ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 608

Da Fondazione Crt i contributi per le mostre

È aperto fino al 27 aprile il nuovo bando “Esponente” della Fondazione CRT, che stanzia 700.000 a sostegno delle attività espositive in Piemonte e Valle d’Aosta, con l’obiettivo di aumentare l’offerta culturale sul territorio e avvicinare alle mostre nuovi pubblici, a partire dai giovani e dagli studenti.

 

Museiassociazioni o fondazioni senza scopo di lucroenti religiosi, enti locali(Comuni e Unioni montane o collinari) potranno ricevere contributi fino a un massimo di 25.000 euro ciascuno per iniziative quali mostreriordino delle collezionipremi e concorsi ad accesso gratuito nel campo dell’arte visiva e del patrimonio storico-culturale.

 

Le domande di contributo, da presentare on line sul sito www.fondazionecrt.it, saranno selezionate in base al valore culturale e all’originalità delle proposte, al coinvolgimento dei giovani nella realizzazione dei progetti, all’accessibilità per le persone con disabilità motorie, sensoriali o psichiche, alla rilevanza e alla ricaduta per il territorio, in termini sia di sviluppo economico, sia della capacità di attrarrepubblici ampi. Altri criteri di valutazione riguarderanno la valorizzazione di luoghi storico-artistici, la previsione di attività di fundraising, la capacità di “fare rete” con enti locali o non profit.

 

“Oltre 850 iniziative sono state rese possibili fino ad oggi grazie ai 12 milioni di euro di contributi erogati con il bando Esponente della Fondazione CRT – sottolinea ilPresidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. Con il sostegno ai musei e la produzione di nuove mostre intendiamo favorire la crescita culturale, turistica ed economica del territorio, rafforzando anche il senso di comunità, specie nelle piccole realtà del Piemonte e della Valle d’Aosta”.

 

“Favorire lo sviluppo di professionalità innovative e capacità manageriali anche in ambito culturale è uno degli obiettivi del bando Esponente – afferma il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci È pertanto strategico per noi saper incoraggiare progetti che, anche attraverso azioni mirate di fundraising, dimostrino una vocazione alla sostenibilità e una capacità di saper rispondere in modo efficace ai bisogni del territorio, generando un impatto effettivo e proponendo modalità di coinvolgimento di pubblici diversi a partire dai giovani.”

40 anni di Croce Verde Vinovo Candiolo Piobesi

La Pubblica Assistenza Anpas, Croce Verde Vinovo Candiolo Piobesi apre l’anno dei festeggiamenti per il 40° anniversario di fondazione con lo spettacolo “Due volte Natale”, in programma il 6 aprile, alle ore 21, all’Auditorium di via Roma a Vinovo

La commedia sarà messa in scena dalla Compagnia teatrale “Un attore per amico”, gruppo composto da volontari e amici della Croce Verde Vinovo Candiolo Piobesi.

«Per celebrare i 40 anni di attività – spiegano i responsabili della Croce Verde Vinovo Candiolo Piobesi – abbiamo in calendario una serie di eventi, a cominciare dallo spettacolo a cura della nostra Compagnia teatrale. Durante l’anno parteciperemo a manifestazioni e organizzeremo open day per far conoscere la nostra realtà di volontariato e dare, allo stesso tempo, riconoscimento ai volontari e a tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito a questa storia fatta di quotidiano impegno, di valori sociali e di solidarietà umana». La Croce Verde Vinovo Candiolo Piobesi, associata Anpas, grazie ai suoi 162 volontari, di cui 62 donne, effettua annualmente circa 12mila servizi divisi fra prestazioni convenzionate con le Aziende sanitarie locali, servizi d’istituto, servizi di emergenza 118. Il parco automezzi è composto da otto autoambulanze, due mezzi attrezzati per trasporto disabili e due autoveicoli per servizi socio sanitari e di protezione civile. La percorrenza annua per i servizi resi alla cittadinanza è di circa 360mila chilometri. L’Anpas Comitato Regionale Piemonte rappresenta 78 associazioni di volontariato con 9 sezioni distaccate, 9.471 volontari (di cui 3.430 donne), 6.635 soci sostenitori e 377 dipendenti. Nel corso dell’ultimo anno le associate Anpas del Piemonte hanno svolto 432mila servizi con una percorrenza complessiva di circa 14 milioni di chilometri utilizzando 382 autoambulanze, 172 automezzi per il trasporto disabili, 223 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile.

Ogr, Aurelio Peccei e il “club di Roma”

MARTEDI’ 3 APRILE, ORE 18

INCONTRO CON GUNTER PAOLI E PIER PAOLO PERUCCIO

Cinquant’anni fa il manager torinese Aurelio Peccei e il chimico scozzese Alexander King riunivano a Roma presso l’Accademia dei Lincei una trentina di studiosi di area geografica e formazione differenti interessati ad analizzare la dimensione globale dei problemi. Il “Club di Roma”, come si chiamò questo gruppo di esperti, avviò un dibattito sul futuro del pianeta terra e sui limiti della crescita umana, restituito nel 1972 nel celebre volume “I Limiti dello Sviluppo“. Chi era Peccei? Quale ruolo ha giocato nella pubblicazione del rapporto “I Limiti dello Sviluppo”? Cosa fa oggi e chi governa il “Club di Roma“? Quali sono le politiche più innovative in materia di sviluppo sostenibile? A queste domande cercheranno di rispondere Gunter Paoli, economista e membro del Club e Pier Paolo Peruccio, professore di design presso il Politecnico di Torino. Nel corso dell’incontro sarà proiettato il film “L’utopia di un’impresa umana” (2008, 15’). L’appuntamento fa parte del Public Program di OGR, promosso dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT in collaborazione con OGR Torino, ed è realizzato in collaborazione con il Politecnico di Torino; si tratta del primo evento in occasione delle celebrazioni mondiali dei 50 anni dalla nascita del Club di Roma.La partecipazione è gratuita ma è necessario iscriversi sul sito www.ogrtorino.it

Duomo-OGR, corso Castelfidardo 22, Torino

g.m.

Papa Francesco, Scalfari e la crisi dell’informazione

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

 

La “Repubblica “ha pubblicato un’intervista a Papa Francesco a firma di Eugenio Scalfari, il vegliardo fondatore ricevuto per la quinta volta, in occasione della Pasqua, dal Pontefice che è molto attento verso i giovani ed altrettanto caritatevole verso gli anziani. Il Papa del laicismo italiano ricevuto dal Papa dei cattolici è già di per sè una notizia. L’Ufficio stampa vaticano ha smentito che si trattasse di un’intervista e ha smentito i virgolettati del Papa scritti da Scalfari.


E’ la solita vecchia, vecchissima minestra giornalistica, quella di attribuire con le virgolette
una conversazione informale, spesso e volentieri deformandola, con la scusa di sintetizzarla. Uno dei vizi più inaccettabili del giornalismo in generale e di quello di “Repubblica” in particolare. Una delle cause che portano i lettori a dileguarsi, non trovando più attendibile il loro giornale.”Repubblica” è in caduta libera.I lettori l’hanno abbandonata anche perché si trattò nei periodi d’oro di un quotidiano-partito da sventolare come una bandiera di appartenenza. La direzione di Calabresi ha ancora peggiorato la situazione fino a renderla drammatica.
La gente non legge più la carta stampata e soprattutto certi giornali. La categoria giornalistica appare sempre meno adeguata al suo compito primario che è quello di informare e non di sentenziare o di stravolgere la verità. Anche i giornalisti televisivi non sono molto meglio. Basta ascoltare” La 7″ che invita sempre gli stessi ,per rendersi conto della povertà assoluta che caratterizza il giornalismo italiano,a partire dal suo patriarca ultra- novantenne. Non sono tanto le nuove tecnologie a mettere in crisi il giornalismo,ma la non credibilità di chi scrive. Morto Montanelli non c’è più stato un giornalista del suo livello e i giovani rampanti che si esibiscono in televisione rivelano una supponenza pari  alla loro impreparazione e alla banalità del loro modo di esprimersi. In fondo, potremmo dire, la scuola di Scalfari sta esprimendo ciò che ha creato in questi decenni. Lo scrupolo per la notizia e per la verifica della notizia sono diventati un optional.Anche le parole del Papa sono riportate in modo approssimativo. Ma neppure questa è una notizia perché il Patriarca, ormai, è abituato ad esternazioni televisive che potremmo definire divertenti, per non considerarle leggermente penose.

 

 

scrivere a quaglieni@gmail.com

(foto: il Torinese)

Gas e dintorni, i bonus per i consumatori

Di Patrizia Polliotto*

 

Il Governo, sin dall’anno 2007 ha istituito uno speciale bonus per le famiglie bisognose e numerose. L’agevolazione si applica al consumo del gas naturale distribuito attraverso la rete nazionale e non mediante i distributori di bombole o di GPL.bonus Gas e il bonus Luce rientrano nel pacchetto di misure definite bonus Energia, introdotto con il Decreto Ministeriale 28 del Dicembre 2007 e la sua applicazione è resa disponibile grazie alla collaborazione delle amministrazioni comunali e delle regioni italiane. Il decreto ministeriale, per come è stato istituito, prevede che ad avere accesso al bonus energia le famiglie devono soddisfare dei requisiti di reddito e di numero e, una volta certificato il diritto ad ottenere la riduzione, questa viene applicata direttamente nella bolletta del gas. Altro requisito specifico per ottenere il bonus è che deve essere fruito per l’utenza attivata nell’abitazione di residenza, altrimenti non è richiedibile. I cittadini che possono fruire delle detrazioni previste dal bonus Gas 2018 devono essere innanzitutto clienti domestici titolari di un’utenza per il gas naturale con regolare contratto di fornitura stipulato presso una delle società distributrici italiane. Dal punto di vista reddituale le famiglie che richiedono il bonus non devono superare gli 8107,50 euro di reddito ISEE. Per le famiglie che hanno tre o più figli a carico il tetto massimo reddituale è fissato invece a 20mila euro.

***

* Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

.

UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI
COMITATO REGIONALE DEL PIEMONTE
TEL. 011 5611800, Via Roma 366 – Torino
EMAIL: UNC.CONSUMATORITORINO@GMAIL.COM

 

Più veloce il pagamento ai fornitori

In cinque anni imprese più veloci di 11 giorni a pagare i fornitori. Protesti ai minimi . Ancora ritardi in alcuni settori e nelle regioni del Centro-Sud. Piemonte ottava regione più virtuosa nei ritardi gravi, il 5,8% delle aziende ha pagato dopo 60 giorni

 Le statistiche sui protesti e sulle abitudini di pagamento confermano la fase di rafforzamento delle condizioni finanziarie delle imprese italiane, ormai in atto dal 2013 e favorita dalla congiuntura economica positiva. I dati tratti dall’archivio dei protesti e da Payline, il database di Cerved – primario operatore italiano nell’analisi del rischio del credito – sulle esperienze di pagamento di milioni di aziende, indicano infatti che nel 2017 si sono toccati record positivi sia per quanto riguarda il numero di titoli protestati, sia per quanto riguarda le abitudini di pagamento. Sono state infatti protestate 19.466 imprese non individuali, 3.000 meno del 2016 (-13,1%): una cifra nettamente inferiore sia al picco raggiunto nel 2013 (43.000) sia al dato pre-crisi (29.000). Quanto ai pagamenti, nel 2017 le imprese italiane hanno pagato più velocemente i propri fornitori: in media in 72,4 giorni, in calo di 1,2 giorni rispetto al 2016 e di 11,4 rispetto al 2012, anno in cui la crisi aveva raggiunto il suo acme. Nei ritardi gravi il Piemonte si colloca poco sopra la metà (ottava) nella classifica delle regioni, perché il 5,8% delle imprese ha saldato con oltre 60 giorni di ritardo, contro una media nazionale del 6,8% (maggiori dettagli e cifre sul sito). I tempi in Italia si sono ridotti grazie a un calo dei ritardi medi – da 16 a 15,3 giorni, il minimo nella serie storica monitorata – e delle scadenze concordate, da 57,6 a 57,1 giorni. Migliora anche la puntualità, con una quota maggiore di imprese che saldano le fatture nei tempi concordati (dal 47,1% al 47,6%), mentre scendono quelle che accumulano ritardi superiori a due mesi. I miglioramenti sono diffusi alla maggior parte dei settori e delle aree del Paese ma i gap rimangono evidenti: i casi più critici, sia sul fronte dei gravi ritardi che dei protesti, si osservano nelle regioni meridionali.

***

Lo studio integrale, corredato di grafici e tabelle e dati regionali, su know.cerved.com, il portale di Cerved che raccoglie studi, osservatori e analisi

https://know.cerved.com/uncategorized/protesti-in-calo-imprese-piu-sane/

Vaccini, copertura 95 per cento

La copertura vaccinale in Piemonte ha raggiunto l’obiettivo del 95 per cento, la soglia di sicurezza raccomandata dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Durante il breve dibattito che si è svolto  nell’Aula del Consiglio regionale, dopo le comunicazioni dell’assessora  all’Istruzione, le opposizioni hanno chiesto un “intervento di buon senso, che permetta ai bambini non ancora vaccinati di concludere serenamente l’anno scolastico”.  La comunicazione dell’assessora all’Istruzione Gianna Pentenero ha fatto particolare riferimento alle scadenze legate alla frequenza scolastica per i bambini da 0 a 6 anni:  “Gli adempimenti vaccinali relativi ai minori di 16 anni che frequentano istituzioni scolastiche o servizi educativi in regioni, come il Piemonte, presso cui sono istituite anagrafi vaccinali  sono fissati dalla circolare del 27 febbraio dei ministeri della Salute e dell’Istruzione. La medesima che nei giorni immediatamente seguenti la Regione Piemonte ha inoltrato a tutte le scuole. Come noto, entro il 10 marzo le Asl inviavano alle scuole gli elenchi degli iscritti indicando l’eventuale dicitura ‘non in regola con gli adempimenti vaccinali’, o ‘non ricade nelle condizioni di esonero, omissione o differimento’. Entro il 20 marzo – ha proseguito l’assessora – i dirigenti scolastici e i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia e dei centri di formazione professionale sollecitavano per iscritto i genitori dei minori non in regola a depositare, entro 10 giorni dalla ricezione della comunicazione scritta, la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazioni o l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse”. “Nella comunicazione che la Regione ha inviato alle scuole – ha aggiunto Pentenero – abbiamo ricordato che in tutti i servizi vaccinali è garantita la possibilità da parte delle famiglie dei soggetti inadempienti di ottenere la vaccinazione anche senza la prenotazione, ovviamente negli orari previsti dai singoli servizi per l’effettuazione dell’attività vaccinale. L’iter di applicazione della legge – ha concluso – è definito chiaramente e, in particolare in una Regione virtuosa come il Piemonte, sta avvenendo in modo graduale, dalla data di approvazione della legge, e nel rispetto delle procedure previste. L’invito al buon senso credo debba essere rivolto anche alle famiglie: ricordo infatti che i passaggi previsti dalla normativa sono concepiti esclusivamente a tutela della salute pubblica”. Francesca Frediani (M5s) è intervenuta dicendo: “C’è comunque ancora una grande confusione. I genitori vanno rassicurati in tutti i modi e si deve evitare che alla fine a pagare siano i bambini che vengono allontanati dalla scuola. La copertura raggiunta è un ottimo risultato e consente di agire con maggiore sensibilità, permettendo ai bimbi inadempienti di concludere l’anno”. La copertura raggiunta è soddisfacente, chiediamo di arrivare con serenità alla fine di questo anno scolastico”. Anche Gianpaolo Andrissi (M5s) ha chiesto di “valutare la possibilità – come fatto da altre regioni – con un delibera regionale di far concludere con tranquillità l’anno scolastico a questi duemila bambini, anche perché il decreto parlava di un anno sperimentale”. Gianluca Vignale (Mns) ha sottolineasto che “c’è un’enorme difficoltà a comprendere le circolari, anche nelle scuole c’è confusione sulla data dell’esplusione dalla scuola. I dirigenti scolastici lo fanno perché obbligati dalla legge, ma non piace nemmeno a loro. Allontanare bambini dal nido o dalla scuola materna è una follia educativa. Chiediamo che la frequenza a scuola sia garantita fino alla fine dell’anno. Per il prossimo anno i genitori si regoleranno anche perché il decreto Lorenzin è sperimentale”. Anche Francesco Graglia (Fi) si è detto d’accordo con una conclusione dell’anno scolastico senza allontanamento dalle scuole dei bambini non vaccinati “una questione di buon senso. Da mesi riceviamo messaggi da famiglie preoccupate. Sarebbe difficile spiegare ai bambini perchè non possono più andare a scuola”. Al termine è intervenuto Paolo Allemano (Pd): “Sono sorpreso dai toni enfatici su un tema che pensavamo già definito. Si tartta della responsabilità in tema di politiche della salute. In certe cose il buon senso non funziona, è compito delle politiche della salute occuparsi anche della prevenzione. Non buttiamo fuori nessuno, è un percorso iniziato un anno fa, è sufficiente fissare un appuntamento per le vaccinazioni”. Nella pausa della seduta d’Aula l’assessore Pentenero e il vicepresidente del consiglio regionale Nino Boeti hanno ricevuto una delegazione di genitori del Coordinamento per la libertà di scelta che, dopo aver manifestato davanti a Palazzo Lascaris, ha esposto le loro ragioni: “Noi genitori siamo pieni di dubbi, troviamo molte contraddizioni, vorremmo solo avere la possibilità di fare chiarezza. Chiediamo che le famiglie possano dialogare direttamente con le Asl, senza mettere di mezzo le istituzioni scolastiche. La legge dice che questo primo anno è transitorio ma parla di procedimento amministrativo e di allontanamento dalla scuola. Siamo pronti a denunciare i dirigenti scolastici che escluderanno i bambini dalle scuole, tutto è frutto di una interpretazione errata della legge”.

 

www.cr.piemonte.it

Un motore di Intelligenza Artificiale

Le applicazioni andranno a coprire ogni segmento dell’industria grazie a nuovi sistemi di analisi e gestione dei dati basati su Machine Learning e Intelligenza Artificiale

 

 È stato firmato un accordo di ricerca, della durata di cinque anni, per lo sviluppo di un motore di intelligenza artificiale, tra il Politecnico di Torino e Tierra Spa, l’azienda piemontese che lavora allo sviluppo di soluzioni avanzate IoT, per l’Industria 4.0, nell’ambito della gestione remota di sensori industriali intelligenti, nel mercato dei “connected goods”, dei veicoli e strumentazioni nel settore delle costruzioni, dell’automotive, del monitoraggio, dei veicoli su strada e fuoristrada. E proprio in questa direzione è proiettato l’accordo, che si inserisce all’interno di un percorso di trasferimento tecnologico e condivisione dei risultati della ricerca con il territorio. Il campo di ricerca che vedrà impegnati i team del Politecnico di Torino, coordinati dai professori Marco Mellia (Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni) e Fulvio Risso (Dipartimento di Automatica e Informatica) è quello dei Big Data; la ricerca sarà condotta anche in collaborazione con la University of California – Berkeley, Engineering Department, in forza dell’accordo di partnership sottoscritto tra i due Atenei nel mese di febbraio. Enormi quantità di dati acquisiti in ambiti diversi saranno dunque analizzati con tecniche sperimentali ed innovative attraverso algoritmi  che si svilupperanno seguendo tre grandi filoni di ricerca: quello riguardante i modelli statistici, i Data Analytics, che prevedono un processo di raccolta e analisi di grandi volumi di dati per estrarre informazioni nascoste e il Machine Learning, l’apprendimento automatico; il secondo riguarda invece la Feature Extraction e la Image Processing for Computer Vision, che lavora su funzioni di elaborazione di immagini e, in un secondo momento, permette al macchinario di prendere “decisioni” in base all’immagine elaborata; ed infine il terzo filone di ricerca riguarderà il Fog Computing e Opportunistic Networking, utili a distribuire senza soluzione di continuità risorse e servizi di calcolo, immagazzinamento di dati, controllo e funzionalità di rete sull’infrastruttura che connette il Cloud all’Internet of Things (IoT). L’esperienza pluridecennale di Tierra nella telematica offre un’opportunità unica di testare questi sistemi per una grande varietà di dispositivi, con milioni di unità già rilasciate in tutto il mondo. Oltre alla collaborazione sul piano della ricerca, dalla partnership nasce anche una possibilità sul piano dell’impiego lavorativo: è prevista infatti la possibilità di attivare progetti di tesi e tirocini in azienda su argomenti inerenti l’accordo. “La collaborazione con Tierra Spa è estremamente interessante per il nostro Ateneo, tanto che l’azienda ha deciso di portare a Torino il suo nuovo centro di ricerca, grazie al quale sicuramente avremo modo di condurre nuovi progetti comuni”, dichiara Emilio Paolucci, Vice Rettore al Trasferimento Tecnologico del Politecnico di Torino.

I dati sono l’ingrediente fondamentale della trasformazione digitale. Le tecnologie più innovative nei prossimi anni – tra cui IoT, intelligenza artificiale, blockchain, machine learning  – sono tutte metodi di raccolta, analisi e archiviazione delle informazioni. L’obiettivo di Topcon, di cui Tierra è una joint-venture, è sempre quello di creare valore dalle “cose” per trasformare il Futuro”, afferma  Ivan Di Federico, Presidente di Tierra Spa, Executive Vice President e Chief Strategy Officer of Topcon Positioning Systems.

 

“Le opportunità aperte dall’uso dei dati e dalle metodologie oggi disponibili per il loro processamento offrono opportunità di migliorare e ottimizzare continuamente prodotti e servizi. Questo accordo con Tierra Spa è un esempio di collaborazione in questa direzione, in cui l’azienda mette a disposizione i dati e le conoscenze del dominio applicativo, mentre il Politecnico di Torino con il suo centro SmartData@PoliTO offre supporto all’uso corretto di metodologie di machine learning e big data. Un modello di collaborazione efficace, che il centro SmartData@PoliTO sta portando avanti con successo anche con altre realtà industriali”, aggiunge Marco Mellia, referente dell’accordo per il centro SmartData@PoliTO del Politecnico.

“Con questa importante partnership, Tierra Spa, leader internazionale nel mondo della telematica, dimostra il suo impegno e la sua volontà di comprendere e anticipare le tendenze tecnologiche ed offrire soluzioni innovative ai problemi comuni. L’arricchimento umano e la valorizzazione dei talenti sono al centro della nostra mission. Un approccio vincente che ci permette di confrontarci a testa alta in un mercato in continua evoluzione”, sottolinea Paolo Traso, CEO di Tierra Spa.

Università, 12 mila borse di studio in Piemonte

Sono  oltre 12mila gli studenti universitari iscritti agli atenei piemontesi che nell’anno accademico in corso beneficiano della borsa di studio,  il 100 per cento degli aventi diritto. Dal 1997/98 e fino al 2010/11 il Piemonte è stato, insieme al Trentino Alto Adige, l’unica Regione ad aver erogato la borsa a tutti gli idonei, un trend che è cambiato nel 2011/12, toccando la percentuale di copertura più bassa, poi tornata al 100 per cento dal 2015/16. Sono alcuni dei dati forniti alla sesta Commissione e al Comitato per la qualità della normazione, presieduti rispettivamente da Daniele Valle e Marco Grimaldi, dall’Osservatorio regionale per l’Università e il diritto allo studio universitario, che all’interno di Ires Piemonte si occupa di raccogliere ed elaborare analisi sul sistema universitario piemontese, sugli sbocchi professionali dei laureati e sugli interventi per il diritto allo studio. La ricerca riporta anche le cifre dei trasferimenti regionali a Edisu Piemonte e la quota statale integrativa ricevuta dal 2006, che per il 2017 ammontano rispettivamente a 26,4 milioni e 10,2 milioni di euro: il 2014 è stato l’anno che ha registrato la quota più bassa di riparto statale (5 milioni), mentre il 2016 è stato un anno unico nel panorama nazionale, che per il Piemonte si è tradotto in quasi 13 milioni di compartecipazione e la borsa di studio garantita a tutti gli idonei.

Riguardo ai posti letto Edisu, nell’arco di dodici anni c’è stato un incremento dell’8,6 per cento: oggi la disponibilità è di 3.268 posti letto nelle residenze universitarie, a fronte di circa 5mila idonei fuori sede e 37mila iscritti residenti fuori regione. Il Piemonte è la sesta regione per numero di posti letto e ottava per grado di soddisfacimento della domanda: se tutti i progetti  degli enti che hanno partecipato al nuovo bando sulla legge 338/00 fossero ammessi a cofinanziamento, nei prossimi sei/otto anni potrebbero essere disponibili ulteriori 486 posti letto.

Un focus sugli studenti universitari rileva che gli immatricolati 2017/18 sono oltre 22mila e che il Piemonte cresce più di tutte le altre regioni, con un incremento particolarmente accentuato nell’ultimo triennio: sempre più studenti residenti in altre regioni o all’estero scelgono di studiare nei nostri atenei (nel biennio magistrale sono quasi il 50 per cento). Ciò si traduce – come hanno spiegato i ricercatori dell’Osservatorio – in maggiori entrate per gli atenei e ricadute positive sul tessuto socio-economico.   Per quanto riguarda la mobilità in uscita riguarda il 18 per cento degli immatricolati residenti in Piemonte, con percentuali nettamente più elevate per le province del Verbano-Cusio-Ossola, Novara e Alessandria. Il saldo degli immatricolati in entrata e in uscita si è invertito nell’ultimo decennio, registrando una differenza positiva per oltre 2000 studenti nel 2016/17. Infine la ricerca ha evidenziato che a tre anni dalla laurea 80 laureati su 100 dichiarano di essere occupati. Sono intervenuti i consiglieri Francesca Frediani, Davide Bono (M5S) e Raffaele Gallo (Pd).

LM – www.cr.piemonte.it

foto: il Torinese

Brand Italia, plagio e abbinamenti ingiuriosi

Nel mondo siamo famosi come popolo di santi, navigatori, artisti e poeti, ma pure per mafia, spaghetti e mandolino. Soprattutto gli ultimi tre sono gli stereotipi con i quali all’estero si identifica l’Italia. Se quasi tutte le etichette che ci appioppano ci stanno bene, quella di mafia ci fa imbestialire, non siamo tutti mafiosi, anzi, per certi versi, siamo più santi. Perché tanto ci vuole per sopportare una classe di politici e di imprenditori che ha perso il senso dell’Italia e il suo consenso. Da molto tempo ci sono nel mondo operazioni di marketing che abbinano il prodotto da vendere ad un marchio di malaffare, ma sempre italiano. Un business milionario che si estende dai ristoranti ai prodotti, dal caffè “Mafiozzo” della Bulgaria agli snack “Chilli Mafia” della Gran Bretagna, dalle spezie “Palermo Mafia shooting” della Germania fino alla salsa “SauceMaffia” per condire le patatine e quella “SauceMaffioso” per la pasta diffusa a Bruxelles e ancora per arrivare a quello denominato “Cosa Nostra” e addirittura a Phuket (Thailandia), dove c’è addirittura un servizio take away. Ma nei diversi continenti ci sono i locali “Ai Mafiosi”, “Bella Mafia” e “Mafia Pizza”. E su internet è possibile acquistare il libro di ricette “The mafia cookbook”, comprare caramelle sul portale www.candymafia.com o ricevere i consigli di mamamafiosa (www.mamamafiosa.com). Fra i tanti marchi, scorretti, diffusi nel mondo, finalmente, in un caso, la Corte dell’Unione Europea ha accolto la richiesta dell’Italia di invalidare il marchio della catena di ristoranti spagnoli “La Mafia” (“La Mafia se sienta a la mesa”), vale a dire “La Mafia si siede a tavola”.

***

La deprecabile vicenda si è protratta per molti anni (dal 2006) e ci porta ad alcune considerazioni amare sull’Unione Europea ( la vicenda Ema, l’Agenzia per il farmaco è fra queste), ma anche sulle contraddizioni dell’Euipo. Vale a dire l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale incaricato di gestire i marchi dell’Unione europea, i disegni e modelli comunitari registrati. Se l’Ufficio Europeo dei brevetti funzionasse in modo “corretto” la vicenda non sarebbe nemmeno dovuta nascere. Quando finalmente tale Ufficio ha proceduto all’annullamento della registrazione, la società spagnola “La Honorable Hermandad, subentrata a Mafia Franchises, ha fatto ricorso all’Alta Corte di Giustizia fino ad arrivare alla giusta sentenza che ha dato ragione all’Italia. “Va fermato – ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo - l’utilizzo commerciale di tutti quei marchi infami che sfruttano gli stereotipi legati alle organizzazioni mafiose, banalizzando fin quasi a normalizzarlo, un fenomeno che ha portato dolore e lutti lungo tutto lo Stivale. Il business è stato oggetto di uno specifico approfondimento anche nell’ambito dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti che ha raccolto esempi concreti di oltraggio in diversi continenti”. La morale: marchi prestigiosi (s)venduti alla Francia, alla Spagna e via di seguito, fino ad arrivare all’offesa degli italiani. Basta. Solo al momento!

Tommaso Lo Russo