In gara 142 istituti superiori da tutta Italia: coinvolte scuole di Torino, Alessandria, Cuneo, Novara e Vercelli Sono oltre 9.000 studenti (+18% rispetto al 2017) a partecipare alla XVII edizione del “Gran Premio di Matematica Applicata”, concorso educativo realizzato dal Forum ANIA-Consumatori in collaborazione con la Facoltà di Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e il patrocinio del Consiglio Nazionale degli Attuari.Il concorso vede coinvolte quest’anno 142 scuole superiori (erano 104 nell’edizione precedente) di 18 regioni italiane, compreso il Piemonte. In particolare, partecipano a questa competizione: IIS C. Olivetti di Ivrea (Torino) e Liceo scientifico E. Majorana di Torino; IIS C. Balbo di Casale Monferrato (Alessandria); ITCG E. Guala e Liceo G. Giolitti – G.B. Gandino di Bra (Cuneo), ITCS F. A. Bonelli di Cuneo; Istituto Salesiano San Lorenzo di Novara; Istituto Mercurino Arborio di Gattinara (Vercelli) e IIS C. Cavour di Vercelli. Questa iniziativa ha l’obiettivo di valorizzare le competenze logico-matematiche dei ragazzi e avvicinarli all’aspetto più utile e concreto di una disciplina fondamentale per la loro formazione. Infatti, la conoscenza delle applicazioni pratiche della matematica nella vita reale costituisce una base importante per affrontare efficacemente situazioni complesse e prendere in futuro delle decisioni importanti in ambito finanziario. Secondo l’ultima rilevazione OCSE PISA – indagine internazionale promossa con lo scopo di valutare periodicamente il livello di istruzione degli adolescenti dei principali paesi industrializzati – la mathematical literacy dei nostri ragazzi sembra progressivamente migliorare. Proprio per contribuire a innalzare e armonizzare il livello di queste competenze, il Forum ANIA-Consumatori continua ad impegnarsi nelle scuole realizzando il “Gran Premio di Matematica Applicata” e il programma di educazione assicurativa “Io e i rischi” (www.ioeirischi.it). La XVII edizione del “GP” si svolgerà come di consueto in due manche con difficoltà progressive, nelle quali i giovani partecipanti cercheranno di risolvere problemi che richiedono l’applicazione di modelli logico-matematici intuitivi alla vita reale. La prima prova si svolge presso l’istituto di appartenenza dei ragazzi, mentre la seconda – a cui parteciperanno solo gli studenti con i migliori punteggi – avrà luogo il 23 febbraio presso le sedi dell’Università Cattolica di Roma e di Milano e determinerà la classifica finale. L’iniziativa si concluderà poi il 24 marzo 2018 con la cerimonia di premiazione dei vincitori con i loro docenti, in contemporanea presso le sedi dell’Università Cattolica di Roma e Milano, alla presenza di rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni e del settore assicurativo.
bando a cui potranno far domanda le mamme lavoratrici, per ottenere un contributo una tantum
Da sei mesi a questa parte la signora Cristina Giordano era solita aggiornare il profilo Facebook del figlio Luca Borgoni, deceduto la scorsa estate sul Cervino. Le foto e i post pubblicati a nome suo erano un modo per tenerlo ancora in vita e conservare un contatto con gli amici.
virtuale, immateriale, senza limiti apparenti. L’esposizione pubblica del dolore e del lutto privato è diventata, ormai, una tendenza consolidata. Recente è stato il caso di Antonella Clerici che ha condiviso in Rete la notizia della morte del proprio cane, ottenendo una partecipazione considerevole di followers con gran dispendio di emoticon e faccine piangenti. Gli esempi di questo genere di esibizionismo, tipico dei personaggi pubblici più seguiti, non mancano. Drammatiche sono invece le immagini dei bambini uccisi dalla guerra in Siria, quella del piccolo Aylan annegato su una spiaggia turca, dei migranti morti in mare, delle esecuzioni messe in scena da Daesh. Tralascio qui il discorso riguardante il dark web, che propone video estremi e ripugnanti, realtà di portata più limitata. In ogni caso, la novità dell’età contemporanea sta proprio nello sdoganamento della morte come rappresentazione pubblica, nella collettivizzazione dell’esperienza del lutto e della sofferenza, nel segno del cosiddetto spirito social. Queste immagini, tuttavia, colpiscono l’emotività popolare solleticando un voyeurismo fine a se stesso e, solo raramente, scuotono le coscienze. Commentato e condiviso il post, versata la lacrimuccia d’ordinanza, si chiude la pagina e si prosegue la giornata. La partecipazione e i sentimenti di solidarietà appaiono tanto solerti quanto superficiali. Prevale un’opera di rimozione massiccia e, pare, piuttosto efficace. La Rete induce una percezione della morte che finisce per svuotarsi del suo senso più profondo.
modo, la Rete diventa un aldiqua volto a consolare e rassicurare chi resta, garantendo un simulacro di immortalità a chi non c’è più. Non potendosi risolvere, il mistero angosciante della morte si dissolve per divenire una fantasia di sopravvivenza magica. Sotto i nostri occhi sta avvenendo un cambiamento di mentalità le cui linee evolutive sono ancora troppo difficili da delineare. Posta di fronte alla morte, la mente umana sta predisponendo nuovi meccanismi di difesa – o semplicemente aggiornando quelli consolidati.Restano da fare due brevi considerazioni. Facebook non va anzitutto considerato ingenuamente come uno spazio bianco neutro: La Facebook Inc. è un’azienda quotata in Borsa, un Grande Editore che, traendo guadagno principalmente dalla pubblicità, imposta di conseguenza le proprie strategie commerciali. La seconda riflessione riguarda proprio l’idea della morte cui accennavo sopra, che non andrebbe rimossa, ma pensata come parte della vita, di cui rappresenta non il termine, bensì il compimento. Il considerare la morte come condizione per vivere una vita piena e ricca di senso appartiene a tutta la cultura filosofica, da Seneca a Montaigne, da Spinoza ad Heidegger. Abbiamo a disposizione un tempo limitato, ogni esperienza e ogni persona amata sono preziose proprio in virtù della propria fuggevolezza.
sviluppo economico difendendo i diritti dei lavoratori. Ed il loro primo diritto é il lavoro. La vicenda Embraco lo dimostra. Poi gli interventi degli invitati. La consigliera di Forza Italia Claudia Porchietto e l’assessore al lavoro Gianna Pentenero su un punto sono d’accordo: l’ impotenza delle istituzioni. L’on Boccuzzi: sono uno di voi. Rappresentanti di Fiom e Fim desiderosi ancora di un percorso sindacale unitario. E il funzionario della Unione industriale per una fattiva collaborazione. Segue il dibattito tra i delegati, mediamente al di sotto dei 40 anni, dato molto positivo per la Uilm. Personali impressioni: estremamente sintetici descrivono il loro quotidiano lavoro in fabbrica, davvero molto orgogliosi di appartenere alla Uilm. Comincio a capire che Dario Basso è stato eletto dal direttivo due anni fa in una situazione di emergenza. Doveva rinnovare e svecchiare i quadri dirigenti, c’erano troppe rendite di posizione che impedivano lo sviluppo sul territorio e degli iscritti. Si direbbe che questo compito sia stato assolto. Dario mi sottolinea d’essersi impegnato anche nella formazione Rsu, in particolare in aziende in crisi, spiegando diversità tra procedure concorsuali o fallimenti. E il “premio” é arrivato: eletto direttamente dai delegati. Un riconoscimento per il lavoro svolto e un rafforzamento per il lavoro futuro. Personalmente non mi rimane che auguragli buon lavoro, rubandogli la citazione detta nella sua relazione, a sua volta “rubata” dai Tre moschettieri: tutti per uno per tutti.
di Pier Franco Quaglieni
grande amicizia : Gianni gli metteva a disposizione la macchina targata Torino su cui era solito viaggiare lo scrittore. Un altro grande amico di Gianni fu Jas Gawronski che ,quand’era a Torino, era ospite fisso a casa Agnelli in collina e passava le vacanze con Gianni . 

All’interno dei progetti Mira Up e Mirafiori On Air promossi dalla fondazione di Comunità di Mirafiori, le associazioni Kallipolis ed ECOntACT hanno condotto un percorso volto a formare nuovi “narratori del territorio”.
passeggiando e dimostrano il loro amore, padroni di cani amorevolmente accuditi. Sportivi e crocchi di vocianti pensionati che parlano ad alta voce. Come di genitori inteneriti dai giochi dei figli. Ma anche – se non soprattutto – di concerti abusivi dove probabilmente scorrono fiumi di droga. Rifugio di senza tetto, luogo dove convivevano bene e male. Ma, si sa, che se non si interviene in tempo il male
ha sempre ragione. Ed il degrado si combatte, almeno in questo caso, con la pulizia. E la pulizia è cominciata. Sono passati tre giorni e inizia a prendere corpo una nuova realtà. Si rivedono i giochi ed il Parco ricomincia a rivivere. Ora speriamo che la pulizia sia la premessa per la gestione degli spazi pubblici. Nn siamo incontentabili, ma realisti e contenti. Contenti perché FINALMENTE si è cominciato.
commissione ambiente a Casale, dovrebbe portare lavoro per 1500 persone e 500 milioni di euro, come minimo. Ma si tratta anche di un intervento che, sia pure si parli di “nucleare pulito” qualche perplessità la pone, soprattutto se si tiene conto del luogo che viene proposto, capofila di un Sito di interesse nazionale e martoriato dalla presenza di quasi un secolo dell’ex stabilimento Eternit. Giovedì sera si è tenuto un consiglio comunale a Casale in forma aperta, durato due ore e mezza, convocato dal presidente Fabio Lavagno, su espressa richiesta di Legambiente Casale Monferrato, Legambiente del Vercellese, Legambiente Ovadese e Valle Stura, Legambiente Val Lemme, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Comitato di vigilanza sul nucleare, Pro Natura provincia di Alessandria. Il dibattito, nel quale sono intervenuti ambientalisti, esperti, il presidente di Confindustria
Alessandria Luigi Buzzi, Silvana Accossato, presidente della Commissione ambiente di Palazzo Lascaris , il consigliere regionale Massimo Berutti, non ha fugato tutti i dubbi, anche perché non c’era l’Enea che il progetto lo ha scritto. In Consiglio Regionale la discussione in Commissione – e sarà la Regione comunque a dire l’ultima parola sulla candidatura di Casale Monferrato – l’analisi della problematica era stata fatta soltanto ventiquattro ore prima del consiglio comunale aperto di Casale, in Commissione ed era stata licenziata a maggioranza. Non sono intervenuti, per la verità, anche amministratori del Casalese, eppure la decisione non riguarda soltanto la città di Casale Monferrato ma anche un’area ben più vista. La decisione da parte del
consiglio comunale casalese, pertanto, è stata a lunedì 22 gennaio, quando i vari gruppi consiliari e l’amministrazione si dovranno confrontare sulla base dei dati acquisiti e poi votare. Le perplessità, però rimangono. “La radioattività c’è, anche se qui non si tratta di fissione ed i rifiuti dovranno venire smaltiti in loco, c’è incertezza sul sito, nel senso che il sindaco Titti Palazzetti non ha indicato se sarà l’area Pip 5 o l’ex Gaiero di Oltreponte come pareva in un primo piano, ha detto solo che lo si saprà nei prosismi giorni, e poi c’è un deficit di democrazia partecipativa, in quanto di questo insediamento non se n’è quasi parlato e l’unica assemblea pubblica è stata quella indetta da Legambiente nel maggio del 2017” dice Vittorio Giordano di Legambiente Casale. Giordano, poi, lamenta che la Sen – Strategia energetica nazionale, che guarda sino al 2030 – 2035, non citi, se non in minima parte la fusione, prevedendo invece lo sviluppo delle energie rinnovabili. E annuncia, qualunque sia l’esito del voto un convegno di approfondimento e conoscenza.