OBIETTIVO ITALIA Si sta concludendo il Salone Nautico 2017 di Genova, arrivato alla 57esima edizione, a detta degli esperti con il segnale di una timida ripresa del settore; questo non può che far piacere come punto di ripartenza dopo le ultime edizioni assai deludenti, ma si deve lavorare ancora molto tutti insieme nell’obiettivo di raggiungere i livelli pre-crisi e non solo nel numero di visitatori. Passeggiando all’interno della fiera, infatti, si respira un’aria frizzante, ma non ancora assimilabile a quella del sogno ad occhi aperti che connotava verosimilmente la manifestazione fino a qualche anno fa, con quegli yacht cabinati dalle linee d’avanguardia con hostess, non sempre preparate nei dettagli tecnici delle imbarcazioni, ma pronte ad accoglierti dentro gli stand con quei sorrisi e dai quali rimanevi stordito per poi non notare fisici da topmodel, con le quali avresti sicuramente un pomeriggio di sole di
Agosto al largo, magari di Portofino, lasciandoti dondolare dalle piacevoli onde del mare.In fondo si sa: la barca è un prodotto prettamente maschile, e il genere femminile non ne abbia a male se, inevitabilmente, il commento rischia di cadere nel machismo! In fondo quante relazioni sentimentali sono finite per la colpa del mal di mare del quale soffre una buona parte del gentil sesso!
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Ma torniamo con i piedi per terra: entrando, superata la biglietteria sulla destra, c’è una simpatica area che merita, per gli appassionati, di essere visitata poiché dedicata ai motoscafi Aquarama d’epoca, anche in funzione della dedica/intitolazione della manifestazione a Carlo Riva, recentemente scomparso, con i primi esemplari prototipi degli anni Trenta, fino a quelli conosciuti a livello mondiale degli anni Cinquanta e Sessanta; chi in fondo di quella generazione non ha mai agognato un giro in barca con una certa Brigitte Bardot?Superata questa piccola ma pregevole area il percorso naturale porta al “padiglione blu” di Jean Nouvel, dove sono ubicati al piano inferiori i motori fuoribordo delle principali case costruttrici e un’infinità di gommoni e lance; al piano superiore si incontrano i fornitori del mondo nautico, dagli accessori, alle vernici, ai detergenti.Il Salone trova naturalmente maggior slancio nella parte a mare dove vengono ormeggiate centinaia di barche che, però, abbondano forse eccessivamente nei prodotti gonfiabili, per quanto in voga specialmente nel mondo della subacquea, a discapito della classe open tra i 38’ e i 45’ piedi, simboli per antonomasia della motonautica. Proprio in questa taglia si notano grandi lacune: a parte la procedura fallimentare che ha colpito i prestigiosi Cantieri Baia la mancanza del grande escluso Ferretti, a oggi di proprietà cinese, si fa sentire; e che dire dei Cantieri di Sarnico, anch’essi non presenti?
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La diaspora che ha colpito l’associazionismo nautico è nota a tutti, ma appare altrettanto evidente che il mondo del diporto nostrano può ritrovare una sua posizione di prestigio a livello internazionale solo se unito: Cantieri Navali San Lorenzo, negli anni, ha sviluppato imbarcazioni di successo di dimensione sempre maggiore, ma un Salone che vuole essere veramente di grande interesse non può privarsi di una scelta di megayacht tale da attirare il pubblico ricco proveniente dall’estero; Perini deve ritornare a Genova, è un nome di prestigio che non può mancare! Lungo le banchine che si articolano parallelamente rispetto al padiglione blu trovano ormeggio anche molte barche a vela, secondo i puritani del mare, l’archetipo dell’imbarcazione, ma certamente, secondo i businessman, l’articolo tendenzialmente più economico per chi voglia dedicarsi a qualche mini-crociera, sicuramente sprovvisto di tutti i comfort che la tecnologia riserva al mondo dei motoscafi.
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La città nel suo complesso ha cercato di creare, specialmente tra i privati, una propositiva sinergia di intenti: i centri integrati di via, specialmente quelli del centro, si sono adoperati al meglio allestendo nella serata di Sabato una Via Roma a festa, con negozi aperti ove veniva offerto a clienti e turisti un raffinato aperitivo in presenza di modelle vestite dai migliori atelier locali, impegnate a sfilare tra le auto d’epoca gentilmente messe a disposizione dagli iscritti del Veteran Club ligure. La volontà da parte dei genovesi a mantenere l’evento si è vista anche con un certo affetto; ora diventa fondamentale lavorare, in previsione dell’anno prossimo, per ricompattare le confederazioni di categoria nautica perché dall’estero la concorrenza è forte e sembra quasi che gli italiani, a partir dall’epoca del Comuni, facciano fatica a trovare un amalgama, forse per piccole invidie campanilistiche che, però, alla fine agevolano sempre gli stranieri che, in questo caso, si chiamano francesi, popolo anch’esso dalla forte tradizione marinaresca e, soprattutto, da una consolidata esperienza recettiva, se si parla di turismo e di traffico aereo specialmente su Nizza, città della Costa Azzurra da sempre all’avanguardia su questi aspetti. Buon vento!
Carlo Carpi



dei Santi sociali torinesi – ha affermato don Andrea Bonsignori – è stata quella di individuare i soggetti sociali fragili e di fare delle loro fragilità dei punti di forza. La scuola presente all’interno del Cottolengo è aperta alla multiculturalita’ e sviluppa le potenzialità e specificità delle persone con disabilità, valorizzandone la loro unicità. Purtroppo nella nostra società violenza e discriminazione vanno di pari passo. Il grande gesto innovativo che ha compiuto il beato Cottolengo è stato anche quello di raccogliere per strada le ragazze disabili e quelle che avevano subito violenza, raggruppandole in un ordine di suore. Al contempo non si fece mai intimidire dalla corruzione presente anche alla sua epoca tra le classi agite e la combatte’ fortemente”. “Il Murialdo – ha affermato Danilo Magni – è stato un altro Santo sociale torinese molto attento a salvare i ragazzi di strada, promuovendo con il Collegio degli Artigianelli la fondazione di una scuola che potesse affiancare a un’educazione religiosa quella pratica di
apprendimento di un mestiere. Oggi sarebbe auspicabile rivedere, prima ancora dei modelli lavorativi, quelli educativi e puntare sulla formazione, per arginare il dilagare dei cosiddetti “neet”, le persone di età compresa tra i 20 e i 30 anni, assolutamente demotivati nei confronti dello studio, ma anche di una scelta lavorativa”. Esiste poi anche una precisa responsabilità da parte delle realtà imprenditoriali. Secondo Don Bosco, per esempio, i talenti, dono di Dio, debbono essere posti al servizio della comunità e del bene comune, come ha dimostrato un lavoro comune di collaborazione attuato di recente tra diversi professionisti e il collegio degli Artigianelli, coadiuvato dalla Fondazione Agnelli.
l 99° compleanno di Bruno Segre, decano degli avvocati torinesi e protagonista delle più importanti battaglie per i diritti civili, è stato festeggiato con un bel libro a lui dedicato: “Libero pensare, una giornata nello studio dell’avvocato Bruno Segre”. Un omaggio, a cura di Marisa Quirico, composto da 18 scatti in bianco e nero del fotografo Renzo Carboni
professioni che l’hanno visto per decenni sulla ribalta della vita torinese e italiana: l’avvocatura e il giornalismo. Infatti, oltre ad indossare la toga per settant’anni – con memorabili e appassionate arringhe – dopo aver collaborato a numerose, prestigiose testate ha fondato “L’Incontro” nel 1949. Un mensile indipendente, con un programma politico culturale “ ispirato alla pace, alla difesa dei diritti civili, al laicismo, all’opposizione a razzismo e antisemitismo”. Quattro grandi pagine con un formato su nove colonne e la testata in rosso che, ininterrottamente, da 68 anni da voce a quest’uomo straordinario, mai rassegnato e sempre pronto – con un’invidiabile lucidità e un’arguta dialettica – a dar battaglia per i suoi ideali libertari e socialisti, per la laicità delle istituzioni e per i diritti umani. Bruno Segre é tutto questo e molto altro, così come tanti sono gli impegni e gli interessi che lo vedono ancora protagonista attivo e presente alla soglia dei cent’anni. Le foto di Carboni, scattate nello studio dell’avvocato, al n.11 di via della Consolata, offrono un’immagine di questawunderkammer tra imponenti schedari e tanti libri. E’ lì, al secondo piano di un antico palazzo del settecento, che – entrando nello studio di Segre – il fotografo ha avuto l’impressione di “attraversare lo specchio di Alice”. E’ lì che si respira l’aria di una storia che ha visto e vede protagonista un uomo che, parlando di se stesso e parafrasando il titolo di una suo libro-intervista, non ha timore a dire “non mi sono mai arreso”.
“Il
arricchire il proprio bagaglio culturale e professionale attraverso programmi di studio di qualità. Gli studenti e le studentesse saranno insigniti e insignite del titolo di ambasciatori e ambasciatrici del Consiglio regionale. Spetterà infatti a loro, in una seconda fase del percorso di alternanza, far conoscere ai ragazzi più piccoli delle suole elementari e medie, attraverso il metodo di ‘educazione tra pari’, i progetti da loro proposti nei diversi ambiti del Consiglio e le attività svolte dalle Consulte, i Comitati e i diversi settori dell’Assemblea regionale”.
Piemonte che in questi anni ha contribuito in modo sostanziale e sinergico alla diffusione nelle Istituzioni scolastiche dell’educazione civica e della cittadinanza attiva, dei diritti umani, della lotta contro le discriminazioni, della cultura della legalità. Esprimendo l’apprezzamento per l’opportunità offerta dal Consiglio regionale alle scuole del nostro territorio, ritengo importantissima la promozione di percorsi che forniscano opportunità di crescita personale e professionale alle studentesse e agli studenti, favorendo altresì lo sviluppo di una cittadinanza attiva e consapevole fondata su diritti e valori condivisi”.
È stato approvato dalla Giunta regionale del Piemonte il sostegno al progetto “Connettiti con l’italiano” presentato dalla Rete dei Centri provinciali per l’Istruzione degli adulti. La deliberazione è in linea con il lavoro svolto fino a oggi dalla Regione Piemonte in ambito delle politiche per l’accoglienza dei migranti sul territorio piemontese
adulti che ha presentato il progetto sperimentale “Connettiti con l’italiano” che potenzia l’attività normalmente svolta nei confronti dei richiedenti asilo» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.
Dal 28 al 30 settembre 2017 la città di Torino sarà al centro delle riflessioni sul lavoro e il futuro del Paese in occasione della VIII edizione del Festival del Lavoro, la manifestazione organizzata dai Consulenti del Lavoro divenuta ormai centrale nel dibattito nazionale sui temi economici, lavoristici, fiscali e sociali.
economico alla Presidenza del Consiglio, Marco Leonardi, il direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro, Paolo Pennesi, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, il presidente INAPP, Stefano Sacchi e tanti altri. I temi affrontati durante la tre giorni così come tutte le informazioni sul Festival sono disponibili sul sito www.festivaldellavoro.it e su “Festival del Lavoro”: l’App ufficiale della kermesse scaricabile da App Store e Play Store. La conferenza stampa di presentazione dell’evento si terrà il 27 settembre alle ore 11.00 presso la Sala delle Colonne del Comune di Torino in Piazza Palazzo di Città n.1 alla presenza del Sindaco di Torino, Chiara Appendino, del Presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca, della Presidente del Consiglio provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino, Luisella Fassino e dell’Assessore al Lavoro del Comune di Torino, Alberto Sacco.
raggi UV e dalle onde. Una volta assunta questa forma non dovrebbe stupire che la plastica arrivi in ogni dove fermandosi per centinaia di anni per essere totalmente decomposta. La mostra Ocean Plastics Lab è promossa dal Ministero Federale dell’Educazione e della Ricerca della Germania, in collaborazione con il Consorzio Tedesco per la Ricerca Marina (Konsortium Deutsche Meeresforschung, KDM) e con il supporto della Commissione Europea con l’obiettivo ino solo di sensibilizzare la popolazione sugli effetti dell’inquinamento provocato dalla plastica dispersa nei mari ma anche con la volontà di creare un dialogo tra scienza e società. L’esibizione è itinerante: Torino è la prima tappa, a seguire, tra le varie città: Parigi, Bruxelles, Washington D.C. e Berlino. L’interattività della mostra permette di raggiungere un vasto pubblico di grandi, piccini e in particolare le scuole per cui sono state organizzate visite guidate gratuite al fine di sensibilizzare e far riflettere chi ha davvero l’opportunità di poter cambiare le cose e crescere in un mondo migliore.