ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 481

Confagricoltura, il presidente scrive al Commissario UE

Un inasprimento delle tariffe già in essere su formaggi, salumi e agrumi e l’applicazione di nuove tasse su vino e olio spingerebbero i nostri prodotti fuori mercato

Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha scritto al Commissario europeo al commercio, Phil Hogan, in vista della missione negli Stati Uniti, che avrà inizio martedì 14 gennaio, riprendendo alcuni temi già affrontati con lui nell’incontro di dicembre a Bruxelles in relazione ai dazi che potrebbero essere applicati già nelle prossime settimane su vini e olio d’oliva italiani.
Attualmente i dazi USA applicati nell’ambito del contenzioso sugli aiuti pubblici al consorzio Airbus sono già in vigore sulle nostre esportazioni di formaggi, salumi e agrumi.
Le consultazioni con gli operatori economici promosse dall’amministrazione statunitense per questa seconda tornata di dazi si concluderanno il 13 gennaio, il giorno prima della missione di Hogan. Le nuove tariffe potrebbero scattare al massimo nel giro di un mese. Per l’Italia significa andare a colpire due comparti che rappresentano 2 miliardi di euro, la metà dell’intero valore delle esportazioni agroalimentari verso gli States.

“Sono convinto che il sistema agroalimentare in Italia e a livello europeo – scrive Giansanti – abbia molto da perdere nell’eventualità di un inasprimento delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Pertanto il nostro auspicio è che possa essere avviato un negoziato diretto per evitare l’aumento dei dazi e le inevitabili misure di ritorsione. La firma della ‘fase uno’ dell’accordo con la Cina e l’intesa raggiunta con il Giappone, che riguarda anche i prodotti del settore agroalimentare, fanno ritenere che, con tutta probabilità, le pressioni degli Stati Uniti si concentreranno ora sull’Europa. Ogni possibile iniziativa va posta in essere da parte dell’Unione per evitare questo scenario fortemente negativo”.

Un inasprimento delle tariffe già in essere su formaggi, salumi e agrumi e l’applicazione di nuove tasse su vino e olio spingerebbero i nostri prodotti fuori mercato rispetto alla concorrenza dei Paesi terzi, con danni economici enormi per le imprese italiane e anche per il sistema americano basato sul florido business agroalimentare con l’Italia.

“I negoziati diretti possono dare risultati positivi anche per il settore agricolo – conclude Giansanti – in attesa dell’auspicabile rilancio del sistema multilaterale di gestione del commercio internazionale. Ovviamente, dal nostro punto di vista, esistono alcuni punti fermi non negoziabili, quali la massima sicurezza alimentare, la protezione delle risorse naturali e la salvaguardia della normativa europea in materia di indicazioni geografiche protette”.

“Siamo ovviamente molto preoccupati perchè il comparto vitivinicolo è considerevole nella regione Piemonte e perchè molte nostre aziende esportano verso gli Stati Uniti” commenta Luca Brondelli di Brondello, presidente di Confagricoltura Alessandria, inquadrando la questione in un’ottica locale.

Regione, al via il disegno di legge sull’allontanamento zero

L’assessore alle Politiche della Famiglia e dei Bambini, Chiara Caucino, ha presentato, lunedì 13 gennaio in Commissione Sanità, il disegno di legge sull’Allontanamento zero

“Questo provvedimento, a cui tengo particolarmente – ha sottolineato Caucino – ha l’obiettivo di tutelare al massimo i bambini, istituendo, in particolare, l’obbligatorietà dei Progetti educativi familiari (Pef) per garantire condizioni adeguate a mantenere il minore nel nucleo originario.

Nessun minore allontanato e nessuna comunità familiare, infatti, dimenticherà mai, e per tutto il corso della propria vita, un trauma tanto doloroso come l’allontanamento forzato dalla famiglia naturale. Nel momento in cui si rileva un disagio le Istituzioni hanno il dovere di restare accanto ai genitori, cercando di evitare inutili sofferenze per i piccoli. Vogliamo dare massima centralità al nucleo familiare, puntando a ridurre il 60 per cento di allontanamenti anche attraverso un eventuale sostegno economico alle famiglie; mentre l’inserimento in strutture semiresidenziali e residenziali dovrà avvenire in via residuale ed eccezionale”.

“Che sia possibile – aggiunge Caucino – ridurre gli allontanamenti, lo dimostrano i dati disaggregati per Consorzio. A parità di numero di minori, esistono Consorzi che allontanano anche tre volte in più rispetto ad altri con percentuali inferiori al 2 per mille complessivo di minori allontanati. Vogliamo assolutamente evitare continui traumi ai bambini che già vivono situazioni di estrema difficoltà, sostenendo le famiglie attraverso i Piani educativi per le famiglie”.

I costi

Per sostenere azioni di prevenzione è prevista la destinazione di una quota non inferiore al 40 per cento delle risorse del sistema integrato dei servizi sociali e delle politiche familiari.

Nel 2017 sono stati spesi 44 milioni di euro in rette di Comunità, 11 milioni per sostenere gli affidi e 1 milione per attività preadottive.

La legge in pillole

  • Art. 2: prevenire l’allontanamento con la redazione di un Progetto educativo personalizzato (Pef) senza il quale, salvo differente disposizione dell’Autorità giudiziaria, non sarà possibile procedere ad un allontanamento.

  • Art. 3: prevedere interventi di sostegno alla genitorialità con un progressivo superamento degli inserimenti in struttura.

  • Art. 4: il 40% delle risorse sono destinate per azioni di sostegno alle famiglie e per la prevenzione all’allontanamento.
  • Art. 5: impossibilità di allontanamento di un minore per indigenza del nucleo familiare.

  • Art. 7: valutazione multidisciplinare della situazione di disagio familiare con relazioni suffragate dall’autorità scolastica, da associazioni sportive, enti religiosi, per non “lasciare soli” i servizi territoriali in una decisione così traumatizzante come l’allontanamento.

  • Art. 9: obbligo di coinvolgere la comunità familiare fino al 4° grado di parentela negli affidi come prevede la legge dello Stato, che però nella maggior parte dei casi non viene, ad oggi, applicata.

L’assessore Caucino ha infine sottolineato come “l’allontanamento non è un’azione preventiva ma un fallimento. Come rappresentanti delle Istituzioni siamo certi che ridurre gli allontanamenti sia necessario più che mai in questo momento, soprattutto alla luce delle recenti cronache di Frosinone che testimoniano gli errori commessi da un sistema di leggi che non funziona. Lavoreremo, disponibili all’ascolto delle minoranze, per ridurre a zero questo problema, che incide fortemente sul presente e sul futuro dei nostri piccoli, convinti di poter solo fare passi avanti migliorando la qualità della vita sociale, affettiva e psicologica dei bambini che oggi vivono situazioni traumatiche e difficoltose, grazie a una legge ormai superata. Il disegno di legge, condiviso e fortemente voluto dalla maggioranza, non si presta a strumentalizzazioni politiche ma agisce, e lo ribadisco ancora una volta, nell’interesse esclusivo del minore”.

Addio a Pansa, vecchio leone del giornalismo

Di Pier Franco Quaglieni

La morte di Gian Paolo Pansa priva il giornalismo italiano di una delle sue firme storiche più significative . Un giornalismo colto e libero  che non ha nulla a che vedere con i giornalistini di oggi

Grande inviato,  ha descritto la politica con onestà e indipendenza . Partito da posizioni nettamente di sinistra, aveva avuto il coraggio di prendere le distanze da Scalfari e dal suo scudiero Mauro, dall’“Esptesso “ e da  “Repubblica “ dei quali fu uno dei giornalisti più importanti .

Come me era stato allievo di Sandro  Galante Garrone  con cui discusse una tesi sulla Resistenza che venne pubblicata e suscitò grande interesse .  Fu alla “Stampa” e poi al “Corriere della Sera “ prima di dell’esperienza al gruppo radical -chic  Caracciolo –  De Benedetti Con il suo “Bestiario “ ha saputo raccontare la politica in modo nuovo e avvincente  come oggi nessuno sa fare . Da un certo momento in poi Pansa vide i limiti di una certa vulgata antifascista , riprendendo a livello non accademico il discorso avviato da Renzo De Felice. E seppe anche capire i limiti di un giornalismo di tipo scalfariano  fazioso, aggressivo , spesso scandalistico e mendace. Con il suo libro “Il sangue dei vinti “ ebbe il  coraggio di iniziare a  documentare gli eccessi della guerra civile.

Fu una scelta importante che provocò contro di lui un’aggressione violentissima dell’Anpi e dei soliti faziosi. Io gli conferii  il Premio Pannunzio e venni duramente attaccato. Ci fu un professorino torinese che non merita di essere citato e  che non ha mai visto  oltre la scolastica del Gramscismo, che lo accusò di non essere credibile perché non metteva le note in calce alle pagine dei suoi libri, dimenticando che tutti i fatti raccontati da Pansa non vennero mai smentiti  da nessuno. Il giorno  dopo del Premio partecipai ad un convegno su Piero Calamandrei  e sentii il gelo attorno a me: le vedove di Galante Garrone e di Agosti fecero finta di non conoscermi. La nipote di Calamandrei mi disse invece che avevo fatto bene a premiare Pansa  perché aveva contribuito ad eliminare la retorica che aveva imbalsamato la Resistenza.

Tra i tanti premiati del Premio Pannunzio fu l’unico, insieme  a Spadolini , che si pagò l’albergo. A cena al “Cambio”, quella sera, si stabilì’  tra noi un dialogo  che purtroppo non riuscimmo a continuare . Davanti al ristorante dove si teneva il Premio c’era la presenza della Polizia per evitare eventuali contestazioni violente di cui Pansa era stato vittima in altre città dove  tentarono di impedirgli di parlare. Mi parve un uomo mite e indipendente . Ha avuto un numero altissimo di lettori e di persone che lo stimavano . Era un piemontese di  Casale Monferrato che era andato oltre i limiti  di certo antifascismo  giellista e comunista . Lentamente Pansa aveva capito che certa storiografia resistenziale e certo giornalismo di sinistra erano tendenziosi  e non più accettabili . Seppe prenderne le distanze , affrontando le scomuniche e l’intolleranza.


La sua opera può aver avuto dei limiti perché Pansa era solo un giornalista  e non uno storico vero  perché non seppe contestualizzare le vicende terribili che raccontò in quanto il sangue dei vinti e’ anche conseguenza del sangue dei partigiani ammazzati da tedeschi e fascisti. Ma è fuor di dubbio che le cose raccontate da Pansa fossero totalmente corrispondenti al vero, checche’ ne scrivessero certi maestrini dalla penna rossa, dediti alla diffamazione  sistematica nei suoi confronti.


Poi c’è stato un periodo in cui Pansa, esacerbato  dagli insulti e dall’astio  manifestato con livore crescente verso di lui , finì di esagerare, scrivendo su testate volgari come “Libero” e addirittura  “La verità”. Cessai di leggerlo perché quei giornali io mi rifiuto di leggerli. Ripresi con i suoi articoli quando iniziò nuovamente a scrivere sul “Corriere della Sera”. Era  putroppo ormai un Pansa privo di mordente, vecchio e stanco. Mi spiacque doverlo constatare, ma il vecchio leone  ormai non era più sè stesso .

Ma va detto che  Pansa e’ stato un grande giornalista italiano che fece dell’onestà intellettuale la sua bandiera. Spero che la destra estrema di oggi, ignorante e semplicista, non voglia impossessarsi del suo nome che non gli appartiene . Insieme a Indro Montanelli e  Oriana Fallaci  Pansa è il meglio che il giornalismo italiano ha rappresentato negli ultimi cinquant’anni e per contrasto rivela la miseria del giornalismo settario di Scalfari  e di Feltri che su trincee opposte hanno contribuito a creare disinformazione e aggressioni politiche  indecenti.


Pansa aveva vissuto con disagio Tangentopoli e si convinse che la liquidazione di un’intera classe politica, comunisti e neo fascisti esclusi , fosse un golpe. Ne parlammo quella sera del Premio Pannunzio. Peccato che non sia stato più possibile continuare quel discorso. Da un rapporto con lui ne sarei stato arricchito, ma tutti i suoi libri non me li sono mai persi. Aveva una capacità straordinaria di scrittura che pochi hanno avuto. Una limpidezza di stile che corrispondeva all’integrità della sua mente libera. Giornalisti come lui mancano totalmente in questo disgraziato Paese in cui  il protagonismo televisivo di certi personaggi e’ inversamente proporzionale al loro profilo giornalistico. Se i giornali non si vendono più e’ colpa anche del fatto che di gente come Pansa si è persa traccia.

Ho letto i necrologi di Pansa scritti da Cazzullo, Veltroni e Battista ed ho colto l’abisso che divide la grandezza di Pansa rispetto a chi oggi  lo ricorda. Qualcuno ha voluto citare  in morte di Pansa, Giorgio Bocca che fu aspro e volgare nell’attaccarlo per “Il sangue dei vinti”. Bocca era stato partigiano, ma prima era stato fascista ed aveva scritto articoli antisemiti. Da vero giellista bilioso Bocca scomunicò Pansa con arroganza e fomentò l’odio contro di lui . Oggi il confronto tra i due fa si’ che risulti in modo nettissimo come  Pansa sia stato un gigante del giornalismo italiano del ‘900, mentre il cuneese appaia l’espressione piuttosto provinciale (lui stesso si autodefini’ un provinciale ) di un giornalismo di parte, incapace di informare in modo adeguato  perché incapace di mettere in discussione  le certezze ideologiche novecentesche di cui  quel giornalismo si era nutrito e di  cui  fu la grancassa mediatica.

Da Palazzo Lascaris contributi a enti e associazioni

Sono stati pubblicati sul sito dell’Assemblea legislativa il bando pubblico per la concessione di patrocini onerosi a sostegno di progetti e iniziative promossi da Enti pubblici e privati per il 2020 e le graduatorie dei progetti e delle iniziative di enti e associazioni che l’hanno ottenuto per il periodo 1 luglio – 31 dicembre 2019.

Il bando stanzia un importo complessivo di 100mila euro per gli enti pubblici e 320mila euro per le associazioni senza scopo di lucro a  sostegno di progetti e iniziative in ambito culturale, artistico, sportivo, sociale, turistico e promozionale, in attuazione della legge regionale 6/77, “Norme per l’organizzazione e la partecipazione a convegni, congressi ed altre manifestazioni, per l’adesione ad Enti ed Associazioni e per l’acquisto di documentazione d’interesse storico ed artistico”.

Le richieste di patrocinio oneroso vengono valutate da una Commissione, sulla base di parametri oggettivi e condivisi, come la rilevanza geografica dell’evento, la valenza culturale, formativa, sociale, sportiva, turistico promozionale dell’iniziativa, l’impatto sull’immagine del Consiglio regionale, l’affidabilità di chi organizza, il rapporto con il territorio e la promozione e valorizzazione in chiave turistica o di valorizzazione del patrimonio culturale del Piemonte. Per poter essere finanziate, le iniziative devono essere di interesse collettivo, aperte al pubblico e senza scopo di lucro. Non sono ammissibili iniziative la cui previsione di spesa complessiva sia inferiore a 1.000 euro o superiore a 50.000.

Le istanze devono riguardare iniziative che si svolgano tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2020 e devono essere presentate entro le 24 del 27 marzo se si svolgono dal 1° gennaio al 30 giugno o entro le 24 del 26 giugno se si svolgono dal 1 luglio al 31 dicembre. Nel caso in cui l’attività si svolgano a scavalco di due periodi l’istanza deve essere presentata entro le 24 del 26 giugno. Le istanze per le iniziative iniziate nel 2019 e che si concludono nel 2020 possono essere presentate nei termini indicati.

Per le attività non programmabili entro la scadenza del 26 giugno e che siano di nuova istituzione e realizzazione è prevista una scadenza suppletiva alle 24 del 30 settembre. Le iniziative devono svolgersi dal 1 luglio al 31 dicembre. Resta comunque fermo il principio che il patrocinio oneroso non può essere concesso se l’iniziativa si è già conclusa al momento di presentazione dell’istanza.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito al link http://www.cr.piemonte.it/web/contributi 

Il Gruppo Sella aderisce all’accordo per le donne vittime di violenza

Il Gruppo Sella ha aderito al protocollo di intesa tra l’Associazione Bancaria Italiana e le organizzazioni sindacali dedicato a sostenere le donne vittime di violenza di genere. L’accordo prevede la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei mutui ipotecari o dei finanziamenti di credito a rimborso rateale.

All’iniziativa possono accedere le donne inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, che devono essere certificati dai servizi sociali del comune di residenza o dai centri antiviolenza o dalle case rifugio.

La sospensione del pagamento sarà applicata per la durata del percorso di protezione e con un termine massimo di diciotto mesi. La procedura non prevede costi di applicazione né la maturazione di interessi di mora.

Le misure previste dall’accordo saranno adottate da parte di Banca Sella, Banca Patrimoni Sella & C. e Sella Personal Credit.

 

Nuovo servizio merci tra gli interporti di Orbassano e Cervignano

Da lunedì 13 gennaio accordo fra Mercitalia Intermodal e Space Logistic

 

Al via un nuovo servizio di trasporto merci combinato non accompagnato fra l’Interporto di Torino Orbassano e l’Interporto di Cervignano del Friuli (Udine)

Dal 13 gennaio sono previsti sei treni alla settimana: lunedì, mercoledì e venerdì dall’Interporto di Cervignano del Friuli a quello di Torino Orbassano; martedì, giovedì e sabato nella direzione opposta. Dal mese di aprile i collegamenti diventeranno giornalieri.

I treni trasporteranno prodotti industriali, groupage e alimentare secco su 16 carri doppi di ultima generazione che consentono di caricare 32 semirimorchi MEGA o casse mobili da 40 piedi per una lunghezza complessiva di 550 metri e una capacità di trasporto di 1.600 tonnellate.

L’importante novità è prevista dall’accordo siglato fra Mercitalia Intermodal, società del Polo Mercitalia (Gruppo FS Italiane), e Space Logistic di Salgareda (TV) specializzata nell’organizzazione e nell’esecuzione di trasporti multimodali. La collaborazione fra le due società permetterà di potenziare i servizi sul segmento italiano del Corridoio europeo TEN-T Mediterraneo da Lisbona a Kiev.

“Questo nuovo servizio costituisce un ulteriore esempio di come le società del Polo Mercitalia stiano oggi operando in modo sinergico e coordinato, rendendo agevole ed efficace l’interlocuzione con i clienti e permettendo un presidio diretto del processo di trasporto delle merci da terminal a terminal. Infatti, Mercitalia Intermodal curerà la commercializzazione, assisterà i clienti e metterà a disposizione del servizio carri di ultima generazione, mentre Mercitalia Rail effettuerà i servizi di trazione e di manovra ferroviaria”, ha sottolineato Marco Gosso Amministratore Delegato e Direttore Generale di Mercitalia Logistics (la sub-holding del Polo Mercitalia). “Questa iniziativa è inoltre coerente con gli obiettivi del Polo Mercitalia che prevedono un sempre più spinto trasferimento del trasporto delle merci dalla gomma al ferro in modo da contribuire a migliorare la sostenibilità ambientale delle attività svolte da Mercitalia. Lo spostamento del traffico merci dalla strada alla ferrovia è infatti uno degli obiettivi strategici del Piano industriale 2019-2023 del Gruppo FS Italiane”.

I carri di ultima generazione sono dotati di un innovativo sistema elettronico per il monitoraggio in tempo reale delle prestazioni dei carri che assicura sia il perfetto funzionamento del treno sia significativi miglioramenti in termini di efficienza operativa, servizio al cliente e sicurezza di esercizio.

Il nuovo servizio Cervignano del Friuli-Torino Orbassano consentirà di alleggerire, ogni anno le strade di circa 12mila camion e di risparmiare oltre l’80% delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera per ogni carico trasportato rispetto alla soluzione “tutto strada”.

Mercitalia Intermodal, il maggior operatore di trasporto combinato in Italia e il terzo in Europa, promuove, organizza e commercializza servizi di trasporto combinato non accompagnato in Italia e all’estero.

Tributi locali, ecco le novità

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Nel collegato fiscale convertito in legge sono presenti alcune novità riguardanti anche gli Enti Locali. In particolare, i legislatori hanno voluto facilitare il compito delle Amministrazioni locali nella riscossione dei tributi e nel recupero delle tasse, tariffe e imposte evase e non pagate.

A partire dal 1° gennaio 2020, infatti, anche per Comuni, Città Metropolitane, Province, Comunità Montane e Unioni di Comuni potranno utilizzare il meccanismo dell’accertamento esecutivo, che consentirà di ridurre i tempi necessari per la riscossione delle imposte locali evase per qualunque motivo.

Questo meccanismo, introdotto nella legislazione fiscale nel 2011, consente di condensare in un unico documento tre diverse funzioni: quella di atto impositivo, quella di titolo esecutivo e quella di precetto. In sostanza, l’accertamento esecutivo svolge contemporaneamente “il ruolo” di avviso di accertamento e iscrizione a ruolo.

Per amministrazioni locali e contribuenti, dunque, cambia letteralmente tutto. Il processo di riscossione delle imposte non versate viene notevolmente accorciato, a favore degli enti pubblici che potranno esigere più velocemente i loro crediti.

Non ci sarà più bisogno di inviare la cartella di pagamento o l’ingiunzione, dal momento che sarà tutto già “contenuto” nell’avviso di accertamento esecutivo inviato al contribuente.

Secondo quanto previsto dalla Manovra 2020, dal momento della ricezione dell’avviso da parte del proprio comune o da qualunque altro ente interessato alla novità, il contribuente avrà 60 giorni di tempo per regolarizzare la propria posizione. In caso contrario, l’amministrazione potrà procedere con l’esecuzione forzata.

I contribuenti, infine, avranno la possibilità di richiedere la rateizzazione del pagamento in un massimo di 72 tranches mensili di ugual valore.

A Borgo Vercelli le borracce ecosostenibili

Dal Piemonte / AMBIENTE E TERRITORIO

 

A donarle il 13 Gennaio ai giovani delle scuole elementari e medie il ‘Gruppo Marazzato’, dal 1952 leader nelle soluzioni ambientali

 

Il ‘Gruppo Marazzato’ inaugura il 2020 con un occhio di riguardo al territorio che gli ha portato fortuna. Come? Proseguendo con successo la distribuzione delle borracce ecosostenibili ai giovani del Comune di Borgo Vercelli, ove da tempo ha posto stabilmente sede il quartier generale della storica azienda vercellese: che ne potranno beneficiare, così come hanno fatto lo scorso dicembre, anche i ragazzi di Santhià e Villastellone, nel torinese.

L’iniziativa, promossa dalla storica azienda piemontese leader dal 1952 nelle soluzioni per l’ambiente, prevede il prossimo 13 Gennaio la distribuzione di 200 borracce ‘eco’ ai giovanissimi allievi delle scuole elementari e medie.

I cui studenti, insieme ai loro insegnanti, con il Sindaco Mario Demagistri, il Vice Sindaco Isabella Alfieri, l’Assessore Paolo Milan, il Consigliere Comunale Maurizio Baldo e il Dirigente Scolastico Ilaria Ottino incontreranno pubblicamente i referenti del ‘Gruppo Marazzato’ per ricevere il prezioso dono, utile anche a una loro sana e corretta formazione nel rapporto con territorio, ecologia e natura.

A partire dalle ore 10.00, presso i locali della Scuola Primaria di Via Besate avrà luogo l’evento di presentazione di questa importante iniziativa”, spiega il Sindaco Mario Demagistri.

Che riprende: “Non posso che ringraziare il ‘Gruppo Marazzato’ e l’omonima Famiglia che lo guida con successo da anni per tutto quanto di buono da sempre fa per il Comune e la collettività, avendo l’azienda sostenuto già in passato la cura dell’ambiente sul nostro territorio. Ancora una volta, grazie a Loro siamo fieri di poter attuare iniziative intelligenti atte a formare e trasmettere una sana e seria mentalità ecologica, condivisa e diffusa, di rispetto per la natura. Lodevole, dunque, l’impegno del privato sensibile all’ambiente che integra con propri mezzi quegli aspetti fondamentali del vivere civile, laddove le risorse pubbliche non sempre lo consentono”, conclude soddisfatto ed entusiasta Mario Demagistri.

Gli fa eco Luca Marazzato, Amministratore Delegato dell’omonimo gruppo industriale: “Guardiamo sempre con riconoscenza al territorio in cui operiamo, e che ci ha portato fortuna. Il futuro del pianeta comincia dietro casa, ed è fatto di piccoli gesti destinati col tempo a diventare grandi insieme ai piccoli di oggi, chiamati un giorno a essere gli adulti di domani”.

 

 

Pro.Civi.Co.S., bilancio e progetti

Intervista al presidente Beppe Tesio

Con l’inizio del 2020 l’associazione volontari di protezione civile della Comunità di Scientology PRO.CIVI.CO.S. onlus tira le somme del 2019 appena concluso e pianifica il nuovo anno

“L’anno appena concluso – spiega Beppe Tesio, presidente e cofondatore dell’associazione nata nel 2001 con sede in Borgo Vittoria dal 2013  – è stato intenso anche se, per fortuna, non siamo dovuti intervenire in situazioni calamitose.”
La protezione civile infatti interviene in caso di emergenza, ma rimane costantemente attiva anche in tempo di pace per fasi di esercitazione e aggiornamento o attività di divulgazione e prevenzione.
“Ad esempio nel 2019 abbiamo preso parte ad un progetto promosso dal centro servizi per il volontariato VOL.TO per far conoscere la protezione civile nelle scuole superiori della Circoscrizione 5 e assieme alla direzione comunale abbiamo collaborato alla campagna educativa dedicata alle scuole primarie che si svilupperà ancora di più nel 2020.”
Senza emergenze particolari ci sono stati momenti di difficoltà in città?
“Dal punto di vista del volontariato di protezione civile siamo stati chiamati a coadiuvare lo sgombero dei quartieri interessati al disinnesco dell’ordigno bellico inesploso trovato in via Nizza a fine novembre. Sempre in quel periodo a causa delle piogge persistenti è stato necessario contribuire al presidio per evitare il passaggio in alcune alcune zone potenzialmente pericolose nei pressi del nostro grande fiume. Poi, anche se non si tratta di momenti di difficoltà, ma di necessità di supporto, i nostri volontari hanno prestato servizio in numerose occasioni di eventi. Ad esempio il passaggio del Giro d’Italia, il Giro del Piemonte o le grandi feste patronali. Anche a questi servizi partecipiamo venendo attivati dalla Direzione Comunale di Protezione Civile come parte della Sezione Comunale formata dalle associazioni convenzionate con la Città di Torino. Oppure interveniamo dietro richiesta del Centro Operativo Misto (COM) del Coordinamento Provinciale”.
Molta collaborazione con i coordinamenti e con le altre associazioni. Ci sono anche iniziative che l’associazione propone in autonomia?
“Sì, ad esempio Quartiere Pulito. Si tratta di un progetto indipendente che portiamo avanti da molti anni. Si parte dal semplice concetto che le piccole azioni quotidiane di protezione e miglioramento dell’ambiente possono fare la differenza nella prevenzione di calamità, incidenti, incendi etc. Per farlo prendiamo spunto dalla guida al buon senso scritta da L. Ron Hubbard, ‘La Via della Felicità’, che esorta ad una condotta responsabile partendo dal buon esempio. Semplicemente collaboriamo con altre associazioni ed enti come Legambiente Metropolitano, con i comuni montani o le circoscrizioni, la cittadinanza, le scuole o le altre associazioni sensibili: prendiamo una porzione del nostro territorio che necessita di maggiore cura e la ripuliamo cercando di coinvolgere la cittadinanza dimostrando che l’aiuto di tutti è possibile ed è opportuno. Lo abbiamo fatto in città, in particolare in alcune aree delle periferie, ma anche fuori come ad esempio a Druento, a Groscavallo, a San Giusto.”
E’ molto lavoro per persone che probabilmente fanno anche altro nella vita.
“A parte qualcuno, lavoriamo tutti. Ma i volontari hanno la caratteristica comune di mettere le necessità della collettività ad un alto livello di importanza nelle loro priorità. Per questo motivo, senza tralasciare le necessità personali, riescono a trovare tempo da dedicare agli altri.”
La città vi è almeno un po’ riconoscente?
“Quest’anno abbiamo ricevuto due attestati di ringraziamento dalla Città di Torino, consegnati dalla Sindaca e dall’Assessore alla protezione civile: uno per la donazione di due alberi che sono stati piantati alla Pellerina grazie al ricavato della Maratonina della Felicità, che la nostra associazione organizza ogni anno dal 2014. L’altro a fine anno, per i servizi prestati nel 2019. Sono piccolo gesti che fanno comunque piacere ai volontari che non lo fanno certo per ricevere un attestato o un grazie, ma in questo modo si rendono conto che il loro impegno viene almeno tenuto in considerazione.”
E il 2020?
“Ci sono molte idee. La cosa principale sarà riuscire a migliorare ed espandere la portata di quello che abbiamo fatto fino a qui. Per farlo ovviamente servono molte persone. Quindi una delle attività sarà quella del reclutamento di nuove volontarie e volontari. Definiremo per bene gli impegni istituzionali con particolare attenzione al nostro contributo nello svolgimento del progetto  promosso dalla Direzione Comunale per far conoscere la protezione civile nelle scuole. Come ogni anno parteciperemo alle esercitazioni e ai momenti di formazione e organizzeremo la Maratonina della Felicità. E poi vogliamo dare vita a quattro grandi appuntamenti dedicati a ‘Quartiere Pulito’ , uno per stagione. Quello primaverile, in un fine settimana del mese di maggio ancora da definire, interesserà le circoscrizioni 5 e 6 e sarà un’occasione per coinvolgere moltissime associazioni, cittadini ed istituzioni con lo scopo di valorizzare le nostre aree verdi, le nostre piste ciclabili, la potenzialità della nostra città di facilitare una mobilità sicura e attenta alle esigenze dell’ambiente.”

Ex Embraco, intervengono Regione e sindacati

Il presidente Cirio e l’assessore Chiorino hanno incontrato i rappresentanti sindacali dei lavoratori, che non hanno percepito stipendio di dicembre e tredicesima. «Basta prese in giro. La Regione c’è: ora il MISE faccia la propria parte e indichi soluzioni concrete per il futuro dei lavoratori dello stabilimento di Riva presso Chieri».

Niente stipendi di dicembre e tredicesime. E’ sempre più grave la situazione dei lavoratori della Ventures (ex Embraco) di Riva presso Chieri, che ieri hanno manifestato di fronte alla sede della Regione Piemonte, in piazza Castello a Torino.

Successivamente una rappresentanza delle organizzazioni sindacali ha incontrato il presidente della Regione, Alberto Cirio, e l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, per aggiornarli sulle ultime novità e fare il punto della situazione.

«Ho ricevuto i rappresentanti dei lavoratori – ha spiegato il presidente Cirio – non solo per dimostrare che la Regione c’è e non lascia da solo nessun lavoratore che rischia di perdere il posto, ma soprattutto perché credo che sia giunta l’ora di finirla con le prese in giro da parte di imprenditori che vengono da lontano, percepiscono contributi pubblici, danno il miraggio di creare lavoro salvo poi non mantenere impegni e promesse. Anche su questo chiediamo al Governo di non lasciare sola la nostra Regione. Il Ministero deve dire con chiarezza cosa intende fare sul caso Embraco e se il soggetto individuato ha un piano industriale serio oppure no, perché tutto questo non è più accettabile: con la pelle delle persone non si gioca e non si scherza».

«Ci troviamo tutti d’accordo – ha detto l’assessore Chiorino, che ha scritto una lettera al Ministro Patuanelli per richiedere un tavolo di crisi urgente – sul fatto che non c’è più tempo da perdere e che il Ministero deve agire in modo incisivo. Per farlo c’è soltanto una strada da percorrere: convocare quanto prima un tavolo a Roma in cui, come richiediamo ormai dal mese di dicembre, sia presente anche Invitalia con già un programma di quello che può essere il destino della ex Embraco. Allo stesso tavolo deve essere invitata anche la Whirlpool. Questo perché occorre definire una volta per tutte quale può essere il futuro per la tutela dei lavoratori della ex Embraco e delle loro famiglie, che nel mese di dicembre non hanno percepito né lo stipendio e nemmeno la tredicesima e per tutti quei lavoratori che in estate vedranno venire meno gli ammortizzatori sociali».

Dichiarano Vito Benevento, della segreteria Uilm Torino, e Ugo Bolognesi, responsabile ex Embraco per la Fiom: «L’incontro di oggi è stato positivo perché il documento condiviso da sindacati e Regione rafforza l’impegno delle istituzioni su questa vicenda. Nonostante manchino solo sei mesi al termine degli ammortizzatori sociali, la presenza di Invitalia e di Whirlpool al tavolo del Mise, come richiesto da Fim, Fiom, Uilm e Regione Piemonte, può dare un nuovo slancio per risolvere positivamente una vertenza che rischia di avere dei connotati drammatici».