ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 375

A natale il charity-shop è online su bottegapaideia.it

In osservanza dei recenti decreti governativi, la Bottega Paideia ha momentaneamente sospeso le attività di vendita negli spazi di Via Villa della Regina 9/D a Torino e con l’approssimarsi delle festività natalizie ha deciso di portare il charity-shop online sul nuovo sito www.bottegapaideia.it

Deliziosi prodotti gourmet, oggetti di design per la casa, giocattoli originali, abbigliamento e accessori per il tempo libero, articoli per la cura e l’igiene personale e tante idee regalo: così la Bottega Paideia si reinventa digital per continuare a proporre idee regalo uniche dal cuore solidale.

E anche quest’anno ogni acquisto sostiene le attività del Centro Paideia in Via Moncalvo 1 a Torino, che quotidianamente si prende cura di tanti bambini con disabilità, dei loro genitori, fratelli e sorelle, per cercare di tornare a sorridere nonostante le difficoltà.

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.bottegapaideia.it oppure contattare la Bottega Paideia tramite WhatsApp al numero 3392078841.

Gruppo Marazzato ringrazia i protagonisti della propria storia

Disponibili sull’omonimo canale Youtube le videotestimonianze di settant’anni di lavoro, coraggio e successo.

Si dice che la memoria sia la riconoscenza del cuore, come recita un antico adagio. Lo sa bene il ‘Gruppo Marazzato’, storica azienda ambientale vercellese dal 1952 a oggi leader nelle bonifiche industriali e soluzioni per il pianeta, altresì reduce dall’inaugurazione di un innovativo ‘Centro Ricerca e Sviluppo’ a Villastellone (nell’hinteland del capoluogo piemontese) frutto della recente partnership con il Politecnico di Torino.

In occasione del prossimo Natale, e specialmente in anno intenso nonché denso di eventi significativi per la storia dell’umanità, il ‘Gruppo Marazzato’ ha scelto di dar voce alle risorse umane che hanno contribuito a scrivere pagine importanti e preziose di una storia di lavoro, coraggio e successo che dura ininterrottamente da settant’anni a oggi.

Ed è così che sul proprio canale Youtube disponibili all’indirizzo web https://www.youtube.com/playlist?list=PL2R9hCnMR7pzMI7IzST1uZjbYAwYFe2K0 vanno in scena con tanto di nomi e cognomi le storie di ogni giorno, raccontate dalla viva voce di chi ha vissuto un’intera esistenza occupandosi giornalmente di ambiente, ecologia e automezzi operativi pesanti sia storici che non.
“Una carrellata emozionante di vere e proprie videotestimonianze per fissare indelebilmente nel tempo non solo il ricordo di chi è parte immortale dell’evoluzione dell’azienda, ma anche per documentare concretamente a chi verrà domani tutto il valore aggiunto e la ricchezza umana derivante dall’esperienza diretta acquisita sul campo dal nostro team di maestranze e professionisti”, spiegano in coro i Fratelli Alberto, Luca e Davide Marazzato, terza valente generazione di imprenditori alla guida dell’impresa che porta fieramente il loro cognome dopo il nonno Lucillo (il fondatore) e il padre Carlo, oggi apprezzato collezionista di autocarri d’epoca del Novecento.

“In un momento contingente in cui è di fatto negato il contatto interpersonale per via delle precauzioni legata al contenimento della pandemia in corso da Covid-19, il binomio tecnologia-memoria diventa anche per noi la strada maestra con cui ringraziare di vero cuore coloro che hanno fatto e fanno tuttora parte di noi, condividendo con l’intera collettività tutto quanto di buono ci hanno insegnato e lasciato in dote, nonché veicolando l’augurio sincero di tempi migliori per tutti”, conclude all’unisono il tris di Manager del ‘Gruppo Marazzato’.

Firmata la partnership tra CAAT e IFSE Culinary Istitute

Nei giorni scorsi  è stata firmata lapartnership tra il CAAT, Centro Agroalimentare  di Torino, e una primaria eccellenza del territorio piemontese, l’IFSE CulinaryIstitute, di importanza strategica nel campo della formazione gastronomica di migliaia di aspiranti cuochi e cuochi professionisti, provenienti da tutte le parti del mondo.

Questi futuri professionisti hanno la possibilità presso l’IFSE di apprendere l’eccellenza della cucina italiana.

“Sono consapevole – afferma  il Presidente del CAAT Marco Lazzarino – dell’importanza rappresentata per il CAAT della firma di questa partnership con l’IFSE per l’avvio di attività comuni nel corso del 2021, in quanto si tratta di una scuola capace di valorizzare  uno degli asset fondamentali nel nostro Paese, l’eccellenza culinaria, sulla quale è imprescindibile puntare e che può costituire un prezioso volano per la ripresa post Covid.Soltanto creando sinergie e facendo sistema con i diversi attori impegnati sul campo, possiamo ottenere risultati di eccellenza. Ringrazio per il raggiungimento di questo scopo il Direttore dell’IFSE Culinary Institute Raffaele Trovato; il Direttore Generale del CAAT, l’avvocato Gianluca Cornelio Meglio, e l’Agrifood & Organic Specialist Simona Riccio, nostra Social Media Manager, che ha messo in contatto il CAAT con la realtà di eccellenza dell”IFSE”.

Misure anticovid, tanti servizi agli sportelli postamat

Prelievi di denaro, pagamenti di bollettini premarcati e  ricariche telefoniche e Postepay tra le principali operazioni

 In ottemperanza ai provvedimenti in materia di contenimento del virus e di distanziamento interpersonale per la tutela della salute dei cittadini, Poste Italiane offre l’opportunità di utilizzare numerosi servizi attraverso la rete dei 202 ATM Postamat distribuiti sull’intero territorio provinciale. Gli ATM Postamat sono disponibili a Torino e in diversi Comuni della Provincia.

Nel contribuire ad estendere e consolidare la presenza capillare di Poste Italiane per soddisfare le esigenze delle comunità locali anche le più piccole, gli sportelli ATM Postamat rappresentano un ulteriore canale di accesso ai servizi che si affianca alla rete fisica degli Uffici Postali e a quella online tramite APP e dal sito www.poste.it.

Gli ATM Postamat consentono di effettuare operazioni di prelievo di denaro contante, pagamento di bollettini di conto corrente premarcati, ricariche telefoniche e di carte Postepay, ma anche operazioni informative quali estratto conto, saldo e lista de movimenti.
I nuovi ATM Postamat di ultima generazione sono disponibili sette giorni su sette ed in funzione 24 ore su 24 e possono essere utilizzati dai correntisti BancoPosta titolari di carta Postamat-Maestro e dai titolari di carte di credito dei maggiori circuiti internazionali, oltre che dai possessori di carte Postepay.

Gli ATM Postamat sono inoltre disponibili per i possessori di Carta Libretto, la carta di prelievo collegata al Libretto Postale Ordinario o Smart. I pensionati che hanno richiesto l’accredito della pensione sul Libretto Postale possono infatti prelevare presso gli ATM Postamat della provincia fino ad un massimo di 600 euro al giorno e 2.500 euro al mese. Infine nelle 2 ore successive al prelievo sono coperti da un’assicurazione gratuita fino ad un massimo annuo di 700 euro in caso di furto di contante.

Gli sportelli ATM Postamat sono anche dotati di monitor digitale ad elevata luminosità e di dispositivi di sicurezza, tra i quali una soluzione anti-skimming capace di prevenire la clonazione di carte di credito e un sistema di macchiatura delle banconote.

Per conoscere l’ATM Postamat più vicino è possibile consultare il sito di Poste Italiane all’indirizzo www.poste.it o tramite l’APP Ufficio Postale.

Debito pubblico: Italia sotto la spada di Damocle

Damocle era un cortigiano che viveva alla corte di Dionigi I, tiranno di Siracusa. Un giorno affermò che Dionigi era fortunato, disponendo di un grande potere, e allora il tiranno gli propose di prendere il suo posto

Detto, fatto. Durante il banchetto, Damocle gustò cibi raffinati e si intrattenne con bellissime fanciulle, finché notò che, sopra la sua testa, era appesa una spada legata solo ad un esile crine di cavallo. Dionigi l’aveva fatta sospendere sul suo capo perché capisse che la sua posizione di tiranno lo esponeva continuamente a grandi pericoli . Immediatamente Damocle chiese al tiranno di poter terminare lo scambio.

Situazione scomoda, che oggi si adatta perfettamente alla crisi finanziaria che stiamo vivendo.

Dopo quasi un anno dall’esplosione della pandemia, l’economia annaspa, le imprese rischiano di chiudere, i lavoratori rischiano di perdere il posto, il debito rischia di soffocare le prossime generazioni.

Ecco la “spada di Damocle” appesa sopra la nostra testa: il debito pubblico!

Dall’inizio della pandemia lo Stato ha emesso oltre 140 miliardi di BTP di vario tipo (da quelli ordinari a quelli indicizzati all’inflazione fino alle serie “BTP Futura” con premio di fedeltà), in una fase di forte contrazione dell’economia (il PIL scenderà alla fine dell’anno del 10% circa…) e di contemporanea riduzione delle entrate fiscali (calate a causa della riduzione del PIL, ma anche per effetto dei provvedimenti di rinvio della riscossione delle imposte per agevolare le imprese in crisi di liquidità).

A fine settembre il debito pubblico italiano era arrivato all’astronomica cifra di 2.583 miliardi di euro (record storico assoluto!), contro i 2.410 di inizio anno, con un incremento di oltre il 7%, in un anno in cui l’inflazione è stata nulla. Nel frattempo il PIL è diminuito a poco più di 1.600 miliardi di euro, portando così il rapporto debito/PIL (uno dei più importanti nella valutazione della solidità di uno Stato) al 160%!

Le previsioni al momento non sono certo rosee: per quanto il governo si sforzi di delineare un 2021 in forte ripresa (con la crescita del PIL oltre il 5%) il gap rimarrà enorme e non basterà certo un anno per tornare ai livelli pre-pandemia. Se si pensa poi che in venti anni l’Italia è rimasta praticamente ferma in un mondo in cui anche gli zoppi corrono, si capisce immediatamente che bisogna fare qualcosa.

Il “qualcosa” deve necessariamente consistere in provvedimenti che non siano semplicemente un tampone (bonus a pioggia, ristori, rinvii di imposte e rate dei muti, ecc.), ma un concreto intervento in investimenti che ricreino le condizioni per avviare un circolo virtuoso dell’economia.

Finanziare gli investimenti (infrastrutture, istruzione, sanità, digitalizzazione, ecc.) necessita di centinaia di miliardi di euro che non possono continuare a provenire da debiti, ma devono provenire da “risorse proprie” o, usando un termine aziendalistico, patrimonio.

E allora le strade sono solo due, che cerchiamo di sintetizzare.

La prima è l’introduzione di un’imposta patrimoniale (vera e propria spada di Damocle” che pende sulla testa di tutti noi…), applicata con varie modalità secondo chi la propone e la sostiene. Potrebbe trattarsi di un’imposta a raffica su tutte le ricchezze dei risparmiatori italiani (titoli, case, aziende), oppure di un’imposta “a macchia di leopardo” su certe categorie di attività (solo i titoli, solo i depositi bancari, solo gli immobili). Potrebbe trattarsi di un’imposta “a strascico” (aliquota unica per tutti, fatta salva una franchigia minima per i patrimoni minori; si parla ad esempio di 500.000 euro) oppure di un’imposta “progressiva” all’insegna del motto che “Chi più ha più deve dare.

Beneficio palese per lo Stato: raccogliere cifre imponenti in un attimo (si pensi alla tosatura fatta dal governo Amato un venerdì notte, sottraendo il 6 per mille dalle giacenze sui conti correnti). Sacrificio palese per i cittadini: vedersi sottrarre parte dei risparmi accumulati nel tempo, per coprire il buco di bilancio. Una soluzione forzosa che sicuramente scatenerebbe tensioni di vario tipo e molto probabilmente, colpendo anche interessi stranieri investiti in Italia, genererebbe reazioni negative sui mercati con il possibile allontanamento degli investitori istituzionali (che attualmente assicurano il 70% della sottoscrizione dei BTP).

La seconda soluzione è il lancio di titoli irredimibili, cioè titoli privi di scadenza, che pagano ai sottoscrittori solo un interesseannuo per l’eternità. Chi lo acquista cede il proprio capitale in via definitiva allo Sato in cambio di una rendita per sé e per la sua discendenza. Per converso, lo Stato, in cambio dell’impegno a pagare la rendita, non assume alcun obbligo di rimborsare il capitale. Non essendoci un rimborso, il capitale raccolto èacquisito definitivamente dallo Stato e non costituisce debito.

Da notare che i risparmiatori possono comunque recuperare in ogni momento l’investimento vendendo i titoli in Borsa, che assicura la liquidità di ogni titolo quotato nel termine di soli due giorni.

I titoli irredimibili non sono certo una novità (sono stati emessi fin dal XVIII secolo da Stati Uniti, Inghilterra, società private e anche dall’Italia, con due serie denominate Rendita 3,5% e Rendita5%): la novità potrebbe essere costituita dall’utilizzo di diversi sistemi di calcolo della rendita. Oltre a quello tradizionale (tasso fisso), che espone il detentore al rischio d’inflazione nel tempo, sipotrebbero ipotizzare tranche a tasso variabile o anche a tasso indicizzato sul PIL (una modalità nuova, denominata TRILL, di cui ha recentemente parlato l’ex ministro Tria).

Beneficio palese per lo Stato: raccogliere cifre consistenti nel tempo (almeno 10 miliardi il mese) da destinare al sostegno a fondo perduto alle imprese o alla realizzazione di infrastrutture.

Beneficio palese per i risparmiatori: percepire una rendita infinitad’importo superiore a quello dei BTP ordinari (la durata infinita va “pagata” con un tasso un po’ superiore a quello corrente) e facoltà di ricuperare in ogni momento i soldi vendendo i titoli.

Insomma, volendo usare termini raffrontabili, la patrimoniale è un contributo forzoso, i titoli irredimibili sono un contributo volontario, una sorta di “patrimoniale temporanea” (dura finchénon si vende il titolo) e di “patrimoniale remunerata” (incasso delle cedole annuali).

Qualcuno teme che non ci saranno sottoscrizioni? Rifletta sul fatto che in piene ferie nell’agosto 2020, Intesa San Paolo ha offerto 1,5 miliardi di titoli irredimibili ricevendo richieste per 6,5 miliardi!

Speriamo che alla fine la soluzione ”volontaria” prevalga su quella “forzosa”; ne va della credibilità dell’Italia.

 

GIANLUIGI DE MARCHI

Consulente finanziario, giornalista e scrittore

demarketing2008@libero.it

 

Fondi ai Comuni per le opere pubbliche

Buone notizie per 200 Comuni piemontesi che riceveranno 9 milioni di contributi regionali per la realizzazione di opere stradali, cimiteriali, municipali e di illuminazione. La Giunta regionale ha infatti deliberato il cofinanziamento del 50% ai Comuni per la realizzazione di tali opere in base alla legge regionale 18/84, che prevede contributi specifici per le amministrazioni locali.

In particolare, sono state deliberati 4,5 milioni di euro per i Comuni con popolazione inferiore o pari a 1000 abitanti, per i quali il contributo regionale arriva fino a 80.000 euro, e altri 4,5 milioni per i Comuni con più di 1000 abitanti, il cui contributo è previsto fino a euro 160.000 euro.

È stato inoltre approvato lo stanziamento di 2 milioni di euro a favore delle Province per interventi di pronto intervento e di mitigazione del rischio idrogeologico legati all’alluvione del 2 – 3 ottobre scorso.

A queste cifre si aggiunge un’integrazione di oltre 225 mila di disavanzo che saranno disponibili per finanziare ulteriori interventi ad oggi non ancora finanziati.

«Con questo ulteriore intervento – commenta il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio – diamo un importante sostegno a 200 comuni del nostro territorio e allo stesso tempo aiutiamo il nostro mondo del lavoro attraverso le tante aziende piemontesi che saranno coinvolte nella realizzazione di questi interventi».

«Stiamo procedendo il più rapidamente possibile – ha sottolineato l’assessore alle Opere pubbliche della Regione Piemonte Marco Gabusi – affinché le amministrazioni locali possano avere i contributi velocemente. I tecnici regionali e comunali hanno lavorato fianco a fianco per accelerare quelle che un tempo erano tempistiche infinite e che oggi si stanno compattando notevolmente grazie ai meccanismi di sburocratizzazione che abbiamo introdotto».

Questo meccanismo è possibile grazie alla legge regionale 18/84, che prevede contributi alle amministrazioni comunali per la sistemazione ed il miglioramento di infrastrutture stradali, cimiteriali, municipali e reti di illuminazione pubblica. In particolare, per la viabilità comunale sono previsti lavori di manutenzione straordinaria, sistemazione e nuova costruzione di strade comunali o intercomunali, ponti, guadi, marciapiedi e parcheggi. Per l’edilizia municipale sono inclusi lavori di manutenzione straordinaria, sistemazione, adeguamento, ampliamento e nuova costruzione del luogo dove si svolgono le attività istituzionali del comune. Per l’edilizia cimiteriale sono finanziati lavori di manutenzione straordinaria, sistemazione, ampliamento e nuova costruzione dei cimiteri. Per l’illuminazione pubblica, infine, sono previsti lavori di adeguamento, rinnovo, ampliamento e nuova costruzione degli impianti.

Welfare di Comunità: il CAAT in prima linea

Al via la sigla dell’accordo a sostegno delle persone in difficoltà

“Welfare di Comunità” al CAAT per aiutare le persone in difficoltà è il nome del progetto di solidarietà a cui il Centro Agroalimentare di Torino aderisce, dimostrando ancora una volta l’importanza e la centralità che l’aiuto alle famiglie e alle persone più fragili da sempre assumono per il CAAT, e ancor più in quest’epoca di pandemia.

Lunedì 21 dicembre prossimo alle ore 11, presso il mercato coperto del CAAT (Centro agroalimentare di Torino), in strada del Portone 10, si svolgerà la conferenza stampa di presentazione del progetto denominato “Welfare di Comunità “, che prevede il recupero da parte dei grossisti del CAAT delle eccedenze alimentari ancora consumabili e la loro distribuzione mirata a soggetti in difficoltà. Verranno così soddisfatti i bisogni primari di oltre duecento nuclei familiari in condizioni di momentanea necessità, raddoppiati rispetto al numero presente nello stesso periodo del 2019.

Alla conferenza stampa parteciperanno il Presidente del CAAT Marco Lazzarino e il Direttore generale del CAAT Gianluca Cornelio Meglio; il presidente di APGO Federagromercati di Torino (Associazione Piemontese Grossisti Ortoflorofrutticoli) Stefano Cavaglia’; Marisa Bugnone, Presidente del Consorzio CISAP; Marco Formato, Direttore generale CISAP, e Alberto Claudio Saluzzo, Presidente dell’Associazione Solidarietà Alimentare. Alla presenza del sindaco di Grugliasco Roberto Monta’ e dell’Assessore al Welfare di Grugliasco Elisa Martino, verrà siglato l’accordo tra la Città di Grugliasco, il CAAT, i Grossisti di APGO Federagromercati, CISAP e Associazione Solidarietà Alimentare.

Granado, dal Brasile a Torino

Sono torinesi i primi distributori italiani di Granado, marchio nato nell’Ottocento a Rio de Janeiro

Granado. Un nome che evoca culture lontane che si perdono nelle straordinarie terre brasiliane.

“Granado – spiega il torinese Carlo Patetta Rotta, che ha ottenuto in Italia l’esclusiva per la distribuzione del marchio – è presente nei settori dei prodotti terapeutici, della cura del corpo e della casa e, più recentemente, della profumeria. Nata nel 1870 a Rio de Janeiro con il nome di “Granado Pharmacias” in quanto all’epoca ci si focalizzava sui prodotti terapeutici, quali il borotalco e le creme curative, in seguito è diventata azienda leader nella produzione di prodotti per la cura del corpo, le cui formule includono ingredienti botanici tropicali. Ai Tropici il marchio è, infatti, assolutamente richiesto e i suoi negozi frequentati da intere generazioni di fedeli clienti.

In Europa il marchio è sbarcato nel 2017 a Parigi, dove è stato aperto il primo negozio monomarca Granado, che in seguito è stato affiancato da altri due, mentre i prodotti non sono ancora distribuiti negli altri Paesi europei”. “In Italia – prosegue Carlo Patetta Rotta – abbiamo già iniziato a riscuotere successo con il marchio Granado presso negozi di design e profumerie. Granado presenta una ricca varietà di prodotti che sono orientati alla cura del corpo e del viso. Molto apprezzati sono le saponette, il sapone liquido, il burro e l’esfoliante per il corpo. Tutti sono arricchiti con estratti di origine vegetale dalle proprietà benefiche e profumazioni particolari, quali ad esempio la noce brasiliana, la calendula, la lavanda, l’eucalipto, il thè bianco e lo zenzero. Sono numerose inoltre le profumazioni Granado, presentate tutte in eleganti confezioni floreali e in boccette dallo stile vagamente vintage. Tra queste, il sandalo, l’ambra, le fave di tonka, il vetiver, l’eucalipto.

Seppure l’intero catalogo Granado preveda più di 400 prodotti, tra quelli più richiesti vale la pena menzionare anche la linea ‘barberia’, che include diversi prodotti per la cura della barba e dei baffi e le profumazioni per la casa, quali i diffusori di fragranza e le candele”. “I prodotti Granado – aggiunge Carlo Patetta Rotta – sono presentati anche in bellissime confezioni laccate, che richiamano, nelle figure femminili presenti, i colori tipici della solarità della terra brasiliana e possono diventare un omaggio gradito per un Natale in cui il clima, nel nostro emisfero, è lontano dai colori dei tramonti di quelle terre”. I prodotti Granado possono anche essere acquistati online sul sito www.incube.letsell.com e possono anche essere di interesse per negozi di profumeria e design desiderosi di offrire alla propria clientela questi prodotti esclusivi.

Mara Martellotta

ConfiApp: l’App Multiservice di Confartigianato Imprese Alessandria e Asti

Market Place- Servizi Digitali Informazione che aiuta le piccole aziende a superare l’emergenza Covid-19

Confartigianato Imprese Asti, in collaborazione con Confartigianato Imprese Alessandria ha aderito ad un importate progetto sviluppato da alcuni anni, riguardante la promozione delle micro e piccole imprese artigiane o commerciali, assistendole ed offrendo loro dei servizi di comunicazione all’avanguardia; l’avvento ed il progressivo consolidamento del web marketing, ha fatto sì che sempre di più le imprese saranno portate ad utilizzare le nuove tecnologie informatiche per accrescere e potenziare la visibilità delle imprese sul mercato “virtuale”, ormai divenuto globale. Per questo motivo anche Confartigianato Asti ha aderito allo sviluppo di ConfiApp, il progetto digitale nato nel 2017 per agevolare l’accesso delle piccole imprese al mercato delle vendite on- line, rendendolo semplice e soprattutto molto più economico rispetto ai costi di realizzazione e gestione di una piattaforma privata aziendale.
Con questa filosofia ConfiApp si è rivolta fino ad oggi alle piccole imprese e professionisti della provincia iscritte alla Camera di Commercio di Alessandria e Asti, con l’obiettivo di creare una “mostra – mercato on-line”; ideata inizialmente come semplice vetrina promozionale virtuale (market place b2b / b2c), la piattaforma si è successivamente evoluta, trasformandosi in un vero e proprio portale di e-commerce, studiato appositamente per aiutare le piccole aziende a contrastare la flessione di vendite causate dall’emergenza epidemiologica tuttora in corso. L’utente/consumatore può infatti avviare una ricerca del bene o servizio a cui è interessato, anche mediante l’applicazione per smartphone ConfiApp, dedicata e scaricabile gratuitamente da Apple Store IoS e Play Store Android, la quale evidenzia i contenuti caricati su di una piattaforma on-line, indirizzandolo all’azienda inserzionista, grazie alla sua elevata indicizzazione, che permette di mantenere un posizionamento elevato nelle prime pagine dei motori di ricerca (Google), dovuto ad un’attenta e costante attività svolta direttamente dai gestori e ideatori del portale, l’Agenzia di advertising D&N marketing S.r.l. di Casale Monferrato.
ConfiApp consente ad Artigiani, Commercianti, Produttori e Aziende di ottenere visibilità su tutto il territorio Nazionale grazie ad un sistema di retarget che indicizza tutte le Regioni delle ditte inserite. Il pubblico che scaricherà ConfiApp o visiterà il sito, potrà trovare numerose Aziende provenienti da tutta Italia e comprare tramite il marketplace inserito all’interno.
Le aziende, con ConfiApp potranno beneficiare anche di un circuito vero e proprio di Digital Marketing grazie anche all’interazione con gruppi e pagine social di FB, in partnership con il progetto, che contano quasi 40.000 utenti iscritti, sempre in costante crescita.
Inoltre, la stessa la ricerca si può effettuare direttamente sulla piattaforma, accedendo ai diversi settori merceologici, e grazie alla geolocalizzazione (Google Maps), si possono individuare le aziende aventi sede nella zona più prossima al cliente. In aggiunta, l’utente/consumatore può ricevere una notifica “push” sul proprio cellulare, transitando in prossimità di una azienda inserita fra le sue preferite.
L’azienda inserzionista, a sua volta ha la possibilità di programmare offerte speciali, sconti e promozioni dedicate a potenziali clienti, ricevendo gli ordini sulla propria e-mail tramite appositi moduli, o su Whatsapp, il tutto autonomamente, in modo semplice e intuitivo, ovvero mediante l’assistenza dei gestori della piattaforma, qualora richiesta.
Ogni scheda azienda è equivalente ad un vero e proprio minisito, comprendente uno “slideshow

dinamico” di grande impatto visivo, la descrizione dei prodotti e servizi offerti, i recapiti, il modulo di contatto e uno spazio con comunicazioni in evidenza, il tutto integrato con la possibilità per il cliente di procedere all’acquisto del prodotto a cui è interessato, con la relativa consegna a domicilio tramite corriere, effettuando direttamente il relativo pagamento mediante i più diffusi circuiti di pagamento (PayPal, PostePay, carte prepagate, carte di credito-debito, bonifici bancari).
Confartigianato Imprese Alessandria e Asti, in seguito all’emergenza Sanitaria in corso, hanno deciso di implementare i servizi offerti da ConfiApp arricchendoli con nuovi strumenti e funzionalità comunicative il tutto per favorire i consumi e privilegiare la scelta delle imprese del territorio delle nostre Province.
La nuova versione aggiornata di ConfiApp offre, offre ad aziende ed utenti li seguenti servizi:
1) UN MARKETPLACE composto da singoli e-commerce a disposizione dei clienti di ogni azienda inserita nel portale web indicizzato;
2) UNA SEZIONE DEDICATA ALLA CONSEGNA A DOMICILIO per le realtà commerciali che le effettuano nel rispetto delle vigenti normative;
3) SERVIZI DIGITALI TRA CUI LA TESSERA “ConfiApp persone”, con cui si può accedere a imperdibili e vantaggiose Convenzioni Territoriali e Nazionali offerte dal sistema Confartigianato;
4) UNA SEZIONE DEDICATA ALLE “NEWS” consultabile in ogni momento da chiunque scarichi l’applicazione sul proprio smarthpone, che permette di ricevere direttamente le notifiche di tutte le notizie e informazioni pubblicate;
5) UN CANALE DI COMUNICAZIONE DIRETTA ed immediata tra Confartigianato e le imprese, che permette di aggiornare in tempo reale gli utenti tramite notifiche push, nuovi decreti e sulle ultime notizie relative all’epidemia, offrendo un’informazione affidabile e puntuale.
Dalla prossima settimana quindi anche le imprese aderenti a Confartigianato Asti, potranno aderire a questa interessante vetrina ed a tutti i servizi che sono stati recentemente implementati, per informazioni rivolgersi ai nostri uffici Confartigianato Asti Categorie 0141/5962 o visitare il sito www.confiapp.it

“Prodotto di montagna”, il Piemonte è primo

AGROALIMENTARE: IL PIEMONTE E’ LA PRIMA REGIONE IN ITALIA PER NUMERO DI PRODUTTORI CHE UTILIZZANO L’INDICAZIONE “PRODOTTO DI MONTAGNA”

La ricerca condotta dal Dipartimento di Management dell’Università di Torino in collaborazione con la Regione Piemonte dimostra il potenziale valore aggiunto di questa indicazione

Il Piemonte vanta, a livello nazionale, il maggior numero di aziende che hanno comunicato la volontà di utilizzare l’indicazione di qualità “prodotto di montagna”, per identificare i propri prodotti con il logo istituito dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Attualmente sono quasi 300 i produttori piemontesi che risultano registrati nell’elenco regionale e in quello nazionale.

“Prodotto di montagna” è l’indicazione facoltativa di qualità istituita dall’Unione europea attraverso il Regolamento (UE) n. 1151/2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari. Il Mipaaf ha acquisito la normativa comunitaria a livello nazionale e, nel 2018, ha istituito il logo identificativo. In questo modo gli operatori del settore agroalimentare che producono e trasformano in territorio montano hanno la possibilità di utilizzare il logo “prodotto di montagna” sui prodotti di origine animale, su quelli di origine vegetale e su quelli dell’apicoltura.

Il gradimento per questa indicazione di qualità è stato oggetto di studio nella ricerca, prima in Italia, condotta nel 2019 dalla Sezione di Scienze Merceologiche del Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino e dall’Assessorato all’Agricoltura, Cibo, Caccia e pesca della Regione Piemonte. L’indagine, pubblicata sul sito della Regione Piemonte, conferma quanto sia importante per le aziende piemontesi montane avvalersi del logo nella commercializzazione dei propri prodotti e mostra quanto sia apprezzata dal consumatore la possibilità di disporre di un segno di qualità capace di comunicare in modo semplice e chiaro le peculiarità qualitative di un prodotto agroalimentare.

“L’indicazione prodotto di montagna è un valore aggiunto che va a sottolineare non solo la qualità ma anche il lavoro dei nostri produttori che nelle aree montane operano in ambienti spesso difficili – precisa l’assessore all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, Marco Protopapa – La ricerca ha dimostrato che il consumatore sa riconoscere questi aspetti chedifferenziano le produzioni di montagna dai prodotti alimentari convenzionali”. “L’indagine, frutto della proficua collaborazione tra Assessorato regionale all’Agricoltura e Dipartimento di Management , – prosegue l’assessore Protopapa – risulta essere un utile strumento di programmazione per la valorizzazione di una nuova filiera dell’agroalimentare in Piemonte che merita di essere sviluppata e sostenuta”.

La Prof.ssa Francesca Culasso, Direttrice del Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino sottolinea “l’importanza di continuare questa proficua e consolidata collaborazione nelle attività di ricerca in ambito agroalimentare tra i due enti, che ha visto la partecipazione non solo di docenti ma anche di studenti, i quali hanno concluso il loro percorso formativo universitario sviluppando la tesi di laurea magistrale proprio in questo ambito”.

Giovanni Peira ed Alessandro Bonadonna, docenti della Sezione di Scienze Merceologiche del Dipartimento di Management e coordinatori dell’attività di ricerca, sottolineano che “l’indicazione facoltativa di qualità europea può costituire un’occasione di valorizzazione dei prodotti delle aziende agroalimentari ubicate in territorio montano. Per poter creare valore e redistribuire ricchezza in aree marginali come quelle montane, vi è infatti la necessità di ricostruire filiere territoriali, laddove il rapporto tra produttore e consumatore finale si è affievolito o, addirittura, si è interrotto. In tal senso è evidente, da un lato, la necessità di pesare adeguatamente la struttura dell’attuale foodsupply chain globalizzata e, dall’altro, di individuare eventuali strategie per potenziare o ricostruire strutture di filiera corta che coinvolgano anche le aree rurali più fragili come quelle montane. L’individuazione di opportunità derivanti dall’implementazione di strutture a filiera ridotta potrebbe quindi stimolare nuovi equilibri socio-economici a beneficio delle comunità locali e di prossimità”.

Il “Prodotto di montagna in Piemonte” Indagine sull’utilizzo dell’indicazione facoltativa, Regione Piemonte e Università di Torino, Dipartimento di Management è pubblicata sul sito della Regione Piemonte e scaricabile gratuitamente al link

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/promozione-qualita/prodotto-montagna-piemonte