Sono in corso gli interventi sul patrimonio arboreo comunale torinese risultati necessari a seguito della consegna dei referti relativi alla prima tranche (oltre 8.500 alberi controllati) dell’appalto del controllo di stabilità degli alberi. Le piante su cui risulta necessario intervenire sono 284: 176 abbattimenti e 108 interventi di potatura, un numero che può sembrare elevato ma che deve essere rapportato agli 8.652 alberi che sono stati visionati in questa tranche di controlli; la percentuale di piante “sensibili” è dunque del 3,28 %, un dato accettabile per un patrimonio arboreo “adulto” e che, come nel caso torinese, ha una età media superiore ai 50 anni. I controlli effettuati nei mesi scorsi sono stati dedicati a diversi corsi, vie e parchi cittadini, nonché a numerosi giardini scolastici (2841 sono le piante controllate in 116 scuole, riscontrando complessivamente 61 piante da abbattere). Diversi abbattimenti si dovranno effettuare nei corsi Re Umberto (11), Siracusa (12), Sebastopoli (16), Racconigi (5), Monte Grappa (4 su 197 controlli), Belgio (6), Tortona (2), Vigevano (6), nelle vie Sempione (4), San Donato (3).
Fanno parte di questa tranche anche gli oltre 1400 controlli nel Parco del Valentino/corso Massimo d’Azeglio, con relativi interventi già effettuati lo scorso mese di settembre.
Nello storico Parco della Tesoriera, purtroppo, le piante sensibili, su 370 alberi controllati, sono risultate 16 (7 da abbattere e 9 su cui si cercherà di mantenerle con interventi di potatura). Come da prassi, prima di arrivare alla classificazione definitiva, le piante sono state indagate approfonditamente in modo da togliere ogni dubbio e valutare la possibilità di mantenere in piedi gli alberi: si consideri, infatti, che sono state fatte 27 tomografie, 4 analisi in quota ed 8 prove di trazione, con cui si simula l’effetto del vento, in modo da stimare la tenuta alla rottura ed al ribaltamento. Si tratta di analisi non routinarie, complesse e onerose, che si fanno quando ci sono dubbi e/o ci si trova di fronte ad alberi di pregio; si cerca, doverosamente, di salvaguardare tale patrimonio, non trascurando allo stesso tempo il rischio per l’incolumità pubblica.
Nel caso specifico, tra l’altro, le attenzioni non si fermeranno alla gestione degli interventi di potatura ed abbattimento, che saranno effettuati a breve, ma proseguiranno con uno studio sulle condizioni del patrimonio arboreo del Parco, perché oramai da una decina di anni si assiste ad un deperimento generale, che ha portato all’abbattimento, non evitabile, di esemplari di grandi dimensioni; pertanto, nei prossimi mesi i tecnici della Città faranno delle valutazioni approfondite, in collaborazione e con il
supporto dell’Università di Torino, con cui è operativa una collaborazione sul tema delle fitopatologie in ambiente urbano, allo scopo di individuare le cause e possibili strategie di contenimento. Come noto, la Città di Torino, il cui patrimonio arboreo pubblico è di entità molto rilevante, dalla metà degli anni ‘90 sottopone le piante del territorio cittadino a periodici controlli della stabilità, affidati con specifica gara d’appalto a professionisti esterni specializzati (dottori agronomi e forestali, periti agrari) e le attività sono sottoposte al coordinamento ed alla supervisione dei tecnici comunali; ogni 3 mesi gli appaltatori consegnano alla città le risultanze delle indagini del patrimonio arboreo analizzato in tale periodo. I controlli sono effettuati prevalentemente secondo quanto previsto dal metodo VTA “Visual tree assessment” e consentono di ridurre il pericolo derivante dalla potenziale caduta di alberi, rimuovendo le piante gravemente instabili o, in tutti i casi in cui ciò sia possibile, effettuando degli speciali interventi di potatura o consolidamento, che riducano la propensione al
cedimento, ristabilendo l’equilibrio della pianta. Quella effettuata lo scorso mese di dicembre è la prima consegna dei risultati dei controlli da quando è stato aggiudicato il nuovo appalto, che prevede numerose novità dal punto di vista tecnico gestionale. Si tratta infatti della prima gara della Città di Torino per tale servizio che viene aggiudicata con il meccanismo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, dunque non al massimo ribasso, ma valutando il progetto tecnico e le caratteristiche qualitative dell’offerta. Inoltre, in tale appalto si prevede una maggiore attenzione verso gli approfondimenti strumentali (tomografie obbligatorie per le piante con diametro tronco superiore ai 70 cm.) e il caricamento diretto da parte dei professionisti dei dati rilevati sul nuovo software per la gestione integrata del patrimonio arboreo della Città di Torino, ALBERA.TO. Laddove possibile ed opportuno dal punto di vista tecnico, sarà programmata la sostituzione delle piante rimosse; i casi più impattanti dal punto di vista numerico e/o funzionale (in cui la rimozione degli alberi pregiudichi la fruizione dell’area) saranno oggetto di specifiche valutazioni (inserimento nella lista ambiti del progetto “Regala un Albero alla tua città”, riqualificazione di banchine ed ambiti, etc.). Le operazioni, salvo condizioni meteo avverse, avranno inizio non appena saranno espletate tutte le formalità burocratiche e logistiche. Nei casi più gravi, la rimozione è già avvenuta. Gli interventi vengono realizzati da parte di imprese appaltatrici diverse e senza nessuna relazione con chi ha eseguito i controlli; durante tutte le operazioni i tecnici comunali seguono sul posto le attività. Le analisi di stabilità sono documenti disponibili presso il Servizio Verde Gestione e consultabili dai cittadini con richiesta di accesso agli atti.
(p.v.) – www.comune.torino.it
(foto: il Torinese)

Per molti manager, l’anno nuovo è una sorta di New deal di Roosveltiana memoria che ha lo scopo di “porre rimedio agli errori commessi” in precedenza e di “rafforzare i punti” di forza messi in evidenza da un’attenta valutazione della performance. Non va nemmeno trascurato, a nostro avviso, il vecchio detto popolare: “Anno Nuovo Vita Nuova”, perché questo fa capolino nelle menti di molti di noi, predisponendoci ad accettare in modo migliore il cambiamento.
sentire persone trasferite in altre sedi lavorative, altre che hanno cambiato azienda, altre ancora che hanno lanciato un nuovo prodotto o una nuova iniziativa. Come dire: Situazioni oggettive che confermano questa nostra teoria.





Le prime vittime dell’ondata di gelo, viene detto ogni giorno, sono i senzatetto. Le principali città, inclusa la nostra, hanno adottato misure straordinarie. “Ma quella con il freddo è una battaglia che si combatte la maggior parte dei giorni dell’anno per chi non ha un posto dove dormire.”
degrado delle strutture spiegherebbe, sentendo Nicola e le interviste televisive dei diretti interessati, anche i posti vuoti all’interno dei dormitori.
esperienza in città, la quasi totalità è gente comune che ha subito un tracollo finanziario per la perdita del lavoro. Per questa ragione si è trovata dall’oggi al domani a vivere la strada, a mettersi in fila per i vari dormitori della città. Il senzatetto medio ha tra i 40 e i 50 anni, è spesso diplomato, e non viene chiaramente da famiglie agiate. Ultimamente sono sempre di più gli under 30.” A conferma di ciò che mostrano gli ultimi rilevamenti dell’Istat che stravolgono il vecchio “modello di povertà italiano” e per i quali oggi la povertà assoluta
risulta inversamente proporzionale all’età, diminuisce all’aumentare di quest’ultima. La persistente crisi del lavoro ha infatti penalizzato (o meglio, sta ancora penalizzando) soprattutto giovani e giovanissimi in cerca di una prima/nuova occupazione e gli adulti rimasti senza un impiego.
visione di questo panorama molto eterogeneo. Io scrivo di Giuseppe, maestro di karate che è stato nei boschi della Val di Susa per un anno, o di Antonio, ex imprenditore nei guai con la legge per colpe non sue. Quando si svegliano la mattina le loro strade si dividono, tutti inseguono la sopravvivenza. Inseguono i pasti caldi e i pochi visi amici che li sono rimasti.” Solitamente non si tratta, comunque, di persone che rifiutano le regole e le convenzioni sociali, che cercano sistemi di vita alternativi: “Io credo che il rifiuto delle convenzioni del nostro sistema sociale sia più una conseguenza. Vivendo in strada, cambiano i parametri di riferimento, molte persone hanno infatti radicalmente mutato il loro modo di essere.” spiega, come ultima annotazione, Nicola Samana.
Il termine ” risparmio energetico” include tutta quella serie di lavori che portano a una riduzione del fabbisogno energetico dell’edificio privato o condominiale
Il 65% dellimporto speso viene restituito dallo Stato sotto forma di detrazione d’imposta un decimo l’anno per i successivi dieci anni. Bisogna sottolineare che, per poter usufruire delle detrazioni, è necessario che il contribuente abbia in dichiarazione dei redditi un’imposta a debito.
Nulla in comune tra il caso Volkswagen e quello Fca, dice Sergio Marchionne




La Diocesi di Torino ha deciso di ampliare il proprio servizio accoglienza notturna, per ospitare chi ha bisogno di riparo in questi giorni di nevicate e di grande freddo
In occasione del Giorno della Memoria 2017, il Museo Diffuso della Resistenza allestirà presso gli spazi espositivi del Polo del ‘900, la mostra Ricordi futuri 2.0, che sarà inaugurata il 26 gennaio alle ore 18 e aperta al pubblico dal 27 gennaio al 9 marzo 2017