ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 537

Gira a pieno regime il motore della Mostra di San Giuseppe

In programma dal 15 al 24 marzo 2019 a Casale Monferrato

 

DAL PIEMONTE – La Mostra Regionale di San Giuseppe 2019 con l’inizio del nuovo anno si avvicina ormai all’edizione numero settantatre, che si svolgerà al Quartiere Fieristico della Cittadella di Casale Monferrato da venerdì 15 a domenica 24 marzo 2019. Ad organizzarla, all’insegna della continuità, sarà la D&N Eventi di Casale Monferrato, che ha già riconfermato gli ingredienti che avevano contribuito al grande successo dell’edizione del marzo 2018, ovvero de ‘La Fiera dei record’, con un afflusso senza precedenti di espositori e di pubblico: si tratta dell’ingresso gratuito e del percorso a giorni alterni, oltre che della tradizionale Piazzetta del Gusto con espositori provenienti da svariate regioni italiane.

 

Un’area green per gli amanti del giardino, dell’agricoltura, del verde

 

Quest’anno ci sarà anche una novità: un’area green lungo il percorso mostra, ideata e realizzata da Vivai Varallo con la collaborazione di Coniolo Fiori; a dimostrazione del proseguimento della collaborazione con la San Giuseppe che dura ormai da qualche anno. All’interno dell’area sarà presenta anche l’Istituto Luparia, scuola agraria della frazione San Martino di Rosignano Monferrato, anch’esso presenza costante negli anni. Sarà questa una anticipazione di ‘Monferrato Green Farm’, la grande mostra-mercato, sempre realizzata da D&N Eventi Srl, interamente dedicata alla cura del verde e all’agricoltura che si svolgerà al PalaFiere nella primavera del 2020, aperta a tutte le realtà delle regioni limitrofe dell’Italia di Nord-Ovest. A questa innovativa e significativa manifestazione collaboreranno, rilasciando anche il loro patrocinio, importanti realtà territoriali quali: Comune di Casale Monferrato, Camera di Commercio di Alessandria, Confartigianato Imprese di Alessandria e altre associazioni di categoria.

Come moltiplicare l’impatto sociale

Firma di un protocollo d’intesa, della durata di 5 anni, che vede i due poli universitari impegnarsi per lo sviluppo socio economico del territorio e del Paese

 

 

Si stringe l’alleanza tra Università e Politecnico di Torino: sull’esempio della costituzione del Competence Center piemontese, che vede una intensa e fattiva collaborazione tra le due istituzioni universitarie torinesi, e attraverso un processo che parte dalla formazione e dalla ricerca, i due Atenei lavoreranno insieme in modo ancora più sinergico con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo del territorio e del Paese attraverso la trasmissione e la crescita della conoscenza e dell’innovazione e la condivisione dei risultati della ricerca con il sistema produttivo, per massimizzare l’impatto sociale della propria azione.

Il protocollo d’intesa sarà siglato nel corso di una CONFERENZA STAMPA:

 

Mercoledì 9 gennaio 2019, ore 12.15

Sala Blu – Rettorato, Università degli Studi di Torino

Via Verdi, 8 – Torino

 

 

Interverranno:

 

Gianmaria Ajani – Rettore dell’Università degli Studi di Torino

Guido Saracco – Rettore del Politecnico di Torino

Come moltiplicare l'impatto sociale

Firma di un protocollo d’intesa, della durata di 5 anni, che vede i due poli universitari impegnarsi per lo sviluppo socio economico del territorio e del Paese

 

 

Si stringe l’alleanza tra Università e Politecnico di Torino: sull’esempio della costituzione del Competence Center piemontese, che vede una intensa e fattiva collaborazione tra le due istituzioni universitarie torinesi, e attraverso un processo che parte dalla formazione e dalla ricerca, i due Atenei lavoreranno insieme in modo ancora più sinergico con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo del territorio e del Paese attraverso la trasmissione e la crescita della conoscenza e dell’innovazione e la condivisione dei risultati della ricerca con il sistema produttivo, per massimizzare l’impatto sociale della propria azione.

Il protocollo d’intesa sarà siglato nel corso di una CONFERENZA STAMPA:

 

Mercoledì 9 gennaio 2019, ore 12.15

Sala Blu – Rettorato, Università degli Studi di Torino

Via Verdi, 8 – Torino

 

 

Interverranno:

 

Gianmaria Ajani – Rettore dell’Università degli Studi di Torino

Guido Saracco – Rettore del Politecnico di Torino

Proseguono i saldi al Torino Outlet Village

Iniziati con successo  i saldi invernali nei 90 negozi dei marchi più prestigiosi che propongono ulteriori sconti fino al 70% sui prezzi outlet delle collezioni Autunno/Inverno

Torino Outlet Village è il punto di riferimento per lo shopping a prezzi outlet per i torinesi e, grazie alla sua posizione strategica, facilmente raggiungibile anche dalle località del Piemonte e Valle D’Aosta. Rimane aperto dalle 9 alle 21 per i primi due weekend dei saldi: 5/6 e 12/13 gennaio.

Le 8 ristorazioni presenti terranno aperto fino alle 22, consentendo ai clienti di poter rimanere anche a cena. I  genitori possono inoltre lasciare i loro figli presso lo spazio Playground gestito da operatori dell’infanzia, con giochi e laboratori, e dedicarsi tranquillamente allo shopping. Per chi vuole  raggiungere l’Outlet senza utilizzare la propria vettura, c’è un comodo servizio di navetta che attraversa la città di Torino più volte al giorno. Nei primi due weekend è  gratuito il servizio di Hands free shopping, che permette di lasciare i propri acquisti presso un’area protetta e gestita da personale dell’Outlet in modo da poter continuare a fare shopping senza ingombranti sacchetti.

Informazioni su www.torinooutletvillage.it “I risultati dei primi giorni  di saldi – dicono i responsabili dell’outlet-  confermano il trend positivo di Torino Outlet Village che a poco meno di due anni dalla sua inaugurazione sta ottenendo importanti riscontri dai clienti italiani e stranieri, in crescita a doppia cifra rispetto all’anno precedente”.

Lettera aperta di Quaglieni: “Care madamin vi scrivo…”

Di Pier Franco Quaglieni
.
Gentili signore, 
Sono uno dei trentamila torinesi presenti in piazza il 10 novembre 201. Io in piazza non vado volentieri perché la piazza mi evoca tempi non felici in quanto le democrazie si fondano più  sul consenso del libero voto e sulla  sua libera rappresentanza  che sulle manifestazioni di piazza, spesso indice ed espressione di  un malessere democratico, diffuso.  Le piazze che plaudono spasmodicamente  come nel Ventennio o le piazze che sbeffeggiano delle salme a piazzale Loreto non mi piacciono. Io, studioso di Machiavelli e di Tocqueville, sono per una democrazia “fredda”, fondata sul realismo e sui ragionamenti politici ben fatti. Per me la mente deve restare sempre fredda  perché le menti calde spesso non sono un segno positivo per le democrazie.  
Ricordo queste cose per evidenziare che l’essere andato in piazza il 10 novembre è stato per me un atto del tutto inconsueto , ma il malgoverno grillino della città  del Paese ha raggiunto dei livelli davvero intollerabili.  In quella piazza ho incontrato tanti amici e mi ha fatto piacere ritrovarli. Uno non lo vedevo da decine d’anni e subito abbiamo constatato che avevamo le stesse idee su Torino, sulla Tav ,sulla decrescita infelice.  Vi scrivo perché ho appreso che il 12 gennaio avete convocato un altro incontro in piazza Castello al quale dò la mia adesione.  Leggendo i giornali, però, mi è sorto un grosso dubbio che voglio esternarvi con sincerità : insieme ai sindaci invitati dovrebbe anche parlare Chiamparino, Presidente uscente della Regione Piemonte e candidato alla riconferma. E’ giustissimo far parlare i Sindaci, forse converrebbe far parlare anche  qualche tecnico che sappia usare linguaggi compatibili alla piazza, ma  invece mi sembra del tutto inopportuno dare spazio al candidato di uno schieramento politico da tempo ormai  in  piena campagna elettorale .  In queste mie considerazioni non c’è nulla di personale né di preconcetto, ma il rischio che si corre è grandissimo, quello cioè di avvalorare la tesi di chi vi ritiene sostenitrici occulte di uno schieramento politico.Non basterà certo  il bravo Mino Giachino a controbilanciare. E ,se ci fossero altri  eventuali candidati,rischiereste di trasformare una manifestazione civica in una sorta di tribuna elettorale allargata. Vi prego di essere attente, permettemi, a non offrire degli argomenti ai grillini.  Il movimento di idee nato il 10 novembre deve restare limpido e libero, così come si è presentato in piazza la prima volta .  Diversamente e’ destinato fatalmente a declinare.  Dal 10 novembre parte un impegno che non può infrangersi nelle beghe elettorali ,ma deve guardare oltre perché la Tav travalica gli schieramenti elettorali contingenti.  Gentili Signore,  tenetevi lontane dai partiti e da chi vorrebbe adescarvi per fini immediati e partigiani.  Solo così gli arancioni avranno un ruolo, senza confondersi con altre esperienze  con e senza gilet. Il 4 marzo ha rotto in modo irreversibile certi equilibri e la politica non può più ripetere certi rituali e praticare certe furbizie elettorali del passato.  Guai se il movimento diventasse trampolino di lancio per qualcuno, chiunque esso sia. In tal caso, buona parte dei 30mila torinesi tornerebbe o resterebbe  a casa.  Tra l’altro, Pietro Nenni che era un grande agitatore di piazza, ma era anche un raffinato politico, sosteneva che spesso alle piazze piene corrispondono le urne vuote: e’ infatti facile entusiasmare la folla, ma è difficile tradurre l’applauso in voto. Questa e’ la dura, implicabile lezione della storia con cui si deve sempre  inevitabilmente fare i conti. Pensateci, perché un passo avventato potrebbe essere fatale al gran risultato che avete raggiunto in novembre.
.
Con sincera stima , molta  simpatia e  viva cordialità. 
.
scrivere a quaglieni@gmail.com
(foto: il Torinese)

Lettera aperta di Quaglieni: "Care madamin vi scrivo…"

Di Pier Franco Quaglieni
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Gentili signore, 
Sono uno dei trentamila torinesi presenti in piazza il 10 novembre 201. Io in piazza non vado volentieri perché la piazza mi evoca tempi non felici in quanto le democrazie si fondano più  sul consenso del libero voto e sulla  sua libera rappresentanza  che sulle manifestazioni di piazza, spesso indice ed espressione di  un malessere democratico, diffuso.  Le piazze che plaudono spasmodicamente  come nel Ventennio o le piazze che sbeffeggiano delle salme a piazzale Loreto non mi piacciono. Io, studioso di Machiavelli e di Tocqueville, sono per una democrazia “fredda”, fondata sul realismo e sui ragionamenti politici ben fatti. Per me la mente deve restare sempre fredda  perché le menti calde spesso non sono un segno positivo per le democrazie.  
Ricordo queste cose per evidenziare che l’essere andato in piazza il 10 novembre è stato per me un atto del tutto inconsueto , ma il malgoverno grillino della città  del Paese ha raggiunto dei livelli davvero intollerabili.  In quella piazza ho incontrato tanti amici e mi ha fatto piacere ritrovarli. Uno non lo vedevo da decine d’anni e subito abbiamo constatato che avevamo le stesse idee su Torino, sulla Tav ,sulla decrescita infelice.  Vi scrivo perché ho appreso che il 12 gennaio avete convocato un altro incontro in piazza Castello al quale dò la mia adesione.  Leggendo i giornali, però, mi è sorto un grosso dubbio che voglio esternarvi con sincerità : insieme ai sindaci invitati dovrebbe anche parlare Chiamparino, Presidente uscente della Regione Piemonte e candidato alla riconferma. E’ giustissimo far parlare i Sindaci, forse converrebbe far parlare anche  qualche tecnico che sappia usare linguaggi compatibili alla piazza, ma  invece mi sembra del tutto inopportuno dare spazio al candidato di uno schieramento politico da tempo ormai  in  piena campagna elettorale .  In queste mie considerazioni non c’è nulla di personale né di preconcetto, ma il rischio che si corre è grandissimo, quello cioè di avvalorare la tesi di chi vi ritiene sostenitrici occulte di uno schieramento politico.Non basterà certo  il bravo Mino Giachino a controbilanciare. E ,se ci fossero altri  eventuali candidati,rischiereste di trasformare una manifestazione civica in una sorta di tribuna elettorale allargata. Vi prego di essere attente, permettemi, a non offrire degli argomenti ai grillini.  Il movimento di idee nato il 10 novembre deve restare limpido e libero, così come si è presentato in piazza la prima volta .  Diversamente e’ destinato fatalmente a declinare.  Dal 10 novembre parte un impegno che non può infrangersi nelle beghe elettorali ,ma deve guardare oltre perché la Tav travalica gli schieramenti elettorali contingenti.  Gentili Signore,  tenetevi lontane dai partiti e da chi vorrebbe adescarvi per fini immediati e partigiani.  Solo così gli arancioni avranno un ruolo, senza confondersi con altre esperienze  con e senza gilet. Il 4 marzo ha rotto in modo irreversibile certi equilibri e la politica non può più ripetere certi rituali e praticare certe furbizie elettorali del passato.  Guai se il movimento diventasse trampolino di lancio per qualcuno, chiunque esso sia. In tal caso, buona parte dei 30mila torinesi tornerebbe o resterebbe  a casa.  Tra l’altro, Pietro Nenni che era un grande agitatore di piazza, ma era anche un raffinato politico, sosteneva che spesso alle piazze piene corrispondono le urne vuote: e’ infatti facile entusiasmare la folla, ma è difficile tradurre l’applauso in voto. Questa e’ la dura, implicabile lezione della storia con cui si deve sempre  inevitabilmente fare i conti. Pensateci, perché un passo avventato potrebbe essere fatale al gran risultato che avete raggiunto in novembre.
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Con sincera stima , molta  simpatia e  viva cordialità. 
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scrivere a quaglieni@gmail.com
(foto: il Torinese)

Mercato dell'auto in declino. Fca -10%

Il mercato italiano dell’auto chiude in rosso nonostante il leggero  recupero di dicembre,  con +1,96% di immatricolazioni rispetto allo stesso mese del 2017, dopo tre mesi in calo. Il dato annuale è pari a -3.11%. Le immatricolazioni, indicano i dati del Mit – sono state nei 12 mesi 1.910.025, rispetto alle precedenti 1.971.345 del 2017. Le consegne di auto nuove hanno raggiunto quota 124.078 a dicembre.  Fca nei 12 mesi ha subito una flessione del 10,41%, a dicembre -1.10%. Per il Centro Studi Promotor  “nel 2019 c’è un’ombra cupa, legata alla frenata dell’economia italiana e alla Manovra approvata dal governo”. Si prevede un saldo negativo di 100 mila unità tra l’aumento degli acquisti di vetture ecologiche, grazie al bonus, e la diminuzione degli acquisti di veicoli con emissioni di CO2 medio-alte, penalizzate dall’eco tassa.
 
(foto: il Torinese)

Mercato dell’auto in declino. Fca -10%

Il mercato italiano dell’auto chiude in rosso nonostante il leggero  recupero di dicembre,  con +1,96% di immatricolazioni rispetto allo stesso mese del 2017, dopo tre mesi in calo. Il dato annuale è pari a -3.11%. Le immatricolazioni, indicano i dati del Mit – sono state nei 12 mesi 1.910.025, rispetto alle precedenti 1.971.345 del 2017. Le consegne di auto nuove hanno raggiunto quota 124.078 a dicembre.  Fca nei 12 mesi ha subito una flessione del 10,41%, a dicembre -1.10%. Per il Centro Studi Promotor  “nel 2019 c’è un’ombra cupa, legata alla frenata dell’economia italiana e alla Manovra approvata dal governo”. Si prevede un saldo negativo di 100 mila unità tra l’aumento degli acquisti di vetture ecologiche, grazie al bonus, e la diminuzione degli acquisti di veicoli con emissioni di CO2 medio-alte, penalizzate dall’eco tassa.

 

(foto: il Torinese)

Pernigotti, Di Maio: “Una lunga maratona”

Per il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi  Di Maio la  vertenza della Pernigotti é  come una “lunga maratona” che  si deve conquistare un miglio alla volta. “Siamo disposti a una trattativa a oltranza per convincere la proprietà ma bisogna dare più tempo all’advisor”, dice Di Maio e aggiunge: più soggetti interessati troveremo e più riusciremo a convincere l’azienda che ci sono soluzioni alternative”. Il ministro del Lavoro era presente all’incontro con i lavoratori e i sindacalisti della Pernigotti presso lo  stabilimento di Novi Ligure.

Pernigotti, Di Maio: "Una lunga maratona"

Per il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi  Di Maio la  vertenza della Pernigotti é  come una “lunga maratona” che  si deve conquistare un miglio alla volta. “Siamo disposti a una trattativa a oltranza per convincere la proprietà ma bisogna dare più tempo all’advisor”, dice Di Maio e aggiunge: più soggetti interessati troveremo e più riusciremo a convincere l’azienda che ci sono soluzioni alternative”. Il ministro del Lavoro era presente all’incontro con i lavoratori e i sindacalisti della Pernigotti presso lo  stabilimento di Novi Ligure.