ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 673

Il Politecnico accoglie i nuovi studenti internazionali

politecnicoAccoglienza all’aeroporto di Caselle e attività di supporto in Ateneo, ma anche momenti conviviali e la possibilità di scoprire le bellezze di Torino

 

 Una nuova città, abitudini di vita differenti, l’inserimento in una università da scoprire: per chi viene dall’estero a studiare a Torino il primo impatto può creare qualche difficoltà. Proprio per aiutare i ragazzi stranieri a risolvere i problemi pratici e ad ambientarsi nel loro nuovo campus, il Politecnico di Torino organizza una serie di iniziative dedicate, forte della propria consolidata tradizione di accoglienza dei tanti studenti che ogni anno arrivano da oltre 100 Paesi per seguire uno dei percorsi di studio o di specializzazione offerti dall’Ateneo.

Ad oggi sono 1670 gli studenti stranieri (1059 regolarmente iscritti, 611 in mobilità Erasmus) che quest’anno prenderanno parte alle “Welcome Activities for International Students”: incontri, iniziative culturali, momenti di svago aperti anche ai ragazzi italiani, per permettere ai nuovi arrivati di conoscere il Politecnico e fare amicizia con tutti gli altri studenti. L’iniziativa, che ha avuto inizio il 29 agosto e si concluderà il 4 ottobre, è organizzata dall’Ufficio Mobilità Incoming – Area caselle aero2Internazionalizzazione del Politecnico di Torinoin collaborazione con il CUS Torino.

Per prima cosa, proprio per accogliere al meglio fin dal loro arrivo gli studenti internazionali, ma anche gli italiani che non conoscono bene la città, è stato allestito un punto informativo in collaborazione con il CUS all’aeroporto di Caselle, che fino al 23 settembre fornirà informazioni e indicazioni pratiche. Sono poi previste più di cinque settimane di attività, durante le quali i ragazzi effettueranno visite guidate al campus, ricevendo preziose informazioni pratiche ad esempio per ricevere il codice fiscale, il permesso di soggiorno, fare domanda per una borsa di studio o iscriversi all’Ufficio Anagrafe. Ovviamente non mancheranno anche le occasioni per divertirsi e per conoscere la ricca offerta sportiva del CUS Torino.

Le attività in programma sono state organizzate grazie anche al supporto delle associazioni studentesche italiane ed internazionali (camerunense, cinese, iraniana, marocchina, pakistana): oltre a presidiare dal lunedì al venerdì un desk informativo, i ragazzi delle associazioni internazionali accompagneranno i nuovi colleghi alla scoperta degli spazi del Politecnico e li aiuteranno nella ricerca di un alloggio. Coinvolta nelle attività anche l’associazione BEST, che accompagnerà i nuovi arrivati alla scoperta della città che per i prossimi mesi o anni sarà la loro casa ed organizzerà per loro una cena internazionale.

POLITECNICO-300x300Per gli studenti dei programmi di mobilità in ingresso sono previsti due momenti di benvenuto (Welcome Orientation Meetings), durante i quali saranno fornite tutte quelle informazioni necessarie per affrontare al meglio il loro primo periodo a Torino e al Politecnico. A chiudere le cinque settimane di eventi sarà l’“International Welcome Event” venerdì 23 settembre, evento sportivo che si concluderà con un party serale organizzato dall’Ateneo insieme al CUS Torino.

 

Il Vicerettore per l’Internazionalizzazione, Bernardino Chiaia, commenta: “Il Politecnico consolida la propria tradizione di accoglienza degli studenti internazionali, con la partecipazione diretta delle associazioni studentesche e del CUS e il supporto della Città di Torino, oggi più che mai città universitaria internazionale. Siamo fermamente convinti che l’esperienza universitaria debba essere, fin dall’inizio, un momento di crescita e arricchimento della persona in un ambiente stimolante, piacevole e aperto a tutte le culture”.

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Hanno collaborato all’organizzazione delle Welcome Activities: Turismo Torino e Provincia (Merenda Reale e tour della città sui bus City Sightseeing Torino), la sezione Study in Torino del Comune, l’assessorato alle Politiche Educative della Città, CUS Torino (giornata di attività sportive per gli studenti internazionali), la cooperativa sociale Atypica (rilascio del permesso di soggiorno), Centro Linguistico di Ateneo (corsi di italiano).

(foto: il Torinese)

 

Wifi free, opportunità da cogliere

WIFICi sono paesi come Germania e Spagna dove in due anni il numero dei punti di accesso al Wi-Fi pubblico sono cresciuti fino al 6.000%, mentre in Italia la situazione è decisamente diversa, visto che la crescita si è arrestata al 19%

di Paolo Pietro Biancone *

Sono quasi cento milioni i punti nel mondo dove è possibile connettersi ad internet tramite il Wi-Fi pubblico: negli ultimi due anni il loro numero è quasi triplicato e questo trend proseguirà almeno fino 2018, quando gli hotspot saranno 340 milioni. In Europa ci sono paesi come Germania e Spagna dove in due anni il numero dei punti di accesso al Wi-Fi pubblico sono cresciuti fino al 6.000%, mentre in Italia la situazione è decisamente diversa, visto che la crescita si è arrestata al 19%, ma in ogni caso prosegue. Esistono alcune realtà – tra musei, siti archeologici e monumenti – che offrono la possibilità di navigare in rete grazie al wi-fi gratuito. Gli hotspot vanno da nord a sud: il monumento simbolo d’Italia ad esempio, il Colosseo, offre questo servizio già dal 2011, mentre a Torino il wi-fi gratis è presente alla Reggia di Venaria Reale e nella Mole Antonelliana. A Verona si può navigare nella casa di Giulietta e a Firenze segnatevi il campanile di Giotto e la Galleria degli Uffizi. Scendendo più a sud infine i luoghi forniti di wi-fi gratis sono la fontana dell’Elefante davanti al duomo di Catania e gli scavi di Pompei. Free Wi-Fi è ormai uno standard di servizio per la maggior parte dei luoghi pubblici europei e statunitensi, ma in Italia, tra reticenze dei provider, digital divide e confusione in merito alle regole della Privacy, il Wi-Fi libero e gratuito non è ancora un’opzione così diffusa e condivisa. Offrire il Wi-Fi gratis in maniera strutturata, attraverso una piattaforma di gestione capace di monitorare l’andamento e la qualità del servizio offerto, garantisce una serie di informazioni preziose: per esempio, è possibile rilevare alcuni comportamenti dei consumatori (riuscendo a capire a spiegarseli) per migliorare il business, intervenendo in modo più proattivo nel supportare i meccanismi decisionali. Gli utenti oggi sono multicanali e, soprattutto smartphone dotati. Questo significa che quando vanno in giro si aspettano di avere gli stessi benefici di quando sono a casa o in azienda, il che significa: connessione permanente, Internet a portata di mano, produttività a 360° in un’unica soluzione di continuità. I numeri degli analisti di Cisco System parlano chiaro: gli utenti vogliono servizi basati sulla loro posizione. Il 66% del campione intervistato, ad esempio, guarda i negozi e i ristoranti all’aeroporto, il 44% cerca le offerte durante lo shopping, il 55% cerca sconti e negozi in occasione degli eventi sportivi, il 70% consulta i programmi fedeltà e i social media negli hotel. Il 60% usa il telefonino per comparare i prezzi prima di decidere cosa comprare. Le aziende che hanno intenzione di adottato soluzioni associate ai servizi di localizzazione raccontano i motivi nei seguenti modi: Funzionalità di navigazione/mappatura/orientamento per clienti e utenti finali; Invio ai clienti di comunicazioni basate sulla posizione; Applicazioni per il monitoraggio e l’analisi degli utenti finali; Invio ai clienti di offerte o promozioni basate sulla posizione.

Non solo, se negli hotel e locali pubblici il wifi gratuito è diventato una commodity, come acqua, luce, nei punti di interesse culturali è valore aggiunto di attrazione, condivisione e conoscenza, che investe anche i social. Sono al museo, mi piace, condivido foto e momenti di interesse, quindi il museo acquista follower e immagine.

Per fare un’analogia con l’evoluzione del 4D nella cinematografia, il wifi free arricchisce con una nuova dimensione e nuove opportunità i musei e i luoghi di interesse pubblico, che si presentano così a livello globale con più ampie e diffuse possibilità di attrazione a costi minimi. E per un Paese come l’Italia, dove risiede il 70% del patrimonio culturale mondiale, non è aspetto da poco.

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* Professore Ordinario di Economia Aziendale dell’Università di Torino

Coordinatore del Corso di Dottorato in Business & Management

Sigillo della Regione 2016 al Sermig

consiglio X 1Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità, oggi, nell’Aula di Palazzo Lascaris, la delibera, primo firmatario il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus, che assegna il Sigillo della Regione Piemonte 2016 al Sermig (Servizio missionario giovani).

Nel testo viene evidenziata l’attività del Sermig – Arsenale della Pace, gruppo fondato nel 1964 da Ernesto Olivero, che ha quale missione, oltre a quella di combattere la fame nel mondo e di aiutare i poveri dei Paesi in via di sviluppo, di accogliere persone venute da altri Paesi e di proporre ai giovani valori e ideali di vita nel nome della pace e della giustizia solidale.

“Il Consiglio regionale, unitamente al suo Comitato Diritti umani, è onorato di conferire il Sigillo al Sermig perché questa struttura rappresenta uno straordinario progetto di inclusione, di tolleranza e di rispetto nei confronti della dignità umana”, ha sottolineato Laus. “L’attività condotta dal Sermig attraverso il dialogo fra le diversità, l’accoglienza ai migranti e la sensibilizzazione dei giovani alla cultura dei diritti umani si pone in linea con le politiche di difesa della pace e di coesione sociale che la nostra istituzione persegue”.

A sostegno dell’assegnazione del Sigillo – che verrà consegnato ufficialmente nel mese di ottobre – è intervenuta anche la vicepresidente del Consiglio regionale, Daniela Ruffino, che, nel ricordare i numerosi progetti di volontariato del Sermig ha dichiarato: “il Sermig rappresenta un’eccellenza piemontese a sostegno di chi è nel bisogno materiale e spirituale che ha creato un metodo per produrre il bene esportato nel mondo. Questo riconoscimento è un segnale dell’importanza del volontariato, specialmente nell’attuale situazione economica”.

Olivero, già candidato al Nobel per la Pace, campione di solidarietà vera e carità gratuita, rappresenta uno dei personaggi che hanno fatto di Torino una grande metropoli: l’impresa vincente è l’attenzione ai deboli.

L’onorificenza è stata istituita con legge regionale nel 2004 e finora è stata assegnata al missionario Padre Clodoveo Piazza nel giugno 2008, alle Truppe alpine delle Brigate Taurinense e Julia nell’ottobre dello stesso anno. Nel 2013 è poi stato conferito all’Associazione nazionale Vigili del Fuoco Volontari e al Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte, mentre nel 2014 è toccato all’Arma dei Carabinieri, in occasione del Bicentenario della fondazione, avvenuta a Torino.

La motivazione del Sigillo al Sermig è la seguente: “in considerazione dell’impegno e della dedizione profuse nell’interesse di persone in difficoltà e dei giovani, attività realizzata anche al di fuori dei confini regionali e nazionali, in Brasile e in Giordania, dove sono stati creati altri Arsenali”.

EC – www.cr.piemonte.it

Contratti di solidarietà a Mirafiori. E Giugiaro crea per la Cina

MIRAFIORI FACCIATAFiom-Cgil e Uilm comunicano che è stato firmato l’accordo tra i sindacati e Fca per l’applicazione dei contratti di solidarietà alla Carrozzeria di Mirafiori. Fino al 25 settembre, è in vigore la cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione.  L’intesa è stata “raggiunta su tavoli separati ma in contemporanea”. Sarà previsto l’utilizzo dei contratti di solidarietà per un anno: riguarderanno tutti i lavoratori eccetto 1.503 tra addetti alla linea del Levante più alcune figure specifiche. In tutto sono interessate 2.369 persone che avranno una  media di riduzione dell’orario di lavoro del 55%. Per l’azienda il ricorso alla solidarietà serve a gestire un temporaneo esubero di 1.303 lavoratori. Intanto Giorgetto e Fabrizio Giugiaro creeranno  vetture ecologiche ad alte prestazioni con tecnologie innovative per Techrules, la socieà cinese di ricerca e sviluppo automotive con sede a Pechino. Firmato un accordo per il design e l’assistenza allo sviluppo e alla produzione di  supercar ibridi a turbina per gare e per impiego su strada. Verrà realizzato un veicolo destinato ai test su pista e su strada, entro il 2016, per il Salone di Ginevra 2017. Il prototipo monterà il Trev brevettato da Techrules (Turbine-Recharging Electic Vehicle), un microturbine range extender, così da introdurre sostanziali innovazioni mutuate dal settore aeronautico, nel campo della new energy technologies, mirate  alla protezione dell’ambiente e all’abbattimento dei consumi.

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L’arte di Innovare se stessi. La passione per il cliente in tempo di crisi

 Il filosofo tedesco Georg Hegel disse: ” Niente di grande è stato fatto al mondo senza il contributo della passione.” E noi siamo assolutamente d’accordo con lui

di Antonio DE CAROLIS *

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“Io sono contento solo quando sei contenta tu”, un’espressione sentimentale che probabilmente ci è capitato di utilizzare o quantomeno di sentir pronunciare da altri.Un’affermazione che sintetizza chiaramente la visione di chi ha una passione per un’altra persona. Sì, passione, quell’emozione che oggi sembra mancare a molti ma che forse è solo poco manifesta.

Il filosofo tedesco Georg Hegel disse: ” Niente di grande è stato fatto al mondo senza il contributo della passione.” E noi siamo assolutamente d’accordo con lui. Pensiamo all’importanza della passione nel mondo del lavoro e in particolare nell’area commerciale.

Un venditore, ad esempio, è sottoposto quotidianamente a vari stress: l’ambiente in cui opera, il cliente che “non vuole comprare” o che, dopo avere acquistato, non rispetta i pagamenti concordati, il responsabile che “rileva con insistenza quanto manca all’obiettivo”, il marketing che “sforna” sempre altri prodotti per acquisire nuovi target .….

Più volte, ci è capitato di sentire qualche uomo di vendita affermare: “Basta, cambio lavoro! Sono stufo di essere il punch ball del mondo” eppure, il giorno dopo era lì, al proprio posto, pronto ad affrontare ciò che solo la passione può superare, perché essa prevale sull’emotività e dona l’equilibrio necessario per mantenere il controllo e diventare un riferimento per gli altri.

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Verrebbe da chiedersi: ma, passione per chi, passione per che cosa?

Crediamo di poter affermare: passione verso gli altri e verso se stessi.Verso gli altri, perché chi fa il venditore, sa che il cliente è indispensabile quanto il pallone per un calciatore (senza palla non si gioca) e verso se stessi perché questo mestiere può offrire soddisfazioni umane, sociali (ed anche economiche), superiori a quelle di altri.

A un convegno, alcuni giovani neolaureati inseriti nel ruolo di agenti di vendita, raccontavano come si erano avvicinanti a questa professione e, uno di questi, con la franchezza che solo i giovani sono capaci di offrire, ha affermato: “Non trovavo un posto coerente con il mio corso di studi e vedendo sul giornale inserzioni quasi esclusivamente riferite a venditori, ho deciso di provare. I miei genitori non erano molto contenti ma hanno capito subito che sarebbe stata un’esperienza formativa in termini di autonomia e di relazione. Sono passati tre anni da allora e oggi, non cambierei mestiere per niente al mondo”.

Ma chi è questo “personaggio” che non cambierebbe attività nemmeno in un momento di crisi economica? E come fa ad amare un lavoro che tutti i giorni lo porta a sentirsi dire “siamo in crisi, non abbiamo soldi da investire” oppure ” Il suo prodotto non ci serve perché lo acquistiamo già da altri?” Il Professionista della vendita è una persona che dedica molto tempo alla preparazione e all’analisi del mercato in cui opera, perché sa che “essere al passo con i tempi” significa talvolta “essere in ritardo”.

E’ un esperto, che utilizza la tecnologia, per gestire molte informazioni in poco tempo, e le tecniche per comunicare con il proprio interlocutore. Lui sa bene che, prima di ogni cosa, il cliente è un essere umano e, come tale ha bisogno di attenzioni tipiche di una relazione tra individui.

Il venditore con la V maiuscola (è capitato di sentirlo dire dall’Avv. Giovanni Agnelli riferendosi a se stesso) “ama” il proprio cliente perché è realmente interessato a lui e alla sua attività e sa che, per aiutarlo, non è sufficiente “entrare in contatto” ma è necessario “comunicare”.

La passione è il sentimento che “fa muovere” ed elevare il livello della performance perché aumenta le esigenze di performance.Un campione sportivo in allenamento ad esempio, ripete molte volte ciò che “forse” farà in gara. Si racconta che Del Piero battesse oltre 100 punizioni a settimana e che Maradona palleggiasse con un’arancia per accentuare la sensibilità del piede e, quindi, il controllo di palla.

Pensiamo che lo scopo di un professionista, venditore, commercialista, avvocato o calciatore, sia proprio questo: ricerca della prestazione eccellente attraverso la preparazione e l’allenamento. Quando le cose vanno “bene”, ovviamente, l’impegno non pesa ma, quando le cose vanno “meno bene” però, può capitare di fare molta fatica per ottenere poco, quindi lo sforzo va orientato.

Alcuni sono soliti dire: ” Per superare le difficoltà corro di più, sono sempre in giro”. Certo è un buon punto di partenza, ma la domanda è: “Dove corri?” Hai preparato un piano di lavoro “a tavolino” o corri e basta? E se corri e basta, dove stai andando? Altri invece dicono: “Il mercato in crisi chiede molta creatività”.

Ma cosa s’intende per creatività? La creatività, a nostro avviso, è prossima all’invenzione quindi, l’uomo d’affari non inventa, innova. Innova quanto fa per migliorarlo, per renderlo più semplice, più efficace, più comodo o semplicemente meno costoso. Molti miglioramenti nascono dal bisogno, che spesso è il vero propulsore dell’innovazione.

Una recentissima ricerca presentata dai nostri amici di SKILLAB ha rilevato che i fattori scatenanti del processo innovativo sono principalmente: i bisogni del cliente, il sistema competitivo, la crisi, il DNA aziendale e la naturale evoluzione. Vincente sarà chi, prima degli altri, si adeguerà alle situazioni che lo circondano, per accettarle non come definitive, ma come punto di partenza per la ricerca di nuove soluzioni.

La natura offre varie prove di questa teoria, pensiamo ad esempio alle piante di cactus che vivono con un minimo apporto idrico e nutrizionale in zone desertiche o quasi. Oppure pensiamo al mondo animale con l’ornitorinco, del quale Wikipedia, alla voce storia scientifica recita testualmente: Quando l’ornitorinco fu scoperto dagli europei alla fine del ‘700, una pelle fu mandata in Gran Bretagna per essere esaminata dalla comunità scientifica. Gli scienziati inglesi in un primo momento si convinsero che quell’insieme a prima vista bizzarro di caratteristiche fisiche dovesse essere un falso, prodotto da qualche imbalsamatore asiatico. Solo uno studio più approfondito certificò l’ornitorinco come massima espressione di adattamento all’ambiente dettato dalla volontà di sopravvivenza della specie.

Non male come propensione al problem solving !!! L’esempio più elevato, di risultato ottenuto attraverso la passione per il lavoro, ce lo offre però Ovidio, nelle Metamorfosi.

 

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Il libro X narra di Pigmalione, re di Cipro e scultore, il quale si innamorò perdutamente di Galatea, una statua femminile “nuda e in avorio” da lui stesso scolpita. La dea dell’amore Afrodite, colpita da tanta passione, decise di trasformarla in essere umano e concedergliela in sposa. Mitologia, è vero, però ci piace credere che la vera passione possa sempre trovare la giusta ricompensa.

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Un “appassionato” Augurio di Buon lavoroa voi tutti.

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* Antonio DE CAROLIS

Presidente CDVM Club Dirigenti Vendite e Marketing

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Nosiglia apre il Simposio su san Giuseppe Marello

MARELLO“Uno degli aspetti più significativi ed evidenti della spiritualità di san Giuseppe Marello è aver incarnato la Misericordia. La sua attenzione ai ragazzi, agli anziani e ai poveri ha molti punti in comune con il magistero di papa Francesco, così come l’aver individuato nell’educazione una via da seguire e sostenere per superare l’ottica dell’assistenzialismo e promuovere l’autonomia e la dignità della persona”. Con queste parole monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, ha aperto giovedì 1° settembre a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte, la prima delle quattro giornate del II Symposium internazionale dedicato a San Giuseppe Marello.sindone nosiglia

Nel corso dei lavori sono intervenuti don Giovanni Dotta sul tema Santità sacerdotale a Torino nell’Ottocento, padre Severino Dalmaso su Giuseppe Marello sacerdote: identità e stile  e don Luigi Berzano sull’Ambiente ecclesiale e sociale di Torino e di Asti nella seconda metà dell’Ottocento.

I lavori proseguono nei prossimi giorni ad Asti, Acqui Terme (Al), Alba (Cn) e San Martino Alfieri (At) secondo il programma

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Giuseppe Marello nasce a Torino il 26 dicembre 1846. Rimasto orfano di madre a quattro anni, si trasferisce a San Martino Alfieri, dove vivono i nonni. Il 31 ottobre 1856 entra nel Seminario di Asti e, sempre ad Asti, viene ordinato sacerdote il 19 settembre 1868 dal vescovo Carlo Savio, che lo nomina suo segretario. Diventato vescovo di Acqui nel 1872, partecipa ai lavori del Concilio Vaticano I e si sente particolarmente felice per la proclamazione di san Giuseppe a patrono della Chiesa universale. A lui s’ispira per gli Oblati di San Giuseppe, congregazione religiosa sorta nel 1878. Sin dagli inizi del suo sacerdozio intuisce i bisogni della gioventù e dei poveri. Ai suoi preti chiede di essere “certosini in casa, apostoli fuori”. Muore, quasi cinquantenne, a Savona il 30 maggio 1895. È santo dal 2001.

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Il primo “Fund racing day” con Fondazione Crt

usura CRTWELFARE : GIORNATA DI FORMAZIONE GRATUITA SULLA RACCOLTA FONDI Partecipazione aperta a tutte le organizzazioni che operano nel sociale in Piemonte e Valle d’Aosta

Con lo slogan “Fai cambiare marcia alla tua organizzazione!”, la Fondazione CRT organizza sabato 10 settembre il primo“Fund racing day”: una giornata di formazione gratuita sul tema della raccolta fondi, interamente dedicata alle associazioni no profit del Piemonte e della Valle d’Aosta operanti nell’area del sociale. Sotto la guida dell’esperto fundraiser Riccardo Friede, le associazioni attive nel settore del welfare avranno l’opportunità di conoscere quali strategie, azioni e strumenti innovativi mettere in moto per dare continuità all’attività di fundraising in maniera professionale.

Il primo “Fund racing day” si terrà dalle ore 10 alle 14 in via XX Settembre 31 a Torino, e sarà il primo step di un percorso più articolato: la partecipazione all’iniziativa del 10 settembre, infatti, permetterà agli enti no profit di prendere parte in qualità di uditori al modulo post estivo del progetto “Talenti per il Fundraising” della Fondazione CRT, con un ciclo formativo completo di lezioni, workshop, redazione di progetti e testimonianze di fundraiser professionisti.

Per partecipare basta inviare una mail a fondazionecrt@agenziauno.com, indicando nome, cognome, ruolo ed organizzazione di appartenenza.

Maggiori informazioni sul sito di Fondazione CRT al link: http://www.fondazionecrt.it/attività/ricerca-e-istruzione/2016-talenti-fundraising.html.

Corpo Forestale, che fare?

tosettoSTORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Nel distretto di Torino sono circa 400. Svolgono attività di prevenzione e di repressione. Molte volte incaricati dalle procure per le indagini di frodi ed incendi boschivi,  tutela della fauna locale e di controllo dell’importazione di animali.

funghi forestale

A livello nazionale oltre 8500 presenti su tutto il territorio. Sono Il Corpo Forestale dello Stato. Da non confondere con i Forestali locali che sono assurti alle cronache in Calabria o Sicilia per l’alto numero. Maggiore del Canada che di foreste se ne intende.

Ora il presidente del Consiglio ed il governo vogliono inglobarli nei carabinieri, normative europee di ristrutturazione e semplificazione del comparto sicurezza. Nel nostro paese sono 2  corpi militarizzati. Carabinieri e Guardia di Finanza 3 civili. Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale. I primi con il divieto di sindacato  presente nei corpi civili.

Il numeri del comparto sicurezza sono assolutamente ragguardevoli: 110mila carabinieri e 90mila poliziotti. Qui viene la prima domanda: perchè passare gli 8500 del Corpo Forestale con i Carabinieri, da civili a militari? In questo quadro sarebbe più logico l’accorpamento con la polizia. Il Matteo nazionale fa sapere: per affinità territoriali.

CARABINIERI DONNEFa sapere perché sistematicamente si è negato per incontri con i sindacati di categoria. Lui è fatto così e riesce  con le battutine alle Guardie Forestali di piantone al ministero, a fare “trapelare” il suo pensiero in proposito. Brilla per la totale assenza ed evanescenza il Ministro competente è Maurizio Martina.

La seconda domanda: la più totale disinformazione in proposito. Nessuno ne parla ed i parlamentari contattati respingono al mittente la richiesta d’intervenire per far cambiare idea al Presidente del Consiglio, poco incline alla delega politica.

polizia cavalloEd ecco il punto saliente: La maggioranza delle Guardie Forestali non sono per farsi inglobare dai carabinieri, ridiventando militari ed avendo oggettivamente dei limiti militari nella loro azione d’indagine e repressione dei crimini.

Di altro avviso è la Magistratura che ha messo sotto sequestro oltre 100 edifici lesionati nell’ultimo terremoto, delegando proprio la Guardia Forestale, che è prontamente intervenuta nelle prime ore del sisma proprio per la sua territorializzazione.

Dal New York Times al Pais campeggiano foto che li riprendono proprio nelle prime ore del disastro. Eroi? Sicuramente il corpo civile ha dimostrato spirito d’abnegazione e di servizio.

Punirli non sembra proprio il caso. E il primo modo di non punirli è dare voce anche sui mezzi RENZI LAVAGNAd’informazione alla loro protesta . Da quello che ho capito, comunque, non si fermano ed i sindacati presenteranno, una volta pubblicata la legge, tanti ricorsi al Tar per singole regioni, escluse quelle a Statuto speciale. Volete che almeno uno non gli dia ragione? Dunque? francamente difficile prevederlo. sono tanti i fattori  che determineranno ciò che succederà. La paura è tanta confusione. Qui non è in discussione il fare o non fare le “cose”, è il come farle. Se poi non si arriverà ad una conclusione è sicuramente colpa di chi, dicendo che vuole fare, ma o si è  con me o contro di me, semplicemente non vuole fare, sostenendo che la colpa è di chi non ha voluto. Soprattutto in questo caso è necessario il consenso perché richiesto da persone che hanno svolto e stanno svolgendo bene il loro lavoro. Per Presidente del Consiglio Matteo Renzi il nostro non è un appello, è un consiglio per poter governare meglio questo nostro difficile e pur bel Paese.

D’estate al Regina Margherita un terzo di interventi in più

REGINA MARGHEL’ospedale Regina Margherita abbatte del 4% le liste d’attesa degli interventi chirurgici. Un risultato dovuto  al lavoro delle equipe mediche durante l’estate, dato in  controtendenza rispetto al normale calo fisiologico del periodo. Dal mese di giugno ad agosto si registra un + 30% di interventi con un aumento del 13,9% dell’occupazione delle sale operatorie. A luglio e agosto l’aumento medio del numero degli interventi  è stato  del 27,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con +5,6% di ore di occupazione delle sale operatorie. I dati più elevati in Urologia pediatrica (+104,2%), Chirurgia pediatrica (+45,3%), Chirurgia Labio Palatine. La direzione dell’ospedale prevede un ulteriore taglio delle liste d’attesa in autunno, grazie alla riapertura  del vecchio blocco operatorio ristrutturato, che permetterà di intensificare  Day Hospital e Day Surgery.

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Circoscrizioni_torino_2016

 RICCI 3

Tagli, decisioni, interventi. Senza nessuna richiesta di parere. È l’amara sorte delle circoscrizioni torinesi. Utilissime a livello teorico, ridotte ad un guscio vuoto sul piano pratico. I colori in Comune sono cambiati, ma l’andazzo è lo stesso

di Giulia Ricci

IN COLLABORAZIONE CON www.ilcorsivocorsaro.it

Ilpiano periferie

Ieri è stato approvato a Palazzo Civico il fantomatico “AxTO”, un piano triennale di interventi sulle periferie torinesi che verrà presentato al Governo per accedere ad un finanziamento da 18 milioni di euro. La scelta dei luoghi si è basata su il livello di occupazione, il tasso di scolarità e il degrado edilizio abitativo. 44 opere, le più onerose il completamento del Parco Dora verso il nuovo viale della Spina e la creazione di incubatori e di un nuovo polo innovativo nell’ex Incet in Barriera di Milano, per le imprese e il sostegno alle start up. E poi più piccoli interventi di manutenzione straordinaria in 35 scuole, 41 strade, 18 mercati rionali; la creazione di 8 nuovi bike sharing, progetti educativi in 39 scuole, e così via. Senza dimenticare l’arrivo dei Bibliobus, per portare i libri lì dove non arrivano le biblioteche civiche – un’immagine un po’ da favelas più che da periferia di una grande città. Insomma, tutti interventi di piccola e media taglia atti a migliorare la vita del cittadino, a intervenire lì su annosi e quotidiani problemi che da anni investono il territorio cittadino.

AxTOAxTO

Le circoscrizioni sono l’ente di prossimità per eccellenza, il tramite tra il territorio, i cittadini e il Comune. E nessuno le ha interpellate, nemmeno lontanamente. <I più grandi interventi si trovano nell’area nord della città, la stessa area dove Chiara Appendino ha ricevuto il maggior numero di voti. Ma sono sicurissimo che sia tutta una coincidenza>. Questa la piccata polemica di Davide Ricca, presidente della Otto. Sul suo territorio, pochi interventi o niente. E nel frattempo le arcate dell’ex Moi, abbandonate e degradate da ormai dieci anni, attendono ancora un progetto serio che le riporti alla vita. Così come tanti altri luoghi torinesi, in degrado da tempo, non toccati dal piano, dallo Scalo Vallino al Palazzo del Lavoro. Un piano che i presidenti di circoscrizione hanno dovuto scaricare dal sito del Comune. E questo è tutto dire.

Il Po e le alghe

<Il dialogo noi lo cerchiamo e lo abbiamo cercato più volte – ha continuato Ricca -. Credo che la strategia del Movimento 5 Stelle sia quella di ignorare completamente il Pd: in questo quadro si inserisce il tentativo di ignorare del tutto le Circoscrizioni, tutte governate da amministratori del centro sinistra. Ma non si tratta solo del bando periferie: sul problema Po, invece di coinvolgere le tre coinvolte, ha preferito fare da sola, facendo in fretta e male. Non siamo più in campagna elettorale: in democrazia il riconoscimento dell’altro è fondamentale>.

Il Po infestato Il Po infestato

Del Po e dell’infestazione da myrophyllum aquaticum si è tanto parlato. Un tappeto verde sulle acque del nostro amato fiume, chiamata alle armi di volontari per strappare le erbacce e risparmiare sul magro bilancio comunale, una parata di foto e sorrisi tra assessori e sindaca stessa armati di guanti e forza di volontà, l’amara scoperta che per abbattere la pianta infestante ci vuole una ditta specializzata, molti soldi e molto più tempo. Di nuovo: nessun colloquio con gli enti di prossimità.

I tagli 

 C’è una novità. In Sala Rossa si è deciso per una perizia che farà luce sui conti ereditati dalla vecchia amministrazione comunale, così da capire da dove ripartire. Ci vorrà quindi ancora un po’ di tempo. Due mesi fa, intanto, si parlava già di tagli. E dove? Sugli assessorati e sulle circoscrizioni: meno venticinquemila euro ciascuna, tra tagli alla cultura e al verde pubblico. Di nuovo: nessuna richiesta di parere alla circoscrizione, per lo meno su quale settore andare a fare ritocchi nella amara eventualità che il loro portafoglio, già sempre più scarno ogni anno che passa, debba essere ancora ridimensionato – basti pensare che, tra il 2013 e il 2014, i fondi per i quartieri sono diminuiti di 1,4 milioni di euro, quasi del 25%.Insomma. Otto circoscrizioni, 25 consiglieri, 4 presidenti di commissione, sedi, segreterie, incontri, litigi, discussioni, confronti, chiacchierate con i cittadini, pochi soldi, pochissima considerazione.                                                                                                Facebook IL CORSIVO CORSARO

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