Come i computer e gli “occhi della mente” ricostruiscono il cosmo
Piero Bianucci, giornalista e scrittore – Attilio Ferrari, Presidente Infini.TO Planetario di Torino

L’incontro si svolge nell’ambito di eventi collaterali della mostra
“L’infinita curiosità. Un viaggio nell’universo in compagnia di Tullio Regge”organizzata dal Sistema Scienza Piemonte con il sostegno della Compagnia di San Paolo
La nostra mente non è fatta per numeri, lettere, equazioni: ci siamo evoluti nel cosmo imparando e ricordando per immagini. Ed è grazie ai progressi della scienza – ai codici di visualizzazione che ricostruiscono i dati provenienti da esperimenti del CERN, o da missioni spaziali come HST o GAIA – se oggi possiamo “vedere” la struttura e la dinamica degli atomi, delle particelle elementari, delle galassie, delle sorgenti X e gamma. La scienza usa infatti immagini virtuali per rappresentare la struttura del mondo fisico, permettendoci di scrutare oltre il nostro occhio, ed è virtuale il cielo che gli astrofisici oggi simulano nei supercomputer per capire meglio l’evoluzione del cosmo, così come l’universo che vediamo nei planetari.
C’è però un aspetto “reale” del cielo che di solito viene ignorato: ogni raggio di luce che arriva dalla volta stellata è un “treno” di fotoni che fisicamente congiunge la retina del nostro occhio alla fotosfera della stella. Le stelle ci toccano, e fanno il solletico al nostro cervello. Il viaggio dei fotoni dalla retina al cervello alimenta la nostra immagine dell’universo che è insieme reale e virtuale.
Ed è proprio il viaggio tra “Universo virtuale e universo reale” protagonista il 1° marzo della seconda trasferta di GiovedìScienza al Politecnico di Torino (alle 17:45, Aula Magna “Giovanni Agnelli”, in Corso Duca degli Abruzzi, 24). Appuntamento con il giornalista e scrittore Piero Bianucci (autore di una trentina di libri di divulgazione scientifica, cura il mensile “le Stelle” fondato da Margherita Hack) e con l’astrofisico Attilio Ferrari, presidente del Parco Astronomico Infini.to (svolge ricerche sulla fisica delle stelle e delle galassie, sui fenomeni cosmici di alta energia e sulla cosmologia in Italia e all’Università di Princeton, al MIT di Boston, al Max Planck Institute di Monaco, ecc.) per capire come i computer e gli “occhi della mente” ricostruiscono il cosmo.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Programma completo e diretta streaming su: www.giovediscienza.it
Segreteria organizzativa tel. 011 8394913
***
GiovedìScienza – Politecnico di Torino
Aula Magna “Giovanni Agnelli”, Corso Duca degli Abruzzi, 24
del CDI e 20 dottorandi del Politecnico di Torino) con una formazione di tipo scientifico-ingegneristico, che nel corso dei prossimi cinque mesi lavoreranno a Ginevra e a Torino, suddivisi in diversi gruppi ma uniti dal medesimo obiettivo: applicare le più avanzate tecnologie per rispondere alle sfide legate agli obiettivi di sviluppo sostenibile lanciati dall’ONU. 
Si è tenuta presso l’assessorato alle Pari Opportunità della Regione Piemonte la riunione del Coordinamento dei Centri antiviolenza
Due asset strategici della macchina organizzativa: entro metà aprile i nomi
manifestazione d’interesse destinati a raccogliere le candidature degli operatori economici che desiderino partecipare e, successivamente, presentare la loro offerta. Il committente è la Fondazione Circolo dei lettori alla quale fanno capo, secondo quanto stabilito dal Protocollo d’Intesa sottoscritto lo scorso 14 dicembre, le attività organizzative legate agli aspetti espositivi, tecnici e commerciali del 31° Salone. Tecnicamente si tratta di un’indagine di mercato attraverso cui individuare gli operatori economici da invitare alla procedura negoziata. Le ditte interessate hanno tempo fino al 5 marzo per presentare la loro candidatura: l’aggiudicatario verrà scelto sulla base del minor prezzo proposto. La conclusione della procedura con l’assegnazione degli incarichi è prevista per la metà di aprile.
a) La fornitura a noleggio, montaggio, smontaggio e facility di tutti gli stand preallestiti, degli arredi della Piazza dei Lettori, delle moquette e della segnaletica interna verticale dei corridoi per il Salone del Libro 2018.
E’ stata inaugurata la nuova Terapia Intensiva e Semintensiva Cardiologica e Cardiochirurgica pediatrica, che rappresenta l’ultima fase della ristrutturazione del 6° piano dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino.
La Circoscrizione 2 promuove alcune giornate di pulizia condivisa con Torino Spazio Pubblico e Amiat

IL COMMENTO
effettivamente nella storia italiana.
elettorale durante la quale tutti i contendenti devono trovare riconosciuta una pari agibilità politica e propagandistica come sanciscono le leggi della Repubblica.
arretrare. 
Anche oggi, e non solo in passato, come sarà meglio in seguito illustrato – spiega Marco Porcari, avvocato del Foro di Torino molto sensibile alle problematiche che affliggono le persone “disagiate” – c’è una scala di valori consolidata, anche se non esplicitata, che fissa il valore dell’esistenza delle persone svantaggiate ad un livello immensamente distante rispetto a quello delle persone socialmente inserite.
voluto dare pieno riconoscimento nel nostro ordinamento alla figura (già elaborata dalla dottrina) del “contratto di affidamento fiduciario”, trasformandolo così da contratto socialmente tipico in un vero e proprio contratto “nominato”. In particolare, la legge n. 112/2016 prevede una serie di “condizioni” che il “contratto di affidamento fiduciario” (al pari del trust e dei vincoli di destinazione di cui all’art. 2645-ter c.c.) deve necessariamente rispettare al fine dell’ottenimento delle agevolazioni fiscali ivi previste (cfr. art. 6, legge n. 11212016). Accanto a tali condizioni meramente facoltative (strumentali all’ottenimento dei vantaggi fiscali), la nuova disciplina prevede, quale elemento essenziale della fattispecie, che i “fondi speciali” (costituiti e regolati da un “contratto di affidamento fiduciario”) siano “composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione” (art. 1, comma 3, legge n. 112/2016).
“grandissima” mentre gli autori bizantini la chiamarono “montagne dalle cinque dita”.Nell’antichità, era sul monte Taigeto che venivano abbandonati i bambini spartani nati deformi, destinati a soccombere alle intemperie ed alle fiere; i fanciulli, appena nati, erano esaminati dagli anziani, e, se risultavano deboli o deformi, venivano esposti sul monte Taigeto perché fossero raccolti dai Perieci o dagli Iloti, oppure lasciati morire. La Rupe Tarpea è la parete rocciosa posta sul lato meridionale del Campidoglio a Roma, dalla quale venivano gettati i traditori condannati a morte, che in tal modo, venivano simbolicamente espulsi dall’urbe; la Rupe Tarpea, inoltre, in età romana veniva usata per condannare le persone che rifiutavano la testimonianza, visto che erano gli unici “oggetti” di prova essendo i contratti tutti in forma orale; gli antichi Romani – tesi molto criticata ma suggestiva – erano soliti lanciare dalla Rupe Tarpea non solo i traditori o i reticenti, ma anche i fanciulli che si presentavano ictu oculi deboli, e deformi, con le stesse motivazioni che inducevano gli spartani a lasciarli morire sul monte Taigeto. L’aspetto maggiormente preoccupante consiste nel fatto che il principio del monte Taigeto, piuttosto che quello della Rupe Tarpea, è ancora in vigore ai nostri tempi.
alla salute) che non alle “discariche” delle persone. A ben pensarci una evoluzione c’è stata: le persone non vengono più abbandonate sul monte Taigeto né fatte rotolare dalla Rupe Tarpea, ma vengono segregate in una “discarica sociale”. Proprio per far venir meno tale discarica sociale, gli operatori del diritto