Le Sette Primavere della Holden

 

La “libertà” è la parola che Gloria Campaner e Nicola Campogrande, i due direttori artistici del festival “Seven Springs” della Scuola Holden, hanno scelto per questa terza edizione. “Agli artisti di Seven Springs abbiamo chiesto di non dirci cosa suoneranno. I musicisti potranno decidere fino all’ultimo momento che cosa suonare o cantare, dicendocelo un attimo prima, seguendo l’estro del momento”, ci tengono a sottolineare i due direttori. L’unica eccezione  nel concerto inaugurale del 28 aprile, con il soprano Barbara Hannigan e il pianista Bertrand Chamayou con l’esecuzione di “Jumalattaret”, ciclo di canzoni scritto da John Zorn per la Hannigan. La kermesse si svolgerà dal 28 aprile al 7 luglio: sette appuntamenti alle 7 di sera al costo di 7 euro, con cocktail Martini, con suoni universali come classica, jazz, rock, elettronica.

Debutto di Seven Springs, il 28 aprile, con Barbara Hannigan (soprano) e Bertrand Chamayou (pianoforte), con musiche di Ravel e John Zorn. Si prosegue il 5 maggio con Carlotta Dalia (chitarra) e Giuseppe Gibboni (violino), con musiche di Paganini, Albéniz e Piazzolla. Il 12 maggio Raffaele Pe (controtenore e pianoforte) e Saturnino (basso elettrico) con un programma dal titolo “Barocco e altre storie…”. Il 14 maggio, nella Sala grande dell’Auditorium del Lingotto, per il Salone del Libro, Alessandro Baricco (narratore), che ha pubblicato qualche mese fa il libro (Breve storia eretica della musica classica), con l’Orchestra Canova e Intende Voci Ensemble, con il direttore Enrico Saverio Pagano, presenta “Notte eretica”. Si prosegue il 19 maggio con Paolo Fresu (tromba, flicorno effetti), Pierpaolo Vacca (organetto, elettronica), special guest Karima (voce), con un programma di musiche di Fresu e Vacca, un concerto realizzato in collaborazione con Umbria Green Festival e Moncalieri Jazz Festival. Il 22 maggio Raphael Gualazzi (voce e pianoforte), insieme a Stefano Senardi, presenta “Come nascono le canzoni”. A seguire un Dj Set Live del Kappa Future Festival. Chiusura il 7 luglio con “The Other Concert – Final Party”, con Giuseppe Andaloro, (pianoforte), Anaïs Drago (violino), il Coro rock Vocal ExCess, Open Mic con i musicisti del collettivo Sal in Jam’s, una serata in collaborazione con Lingotto Musica. Tutti gli eventi si svolgeranno alla Scuola Holden (piazza Borgo Dora 49) tranne la data del 14 maggio (al Lingotto).

Pier Luigi Fuggetta

Violenza sessuale su studenti: insegnante indagato

Violenza sessuale aggravata e reiterata ai danni di studenti: è questa l’accusa rivolta a un insegnante in servizio nel Novarese.

I carabinieri della Tenenza di Borgomanero hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare, disposta dal GIP del Tribunale di Novara, che prevede la sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio nei confronti del docente, in servizio presso un istituto superiore della provincia.

Torino e’ una citta’ vecchia. Solitudine e squilibrio demografico

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I quartieri piu’ anziani: Borgo Po, Mirafiori e Pozzo Strada.

Torino è oggi una delle città più anziane d’Italia. I dati dell’ISTAT parlano chiaro: l’età media supera i 48 anni e oltre il 26 per cento dei residenti ha più di 65 anni. Un primato che non resta confinato alle statistiche, ma si riflette nella vita quotidiana, nei ritmi della città, nel modo in cui gli spazi vengono vissuti e attraversati.Molti anziani vivono soli con la speranza di restare autonomi; abitano in case grandi, pensate per famiglie che nel tempo si sono ridotte o scomparse. Oltre alla povertà economica, a pesare è la solitudine: una condizione diffusa e silenziosa che raramente diventa emergenza, ma che segna profondamente la qualità della vita. A Torino la solitudine è diventata una delle forme più diffuse di fragilità urbana.

Molti anziani conducono una vita ordinata e autonoma, ma con relazioni sempre più ridotte. Il quartiere, un tempo rete di conoscenze e vicinanza, si è progressivamente assottigliato. Le giornate scorrono tra casa, piccoli acquisti e qualche visita medica. Non è un isolamento drammatico, ma una solitudine lenta e quotidiana. Questo invecchiamento non è casuale, e’ il risultato di una storia lunga: Torino è stata città industriale, città del lavoro stabile, della permanenza.

Chi oggi è anziano ha spesso vissuto tutta la propria vita nello stesso quartiere, nello stesso palazzo: le radici sono profonde. I giovani, invece, arrivano per studiare o per le prime esperienze lavorative, ma difficilmente restano a lungo. La città forma competenze, ma fatica a trattenere le nuove generazioni. Il risultato è uno squilibrio demografico che tende a crescere nel tempo. Accanto a questa Torino anziana esiste però una città giovane e temporanea, migliaia di studenti arrivano ogni anno nelle università cittadine e si concentrano soprattutto in quartieri come San Salvario, Vanchiglia o Aurora. La loro presenza porta movimento, nuovi locali, affitti brevi, ma raramente si trasforma in radicamento stabile.

È una vitalità che anima i quartieri, ma che spesso resta di passaggio. Da un punto di vista territoriale, dunque, Torino non invecchia in modo uniforme: alcuni quartieri presentano una popolazione molto anziana, con un ricambio quasi assente. È il caso delle zone residenziali storiche come la collina torinese, Borgo Po, Mirafiori e alcune aree di San Paolo e Pozzo Strada, dove vivono soprattutto famiglie di lunga data e pensionati. In questi quartieri la città appare più ferma, i cambiamenti più lenti, le relazioni spesso consolidate ma ristrette. Ne emerge una Torino divisa anche per età, dove l’invecchiamento segue linee geografiche precise e contribuisce a creare città diverse dentro la stessa città. In questo equilibrio fragile svolge un ruolo importante anche il lavoro di cura.

In molte case torinesi l’assistenza agli anziani è affidata a donne straniere, soprattutto dell’Est Europa e dell’America Latina. Le badanti, infatti, sono diventate una presenza quotidiana insostituibile nei condomini e nei quartieri, svolgono, infatti, un ruolo fondamentale nel mantenere l’autonomia delle persone anziane, ma restano spesso invisibili nel racconto pubblico della città. Questa situazione pone una sfida importante.

Da un lato aumentano i bisogni di assistenza, di servizi di prossimità e di politiche per la non autosufficienza. Dall’altro, il rischio è quello di una città sempre più statica, poco attrattiva per chi è giovane. Eppure gli anziani non sono soltanto un problema da gestire, rappresentano, al contrario, una risorsa: tempo, esperienza, memoria, presenza nei quartieri. La vera questione è se Torino saprà trasformare il proprio invecchiamento in un progetto di città più solidale e inclusiva, oppure se continuerà semplicemente a invecchiare, lentamente, in silenzio.

Di Maria La Barbera

Giachino: “I cattolici impegnati in politica hanno molto da dire”

 

Il PAESE HA BISOGNO di un nuovo Boom Economico e di una maggiore sensibilità nella azione quotidiana dei governi e della politica. Per ridurre le diseguaglianze, per ridare speranza a chi non ce l’ha…
L’ex Sottosegretario ai trasporti Mino Bartolomeo GIACHINO intervenendo ieri a Avellino  al Convegno organizzato dall’ex Ministro ROTONDI, ha detto che “il Paese ha un grande bisogno dell’impegno dei cattolici perché il Paese dopo 25 anni di bassa crescita , ha visto crescere notevolmente le diseguaglianze e la precarietà soprattutto tra i giovani , molti dei quali  hanno cercato all’estero un futuro migliore. Le attuali forze politiche non riescono a definire e a portare avanti una politica di sviluppo che offra opportunità di lavoro di qualità, che rispondano ai sempre più crescenti problemi della casa
Il Paese ha bisogno di un nuovo Boom economico come quello che ci diedero i Governi Degasperi e centristi. L’alta crescita ridusse le diseguaglinze e diede agli italiani un lavoro e il benessere.
Le condizioni odierne sono rese difficili dal mutato scenario internazionale , da anni di instabilità che creano difficoltà a un Paese come il nostro che vive molto di import e export e di flussi turistici mondiali e i partiti sono stati resi più deboli da riforme come la riduzione dei parlamentari , dalla minore considerazione della competenza , dalla elezione diretta di Sindaci, Presidenti di Regione e dalla stessa legge elettorale che hanno indebolito le Assemblee elettive e il loro ruolo legislativo.
Il Paese però ha un bisogno di una politica con l’anima e di una azione di governo concreta, esperta e competente.
I cattolici impegnati in politica hanno nella Dottrina sociale della Chiesa (Rerum Novarum) e nelle forti sollecitazioni del Vangelo alla attenzione dei più deboli e dei senza speranza, una forte specificità da mettere in campo nella azione governativa se il Paese vuole ritornare  crescere in modo sostenuto e molto meno diseguale socialmente e territorialmente.
Il rilancio della azione di governo deve partire da un rinnovato  programma strategico e operativo. Difesa dell’industria a partire dal settore auto e puntando a essere leader nella mobilità del futuro, accelerazione della costruzione delle infrastrutture a partire dalla TAV alla nuova Diga di Genova al traforo del Brennero. La portualità, la logistica e i trafori alpini ferroviari saranno sempre più strategici perché la economia mondiale sarà sempre più decisiva.
L’obiettivo deve essere quello di aumentare la crescita economica per avere più risorse a disposizione di Sanità, Scuola, Ricerca e Sicurezza.
Mino GIACHINO 
Responsabile UDC Torino

Domenica 29 marzo si corre la Deejay Ten. Previste modifiche viabili

Domenica 29 marzo torna a Torino la Deejay Ten, gara podistica non agonistica organizzata dall’emittente radiofonica Radio Deejay. Saranno due i percorsi possibili, da 10 km e da 5 km con partenza e arrivo in piazza Castello, dove sarà allestito anche il Deejay Village (lato Prefettura).
PERCORSI

Percorso da 10 km con partenza alle 9,30
Via Pietro Micca (PARTENZA all’angolo con piazza Castello), piazza Castello, viale 1° Maggio, viale dei Partigiani, corso San Maurizio (km 1), via Giovanni Francesco Napione (km 2), corso Regina Margherita, piazzale Regina Margherita, Lungo Po Alessandro Antonelli (km 3,4), Ponte Sassi, piazza Alberto Pasini, corso Casale (km 5,6,7), Ponte Vittorio Emanuele I, Murazzi del Po Gipo Farassino (km 8), corso Cairoli, Lungo Po Armando Diaz (km 9), piazza Vittorio Veneto, via Po, piazza Castello (ARRIVO).

Percorso da 5 km con partenza alle 9,40
Via Pietro Micca (PARTENZA all’angolo con piazza Castello), piazza Castello, viale 1° Maggio, Rondò Rivella, corso San Maurizio (km 1), via Giovanni Francesco Napione (km 2), corso Regina Margherita, Lungo Po Niccolò Machiavelli, Murazzi del Po Ferdinando Buscaglione (km 3), piazza Vittorio Veneto, via Po (km 4), piazza Castello (ARRIVO).

DIVIETI DI TRANSITO

Il divieto di transito è previsto per tutte le categorie di veicoli con l’eccezione per i veicoli delle Forze di Polizia, della Polizia Locale, dei Vigili del Fuoco, del 118 e dell’organizzazione specificatamente dalla stessa autorizzati, su tutto il percorso della Deejay Ten (10 Km) e della Deejay Five (5 Km) dalle 8.45 sino a cessate esigenze.

Divieto di transito veicolare dalle 4 alle 14 e comunque sino a cessate esigenze anche in piazza Castello, per tutto il piano viabile, compresa la corsia riservata GTT e in via Viotti, via Monte di Pietà tra via Viotti e via XX Settembre, via Barbaroux tra via Pietro Micca e via XX Settembre e via Pietro Micca tra via XX Settembre e piazza Castello.

STRADE CHIUSE
  • Corso Regina Margherita tratto Vanchiglia – Ponte in direzione fiume Po;
  • Corso Tortona tratto Belgio – Ponte Regina Margherita in direzione fiume Po;
  • Corso Casale tratto Pasini – Gran Madre in direzione Moncalieri;
  • Corso Casale tratto Aurelio – Borromini entrambe le direzioni;
  • Corso Cairoli in direzione Piazza Vittorio Veneto.

La chiusura avverrà in concomitanza con la chiusura dei percorsi e fino a cessate esigenze.

DIVIETI DI SOSTA

Divieti di sosta con rimozione forzata per tutte le categorie di veicoli in: dalle 7 di giovedì 26 marzo alle 19 di domenica 29 marzo in piazza Castello, area allestimenti, piazzale pedonale; dalle 7.30 del 26 marzo alle 14 del 29 marzo in corso San Maurizio, lato nord della carreggiata laterale sud e area di sosta su banchina alberata del controviale del tratto Rondò Rivella e viale di Partigiani; dalle 7 del 28 marzo alle 14 del 29 marzo in piazza Castello, area pedonale fronte Galleria Subalpina e sulla banchina del Teatro Regio; dalle 20 del 28 marzo fino a cessate esigenze del 29 marzo in corso Casale 195, area parcheggio Parrocchia Madonna del Pilone, tratto lato carreggiata; dalle 00.30 alle 14 del 29 marzo in: piazza Castello, carreggiata sud, tratto Roma-Po; corso San Maurizio, lato sud del controviale sud tratto Rondò Rivella e viale dei Partigiani; viale Primo Maggio; viale Partigiani, ambo i lati; lungo Po Macchiavelli, tutto; piazza Pasini, carreggiata laterale sud da ponte di Sassi a corso Casale comprese aree di sosta al di fuori della carreggiata lato sud e lato fiume Po; dalle 00.30 del 29 marzo fino a cessate esigenze, divieto di sosta (rimoz. Forzata) anche in corso Casale, ambo i lati tratto da piazza Marco Aurelio a piazza Borromini;

PONTI CHIUSI

Dalle 9 a dopo le 11 e comunque sino a cessate esigenze:

  • Ponte Regina Margherita;
  • Ponte Sassi in direzione collina;
  • Ponte Vittorio Emanuele I (Gran Madre).
PONTI APERTI
  • Ponte Umberto I;
  • Ponte Isabella;
  • Ponte Balbis;
  • Ponte Sassi (in direzione corso Belgio).
PARCHEGGI

Interrato via Roma
Il 29 marzo chiusi gli ingressi su piazza Castello (dalle 6) e uscita su via Viotti (dalle 4), sino a cessate esigenze.

AREE TAXI

Area di piazza Castello fronte Galleria Subalpina: sospensione dalle 7 del 28 marzo fino a cessate esigenze del 29 marzo; area di piazza Castello/via Pietro Micca: sospensione dalle 4 alle 14 e fino a cessate esigenze del 29 marzo.

TRASPORTO PUBBLICO

I percorsi di alcuni mezzi di trasporto pubblico transitanti nelle aree interessate dalla manifestazione subiranno deviazioni. Per dettagli sulle linee deviate è possibile consultare il sito internet di GTT: https://www.gtt.to.it/cms/avvisi-e-informazioni-di-servizio/torino-e-cintura/12572-manifestazioni-podistiche-deejay-ten-e-deejay-five-variazioni-linee-domenica-29-marzo

È sospesa la via riservata ai mezzi pubblici in via XX Settembre, tra via Pietro Micca e corso Regina Margherita dalle 8,45 alle 12 del 29 marzo e fino a cessate esigenze.

DIVIETO DI VENDITA E DETENZIONE CIBI E BEVANDE IN CONTENITORI IN VETRO O METALLO

Dalle 6 di domenica 29 marzo e sino a cessate esigenze, sarà vietata la vendita, la cessione a qualsiasi titolo, anche da distributori automatici, il consumo e la detenzione in luogo pubblico di cibi e bevande contenuti in contenitori che possano costituire pericolo per la pubblica incolumità nell’intera area di piazza Castello.

TorinoClick

Piemonte, frutticoltori sotto pressione: “Non possiamo pagare da soli il costo del clima”

Dopo le correnti fredde da Nord-Est, le notti serene riportano il rischio gelate. Una dinamica tipicamente invernale che oggi si presenta a primavera inoltrata, proprio quando le piante da frutto sono in piena fioritura.

Si tratta di una combinazione sempre più ricorrente, legata al cambiamento climatico: le temperature miti delle prime settimane di marzo anticipano la fioritura, ma restano possibili improvvisi ritorni di freddo con correnti polari. Il risultato è un forte stress per le colture, con rallentamenti nello sviluppo e perdita di parte dei frutti. Il pericolo più grave resta però la “cascola”, ovvero la caduta dei fiori causata dal gelo, che può compromettere completamente il raccolto a poche settimane dalla ripresa vegetativa.

«Le gelate primaverili non sono una novità – spiega il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – ma negli ultimi anni sono diventate più frequenti e distruttive. A evitare carenze di prodotto è soprattutto l’impegno degli agricoltori, che investono sempre di più in sistemi di protezione».

Oltre alle tradizionali reti antigrandine e agli impianti di irrigazione a goccia contro la siccità, molte aziende hanno introdotto sistemi antigelo, come le cosiddette “doccette”, che nebulizzano acqua su piante e gemme: il ghiaccio che si forma crea una barriera protettiva contro le basse temperature.

Tuttavia, questi interventi comportano costi elevati. Le aziende agricole si trovano così a sostenere investimenti sempre più onerosi, difficili da recuperare con i prezzi attuali della frutta. Alla pressione economica si aggiungono i rincari delle materie prime: gasolio agricolo e fertilizzanti hanno registrato aumenti intorno al 30%, con il rischio di ulteriori rialzi anche per i fitofarmaci.

«Già oggi molti produttori vengono pagati al di sotto dei costi di produzione – sottolinea Mecca Cici –. Non è più accettabile che l’intera filiera non riconosca un giusto valore al lavoro dei frutticoltori. I prezzi pagati dai consumatori non si traducono in un reale beneficio per chi produce».

Una situazione che, secondo il settore, non è più sostenibile: il peso del cambiamento climatico, insieme all’aumento dei costi, non può continuare a gravare esclusivamente su agricoltori e consumatori.

Marie-Ange Nguci debutta sulle note di Chopin, Schumann, Ravel e Liszt

Pianista tra le più interessanti della nuova generazione, Marie-Ange Nguci esordisce al Lingotto con un recital che esplora la fantasia visionaria del pianista romantico e post-romantico.

Martedì 31 marzo, alle 20.30, presso la Sala dei 500, l’arco narrativo conduce dall’eleganza salottiera del giovane Chopin all’universo inquieto e frammentato della Kreizleriana di Schumann, dalla meditazione paesaggistica di Listz negli “Années de pèlerinage” alle immagini sonore del trittico “Gaspard de la nuit” di Ravel. Si tratta di un programma che richiede non solo padronanza tecnica ma anche sensibilità intellettuale che ha reso la pianista franco-albanese ospite delle principali sale internazionali. Formatasi al Conservatorio di Parigi sotto la guida di Nicolas Angelich, Marie-Ange Nguci ha conseguito il diploma in analisi musicale, musicologia, pedagogia, violoncello e organo, oltre a un dottorato in musica a New York. Il recital si apre con il Rondò in mi bemolle maggiore op.16 di Chopin, composto nel 1832-1833, quando il giovane compositore stava ancora sperimentando le forme classiche pur orientandosi verso la maturità espressiva. In questo brano l’introduzione appassionata cede il passo a un gioioso tema principale, creando un efficace contrasto. Lo stesso dualismo tra luce e ombra, tra grazia e pathos, trova la sua più efficace espressione nella Kreizleriana op.16 di Schumann, del 1838. Il ciclo, che incarna l’anima più visionaria del Romanticismo, prende il nome dal personaggio di Johannes Kreizler, eccentrico maestro di cappella creato dallo scrittore Hoffmann. Le otto fantasie di Schumann, considerate dal compositore stesso la sua opera prediletta, esplorano stati emotivi estremi attraverso brusche alternanze, dall’estasi alla disperazione, dalla tenerezza alla frenesia. Segue il cuore lisztiano del programma con brani tratti dalle ultime tre suite, intitolate “Années de pèlerinage”. Composto tra il 1887 e il 1892, quando Liszt fu ospite del Cardinale Hohenlohe alla magnifica Villa d’Este di Tivoli, il “Troisième Année” testimonia le sperimentazioni armoniche dell’ultima produzione lisztiana.

I due “Aux cyprès de la villa d’Este” spiegano un lirismo malinconico e rarefatto, dominato dalla contemplazione della morte. Si tratta di pagine di meditazione quasi ascetica, lontana dal virtuosismo, che rese celebre in gioventù il compositore ungherese. “Les jeux d’eau a la Villa d’Este”, apre poi uno squarcio luminoso: con le sue cascate di arpeggi e riflessi cangianti della luce sull’acqua, il brano anticipa il linguaggio impressionista e l’estetica di Ravel, che a questa pagina guardò con ammirazione. Oltre che nei celebri “Jeux d’eau” , la capacità di Ravel di evocare la trasparenza e la motilità dell’elemento acquatico si manifesta anche in “Ondine”, il primo brano del trittico “Gaspard de la nuit” del 1908. In questa raccolta il compositore traduce le prose poetiche di Aloysius Bertrand in immagini sonore di grande vivezza. Ondine richiama  la figura seducente di una ninfa acquatica. A lei segue “Le Gibet”(la forca) nel quale Ravel crea un paesaggio di morte attorno all’ossessiva ripetizione di un si bemolle. Scarbo infine materializza con virtuosismo trascendentale le metamorfosi sinistre di un demone che tormenta il poeta addormentato.

Info: biglietteria presso gli uffici di Lingotto Musica – via Nizza 272/273, Torino – su appuntamento o telefonicamente da lunedì a venerdì dalle 10 alle 12 edal,e 14.30 alle 17. – telefono: 333 9382545 – il giorno del concerto presso il foyer di Sala dei 500, via Nizza 280/41 – dalle 19 alle 20.30.

Mara Martellotta

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SOMMARIO: Buttafuoco, Bobbio e i comunisti – La consolazione – Zone rosse – Lettere

Buttafuoco, Bobbio e i comunisti

Debbo all’amico critico cinematografico Fabrizio Dividi che ha intervistato per il “ Corriere della sera “Pietrangelo Buttafuoco se ho avuto modo di tornare col ricordo all’intervista storica che Buttafuoco fece a Norberto Bobbio (ndr: nella foto di copertina a destra con il prof. Quaglieni) di cui sono stato amico per lunghi anni, fino poi ad emanciparmi in modo netto soprattutto rispetto alla cerchia di amici – discepoli -vestali del suo pensiero, diventato per colpa loro, via via, un dogma. Quella intervista di Buttafuoco resta una testimonianza importante che fa da spartiacque tra l’onestà intellettuale di Bobbio e il codazzo post azionista, anzi gramscianazionista, per dirla con Cofrancesco, dei suoi scudieri alcuni, dei quali sono diventati professori, ma non sono mai stati maestri. Sono gli stessi che volevano impedire l’intervista di Buttafuoco.

Pier Franco Quaglieni e Norberto Bobbio

Ricordo che in quell’occasione, anche se i nostri rapporti si erano “raffreddati“ da tempo, Bobbio volle sentire il mio parere sul fatto di concedere l’intervista nel corso della quale finì per ammettere il suo non antifascismo e la sua simpatia per il regime finì ai primi Anni Trenta. Bobbio dopo l’intervista per lui molto sofferta ,resa splendidamente da Buttafuoco con assoluta obiettività ,mi disse di essersi trovato a suo agio con Buttafuoco. Fu rilevato dopo l’intervista che Buttafuoco non gli fece la domanda più “ cattiva“, quella sulla eccessiva indulgenza verso il PCI di tanti azionisti. Chiederò a Buttafuoco di spiegarmi il perché si astenne dal porgli quella domanda. Quando io pubblicai una breve presentazione alla ripubblicazione di “Realtà del partito d’azione” di Augusto Monti che identificava nel 1945 il Pci nel nuovo partito liberale, Bobbio mi disse tutta la sua contrarietà a quell’opuscolo e alla sua ristampa perché avrebbe rafforzato l’idea del filo comunismo degli azionisti. In effetti tutti i gobettiani entrarono nel PCI e furono almeno compagni strada fedeli e ossequienti al partito. Bobbio che polemizzò con Togliatti negli Anni 50, in tempi successivi finì anche lui di cedere alle seduzioni del Pci. La biografia di Alberto Papuzzi, comunista tutto di un pezzo , dimostra il cedimento. Scegliere Papuzzi fu gi di per sé un cedimento.

La consolazione
Ho visto in Tv l’ultima puntata della serie di “don Matteo“ che ha cambiato nome in don  Massimo.  Quella serie vecchia e nuova non mi ha mai interessato, ma l’ho seguita per evitare l’ennesimo, insopportabile  dibattito sul  referendum. Ad un certo punto mi ha colpito il verbo “consolare” una persona afflitta, detto da un maresciallo dei carabinieri. Era tanto tempo che non sentivo quella parola . Nella nostra vita edonistica e veloce in cui gli altri quasi non esistono , parlare di consolare qualcuno sa di antico. Mi fa pensare al Dio di Manzoni che atterra e consola. L’uomo d’oggi ha quasi cancellato l’idea di consolare. Consolare con le parole a volte non basta ed occorrerebbero i fatti.
Spesso ci chiudiamo in noi stessi, al massimo ci allarghiamo  al nostro stretto nucleo famigliare. Durante la mia lunga malattia  quasi nessuno ha tentato di consolarmi, forse pensando che non servisse ad alleviare il mio dolore. Ed io stesso devo ritornare al mio lontano passato per ricordare un qualche episodio in cui ho cercato di consolare qualcuno. Ed invece la parola cristiana -ma anche umana e laica-  ha una grande importanza ed aiuta a vivere e può in qualche modo ad alleviare il dolore. La Madonna Consolata, Consilatrice degli afflitti e’ rimasta nel Santuario che ritorna una volta all’anno nella solenne processione. Durante il Covid c’e’ stato chi è andato a pregare la Consolata, come i torinesi facevano nel passato in occasione delle guerre e delle pestilenze.
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Zone rosse
Un po’ in ritardo sono state stabilite 6 zone rosse a vigilanza rafforzata che riguardano quartieri come Vanchiglia, Barriera di Milano, Millefonti-Lingotto, Borgo San Pietro ed alcuni giardini come quello Sambuy di Porta Nuova. Il sindaco aveva richiesto rinforzi e li ha ottenuti. Non attendiamoci miracoli, perché la situazione è davvero degenerata come in tante zone delle città italiane del Nord e del Sud. L’immigrazione selvaggia ne è la causa maggiore, ma anche una parte di italiani ne è responsabile.
La mafia nigeriana si trova a competere e a volte a collaborare con la nostrana, ho letto su un giornale. Occorre prevenire prima ancora di reprimere. E ‘ un principio illiberale, lo so ben , ma in casi estremi occorrono estremi rimedi almeno momentanei . In alcuni quartieri vivere diventa pericoloso e difficile. I cittadini che pagano le tasse, hanno diritto di essere tutelati e va resa la vita impossibile ai delinquenti. Forse e’ un’utopia, ma le moderne tecnologie consentono di tentare un recupero di zone abbandonate per troppo tempo al loro destino da tanti governi.
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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com
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Titoli cavallereschi
Come mai non ha scritto in rapporto all’articolo che Le ho mandato del “Fatto quotidiano” che accusa Emanuele Filiberto di Savoia di  “vendere” titoli cavallereschi dinastici vietati dalla legge italiana? Le accuse sono pesanti e forse qualche magistrato vorrà vederci chiaro. Il principe si è attorniato di persone inadatte,  rozze e arroganti, dei veri e propri cortigiani nel senso della “vil razza dannata” del “Rigoletto”.   Giusy Tittoni
Non ho scritto perché tanto tempo prima avevo già espresso con misura alcune delle cose scritte dal “Fatto” con la solita cattiveria.  Io non degno il”Fatto” neppure di uno sguardo, mai. Rispetto alle cose scritte da quel giornale, sarei solidale con il principe.

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Dopo il referendum
Il centro – destra appare in subbuglio se non atterrito dopo la sconfitta al referendum. Ha ragione il ministro Crosetto, Meloni ha sbagliato nel violare il principio del garantismo come già fece con un suo assessore piemontese liquidato dalla sera al mattino con toni un po’ fascisti. Agire così significa dar ragione ai giustizialisti del No. Filippo Faletti
Ho già scritto un pezzo sull’argomento. Il garantismo deve valere sempre e non a corrente alternata. Ha ragione Crosetto.
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Il governo Meloni
Riuscirà il governo a fare qualcosa nell’ultimo anno dopo il colpo subito dalla sconfitta referendaria? Io credo che tornerà a vincere la sinistra perché Meloni si è rivelata deludente e con lei tanti ministri incapaci. La sinistra ha uomini competenti e preparati che potranno essere utili al Paese in momenti drammatici come quelli voluti da Trump.   Francesca Azzolini
Palazzo Chigi, Roma

 

Non so prevedere il futuro, come fa l’ex ministro Martelli che dovrebbe stare zitto almeno per dignità con se stesso e il suo passato. Stando ai conduttori di Mediaset quasi tutti schierati contro il Governo, Meloni non arriverà alle elezioni. Un cupio dissolvi ingiustificabile. Il governo ha i suoi limiti, ma gode di un’ampia maggioranza in Parlamento. Meloni deve rivolgersi al Paese in Parlamento o con un messaggio a reti unificate, facendo un appello contro il disfattismo che in momenti come questi non è moralmente lecito. Le tensioni provocate da Trump possono portare alla guerra e alla rovina. Per poter governare meglio, Meloni dovrebbe fare un rimpasto con gente tipo Giorgetti. Nulla di più. La sinistra è ancora ferma su temi divisivi. Aver vinto un referendum non significa avere la via spianata verso Palazzo Chigi. Le difficoltà a vincere della sinistra le vede persino Cazzullo.

Budinetti primaverili di asparagi 

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Gli asparagi, prelibati protagonisti della primavera, sono gustosi, ricchi di proprietà benefiche e molto versatili in cucina. Eccovi una facile e raffinata ricetta da proporre ai vostri ospiti

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Ingredienti per 8 sformatini: 
500gr. (puliti) di asparagi verdi 
200ml. di panna liquida 
2 uova intere 
50gr. di parmigiano grattugiato 
Sale, pepe, burro, olio, foglie di menta q.b. 
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Pulire e lavare gli asparagi, cuocerli a vapore poi scolarli e tagliarli a pezzi. Tenere da parte qualche punta per guarnire.  Frullare gli asparagi con la panna, unire le uova, un pizzico di sale, pepe a piacere e il parmigiano. Mescolare bene e versare negli stampini in acciaio precedentemente imburrati. Cuocere in forno a bagnomaria a 180 gradi per circa mezz’ora. Preparare la salsina emulsionando nel mixer l’olio con poche foglie di menta e sale.  Sformare i budinetti, guarnire con le punte di asparago ed un filo di olio alla menta. Servire tiepidi. 

Paperita Patty

Piemonte, i Giochi Regionali Special Olympics

Piemonte,  i Giochi Regionali Special Olympics: 370 atleti verso i Giochi Nazionali di Lignano Sabbiadoro.

Il Piemonte torna protagonista dello sport inclusivo con i Giochi Regionali di Bocce 2026 e i Giochi Regionali di Nuoto e Atletica 2026 di Special Olympics Italia Team Piemonte.

I Giochi Regionali di Bocce si svolgeranno il 28 e 29 marzo a Torino, presso la Bocciofila Borgo Rossini e il Bocciodromo Colletta, con la partecipazione di circa 120 atleti e 250 presenze complessive tra tecnici, volontari e accompagnatori.

I Giochi Regionali di Nuoto e Atletica si terranno l’11 e 12 aprile tra Verbania e Omegna:

l’atletica presso la Pista Atletica di Verbania e il nuoto al Centro Sportivo di Bagnella. L’evento coinvolgerà circa 250 atleti e oltre 400 partecipanti complessivi.

Due appuntamenti fondamentali non solo dal punto di vista sportivo, ma anche umano e sociale: attraverso lo sport, Special Olympics promuove inclusione, rispetto e valorizzazione delle capacità di ogni persona.

I Giochi Regionali rappresentano inoltre una tappa decisiva: la partecipazione permetterà agli atleti di partecipare anche ai Giochi Nazionali Estivi di Lignano Sabbiadoro, in programma

dal 19 al 24 maggio 2026. Il ritorno di questi eventi sul territorio piemontese si inserisce in un percorso importante, sulla scia del successo dei World Winter Games 2025 di Torino a marzo del 2025 ospitati per la prima volta in Italia, preceduto dalla Final Leg Torch Run, il viaggio della torcia olimpica, partita da Atene e arrivata sul territorio piemontese nelle settimane precedenti che ha dato lustro all’Italia e alla Regione Piemonte in tutto il mondo.

“L’organizzazione dei Giochi Regionali in Piemonte conferma la forza e la continuità del nostro movimento sul territorio. Dopo l’esperienza straordinaria dei World Winter Games, continuiamo a costruire opportunità concrete per i nostri atleti, mettendo al centro inclusione, crescita e comunità”, dichiara il Direttore Regionale Charlie Cremonte.

“Siamo estremamente liete, affermano Maria Rosa Porta, Presidente della CRPO Patrizia Alessi e Paola Berzano, Vicepresidenti, di esprimere il pieno supporto della CRPO agli Special Olympics, un’iniziativa che rappresenta un eccellente esempio di inclusione e di valorizzazione delle risorse personali di ciascun individuo. Gli eventi organizzati nell’ambito degli Special Olympics svolgono un ruolo cruciale nel sensibilizzare i cittadini riguardo all’importanza di costruire un mondo migliore e più accessibile per tutti. In questo contesto, ogni singola persona, indipendentemente dalle proprie capacità o disabilità, merita di essere accettata e accolta con calore e rispetto.

Lo sport inclusivo ha il potere di abbattere le barriere e superare ogni forma di pregiudizio, a patto che venga praticato nel modo giusto. È fondamentale promuovere una cultura del rispetto e della solidarietà, dove il valore della partecipazione e dell’inclusione prevalga sull’agonismo.

Solo così possiamo creare un ambiente in cui ogni atleta, indipendentemente dalle proprie sfide personali, possa sentirsi parte di una comunità unita e supportiva” Il Piemonte si conferma così un punto di riferimento per lo sviluppo dello sport inclusivo, grazie al lavoro condiviso di associazioni, volontari e istituzioni.

L’incontro di presentazione dei Giochi si terrà al centro servizi della Regione Piemonte, Grattacielo Regione Piemonte, piazza Piemonte 1, il giorno venerdì 20/03/2026 alle ore 11