In Piemonte si registra un vero e proprio boom di migranti, il doppio dell’anno scorso : sono diecimila da inizio anno. Nello stesso periodo dello scorso anno erano 4.415. Attraverso una circolare lunedì la Prefettura di Torino ha chiesto di approntare l’accoglienza per 749 nuovi profughi da “spalmare” su tutto il territorio regionale, mentre aumentano le richieste di asilo bocciate. «E’ necessaria una soluzione a livello nazionale, il problema deve essere affrontato in quella sede», dice l’assessore regionale all’Immigrazione Monica Cerutti che aggiunge: «bisogna concedere a tutti un permesso di soggiorno umanitario almeno per chi è in fuga da disastri ambientali e da persecuzione politica e religiosa o da sfruttamento grave, per evitare che si crei un popolo di invisibili e sfruttati». Il consigliere leghista Alessandro Benvenuto ha interrogato l’assessore «per conoscere in che modo la Regione vuole aiutare i piccoli Comuni nella gestione dei profughi». «Il solo elemento degno di nota ascoltato – dice il consigliere – è il numero di coloro che ottengono l’asilo. Aveva ragione quindi la Lega Nord quando sosteneva che molti dei profughi sono solo semplici clandestini».
(Foto Siccardi)
Il Cados
Su cento treni regionali, in Piemonte 90,7 arrivano puntuali, con al massimo entro cinque minuti di ritardo dall’orario previsto
circa 144.000 viaggiatori che, nei giorni feriali, utilizzano le corse. La percentuale globale regionale migliora di 1,5 punti rispetto all’anno scorso e addirittura di 5,9 in confronto al primo semestre 2014. Cancellate nel primo semestre l’1,43% delle corse programmate, ma solo lo 0,47% per cause dovute a Trenitalia. Erano state il 2,16% nel primo semestre 2015 e il 3,19% nel 2014. Più che dimezzate rispetto al 2014 (-55,23%) le avarie che hanno determinato lo stop delle corse sono diminuite del 52,1% rispetto al 2015 e si attestano oggi poco sopra lo 0,1% delle corse programmate.
STORIE DI CITTA’ 
maggioranza degli utenti sono donne. Renzo Brunelli presidente e Antonietta Giusti vicepresidente soddisfano le nostre domande. Chi sono i vostri utenti? Per il 97 percento non italiani indigenti. Purtroppo aumenta il numero degli italiani.145 paesi dal 1994 a dicembre 2015, 43mila persone per un
totale di 170mila prestazioni. Nell’ultimo bilancio sociale sono state 4474 le persone
assistite (4230 nell’ambito medico, 94 formativo e 150 socio sanitario), aumentano le prestazioni assistenziali. 100 volontari (50 personale medico) e otto dipendenti che svolgono il ruolo di mediatori culturali. Diverse le religioni “rappresentate” ma vi assicuro che di fronte alla malattia le reazioni sono simili. Si riassume il tutto in queste cifre: 332.682 conto economico valorizzazioni 835.844
valorizzazioni lavoro volontari 144.185 valorizzazione prestazioni o servizi sostenuti da soggetti diversi. Totale 1.312.711. E siamo in comodato d’uso gratuito dall’ Opera Pia Barolo. Nel mentre si scatena Piero fotografando tutto e tutti e si propone per le sue peculiarità professionali per contribuire all’attività. Nel 1992 il primo presidente e
fondatore Corrado Ferro, sindacalista e
parlamentare europeo. L’ispirazione del Cardinal Pellegrino. Teresa Paladino insegnante in pensione e volontaria ci fa visitare il “Salone delle mamme” , attiguo al poliambulatorio, offre una serie di attività di sostegno ed accoglienza alle famiglie, per supportarle alla prevenzione sanitaria, nell’insegnamento sociale, nell’istruzione dei figli e nelle difficoltà economiche. Anche qui
Piero è “incontenibile” nel fotografare e chiede il permesso. Una graziosa ragazza di colore da’ il permesso e donne velate con dolci sorrisi, gentilmente lo negano. Ed io continuo nel pensare che il bene non fa rumore ma deve cominciare a fare notizia. Finito il giro, gli ultimi convenevoli. Vorrei ritornare e mi confutano sottolineando: porte aperte a tutti…scusi, ci dà una mano a trovare volontari dentisti?
Aumentano le richieste e le liste di attesa. Assolutamente, sarà fatto. Mezzogiorno ed usciamo con il sole che rimbalza. Sono proprio persone che se non esistessero dovremmo inventarle.E’ proprio vero il bene deve fare rumore e notizia.
Primo Stakeholder Group Meeting per il progetto Interreg Europe RETRACE, coordinato dal Dipartimento Architettura e Design del Politecnico di Torino, che propone l’approccio sistemico per l’elaborazione di piani di sviluppo basati sulla “circular economy”


Ritorna in voga il baracchino? E’ utile che a Torino si apra una riflessione approfondita sulla ristorazione scolastica e collettiva, sul ruolo che questa può giocare in termini di educazione, prevenzione delle patologie e di benessere per i cittadini, senza dimenticare l’impatto che l’alimentazione delle città ha sull’ambiente e i ritorni positivi che un’impostazione sostenibile può avere sull’economia locale
andare all’asilo, per mangiare a scuola e riempiva la borsa di operai e impiegati quando pranzavano in fabbrica. Una volta era rigorosamente in alluminio, poi è subentrato l’acciaio e oggi ci sono contenitori a tenuta termica in grado di conservare caldo il pasto sino al momento del consumo.
Primo raduno di Larghe Vedute, il network delle Radio della Salute della Mente. Iingresso gratuito a tutti gli eventi
Ancora una volta Torino è in prima linea nella promozione della cultura scientifica, della salute e dei Diritti Umani.
possibilità di accesso alla contraccezione , l’adozione di stili di vita sani che condizionino positivamente la salute della donna e, di conseguenza, dell’intera comunità. In linea con gli obiettivi di Sviluppo Sostenibili delle Nazioni Unite si sono anche affrontati argomenti purtroppo ancora attuali in tema di diritti umani come le violenze domestiche e la sicurezza e il rispetto della donna in tutti i contesti della vita quotidiana ( luoghi di lavoro, casa, luoghi di cura), il matrimonio delle adolescenti e le mutilazioni genitali femminili. Uno dei principali obiettivi del Comitato è quello di promuovere la formazione dei professionisti che operano in ambito ostetrico e ginecologico e l’informazione per le donne in tema di salute, rendendo disponibile e traducendo in diverse lingue materiale sia didattico sia informativo. Inoltre il Comitato si occuperà di creare strategie e piani di azione su scala locale e mondiale, in collaborazione con le Organizzazioni Intergovernative, alcune non Governative, Fondazioni di Beneficenza, Associazioni di Pazienti e comunità locali per creare una rete capillare che collabori al raggiungimento degli obiettivi . A tale scopo è previsto un incontro tra i membri del Comitato e i rappresentanti delle principali istituzioni del territorio, al fine di favorire strategie di azioni comuni e lo scambio di idee e necessità di salute della donna.
