ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 349

Autotorino, un’ottantina di posizioni di lavoro aperte

Il Gruppo chiude il 2020 contenendo l’impatto della pandemia (-10% fatturato, 45.383 vetture vendute tra nuove ed usate) e apre in tutte le sedi la ricerca di figure professionali e specializzate come project managers, laureati in economia e ingegneria. Circa 80 le posizioni aperte

 IL 2021 ANNO DI CONSOLIDAMENTO A PARTIRE DA UN IMPORTANTE INVESTIMENTO IN CAPITALE UMANO

Nel 2020, in uno scenario segnato alla pandemia, Gruppo Autotorino – principale dealer automotive italiano – ha continuato a garantire i propri servizi di mobilità attivandosi per salvaguardare la salute di collaboratori e clienti nel pieno rispetto di tutte le disposizioni sanitarie. Il Gruppo ha assorbito l’impatto della pandemia garantendo i livelli occupazionali e utilizzando le restrizioni imposte per innovazioni di processo. In un 2021, il cui inizio è ancora segnato dalla pandemia, il Gruppo investe nella ricerca di nuove professionalità per essere in linea con le domande e tendenze del mercato, oltre a mantenere l’impegno nella formazione del personale attivo.

“Il nostro spirito aziendale – commenta Luca Genini, (nella foto) Responsabile HR del Gruppo Autotorino –   messo alla prova lo scorso anno è rimasto molto forte e coeso, confortato da risultati che ci fanno traguardare con serenità i prossimi mesi. Le sfide ci spronano a fare sempre meglio: continueremo ad aumentare gli investimenti tanto nella rete di prossimità, quanto nell’ecosistema digitale, ed in particolare in nuove figure professionali per sostenere le sfide dell’evoluzione del mercato e delle modalità di fruizione della mobilità, sviluppando servizi che soddisfino le aspettative dei clienti in termini di soluzioni e di qualità. In questo percorso, le persone e le loro professionalità sono al centro della nostra attenzione: sono il motore della nostra squadra e ci impegniamo perché possano realizzarsi nel lavoro che svolgono. La prospettiva che adottiamo è quella del cambiamento continuo, infatti l’innovazione è ciò che ci rende competitivi. Per questo lo sviluppo di nuovi processi e canali di contatto, la formazione dei collaboratori e la ricerca di professionalità ben specifiche vanno di pari passo: digitale sì, ma con un pervasivo tocco umano” – conclude Luca Genini.

Autotorino, attraverso circa 80 posizioni attualmente aperte, punta così al consolidamento dell’organico, che oggi conta 1.670 collaboratori, le cui professionalità rappresentano l’asse strategico del Gruppo, tramite ricerca di nuove figure professionali sia negli ambiti dell’area tecnica e del post-vendita, che della consulenza globale alla vendita, con specializzazioni in servizi finanziari e assicurativi. Nel quadro della gestione globale del Gruppo, invece, le figure ricercate riguardano il digital marketing e il project management con opportunità anche per neolaureati in ingegneria gestionale, per sviluppatori di business intelligence e per esperti in data governance.

I nuovi consulenti commerciali beneficeranno dell’inserimento nell’Autotorino Sales Academy, dove potranno maturare esperienza nel settore automotive e conseguire diversi livelli di certificazione aziendale immergendosi nella consulenza alla mobilità. Un percorso che nel 2020, nell’intero Gruppo, ha sviluppato 1.047 ore di formazione, di cui il 45% come attività di tutoraggio, e certificato 7.128 moduli formativi conclusi con successo nella piattaforma di e-learning.

In un 2020 in cui il mercato italiano chiude a -22% le immatricolazioni ai privati, Gruppo Autotorino ha contenuto l’impatto della pandemia sul fatturato (-10%) chiudendo l’anno con 45.383 vetture vendute tra nuove ed usate per un giro d’affari di 1,1 miliardi di euro.  Nel post lock down Autotorino ha saputo fornire ai clienti nuove esperienze relazionali orientate alla semplificazione e flessibilità dei servizi offerti. Il Gruppo ha anche realizzato il portale Ecoincentivi, che in sei mesi ha contato oltre 250.000 pagine viste dai consumatori in cerca di informazioni, aiutandoli ad orientarsi nella tematica dei nuovi ecobonus con cui accedere a modelli sempre più efficienti e sostenibili, nonché alla crescente offerta elettrificata.

Questi risultati sono stati ottenuti grazie alla forte capillarità della rete di Autotorino che può contare su 4 sedi in Piemonte30 in Lombardia7 in Emilia-Romagna7 in Friuli-Venezia Giulia, e 4 in Venetoa cui si sono aggiunte 2 nuove sedi a Verona ad inizio 2021; aspetti che ne fanno il primo dealer automotive italiano, a partire dalla presenza territoriale e dalla dimensione occupazionale.

Lotta senza sosta all’amianto, arrivano nuovi fondi

Rimozione amianto, dalla Regione 802mila euro a Comuni e Atc

La Giunta approva i criteri per l’assegnazione dei contributi che avverrà attraverso due bandi.

Marnati: “Ulteriore passo avanti per bonificare aree di interesse pubblico e tutelare la salute pubblica”; Carosso: “Importante realizzare politiche e interventi per supportare i nostri Comuni”; Caucino: “Auspico che le Atc colgano appieno questa occasione”

Via libera dalla Giunta all’approvazione dei criteri per l’assegnazione dei contributi destinati a Comuni e Atc per le operazioni di bonifica dei manufatti contenenti amianto. Degli 802mila euro messi a disposizione dalla Regione, 500mila saranno destinati alle Agenzie Territoriali per la casa e 302mila ai Comuni.

“Un ulteriore passo avanti per bonificare altre aree di interesse pubblico e tutelare la salute pubblica – commenta l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati – Questa resta per noi una imprescindibile priorità”.

“La Regione Piemonte con questo importante provvedimento prosegue con la sua azione di tutela della Salute dei cittadini piemontesi – ribadisce il Vicepresidente e Assessore agli Enti locali, Fabio Carosso – L’amianto rimane una ferita aperta per la nostra Regione ed è importante realizzare politiche e interventi per supportare i nostri Comuni nelle opere di bonifica”.

“La bonifica dell’amianto è un passaggio fondamentale per tutto il territorio – aggiunge l’assessore regionale al Welfare con delega alla Casa, Chiara Caucino – e per questo la Regione ha voluto offrire anche alle tre Atc presenti sul territorio il suo contributo economico. Auspico che le Agenzie Territoriali per la casa colgano appieno questa occasione”.

Con la deliberazione di Giunta si intende dare continuità al programma di risanamento del territorio piemontese.  Due i bandi previsti: per quanto riguarda la concessione di contributi ai Comuni, è previsto un contributo di importo massimo pari a 50mila euro per ogni richiesta, che dovrà garantire la copertura dei costi di rimozione, trasporto e smaltimento. Si tratta di interventi di bonifica, con rimozione di coperture in cemento-amianto, su edifici di proprietà privata a seguito di ordinanze comunali cui i proprietari non hanno provveduto; attraverso l’utilizzo di questi fondi si intende pertanto supportare il Comune – al quale competerà l’azione di rivalsa per il recupero delle somme anticipate – a realizzare le operazioni di bonifica, a tutela della salute pubblica laddove vi sia presenza di manufatti contenenti amianto in stato di degrado per i quali non è stata realizzata la bonifica nonostante le ordinanze emesse a seguito delle verifiche di Asl e Arpa.

Per quanto riguarda le Agenzie Territoriali per la Casa, il contributo massimo per ogni singola richiesta sarà di 100mila euro e nella formazione della graduatoria saranno considerati prioritari gli interventi che riguardano manufatti non confinati e accessibili, e, tra questi, quelli contenenti amianto in matrice friabile. Il contributo regionale è destinato alla copertura dei costi netti di bonifica e di ripristino.

Marazzato illustra il ‘Formulario Vidimato Elettronicamente’

AMBIENTE, UN WEBINAR SPIEGA CHE COS’È E COME FUNZIONA IL NUOVO ‘VI.VI.FIR’
Il 29 Marzo l’iniziativa on line di ‘Confindustria Novara Vercelli Valsesia’ e ‘Gruppo Marazzato’ racconta il nuovo ‘Formulario Vidimato Elettronicamente’ che semplificherà le operazioni di monitoraggio e tracciamento dei rifiuti.

Ambiente, settore in costante evoluzione anche sotto il profilo legislativo. Tra le novità utili e rivoluzionarie introdotte dagli effetti della pandemia da Covid-19 al via dal 1° Marzo il ViViFir, il Formulario Vidimato Elettronicamente. Un tema di massima attualità al centro del Webinar di Lunedì 29 Marzo 2021 promosso da ‘Confindustria Novara Vercelli Valsesia’ in collaborazione con il ‘Gruppo Marazzato’, dal 1952 leader nel settore delle bonifiche ambientali e del ciclo completo di raccolta e smaltimento rifiuti industriali solidi e liquidi.
L’evento on line, aperto agli associati, si svolgerà fra le 14.30 e le 15.30. Tra gli argomenti affrontati, verranno illustrate la fasi salienti dell’applicativo telematico, tra cui registrazione al portale ‘Ecocamere’, delega a una o più persone per l’accesso al portale e la procedura per la richiesta e la stampa del ‘Vi.Vi.Fir’.
A presentarlo in qualità di docente a distanza, sintetizzandone gli aspetti fondamentali, è Jacopo Giustina, Chimico nonché Consigliere Delegato all’Ambiente del Board di ‘Marazzato Soluzioni Ambientali Srl a Socio Unico’: “In concreto, per il corretto adempimento e svolgimento dell’attività di gestione dei rifiuti sono necessari due tipi di documenti che l’azienda ha l’obbligo di compilare nei tempi e nei modi previsti dalla normativa, funzionali entrambi al tracciamento dell’attività di gestione dei rifiuti medesimi: essi sono il Formulario che accompagna il rifiuto nei suoi spostamenti, e il Registro di Carico e Scarico, che l’impresa custodisce all’interno della propria sede e accompagna le movimentazioni interne del rifiuto stesso negli impianti”, spiega il Professionista.
Che riprende: “Oggi sono ancora tutti e due cartacei. Affinché abbiano valore effettivo è necessario che vengano però vidimati da parte delle Camere di Commercio mediante l’apposizione di specifici timbri, ad attestarne così unicità e validità”.
L’emergenza sanitaria scoppiata nel 2020 ha fatto sì che “questa tipologia di attività prettamente riassumibile nelle mansioni ricorrenti di segreteria abbia necessariamente richiesto e comportato il superamento dell’esecuzione fisica della stessa in nome di una sua snella digitalizzazione. Poiché in Italia si producono e circolano milioni di formulari, ognuno dei quali richiede autenticazione a mezzo vidimazione in ciascuna delle quattro copie in originale componenti il modulo, con l’avvento del mese dedicato all’avvio della primavera si eviteranno lunghe code e assembramenti facilitando e semplificando notevolmente una fra le operation più essenziali, consuetudinali e ricorrenti nella gestione amministrativa della filiera dei rifiuti”, rileva Jacopo Giustina.
Una trasformazione radicale, per intenderci, simile a quella “che ha mediato e siglato il passaggio dal fax alle e-mail”, come sottolinea l’esperto.
Per poi concludere: “Il ViViFir offre quindi l’opportunità, mediante un servizio messo a disposizione da ‘Ecocamere’, la sezione interna alle Camere di Commercio italiane proposta alla digitalizzazione, di autenticare documenti via digitale. Nei giorni precedenti l’entrata in vigore della nuova procedura è stato possibile effettuare dei check-test preventivi al fine di prendere confidenza con il nuovo sistema e verificarne la praticità d’impiego. A mio modesto avviso, ho constato con piacere che esso appare ben strutturato, e consente di operare in due modalità: la prima direttamente dal portale per generare direttamente i formulari elettronici, utile a chi magari ne produce un numero ridotto. La seconda, invece, prevede uno strumento di interoperabilità che permette di programmare durante il collegamento i software propri dell’IT delle aziende che gestiscono i formulari. Con il nostro servizio informatico interno abbiamo avuto modo di sperimentare questo dialogo interconnesso tra i due sistemi operativi, e l’operatività è risultata performante”, conclude soddisfatto Jacopo Giustina.

Bonus montagna, domande aperte dal 29

FINO AL 30 APRILE 2021,  PER MAESTRI DI SCI, TOUR OPERATOR E AGENZIE DI VIAGGIO SUL PORTALE «SISTEMAPIEMONTE» DELLA REGIONE

Il Presidente Alberto Cirio e l’assessore al Turismo, Vittoria Poggio: «Una boccata di ossigeno per le professionalità montane che sono un pilastro della nostra economia»

L’assessore Fabrizio Ricca dopo l’incontro di questa mattina a Roma con il Ministro al Turismo, Massimo Gravaglia «Le Regioni gestiranno i fondi del Governo destinati al comparto montano, con criteri di ripartizione basati sul numero di biglietti venduti dalle stazioni sciistiche nel 2019»

Torino, 26 marzo 2021

Da lunedì 29 marzo fino al 30 aprile 2021, saranno aperte le domande di richiesta di contributo economico dedicate a maestri di sci alpino e di snowboard iscritti all’albo del Collegio Regionale e per le agenzie di viaggio, tour operator e servizi di prenotazione e attività connesse, danneggiate dalla mancata apertura delle stazioni sciistiche. «La Regione – hanno sottolineato il presidente della Regione, Alberto Cirio e l’assessore al Turismo, Vittoria Poggio – ha fatto il possibile mettendo a disposizione risorse economiche che rappresentano una boccata di ossigeno per gli operatori del settore e per i professionisti della montagna. Ci siamo assunti l’impegno di mantenere alta l’attenzione nei confronti di questo pilastro della nostra economia».

Per tenere fede al percorso di «ripresa» del comparto concordato nelle settimane scorse tra la Regione e gli operatori dello sport, l’assessore Fabrizio Ricca ha incontro questa mattina il Ministro al Turismo, Massimo Garavaglia col quale è stata condivisa l’ipotesi di far gestire dalle Regioni i fondi del Governo destinati al comparto con un criterio di ripartizione dei sostegni basato sui tagliandi venduti nel corso del 2019: «Le montagne italiane – ha spiegato l’assessore Ricca – stanno vivendo un momento di grave crisi dovuta allo stop delle attività causato dalla pandemia. Lo sport invernale è un motore turistico non solo per il Piemonte ma per l’intero Paese e per questo motivo questa mattina ho incontrato il ministro Garavaglia. Gli ho esposto le preoccupazioni degli operatori del settore, piegati dalla crisi, e ho chiesto chiarimenti sull’ultimo Decreto Sostegni. Le risposte ricevute sono state più che soddisfacenti: saranno le Regioni, infatti, a gestire i fondi che il Governo destinerà al comparto, e questi fondi per la montagna saranno una quota importante del denaro impegnato per il supporto al Turismo. Il criterio di ripartizione, poi, si baserà sul numero di biglietti venduti dalle stazioni sciistiche nel 2019 ma il ministro si è detto disponibile ad aprire anche all’ipotesi che vengano presi in considerazione i numeri degli anni precedenti. Dobbiamo lavorare velocemente per salvare il turismo montano che sostiene da sempre il Piemonte e il Nord Italia, tanti uomini e donne contano su di noi per ripartire in sicurezza e finalmente l’interlocuzione con il ministero sta dando buoni frutti. La direzione è quella giusta».

«Ringrazio il ministro Garavaglia per l’attenzione che ha mostrato verso la nostra regione – aggiunge il presidente Cirio -. Il Piemonte porta la montagna nel dna stesso del proprio nome. È il settore principale della nostra economia turistica, su cui si basa il lavoro e la vita di decine di migliaia di famiglie».

IL BONUS PER AGENZIE E MAESTRI DI SCI NEL DETTAGLIO

Per i maestri di sci alpino e di snowboard che hanno effettuato più di 300 ore nella stagione sciistica 2018-2019 o nella stagione 2019-2020 il risarcimento è di 2.000 euro; per chi ha effettuato da 150 a 300 ore nella stagione sciistica 2018-2019 o nella stagione 2019-2020 è di 1.000 euro; per chi ha effettuato meno di 150 ore nella stagione sciistica 2018-2019 o nella stagione 2019-2020, è di 200 euro. Per i nuovi maestri di sci e di sci nordico iscritti nell’elenco regionale dal 1° settembre 2020, è previsto un rimborso di 600 euro.

Per le agenzie di viaggio, tour operator e servizi di prenotazione e attività connesse (con codici ATECO 79; 79.1; 79.11; 79.11.0; 79.11.00; 79.12; 79.12.0; 79.12.00; 79.9; 79.90; 79.90.1; 79.90.11; 79.90.19 aventi sede legale in Piemonte e attive al 30/12/2020) sono stati previsti 1.500 euro di sostegno una tantum.

Le indicazioni per ottenere il Bonus saranno consultabili a partire dalle ore 9 di lunedì 29 marzo 2021 sul sito istituzionale della Regione Piemonte e su quello di «Finpiemonte».

Profondo rosso per tintorie e lavanderie

Pulitintolavanderie: uno dei comparti artigiani maggiormente esposti alla crisi pandemica: svolgono servizi legati ad eventi di vita sociale.

 

 Stima del calo di fatturato in Piemonte: -33milioni di euro. Anna Oliva (Presidente Regionale del settore pulitintolavanderie di Confartigianato Imprese Piemonte): “Per scongiurare una chiusura di massa servono ristori immediati e adeguati alle perdite subite”.

La pesante crisi economica conseguente a quella sanitaria che ha determinato la flessione dei ricavi in quasi tutti i settori dell’artigianato e l’incertezza acuita dalla recente recrudescenza dei contagi che ha portato, di fatto, ad un nuovo lockdown, determinano tensioni elevate e senza precedenti sulla liquidità delle imprese soprattutto di minor dimensione.

Uno dei comparti maggiormente esposti alla recessione scatenata dalla pandemia da Covid-19 è rappresentato dalle imprese di lavanderia e pulitura di articoli tessili e di pelliccia.

 

Il dimezzamento delle presenze turistiche associato a restrizioni sulla mobilità delle persone nell’anno della pandemia ha influito sull’attività di ristoranti e alberghi e sull’utilizzo, e la relativa manutenzione, di capi di abbigliamento. La chiusura degli impianti sciistici ha ridotto la manutenzione dell’abbigliamento tecnico. Il diffuso utilizzo di smart working e la cancellazione di eventi e cerimonie ha ridotto l’utilizzo del vestiario di più elevata qualità, su cui viene richiesto un maggiore utilizzo dei servizi di pulitintolavanderia.

Nel 2020 il comparto della lavanderia e pulitura di articoli tessili e di pelliccia, è costituito da 19.752 imprese registrate che danno lavoro a 48.052 addetti, mentre a livello piemontese il comparto è costituito da 1338 imprese, di cui 983 artigiane (71,1% l’incidenza sull’artigianato).

Confartigianato stima che nel 2020, il fatturato delle MPI del settore ha registrato un calo del 37,1% pari a minori ricavi per 499 milioni di euro nell’anno della pandemia. Sulla base di questi andamenti, si stimano cali di fatturato per le MPI del settore più elevati per Lombardia (-144 milioni di euro), seguita da Emilia Romagna (-59 milione di euro), Veneto (-56 milioni di euro), Lazio (-48 milioni di euro), Toscana (-43 milioni di euro) e Piemonte (-33 milioni di euro).

 

Confartigianato Imprese Piemonte stima che più di un terzo (33,9%) delle micro e piccole imprese possa subire seri problemi di liquidità fino a giugno 2021.

 

“Le pulitintolavanderie svolgono servizi prevalentemente legati ad eventi di vita sociale (quali cerimonie, manifestazioni locali, ridotti impegni personali e lavorativi) – commenta Anna Oliva, Presidente Regionale del settore pulitintolavanderie di Confartigianato Imprese Piemonte – alla ristorazione e al cambio di stagione. Tali aspetti sono fortemente mutati rispetto alle abitudini pregresse e nonostante le imprese del settore possano svolgere la loro attività poiché considerata essenziale, di fatto per le pulitintolavanderie le nuove restrizioni stanno incidendo negativamente sui ricavi determinando una flessione fino all’80%“.

“Ci auguriamo – conclude Oliva – che qualcuno a livello politico si faccia carico delle difficoltà del settore e che comprenda che per scongiurare una chiusura di massa, le imprese devono avere gli strumenti per resistere a questa fase, in buona sostanza servono ristori immediati e più adeguati alle perdite subite”.

“M’illumino di Meno 2021” Anche Chieri aderisce alla campagna

Da venerdì 26 a domenica 28 marzo

L’amministrazione chierese, guidata dal sindaco Alessandro Sicchiero, viaggia a pieni giri sul tema ambientale. Tema che da Palazzo Civico è stato posto in primo piano e fra le priorità dei suoi interventi sul territorio a favore della cittadinanza. A confermarlo, ancora una volta, la sua convinta adesione anche quest’anno a “M’illumino di Meno”, la campagna di sensibilizzazione radiofonica sul “Risparmio Energetico” promossa dalla trasmissione “RAI RADIO 2 Caterpillar”.


Così, nelle serate di venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 marzo saranno spenti i fari che illuminano il campanile della Chiesa di San Giorgio, la facciata romanico-gotica della Collegiata di Santa Maria della Scala (Duomo) e quella della Chiesa di San Domenico.
“Ancora una volta – commenta l’assessore all’Ambiente e all’Energia Massimo Ceppi – aderiamo senza riserve a questa iniziativa nata per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di ridurre l’inquinamento luminoso e per promuovere uno stile di vita più sostenibile incentrato sul risparmio energetico”. “Aderire a ‘M’illumino di Meno’ – prosegue Ceppi – è anche un modo per ribadire e confermare l’impegno dell’amministrazione a promuovere ogni iniziativa che possa informare e rendere i cittadini protagonisti di buone pratiche volte a salvaguardare l’ambiente. Tra queste il risparmio energetico è sicuramente fondamentale ed è alla portata di tutti, anche se l’emergenza climatica richiama, senza dubbio, ad azioni ancora più decise e sostanziali”. Affermazioni che vogliono a chiare lettere sottolineare l’importanza, per l’amministrazione cittadina, del tema ambientale in senso lato ed energetico e climatico nello specifico, come vuole altresì dimostrare l’avvio, proprio in questi giorni della campagna di comunicazione “Come fai a non vederlo?”, tesa a lanciare “l’allarme sul collasso ambientale che rischia di colpire in nostro Pianeta”. “Peraltro – conclude l’assessore – stiamo anche lavorando per una riduzione della potenza impiegata negli impianti di illuminazione pubblica, sempre nel rispetto dei limiti normativi e della necessità di garantire la sicurezza dei cittadini. Ma senza sprechi”.

g. m.

Da Torino parte il primo abbonamento di scarpe per bimbi

Shone è il primo brand a lanciare in Italia la formula dell’abbonamento per calzature da bambini. Acquistando la vip card al costo di 29,90 euro si entra a far parte della community Shone con la possibilità di scegliere per un anno intero tutti i modelli a catalogo al prezzo speciale di 9.90 Euro, con una percentuale di sconto che arriva fino al 75% per ogni acquisto.

 

Shone, il brand torinese di calzature per bambini distribuito esclusivamente sul mercato digitale, lancia la formula di abbonamento SHONE KIDS VIP CLUB, una vera e propria novità per il mercato italiano.

I bambini crescono in fretta e il turn over nella scarpiera è inarrestabile ma ciò non deve necessariamente significare la rinuncia a calzature di qualità, comode e adatte al loro corretto sviluppo.

Sin dalla sua nascita Shone ha puntato sull’alta qualità delle proprie scarpe: tutti i modelli hanno una calzata comoda, sono facili da indossare grazie ai lacci elastici, alle zip e alle chiusure velcro, sono dotati di speciali solette memory foam che prendono la forma del piede e di suole sportive, leggere e robuste. Praticamente indistruttibili, fashion e super convenienti.

La Shone Kids Vip Card è acquistabile a € 29,90 direttamente dal sito www.shonekids.com e, una volta attivata, permette di acquistare tutta la collezione a 9,90€ per 12 mesi.

E se i bambini cambiano numero nel corso dell’anno, nessun problema. Sul sito è presente una spiegazione di come scoprire la taglia esatta a partire da un pdf, da scaricare gratuitamente, sul quale sono presenti la forma del piedino e la micrometrica. Uno strumento utile per i genitori, un gioco divertente per i più piccoli.

Carlo Tafuri, CEO e Founder di IDT S.p.A., società torinese di distribuzione del brand Shone spiega:

Il mercato delle calzature per bambini e ragazzi vale in Italia circa 100 Milioni di Euro. Shone ha debuttato on line nel 2020 e, ad un anno dal lancio, possiamo già contare oltre 5.ooo clienti attivi. Dal 24 al 39, vestiamo migliaia di bambini. Il modello dell’abbonamento che lanciamo in questi giorni in Italia è quello già largamente utilizzato dai colossi del beauty, oltre che da Amazon. Vogliamo costruire la fedeltà della nostra community e al tempo stesso aiutare le famiglie. La crisi le ha penalizzate riducendone il potere d’acquisto; la nostra formula punta a rendere democratica la qualità.

Nel 2020 abbiamo trasformato la distribuzione del brand, digitalizzandola, abbattendo la filiera distributiva per offrire prodotti di qualità al prezzo più basso. Oggi, dopo aver recepito le esigenze delle famiglie, facciamo un ulteriore passo avanti per avvicinarci a loro. La customer satisfaction è alla base del nostro modello di business.” 

www.shonekids.com

Luna park e circhi: lo spettacolo viaggiante manifesta per riaprire

Milano, Roma, Napoli, Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Perugia, Potenza, Bari e Cagliari: gli operatori del settore manifestano in tutta Italia per richiedere la riapertura del settore

Un anno di chiusura quasi totale, centinaia di luna park e circhi annullati in tutta Italia, oltrecinquemila famiglie senza lavoro e reddito dal primo lockdown. È tragico il bilancio degli ultimi dodici mesi per gli esercenti dello spettacolo viaggiante e circense che, nella mattinata di oggi venerdì 26 marzo (ore 10.30), scendono uniti in piazza in tutta Italia con la manifestazione “Lo spettacolo viaggiante italiano scende nelle piazze”, per accendere un faro sulla situazione drammatica del settore a causa della pandemia da Covid-19 e richiedere la ripartenza, in sicurezza, della stagione 2021. La richiesta è già stata presentata al ministro Dario Franceschini e alla Conferenza delle Regioni.

«Luna park e circhi sono chiusi da un anno – tuona Ferdinando Uga, esercente e presidente dell’Associazione nazionale esercenti spettacoli viaggianti, che ha organizzato l’evento – ed è una disgrazia per le migliaia di piccole imprese la cui vita è fondata su questo lavoro. Le nostre attività sono all’aperto e abbiamo dimostrato di poterla gestire in piena sicurezza: abbiamo necessità di riaprire per dare respiro alle imprese. Le riserve economiche sono finite, gli aiuti stanziati dalle istituzioni sono stati insufficienti, dobbiamo tornare a far sorridere e a portare spensieratezza al nostro pubblico, ai giovani, alle famiglie e ai più piccoli. Chiediamo al Governo una data per la riapertura e un sostegno per la ripartenza, mentre ai Sindaci che lo scorso anno non hanno fatto svolgere i luna park anche quando si poteva, più attenzione al settore e collaborazione, per tornare ad offrire ai cittadini un divertimento popolare in piena sicurezza».

Gli esercenti dello spettacolo viaggiante e del circo manifestano quindi la mattina di venerdì 26 marzo a Milano (piazza Duomo), Torino (piazza Castello), Venezia(piazza Mercato, Marghera), Ferrara (piazza Trento e Trieste), Firenze (piazza Santa Croce), Perugia (piazza Italia), Roma (piazza del Popolo), Napoli (piazza del Plebiscito), Potenza (piazza Mario Pagano), Bari (Palazzo dell’Economia, ad. Piazza della Libertà) e Cagliari (piazza Giuseppe Garibaldi). «La quasi totalità dei nostri esercenti ha concluso il 2020 con neanche 50 giornate di attività – conclude Uga – e, se non vengono presi provvedimenti, il 2021 rischia di essere ancor più catastrofico e drammatico. Circhi e luna park sono un’attività di cultura e spettacolo popolare che si svolge all’aperto e in piena sicurezza, nel rispetto delle linee guida nazionali e degli specifici protocolli approvati dall’autorità sanitaria».

Queste le piazze che hanno ospitato  l’evento nella mattinata del giorno 26 marzo:
Milano – Piazza Duomo
Torino – Piazza Castello
Venezia (Marghera) – Piazza del Mercato
Ferrara – Piazza Trento e Trieste
Firenze – Piazza Santa Croce
Perugia – Piazza Italia
Roma – Piazza del Popolo
Napoli – Piazza del Plebiscito
Potenza – Piazza Mauro Pagano
Bari – Palazzo dell’Economia (ad. Piazza della Libertà)
Cagliari – Piazza Giuseppe Garibaldi

Il welfare delle Pmi femminili

La Consulta femminile regionale e l’Associazione piccole imprese donne (Apid) hanno presentato in video conferenza il progetto “Il welfare delle Pmi femminili”.

Ornella Toselli, presidente della Consulta femminile regionale ha spiegato che il progetto, ideato nel 2020 e, bloccato a causa della pandemia, è il frutto della collaborazione tra i due sodalizi.
“Atteso che le donne costituiscono un’importante risorsa nelle piccole e medie imprese – ha sottolineato Toselli – il questionario legato al progetto aiuta a comprendere quali siano le esigenze da soddisfare, in tema ad esempio di ottimizzazione degli orari e del tempo da dedicare da una lato alle attività personali e famigliari e dall’altro a quelle aziendali, della necessità di corsi e formazione destinati alle donne lavoratrici al rientro dalla maternità, di asili nido, di sanità integrata.
In piena pandemia ci chiediamo – ha concluso la presidente della Consulta – se il coronavirus ha cambiato il welfare aziendale, basti pensare all’applicazione massiccia dello strumento dello smart working e più in generale se lo stesso concetto di welfare aziendale debba essere ripensato e incentivato per non dovere riproporre alle donne se scegliere di avere figli o di progredire nella carriera”.
Brigitte Bardo, presidente di Apid, ha illustrato come nella sua azienda si sia passati dalla fase progettuale all’applicazione di un welfare aziendale innovativo applicando un altro tipo di paradigma non più legato a singoli benefit ma collegato alla crescita dei propri dipendenti in termini di formazione.
“Il progetto si è sviluppato nel 2020 con il sostegno della Consulta e nasce dall’esigenza di creare – ha spiegato Silvia Ramasso – un percorso che metta l’accento sulle specifiche esigenze di welfare.
Articolato in diverse fasi, ha voluto raccogliere i bisogni e le necessità delle donne che come dipendenti, dirigenti o imprenditrici lavorano in queste aziende, e ha cercato di proporre soluzioni che potessero essere a misura di queste imprese e innovative allo stesso tempo.
Sono state identificate, attraverso un questionario articolato, le esigenze di imprenditrici e staff in termini di welfare; si sono analizzati i risultati delle risposte al questionario costruendo uno scenario relativo a questa tematica e si sono organizzati momenti formativi sulle possibili azioni di welfare alternative a quelle tradizionali.
Gli incontri hanno approfondito temi come il medical coaching in azienda, il business coaching, la tutela legale e il benessere alimentare nelle imprese.
Un percorso che ha fornito risultati importanti e che ha messo in luce numerose possibilità attivabili a beneficio di tutto il sistema aziendale.
Da una parte, sono emerse modalità di sostegno innovative al benessere delle persone che lavorano in azienda che potranno essere divulgate e diffuse con un impatto positivo nelle PMI e non solo.
D’altro canto si è chiaramente manifestata una carenza di attenzione, per quel che riguarda il welfare, alle figure imprenditoriali femminili, che ancora oggi devono affrontare questioni basilari come l’assenza di sostegno al reddito in caso di malattia e maternità e nessun tipo di attenzione alla conciliazione vita-lavoro”.
Per questo motivo Apid ha deciso di sviluppare nel 2021 una seconda fase del progetto sul welfare nelle PMI dedicata specificamente alle figure imprenditoriali femminili portando all’attenzione del legislatore i risultati conseguiti per colmare questo gap sociale.
La ricercatrice Irene Angela Bianchi ha illustrato le evidenze emerse grazie ai dati raccolti attraverso il questionario collegato al progetto.
“Dobbiamo cambiare il nostro modello culturale perché sta crescendo sempre di più il bisogno di welfare di secondo livello anche da parte dei dipendenti delle micro e piccole imprese e per questa ragione dovremo pensare al sostegno anche in favore delle imprenditrici che si trovano a svolgere più ruoli in ambito famigliare, lavorativo e sociale”.

Vaccini: “Priorità alla comunità penitenziaria”

“Il nuovo focolaio di Covid nella Casa di reclusione di Quarto Inferiore d’Asti rende sempre più evidente la necessità di vaccinare al più presto l’intera comunità penitenziaria”. Lo dichiara il garante regionale delle persone detenute Bruno Mellano.

“Al momento è stato effettuato il tampone all’intera sezione che ha evidenziato lo sviluppo del focolaio – continua Mellano – e su 40 detenuti 25 sono risultati positivi: si è quindi opportunamente deciso di effettuare il tampone molecolare a tutta la popolazione reclusa. Si attendono i responsi e si spera. Al momento i positivi risulterebbero comunque asintomatici o paucisintomatici”.

“Ad aggravare la situazione – aggiunge – è il fatto che la Casa di reclusione di Asti è dedicata a detenuti in regime di alta sicurezza e, su una capienza regolamentare di 205 posti, al 28 febbraio erano presenti 300 ristretti, con una percentuale di sovraffollamento del 146%, il tasso più alto del Piemonte”.