ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 444

Il virus ci rammenta che la vita dell’uomo è sospesa a un filo

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni    A meno di considerare il Coronavirus un castigo divino come il diluvio universale e la distruzione di Sodoma e Gomorra, alla base della pandemia ci sono delle cause scatenanti di origine umana. Dio è misericordia e il Dio delle vendette bibliche appare molto remoto, anche se certamente l’umanità si è così totalmente discostata da ogni etica naturale e religiosa da essere diventata una società profana, libertina e secolarizzata, molto lontana anche da quei princìpi laici di natura etica che molti vivevano <<Come se Dio non esistesse>>, per dirla con Ugo Grozio.

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Oggi il rifiuto di ogni regola etica ha travolto ogni riferimento e resta alla testimonianza dei cattolici il richiamo a certi valori oggi totalmente negletti. Le responsabilità dello scatenarsi del virus sono umane e andranno individuate, in parte sono le stesse di sempre cioè la mancanza delle più elementari regole igieniche sanitarie che in società come quella cinese non vengono applicate: un misto di società arcaica e di società altamente industriale che rivela forti, evidenti contraddizioni.

Con ciò non si vuole richiamare il determinismo storico che spiega gli accadimenti con un susseguirsi di cause ed effetti. A volte nella storia c’è anche la casualità che gioca ruoli determinanti. E c’è soprattutto il libero arbitrio dei protagonisti che, per quanto condizionati da altri fattori, agiscono con un quid di libertà individuale che li rende responsabili in prima persona almeno in una certa percentuale. Il virus ha archiviato per sempre quelle che Leopardi citava nella  Ginestra: <<le magnifiche sorti e progressive >> dell’umanità, l’illusione illuministica, ripresa dai Positivisti, di un progresso indefinito e incontenibile che avrebbe sconfitto gradualmente tutti i mali dell’umanità attraverso la scienza e la tecnica. Ci siamo resi conto che con gli ospedali pieni di morti certi miti con cui siamo convissuti erano e sono del tutto fallaci.

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La vita dell’uomo è sospesa ad un filo, è come la foglia autunnale di Ungaretti in tutta la sua fragilità. C’è chi ha paragonato la pandemia ad una guerra mondiale ed ha persino teorizzato che il Novecento, come ebbe inizio nel 1914 con la Grande Guerra,si è chiuso nel 2020 con la pandemia. Sono confronti azzardati e le guerre sono realtà diverse dalle epidemie, anche se nelle guerra del Peloponneso Tucidide descrive la guerra e la peste che insieme segneranno il declino della civiltà greca. Gianni Oliva ha lucidamente posto in evidenza come il dato più vistoso di questa crisi terribile che ci sta travolgendo sia  l’incapacità di dare una risposta globale (e non meramente nazionale) ad un fenomeno inedito che dovrebbe trovare le diverse Nazioni unite nel combattere il morbo.Al contrari, soprattutto i Paesi europei vanno in ordine sparso quasi la pandemia non li riguardasse tutti in pari maniera. Sembra tornare l’invito di Leopardi che sempre nella Ginestra parla di <<social catena >> tra gli uomini ,alleati contro le ingiustizie della Natura.

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Ci sono dei giornalisti che si ritengono anche degli storici come Paolo Mieli, che prevedono dopo la pandemia tempi migliori, di grande sviluppo, fondando questa ipotesi  sulla base che dopo certe calamità gli uomini hanno ripreso a vivere con rinnovato entusiasmo e con tenacia maggiore . Questo guardare con ottimismo al futuro di fronte a tanti morti e a tanti disastri economici appare purtroppo infondato perché neppure i dopoguerra hanno segnato in modo univoco la storia del dopo. Non vale neppure la distinzione tra le guerre vinte e quelle perdute perché le crisi postbelliche hanno riguardato Nazioni vittoriose e vinte indifferentemente. Pensare ad un periodo di nuovo slancio creativo con attività economiche boccheggianti che rischiano la chiusura, appare utopistico e velleitario perché in una società complessa come l’odierna i confronti che Mieli fa con il passato sono del tutto infondati non solo perché la storia non si ripete mai automaticamente,ma soprattutto perché l’economia contemporanea non ha dei precedenti con cui confrontarsi.

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Inoltre,  viene del tutto svalutata la miseria che sta già determinando la pandemia e la conseguente rabbia sociale che può scatenarsi da un momento all’altro. Un modello di sviluppo si è sicuramente inceppato, se non è del tutto entrato in crisi. E appare anche evidente il contrasto tra chi invoca il modello Genova (il ponte ricostruito senza guardare ai troppi formalismi che imbrigliano i cantieri) e chi come Carlin Petrini punta il dito contro il liberismo economico causa, a suo dire, di tutti i mali. Lo slogan “Tutto andrà bene” appare molto autoconsolatorio, ma privo di riscontri. Lo storico deve fermarsi a raccogliere fatti e riflessioni per scrivere la storia che oggi stiamo vivendo. Andare oltre e fare previsioni apparirebbe persino una mancanza di serietà in tempi che invece impongono ragionamenti austeri e severi, senza concessioni populistiche.

 

Indurre a sperare visioni ottimistiche che non abbiano fondamento nella realtà dell’oggi significa riproporre quella che Hegel definitiva la “pappa del cuore” e che Bobbio a volte mi citava come una scappatoia zuccherosa e sentimentale da evitare. Una scappatoia seducente e confortante ma anche ingannevole che l’uomo di cultura deve avere il coraggio di non perseguire ne’ per se’ ne’ per altri.

.Indurre a sperare visioni ottimistiche che n

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Gruppo 3A: Despar non aumenta i prezzi

Il Gruppo 3A – che opera in Piemonte, LiguriaValle dAosta e Lombardia – da sempre attento ai consumatorigarantisce che non ci saranno aumenti di prezzo nei punti vendita della rete a marchio Despar

 

Il presidente Marco Fuso: Eventuali rincari saranno assorbiti in parte dalla nostra Cooperativail rimanente direttamente dai negozi. Proseguono in modo regolare le promozioni sui singoli punti vendita

 

In questo momento difficile e del tutto straordinario, abbiamo il dovere di contribuire facendo la nostra parte, per tutelare i nostri clienti ed aiutarli concretamentenel momento in cui si recano nei nostri punti vendita.

Con queste parole Marco Fuso, presidente del Gruppo 3A – Cooperativa che si occupa di distribuzione organizzata di prodotti alimentari e non solo, con sede ad Asti e presente sul territorio con linsegna Despar – spiega il piano messo in atto durante lemergenza sanitaria di contenimento della pandemia da Coronavirus. Strategia che si compone di due punti distinti ed entrambi importanti, per evitare un aumento dei prezzi e, allo stesso momento, per continuare ad offrire le normali attività promozionali ai propri clienti. 

Due sono le strategie commerciali che il Gruppo 3A e una cordata di imprenditori stanno attuando in questo momento – precisa il presidente, il cuneese Fuso -. Si parla tanto, purtroppo, dei così detti furbetti del prezzo, ossia di quei commerciati che aumentano i prezzi in maniera spropositata, senza alcuna base concreta che giustifichi il rialzo. Per questo il Gruppo ha deciso di assorbire internamente tutte le variazioni di listino che potranno essere chieste dallindustria.

Aumenti legati alla realtà del momento, dati per esempio da incrementi rilevanti della forza lavoro, dalla difficoltà di reperire mezzi per il trasporto merce e il conseguente aumento dei costi degli stessi trasporti. Un rialzo che la cooperativa astigiana non farà pesare sullo scontrino dei clienti che fanno la spesa nei loro punti vendita ad insegna Despar.

 

Questo significa – sottolinea il presidente  Marco Fuso – che anche se un prodotto aumenterà per noi, ossia allingrosso, non subirà variazioni per i consumatori, rimanendo in vendita sullo scaffale con lo stesso prezzo. Questo per tutelare proprio lanello della filiera che in questo singolare periodo risulta il più debole, visto il momento di crisi. Inoltre allinterno della nostra rete vendita, proseguono le abituali promozioni, quindi i nostri clienti troveranno ancora le offerte del volantino, anche se chiaramente non può essere distribuito, proprio per lemergenza sanitaria in atto.

 

Colgo anche l’occasione – conclude il presidente Fuso – per rassicurare i clienti: la distribuzione non subirà variazionila nostra logistica è in grado di far fronte allaumento della richiesta che si è verificata in questi ultimi mesi.

 

La 3A – Alimentaristi Astigiani Associati – è un centro di distribuzione con un fatturato alle casse di 145 milioni di euro, 750 collaboratori, composto da 149 negozi di cui 20 di proprietà e 129 associati – situati in Piemonte, LiguriaValle dAosta e Lombardia – dal primo di gennaio di questanno passato sotto linsegna Despar.

#insiemesiamopiuforti, dalla maratona della Regione fondi per gli ospedali

Grande successo per la maratona online dei festival e dei club piemontesi per la raccolta fondi della Regione Piemonte e del Consiglio Regionale del Piemonte. Più di 200mila visualizzazioni e circa 140.000 euro raccolti nel fine settimana  anche grazie a #StayON

 

Lo scorso 3 aprile 2020, dalle 18 alle 24,  i Club e Festival musicali piemontesi hanno dato vita a una vera e propria maratona online a cui hanno partecipato circa 40 artisti per promuovere la raccolta fondi della Regione Piemonte e del Consiglio regionale del Piemonte e per sostenere il sistema di crowdfounding nato dalla campagna di donazione #insiemesiamopiuforti lanciata dal Piemonte Team (artisti dello spettacolo, del teatro e della cultura) proprio a sostegno della raccolta fondi Istituzionale

La staffetta musicale – nata su iniziativa di #StayON: il movimento creato dai principali live club e festival dell’intera penisola e coordinato da KeepOn LIVE – Associazione di Categoria Live Club e festival italiani per costruire un palinsesto quotidiano di eventi in streaming – è stata un successo con 226mila visualizzazioni complessive delle dirette dalle pagine Facebook e  delle realtà coinvolte, della Regione Piemonte e del Consiglio regionale e circa 140.000 euro raccolti complessivamente nel fine settimana sul conto regionale, anche grazie alla maratona di #StayOn.

Un successo anche in termini di partecipazione di artisti, club e festival. Hanno aderito infatti: Cosmo che ha animato  dj set trasmesso a reti unficate,  Paolo Benvegnù con lo Spazio 211; Cacao Mental con il Cap 10100Federico Castello con il Jazz ClubGuido Catalano con il Diavolo Rosso; Daniele Celona con Alingana Festival; Alberto Cipolla con il Circolo Margot; Cheap con Stereoteepee Festival Emidio Clementi con il Circolo della Musica; Dario Canal (Etruschi From Lakota) con l’Indiependenza Festival; Dott. Lo Sapio & Mao con le Officine FerroviarieDue Venti Contro con CPGRon Gallo con Fans Out; Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo con TOdays; Generic Animal con Artico Festival Fabio Giachino con il Sofà So GoodHÅN con A Night Like This;  John Qualcosa con Cinema VekkioRapahael con Tanaro Libera Tutti; Samuel & Roy Paci con OFF Topic; Davide Shorty con Reload Sound Festival; Testaintasca con _resetfestivalTuomo Uusitalo con The Mad Dog Social Club T Vernice con Magazzino sul Po; Wallis Bird con El BarrioZibba con il Balla Coi Cinghiali.

 

“Esprimiamo la nostra più sincera gratitudine per la generosità delle tante persone che hanno voluto contribuire a questa raccolta fondi per gli ospedali piemontesi – hanno commentato il presidente della Giunta Alberto Cirio e del Consiglio regionale Stefano Allasia – La donazione è un gesto straordinario e semplice allo stesso tempo e il fatto che singoli cittadini abbiano manifestato così tanto altruismo in questi giorni molto difficili per l’intera comunità piemontese, ci rende molto orgogliosi”.

Poste e Carabinieri consegnano la pensione agli anziani

Grazie alla collaborazione tra Poste e l’Arma dei Carabinieri, 23.000 pensionati di età pari o superiore a 75 anni potranno richiedere la consegna della pensione a domicilio per tutta la durata dell’emergenza da Covid-19, evitando così di doversi recare negli Uffici Postali

 

Poste Italiane e l’Arma dei Carabinieri hanno sottoscritto una convenzione grazie alla quale tutti i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli Uffici Postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti, possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri. Il servizio non potrà essere reso a coloro che abbiano già delegato altri soggetti alla riscossione, abbiano un libretto o un conto postale o che vivano con familiari o comunque questi siano dimoranti nelle vicinanze della loro abitazione.

 

L’accordo è parte del più ampio sforzo messo in atto dai due partner istituzionali, ciascuno nel proprio ambito di attività, per contrastare la diffusione del Covid-19 e mitigarne gli effetti, anche mediante l’adozione di misure straordinarie volte ad evitare gli spostamenti fisici delle persone, ed in particolare dei soggetti a maggior rischio, in ogni caso garantendo il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro. L’iniziativa permette anche di tutelare i soggetti beneficiari dalla commissione di reati a loro danno, quali, truffe, rapine e scippi.

 

In base alla convenzione appena sottoscritta i Carabinieri si recheranno presso gli sportelli degli Uffici Postali per riscuotere le indennità pensionistiche per poi consegnarle al domicilio dei beneficiari che ne abbiano fatto richiesta a Poste Italiane rilasciando un’apposita delega scritta. I pensionati potranno contattare il numero verde 800 55 66 70 messo a disposizione da Poste o chiamare la più vicina Stazione dei Carabinieri per richiedere maggiori informazioni.

 

La collaborazione è frutto della consapevolezza di entrambi i sottoscrittori di ricoprire un ruolo strategico a sostegno del Paese e conferma la loro vocazione alla prossimità verso i territori e le categorie più fragili. Il risultato è scaturito dalla capacità dei Carabinieri e degli operatori di Poste Italiane di intercettare i fabbisogni della popolazione e riuscire, grazie alla presenza capillare sia dei Comandi Stazione Carabinieri sia degli Uffici Postali sull’intero territorio nazionale, a fornire un servizio efficace e solidale.

 

L’Arma dei Carabinieri e Poste Italiane continueranno ad assicurare il servizio di erogazione e consegna al domicilio delle pensioni agli ultra settantacinquenni per l’intera durata dell’emergenza Covid-19.

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Sostenere il comparto agroalimentare piemontese

L’Assessore regionale all’Agricoltura e cibo, Marco Protopapa lancia un appello ai rappresentati della GDO per sensibilizzare alla promozione dei prodotti delle piccole e medie aziende agricole piemontesi all’interno dei supermarket: “Come Assessorato all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte vogliamo evidenziare la grande emergenza di molte aziende piemontesi con i loro prodotti agro-alimentari a breve scadenza   che a causa soprattutto della chiusura dei mercati si ritrovano impossibilitati a collocarli e commercializzarli.

Siamo in una situazione drammatica per molti comparti agricoli piemontesi ed il nostro impegno è rivolto alla sensibilizzazione della promozione dei prodotti delle piccole e medie aziende agricole piemontesi anche all’interno dei punti vendita della GDO.

Particolari criticità sono ad ora state segnalate dal comparto caprino, da quello ortofrutticolo e da quello dei prodotti ittici di acquacoltura mentre un forte appello di aiuto arriva anche dall’intero comparto florovivaistico piemontese.

Il nostro è un intervento di sensibilizzazione per questo particolare momento ma anche l’inizio di un progetto futuro che vuole premiare i nostri prodotti e le nostre aziende piemontesi e quindi  speriamo di ricevere una vostra disponibilità considerando che al fine di poter rafforzare la sponsorizzazione, anche i vari consorzi si sono resi disponibili per opportune campagne promozionali”. “Siamo in un momento dove la difesa del nostro territorio è essenziale per il futuro economico di tutta la popolazione piemontese e riteniamo che anche la GDO in questo momento debba fare la sua parte”, conclude l’assessore Protopapa.

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Più assistenza ai senza fissa dimora

Sono state approvate dalla Giunta, ieri sera, le linee guida per contenere il diffondersi del virus nei centri di accoglienza per le persone senza fissa dimora.

“Abbiamo lavorato – sottolinea Chiara Caucino, assessore regionale al Welfare – per tutelare anche le persone meno fortunate che, in questo grave periodo di emergenza, non hanno una casa in cui alloggiare. Per questo abbiamo predisposto alcune indicazioni essenziali di prevenzione che assicurino la continuità di un servizio oggi così prezioso per coloro che, altrimenti, vivrebbero per strada”.

Si tratta di azioni valide per tutto il territorio piemontese, che prevedono: un rafforzamento delle Unità di strada per verificare il numero e le necessità di chi non accede con regolarità ai servizi dedicati; il collegamento diretto con il Servizio sanitario in caso di sospetto contagio e, infine, l’implementazione degli orari di apertura dei servizi di ospitalità e delle mense operanti.

Nel caso di soggetti da sottoporre a quarantena, o positivi al Covid-19 ma asintomatici, si procederà ad allestire luoghi adeguatamente attrezzati e idonei a garantire la salvaguardia della salute pubblica. Ai pazienti positivi con sintomi importanti sarà inoltre garantito il ricovero presso le sedi ospedaliere.

“Quello della Regione – conclude Caucino – è un impegno di solidarietà nei confronti dei più deboli. È un dovere sociale e morale delle Istituzioni fornire un supporto concreto a chi ne ha bisogno, proprio per evitare che ad emergenza si aggiunga emergenza”.

La mensa dei poveri chiede aiuto

L’appello alla solidarietà del sacerdote cottolenghino Don Adriano Gennari: “Da inizio pandemia siamo passati dagli abituali 130 a più di 270 pasti al giorno”.

A Torino la ‘Mensa dei Poveri’ fondata nel 2008 in Via Belfiore 12 da Don Adriano Gennari, sacerdote cottolenghino anima carismatica del ‘Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione Onlus’ lavora senza sosta per sfamare gli indigenti e i senza tetto della città, nel cuore del difficile quartiere multietnico e popolare di San Salvario.

Persone che la pandemia da Covid-19 ha lasciato ancor più di prima in difficoltà e senza tutto. “Siamo passati dal servire ogni sera dalle 16 alle 19 più di 270 pasti caldi al giorno ai poveri che attendono in fila indiana con pazienza e opportunamente distanziati, rispetto alle media di circa 130 in tempi normali”, racconta Don Adriano Gennari.

“La nostra mensa vive di Divina Provvidenza, dell’aiuto preziosissimo del ‘Banco Alimentare’ che ringrazio di tutto cuore per il suo insostituibile apporto e altrettanto impagabile impegno, ma anche di carità umana. Abbiamo bisogno dell’aiuto generoso di tutte le persone sensibili, per continuare ad assistere quotidianamente i bisognosi, fra cui aumentano giornalmente anche molti italiani che, sino a poco tempo fa, mai avremmo pensato di vedere in coda a una mensa sociale”, è l’appello del sacerdote torinese.

“Anche perché, con i supermercati presi d’assalto, non riceviamo da loro quasi più cibo in dono con cui approvvigionare le nostre cucine, per via delle scorte esaurite. E la chiusura da un mese a questa parte delle mense aziendali ci priva anche degli avanzi giornalieri che invece per noi, normalmente, fanno la differenza nell’alimentare quante più bocche possibili”.

Per chiunque voglia dare il proprio contributo, utile ad acquistare bevande e alimenti, è possibile chiamare o scrivere sms o messaggi via Whatsapp al numero 3756188246, oppure scrivere una mail all’indirizzo di posta elettronica info@cenacoloeucaristico.it. Tutte le informazioni sul sito www.cenacoloeucaristico.it.

Covid-19, prestiti ai dipendenti fino a 2 milioni a tasso zero

Di Tanno, Intergea: “Un impegno che arriva dove il sistema creditizio è imbrigliato dalla burocrazia” 

“Le famiglie hanno bisogno di liquidità e la necessità è immediata, per fronteggiare spese correnti, mutui, affitti, bollette”, spiega Alberto di Tanno, presidente del Gruppo Intergea e di Nobis Filo diretto assicurazioni.

Ecco perché il Gruppo Intergea ha stanziato fino a 2 milioni di euro di prestiti a interessi zero per i suoi 300 dipendenti, per far fronte all’impatto economico dell’emergenza Covid-19. Questo è l’ultimo provvedimento di solidarietà legato alla situazione Coronavirus, deciso dal gruppo torinese leader nella distribuzione automotive, che conta tra i suoi marchi Autoingros, Logica, Theorema, Forza e Tecnogest.

“Le odierne misure restrittive – aggiunge Di Tanno – per quanto necessarie al fine di contenere il virus, stanno mettendo a dura prova le imprese, piccole e grandi, e tutti i lavoratori. Come azienda che opera nel mercato dell’automotive, abbiamo adottato questa forma di aiuto per i nostri dipendenti”. Nello specifico si tratta di un prestito che varia, per chi ne fa richiesta, tra i 5mila e i 10mila euro a dipendente, da restituire in dieci anni a tasso zero.

“È un impegno concreto e solidaristico che arriva là dove il sistema creditizio è ancora imbrigliato in rigidi parametri burocratici. Le persone rappresentano il vero valore di un’impresa e l’impresa cerca di fare la sua parte senza tentennamenti, attraverso il supporto e lo sviluppo di soluzioni per i singoli”.

Una misura che si aggiunge a quelle che il Gruppo ha già posto in essere per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Tra le prime approvate, c’è l’anticipo delle provvigioni di marzo e aprile per gli agenti della compagnia assicurativa Nobis Filo diretto e una polizza assicurativa per tutti i 600 lavoratori del gruppo auto e assicurazioni, che prevede indennità e diarie da ricovero in caso di degenza ospedaliera o isolamento domiciliare.

Tutte le concessionarie del Gruppo Intergea hanno attivato le necessarie misure di prevenzione, previste dai decreti emanati dal Governo per il contenimento e la gestione dell’emergenza Covid-19.

“Gli autosaloni si stanno attrezzando e sono pronti a riaprire anche intensificando le protezioni di sicurezza, non appena sarà superato il blocco”, prosegue Di Tanno, sottolineando come le concessionarie si siano già munite di paratie di separazione con il pubblico, mascherine e prodotti igienizzanti; anche gli spazi sono stati modulati e ripensati per mantenere le adeguate distante precauzionali, in vista della cosiddetta fase 2.

I testimoni di Geova celebrano la morte di Gesù

Il  7 aprile, dopo il tramonto, i Testimoni di Geova celebrano la Commemorazione della morte di Gesù, il più importante evento dell’anno per la loro confessione

A causa del coronavirus e nel rispetto delle disposizioni governative,la celebrazione si tiene in via eccezionale nelle abitazioni, in streaming. Si tratta di mezzo milione di persone solo  in Italia e 21 milioni nel mondo che potranno partecipare virtualmente con le proprie comunità o collegandosi al sito ufficiale, jw.org.
La notte prima di morire Gesù ordinò ai suoi seguaci di commemorare la sua morte: “Fate questo in memoria di me” (Luca 22:19, CEI). Per rispondere a questo comando, seguendo l’usanza dei primi cristiani, i Testimoni di Geova si radunano dunque  una volta all’anno nella data corrispondente al giorno in cui Gesù morì: il 14nisan del calendario ebraico in uso nel I secolo, e  quest’anno corrisponde al 7 aprile, dopo il tramonto. Il collegamento  è gratuito e accessibile a tutti, anche a chi non appartiene ai Testimoni di Geova. Ecco i llink : https://www.jw.org/it/biblioteca-digitale/video/#it/mediaitems/L atestVideos/pub-mo-tk20r_1_VIDEO