Avvistamenti / Di Effevi
Si ringrazia del regalo che non è un regalo: i mancati introiti dei biglietti non pagati saranno coperti dal contribuente torinese, spalmati anche su quelli che non prendono i mezzi pubblici. In pratica, chi sta a casa (o viaggia in auto o in bici) ha pagato le corse agli altri

GTT ha gentilmente decretato che – causa cattiva qualità dell’aria – i mezzi pubblici di Torino circoleranno gratis per due giorni. Un gesto di generosità di cui, a memoria, non si ricordano precedenti. E che, a pensarci, ha anche poco senso.
Non si capisce, infatti, perché analoga benevolenza non sia stata dimostrata in una delle tante occasioni in cui le centraline dell’ARPA hanno segnalato livelli di inquinamento da particolato PM10: dalle 17 del Lingotto alle 24 di Rebaudengo, nel solo mese di novembre. Praticamente il doppio rispetto all’anno scorso.
In più, si ringrazia del regalo che non è un regalo: i mancati introiti dei biglietti non pagati saranno coperti dal contribuente torinese, spalmati anche su quelli che non prendono i mezzi pubblici. In pratica, chi sta a casa (o viaggia in auto o in bici) ha pagato le corse agli altri.
Si tratta insomma di un provvedimento tardivo o inutile, e socialmente ingiusto. Assomiglia molto a un’ultima marchettina in stile peronista per raccattare qualche simpatia tra i più semplici, da parte di un Sindaco sempre più preoccupato di non essere rieletto.
(Foto: il Torinese)


Anche per la stagione A/I, come per la P/E, i capelli corti si impongono tra le tendenze: abbiamo già visto i tagli corti più belli sfoggiati dalle star, ora vediamo insieme le collezioni proposte dagli hair stylist. Scopriamo insieme i vantaggi di un taglio corto. I capelli corti sono sinonimo di comodità: i tempi di asciugatura si riducono drasticamente. Corto significa originalità e carattere, perché, se una chioma lunga è come una coperta di Linus, il corto ci scopre mettendo in risalto il viso e chi non ha paura di mostrarsi dimostra di essere sicura di sé. Questo stile vi permetterà di sperimentare molto col make up e mettere in risalto gli occhi..Infine, chi l’ha detto che si possono realizzare delle acconciature diverse solo con una chioma lunga?
Era il 14 dicembre del 1944 e faceva un freddo boia a Callabiana, nel biellese, tra le valli Mosso e Sessera. Mancavano meno di due settimane a Natale ed era il secondo, duro inverno per i partigiani che avevano scelto di battersi contro tedeschi e fascisti. Ad un certo punto della giornata, verso sera, chi poteva disporre di una radio poté udire le prime dieci note di “Fischia il vento”, eseguite alla chitarra ( “Soffia il vento, urla la bufera. Scarpe rotte eppur bisogna andar… a conquistare la nostra primavera..”) e subito dopo una voce annunciare: “Radio Libertà, libera voce dei volontari della libertà“. Era il segnale della prima e unica emittente radiofonica rivolta al pubblico (e che avesse quindi una funzione non direttamente militare) gestita dai partigiani nel corso dei venti mesi della Resistenza. Le prime trasmissioni avvennero dalla frazione Trabbia e proseguirono per diverse sere, , entrando nelle case dei biellesi. Ma facendosi sentire anche a Milano, Torino, Aosta e Firenze. Poi, nel gennaio del 1945, a causa dell’accresciuta minaccia nemica, la radio fu trasferita a Sala Biellese.
raggiungere i reparti partigiani, passando dall’altra parte della barricata. I partigiani, tra l’estate e l’autunno del 1944, avevano già cercato di installare un’emittente radiofonica sul Monte Cerchio. La cosa, però, non aveva funzionato. Così l’imprenditore Filippo Maria Trossi decise di intervenire. Riuscì a procurarsi un apparecchio trasmittente, smontato da un aereo all’aeroporto militare di Cameri e lo fece arrivare al comando partigiano. Iniziò così la vita dell’emittente ribelle. Durante le prime trasmissioni, dopo le note musicali e il primo annuncio, veniva aggiunta una precisazione: “Non abbiano dubbi coloro che ci ascoltano, siamo partigiani, veri partigiani. Lo dice la nostra bandiera: Italia e libertà. Lo dice il nostro grido di battaglia: ‘Fuori i tedeschi, fuori i traditori fascisti’. Ecco chi siamo: null’altro che veri italiani. Le nostre parole giungeranno, valicando pianure e montagne, a tutti i compagni patrioti della Liguria, della Toscana, del Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia, del Veneto, a tutti coloro che combattono per la nostra stessa causa. Viva l’Italia! Viva la libertà!“.
A Natale una serata al Regio è un regalo indimenticabile. In occasione delle prossime feste natalizie è possibile, per la prima volta, regalare i biglietti e far scegliere a chi si ama lo spettacolo che più l’appassiona
Stagione teatrale organizzata da ACTI Teatri Indipendenti

Una vera e propria rivoluzione nella rete oncologica piemontese. Da oggi ogni ospedale della regione sarà adibito alla cura di specifiche patologie tumorali. Il Piemonte, dicono in Giunta “è così la prima Regione italiana ad individuare, nell’ambito del proprio Dipartimento di rete oncologica – anche questo unico in Italia – i Centri di riferimento per la cura le singole patologie tumorali, ferma restando naturalmente la libertà dei pazienti di scegliere il centro presso il quale farsi curare” . Il provvedimento modifica l’assetto della sanità sotto il profilo organizzativo e della razionalizzazione del sistema e dal punto di vista della qualità delle cure. L’obiettivo raggiunto di individuare i centri di riferimento significa fornire ai malati oncologici le risposte più appropriate rispetto alle complessità delle patologie, assicurando qualità delle prestazioni e la presa in carico in tutto il percorso di cura.
viene indirizzato nella struttura ospedaliera appropriata per la sua patologia, garantendo così una risposta terapeutica e assistenziale corretta ed efficace ”.