ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 707

Bauli-Bistefani, grandi manovre per salvare i lavoratori

Passi avanti per i trasferimenti ma acqua alta per la mobilità
Bistefani

Un passo avanti per i trasferimenti ma ancora acque alte per la mobilità. Questa è, in poche battute, la sintesi dell’incontro che si è svolto venerdì scorso ad Alessandria tra le organizzazioni sindacali da un lato, Cgil e Cisl e la rsu dello stabilimento di Villanova Monferrato e la proprietà Bauli. In realtà si è trattato di un appuntamento interlocutorio perché Stefano Zancan, amministratore delegato dell’impresa veneta CASALE1era impegnato all’estero. In un clima sostanzialmente tranquillo – come pure non si erano registrate tensioni in occasione del presidio dei lavoratori del giorno precedente davanti all’ex Bistefani – le parti hanno discusso ma la soluzione della vertenza è ancora lunga a venire, anche perché a fronte dell’offerta dell’azienda fatta ai dipendenti di andare a lavorare in provincia di Verona non paiono essere molte le adesioni, con resistenze soprattutto dei lavoratori più avanti negli anni o con situazioni familiari radicate nel Casalese. Il sindacato, dal canto suo, ha avanzato anche alcune richieste di incentivi che l’azienda dovrà vagliare. Nel complesso il dialogo rimane aperto anche se nessuna decisione è stata in realtà sinora presa. Ecasale giovedì, a partire dalle ore 14.30, in Comune a Casale c’è il tavolo istituzionale con i diversi attori istituzionali, a partire dai sindaci dei comuni interessati (l’occupazione riguarda anche alcuni centri della Provincia di Vercelli) a partire da Casale e Villanova, la Regione Piemonte, i parlamentari Cristina Bargero e Fabio Lavagno. E questa volta ci sarà anche la Provincia di Alessadria che, nel precedente incontro, non era stata invitata al tavolo. In una nota l’ente Provincia ha fatto conoscere che “sta verificando se esistano ancora reali possibilità di intesa con istituti bancari per l’anticipazione delle provvidenze a sostegno dei reddito, così come è avvenuto nel passato per alcune grandi crisi industriali e per garantire un reale aiuto alle famiglie in difficoltà”. Ma il tavolo istituzionale – finalizzato appunto a vedere se possano essere approntate soluzioni che consentano la prosecuzione dell’attività nello stabilimento, la cui chiusura sarebbe un ulteriore passo verso la desertificazione dell’industria nel Casalese – potrebbe avere una coda. “Stiamo valutando la possibilità – dice Marco Malpassi della Flai Cgil, che sta seguendo in prima persona l’evoluzione della vicenda ex Bistefani – di avere un incontro nella stessa giornata di giovedì, successivamente a quello del tavolo istituzionale, vista la presenza dell’amministratore delegato Zancan (in Confindustria ad Alessandria l’impresa era rappresentata dal responsabile delle Risorse umane) per poter entrare nel merito delle questioni”. Il sindacato ha già avuto una assemblea serale con i lavoratori – e non è stata la prima volta – venerdì, nel corso della quale è stato illustrato lo stato dell’arte della trattativa. Intanto Fabio Lavagno, che ha presentato sulla vicenda un’interrogazione al Governo, torna ad insistere per l’apertura di un tavolo nazionale che esplori la possibilità di evitare la chiusura dello stabilimento

Massimo Iaretti

 
 
 

Comprare e vendere, guida agli investimenti

La grancassa giornalistica cavalca l’’onda dei fenomeni borsistici estremi quando ormai è al termine della propria corsa ma, cosi facendo, diventa megafono di paure o euforie deleterie e motore di irrazionalità nei comportamenti degli investitori

zulianiIl Torinese con questo primo intervento di Paolo Zuliani, analista tecnico indipendente, intende  dare ai risparmiatori occasionali e poco esperti un nuovo modo di guardare gli investimenti, slegandoli dalle notizie spesso fuorvianti dei mass media e dalle contingenze del momento. La grancassa giornalistica cavalca l’’onda dei fenomeni borsistici estremi quando ormai è al termine della propria corsa ma, cosi facendo, diventa megafono di paure o euforie deleterie e motore di irrazionalità nei comportamenti degli investitori. “Il mio contributo – dice Zuliani – sarà quello di far evitare questi errori e di sgomberare il campo da acquisti e vendite perché il titolo è basso o è alto, costa poco o costa caro” o perché “l’’ha detto la tv o il giornale””. L’’analisi sarà fatta sull’Indice FTSEMIB, ovvero il paniere che raccoglie le aziende italiane a maggiore capitalizzazione e non sui singoli titoli.

L’indice Ftse Mib dopo aver toccato la quota dei 19000 punti dai minimi di inzio febbraio si è avviato in una fase discendente che ad oggi sembra non avere trovato ancora un fondo. Come valuta l’’attuale fase di mercato?

 

Il nostro mercato è in fase correttiva da un mese circa dopo il forte rimbalzo iniziato il 9 febbraio scorso. Dai minimi l’’indice ha recuperato quasi il 20% per poi incominciare a flettere in un trend che, per adesso, non trova una conclusione. Tutto questo in controtendenza con le Borse americane che sono praticamente ritornate a testare i massimi di sempre. La debolezza tutta italiana dipenderebbe molto dalla difficile situazione del reparto bancario. Almeno, questo è quello che si sente raccontare nel disco incantato dei mass media. Sta di fatto, però, che non mancano puntualmente pressioni al ribasso anche per gli altri settori, industriale e energetico in primis.

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Cosa è cambiato allora rispetto ad un mese fa?

 

Assolutamente nulla. Le cose in economia non cambiano da un giorno all’altro. Cambia, invece, l’’atteggiamento degli investitori/speculatori che ritengono opportuno il momento di monetarizzare i guadagni dopo un + 20% in un mese, quando i titoli di Stato danno a mala pena l’’un per cento in un anno. È ’una questione di opportunità prettamente speculative e non di dinamiche macroeconomiche.

Quando potrebbe terminare questa fase discendente?

La sensazione è che una nuova spinta rialzista sia alle porte. I prezzi seguono modalità sganciate da valutazioni economiche. Sono, invece, figli di movimenti ciclici a loro volta collegati ad atteggiamenti psicologici di massa degli investitori. In questo momento siamo vicini alla conclusione di uno di questi movimenti. Il grafico previsionale verde che segue segna il percorso del nostro indice rosso. Non dovrebbe quindi mancare molto ad una inversione di tendenza.

 

Come crescono i giovani a Pinerolo?

giovani I risultati dello studio, finalizzato a capire come crescono i ragazzi, cosa pensano, come si relazionano con i pari ed in famiglia, quali sono le prospettive per il futuro, saranno presentati in un incontro pubblico, che si tiene venerdì 8 aprile tra le ore 14.30 e le 17 al Castello di Miradolo

Ottocento ragazzi in un’età compresa tra i 12 ed i 20 anni sono stati al centro di un studio, “Crescere a Pinerolo” a cura della Fondazione Emanuela Zancan per conto della Fondazione Cosso con il contributo finanziario della stessa ed in collaborazione con il Comune di Pinerolo. Nei mesi di febbraio e marzo di quest’anno sono stati distribuiti 590 questionari delle scuole pinerolesi secondarie di secondo grado che si sono andati ad aggiungere a quelli raccolti nella scuole secondarie di primo grado, chiudendo così il cerchio temporale. I risultati dello studio, finalizzato a capire come crescono i ragazzi, cosa pensano, come si relazionano con i pari ed in famiglia, quali sono le prospettive per il futuro, saranno presentati in un incontro pubblico, che si tiene venerdì 8 aprile tra le ore 14.30 e le 17 al Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo. I lavori verranno introdotti da Maria Luisa Cosso, presidente della Fondazione Cosso, Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione Emanuele Zancan Onlus, Giampiero Clement, assessore al Comune di Pinerolo e Giovanni Tosco, presidente dell’Ufficio Pio della Compagnia San Paolo. Seguiranno le relazioni di Giulia Barbero Vignola (Fondazione Zancan) su “I risultati dello studio: uno sguardo a 360° sulla crescita dei ragazzi” e di Martin Eybard (Fondazione Cosso) su “Istruzione, tempo libero, futuro e felicità: le voci dei ragazzi”. Seguirà una discussione tra Paolo Malano (liceo scientifico Maria Curie), Maria Teresa Ingicco (liceo classico Porporato), Loredana Grabbi (Istituto Alberti – Porro), Danilo Chiabrando (Istituto Buniva).

Massimo Iaretti

 
 

Il caso panchine rosse. Salvini: "Roba da papponi". Laus: "Facciamole in tutta Italia"

 Ma Nadia Conticelli, consigliera regionale del Pd e presidente della Circoscrizione, non ci sta e risponde via Facebook al leader del Carroccio: “La lotta alla violenza è lotta per la sicurezza. Di tutti”
panchine donne violenza

Ai tempi del social network anche le panchine – se sono rosse – diventano un caso. Stiamo parlando delle panchine dipinte di rosso ideate a Torino come simbolo della battaglia contro la violenza alle donne. Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini ha dato ragione ai suoi consiglieri leghisti della Circoscrizione 6. che hanno votato contro il progetto di ridipingere altre dieci panchine. “Bene, è solo una presa in giro: su quelle panchine si siedono i papponi”, ha detto alla Stampa. Ma Nadia Conticelli, consigliera regionale del Pd e presidente della Circoscrizione, non ci sta e gli risponde via Facebook: “La lotta alla violenza è lotta per la sicurezza. Di tutti”, e si  fa fotografare seduta su una delle panchine  con il cartello “io non sono un pappone”. A dimostrare che a sedersi non sono (almeno, non solo) i papponi ma  anche., aggiunge la consigliera “studenti, insegnanti, operai, ingegneri, pensionati, designer, badanti. Noi insomma che siamo Torino”. Nel dibattito su Fb entra anche il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Mauro Laus, referente per le Pari Opportunità della Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali: “Salvini conferma la sua pochezza culturale e decide al posto delle donne. Invece io decido con le donne”. Laus aggiunge che è disposto  a sostenere il progetto della Commissione Pari Opportunità piemontese di ampliare su scala regionale e nazionale la campagna di sensibilizzazione delle panchine rosse.

(foto: www.comune.torino.it)

Il Chiampa lancia l'idea della Casa del Vino made in Piemonte

chiampa BICIE un coordinamento regionale degli eventi legati all’enologia

Per promuovere il  vino piemontese il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, ha in mente una Casa del Vino, da realizzare a Torino, e un coordinamento regionale degli eventi legati all’enologia e all’agricoltura ad essa connessa. Il governatore, che è anche presidente dell’Arev, l’associazione che rappresenta le 75 regioni Vendemmia vinoviticole europee, ha lanciato la proposta in occasione della presentazione delle nuove etichette di ‘Piemonte Barbera, tradizione che si rinnova’, il progetto della Cia di Asti, della cantina di Vinchio e del Consorzio della Barbera all’Enoteca regionale di Nizza Monferrato.

Regione, approvato il Bilancio di previsione 2016-2018

con reg lascarisIl documento di previsione finanziario, che era approdato in Aula dopo numerose sedute in Commissione, pareggia in 19,7 miliardi di euro in termini di competenza e 18,5 in termini di cassa (il fondo di riserva 2016 è pari a 1,4)

La maggioranza di palazzo Lascaris con 28 voti a favore e 6 contrari delle opposizioni, eccetto il gruppo M5S che aveva abbandonato l’Aula), ha approvato a maggioranza il Bilancio di previsione finanziaria 2016-2018” Nella seduta del 31 marzo è stato previsto il contingentamento dei tempi, per non fare notte.  La richiesta è giunta dalla maggioranza, per l’imminente scadenza dell’esercizio provvisorio del Bilancio. Il documento di previsione finanziario, che era approdato in Aula dopo numerose sedute in Commissione, pareggia in 19,7 miliardi di euro in termini di competenza e 18,5 in termini di cassa (il fondo di riserva 2016 è pari a 1,4). Nell’esercizio finanziario 2017 sono previste entrate e spese nell’ordine di 18,6 in termini di competenza. L’esercizio finanziario 2018 pareggia in 18,2 miliardi. La quota più ingente, come sempre, alla sanità alla quale sono dedicate circa l’83% delle risorse del bilancio regionale (attorno agli 8 miliardi di euro). Al secondo posto gli stanziamenti per i trasporti con 533 milioni. L’esame in Aula è stato caratterizzato dalla discussione di oltre 200 emendamenti, dei quali 12 approvati. Quasi la totalità di quelli provenienti dalle opposizioni sono stati respinti eccetto due del gruppo Forza Italia.

In particolare un emendamento dell’Esecutivo ha proposto numerose integrazioni anche raccogliendo sollecitazioni provenienti dalle opposizioni. Nella proposta del vicepresidente della Giunta regionale, con delega al Bilancio, sono stati previsti spostamenti di risorse (circa 4 milioni di euro) per far fronte a diverse esigenza emerse recentemente anche a causa dell’approvazione di nuove leggi. Tra queste viene stanziato un milione di euro per far fronte all’emergenza di lotta parassitaria e di risarcimento dei danni agli agricoltori causati dal coleottero Popillia japonica (che ha colpito soprattutto il Parco del Ticino). Un altro milione è riservato per il sostegno al fondo sociale per le locazioni mentre, 150 mila euro, vanno al sostegno della recente legge contro la violenza di genere. Per l’Edisu sono stanziati un milione nel 2016 e altri 2 nel 2017; per la Formazione professionale, invece, sono previsti ulteriori 12 milioni nel 2017. Prima della votazione finale sono stati approvati 27 ordini del giorno collegati (alcuni anche delle opposizioni) a fronte di altri 16 respinti (vedi scheda dedicata).

consiglio lascarisIL DIBATTITO IN AULA

Prima delle dichiarazioni di voto il presidente della Giunta regionale, esprimendo soddisfazione per il lavoro svolto sul Bilancio ha rilevato come “la Giunta e la maggioranza con questo documento si trovino a metà del percorso politico e programmatico di questa amministrazione. Credo che con questo bilancio si cominci a intravedere la luce in fondo al tunnel e non più il treno in senso contrario. Ora dobbiamo guidare in modo accorto. Il nostro obiettivo è anche restituire al Consiglio regionale la dignità di essere utile alla nostra comunità”.

  • Il presidente del gruppo M5S ha giustificato l’uscita dall’Aula con “la mancanza di volontà di confrontarsi della Giunta regionale e della maggioranza, per non voler in minima parte riconoscere il lavoro delle opposizioni e per la scelta dell’Ufficio di presidenza di assumere un provvedimento inaccettabile nei confronti di due componenti del gruppo”.
  • Il capogruppo Pd ha dichiarato il voto favorevole in quanto pur “portandoci dietro un debito di 10 miliardi abbiamo gestito un Bilancio che da risposte alla società: ci siamo concentrati non sulle colpe dei padri ma sul futuro dei figli”.
  • “Anche con l’entrata in vigore della nuova riforma costituzionale – ha affermato il presidente del gruppo FI – il potere normativo della Regioni è ancora enorme e in questi due anni si poteva fare di più. Mi auguro che nel prossimo triennio la Giunta regionale possa mettere in atto le necessarie azioni di cambiamento, dalle politiche sociali alla sanità”.
  • Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, “La Giunta regionale ha abdicato al suo ruolo. Il Bilancio è un provvedimento blindato che l’Aula ha dovuto digerire sfogandosi in patetici atti d’indirizzo in una fase di assestamento che non avrà risorse: una presa in giro. Un bel pesce d’aprile per tutti i piemontesi.”
  • Voto contrario dichiarato anche dalla presidente del gruppo della Lega Nord perché “manca completamente l’idea della progettualità, della velocità e della prospettiva. Il presidente della Giunta regionale poteva essere più coraggioso, non essendo interessato ad una rielezione”.
  • Il capogruppo di Sel, dichiarando la sua lealtà politica alla maggioranza ha evidenziato alcuni dati favorevoli alla azione dell’attuale governo regionale, “7mila persone rischiavano di perdere la casa nel 2013, ora sono solo 5mila. 4mila studenti non prendevano la borsa di studio oggi sono solo mille. 30 mila le famiglie senza assegni cura oggi solo più 16 mila”.

AB – www.cr.piemonte.it

Il successo della app contro lo spreco di cibo targata Torino

mercato sebatopoliSi chiama  Last Minute Sotto Casa

Ogni mese, per un anno e mezzo ha salvato 2,5 tonnellate di cibo, di cui 1 tonnellata nella città di Torino. Proprio sotto la Mole è nata la  start up nell’incubatore del Politecnico, che oggi sta per  sbarcare anche oltre confine, in Spagna e Portogallo. Si chiama  Last Minute Sotto Casa, app che combatte lo spreco alimentare e vuole espandersi all’estero grazie a un accordo con Day Gruppo Up e con il network LifeGate. Sono più o meno 50 mila in Italia gli utenti registrati sulla app e 300 gli esercizi commerciali che propongono a prezzi scontati i prodotti in eccedenza.

(Foto: il Torinese)

Empowering women: Elisa Sasso, artigiana ceramista

Sabrina Allegra è una sociologa freelance specializzata in temi riguardanti il genere. Con il fotografo Stefano Di Marco ha realizzato un reportage (Empowering women through their job and passion) focalizzando l’attenzione sull’empowerment delle donne attraverso la loro professione. Il reportage comprende sei storie di donne, corredate di foto

Di Sabrina Allegra  www.womensocialinclusion.org

 Foto  di Stefano Di Marco www.stefanodimarco.com

 
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6 / ELISA SASSO, ARTIGIANA CERAMISTA

CHI È ELISA SASSO?

Elisa, quasi trentatreenne, è un’artigiana ceramista formalmente da un anno con il suo brand Elisa Sasso Creazioni Ceramiche, anche se in realtà lavora la ceramica da circa otto anni. Inizia a vendere i suoi prodotti prima nella cerchia di amici e parenti e poi nei circuiti dei mercatini. Oggi Elisa è impegnata, oltre che nella produzione   e vendita delle sue ceramiche, nella conduzione di laboratori per le scuole. Elisa ci confida inoltre che, presso il suo laboratorio di Pinerolo, ci saranno presto delle novità per gli aspiranti ceramisti.

 

COME NASCE LA PASSIONE PER LA CERAMICA?

Elisa inizia a frequentare 3-4 cicli di un corso di ceramica presso l’Associazione Aquarius di Torino. Affascinata da questo mondo, continua a svolgere workshop e corsi più brevi sulle tecniche minori e sulle alte temperature. Ciò che appassiona Elisa è il lavoro manuale in sé, ma soprattutto è il concretizzare un’esperienza in un prodotto finito, che capita di dover ripetere in decine e decine di pezzi per i suoi affezionati clienti.

Non so più se si tratta di passione o di necessità, nel senso che molto spesso mi ritrovo a mettere pezzi di vita vissuta, ricordi ed esperienze negli oggetti che realizzo.

Le sue creazioni, specialmente quelle che piacciono alle persone, partono sempre da qualcosa di intimo e personale. L’argilla diventa un canale privilegiato di espressione personale. La sua passione la porta poi in Turchia, grazie a un progetto europeo sull’apprendimento di alcune tecniche di decorazione. Un’esperienza che si rivela di alto valore umano, oltre che tecnico. La ceramica, arte diffusa in tutto il mondo, ha il potere di unire i popoli e le loro culture. Ogni tradizione ceramica racchiude un fascino unico per Elisa, fatto di tecniche e materie prime differenti che rendono irripetibile ogni manufatto.Due anni e mezzo fa si conclude un’altra esperienza che segna fortemente il cammino di Elisa: il Giappone. Tre mesi di apprendimento intensivo di lavorazione della porcellana, presso un rinomato e giovane maestro a 40 km dalla città di Nagoya. Elisa racconta di quanto i ceramisti siano venerati dai giapponesi, godono infatti di sasso12un considerevole rispetto che rimanda alla millenaria tradizione del tè, dei suoi rituali e dell’eccellente cura dei dettagli. La porcellana è un materiale meraviglioso, ma molto costoso e difficile, che Elisa non esclude un giorno di cominciare a lavorare.

Elisa parte per questa avventura senza pensarci su, lascia tutto, ma una volta arrivata a destinazione ad aspettarla non trova le condizioni lavorative tipiche dell’apprendistato. La realtà in cui si ritrova è ben diversa: 9 ore di lavoro in una piccola fabbrica, per sei giorni su sette, a contatto con polvere e sotto stress. Ma non basta perché, oltre a tutto ciò, Elisa affronta un altro ostacolo: in base a qualche precetto della tradizione giapponese, le donne non possono stare al tornio, sono adibite a mescolare i colori, a lavori molto più poveri e all’utilizzo degli stampi.

Il Giappone ha cambiato parecchio Elisa e sono tanti i risvolti personali che si porta dietro. La prova è stata dura più che mai, sia a livello fisico che psicologico, ma è proprio da qui che torna a casa con la massima certezza di ciò che vuole fare nella sua vita.

LA FONTE DI ISPIRAZIONE NELLA SUA PROFESSIONE?

L’ideale per Elisa è un viaggio, sia per rigenerarsi che per far nascere nuove idee. Quando non è possibile è sufficiente il riposo totale dalla ceramica, trascorrere del tempo con un’amica o andare in montagna con la cagnolina Petra. Lo stile di Elisa lo riconosci tra gli altri per i suoi elementi decorativi fantasiosi e freschi che rimandano a mondi onirici e simbolici. Elisa ci apre la porta del suo giardino segreto, mostrandoci gli angoli più intimi e personali. Ci presenta i pois e le righe, che nelle sue creazioni non mancano mai. Ci sono poi le casette da appendere al collo, alle quali lei tiene tanto. Per esempio, la sua prima casa di ceramica è nata dal bisogno di avere finalmente una sola casa, dopo averne cambiate ben undici. E poi ci sono le sue amatissime mongolfiere, simbolo di un grande amore che dopo tanti anni finisce e come una mongolfiera si alza in volo. La ceramica è per molti un’attività terapeutica ed entra a far parte della vita di Elisa in un momento in cui era indispensabile ritagliarsi uno spazio e un tempo tutto suo. Manipolare l’argilla, racconta Elisa, ha dei risvolti curativi per l’anima: attraverso la materia riesce ad esorcizzare le esperienze sia positive che negative che le capitano. L’argilla ha infatti delle proprietà eccezionali, tra cui quella di assorbire gli stati d’animo di colui o colei che la lavora.

QUANTO É IMPORTANTE AVERE UNA PERSONA DI RIFERIMENTO SU CUI CONTARE?

Lei si ritiene molto fortunata, può contare su qualcuno che capisca le sue esigenze e creda in lei. Fra le tante persone incontrate che hanno segnato il suo percorso professionale, Elisa ricorda la sua prima insegnante. Una persona molto dura, ma che vede in lei fin da subito qualcosa di diverso dalla semplice hobbista. Nel processo evolutivo dell’artista è necessario superare i maestri per andare oltre e trovare se stessi. Elisa lungo il suo cammino di ceramista ha incontrato persone che nel bene e nel male l’hanno aiutata a far tesoro dell’esperienze vissute. Esiste un’altra persona che ha sempre creduto in Elisa ed è una delle due sorelle, capace di dire la cosa giusta al momento giusto e di esserci nel momento del bisogno.

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QUALI SONO LE DIFFICOLTÁ INCONTRATE IN AMBITO PROFESSIONALE?

Tanti e diversi gli ostacoli incontrati. All’inzio erano più di tipo concreto, come il procurarsi le materie prime necessarie e trovare uno spazio adeguato. Tutto ciò di cui aveva bisogno se l’è conquistato un po’ per volta con le sue forze. Un percorso tortuoso che inizia con il suo primo tornio acquistato quando ancora studiava all’università. Elisa ha affrontato difficoltà economiche ma anche emotive, perchè ci sono quei momenti in cui ti scoraggi. L’emotività e la sensibilità, che caratterizzano Elisa, se da un lato rappresentano degli elementi tangibili nelle sue creazioni, in certi momenti facilitano la deconcentrazione dal suo lavoro.Essere artigiana e imprenditrice di se stessa, com’era già emerso nella storia di Grazia Isoardi, comporta avere una limitata disponibiità di tempo. Una risorsa preziosa che va razionalizzata al massimo oltre che per la propria attività professionale, per la vita affettiva. Elisa in laboratorio è molto abile a massimizzare il tempo: per produrre una ciotolina di ceramica il tempo medio è di circa 45 minuti. Ci sono molti passaggi da considerare e in generale la tecnica di Elisa è molto sperimentale e “anarchica”: ammette che per questo le capita di sbagliare ma sovente il risultato è sorprendente ed è fiera di farsi guidare dall’istinto.

 

IN QUANTO DONNA?

Elisa racconta di avere un compagno che l’aiuta tantissimo a casa, c’è un rapporto paritario e generalmente le cose si fanno insieme. Quella domestica rimane tuttavia una questione da tenere a mente e da organizzare, finendo per sommarsi al resto degli impegni.

A proposito dell’essere una ceramista, Elisa parla del magico legame esistente tra la donna e l’argilla. I ceramisti uomini sono tanti e sicuramente la forza fisica può aiutare, così come il coraggio nell’utilizzo del fuoco o dell’alta tensione. Ma, secondo Elisa, la manipolazione e la creazione di oggetti che contengono” rimandano a qualcosa di intrinsecamente connesso all’essere donna.

COSA SOGNAVA DA PICCOLA ELISA?

Elisa da piccola adorava gli animali e sognava di diventare veterinaria. Nei primi anni dell’adolescenza era molto affascinata dal diritto e la scelta universitaria vacillava tra due ambiti molto diversi fra loro, l’Accademia delle Belle Arti e Giurisprudenza. Alla fine Elisa segue un percorso diverso da entrambi, Scienze dei beni culturali, in cui lo studio di Storia dell’arte le trasmette il senso dell’estetica che lei applica con sapienza nelle sue creazioni.

OGGI LE DONNE SONO DAVVERO LIBERE DI SCEGLIERE IL LORO DESTINO?

Rispetto alle sue coetanee e amiche Elisa è da considerarsi un’eccezione. Non sono molte le donne che conosce ad aver preso in mano la loro vita. Spesso ci si accontenta di un lavoro che non piace ma di cui si ha bisogno o che non si ha il coraggio di cambiare. Elisa fin da molto giovane sapeva che avrebbe fatto il possibile per non diventare un’adulta alienata dal suo lavoro. Un atto di coraggio e di responsabilità è sicuramente quello di concedersi almeno una volta nella vita la possibilità di provarci, di darsi fiducia. I fallimenti possono capitare e forse servono anche per farsi le ossa. A livello familiare il gene dell’audacia non manca per niente. Le donne della sua famiglia sono state intraprendenti e audaci, a partire dalla nonna materna, commerciante di abiti per quasi cinquant’anni, che con sua sorella ha iniziato l’attività imprenditoriale negli anni ’60. La mamma di Elisa è stata un altro modello di tenacia e determinazione. Elisa ricorda di avere sei anni quando la mamma si laurea in Psicoterapia all’Università di Padova, un settore dove all’epoca le donne erano quasi inesistenti.

 Nel mondo dell’artigianato e del libero professionismo, il “fare rete” ha un ruolo non trascurabile. Essere artigiane comporta passare del tempo in solitudine, per esempio in laboratorio, e la presenza di una rete di colleghe/i a cui fare riferimento può rappresentare un punto di forza. Elisa fa parte di un collettivo composto da 12 artigiane di Pinerolo e partecipa all’ambizioso progetto Ceramica: singolare, femminile promosso da DonnArgilla, un collettivo di ceramiste provenienti da tutta Italia. Attraverso la raccolta fondi #adotta una mostra verrà finanziata l’esposizione delle loro creazioni che si terrà a Roma il prossimo ottobre.

 

SOGNI E PROGETTI PER IL FUTURO?

Oggi Elisa è una persona serena che ha concretizzato la sua passione nella sua attività di artigiana ed è in attesa di un bimbo o una bimba. Elisa augura a suo/a figlio/a di non dover vivere le ansie e le pressioni derivanti dal mondo circostante, che in parte lei ha vissuto, ma di riuscire a trovare la propria strada, qualsiasi essa sia. Elisa farà di tutto per educare questa nuova vita alla libertà di pensiero, e quale modo migliore di farlo se non attraverso il viaggio! Elisa ama molto viaggiare, lei e il suo compagno sono due viaggiatori e non vedono l’ora di programmare il loro primo viaggio in tre!

ELISA SASSO IN SINTESI?

Eclettica, emotiva e tenace.

Il Buondì non è servito a salvare l'ex Bistefani

La Bauli chiude a Villanova ma propone di riassorbire tutti i dipendenti. Ma l’idea del trasferimento a Verona porta a scelte non facili per i lavoratori

Bistefani

I Buondì, unico tra i marchi e le produzioni passate nel 2013 di proprietà dalla Bistefani alla Bauli non sono stati sufficienti a salvare lo stabilimento di Villanova Monferrato. Stefano Zancan, amministratore delegato della società di Castel d’Azzano (Verona) dall’inizio dell’anno, lunedì non ha avuto mezzi termini nell’incontro con i sindacati in cui ha annunciato la chiusura, spiegando che i costi fissi di produzione dell’impianto monferrino sono altissimi e che l’acquisizione della struttura da parte del precedente managment dalla famiglia Viale, era stata un errore. “All’epoca c’erano state dichiarazioni di impegno nel potenziare la fabbrica – dice Marco Malpassi di Flai Cgil – ma non si è mai visto un piano industriale. Zancan ha rilevato che gli altri marchi acquisiti sono marginali (Girella, Yo Yo, e i Krumiri Bistefani), mentre il Buondì, nonostante un calo di produzione da 160mila quintali a circa 80mila è un qualcosa in cui credere, di qui la proposta di riassorbire tutti i 114 dipendenti dello stabilimento di Villanova Monferrato”. E sin qui va bene, ma il rovescio della medaglia è che chi accetterà dovrà trasferirsi a Verona dove saranno spostate le produzioni. Si tratta di una scelta certamente non facile e che in questo momento divide trasversalmente i lavoratori, soprattutto quelli più avanti negli anni, con famiglia e magari un mutuo da pagare che vedrebbero completamente stravolta la loro vita. Proprio per questa motivo non sono state al momento messe in campo iniziative particolari, anche in attesa di quello che sarà l’esito dell’incontro che si terrà tra la proprietà e le organizzazioni sindacali il 31 marzo prossimo all’Unione industriale ad Alessandria. “E’ un altro duro colpo all’economia del Casalese – dice Valerio Scarrone, direttore del Consorzio Servizi Unione Artigiani di Casale – che avrà sicuramente dei riflessi sulle nostre imprese che tradizionalmente costituiscono indotto, in settori come la manutenzione o i trasporti, andando ad impoverire il territorio”. Non mancano le reazioni da tutto il mondo politico. Da Roma, sul proprio sito, il deputato Fabio Lavagno spiega di aver interrogato il Governo per chiedere l’apertura di un tavolo nazionale di confronto per tutelare la continuità occupazionale dei dipendenti e, raggiunto telefonicamente aggiunge che “per quanto difficile sarebbe importante che qualche imprenditore potesse prendere in mano il destino produttivo del sito di Villanova, pertanto ho voluto portare all’attenzione della Regione questa grave crisi”. Proprio a Torino il consiglio regionale si è occupato dei lavoratori ex Bistefani. “Dobbiamo impegnarci tutti – ha detto il consigliere Domenico Ravetti – in una riflessione su ragionie possibili opportunità per superare questo momento”. Prossimamente il consiglio dedicherà un’intera seduta alle questioni alessandrine legate all’occupazione. Federico Riboldi (che ha presentato un’interrogazione in Provincia) ed il consigliere Emanuele Capra, da un lato, chiedono ai sindaci di Casale e Villanova Monferrato di intervenire, dall’altro propongono “alla proprietà di ispirarsi a Natuzzi, che, a offerto 12mila euro per operaio ad altre aziende che si impegnassero a riassumerlo con un contratto fisso oltre ad un indennizzo al dipendente”.

Massimo Iaretti

 

DELLA FONDAZIONE CRT FINO A 50.000 EURO PER L’ACQUISTO DI OGNI NUOVA AMBULANZA

pronto-soccorso- soccorsiÈ aperto il bando Missione Soccorso della Fondazione CRT, per il rinnovamento dei mezzi di primo soccorso delle organizzazioni che fanno capo al 118 e operano in Piemonte e in Valle d’Aosta. Per l’acquisto di ciascun mezzo è previsto un contributo fino a 50.000 euro. Il sostegno della Fondazione CRT garantisce il ricambio delle autoambulanze non più convenzionabili – circa un quinto del totale – operanti sul territorio, 24 ore su 24, e costituisce un “polmone” fondamentale per il mantenimento dell’efficienza del servizio d’emergenza sanitario. Dal 2002 a oggi, il bando Missione Soccorso ha permesso l’acquisto di 430 ambulanze, con un investimento di oltre 20 milioni di euro.

 

“La Fondazione CRT è al fianco della rete di primo soccorso del territorio, promuovendo un approccio di sistema – dichiara Massimo Lapucci, Segretario Generale della Fondazione CRT –. Il nostro intervento contribuisce a rendere ancora più efficiente il servizio del 118, che è un modello di riferimento a livello nazionale, e incentiva ulteriormente il prezioso lavoro dei volontari”. La scadenza del bando è il 15 aprile 2016.