LIFESTYLE- Pagina 188

Una visita alla scoperta del giardino dei monaci Antoniani

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Domenica 2 giugno, ore 15.30

Hortus Conclusus

“Hortus Conclusus” è una visita alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso alla scoperta del giardino, tema centrale delle cure dei monaci Antoniani. Partendo da una passeggiata sull’antica via Francigena si andrà alla scoperta della Precettoria, luogo di arte, storia e antiche cure.

Il tema della medicina del Medioevo sarà lo spunto che condurrà attraverso le strutture dell’antico complesso Antoniano: l’ospedale, il portico, il chiostro, la chiesa e il giardino interno, luogo in cui terminerà il viaggio immersivo, con letture e riflessioni sul tema della cura, del corpo e dell’anima.

L’appuntamento è organizzato in collaborazione con APGI – Associazione Parchi e Giardini d’Italia.

 

INFO

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO)

Domenica 2 giugno, ore 15.30

Hortus Conclusus

Costo della visita: 5 euro, oltre il prezzo del biglietto

Biglietto di ingresso: intero 5 euro, ridotto 4 euro

Hanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni, over 65, gruppi min. 15 persone

Fino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito

Prenotazione obbligatoria entro il venerdì

Info e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica):

011 6200603ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

www.ordinemauriziano.it

Turismo per tutti a Casa Lajolo

A Piossasco, la storica dimora diventa dimora accessibile e inclusiva

Domenica 2 giugno

Piossasco (Torino)

Il taglio del nastro, con un’intera giornata dedicata ai “5 sensi”, è previsto per domenica 2 giugno, festa nazionale dell’“APGI – Associazione Parchi e Giardini d’Italia”, dedicata quest’anno proprio al tema “I 5 sensi in giardino”. L’appuntamento è a Piossasco (Torino), nel magnifico Parco della settecentesca “Casa Lajolo”, in via San Vito 23, per l’inaugurazione ufficiale del “percorso di inclusione”, nel segno dell’accessibilità, reso possibile attraverso il bando “Musei accessibili 2021” della “Regione Piemonte” e a quello dedicato a “parchi” e “giardini storici” del “Ministero della Cultura”, finanziato dall’“Unione Europea” attraverso i fondi “NextGenerationEU”. Come e con quali obiettivi nasce il progetto? A spiegarlo, in breve, è lo stesso Alberto De Vecchi Lajolo, attuale proprietario della dimora e presidente della “Fondazione Casa Lajolo”, nata per conservare e valorizzare il “bene storico”.

“Spesso – sottolinea – le dimore storiche, proprio perché concepite in un tempo passato, sono viste e vissute come luoghi poco accessibili; la nostra idea, invece, è di aprirci sempre più, permettendo a tutti, anche a chi ha una disabilità, di vivere un’esperienza di visita completa. E in che modo? Attraverso l’adozione dei non pochi strumenti idonei a perseguire e a concretizzare il progetto. Dai “Supporti comunicativi in simboli CAA – Comunicazione Aumentativa Alternativa”, che – in collaborazione con la “Fondazione Paideia” –  permettono, attraverso “pannelli illustrativi”, di identificare gli spazi e portare l’attenzione sugli elementi più importanti del percorso nel giardino e nell’orto-giardino, alle “Pedane”, così come ad un “Elevatore” che permetta alle carrozzine di svolgere la visita in modo agevolato nonché a “Passerelle srotolabili” per facilitare i passaggi nelle aree verdi più difficoltose. A tutto ciò, vanno ad aggiungersi “Contenuti digitali accessibili”(con “pannelli informativi e illustrati” dotati di stampa a rilievo in “lingua braille” per gli ipovedenti), “Audioguide in inglese e francese” per i turisti stranieri e “tour virtuali” a 360 gradi del giardino e della dimora storica (https://www.casalajolo.it/tour-virtuale/) disponibile per quanti impossibilitati ad arrivare a Piossasco o desiderosi di scoprire il luogo in modo diverso. E poi ancora, le “visite sensoriali”. Chiunque a “Casa Lajolo” può partecipare alle passeggiate realizzate in collaborazione con l’“Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti”, pensate per scoprire e vivere il giardino “con altri occhi” e risvegliare così i sensi, immergendosi in un contesto naturale pieno di stimoli, tra suoni rilassanti, piante da scoprire in punta di dita, profumi e sapori sorprendenti. Non solo, ma chi lo desidera può anche svolgere il percorso “a occhi bendati” per cogliere più intensamente le sensazioni e le meraviglie offerte dalla natura.

Alcuni “cartellini informativi” dotati di “Qrcode”disseminati lungo il percorso e affiancati a fiori e piante forniscono informazioni e dettagli sulle specie botaniche presenti nel giardino e nell’orto: ciò arricchisce l’esperienza di visita e favorisce una scoperta del giardino in piena autonomia. E per finire, si è pensato agli “studenti con difficoltà comunicative o diversamente abili” che partecipano alle attività con le scuole, che si svolgono nel giardino durante l’anno. Per loro sono state predisposte “schede didattiche” per il laboratorio di giardinaggio, così da permettere loro di svolgere l’attività insieme ai propri compagni di classe.

Il programma di domenica 2 giugno.

Alle 11, taglio del nastro e a seguire un “percorso guidato” da un operatore della“Fondazione Paideia”. Si tratta della “Visita lungo il percorso in simboli della ‘CAA’ : un’esperienza di comunicazione inclusiva“.

Alle 16 è invece prevista “A occhi chiusi in giardino”, la visita sensoriale del giardino della dimora condotta da Brunella Manzardo. I visitatori scoprono e vivono il giardino di “Casa Lajolo” “con altri occhi”, imparando a capire e conoscere profumi e sapori in punta di dita. Necessario prenotare a info@casalajolo.it. Durata: circa un’ora e mezza, costo 10 euro.

Alle 17,30 visita guidata alle “arnie” con l’apicoltore di “Casa Lajolo” Davide Lobue. Si scoprono le api, il loro modo di vivere e lavorare, e i loro prodotti, miele, polline, propoli, pappa reale, con la possibilità di osservarle in mondo sicuro e di acquistare il “miele millefiori” di “Casa Lajolo”. Durata: un’ora, costo 5 euro a persona.

Alle 18,30 “aperitivo in giardino” con degustazione di miele abbinato a prodotti del territorio pinerolese. E’ necessario prenotare scrivendo a info@casalajolo.it . Costo: 12 euro.

Per ulteriori info: tel. 333/3270586 o www.casalajolo.it

g. m.

Nelle foto: “Casa Lajolo” e immagini di repertorio

Elaboriamo il lutto

Il lutto è stato, e per alcuni versi lo è tuttora, uno dei temi più sentiti dall’umanità che lo ha percepito (e lo percepisce) in modo diverso a seconda delle epoche, della cultura e della fede.

La morte di un individuo è vissuta, tanto dalla comunità a lui più vicina quanto, se famoso, da un pubblico molto più vasto, secondo regole codificate, a partire dai momenti immediatamente successivi alla morte, alla diffusione della notizia, all’abbigliamento dei parenti più stretti, all’inumazione o cremazione fino al periodo successivo, che può durare anni nel caso di una vedova in alcune zone anche dell’Italia.

Si ha nei confronti del “de cuius” un’attenzione, un senso del dovere che spesso non gli venivano tributati neppure in vita, temendo di attirarsi la sua ira dall’aldilà.

Il lutto assume spesso un aspetto esteriore quasi teatrale, con cori di donne pagate appositamente per lamentarsi, talvolta per persone che neppure conoscevano; è il caso di alcune zone del sud Italia dove, anche se in maniera minore rispetto ad alcuni anni fa, alcune donne siedono nella stanza dove giace il cadavere (se deceduto in casa) e cantano alcune litanie.

Un esempio famoso di cordoglio collettivo è quello citato nell’Iliade quando Ettore muore e la moglie Andromaca, la madre Ecuba e la compagna di suo fratello Paride, Elena, intonano un coro cerimoniale.

I tempi, poi, hanno modificato enormemente il concetto tanto dellutto quanto della concezione della morte stessa: sempre più persone scelgono la cremazione al posto della tradizionale inumazione sottoterra o della tumulazione in un loculo e, tra questi, alcuni scelgono di conservare le ceneri presso la propria abitazione ed altri di disperdere le ceneri in mare o in altro luogo, rinunciando ad avere un luogo dove recarsi a pregare e vedere l’ultima dimora del proprio caro.

Nei casi di morte improvvisa, soprattutto se il defunto era giovane ed in buona salute, è normale lo scoramento per la perdita improvvisa; immaginate, per esempio, quando muore un figlio, un evento innaturale al punto che in nessuna cultura esiste un vocabolo per designare chi perda un figlio come c’è, invece, per chi perde un genitore.

Molte persone non si rassegnano all’idea di perdere un congiunto che, magari dopo mesi o anni di malattia, riesce cessa finalmente di soffrire; l’egoismo ci fa pensare più al nostro dolore, alla perdita di chi ci è caro, di qualcuno che non potremo più vedere, sentire ed incontrare, anziché pensare che il morto ha finalmente raggiunto la pace.

Pensiamo soltanto alla dignità compromessa dalla necessità di farsi cambiare il pannolone, di essere accompagnato in bagno, messo a letto, vestito, lavato, ancor più se la testa è lucida ed è soltanto il fisico a non rispondere più.

Eppure, quasi nessuno ha mai messo al primo posto la serenità acquistata finalmente dal deceduto anziché il proprio personale dolore.

Avete mai visto i funerali a New Orleans? Il tipico rito funebre locale inizia con un corteo cui partecipano la famiglia con conoscenti ed amici, accompagnati da una banda di ottoni fino al luogo di sepoltura. Le musiche sono cupe, tristi: Al termine della sepoltura, il tono della musica cambia e la banda inizia a suonare motivi allegri, spirituals o melodie per indicare che ormai il corpo è stato “liberato” e la vita ricomincia.

Perché non possiamo anche noi concentrarci sulle sofferenze del corpo che cessano in virtù della morte? Il defunto ci vorrebbe tristi, addolorati per la sua dipartita o preferirebbe saperci sereni perché ha smesso di soffrire?

Uno scritto, erroneamente attribuito a Sant’Agostino, in realtà opera dello scrittore Henry Scott Holland recita:

La morte non è niente. Non conta.

Io me ne sono solo andato nella stanza accanto.

Non è successo nulla.

Tutto resta esattamente come era.

Io sono io e tu sei tu e la vita passata che abbiamo vissuto così bene insieme

è immutata, intatta.

Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.

Chiamami con il vecchio nome familiare.

Parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.

Non cambiare tono di voce,

non assumere un’aria solenne o triste.

Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.

Sorridi, pensa a me e prega per me.

Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima.

Pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. [..]”

Sergio Motta

Al Combo: “Avanti e indietro Africa-Italia”, incrocio creativo di arte e moda

 

Malaika (Barbara Ebbli) e Marina Tabacco presentano ALLERS RETOURS AFRIQUE – ITALIE sabato 1 giugno dalle ore 14 alle ore 20 – ingresso libero – ospiti dell’Echo Festival Torino 2024 al Combo corso Regina Margherita 128. Una designer e un’artista italiane, legate indissolubilmente all’Africa per nascita e per scelta propongono una mini capsule di moda realizzata unendo lo stile del brand Malaika con i tessuti stampati dalle opere pittoriche di Marina Tabacco. Barbara Ebbli è nata e vissuta in Costa d’Avorio fino a 14 anni, Marina Tabacco ha soggiornato per molti periodi in Senegal e recentemente in Benin. Da questo vissuto derivano le scelte cromatiche, stilistiche e ideologiche dei loro modelli coordinati dal savoir faire italiano il tutto realizzato a km zero, a Torino. Potrete quindi ammirare e toccare e sognare con i quadri della Tabacco dai quali sono stati stampati i tessuti e gli abiti realizzati nello stile del brand Malaika, unendo tessuti del suo archivio a impreziosire i capi esposti. L’arte è intesa da Marina Tabacco come “movimento”, metafora di un viaggio in terre sconosciute, apprese superficialmente come desertiche ma che percorse compaiono fascinosamente paradisi, e ribadisce il concetto dell’importanza per una artista della curiosità, della esplorazione, della conoscenza, della lotta per trasmettere un messaggio di condivisione, tolleranza, speranza. Espone in Italia, Francia Senegal e Benin. Ha partecipato alla Dak’art – Biennale di arte contemporanea a Dakar 2018 e all’ambasciata del Senegal a Roma nel 2022. Nel 2019 ha collaborato con la stilista Stella Jean per la collezione Resort 2020 Milano Fashion Week.

Malaika brand fondato e registrato nel 2019 a Torino, ha l’obiettivo di trasmettere un messaggio di unicità attraverso elementi naturali, diversi e sostenibili, in particolare un archivio di tessuti collezionati e raccolti dagli anni 60 in tutto il mondo e una raccolta di conchiglie (vere, raccolte spiaggiate negli anni). Il suo sogno è di diffondere una filosofia “Slow” tutto fatto a km0 in Torino, che racchiuda la sua esperienza di vita nei vari continenti in cui ha vissuto, oltre all’Africa, Indonesia e Stati Uniti, con un messaggio di “Unity in Diversity”. On line: http://marinatabacco.wixsite.com/marinatabacco; fb marina tabacco @marinatabacco marinatabacco61gmail.com; www.malaika.biz fb malaika019& @Malaika_Barbara_Ebbli co-workshop@wworks

Dalla bagna càuda al sushi

Martedì 11 giugno ore 18
Circolo dei lettori
via Bogino 9, Torino
Dalla bagna càuda al sushi (Graphot)
Gli autori Sarah ScaparoneGiorgio Pugnetti e Federica Giuliani dialogano con Barbara Ronchi della Rocca.
Un viaggio nel tempo della Torino gastronomica, nella tradizione, nell’integrazione e nella scoperta di un’identità forte della sue radici e colma di sfaccettature, che arriva alle Stelle Michelin, alle gastronomie e alle cucine internazionali.
A seguire, aperitivo (euro 20) con prenotazione obbligatoria 011 8904417 – 3480570986 (anche whatsapp) – barney@circololettori.it

Gelato al salame Piemonte Igp: da spalmare sul pane

 Realizzare un gelato al salame è un azzardo? C’è chi è pronto a dimostrare il contrario. È quanto, infatti, proporrà domani su RAI 2 “Eat Parade” alle 13:30 la rinomata Gelataia Helga Cimino, titolare di una Gelateria Naturale a Roma, che ha pensato ad un gelato gourmet dove ripropone in maniera “gelatabile” gusti della tradizione. Ad esempio, il gelato al Salame Piemonte IGP da spalmare su una fetta di pane croccante. Per chi non riuscirà a vedere il programma domani (venerdì 31 maggio n.d.r.) potrà recuperarlo in replica sabato 1° giugno alle 13:30 e mercoledì 5 giugno alle 7:30.

Donazione a “Time2” dagli ufficiali della Scuola di Applicazione

Gli Ufficiali frequentatori del 201° Corso hanno devoluto una somma di denaro alla fondazione “Time2”, ente benefico locale.

 

 Gli Ufficiali frequentatori del 201° Corso “ESEMPIO”grati alla Città di Torino per l’ospitalità ricevuta, hanno consegnato un assegno alla Fondazione “Time2”, da anni attiva sul territorio piemontese con iniziative di innovazione ed inclusione sociale di persone con disabilità o che affrontano situazioni di vulnerabilità, attraverso attività ludico-ricreative-sportive.

Particolarmente sentita è stata l’adesione all’evento, improntato sul tema della solidarietà e della beneficenza a cui hanno preso parte autorità civili e militari cittadine ed i principali rappresentanti dell’Associazionismo, con il sostegno di vari Sponsor.

Il Comandante dell’Istituto di Formazione, Generale di Corpo d’Armata Stefano Mannino, nel ringraziare tutti gli ospiti intervenuti ha sottolineato “L’Esercito è una Istituzione cardine del sistema Paese, fondata su una salda base etico-valoriale, sempre vicina al cittadino, così come testimoniato dalle numerose iniziative di solidarietà che ogni anno vedono coinvolti gli uomini e le donne della Forza Armata e della Scuola di Applicazione in particolare, che stringe frequenti e proficui rapporti di collaborazione con la comunità locale, con il mondo accademico, sociale ed economico sul territorio subalpino”.

Nel prossimo mese di luglio i giovani Tenenti conseguiranno la Laurea Magistrale in Scienze Strategiche e Militari e saranno assegnati ai reparti operativi dell’Esercito dislocati su tutto il territorio nazionale, per iniziare la loro missione al servizio del Paese.