ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 379

Dal Piemonte soccorsi per il Modenese alluvionato

Un contingente di 34 operatori della Protezione civile regionale è partito ieri pomeriggio dal presidio regionale di Alessandria, in soccorso alle comunità della provincia di Modena colpite dall’alluvione del fiume Panaro, che ieri ha interessato le zone di Castelfranco Emilia e Nonantola a causa di una rottura arginale.

Le squadre sono equipaggiate con 11 pompe da acqua ed 8 pompe da fango di notevole versatilità e possono lavorare in più siti in contemporanea, coadiuvati da due uffici mobili per attività di segreteria e supporto telecomunicazioni.

La colonna è composta complessivamente da 17 veicoli.

«La nostra Protezione civile è sempre pronta a dare il proprio contributo a tutti i territori che ne hanno bisogno – sottolinea l’assessore alla Protezione civile della Regione Piemonte, Marco Gabusi – Le competenze delle nostre squadre e i nostri mezzi sono sempre a disposizione; anche in questo caso, non appena abbiamo saputo della difficile situazione nel Modenese abbiamo subito offerto il nostro aiuto, che è stato immediatamente accettato. Speriamo che il nostro supporto sia utile a completare rapidamente gli interventi più urgenti e a prestare soccorso a chi ne ha la necessità».

Il coordinamento della missione è affidata ad un funzionario regionale, mentre il coordinamento operativo delle squadre è in capo ad un tecnico del Coordinamento regionale del Volontariato.

Un Natale diverso

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Che questo Natale sia diverso da tutti i Natali che abbiamo vissuto in precedenza, credo sia un dato di fatto incontrovertibile, come credo siano incontrovertibili le responsabilità delle restrizioni che dobbiamo subire:

un’estate senza controlli e senza responsabilità e una improvvida riapertura delle scuole senza sicurezza e senza trasporti adeguati ci hanno portati a vivere le angosce di questi giorni che stanno colpendo sempre più persone. I sacrifici del Natale oggi ci sono imposti per vivere una Quaresima più serena.  Un paradosso degni dei tempi.
Quindi non rimpiango i Natali del passato fatti di intimità domestica e di gioie condivise. Quei Natali avevano qualcosa di forzato e di artefatto che ci voleva ad ogni costo più buoni o addirittura felici. Quest’anno è stata anche sacrificata la parte religiosa con l’eliminazione della Messa di mezzanotte, forse pensando che chi partecipava quella funzione avrebbe potuto finire la serata trasgredendo in discoteca.

Il Natale come festa religiosa in effetti è stata dimezzata da decine d’anni. Il Natale consumista rischia anche lui di finire perché la povertà e l’incertezza economica appaiono più tangibili del passato. Sarà un Natale che farà ricordare ai più vecchi i Natali di guerra quando la morte era all’ordine del giorno. Ma quanto è accaduto al presepe del Duomo di Torino supera ogni immaginazione.  La Madonna e San Giuseppe appaiono con la mascherina anti COVID per impedirci anche solo un attimo di uscire dall’incubo in cui viviamo immersi.  E’ una cosa che non ha nessun senso e non ha nessuna spiegazione plausibile.

Il 24 dicembre , ovviamente e rigorosamente alle ore 21 , forse anche il Bambin Gesù verrà esposto nella mangiatoia con la mascherina d’ordinanza. Un modo bislacco di intendere il presepe decontestualizzandolo dalla tradizione di cui non potete privarci.  Attendiamoci altre sciocchezze. Magari una farmacia potrebbe fare l’albero con le mascherine, in linea con i tempi. Magari si potrebbero anche offrire in vendita dei pacchi natalizi di mascherine decorate per l’occasione. Le hanno fatte con il tricolore e i simboli dei partiti, non ci sarebbe da stupirsi che la fantasia malata possa portare anche a queste estrosità macabre.
Vietateci tutto, ma consentiteci almeno di pensare ad un presepe non contaminato dal
COVID.

Se quest’estate troppi cretini avessero usato più mascherine non ci troveremmo in questa situazione che, se non fosse tragica,  ci farebbe persino sorridere.  O forse hanno messo le mascherine al presepe per poterci strappare un sorriso, constatando la stupidità collettiva a cui siamo giunti. Diversamente anche solo un sorriso sarebbe davvero impossibile.

Il Planetario di Torino a casa tua con il progetto di Fondazione CRT

Un gruppo di studenti del Corso di Alta Formazione Talenti per il Fundraising della Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Torino) ha realizzato il canale di divulgazione scientifica ‘infini.to@home Racconti del cielo’ per portare nelle case dei cittadini l’esperienza della visita al Planetario di Torino.

Con la campagna di raccolta fondi, attivata su Rete del Dono, viene lanciata l’offerta di  Membership per “esplorare insieme lo spazio” da casa e in modalità digitale. Un’esperienza virtuale di tutto ciò che si può scoprire visitando il Planetario Di Torino che sta vivendo un momento difficile a causa della pandemia: https://www.retedeldono.it/it/infini-to-planetario-di-torino/explore-together.

Rete del Dono è la piattaforma di crowdfunding leader per la raccolta di donazioni online a favore di progetti d’utilità sociale ideati e gestiti da organizzazioni non profit (ONP).

Promuovere i prodotti biologici per la ristorazione

Accordo di collaborazione tra Regione Piemonte e Unioncamere Piemonte per la realizzazione del progetto “Iniziative di informazione e di educazione alimentare in materia di agricoltura biologica”.

E’ stato siglato, tra l’Assessorato Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte e Unioncamere Piemonte, l’accordo per la realizzazione del progetto “Iniziative di informazione e di educazione alimentare in materia di agricoltura bilogica”; esso ha lo scopo di mettere in atto una serie di iniziative di comunicazione volte a promuovere il consumo di prodotti biologici e sostenibili nell’ambito della ristorazione collettiva ed è finanziato dal Fondo per le mense scolastiche biologiche.

Tale collaborazione consentirà di valorizzare al meglio la sinergia derivante dall’interazione tra le competenze dell’Assessorato Agricoltura e Cibo e l’esperienza maturata nell’ambito dell’informazione scolastica dalla rete delle Camere di Commercio che ormai da diversi anni, su incarico del Ministero, porta avanti il progetto “Latte nelle scuole”; per raggiungere questo obiettivo Unioncamere Piemonte si avvarrà inoltre dell’attività del Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino, organismo strumentale specializzato nella gestione globale delle problematiche inerenti la sicurezza alimentare, la nutrizione, le analisi e l’etichettatura dei prodotti alimentari.

“L’accordo che abbiamo siglato con l’Assessorato Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, in collaborazione con il Laboratorio chimico della Camera di commercio di Torino, per la realizzazione del progetto ‘Iniziative di informazione e di educazione alimentare in materia di agricoltura biologica’ avrà due obiettivi principali, da sempre caratterizzanti l’attività delle Camere di commercio: promuovere il consumo di prodotti di qualità, biologici e sostenibili nell’ambito della ristorazione collettiva e educare – soprattutto i più giovani – a un’alimentazione consapevole, sana e equilibrata”, ha commentato il Presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia.

“Grazie a questo accordo avviamo un’ importante attività congiunta con le Camere di commercio del Piemonte per valorizzare il cibo biologico, partendo dalle nostre scuole – sottolinea l’assessore all’Agricoltura e cibo della Regione Piemonte, Marco Protopapa – Attraverso azioni di educazione alimentare portiamo a conoscenza dei più giovani i prodotti di qualità frutto del lavoro dei nostri agricoltori, e inoltre coinvolgiamo le fattorie didattiche per il ruolo educativo che possono assumere in particolare con i bambini delle primarie”.

Le principali attività previste dall’accordo, valido per il triennio 2020-2022, sono:

  • la predisposizione di materiale informativo e la realizzazione di attività di formazione rivolta alle stazioni appaltanti il servizio di ristorazione scolastica;

  • la predisposizione di materiale educativo rivolto ai docenti della scuola primaria per favorire e incentivare il consumo di prodotti biologici nelle mense scolastiche;

  • l’attuazione di una campagna informativa rivolta ai dirigenti scolastici e ai docenti della

    scuola primaria volta a far inserire nei POF le attività di visita presso le fattorie didattiche e lo svolgimento di incontri informativi;

  • la creazione di uno sportello informativo telematico.

Dalla collaborazione tra Regione Piemonte e Unioncamere Piemonte prende vita quindi uno strumento innovativo, volto a formare ed informare tutti i soggetti coinvolti nel servizio di ristorazione scolastica, con il comune obiettivo di valorizzare le produzioni regionali di qualità.

“Parlaconme”, tutto sulla filiera agroalimentare

Al via la trasmissione a 360 gradi sul mondo della filiera agroalimentare. A condurla,  su Radio Vida Network, l’agrifood Specialist Simona Riccio

PARLACONME è il nuovo programma che la conduttrice Simona Riccio, agrifood & organic Specialist, dedica al mondo dell’agricoltura. Verrà trasmessa sulla web radio, in diretta, da Radio Vida Network www.vidanetwork.it. La trasmissione rivolgerà la sua attenzione al variegato universo della filiera agroalimentare e prenderà avvio lunedì 7 dicembre prossimo alle ore 18 con la prova microfono, per proseguire con la prima puntata il 10 dicembre e, da lì in poi, tutti i giovedì alle 18 per almeno quattro mesi.

La conduttrice ed esperta in Agrifood Simona Riccio (nella foto) dialogherà con numerosi ospiti in studio o attraverso collegamenti telefonici da tutto il mondo.

Questa iniziativa costituirà il naturale file rouge e prosecuzione del successo e dei positivi indici di ascolto ottenuti da Simona Riccio, attraverso il palinsesto dal titolo “L’agricoltura al centro”, trasmesso in una serie di dirette video streaming, nel corso della 71^ edizione “Speciale e Diffusa” della Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, che ha ricevuto anche un importate riconoscimento, rappresentato dal videomessaggio da parte della Ministra delle Politiche Agricole, Alimentarie Forestali Teresa Bellanova.

Simona Riccio, laureata in Comunicazione Internazionale e Pubblicitaria presso l’Università per Stranieri di Perugia, con un’esperienza ultra-ventennale nel settore del biologico, è ambassador del Caat (Centro Agroalimentare di Torino) e svolge altre consulenze nel settore dell’Agrifood & Organic, con l’obiettivo di comunicare, informare, tutelare e trasmettere il valore delle eccellenze italiane, attraverso la pubblicazione di contenuti di valore sui new media e in maniera innovativa e estensiva a tutto il variegato settore della filiera agroalimentare, che ha dimostrato il suo valore indispensabile, continuando a rimanere attiva anche nei tempi di pandemia.
PARLACONME si propone di valorizzare, promuovere, e tutelars la filiera agroalimentare italiana, creando una diffusione di conoscenze capaci di valorizzare il ruolo della filiera stessa, intesa come identità della cultura materiale del nostro Paese e quale fondamentale snodo strategico nei confronti dei cittadini, oltre che nei confronti degli stessi attori del sistema.

PARLACONME vuol dare, quindi, la possibilità ai numerosi soggetti appartenenti alla filiera agroalimentare di raccontare le proprie storie ed esperienze, le proprie criticità ma, soprattutto, le numerose opportunità che si dimostrano capaci di cogliere, creando quella sinergia in grado di rendere il settore agroalimentare trainante per l’economia italiana e tale da costituire un’eccellenza a livello internazionale. Nel corso delle trasmissioni i dibattiti e confronti consentiranno un’analisi a 360 gradi del settore agroalimentare e del cibo inteso quale elemento di identità della cultura materiale del territorio, con un’attenzione particolare rivolta al suo uso consapevole e green.
PARLACONME è trasmessa su Radio Vida Network www.vidanetwork.it , una web Radio e TV con sede a Carmagnola che, da anni, si occupa di manifestazioni importanti in Italia quali la Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola. A supporto del mezzo di comunicazione della webradio, i contenuti della trasmissione PARLACONME verranno anche diffusi attraverso il web e i social network.

Sono stati ricevuti i patrocini delle Città facenti parte del “Distretto del Cibo dell’area Carmagnolese e Chierese”, che supportano e valorizzano ancor più la trasmissione.
Numerosi gli ospiti che prenderanno parte alle trasmissioni, tra cui i Sindaci dei comuni del Distretto, il Direttore della Ripartizione Cultura e Promozione del Territorio del Comune di Carmagnola, Lorenzo Sola, e il Presidente del Consorzio del Peperone di Carmagnola, Domenico Tuninetti.

In rappresentanza delle aziende produttrici saranno presenti aziende quali Salfrutta, Melanzì, Paolillo, Teresa Diomede – Racemus – Lucia Cappuzzo.
Relativamente ai mercati agroalimentari il 10 dicembre prossimo è previsto l’intervento in trasmissione dell’Onorevole Salvatore De Meo con il coinvolgimento del Presidente Nazionale di Italmercati Fabio Massimo Pallottini, del Presidente del Caat di Torino Marco Lazzarino, e del Presidente di Fedagromercati Nazionale, Valentino Di Pisa (in attesa di conferma).
Sull’importante tema dello spreco alimentare il 17 dicembre prossimo sarà ospite l’Onorevole Maria Chiara Gadda con il Professor Giorgio De Ponti in merito alla materia dei pack innovativi.
Parteciperanno ad un confronto tra la grande distribuzione e la produzione il Dr. Giorgio Santambrogio AD Gruppo VèGè e Giorgio Mercuri, Presidente Nazionale di Alleanza Cooperative Agroalimentari; Raffaele Trovato, Presidente Cuochi della Mole e Direttore Generale di IFSE Italian Food Style Education.
Si parlerà anche di sviluppo dei software applicativi e delle nuove tecnologie con William Nonnis, full stack & blockchain developer per il Ministero della Difesa; dei temi del digital marketing, del social media marketing e di life style con Paola Di Giambattista, healthy food specialist and healthy chef consultant; di turismo con gli ideatori di #EViaggioItaliano, progetto nato per favorire e promuovere il turismo italiano a chilometro zero.

 

Segnali d’Italia a Torino diventa l’Energia del Cambiamento

Il progetto di IGPDecaux, leader italiano della comunicazione esterna, ed Edison, tra i maggiori operatori energetici del Paese, racconta storie poco conosciute di iniziative non profit e di interesse sociale che hanno evoluto e stanno cambiando il terzo settore torinese.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Torino, dopo le tappe di Parma, Napoli e Milano, giunge quest’anno nel capoluogo piemontese. A partire da metà dicembre 5 realtà straordinarie di Torino saranno infatti valorizzate, grazie alle immagini e ai volti delle persone che le hanno rese possibili, attraverso una campagna di comunicazione in metropolitana, nell’arredo urbano, sui mezzi di trasporto del capoluogo piemontese, sui social media e con attività di media relations su mezzi di comunicazione regionali e nazionali.

La prima fase di Segnali d’Italia Torino è iniziata a metà ottobre: la redazione di Torino de La Stampa, media partner dell’iniziativa, ha selezionato 15 iniziative del territorio legate alla rigenerazione urbana, alla riconquista degli spazi verdi, alla sostenibilità sociale e ambientale, all’innovazione tecnologica e digitale con impatti socialmente utili, al benessere e alla salute delle persone, all’arte e alla cultura. Ogni settimana queste storie sono diventate protagoniste delle pagine del quotidiano descrivendo al pubblico realtà poco note, ma meritevoli di essere conosciute.

Partendo da queste 15 storie sono state selezionate le 5 che saranno protagoniste della campagna di #segnaliditalia Torino – L’Energia del Cambiamento per raccontare l’impegno sociale dei cittadini e il loro contributo concreto per aiutare il territorio. Storie come la Cooperativa Speranza di Candiolo, una società agricola che alleva mucche e realizza biogas dagli scarti di produzione, con il quale riscalda il vicino istituto di ricerca sul cancro e fornirà carburante per oltre 50 camion. Un team di giovani torinesi ha creato invece WeGlad, un’applicazione che trova i percorsi cittadini più sicuri per persone con disabilità e non solo. È una piattaforma basata sulla collaborazione degli utenti, che segnalano la presenza di ostacoli temporanei o barriere architettoniche come gradini, assenza di rampe e automobili sulle strisce pedonali. Un’altra storia protagonista di #segnaliditalia Torino è quella dell’Associazione Arteria Onlus, attiva nel recupero delle ragazze e dei ragazzi NEET (Not in Education, Employment or Training) tra i 16 e i 29 anni dei quartieri di Porta Palazzo, Aurora e Barriera di Milano: l’obiettivo è quello di intercettare questi giovani per orientarli verso percorsi professionali e di studio. Per favorire l’inclusione sociale e lottare contro le disparità, anche di genere, l’associazione Articolo 10 Onlus con il sostegno della Fondazione Kering ha creato la start-up torinese Colori Vivi, un progetto di sartoria che permette a donne migranti di lavorare realizzando capi di abbigliamento femminili di alta qualità, creando una community anche con i clienti. Nell’ottobre 2015, dopo la ristrutturazione di uno stabile di 3.000 mq, è nata infine Housing Giulia, una struttura sociale voluta da Opera Barolo e dall’impresa sociale Co-Abitare che accoglie quasi 100 persone in temporanea difficoltà in 48 unità abitative. È anche un luogo di incontro con artisti italiani e internazionali, che a volte lasciano traccia del loro passaggio con opere e installazioni che rendono gli spazi più confortevoli.

L’edizione piemontese di Segnali d’Italia si arricchisce inoltre con Segnali d’Italia chiama Torino, un bando per finanziare i migliori progetti sociali da realizzare per la città. Si apre così una chiamata per il terzo settore torinese dedicata ad associazioni non profit, imprese e comitati cittadini che hanno un’idea socialmente rilevante per aiutare il territorio. A favore dei 3 migliori progetti Edison stanzierà 15.000€ ciascuno e IGPDecaux riserverà altri 15.000€ a ognuno in spazi pubblicitari. Le iscrizioni a Segnali d’Italia chiama Torino saranno aperte dal 10 dicembre fino al 10 febbraio tramite la piattaforma digitale ideatre60 di Fondazione Italiana Accenture oppure attraverso il sito www.segnaliditalia.it.

“Per Edison ‘fare impresa’ significa agire con responsabilità a sostegno delle comunità in cui opera e aiutarle a perseguire uno sviluppo sostenibile – dichiara Cristina Parenti Senior Vice President Relazioni Esterne e Comunicazione di Edison – “Dopo la positiva esperienza milanese con il ruolo di main partner del progetto, abbiamo deciso con IGPDecaux, ideatore e promotore dell’iniziativa,  di portare Segnali d’Italia a Torino producendo insieme il progetto, perché per noi questa città e la sua regione sono come una seconda casa dove, tra l’altro, operano oltre 800 persone della nostra azienda. Segnali d’Italia offre un’opportunità concreta a tutte quelle realtà che lavorano per il progresso sociale ed economico del territorio, uno dei maggiori protagonisti dello sviluppo del nostro Paese. Siamo anche particolarmente grati alla Direzione e alla redazione torinese de La Stampa che ha dato un contributo fondamentale alla diffusione del progetto nel suo territorio.”

“Lo scopo di IGPDecaux è quello di migliorare la qualità di vita nelle città senza costo per i cittadini – spiega il Presidente di IGPDecaux Jean-Sébastien Decaux – questo avviene grazie alla pubblicità inserita negli elementi urbani di pubblica utilità. Segnali d’Italia nasce così dalla volontà di censire, raccontare e valorizzare le energie positive delle città, mostrando come l’impegno di una persona e di un’iniziativa possano migliorare significativamente la vita quotidiana di un quartiere. Più che mai in questo periodo storico, le città stanno vivendo grandi problemi, ma mostrano al contempo di essere una fonte continua di nuove proposte per migliorarne la vivibilità, la solidarietà e l’inclusione”.

“Segnali d’Italia è un progetto che ben coglie l’energia del cambiamento generata dalla visione dell’innovazione sociale e dei suoi impatti per la città di oggi e di domani – dichiara l’Assessore all’innovazione di Torino Marco Pironti -. Grazie a una tradizione importante sia per quanto riguarda l’innovazione sia per quanto concerne il terzo settore, e in particolare per le attività non-profit, Torino si distingue anche e soprattutto per le tante storie positive che ispirano e che hanno grande merito di essere raccontate”.

La campagna Segnali d’Italia Torino – L’Energia del Cambiamento è realizzata da IGPDecaux ed Edison, in media partner con la redazione de La Stampa Torino. Collaborano al progetto Fondazione Italiana Accenture e Fondazione Sodalitas. Advisor della comunicazione e organizzatrice del bando è l’agenzia di comunicazione The Round Table, mentre il fotografo è Alessandro Albert.

Piemonte al primo posto in Italia per la produzione di miele

Assessore Protopapa: “Si conferma l’importanza del comparto apistico piemontese, che va sostenuto”

Il Piemonte è la prima regione in Italia per la produzione di miele, con oltre 5 mila tonnellate previste, sul totale di produzione nazionale stimata di 17 mila tonnellate. Lo comunica l’Osservatorio Ismea, sottolineando che quest’anno si registra un aumento dei consumi soprattutto tra i giovani. La vocazione apistica del Piemonte è dimostrata dalla presenza su tutto il territorio regionale di oltre 5000 aziende produttrici e circa 205.500 alveari tra professionali e per autoconsumo.

“Un buon risultato per il Piemonte – commenta l’assessore all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, Marco Protopapa– e l’aumento dei consumi è una buona notizia per i nostri apicoltori che hanno modo di proporre un prodotto di qualità made in Piemonte. Il comparto apistico del Piemonte da oltre un anno ha accusato una crisi, come nelle altre regioni italiane, a causa della moria delle api dovuta al cambiamento climatico, all’uso improprio dei prodotti fitosanitari e alla minaccia dei parassiti”. “Per questo l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte mantiene alta l’attenzione verso il comparto – prosegue l’assessore Protopapa – come dimostrato con l’approvazione della misura 21 del Programma di sviluppo rurale, misura straordinaria a sostegno anche delle aziende apistiche colpite dalla crisi Covid”.

Vendite promozionali anche oltre il 5 dicembre per aiutare il commercio

L’ASSESSORE AL COMMERCIO VITTORIA POGGIO: «UN’OPPORTUNITA’ PER INCENTIVARE GLI ACQUISTI, MA ANCHE UN AIUTO ALLE FAMIGLIE CHE POTRANNO BENEFICIARE DEGLI SCONTI»

 

In Piemonte sarà possibile continuare ad effettuare vendite promozionali anche oltre il 5 dicembre. Per andare incontro alle esigenze dei negozianti che avevano chiesto di poter applicare sconti anche prima dell’avvio dei saldi, la Giunta su indicazione dell’assessore al Commercio, Vittoria Poggio,ha dato via libera a una deroga che sospende il divieto di effettuare offerte nei 30 giorni antecedenti dell’avvio dei saldi invernali che partiranno regolarmente dal 5 gennaio 2021.

La decisione è stata assunta dopo aver raccolto il parere di Confcommercio, Confesercenti e Federdistribuzione.

«Dopo un confronto con le categorie – ha sottolineato l’assessore regionale al Commercio Vittoria Poggio – si è convenuto di adottare una misura di sostegno per favorire le vendite nel periodo natalizio. Ma nello stesso tempo si è pensato di andare incontro alle famiglie, anche loro sofferenti a causa della pandemia, che potranno fare acquisiti traendo vantaggio dalle promozioni».

Google premia il lavoro del “Torinese”

E’ un riconoscimento al lavoro giornalistico al tempo del Covid, quello che “Il Torinese” ha ricevuto  da Google, attraverso il  Journalism Emergency Relief Fund, il fondo per l’emergenza che il motore di ricerca più noto al mondo ha costituito durante il lockdown per sostenere chi si occupa di informazione locale.

Un progetto che coinvolge tutto il globo. Le testate locali, dice  il direttore delle news di  Google Richard Gingras nel presentare l’iniziativa «sono una risorsa vitale per mantenere connesse nel migliore dei modi le persone e le comunità».

Aggiunge Riccardo Terzi,  Google Head of News & Publishers Partnerships, Italy & CEE: «Google si interessa al giornalismo locale per diversi motivi,  come l’innovazione di prodotto, la ricerca di nuovi modelli di business e  la gestione dei dati. E’ alla ricerca di soluzioni e nuovi strumenti per sostenere un giornalismo di qualità. Poiché le risorse per l’innovazione non sono sempre alla portata di tutti, la società ha deciso di investire proprio su questo a diversi livelli, anche su realtà molto locali ma che rappresentino esperienze di qualità».

Una iniziativa che, al di là dei fondi riconosciuti, che se non cambiano le sorti di una realtà editoriale sono comunque molto preziosi,  rappresenta soprattutto un segnale di attenzione – forse l’unico finora manifestatosi -nei confronti di piccole testate che cercano di offrire un’informazione il più possibile completa ai  cittadini su quanto sta accadendo in questa difficile fase.
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Un segnale che ci si aspetterebbe da parte delle istituzioni. Appunto, e le istituzioni? Non pervenute.

Gli adeguamenti di privacy per le imprese

Fare impresa nel 2020 richiede attenzione verso molteplici campi e comporta per l’imprenditore fare anche i conti con numerosi adempimenti legali e fiscali. Tali adempimenti non sono sempre di facile e agevole comprensione, per quanto essi siano, molto spesso, di importanza centrale per uno svolgimento dell’attività che sia corretto e conforme alle norme di legge.

Tra questi adempimenti uno è in particolare all’attenzione delle aziende da ormai più di due anni: gli adeguamenti in materia di privacy. Vista la vastità e la complessità tecnica del tema, ci siamo rivolti allo studio legale e fiscale torinese “Lexchance tax & legal”, nella persona degli avvocati Elena Ferraris, Valentina Dicorato ed Enrico Autero, per chiedere loro lumi sulla materia. “Dal maggio 2018 – spiega l’avvocato Elena Ferraris – è entrato in vigore il regolamento dell’Unione europea n. 679/2016, meglio noto come “GDPR”, che ha rappresentato una grande svolta per la tutela dei nostri dati personali.

Il legislatore europeo con il GDPR ha, infatti, focalizzato l’attenzione sulle modalità di raccolta e di trattamento dei dati personali sia dei clienti sia dei dipendenti, da parte delle aziende; il predetto focus prescinde dal fatto che i dati vengano raccolti online (ad esempio sul sito aziendale) oppure nella vita reale”.
“Il dato, infatti – prosegue l’avvocato Valentina Dicorato – è considerato la moneta di scambio dell’era moderna e, per questa ragione, si è resa necessaria una tutela ad hoc, volta a regolamentare tanto il trattamento e la lavorazione “interna” quanto, e soprattutto, la “trasmissione o comunicazione” a terzi.
A seguito del sopra citato intervento legislativo, è dunque sorta l’esigenza per le imprese di rendere la propria organizzazione “compliance” (conforme) a quanto richiesto dal GDPR.
In prima battuta questi nuovi adempimenti possono sembrare numerosi, ostici e di difficile esecuzione; ciò, però, non corrisponde al vero, in particolar modo nel caso in cui si analizzi la normativa da una prospettiva propositiva, ovvero nell’ottica di trasformare l’adeguamento alla privacy come un’opportunità di crescita aziendale (oppure di incremento del business), affiancati da professionisti competenti.

Infatti, lungi dall’essere unicamente l’ennesimo “intoppo” burocratico, i nuovi accorgimenti in materia di privacy, siano essi relativi al sito internet, alla newsletter o all’informativa, possono trasformarsi in un ottimo biglietto da visita anche in ambito marketing”.
“Adottando, appunto – prosegue l’avvocato Enrico Autero – un’adeguata ‘privacy policy’ ( termine con cui si definisce l’insieme degli accorgimenti per il trattamento dei dati personali ) l’impresa potrà far comprendere al proprio cliente che i suoi dati sono al sicuro e, di conseguenza, egli sarà più invogliato ad acquistare il bene o il servizio offerto. E’ evidente come ciò rappresenti un’interessante opportunità per coniugare il rispetto della legge – il GDPR – all’incremento della propria reputazione.
Non da ultimo, vi è ancora un ulteriore rilevante aspetto da non sottovalutare; alle aziende virtuose dal punto di vista dell’adeguamento alla normativa privacy non sono applicabili le ingenti sanzioni stabilite dal GDPR.

In effetti, il mancato adeguamento alla normativa implica, per sé solo, la possibilità per l’azienda di essere sottoposta a sanzioni di natura amministrativa, parametrate da un lato all’entità della violazione e dall’altro al fatturato dell’azienda stessa. Non solo. I soggetti che si saranno resi responsabili della violazione, unitamente all’azienda, potranno risponderne anche in sede penale (o di responsabilità amministrativa dipendente da reato per l’azienda, ma sempre di fronte al giudice penale).
Pacifica, quindi, la necessità – e non solo l’obbligo – di rendere l’azienda adeguata ai principi dettati in materia di trattamento del dato personale, è opportuno che risulti altrettanto palese come, ad oggi, essere ’compliance’ alla privacy significhi anche, come rovescio diretto della medaglia, ottenerne un tornaconto a livello di sicurezza e soddisfazione del cliente/utente finale. Pertanto è evidente che l’adeguamento al GDPR, da intoppo burocratico dispendioso per le aziende, può e deve diventare l’opportunità da cogliere per migliorare e incrementare le proprie prestazioni (o il proprio business)”.

Mara Martellotta