ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 549

Chi sono gli avvocati di strada?

Venerdì sera la presentazione del libro di Massimiliano Arena

Chi sono gli avvocati di strada? Chi sono le persone che si rivolgono a loro?  La risposta a queste due domande, e a tante altre, verrà data venerdì 9 novembre alle ore 19 presso il centro commensale Binaria, in via Sestriere 34, attraverso la presentazione del libro “Io, Avvocato di Strada” scritto dal responsabile della sezione foggiana di Avvocato di Strada Onlus Massimiliano Arena ed edito da Baldini + Castoldi.  L’autore dialogherà con Dora Mercurio membro di avvocato di strada sezione di Torino.  L’Associazione, che da anni fornisce assistenza legale gratuita a persone senza fissa dimora è presente in oltre 49 città italiane tra le quali dal 2014 c’è anche Torino. Per ulteriori informazioni potete consultare il sito internet dell’associazione www.avvocatodistrada.it

Quando la passione per le api può diventare un lavoro

Spesso si pensa di conoscere già tutto delle api, ma quasi sempre non è così

Il mondo delle api è complesso e affascinante. Le api sono meravigliosi insetti sociali con capacità organizzative straordinarie, alleati dell’ambiente che non solo producono il miele, ma anche contribuiscono al benessere del nostro pianeta.Imparare a conoscerle e, soprattutto, ad allevarle è l’obiettivo del corso sulle tecniche di apicoltura organizzato dal Cipa-at della Confederazione italiana agricoltori di Torino, aperto a tutti gli occupati.

PASSIONE E LAVORO. Una passione che per molti è diventata un lavoro, con interessanti margini di soddisfazione, anche economica.L’iniziativa di formazione è finalizzata a fornire le competenze necessarie a condurre correttamente e in sicurezza le principali operazioni dell’apicoltura, dagli interventi sull’alveare alla smielatura, al confezionamento, avendo anche le conoscenze necessarie per comprendere le interrelazioni alveare-ambiente e difendere l’alveare dalle principali avversità.

COSA SI IMPARA. In particolare, il corso, della durata di 40 ore presso la sede Cipa-at in via Onorato Vigliani 123 a Torino, tratterà di società, ruolo ecologico e principali patologie delle api; attrezzi dell’apicoltore e tecniche di conduzione dell’alveare; prodotti dell’alveare: igiene, trattamento e conservazione; caratteristica dei mieli, analisi chimica e organolettica; legislazione e normativa legata all’apicoltura.

TEORIA E PRATICA. Le lezioni si svolgeranno una volta alla settimana in orario serale e al sabato mattina in azienda (non tutte le settimane).Sono disponibili 16 posti, è richiesto l’obbligo di presenza per almeno i 2/3 del monte ore, mentre non sono necessari test di ingresso e prerequisiti. I partecipanti otterranno un attestato di frequenza con profitto, previo il superamento della prova finale di valutazione per la validazione delle competenze.

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI. L’accesso al corso è gratuito per i lavoratori che presentano un Isee inferiore o uguale a 10 mila euro, mentre sono previste riduzioni del 70 per cento per diverse tipologìe di lavoratori. Per informazioni e iscrizioni (entro il 15 novembre), è attiva la segreteria organizzativa (telefono 011.6164210).

Imprese e sindacati in piazza per dire sì alla Tav

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È’ ufficiale: anche le associazioni delle imprese e i sindacati  saranno in piazza sabato 10 novembre a Torino per dire con forza sì alla Tav. Ciascuna associazione deciderà “con proprie  modalità d’invitare gli associati alla manifestazione della società civile a favore della Tav”. Sarà una partecipazione -dicono i promotori- senza etichette, senza bandiere, senza simboli. Inoltre, nelle prossime settimane le organizzazioni d’impresa organizzeranno proprio  a Torino i Consigli generali nazionali su infrastrutture e Torino-Lione. “Noi non siamo contro qualcuno, ma contro una politica che non dà futuro alle imprese, al lavoro e ai nostri figli“.

Uncem: “tariffa acqua per la prevenzione idrogeologica”

Una quota della tariffa per il consumo di acqua di ogni utenza domestica o industriale da destinare alla prevenzione delle calamità, lotta al dissesto idrogeologico, cura dei versanti alpini e appenninici e per la tutela delle fonti idriche. Questa la proposta di legge di  Uncem, l’unione delle comunità montane, per giungere a un sistema sussidiario di impegno, che non sostituisce ma va di pari passo e senza costi aggiuntivi per nessuno,  agli investimenti previsti di 10 miliardi in 5 anni che lo Stato mette a disposizione per la manutenzione straordinaria del territorio. Con nessun peso sulla spesa pubblica e nessun aggravio per i cittadini

Associazioni straniere, in arrivo 135mila euro

A sostegno delle associazioni straniere e miste sono in arrivo nuovi finanziamenti. La Regione ha messo a bando un primo stanziamento di 135mila euro che dovranno essere utilizzati da queste realtà per la diffusione di ogni informazione utile al positivo inserimento degli stranieri nella società italiana: a partire dai diritti e doveri, fino alle possibilità di un possibile reinserimento nel Paese di origine.  In Piemonte oggi risiedono circa 423.506 cittadini e cittadine di origine straniera. Di questi 213.913 non sono comunitari, secondo i dati Istat dello scorso gennaio. Proprio per garantire un processo di inclusione ed evitare situazioni di conflitto per via di diverse culture, sempre alle associazioni è chiesto di portare avanti iniziative che favoriscano la conoscenza della loro tradizioni, espressioni sociali, religiose. Attraverso questi momenti i cittadini stranieri potranno spiegare anche le cause dei fenomeni migratori e fare un lavoro di prevenzione in grado di evitare le discriminazioni razziali o la xenofobia. “Tutto questo fa parte di un progetto più ampio. – spiega l’assessora all’Immigrazione, Monica Cerutti –  Stiamo lavorando con i Centri di servizi al volontariato e con altre organizzazioni, all’interno di un progetto finanziato sul Fondo Asilo Migrazione Integrazione, per far in modo che siano loro i protagonisti e che gestiscano in prima persona la loro inclusione. Il nostro vuole essere un accompagnamento delle associazioni, che è stato preceduto dalla loro mappatura, affinché possano partecipare in maniera autonoma alla costruzione di una società interetnica. La nostra ambizione ė anche quella di raggiungere quei cittadini e cittadine, con i quali difficilmente le istituzioni difficilmente entrano in contatto”.   Il contributo regionale per ciascun progetto sarà compreso tra i mille euro e i 10mila e non potrà essere superiore al 50% del preventivo della proposta presentata. A breve il bando sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione.

Aria fresca e pulita negli uffici Iren

Le nuove tecnologie utilizzate innanzitutto per il benessere dei dipendenti: in tutte le sale riunioni sarà posizionato Clairy, l’innovativo prodotto che purifica l’aria sfruttando la capacità depurativa delle piante

La qualità dell’aria negli ambienti chiusi è fondamentale per la salute e il benessere: studi della World Health Organization (WHO) hanno dimostrato che l’inquinamento interno può essere 5 volte più elevato di quello esterno. Calcolando che ciascuno dei propri dipendenti passa circa 8 ore al giorno in ufficio, Iren ha voluto dare un segnale di attenzione, inserendo negli ambienti di lavoro Clairy, un innovativo prodotto, frutto del genio di tre giovani italiani, che consente di depurare l’aria potenziando la naturale capacità depurativa delle piante da appartamento. Clairy è all’apparenza un semplice vaso da fiori di design e di elevata qualità artigianale, ma contiene al suo interno una innovativa tecnologia che, incanalando l’aria verso le radici delle piante, ne aumenta le naturali capacità di fitodepurazione, fino ad arrivare, come certificato dai test di laboratorio, ad un abbattimento del 90% degli inquinanti.  Interamente in ceramica, è inoltre dotato di sensori che rilevano la presenza di sostanze inquinanti nell’aria e misurano temperatura e umidità dell’ambiente, dati che, trasmessi su rete wi-fi, consentono il monitoraggio in tempo reale di questi parametri dal proprio smartphone al fine di migliorare la qualità dell’aria degli interni. Clairy è anche 100% Made in Italy, creato a mano dagli artigiani di Nove, provincia di Vicenza, presso il polo manifatturiero della ceramica d’eccellenza. “Siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione prima di tutto dei nostri dipendenti una soluzione che contribuisce al benessere dell’ambiente di lavoro – ha dichiarato Massimiliano Bianco , AD Iren – Iren è da sempre attenta ai propri dipendenti, e ha realizzato in questi anni un esteso piano di welfare aziendale, oltre a numerose iniziative relative ai tempi di lavoro e alla valorizzazione delle diversità” “Non dimentichiamo inoltre – ha aggiunto Gianluca Bufo, AD Iren Mercato- che questa soluzione innovativa, è disponibile, in esclusiva, non solo per i dipendenti ma anche per tutti i clienti Iren, e si aggiunge alla vasta gamma di prodotti concepiti per semplificare la vita delle famiglie: dai prodotti per il risparmio energetico, alle soluzioni assicurative, alle soluzioni per la domotica”.   “Abbiamo inventato questa tecnologia perché il nostro scopo era creare qualcosa che potesse migliorare la vita delle persone.” ha dichiarato il CEO di Clairy Paolo Ganis “Siamo molto orgogliosi di questa partnership con Iren, che condivide con noi questo obiettivo e che ha voluto credere in questa visione. Siamo sicuri che in futuro riusciremo a collaborare ancor di più per costruire un’esperienza di vita migliore per le persone; respirare aria più pulita in casa è il primo passo fondamentale.”

 

#TorinoDiceBasta. In piazza i “sì tav” – “no decrescita”

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All’insegna dello slogan “#TorinoDiceBasta”, questa mattina si è formato un presidio di alcune centinaia di persone in piazza Castello. Una manifestazione spontanea, contro quello che viene definito “l’immobilismo e la decrescita voluti dall’amministrazione del Movimento 5 Stelle e della sindaca Appendino”. Una prova generale della marcia alla quale hanno dato adesione  42mila persone su Change.org, a sostegno della petizione sì Tav promossa dall’ex sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino, che si terrà  sabato 10 novembre, ancora in piazza Castello, con il supporto di  Sì Torino va avanti, un gruppo Facebook con più di 25mila iscrizioni promosso da quattro donne manager torinesi.

 

(foto RC- il Torinese)

Archeologia industriale, dal passato al futuro

Recuperare un vecchio opificio, dare nuova vita ad una azienda tessile, riqualificare vecchie centrali idroelettriche, mulini, fornaci, stazioni, far rinascere vecchi siti industriali riportando vitalità e superando l’abbandono, creare una nuova esistenza e un’inedita realtà trasformandoli in poli museali o centri culturali. Di questo si occupa l’Archeologia Industriale, di riscoprire e rivitalizzare, con un approccio interdisciplinare che vede il coinvolgimento di architetti e ingegneri, vecchie glorie della nostra industria, passate celebrità della nostra produzione, molto spesso orfane di interesse e di utilizzo. Le origini di questa materia sono risalenti alla metà degli anni 50’ in Inghilterra, ma già a fine ‘800, primi del ‘900, nacquero le prime associazioni che si opponevano fortemente allo smantellamento dei monumenti industriali chiedendone invece la conversione e la riconsiderazione. L’interesse di questa disciplina si rivolge e studia perlopiù strutture del periodo che va da metà ‘700 ad oggi, occupandosi più raramente di costruzioni di periodi precedenti.

In Italia abbiamo molti risultati positivi e di successo grazie a questa attività tra cui la Centrale Montemartini, al quartiere Ostiense a Roma, diventata un modernissimo spazio espositivo, la Fornace Penna, a Scicli in Sicilia, utilizzata come set cinematografico per la serie del Commissario Montalbano, l’ex Villaggio Operaio, il Cotonificio di Crespi, in Lombardia, Patrimonio dell’umanità dell’Unesco peraltro ancora abitato, il Parco Geominerario in Sardegna, 3500 chilometri quadrati appartenenti ad 81 comuni tra cui, Sassari, Oristano e Nuoro, anch’esso riconosciuto dall’Unesco per la salvaguardia dei beni naturalistici e rilievi culturali. Anche il Piemonte vanta diversi risultati concreti di riqualificazione urbana, l’impegno profuso per il risorgimento di varie strutture industriali infatti ha dato i suoi frutti riportando nuova linfa a strutture come: il Lingotto, nell’omonimo quartiere, ex stabilimento della FIAT, oggi centro polifunzionale che attrae tantissima gente grazie agli eventi organizzati al suo interno. Il Villaggio Leumann a Collegno, realizzato da Pietro Fenoglio in stile Liberty, una vera e propria comunità che offriva ai suoi abitanti, gli operai del cotonificio, molti servizi assistenziali come una scuola, una cooperativa alimentare e perfino una palestra. All’interno è nato da qualche anno l’Ecomuseo sulla Cultura Materiale, ma oggi questo Villaggio è anche un centro d’esposizione e di attività teatrali. Molto importante e popolare è L’OGROfficine Grandi riparazioni – un tempo dedicato alla manutenzione dei treni e oggi, grazie all’opera di recupero che ha vinto il Premio Urbanistica nel 2015, spazio espositivo, di intrattenimento e didattico del Politecnico. Come non citare infine Parco Dora, un esempio di “rigenerazione urbana e del “bene comune” presentato anche alla Biennale di Venezia.

Grazie anche all’AIPAI per il Patrimonio Archeologico Industriale, all’Associazione Archeologia Industriale e all’ACAI, Associazione Calabrese, che si occupano di ricerca, salvaguardia e conservazione del nostro patrimonio architettonico industriale, moltissime strutture e aree potranno essere riqualificate e rivissute, un’altra parte dell’eredità del nostro ricchissimo paese potrà essere riscoperta e riutilizzata sconfiggendo così negligenza, abbandono e degrado urbano.

Maria La Barbera

 

Emanuele Felice vince il Premio Confindustria Piemonte

Nell’ambito del XVII Premio Biella Letteratura e Industria è stato assegnato anche il Premio Confindustria, giunto alla seconda edizione e istituito da Confindustria Piemonte per indagare attraverso lo strumento della narrazione le trasformazioni che investono il lavoro e l’impresa

Quest’anno, la giuria del Premio, espressione della vocazione produttiva dell’intero territorio regionale perché composta dai presidenti delle associazioni industriali piemontesi, ha scelto di assegnare il riconoscimento a Emanuele Felice, autore di Storia economica della felicità (Il Mulino). L’opera è una ricerca che si muove lungo l’idea di felicità nella storia, che arriva a coincidere, di fatto, con la realizzazione umana. «C’è una relazione – ha spiegato l’autore – tra lo sviluppo economico e i diritti umani»Lo scrittore è stato premiato con la seguente motivazione: «Molto coinvolgente e convincente è risultata l’idea di raccontare una storia che tenga insieme i fatti e le idee, le azioni e i pensieri e in cui la felicità risulta essere la chiave interpretativa del passato, cornice nella quale si rileggono tutti i fatti economici e politici. Il volume è una sintesi, peraltro molto efficace, della storia economica mondiale dalla preistoria ad oggi, in cui l’autore analizza l’evoluzione dell’etica e delle aspirazioni, sintetizzando quelle divenute prevalenti nelle varie epoche.Un testo importante e interessante, un testo che fa riflettere perché basato sull’identificazione delle possibilità offerte agli individui che vengono messe a confronto con le loro aspirazioni». L’autore sarà premiato in occasione della cerimonia conclusiva del XVII Premio Biella Letteratura e Industria, che si terrà presso la Città Studi Biella il 17 novembre.

Il Poli festeggia i 60 anni in corso Duca

Testimonianze dirette e documenti spesso inediti presentati in un seminario e una mostra per offrire più di uno spunto di riflessione sul ruolo che l’Ateneo ha svolto, svolge e potrà ancora svolgere nei processi di costruzione della città di Torino, tra XX e XXI secolo

 

Lunedì 5 novembre 2018

ore 10 Foto ufficiale davanti alla targa commemorativa

(ingresso Politecnico di Torino, Corso Duca degli Abruzzi 24)

 

A seguire – Seminario

(Sala Consiglio di Facoltà, Politecnico di Torino, Corso Duca degli Abruzzi 24)

 

Il 5 novembre 1958 il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi inaugurava i modernissimi spazi dedicati a ricerca e didattica: un seminario e una mostra svelano il filo rosso che collega i primi progetti di trasformazione dell’area ai grandi piani di sviluppo previsti per i prossimi anni grazie al progetto Masterplan. Parteciperanno al seminario Il Politecnico di Torino e la costruzione della città nel Novecento: la sede di corso Duca degli Abruzzi nel sessantesimo anniversario della sua inaugurazione” il professor Carlo Olmo, storico e Professore Emerito del Dipartimento di Architettura e Design, il professor Rodolfo Zich,già Rettore del Politecnico di Torino e artefice del “raddoppio”, e il professor Antonio De Rossi, coordinatore del gruppo Masterplan. Modererà il professor Sergio Pace, referente del Rettore per i Servizi Bibliotecari, Archivistici e Museali; le conclusioni saranno a cura del professor Juan Carlos De Martin, delegato del Rettore per la Cultura e la Comunicazione. Interverranno il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e il vicesindaco della Città di Torino Guido Montanari.