ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 412

“Bloccati i progetti di riciclo rifiuti”

“Diversi progetti di riciclo di rifiuti risultano bloccati in Piemonte, in assenza d’una normativa regionale sulla Cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waster). La legge nazionale prescrive che siano le Regioni a legiferare, altrimenti le singole Province non sono in grado di autorizzare i vari progetti”.

Questa la posizione del presidente del Coordinamento ambientalista rifiuti Piemonte (Carp), Fabio Tomei, nel corso dell’audizione in Quinta commissione in Regione a Palazzo Lascaris. Il presidente della stessa commissione ha garantito la massima attenzione sul tema da parte del Consiglio regionale.

La legge 128 del 2019 infatti, indica negli enti come Regioni e Province i soggetti per il rilascio delle autorizzazioni agli impianti di recupero rifiuti sulla base di propri procedimenti di autorizzazione.

Tra i progetti fermi in diversi passaggi autorizzativi in Piemonte ci sono quelli per la produzione di biometano da rifiuti a Vercelli, Castelletto Cervo, Cavaglià, Salussola e Orfengo e quello per la produzione di combustibile solido secondario (Css) di Silvano d’Orba.

“Il blocco di questi progetti e di altri analoghi nel prossimo futuro, costituisce un grave ritardo nell’avvio dell’Economia circolare, perché riguarda gli investimenti nel settore del riciclo dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi con gravi conseguenze economiche e sanitarie” ha concluso Tomei.

Barbara Squillace (Rondissone), Alba Riva (Vercelli), Oscar Brumasso (Torino) e Isabella Silva (Silvano d’Orba) hanno portato la testimonianza dell’attività svolta dai loro Comitati e Associazioni su rispettivi territori, chiedendo alla Regione di legiferare sull’Eow, in particolare sui rifiuti organici speciali, in primo luogo sui fanghi da depurazione, definendo gli standard tecnici  di pre-trattamento di tali rifiuti.

Nel corso dell’audizione sono poi giunte le richieste di programmare le necessità del Piemonte riguardo gli impianti di riciclo dei rifiuti organici, sia urbani che speciali, stabilendo norme per scongiurare i pericoli  di esplosione e incendi degli impianti per biometano, disturbi da odori molesti, inquinamento delle acque potabili e il rischio di diffusione sul territorio piemontese di rifiuti nocivi non-pre trattati, soprattutto nei terreni agricoli e nei sottofondi stradali.

Nell’attesa di definire le linee guida, secondo Carp è necessaria una moratoria per autorizzare i nuovi progetti per biometano.

Sono poi intervenuti diversi consiglieri, dei Gruppi M5s, Lega e Fi per approfondimenti.

Cirio, l’erogazione dei bonus continua: “Il Governo non ferma il ‘riparti Piemonte'”

“La legge RipartiPiemonte non si ferma; degli 87 articoli che la compongono, sono soltanto 5 quelli su cui il Governo ha richiesto alla Regione dei chiarimenti.

Deve essere quindi chiaro che il Bonus Piemonte, il Bonus Turismo, il Voucher Vacanze e tutte le altre misure a favore delle imprese e delle famiglie non hanno subito alcun rilievo del Governo, a dimostrazione della validità dell’impianto complessivo”: è perentorio il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, nel commentare con il vicepresidente Fabio Carosso e gli assessori Vittoria Poggio e Maurizio Marrone, la decisione di impugnare alcune norme della legge assunta dal Consiglio dei ministri.

Gli articoli oggetto di verifica da parte del Governo riguardano infatti soltanto: il contributo straordinario alle ATL per il riavvio economico del comparto turistico; la sospensione fino al 31 gennaio 2021 della presentazione delle domande per il rilascio di autorizzazioni per nuova apertura di centri commerciali; alcune norme di semplificazione in campo urbanistico.

“Daremo battaglia fino all’ultimo – garantiscono Cirio, Carosso, Poggio e Marrone – perché spiace che si vogliano bloccare risorse necessarie per la ripartenza del turismo, norme per la tutela dei piccoli commercianti di fronte all’espansione della grande distribuzione e altri provvedimenti per la lotta alla burocrazia, specialmente in campo urbanistico, che sono per noi principi irrinunciabili. E spiace anche constatare che appena una Regione dimostra il coraggio di fare la differenza e anticipare lo Stato nel contrasto alla burocrazia, il Governo centrale si ribelli a questa sfida innovativa per imporre il mantenimento della palude attuale”.

Al via la selezione di start up Techstars Smart Mobility Accelerator

Techstars, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Intesa Sanpaolo Innovation Center lanciano dal  20 luglio, la nuova edizione del Techstars Smart Mobility Accelerator, il primo programma di accelerazione di start up in Europa dedicato alla smart mobility. Il programma si svolgerà alle OGR Tech, l’hub internazionale dell’innovazione delle Officine Grandi Riparazioni di Torino riqualificate da Fondazione CRT, dove le start up beneficeranno anche del supporto strategico di mentor e manager con significative esperienze nel settore.

Il focus sarà la smart mobility, in particolare le tecnologie volte a migliorare la circolazione di merci, persone e servizi, le tecnologie relative alle Smart Cities, alle Smart Infrastructures e agli Smart Environments, inclusi settori quali Intelligenza Artificiale, Big Data, IoT, Blockchain, VR/AR, robotica e Circular Economy.

“Alle OGR Tech guardiamo al futuro investendo sulla smart mobility, settore sempre più strategico per il Paese e a livello globale, in particolare ora a seguito della pandemia di Covid-19 che ha imposto un rapido ripensamento e una trasformazione efficiente, sostenibile e responsabile della filiera della mobilità di persone, merci, servizi e dati – dichiara Massimo Lapucci, Direttore Generale di OGR e Segretario Generale di Fondazione CRT –. Far crescere alle OGR Tech 12 nuove start up tra le migliori al mondo, in aggiunta alle 11 già accelerate da Techstars nel primo anno del programma, ci permetterà di realizzare progetti destinati a migliorare la vita delle persone, anticipando il cambiamento e rafforzando il ruolo di Torino nella mappa internazionale dell’innovazione”.

“Anche per la seconda classe del programma di accelerazione Techstars Smart Mobility prosegue l’impegno di Intesa Sanpaolo Innovation Center quale attore primario dell’ecosistema innovativo locale. Il coinvolgimento della clientela del Gruppo Intesa Sanpaolo e le relazioni istituzionali con i player innovativi del territorio, che hanno permesso alla classe 2020 di sviluppare prototipi con la Municipalità di Torino, rappresentano elementi di ulteriore prestigio e attrattività per il programma stesso. L’ambizione rimane quella di favorire il radicamento sul territorio di tali realtà innovative creando al contempo nuovi posti di lavoro” – dichiara Maurizio Montagnese, Presidente di Intesa Sanpaolo Innovation Center.

“Nel suo ruolo di ‘ecosystem developer’, la Compagnia di San Paolo considera le startup come ‘moltiplicatori’, nel perseguimento delle sue strategie di sviluppo territoriale in chiave di SDG.” – ha dichiarato Francesco Profumo, Presidente della Fondazione torinese – “L’integrazione delle startup Techstars all’interno del tessuto industriale locale costituisce quindi un tassello importante di una più ampia azione di semina nell’ecosistema dell’innovazione a Torino. L’aggregazione di una pluralità di attori tra loro complementari, tra cui founder, investitori, grandi aziende, istituzioni, atenei ed incubatori è il modello vincente per un territorio che sta trovando un nuovo modello di sviluppo. A guidare questo sforzo” – continua il Presidente Profumo – “è il desiderio di rafforzare il posizionamento strategico di Torino come hub internazionale degli innovatori in grado di esercitare una forza centripeta per l’attrazione di capitale umano eccellente.”

La prima edizione del programma triennale ha accelerato 11 startup in 13 settimane, coinvolgendo oltre 120 mentori ed è stata divisa in tre fasi: mentoring, growth e investments, dedicate al confronto, all’ascolto, allo sviluppo, allo studio di modelli di business e marketing. Le 11 migliori startup, selezionate a livello internazionale tra centinaia provenienti da 55 Paesi del mondo – dall’Italia agli Stati Uniti, dal Canada agli Emirati Arabi, dal Regno Unito a Israele, da Singapore all’India, dalla Germania alla Russia – hanno presentato una vasta gamma di progettualità: dai sistemi condivisi di micromobilità per le aziende sperimentati con successo già durante l’emergenza sanitaria internazionale, alle reti di ricarica per veicoli elettrici di nuova generazione, dalle tecnologie integrate nelle auto per automatizzare l’intera esperienza di guida, inclusi parcheggio, pedaggi e assicurazione, fino ai sensori per la sicurezza degli sciatori contro le valanghe, ampliando i settori e le industrie interessate.

Il programma è stato attivato nell’ambito della partnership avviata un anno fa tra Techstars, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Intesa Sanpaolo Innovation Center per favorire lo sviluppo della città di Torino come ecosistema internazionale per l’innovazione e la sua affermazione come modello di successo in Italia e in Europa.

Responsabile del progetto sarà Martin Olczyk, Managing Director di precedenti programmi di accelerazione Techstars, esperto nel mondo dell’innovazione e delle startup con particolare riferimento agli investimenti tecnologici early stage, affiancato da Antonio M. Pisante, Program Manager, esperto di esperto di Business Growth & Development.

Fondazione Compagnia di Sanpaolo, Fondazione CRT e Intesa Sanpaolo Innovation Center supporteranno l’iniziativa attraverso il proprio network di risorse e competenze per creare opportunità di sviluppo economico e crescita per l’ecosistema innovativo locale e nazionale.

Le candidature saranno aperte da lunedì 20 luglio, all’11 ottobre 2020; il programma si terrà dal 25 gennaio al 22 aprile 2021, e si concluderà con il Demo Day, un evento per presentare i risultati ottenuti a una platea di venture capitalist, business angel, investitori, imprenditori e istituzioni, e raccogliere i finanziamenti necessari a far decollare le loro idee.

Le startup interessate possono approfondire tutte le informazioni al seguente link:

https://www.techstars.com/programs/smart-mobility-program

Embraco, il sindaco di Chieri: “Giorno drammatico”

Il primo cittadino ha inviato al Presidente Cirio una lettera sollecitando l’avvio del tavolo operativo

«La dichiarazione di fallimento della Ventures è una tragedia annunciata, che mette fine alla lunga agonia della ex Embraco. Un giorno drammatico per la comunità chierese, e per i tanti lavoratori che da oggi si ritrovano in una situazione di ancor maggiore incertezza, venendo meno anche la cassa integrazione. Alla luce della decisione del Tribunale, diventa ancora più urgente istituire un tavolo operativo a sostegno di possibili progetti imprenditoriali che possano coinvolgere quote dei lavoratori ex Embraco. Ma è fondamentale il ruolo della Regione Piemonte, insieme al coinvolgimento delle associazioni di categoria, dei sindaci del territorio e dei sindacati. Proprio in mattinata ho inviato al Presidente Cirio una lettera aperta con la richiesta di attivarsi immediatamente in tal senso».

PsicoBravo.it: con CNA conforto psicologico a condizioni agevolate

Siglata la convenzione tra la piattaforma innovativa e l’associazione di imprenditori

Scarlatelli: “Ampliare la rete di servizi dopo i danni causati dall’emergenza sanitaria”


PsicoBravo.it e CNA Torino hanno siglato una convenzione che consente agli associati, siano essi imprenditori, iscritti a CNA Pensionati o a CNA Cittadini ed ai loro famigliari, di potersi avvalere di psicologi qualificati a condizioni agevolate.
 
PsicoBravo è una piattaforma innovativa che permette di trovare online uno psicologo: gli iscritti ed associati alla CNA potranno usufruire del primo incontro gratuito con uno psicologo (anche on-line tramite Skype o altra piattaforma di videochiamata), di uno sconto del 15% sulla tariffa per prestazioni psicologiche e psicoterapeutiche successive e di uno sconto del 15% sulla partecipazione a corsi di formazione, sia in presenza che online. Lo sconto si applica sul listino prezzi del singolo professionista che viene pubblicato sulla scheda personale disponibile su PsicoBravo.
 
PsicoBravo.it indicizza solamente psicologi formati, specializzati ed esperti ed ospita le schede di decine di specialisti, che ricevono in studio e online e propongono corsi, terapie di gruppo e webinar. Accedendo al portale PsicoBravo.it, gli utenti soci di CNA Torino ed i loro familiari trovano l’elenco degli psicologi che aderiscono all’iniziativa, ne scelgono uno a seconda delle proprie esigenze e lo contattano direttamente via email o al telefono, presentando una prova di iscrizione all’Associazione.
 
PsicoBravo e CNA Torino uniscono le forze per garantire ai soci e ai loro familiari un supporto psicologico qualificatoa condizioni agevolate. PsicoBravo è una piattaforma di facile ed immediato utilizzo, uno strumento pratico ed efficiente che accorcia le distanze tra i professionisti e le persone.
 
Questa convenzione – spiega il Presidente di CNA Torino, Nicola Scarlatelli – nasce con l’intento di ampliare la rete di servizi alle imprese associate in un momento nevralgico per l’economia piemontese e italiana, dove alla crisi economica degli ultimi anni – da cui non siamo mai venuti davvero fuori – si sono andati sommando i danni causati dal lockdown e più in generale dal pesante impatto dell’emergenza sanitaria. CNA rappresenta solo sul territorio della Città metropolitana quasi 11 mila famiglie imprenditrici, persone che per affrontare con rinnovata grinta la sempre più complessa corsa verso il futuro non hanno solo bisogno di un sostegno finanziario e normativo ma possono anche necessitare di un conforto psicologio per gestire le loro fragilità di esseri umani”.
 

Scarica il JPEG https://bit.ly/3jbhDKU

Ambiente e cultura delle montagne, una ricchezza di tutti e per tutti

Abitata da millenni, la montagna non è peso per la collettività ma è ricco patrimonio ambientale e umano di cultura, tradizioni, organizzazioni economiche e sociali. Alla montagna e alla sua gente occorre garantire condizioni di vita equivalenti a quelle di tutte le altre comunità civili attraverso il mantenimento e la valorizzazione del suo patrimonio ambientale, civile, culturale.

Una colpevole disattenzione ormai vecchia di decenni ha ignorato come le culture e le identità delle popolazioni montane sono parte integrante dei processi di sviluppo non solo locali. Uno sviluppo economico e sociale delle valli e delle “terre alte” non dovrebbe negare le peculiarità degli spazi e dei valori delle società rurali, come ha fatto con esiti disastrosi da più di mezzo secolo, e non può prescindere dalla valorizzazione delle specificità insediative della tradizione locale.

La cultura popolare, intesa come patrimonio materiale e immateriale, costituisce un fattore qualificante del processo di rinnovamento e del rafforzamento delle identità locali. In un mondo dove si tende ad appiattire e uniformare  tutto è salutare rovesciare l’impostazione corrente e dare prospettiva agli aspetti culturali che determinano le identità delle popolazioni alpine e montanare. Anche lo sviluppo economico delle aree rurali va sostenuto, accompagnandolo con un articolato progetto culturale in grado d’attribuire valori e contenuti, possibilità e limiti alla stessa iniziativa economica, pubblica o privata che sia. I danni fatti non sono riparabili ma progredire sulla rovinosa strada degli ultimi decenni sarebbe esiziale. A ben vedere i principali manufatti della civiltà contadina che hanno inciso, modellato e arricchito i versanti delle valli (edifici,terrazzamenti, fontane, abbeveratoi, strutture agrarie di monte,ecc) costituiscono un patrimonio storico-culturale di pregio che dovrà essere pienamente riconosciuto, identificato, posto sotto tutela. Gli elementi specifici e peculiari della tradizione insediativa nelle valli (sotto i tanti profili architettonici e ambientali, artigianali, agricolo-zootecnico-caseari, sociali, storici e culturali) costituiscono altrettanti temi identitari da sviluppare e preservare. La stessa salvaguardia del patrimonio culturale delle comunità di valle e di montagna è un presupposto di civiltà e in esso va ravvisato il pubblico interesse alla conservazione e alla tutela. Ciò che vale per i versanti dei monti, per l’assetto idrogeologico del territorio vale anche per le idee, le buone pratiche e i mestieri, le cure silvo-pastorali: se non ci si cura di questi aspetti correttamente e con adeguate risorse, tutto frana a valle e tutti ne pagano le conseguenze. Chi ha responsabilità legislative, amministrative, sociali, economiche e culturali ai vari livelli dovrebbe operare per promuovere e sostenere azioni in difesa della presenza dell’uomo in montagna e delle condizioni essenziali per la piena vivibilità degli ambiti alpini e prealpini; per la difesa e promozione di un patrimonio storico, sociale e ambientale più unico che raro;a salvaguardia e valorizzazione delle testimonianze d’architettura tradizionale delle valli alpine e prealpine, in relazione alla dimensione paesistica e ambientale dei versanti modellati dal lavoro di alpigiani e contadini di montagna. Le stesse attenzioni andrebbero rivolte a sostegno delle manifestazioni sociali, religiose e economiche delle comunità valligiane, alle produzioni agricole e soprattutto casearie di nicchia, a quelle artigianali della pietra e del legno. Si potrebbe continuare a lungo nell’elenco delle necessità e delle urgenze. Ciò che occorre è smuovere dal loro torpore e da un radicato disinteresse le istituzioni regionali, nazionali e comunitarie sull’impellente necessità di riconoscere la specificità della montagna con atti legislativi coerenti e misure organiche, adeguatamente finanziate. E’ l’unica via, pur scontando un insopportabile ritardo, che consentirebbe di preservare dal definitivo degrado, soprattutto a beneficio delle future generazioni, quanti più elementi possibili del ricco patrimonio della tradizione insediativa sviluppatasi nei secoli scorsi sui versanti delle valli, ponendo al riparo dalla definitiva scomparsa gli ultimi esempi di pregio dell’architettura rurale di tradizione come, per citarne uno, i tetti in piode di stalle e case contadine, considerati espressione singolare del genius loci, esempi diversi uno dall’altro in tutto l’arco alpino e dotati di elevato valore simbolico e identitario. Tante risposte alle “ piccole cose di tutti i giorni”, raccolte in una concreta politica d’insieme,possono rappresentare un progetto per intere comunità. L’urgenza, acuta e stridente, c’è ed è evidente; la volontà di intervenire dipenderà dalla coscienza di chi ha delle responsabilità pubbliche.

Marco Travaglini

Dal Comune di Chieri fondi per i tirocini

Le domande devono essere presentate entro il 25 agosto. Virelli: “Da 17 aziende aderenti siamo passati a sette: a dimostrazione della gravità della crisi ”

Il Comune di Chieri, in collaborazione con Agenzia Piemonte Lavoro-Centro per l’impiego di Chieri, ha approvato e finanziato con 20.220 euro il progetto «WORKHIERI», iniziativa finalizzata a favorire l’inserimento al lavoro di cittadini chieresi inoccupati o disoccupati, di età compresa tra i 18 e i 45 anni, attraverso l’attivazione di tirocini da scolgersi presso aziende del chierese.

«WorKhieri è un intervento di politica attiva del lavoro finalizzato ad incrementare l’occupabilità dei nostri cittadini attraverso l’attivazione di 12 tirocini. L’indennità mensile di partecipazione al tirocinio sarà di 600 euro per i tirocini full-time di 40 ore settimanali e di 300 euro per quelli part-time di 20 ore settimanali. Come amministrazione comunale finanzieremo le indennità per i primi 3 mesi, mentre saranno le aziende a finanziare gli eventuali ulteriori 3 mesi. Il Comune finanzierà poi la formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso un corso di quattro ore», spiega l’assessore alle Politiche del lavoro e alle Politiche sociali Raffaela VIRELLI.

«Purtroppo, inizialmente al progetto avevano aderito 17 aziende ma dopo l’emergenza sanitaria si sono ridotte a sette-aggiunge l’assessore Raffaela VIRELLI-Alcune hanno personale in cassa integrazione, quindi non possono avviare tirocini, altre hanno chiuso. Anche questo è un segnale della grande difficoltà del tessuto produttivo locale, che ci fa temere il peggio per l’autunno».

Per partecipare occorre

  • prendere visione delle attività offerte sul sito del Comune di Chieri

https://www.comune.chieri.to.it/attivita-produttive-lavoro/worKhieri (oppure presso lo Sportello Unico del Comune di Chieri o il Centro per l’Impiego di Chieri in via Vittorio Emanuele II, n. 1);

Saranno le aziende aderenti a scegliere tra i candidati.

I tirocini verranno avviati alla fine del mese di settembre 2020.

 

Eventi e gestione, i contributi alle enoteche regionali

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e cibo Marco Protopapa, ha approvato la delibera con la quale vengono assegnati 100 mila euro di contributi complessivi per l’annualità 2020 e altri 100 mila euro per il 2021 per sostenere le spese di funzionamento, di gestione e lo svolgimento dell’attività istituzionale delle Enoteche regionali del Piemonte.

Attraverso questo provvedimento la Giunta interviene a favore delle Enoteche regionali, 15 dislocate in tutto il territorio piemontese e riconosciute dalla Legge regionale 37/1980, considerata la difficile situazione economica determinata dall’epidemia da Coronavirus che ha investito il settore agroalimentare e ricettivo, con la chiusura delle attività e delle Enoteche stesse.

“Dalla Regione è in arrivo un aiuto finanziario alle Enoteche regionali con una continuità di due anni – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Marco Protopapa – affinché possano riprendere le attività di promozione e valorizzazione dei nostri vini di qualità Doc e Docg e dei prodotti enogastronomici legati al territorio locale. Le Enoteche hanno assunto un ruolo di riferimento sul proprio territorio in diversi ambiti, e non solo rappresentano i produttori locali e i prodotti di qualità, ma rappresentano i l territorio di riferimento dal punto di vista turistico e culturale”.

“Rallegratevi sempre”: il congresso 2020 dei Testimoni di Geova

Disponibile per la prima volta in streaming su www.jw.org  /  In tutta sicurezza da casa, per evitare problemi di contagio. Il programma sarà presentato gratuitamente in sei appuntamenti distribuiti fra luglio e agosto. Si attende il massimo storico di 15mila presenti per Torino e Provincia.

Riceviamo e pubblichiamo / In un mondo in cui la gioia duratura potrebbe sembrare una condizione difficile o addirittura impossibile da raggiungere, questa estate milioni di persone in circa 240 paesi assisteranno al congresso annuale dei Testimoni di Geova dal tema “Rallegratevi sempre”. Il programma sarà disponibile, per intero o in parte, in circa 480 lingue.A motivo della pandemia di COVID-19, per la prima volta nella loro storia i Testimoni di Geova terranno il loro congresso annuale in streaming sul sito www.jw.org in sei weekend distribuiti nel corso di luglio e agosto 2020.

L’anno scorso in Italia si sono tenuti 73 congressi in 13 diverse città; 20 incontri hanno riguardato il Nord Ovest, nella Sala delle Assemblee di Cameri e al MiCo Milano Congressi Center, con un totale di oltre 70mila presenti, 12mila dei quali di Torino e Provincia. Nel mondo il numero di presenti al congresso del 2019 ha superato i 14 milioni.

“Per quanto desideriamo fortemente stare insieme, la vita è troppo preziosa perché si debba metterla in pericolo”, ha detto Alberto Bertone, portavoce per il Piemonte, la Lombardia e la Valle d’Aosta. “Le riunioni virtuali che teniamo ormai da quattro mesi hanno mostrato a tutti noi che non conta dove ci troviamo fisicamente. Conta esserci spiritualmente. Sotto molti aspetti siamo più uniti ora come famiglia spirituale di quanto non lo fossimo mai stati prima”. Christian Di Blasio, direttore dell’Ufficio Stampa nazionale della Congregazione, ha aggiunto: “La nostra adorazione è incentrata sull’amore che abbiamo per Dio e che proviamo gli uni per gli altri, a prescindere da dove ci troviamo fisicamente. Il programma del congresso di quest’anno pone l’accento sull’unità della nostra famiglia internazionale e sulla gioia che si può provare nonostante si viva in un contesto in cui dominano stress e angoscia”.

Il programma risponderà a domande quali: Cosa contribuisce a provare vera gioia? Come si può coltivare la gioia in famiglia, sul luogo di lavoro o a scuola? Come si può rimanere gioiosi nonostante le difficoltà? Uno dei momenti clou del programma sarà un film incentrato sulla vita del personaggio biblico di Neemia e su come questi aiutò l’antica nazione d’Israele a provare gioia nell’adorare Dio.

Chiunque fosse interessato a seguire il congresso “Rallegratevi sempre” può visitare il sito www.jw.org e cliccare sulla scheda BIBLIOTECA DIGITALE > JW Broadcasting. Tutto il programma è accessibile gratuitamente. Per maggiori informazioni, si può contattare l’Ufficio Stampa del Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta ai numeri telefonici: 3383862726/3332338260, o visitare www.jw.org. Luca Brocchin brocchin72@gmail.com

Poste italiane per lo sviluppo socioeconomico torinese

Nelle regioni dell’Area Nord Ovest (Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta e Liguria) generati tramite i fornitori oltre 1 miliardo di PIL, 16 mila posti di lavoro e circa 450 milioni di euro di reddito

A Torino e provincia circa 4500 dipendenti tra personale di staff, operatori dei 420 uffici postali e dei 42 centri di distribuzione della corrispondenza e dei pacchi

Oltre 1 miliardo di euro di Prodotto Interno Lordo, 16mila posti di lavoro e circa 450 milioni di reddito distribuiti ai lavoratori impiegati nel sistema economico. È questo l’impatto economico generato nel 2019 dai fornitori italiani utilizzati da Poste Italiane nell’Area Nord Ovest (Lombardia, Piemonte, Val D’Aosta e Liguria), prima area in Italia delle 6 complessive nella creazione del valore. Il Bilancio Integrato 2019 di Poste Italiane per la prima volta, contiene un modello di stima degli impatti economici prodotti complessivamente dall’Azienda in ogni singolo territorio e fornisce una chiara fotografia di una realtà centrale nel Paese, che grazie al lavoro dei suoi 128mila dipendenti riesce a creare valore economico a livello locale e nazionale, producendo ricchezza e occupazione non solo attraverso il proprio business ma anche attraverso il coinvolgimento di una catena di fornitori locale.
Anche in provincia di Torino, Poste Italiane incide in modo diretto e indiretto a generare sviluppo dell’economia locale attraverso il coinvolgimento delle imprese in una molteplicità di settori come ad esempio quello dell’edilizia, della manutenzione, della sicurezza, della logistica, delle nuove tecnologie, dell’impiantistica.
Significativi, in questo senso, sono stati i recenti numerosi interventi straordinari effettuati in provincia di Torino nell’ambito del progetto “Piccoli Comuni”. Oltre alla oggettiva valenza sociale, tali iniziative hanno generato reddito e lavoro per le imprese locali attraverso l’attivazione del servizio Wi-Fi gratuito negli uffici postali; la realizzazione di opere di “decoro urbano”, effettuate nei piccoli comuni e frazioni, in particolare con il restyling e l’installazione ex novo delle cassette postali; l’abbattimento delle barriere architettoniche; le nuove installazioni degli ATM Postamat nonché le sostituzioni degli stessi con modelli più evoluti e con un livello di sicurezza più elevato.
A livello occupazionale, nel torinese Poste Italiane impiega complessivamente circa 4500 risorse di cui circa il 47% sono impegnate nel settore “Mercato Privati”, che comprende la rete degli uffici postali e circa il 53% del personale in “Posta, Comunicazione e Logistica”, struttura che gestisce il recapito di corrispondenza e pacchi. Oltre agli impatti diretti legati strettamente all’attività economica del Gruppo, il business di Poste italiane, dunque, richiede l’acquisto di beni e servizi prodotti da altre imprese (generando impatti indiretti e indotti) e consente alle famiglie che hanno ricevuto un reddito grazie al lavoro svolto per l’Azienda e i suoi fornitori di acquistare nuovi beni e servizi (generando impatti indotti). Nel 2019, ad esempio, l’Azienda ha acquistato beni e servizi da circa 2.300 piccole e medie imprese, per un valore totale di 1.2 miliardi di euro, oltre il 48% degli acquisti totali da fornitori italiani. In generale, sempre nel 2019, le attività operative del Gruppo hanno avuto impatti diretti, indiretti e indotti sull’economia italiana pari a circa 12,5 miliardi di euro di Prodotto Interno Lordo, coinvolgendo complessivamente circa 189mila lavoratori con una distribuzione di redditi per un totale di 7,5 miliardi di euro.