ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 707

Torino e lo sport per promuovere il territorio

I dati di bilancio della Città, spiegati in maniera più semplice e accessibile con il Popular Financial Reporting, dimostrano limpegno della città sullo sport e le sue ricadute ad impatto positivo

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Di Paolo Pietro Biancone*

La notizia è rilevante: Torino ospiterà i Mondiali di Pallavolo maschile 2018 e al Pala Alpitour si svolgeranno gli incontri della fase decisiva per lassegnazione della coppa più ambita da tutte le Nazionali. Un risultato importante sia sotto il profilo sportivo sia sotto il profilo economico: la macchinaorganizzativa di eventi sportivi simili è in grado di generare ricadute positive sul territorio anche sotto il profilo turistico e di immagine di Torino e del Piemonte. Il risultato è frutto di un lavoro intenso della Città nel tempo, con momenti importanti di successo, quali le Olimpiadi invernali di dieci anni fa e la designazione di Torino Capitale dello Sport 2015.

I dati di bilancio della Città, spiegati in maniera più semplice e accessibile con il Popular Financial Reporting, disponibile anche su http://www.unito.it/sites/default/files/popular_financial_reporting1.pdf, dimostrano limpegno della città sullo sport e le sue ricadute ad impatto positivo sul territorio.

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Le strutture comunali volte alla promozione dello sport e del benessere sul territorio cittadino sono 168: alcune a gestione centrale, altre assegnate alle Circoscrizioni, altre ancora affidate in concessione a terzi. Il Comune gestisce direttamente la Piscina Stadio Monumentale, lo Stadio del Ghiaccio, il Palazzetto dello Sport, lo Stadio Nebiolo, il Palazzetto Le Cupole. Gli accessi di utenti sono stati oltre 630 mila nel 2014, dato in aumento nel 2015. Limpegno di spesa del gruppo Comune di Torino sulle attività sportive è stato di oltre 1,94 milioni di euro: dato considerevole, di poco inferiore allimpegno per le attività culturali.

I frutti di politiche per lo sport sono cosistenti: secondo BIT 2016, Borsa del Turismo Internazionale è confermata la tendenza che da tempo interessa il turismo italiano e internazionale, ovvero la voglia di trasformare la vacanza in unoccasione per vivere esperienze diverse. In particolare, il turismo sportivo muove un giro daffari di 6,3 miliardi di euro, 10 milioni di viaggi e 60 milioni di pernottamenti censiti dallOsservatorio Nazionale del Turismo. Lo sport rappresenta uno dei segmenti più promettenti del turismo anche perché consente la promozione di aree meno note e la destagionalizzazione dei prodotti. Anche per questo sarà sempre più importante valutare le ricadute economiche di eventi sportivi e lavorare per promuovere iniziative, che stimolano benessere ed economia.

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*Docente di Economia Aziendale e Coordinatore del corso

di dottorato in Business & Management dellUniversità di Torino

(Foto: il Torinese)

 

Luci su Torino

L’energia elettrica impiegata per illuminazione pubblica è pari a 80.000.000 di Kwh, equivalenti al consumo indicativo di 29.700 famiglie composte da 3-4 persone. Al fine di ridurre il consumo di energia elettrica è stato avviato un programma di sostituzione lampade con la nuova tecnologia Led per complessivi 24 milioni di KWH su 55.000 punti luce (fine intervento previsto a luglio 2016)

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di Paolo Pietro Biancone*

Chi illumina le strade della Città? Qual è la spesa per l’illuminazione pubblica?  Anche a queste domande risponde Il bilancio POP del Comune di Torino, http://www.comune.torino.it/sfogliato/pfrtorino/. Il bilancio è fonte di numerose informazioni, che il bilancio POP estrapola e comunica in maniera trasparente ed accessibile ai non addetti ai lavori. La comunicazione del bilancio della Città nella sua interezza è la chiave della condivisione, della comprensione e della partecipazione alle decisioni politiche.
LUCI PERNA SAN CARLOTorino ha affidato a Iren Servizi S.p.a. la gestione dei servizi di illuminazione pubblica, degli impianti semaforici, elettrici, termici e speciali degli edifici comunali. A tali attività va aggiunta la gestione (global service) del Palazzo di Giustizia “Bruno Caccia” di Torino e di svariati edifici di particolare interesse (es: Museo del Cinema, Mole Antonelliana, Palazzo Madama ecc.). L’energia elettrica impiegata per illuminazione pubblica è pari a 80.000.000 di Kwh, equivalenti al consumo indicativo di 29.700 famiglie composte da 3-4 persone. Al fine di ridurre il consumo di energia elettrica è stato avviato un programma di sostituzione lampade con la nuova tecnologia Led per complessivi 24 milioni di KWH su 55.000 punti luce (fine intervento previsto a luglio 2016). Il Led permette di avere una durata di circa 50.000 ore contro le 5.000 ore circa delle vecchie tecnologie.
Iren Servizi S.p.a. gestisce il servizio di gestione degli impianti termici, elettrici e speciali di circa 850 edifici comunali (Municipio, Circoscrizioni, musei, impianti sportivi, ecc.) per una volumetria riscaldata di 8.100.000 metri cubi pari all’8% degli edifici torinesi. Non solo, gestisce ed eroga i servizi di teleriscaldamento sul territorio cittadino. Al 2014 ha raggiunto 560.000 abitanti, vale a dire il 55% delle case, attestando Torino come la Città più teleriscaldata d’Italia. PO VITTORIO LUCIA GRANDE
Iren servizi è parte del Gruppo Iren, multiutility quotata alla Borsa Italiana, che opera nei settori dell’energia elettrica (produzione, distribuzione e vendita), dell’energia termica per teleriscaldamento (produzione e vendita), del gas (distribuzione e vendita), della gestione dei servizi idrici integrati, dei servizi ambientali (raccolta e smaltimento dei rifiuti) e dei servizi per le Pubbliche Amministrazioni.

Iren è strutturata sul modello di una holding industriale con sede direzionale a Reggio Emilia, sedi operative a Genova, Parma, Piacenza e Torino, e Società responsabili delle singole linee di business. Alla holding Iren S.p.A. fanno capo le attività strategiche, di sviluppo, coordinamento e controllo, mentre le Società operative garantiscono il coordinamento e lo sviluppo delle linee di business:

Iren Energia nel settore della produzione di energia elettrica e termica e dei servizi tecnologici;
Iren Mercato nella vendita di energia elettrica, gas e teleriscaldamento;
IRETI nella distribuzione di gas ed energia elettrica e nel servizio idrico integrato;
Iren Ambiente nella raccolta dei rifiuti, nella progettazione e gestione degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti e nel settore rinnovabili.
La città di Torino è tra gli azionisti Iren per via indiretta, attraverso la Società controllata FCT e anche attraverso La Finanziaria Sviluppo Utilities (FSU), che è, a sua volta, controllata pariteticamente dal Comune di Torino e dal Comune di Genova, i quali detengono il 100% del capitale sociale.
Iren è, quindi, indirettamente parte del Gruppo Comune di Torino: le due aziende si intrecciano per ragioni di servizio e per esigenze di strategia e di governo; e si sintetizzano ogni anno per esigenze di misurazioni di risultati, presenti nel bilancio consolidato.

*Docente di bilancio consolidato dell’Università di Torino

Il "Torino Pride" compie 10 anni

pride2Sarà allestito il ‘Rights Village’. Un bimbo che sorride  sotto un asciugamano arcobaleno. Il claim è ‘Il domani ci appartiene’. Così il Torino Pride  quest’anno festeggia i suoi 10 anni e alla consueta sfilata, il 9 luglio, abbina un grande happening musicale in piazza San Carlo, oltre al l’allestimento di un ‘Rights Village’ a Torino esposizioni, che sarà inaugurato il 2 luglio insieme al party ufficiale di finanziamento, una mostra fotografica alla Fondazione Merz, un’ asta a favore di Casa Oz, e la conferenza internazionale sui dirittipride5 nell’Europa Balcanica. La sfilata ricorderà anche la tragedia di Orlando, e partirà da via San Donato fino a raggiungere  piazza Castello. Sarà aperta dal carro del Coordinamento Torino Pride, e un bus di Torino City-sightseeing allestito da un gruppo di bambini. In serata l’happening musicale condotto da Platinette e con  Levante, Dolcenera, i Perturbazione, Carlo Gabardini e il coro del Teatro Regio che esegue due arie della Carmen con la soprano Gabriella Sborgi.

(foto: il Torinese)

Il network come strumento di innovazione

 

Di Paolo Pietro Biancone*

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Il Piemonte è sul podio, insieme a Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, come Regione Innovativa. Secondo l’Innovation Scoreboard, indice basato su 25 fattori di innovazione di un territorio, delle imprese e della comunità, i Paesi leader sono Svezia, Danimarca, Finlandia e Germania, l’Italia è solo 19esima in classifica.

Ma l’assunto è questo: Nessuna azienda può fare innovazione o sopravvivere senza un network.

Le tecnologie più importanti e complesse sono costantemente innovate grazie all‘attività di network autogestiti. Essi sono collegati ad organizzazioni (per esempio, aziende, università, enti governativi) che generano, acquisiscono e integrano le diverse conoscenze e capacità necessarie.

Da qui la rilevanza crescente di una rete sociale, ossia un qualsiasi gruppo di individui connessi tra loro da diversi legami sociali. Per gli esseri umani i legami vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari.

Gli amici che stimolano. Il numero di Dunbar afferma che le dimensioni di una rete sociale in grado di sostenere relazioni stabili sono limitate a circa 150 membri. Su quanti della nostra rete possiamo contare? Le reti sociali (Social media) sono una delle forme più evolute di comunicazione in rete, ed è anche un tentativo di violare la “regola dei 150”. La rete arricchisce le relazioni sociali e con nuovi contatti tramite i principali social network, Facebook, Twitter e Linkedin.

INTERNET WEBSe chiediamo a bambini cosa significa Amici, le loro risposte sono divertenti, ma profonde: “Amici sono persone con cui ridere insieme”; “Amici sono persone che ti aiutano”. Come nella vita quotidiana non possiamo fare a meno degli amici, così accade nell’attività aziendale: qui gli amici si assimilano al concetto di network, che stimola, aiuta, integra, approva l’operato dell’azienda in ottica costruttiva. Questo è Il networking, essenziale all’interno della vita professionale in azienda: è la base per pianificare la propria carriera comprendere le regole del gioco ed è un potente strumento di conoscenza.

Interessanti e indispensabili i vantaggi del lavorare e concepire il network: consente un maggiore accesso a informazioni e risorse, così come una migliore comprensione delle regole del gioco e la possibilità d’influire sulla politica aziendale, la facilitazione nella creazione di un terreno di consenso e fluidificazione dei processi produttivi e decisionali e la visibilità. Così come il network stimola l’individuazione delle opportunità e accelerazione nella progressione della carriera e nel riposizionamento.

computer webIl tutto deve essere condito da una capacità di comunicazione e di condivisione che sia attenta, mirata e di apertura, nella convinzione e consapevolezza che “insieme è meglio”.

In questa consapevolezza, di grande aiuto è lo sport: sono molte le aziende che si affidano allo sport per motivare e stimolare le proprie risorse umane. Il golf, la barca a vela sono tutti sport che aiutano a capire lo spirito del network e del gioco di squadra, in maniera divertente ed esemplificativa. Tutto per stimolare il benessere e la mentalità vincente del gruppo.

“Se un giocatore è bravissimo, c’è sempre qualcosa in cui non è molto abile. E tramite il gioco collettivo si riesce a far emergere il meglio di ognuno, sopperendo ai suoi difetti con le doti di un altro. Un gioco di squadra che non faccia questo applica una tattica sbagliata. Inoltre continuando a tarpare i pregi di un individuo, alla lunga, questi si stacca dalla squadra. In un club sportivo può essere sostituito, ma in un’azienda, dove la mobilità è decisamente più bassa, può diventare un problema serio”. Parola di Julio Velasquez, allenatore di successo e di grande esperienza.

Gli amici e il network sono lo strumento per l’innovazione e il cambiamento di successo.

* Docente di Economia Aziendale e coordinatore del corso di dottorato in Business management dell’Università degli Studi di Torino

“Anche io sono la protezione Civile“

alpini caselleUn’esperienza di vita sana ed educativa per tutti: i giovanissimi apprenderanno il lavoro dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e degli Alpini

Dal 27 Giugno al 3 Luglio  l’ Associazione Nazionale Alpini – sezione di Torino, presidente Gianfranco Revello, in collaborazione con il Gruppo Alpini ed il Comune di Caselle Torinese, organizza “Anche io sono la protezione Civile“, un campo scuola riservato alle classi prime e seconde delle medie. Presso il Prato Fiera, le giornate inizieranno con l’alza bandiera dove si canterà l’inno Italiano – come si usa fare nella tradizione alpina –  e si concluderanno con l’ammaina bandiera. I ragazzi dormiranno nelle tende e svolgeranno tutte le attività che abitualmente si svolgono in questi campi scuola. All’ appuntamento parteciperanno trentacinque alunni, suddivisi in cinque squadre che saranno intitolate alle altrettante divisioni alpine, in  un’esperienza di vita sana ed educativa per tutti: i giovanissimi apprenderanno il lavoro dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e degli Alpini e, avranno l’opportunità di dimostrare a noi adulti che si può parlare di cose importanti divertendosi.

Indennizzi decreto banche non assoggettabili a imposizione fiscale

marino mauro«Gli indennizzi previsti dal decreto banche non sono assoggettabili ad alcuna imposizione fiscale» afferma il senatore Mauro Maria Marino, Presidente della Commissione Finanze e tesoro che prosegue «L’importante chiarimento sul regime fiscale degli indennizzi ricevuti dai detentori delle obbligazioni subordinate della banca Etruria, Cariferrara, Carichieti e Banca Marche è venuto da parte del Vice Ministro Zanetti in Commissione. Si tratta di una questione continua Marino che conferma la bontà di non introdurre emendamenti su tale punto, poiché è esclusa in radice, data la natura risarcitoria del danno subito dai risparmiatori, la imposizione fiscale. Le ipotesi di tassazione per investimenti effettuati da un imprenditore nell’ambito della propria attività di impresa hanno un valore puramente teorico. Auspico quindi conclude Marino che l’interrogazione svolta possa costituire la base per le istruzioni che verranno fornite dall’Agenzia delle Entrate».

 

Il Valore sociale della vendita

Non vogliamo esprimere giudizi, ma solo evidenziare il fil rouge che unisce tutte WEB AGRIle possibili affermazioni e cioè “Vendere significa comunicare per generare azioni”

di Antonio De Carolis

(Presidente Club Dirigenti Vendite & Marketing)

www.cdvm.it

La vendita è quella cosa che tutti fanno dalla nascita e che spesso neghiamo di fare. Ma cosa significa vendere?

Ognuno di noi potrebbe dare una risposta diversa e probabilmente si muoverebbe tra le accezioniDe-Carolis positive quali: “trasferire qualcosa a qualcun ‘altro” e “offrire qualcosa dietro un compenso” a quelle più negative come: “Convincere qualcuno a fare qualcosa anche se non vuole farlo“ oppure ”Far comprare ad altri qualcosa che vogliamo vendere”.
Non vogliamo esprimere giudizi, ma solo evidenziare il fil rouge che unisce tutte le possibili affermazioni e cioè “Vendere significa comunicare per generare azioni”.

La vendita, infatti, stimola azioni da parte del mercato e, tutte le aziende, grazie alla forza ed alla credibilità del proprio brand generano comportamenti diversi in funzione di ciò che, attraverso i vari media, comunicano.

Questo è il principale motivo per il quale oggi si parla di Responsabilità Sociale delle Imprese e delle organizzazioni (spesso viene utilizzato l’acronimo inglese CSR, Corporate Social Responsibility) perché le scelte che facciamo, per generare ricavi, devono prendere nella giusta considerazione anche gli effetti meno positivi (talvolta negativi) della scelta stessa. E’ un po’ quello che succede quando leggiamo i “bugiardini” inseriti nelle confezioni dei medicinali: troviamo Indicazioni e Controindicazioni, a noi la decisione.

Chi si occupa di marketing e vendita oggi non può non tenerne conto nello svolgimento della propria attività. Oggi, chi vende deve necessariamente essere o diventare un professionista perché i suoi comportamenti impattano in modo importante sul sociale.

Sono finiti i tempi in cui si proponeva tutto a tutti: i clienti hanno bisogno di soluzioni mirate alla loro realtà e ai loro specifici bisogni. Solo tenendo conto di questo chi vende diventa partner, e può seriamente incidere sui risultati attesi dal proprio interlocutore. Tutto ciò, secondo noi, è quanto da subito si può fare in termini di sostenibilità.

Alcune statistiche dicono che un cliente soddisfatto parla bene di noi con altre 7 persone mentre, l’insoddisfatto ne parla con altri 27. Diventa pertanto fondamentale avere una visione chiara dell’attività, perché questa genererà comportamenti adeguati e, di fatto, farà trasparire in modo evidente la nostra mission.

Volendo fare un esempio, potremmo dire che la vision di una compagnia di assicurazioni non può essere “vendere il più alto numero di polizze possibili” ma “offrire garanzia e assistenza al più alto numero di persone che si trovano in difficoltà a seguito di un evento imprevisto”. La mission, quindi, non sarà vendere polizze, ma aiutare persone in stato d’improvvisa e imprevista necessità.

Pensare in modo sostenibile può sembrare “pesante” ed evocare in noi la logica dello “sforzo”; fa pensare al titano ATLANTE che sosteneva la Terra sulle proprie spalle. Proviamo, allora, a proporla e proporcela “alla francese” trasformandola quindi in “sviluppo che dura nel tempo” (per i cugini d’oltralpe development durable) così tutto diventa più semplice, perché è un po’ quello che facciamo tutti i giorni: gestiamo le nostre energie.

Le energie possono essere di tipo fisico (il velocista non può ”sprintare” tutta la gara), di tipo economico (spendo tutto lo stipendio mensile nei primi 5 giorni) e di vario altro genere (le parole generano energia in chi ci ascolta). Le energie sono il nostro vero patrimonio e, si sa, il patrimonio va gestito, per noi stessi e per chi verrà dopo di noi.

Avere una vision corretta ed attuale semplifica, crea motivazione e rende positivi perché, come diceva Al Gore: La disperazione non serve a nulla quando la realtà offre ancora margini di speranza.

www.nonsoloambiente.it

Per la valorizzazione del legno

uncem“La valorizzazione del legno. Sfide, analisi, proposte” è il titolo del convegno promosso da Uncem che si terrà giovedì 23 giugno, dalle ore 9,30 alle 17, presso il Circolo della Stampa di Torino, in corso Stati Uniti 27
La superficie forestale piemontese è in continua crescita. Superato nel 2015 un milione di ettari. Un patrimonio immenso, oggi in gran parte non gestito, che richiede un impegno strutturale e capace di unire l’azione pubblica a quella delle imprese. E il parterre allestito dall’associazione che raggruppa gli enti locali montani subalpini è davvero ricco.
Nella mattinata di giovedì 23 interverranno Lido Riba, Presidente Uncem Piemonte, Igor Boni e Piergiorgio Terzuolo dell’Ipla, Franco Licini, Dirigente Settore Foreste Regione Piemonte, Alessandra Stefani, Vice Capo del Corpo forestale dello Stato, Paolo Maria Terzolo, Dottore forestale, Franco Molteni della Fondazione per l’Ambiente Fenoglio – Turin School of Local Regulation. A seguire, una tavola rotonda su “Edilizia, bionergie, uso energetico. Nuove dimensioni per un sistema di utilizzo avanzato e competitivo”, con Alberto Poggio, docente del Politecnico di Torino, Dipartimento Energia; Sandro Cobror di BioChemtex, Mossi&Ghisolfi; Mario Bonaccorso, Responsabile Area Biotecnologie industriali e Bioeconomia, Assobiotec-Federchimica; Giovanni De Ponti, Direttore generale FederlegnoArredo; Walter Righini, Presidente Fiper; Andrea Maria Rizzo, docente Università di Firenze, Dipartimento di Ingegneria Industriale; Luca Lo Bianco, Direttore scientifico della Fondazione Montagne Italia; Lorenzo Franchini, Enel, Affari Istituzionali Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Conclusioni della mattinata don l’assessore regionale alla Montagna Alberto Valmaggia e il deputato Mino Taricco.
Nel pomeriggio, la presentazione di best practice e scenari, con Stefano Battaglia della Silvateam (San Michele Mondovì), Massimo Pace della Helaris Holding (Settimo Torinese), Gianni Tarello, Presidente regionale e nazionale del settore forestale di Fedagri Confcooperative, Alberto Dotta del Consorzio forestale Valsusa, Andrea Dematteis di Gestalp (Sampeyre), Beppe Tecco di Agrindustria (Cuneo), Andrea Crocetta di Replant, Start up presso l’Incubatore di imprese del Politecnico di Torino, Andrea Ferretti, Sindaco di Usseaux (To), Giorgio Ferraris, Sindaco di Ormea (CN), Giorgio Talachini della Cooperativa La Foresta (Susa), Ettore Durbiano di Federlegno Arredo, Mirko Rossetto della Rossetto Legnami (Luserna San Giovanni), Antonio Spinelli del Cluster Legno Piemonte,  Fausto Bollati della KWB, Franco Gottero dell’Ipla e i rappresentanti delle aziende XLam Dolomiti, Margaritelli – Listone Giordano (Miralduolo di Torgiano), Stella (Cuneo). Conclusioni della giornata con l’assessore regionale all’agricoltura Giorgio Ferrero e il viceministro Andrea Olivero.

Massimo Iaretti

 

La Compagnia di SanPaolo replica alla sindaca

sanpaoloPrime polemiche post-elettorali. “La Compagnia è stata partner leale e affidabile di tutte le istituzioni, di volta in volta governate da diversi colori politici, proprio perché si tratta di  un ente autonomo, filantropico e di natura privata interessata a lavorare per e con i territori di riferimento”. La fondazione replica così al sindaco Chiara Appendino, che aveva storto il naso sulla nomina al vertice di Francesco profumo e sulla notizia di un possibile aumento degli stipendi del consiglio dell’ente. “Ridurre il processo di nomina dei vertici a una mera questione di indicazioni politiche e spoil system non corrisponde alla realtà delle regole e dei comportamenti comportamenti”.

Conclusa la prima edizione di “Innovation for Change”

politecnicoJohn Elkann (Fondazione Agnelli), Fabiola Gianotti (CERN), Marco Gilli (Politecnico di Torino) e Francesco Profumo (SAFM) premiano le idee di impresa elaborate da 50 giovani, che applicano tecnologie già oggi disponibili per usare meglio le risorse naturali e rispondere ai bisogni del pianeta. La migliore idea si aggiudica 50.000 euro offerti dalla Fondazione Agnelli per favorire la creazione di una vera Start up

 

Sensori automatici che rilasciano la giusta quantità di fertilizzanti nei campi agricoli riducendo l’impatto sulle falde idriche. Sistemi integrati per smart cities che individuano perdite d’acqua potabile negli acquedotti e indirizzano con tempestività l’intervento di riparazione. Soluzioni per edilizia urbana che usano le alghe per purificare l’acqua, riducendone i consumi. E poi ancora: sistemi di crowdsourcing per rendere più precise le previsione meteorologiche, aumentano anche l’efficienza delle centrali eoliche nella produzione di energia elettrica e persino una serra galleggiante a forma di balena che utilizza l’energia solare per desalinizzare l’acqua del mare e irrigare le coltivazioni, portando l’acqua dove scarseggia.

Sono alcune delle idee che 50 giovani, studenti MBA della Scuola di Alta Formazione al Management di Torino (SAFM) e dottorandi del Politecnico di Torino, hanno elaborato nell’ambito del progetto “Innovation for Change”: un percorso multidisciplinare che ha impegnato i giovani per 5 mesi, suddivisi in 8 gruppi, e che ha potuto avvalersi della collaborazione con il CERN di Ginevra e con alcune istituzioni e aziende italiane e internazionali, tra cui il Ministero italiano dello Sviluppo Economico, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, Barilla, ENEL e Smat. Non semplici esercizi teorici a scopo didattico, ma soluzioni innovative credibili basate su tecnologie disponibili, che rispondono a bisogni collettivi globali e da cui potranno nascere start up operanti sul mercato.

I prototipi e le soluzioni tecniche adottate dai giovani sono stati presentati e valutati oggi presso il Castello del Valentino di Torino da quattro giurati speciali: il vice presidente della Fondazione Agnelli, John Elkann, la direttrice generale del CERN, Fabiola Gianotti, il Rettore del Politecnico di Torino Marco Gilli e il Presidente della SAFM Francesco Profumo.

Dopo aver approfondito le soluzioni elaborate dagli studenti, i giurati hanno premiato la seguente migliore idea d’impresa:

–          AquaSmart, un sistema intelligente e integrato alla rete idrica per facilitare l’identificazione di perdite d’acqua e intervenire in modo tempestivo.

AquaSmart riceverà un contributo straordinario di 50.000 euro, stanziato dalla Fondazione Agnelli nell’ambito delle celebrazioni per i suoi 50 anni di attività (1866-2016). Il contributo ha l’obiettivo di sostenere il gruppo di lavoro di AquaSmart a costituire una vera e propria start up, iniziando così ad operare sul mercato.

Oltre a AquaSmart, i giurati hanno selezionato anche:

–          Demetra, un sistema automatizzato di gestione delle risorse per il settore agricolo;

–          Alfie, una soluzione per l’edilizia da applicare sulle facciate degli edifici, basata su di un modulo verticale composto da alghe che consente il riutilizzo dell’acqua nelle aree urbane.

 

I 3 gruppi di lavoro premiati avranno l’occasione di partecipare gratuitamente all’European Innovation Academy (EIA), il programma internazionale di accelerazione per start up tecnologiche ospitato dal Politecnico di Torino dal 10 al 29 luglio, che vede tra i partner aziende quali Google, Allianz, FCA, Intesa Sanpaolo e Ferrero e porterà in città i mentor della Silicon Valley e 300 studenti dalle migliori università di tutto il mondo.

(foto: il Torinese)