expo Universale, avvenimento nel quale Torino svolge un ruolo fondamentale, sia per le proposte culturali che, come sempre, è capace di offrire, sia per la posizione strategica, a soli 33 minuti di treno da Expo 2015.
Caleidoscopio, il nuovo spettacolo di Torino Séance ACT torna a Torino, all’ Infernocafé (Via Calvo 3) giovedì 9 luglio alle ore 20.30
L’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza (che ha sede a Torino) ha riportato alla luce la versione integrale del documentario sulla visita di Mussolini a Trieste, del 18 settembre 1938, durante la quale il capo del fascismo pronunciò pubblicamente per la prima volta la decisione di adottare una legislazione razziale tale da espellere dalla società gli ebrei. «La storia c’insegna che gli imperi si conquistano con le armi ma si tengono con il prestigio. E per il prestigio occorre una chiara, severa coscienza razziale, che stabilisca non soltanto delle differenze, ma delle superiorità. Il problema ebraico non è dunque che un aspetto di questo fenomeno» dice in un passaggio chiave del suo discorso il duce, parlando davanti a una piazza strapiena di folla. Il documentario,in quaranta minuti, propone un documento storico di drammatica importanza in cui sono evocati gli spettri di un contesto europeo quanto mai complesso e la possibilità della guerra, a cui rispondere con le armi di una “chiara coscienza razziale” che spiega il sinistro avvertimento sull’ “ebraismo internazionale” come “nemico irriconciliabile del fascismo”; un discorso intessuto di oscure minacce come quella che risuona nell’affermazione “il mondo si stupirà della nostra generosità ma anche del nostro rigore”.
sicurezza internazionale. Il documentario sulla visita di Mussolini a Trieste, di cui l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza conservava una copia unica, sarà presto restaurato in collaborazione con l’Istituto Luce Cinecittà. L’ANCR, recentemente, ha presentato in anteprima anche il film “I giorni di Torino. 18 aprile – 6 maggio 1945”, dove si raccontano i giorni della liberazione di Torino, dal grande sciopero del 18 aprile, al giorno della grande parata delle forze partigiane il 6 maggio, passando attraverso l’occupazione e la difesa delle fabbriche dagli assalti nemici del 25 aprile e 26 aprile, l’ingresso in città delle formazioni partigiane fra il 26 e il 27 aprile, lo scontro con i tedeschi e i fascisti barricati nel centro cittadino. Per raccontare questa vicenda si sono scelte nella videoteca delle testimonianze dell’Archivio le voci di tanti protagonisti, ciascuno dei quali ricostruisce in un montaggio incalzante una tessera, un’esperienza, una situazione. Il contesto dei luoghi, il clima, i fatti sono evocati ampiamente dai materiali cinematografici più o meno amatoriali d’epoca e dalle foto scattate in vari frangenti di quei giorni.