ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 30

Il Consorzio dell’Asti Docg alla conquista dei mercati emergenti e sempre al fianco delle Atp di Torino

Di MAURIZIO TROPEANO

“Siamo al fianco delle Atp Final di Torino e lo saremo anche in futuro”. Stefano Ricagno, presidente del Consorzio dell’Asti Docg, conferma  la volontà di continuare la collaborazione con gli organizzatori dell’evento in attesa di capire se il capoluogo del Piemonte continuerà ad ospitare il torneo tennistico. Dal suo punto di vista “la nostra partecipazione rappresenta uno degli strumenti che per rafforzare il legame con questa terra ma anche sicuramente un veicolo di promozione a livello internazionale”. Lorenzo Sonego, che aprirà gli eventi del Consorzio alla Douja d’or, rappresenta al meglio il concetto di una visione glocal per un Consorzio che esporta il 93% delle sue bottiglie sui mercati esteri ma che nasce tra i vigneti di 51 comuni delle province di Asti, Alessandria e Cuneo che rientrano nelle aree paesaggistiche riconosciute dall’Unesco.

Il vitigno Moscato Bianco che dà vita alla Docg piemontese rappresentata dal Consorzio, tra i più antichi d’Italia, nasce dal lavoro di 50 case spumantistiche, 778 aziende viticole, 153 vitivinicole, 17 vinificatrici e 15 cooperative.
Il raccolto previsto dalla vendemmia, appena iniziata, sarà leggermente al di sotto del milione di quintali, con un ritorno al disciplinare produttivo in termini di resa media/ettaro che, quest’anno, si avvicina ai 100 quintali. Le previsioni ipotizzano un raccolto abbondante, più dodici per cento sul 2023, e con un’alta qualità – : “Tra il buono e l’ottimo”, spiega Guido Bezzo responsabile del laboratorio del Consorzio – anche perché, almeno quest’anno, risparmiata dagli effetti negativi del cambiamento climatico. Il Consorzio sta mettendo a punto una strategia per contrastare gli effetti del cambiamento climatico che potrebbe anche portare ad una modifica del disciplinare ampliando la coltivazione ai versanti che presentano una conformazione geomorfologica più resiliente.


Questo però è il futuro prossimo. Il presente è legato anche alla necessità di potenziare la lotta alla contraffazione e al contrasto dell’italian sounding. Il Consorzio spende ogni anno 250 mila euro per le azioni di prevenzione e contrasto, spiega Giacomo Pondini, il direttore del consorzio che ha appena dato mandato all’ufficio legale di cercare di bloccare l’uso del marchio Asti da parte di una società cinese che commercializza bevande e additivi aromatici in quel mercato. “Noi facciamo la nostra parte ma per combattere l’italian sounding ma anche gli effetti negativi del cambiamento climatico servirebbe un’azione coordinata con il sostegno dello Stato”.
Ma ci sono anche problemi congiunturali. “Un eventuale blocco del mercato russo per un possibile aumento della tassazione potrebbe creare non pochi problemi alla nostra denominazione”, spiega ancora Ricagno. Il presidente del consorzio dell’Asti Docg non può nascondere le preoccupazioni per le incertezze che potrebbero frenare le vendite in un mercato strategico che nei primi sei messi dell’anno ha continuato a crescere trainando le ottime performance della denominazione sui mercati dell’Europa dell’est e su quelli asiatici. La crescita della domanda russa sia di Spumante che di Moscato (+11%) compensa i cali degli Usa – che restano comunque il primo mercato – e di Germania e Italia.

In crescita la Gran Bretagna mentre si registra un forte incremento su mercati emergenti a partire dalla Polonia, a quasi 2 milioni di bottiglie e un balzo tendenziale del 55%, fino alla Corea del Sud (+28%) e alla Francia (+27%). Ancora Ricagno: “Il nostro mercato rimane in linea di galleggiamento e, visto il periodo complicato a livello globale per il vino, è di per sé già una buona. Rispetto alla media-mercato del vino italiano, la denominazione si conferma molto più aperta verso le piazze emergenti”

Back to School, risparmiare con il materiale scolastico di seconda mano

I risultati della recente ricerca di Wallapop

 

Back to School in Piemonte, una ricerca a di Wallapop, ha indicato un risparmio fino a 143 euro per studente acquistando e vendendo materiale scolastico di seconda mano. Mancano ormai pochi giorni al rientro a scuola degli studenti e le famiglie si stanno preparando al necessario per questo nuovo anno scolastico. Per coloro che devono acquistare libri di testo e materiale essenziale, il ritorno tra i banchi comporta un investimento di spese non indifferente: con l’inflazione e l’aumento dei prezzi che anche quest’anno influiranno su questa tipologia di acquisti; lo dimostrano le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che prevede un incremento del 18% della spesa scolastica per ogni studente rispetto al 2023. Secondo una ricerca condotta da Wallapop, è possibile prendere degli accorgimenti per ridurre l’investimento. Piattaforma leader nella compravendita di prodotti di seconda mano, che promuove un modello di consumo responsabile e sostenibile, emerge l’utilità che le famiglie piemontesi possono trarre dall’acquisto e dalla vendita di materiale scolastico riutilizzato. La ricerca Wallapop evidenzia che quest’anno il budget delle famiglie piemontesi, per l’acquisto di articoli scolastici, sarà circa 213 euro per studente, ma utilizzando piattaforme “second hand” questa spesa si riduce notevolmente. Vendendo il materiale scolastico degli anni precedenti, i residenti in Piemonte ritengono di poter guadagnare fino a 86 euro e di avere un risparmio fino a 57 euro se acquistano prodotti riutilizzati anziché nuovi. Se acquistassero prodotti second hand per l’imminente ritorno a scuola il loro budget si ridurrebbe del 67%, passando da una previsione di 213 euro a soli 70 euro per studente.

Le principali ragioni che i piemontesi indicano per vendere e acquistare materiale scolastico inutilizzato, presentano radici economiche, ambientali e domestiche. Le prime motivazioni che li spingono a vendere questi oggetti sono parimerito al guadagno che ne deriva e l’impatto ambientale di questa scelta. Secondo la ricerca di Wallapop, il 55% dei torinesi considera la vendita di questi articoli una sorta di entrate che possono coprire le spese degli stessi materiali per l’anno successivo. Allo stesso tempo ritengono sia l’opzione più sostenibile: il 35% degli intervistati considera anche la gestione delle proprie stanze di casa, e decide di vendere materiale scolastico per liberare spazio tra le mura domestiche.

Giugno e luglio sono i mesi “clou” per ricerche e pubblicazioni di annunci, ma è settembre il mese in cui si acquistano più libri di testo su Wallapop. Quest’anno le richieste di libri sulla piattaforma hanno registrato un incremento nei mesi sopraindicati, rispettivamente del 150% e 72% rispetto al 2023. La fine dello scorso anno accademico ha coinciso con il periodo in cui sono stati pubblicati più annunci sulla piattaforma, a partire proprio da giugno. Il riutilizzo del materiale scolastico è una prassi ormai consolidata per una grande percentuale di famiglie piemontesi. Quest’anno 7 intervistati su 10 affermano di voler dare vita agli articoli che non usano più. Nonostante molti italiani giochino d’anticipo per preparare il ritorno a scuola, Wallapop prevede che il picco più alto d’interesse per l’acquisto del materiale scolastico sulla piattaforma avverrà nella seconda metà di settembre, confermando la tendenza degli anni precedenti.

Secondo la ricerca di Wallapop, gli oggetti più acquistati saranno i libri, per l’80%,seguiti dai dispositivi elettronici come laptop e tablet, per il 32%. A seguire, gli zaini saranno tra gli articoli più venduti.

 

Mara Martellotta

Natale 2024, come chiedere il bonus da 100 euro e chi ne ha diritto

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Il bonus era stato posticipato a gennaio a causa di problemi di copertura, ma il miglioramento delle entrate ha cambiato la situazione. Il decreto legislativo Irpef-Ires, che include il bonus, entrerà in vigore il primo gennaio, ma il viceministro Maurizio Leo ha annunciato che sarà possibile anticiparlo a dicembre 2024, grazie all’andamento positivo delle entrate.

Stando alle ultime novità, il bonus di 100 euro è riservato esclusivamente ai lavoratori dipendenti e deve soddisfare le seguenti condizioni: il reddito deve essere inferiore a 28mila euro per il 2024, per garantire che il beneficio vada alle famiglie in maggiore difficoltà economica; avere almeno un figlio a carico; se il contribuente ha un coniuge non separato, anche quest’ultimo deve essere a carico.

e coppie di fatto, pertanto, non sono incluse tra i beneficiari. Inoltre, rispettare tutti i requisiti non garantisce automaticamente l’erogazione del bonus.

Il bonus di 100 euro sarà erogato direttamente nel mese di dicembre 2024, insieme allo stipendio e alla tredicesima mensilità. Tuttavia, la sua assegnazione non è garantita per tutti i lavoratori che soddisfano i requisiti, poiché i fondi disponibili copriranno solo circa un milione di persone.

E non sarà nemmeno accreditato automaticamente in busta paga, dato che per ottenere il bonus di 100 euro sarà necessario presentare una domanda. Questa richiesta dovrà essere fatta direttamente al proprio datore di lavoro in forma scritta; si tratterà di una dichiarazione in cui il richiedente dovrà attestare di essere idoneo a ricevere il bonus, rispettando tutti i requisiti previsti, come il reddito e la presenza di un figlio a carico. È fondamentale includere anche i codici fiscali del coniuge e dei figli per facilitare le verifiche.

Una volta completato questo passaggio, la richiesta sarà considerata presentata. Sarà poi compito del sostituto d’imposta, di solito l’azienda, verificare che tutti i requisiti siano rispettati e corrispondano a quanto dichiarato. In caso di incongruenze, l’importo erogato verrà recuperato.

I 100 euro saranno netti, come specificato nell’emendamento del governo. Questo significa che la somma non sarà inclusa nel reddito imponibile del lavoratore, non dovrà essere dichiarata e non sarà soggetta a tassazione. Tuttavia, l’importo effettivo ricevuto potrebbe essere inferiore a 100 euro. La cifra dipenderà infatti dal periodo lavorato durante l’anno, simile a quanto avviene con la tredicesima. Ad esempio, chi ha lavorato per sei mesi su dodici riceverà 50 euro, mentre chi ha lavorato per otto mesi (due terzi dell’anno) avrà diritto a circa 66,66 euro, e così via.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

Artigianato a rischio estinzione, in dieci anni Torino perde 21.873 unità

Dino De Santis (Presidente di Confartigianato Torino): Se questo stillicidio di imprese artigiane non viene affrontato non con provvedimenti spot, ma con politiche strategiche il rischio è che tra qualche anno molti mestieri dell’artigianato, come l’elettricista, l’idraulico e il fabbro potrebbero diventare come i panda, a rischio estinzione”

La difficoltà a reperire artigiani in Italia sta diventando un fenomeno crescente. I dati forniti dall’ufficio studi di Confartigianato indicano che nel 2023 le imprese italiane non sono riuscite a reperire il 45,1% della manodopera necessaria.

A questi numeri si aggiungono quelli forniti dalla CGIA di Mestre che ha elaborato i dati dell’Inps e di Infocamere e Movimprese: se nel 2012 le imprese artigiane erano poco meno di 1.867.000 unità, nel 2023 la platea complessiva è crollata di quasi 410mila soggetti (-73mila solo nell’ultimo anno); ora il numero totale sfiora quota 1.457.000. In questi undici anni si è assistito a una caduta verticale, che si è interrotta solo nell’anno post Covid (+2.325 tra il 2021 e il 2020).

Per quanto riguarda le regioni, il Piemonte si colloca al terzo posto con -46.139 (-25,8%) dopo Abruzzo (-29,2%) e Marche (-26,3%). In termini assoluti invece a perdere più artigiani sono state Torino con -21.873 unità, Milano -21.383. Il dato medio nazionale è di -22%.

“Crediamo sia arrivato il momento di metterci tutti attorno ad un tavolo e discutere di un fenomeno che presenta più aspetti: da una parte assistiamo ad una moria di imprese artigiane e dall’altro registriamo una difficoltà sempre più crescente nel reperire manodopera specializzata – avverte Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Imprese Torino. L’analisi del mismatch va affrontata sotto vari punti di vista. Dobbiamo agire in fretta, condividendo una strategia territoriale e regionale con le istituzioni, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali, mondo dell’istruzione e della formazione, che consenta di poter avviare una nuova stagione politica. È il momento di programmare politiche adeguate e incisive che investano il settore economico e sociale e che siano concertate e condivise con tutti i soggetti interessati, pubblici e privati”.

Da affrontare poi, dal punto di vista sociale, è il tema della crisi demografica. Denatalità e invecchiamento della popolazione inevitabilmente influiscono sulla mancanza di candidati e sulla carenza di capitale umano.

“La produttività cresce se si aumentano e incentivano gli investimenti non solo in attrezzature o strategie green ma anche e soprattutto in competenze – continua De Santis -. Chiediamo un intervento pubblico a sostegno proprio degli investimenti, nuove politiche del lavoro e della formazione, interventi a favore della natalità e delle famiglie, una diversa gestione dell’immigrazione, considerato che nelle imprese una buona quota di dipendenti è straniera.

“Se questo stillicidio di imprese artigiane non viene affrontato non con provvedimenti spot ma con politiche strategiche, il rischio è che tra qualche anno molti mestieri dell’artigianato, come l’elettricista, l’idraulico e il fabbro, potrebbero diventare come i panda, quindi a rischio estinzione conclude De Santis ad esempio occorre porre in essere azioni di accompagnamento ed assistenza per il passaggio del testimone tra il titolare dellimpresa e giovani aspiranti artigiani, facilitandone lingresso attraverso sgravi fiscali e azioni mirate con un patto di continuità aziendale.

Verifica risorse Pnrr, protocollo Regione – Guardia di Finanza

Contrastare  l’illegalità, prevenire le violazioni che possano arrecare danno agli interessi economici del Paese e dell’Europa e vigilare sulla corretta spesa e gestione delle risorse del PNRR. Sono questi gli obiettivi al centro del protocollo di intesa siglato dalla Regione Piemonte e dal Comando regionale di Piemonte e Valle d’Aosta della Guardia di Finanza finalizzato «allo sviluppo di una collaborazione a salvaguardia della legalità nell’utilizzo delle risorse del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza».
L’accordo, in coerenza con quanto previsto dalla Governance del PNRR, costituisce la generale cornice di riferimento per le forme di cooperazione inter-istituzionale e mira a rafforzare le azioni a tutela della legalità nelle attività amministrative legate alla destinazione e all’utilizzo delle risorse del PNRR e assicurare che vadano a buon fine gli sforzi profusi per sostenere importanti assetti del nostro Paese, come l’istruzione, la sanità, il welfare.

 

Scopo dell’intesa è infatti quello di migliorare l’efficacia complessiva delle misure di prevenzione, ricerca e contrasto delle violazioni con particolare riferimento alle frodi, alla corruzione, ai conflitti di interesse e ad ogni alta forma di scorretto utilizzo dei finanziamenti.
In particolare, con questo accordo, la Regione Piemonte si impegna a mettere a disposizione della Guardia di Finanza, dati, informazioni e analisi e segnalare situazioni su cui si ritengono opportuni approfondimenti per quanto attiene a bandi e progetti finanziati con risorse  PNRR. Per parte sua, la Guardia di Finanza utilizza i dati forniti dalla Regione a scopo di prevenzione e repressione degli illeciti e, pur nel rispetto della riservatezza delle istruttorie contabili e del segreto d’ufficio, segnala all’ente i risultati delle indagini, qualora siano utili al corretto svolgimento dei suoi compiti istituzionali.
«Il Piemonte ha una consolidata tradizione di buona capacità di spesa dei fondi pubblici, in particolare di quelli europei: siamo una Regione rigorosa e attenta, come certificato anche dalla Corte dei Conti e da tutti i monitoraggi della Commissione europea. In questo contesto virtuoso, abbiamo voluto dotarci, per quanto riguarda il  PNRR, di uno strumento aggiuntivo che consenta all’ente un’attività di cooperazione inter-istituzionale con la Guardia di Finanza che ha l’obiettivo di monitorare la correttezza della spesa di queste risorse che rappresentano un’occasione importante di rilancio e sviluppo del nostro territorio, ma che devono essere spese all’insegna del rigore e della legalità se non vogliamo rischiare che diventino un’occasione persa» dichiara il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. 
«La tutela della spesa pubblica è una delle missioni prioritarie del Corpo della Guardia di Finanza che si svolge anche mediante la collaborazione con le Autorità di settore che hanno a livello centrale e locale, funzioni di gestione, controllo e vigilanza sulla erogazione di risorse pubbliche. L’obiettivo non è solo garantire la necessaria cornice di legalità all’agire pubblico, ma, soprattutto, assicurare che vadano a buon fine gli sforzi profusi per sostenere importanti assetti del nostro Paese, come l’istruzione, la sanità il welfare, ed in questo solco che si muove la finalità del protocollo sottoscritto con la Regione Piemonte» dichiara il Comandante Regionale della Guardia di Finanza, Gen. D. Benedetto Lipari.
Il PNRR vale per il territorio piemontese circa 5 miliardi di euro. Di questi, oltre 1,6 miliardi sono stati assegnati alla Regione Piemonte per l’attuazione diretta o tramite soggetti terzi di oltre 1300 progetti che interessano la totalità dei comuni piemontesi.
In particolare, le risorse assegnate sono così distribuite nelle Missioni del PNRR (dati aggiornati a settembre 2024)
alla Missione 1, Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo sono assegnati oltre 89 milioni di euro per 374 progetti ,
alla Missione 2, Rivoluzione verde e transizione ecologica sono assegnati 341,4 milioni per 199  progetti
alla Missione 3, Infrastrutture per una mobilità sostenibile, sono assegnati 140 milioni per 2  progetti
alla Missione 4, Istruzione e ricerca, sono assegnati 32 milioni per 2 progetti
alla Missione 5, Inclusione e coesione, sono assegnati 226,2 milioni per 10 interventi, che includono oltre 350 progetti
alla Missione 6, Salute, sono assegnati 808,2 milioni per 435  progetti
alla Missione 7, RePowerEU, introdotta a seguito della revisione del PNRR, sono assegnati 17,6 milioni ai fini del potenziamento del parco ferroviario regionale per il trasporto pubblico con treni a
zero emissioni.

Involve chiude un round da 2,5 milioni di euro e accoglie l’astronauta Paolo Nespoli

 

 

Involve, start up leader nelle tecnologie dei palloni stratosferici, chiude un round di investimenti da 2,5 milioni di euro dopo trenta lanci commerciali di successo e test approfonditi, con il lead Investor Earlybird e dà il benvenuto all’astronauta Paolo Nespoli.

Involve è un’ azienda leader italiana leader nella tecnologia dei palloni stratosferici applicabile al monitoraggio terrestre in tempo reale alle telecomunicazioni e alle infrastrutture. Ha chiuso un round di investimento seed da 2,5 milioni di euro dopo trenta lanci di successo e test. Con la chiusura di questo round da il benvenuto nel proprio cda ad Alaistair Westgarth, ex ceo del Project Loon di Google, nel proprio Consiglio di amministrazione, e ha dato il benvenuto all’astronauta Paolo Nespoli nel proprio Advisory Board.

Chiudendo questo round Involve ha anche annunciato la formazione del suo nuovo consiglio di amministrazione. Il fondatore Johathan Polotto continuerà a ricoprire il ruolo di CEO e presidente e sarà affiancato dall’ ex CEO del progetto di palloni aeraostatici George Loon, vale a dire Alastair Westgarth, noto per i suoi contributi innovativi alla connettività globale e all’aerospazio. Continuerà a svolgere un ruolo cruciale nel supportare l’azienda e la sua crescita Claudio Piazzai, partner e Chef Operating Officer. L’astronauta Paolo Nespoli si unirà all’advisory board con la sua notevole esperienza spaziale.

L’investimento è guidato da Earlybird Venture Capital, uno dei principali VC in Europa, e supportato da Take Off, l’acceleratore dedicato all’aerospazio e alle tecnologie avanzate del CDP venture Capital National Network, co-investito da Unicredit, Fondazione Crt e Plug e Play.

Partecipa al round anche TLI Space, una struttura specializzata in investimenti di venture capital nel settore spaziale e tecnologico, promossa da Cenciarini & CO, una Holding per investimenti in fase iniziale.

Questo round rappresenta un importante traguardo per Involve, che diventa la prima start up italiana scelta da Earlybird -X.

MARA MARTELLOTTA

Monitoraggio dei consumi per la scuola Falcone – Borsellino

 

Prosegue la pianificazione dei lavori di efficientamento energetico e manutenzione impiantistica sugli immobili di proprietà della Città di Torino.

La Giunta comunale ha approvato  su proposta dell’assessora alle Politiche per l’Ambiente e l’Energia Chiara Foglietta, due delibere con i progetti definitivi presentati da Iren Smart Solutions.

“I lavori approvati oggi in Giunta – commenta l’assessora Chiara Foglietta – contribuiranno a rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista dei consumi, risparmiando su quelli attuali in termini sia elettrici che termici, e da quello della sostenibilità ambientale, in coerenza con la sfida e l’impegno di Torino nel diminuire le emissioni entro il 2030 e fare di Torino una città a impatto climatico zero”.

Un programma vasto e articolato su 7 anni quello dell’efficientamento degli immobili comunali che, sottoscritto nel 2022 tra Città di Torino e il concessionario Iren, prevede lavori su circa 800 immobili entro la fine del 2029.

Gli interventi riguardano in particolare la scuola media inferiore Falcone-Borsellino di via Gubbio 47 e comprendono l’isolamento del solaio sottotetto, la realizzazione del cappotto esterno su pareti perimetrali, la sostituzione dei serramenti con infissi in PVC basso emissivi, per le finestre, e con infissi in alluminio a TT, per le porte-finestre, l’installazione di un nuovo sistema Building management system per l’ottimizzazione dei consumi energetici dell’edificio.

Il costo previsto per i lavori è di 1 milione e 800mila euro, importo che sarà a carico di Iren Smart Solutions mediante l’utilizzo dello strumento di finanza di progetto, come previsto dal contratto di concessione stipulato con la Città.

Le seconda delibera, per una spesa di 850mila euro, riguarda interventi per la manutenzione straordinaria degli impianti termici e trattamento aria in diversi edifici della Città di Torino, necessari al loro mantenimento in efficienza e sicurezza e per far fronte a guasti non prevedibili urgenti e indifferibili.

 

TORINO CLICK

Foto scuola Falcone – Borsellino © Museo Torino

Metro, taxi, bus: i trasporti integrati sono più “facili”

Metro, bus, monopattini e taxi, insieme, per consentire a chi si sposta in città di raggiungere più agevolmente la propria destinazione. E’ l’obiettivo della partnership sottoscritta tra GTT, l’azienda di trasporto pubblico torinese, Bird, leader mondiale nella mobilità elettrica in sharing e Wetaxi, startup torinese leader nel settore taxi e mobilità integrata.

A seconda delle diverse necessità sarà così possibile trovare il mezzo giusto per recarsi al lavoro o nel proprio tempo libero usufruendo di volta in volta dell’opzione migliore per muoversi combinando i trasporti pubblici con i mezzi di micro mobilità e i taxi. Un’opzione di trasporto conveniente e accessibile per tutti, anche per chi non possiede un’auto.

Questa maggiore flessibilità che avrà ripercussioni positive anche sull’ambiente, l’utilizzo di monopattini elettrici e biciclette contribuiscono infatti alla riduzione dell’utilizzo dell’auto privata con minori emissioni, e sulla sicurezza consentendo di poter organizzare, anche in orario notturno quando la rete di trasporto pubblico è meno capillare rispetto agli orari diurni, il ‘primo e ultimo miglio’, ovvero il percorso che si compie a piedi tra la fermata del bus e la destinazione finale o viceversa.

Per la nuova collaborazione, GTT, Bird e Wetaxi offrono agli abbonati mensili GTT un bonus: acquistando sull’e-commerce GTT un abbonamento mensile (Under 26, Formula U e Formula 3), si potrà ottenere un codice promozionale di 5 euro da utilizzare direttamente sulle app Bird e Wetaxi per i loro servizi.

“Una mobilità – commenta l’assessore Chiara Foglietta – che consente di integrare linee di forza del trasporto pubblico locale con mezzi di trasporto alternativi e sostenibili significa non solo semplificare la vita degli utenti, ma anche ridurre l’impatto ambientale, e promuovere una mobilità urbana più efficiente e efficace.”

“Unendo le forze – aggiunge Serena Lancione, Amministratore Delegato di GTT – abbiamo l’opportunità di integrare le nostre infrastrutture di trasporto pubblico con le soluzioni di micro mobilità e di mobilità sostenibile integrata, offrendo ai nostri clienti un’esperienza di viaggio più fluida, sicura ed eco-friendly”.

TORINO CLICK

Nuove piste ciclabili: 10 milioni dalla Regione

Collegno

Approvata la graduatoria che si inserisce nel Piano regionale della Mobilità ciclistica, finanziato con 40 milioni

La Regione Piemonte ha approvato la graduatoria per l’assegnazione di 10 milioni di euro a quattro nuovi percorsi ciclabili. Il finanziamento fa parte di un totale di 40 milioni di euro di fondi europei, destinati alla realizzazione di interventi strategici, come previsto dal Piano regionale della Mobilità ciclistica. Le risorse consentiranno di realizzare 30 nuovi chilometri di percorsi ciclabili, connessi ad altri 80 già esistenti, contribuendo a un ulteriore potenziamento della rete ciclistica piemontese, sempre più in linea con gli standard nordeuropei.

In particolare, vengono assegnati al Comune di Cuneo 2,1 milioni di euro per la realizzazione della ciclabile tra Cuneo e Cervasca (10 km), al Comune di Vercelli 2,9 milioni di euro per la ciclovia Caresanablot – Vercelli FS – Area Industriale Pip (12 km). Altri 3 milioni sono assegnati al Comune di Bra per la ciclovia di collegamento tra Bra, Roreto di Cherasco e Pollenzo (4 km) e 2,3 milioni al Comune di Collegno per la ciclabile Rivoli – Collegno – Grugliasco (4 km).

«Abbiamo, per la prima volta, utilizzato il Fondo europeo dello sviluppo regionale (Fesr) e messo in campo risorse, impensabili fin a pochi anni fa, che ci consentiranno davvero di dotare il nostro territorio di una fitta rete ciclabile, nella convinzione che la mobilità ciclistica sia pulita, efficace, sostenibile, oltre che un volano di sviluppo e attrazione turistica», dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Gabusi.

Il bando, rivolto ai Comuni, è l’ultimo tassello che completa il quadro delle risorse stanziate a valere sul Fesr per l’implementazione del Piano regionale della mobilità ciclistica – di 40 milioni complessivi – che nei mesi scorsi ha individuato i 3 itinerari d’interesse regionale: Residenze sabaude, territorio Unesco dei paesaggi vitivinicoli e Lago Maggiore, finanziati con 10 milioni di euro ciascuno.

Spazi pedonali e più verde: cambiano le aree intorno alle scuole

Pochi giorni. E’ una corsa contro il tempo quella dell’impresa all’opera sul controviale di corso Francia per realizzare la nuova piazzetta pedonale davanti alla scuola Martin Luther King e poter accogliere, fin dal giorno della ripresa dell’anno scolastico, a settembre, alunne e alunni, insegnanti e personale amministrativo, genitori in attesa prima dell’ingresso a scuola o alla fine delle lezioni.

Primo step dell’intervento di riqualificazione di tutta l’area intorno al plesso voluta dall’’assessorato alla Mobilità, il cantiere proseguirà poi nei mesi successivi per concludersi entro l’inizio del prossimo anno. Per quella data sono previsti anche il termine dei lavori per la realizzazione dell’area car-free dell’istituto comprensivo ‘Alvaro Gobetti’ di via Romita 19, che include la scuola materna Brunella e il nido L’anatroccolo, e il completamento della trasformazione dello spazio pubblico nelle vie Cavagnolo e Lodovica, davanti alla scuola primaria XXV aprile e alla scuola d’infanzia Walt Disney, dell’istituto comprensivo Anna Frank, con soluzioni creative di urbanismo tattico.

“Questi interventi – afferma l’assessora Chiara Foglietta – consentiranno di dare vita a nuove ‘zone scolastiche’, proseguendo il percorso che stiamo facendo in tutta la città al fine di migliorare la sicurezza stradale e la qualità ambientale davanti alle scuole e nei quartieri e che, ne siamo certi, porterà a un miglioramento della qualità di vita e della qualità urbana dello spazio pubblico”.

Candidata con i tre progetti al bando della Regione Piemonte nell’ambito del ‘programma di interventi per l’adattamento degli ambiti urbani a nuove forme di mobilità sostenibile e attiva’ la Città di Torino lo ha vinto e provvederà anche a realizzare i percorsi ciclabili di connessione tra le scuole con la rete ciclabile principale esistente.

L’intento è sempre di agevolare e proteggere l’ingresso alla scuola di studenti e studentesse. Così nel tratto di controviale lungo corso Francia, verrà creata tra le vie Rieti e Murialdo una piazzetta sopraelevata chiusa al traffico tradizionale e accessibile dalla parte di via Murialdo esclusivamente ai mezzi di servizio, a quelli dell’Amiat, ai pulmini per gli allievi e ai mezzi del trasporto degli studenti con disabilità.

Tutta l’area pedonalizzata sarà pavimentata con autobloccanti per distinguerla dagli altri spazi pubblici. Il disegno della pavimentazione, realizzata con autobloccante filtrante secondo le indicazioni del piano di resilienza adottato dalla Città, sarà caratterizzato dal mantenimento dell’allineamento del cordone del marciapiede, sostituito sul fronte della scuola da una fascia in pietra, e sarà interrotto per un breve tratto in prossimità dell’ingresso per segnalare l’accesso pedonale, integrando gli allineamenti del viale al nuovo utilizzo dello spazio di carattere pedonale e non più veicolare.

Lo spazio pedonale sarà inoltre completato con arredi, panche e portabici, oltre a paletti flessibili che proteggano dall’accesso veicolare. Verrà inoltre revisionato e completato l’impianto di raccolta delle acque meteoriche.

Tra gli altri interventi previsti dalla riqualificazione: la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali sulle due vie laterali lungo i percorsi di avvicinamento alla scuola e l’adeguamento dell’impianto semaforico. Verrà poi aumentata la superficie a verde della banchina alberata esistente che delimita il viale dal controviale e che, con l’inserimento di essenze tappezzanti e erbacee, verrà prolungata verso ovest, incrementando così anche le superfici permeabili dell’area di intervento.

Inoltre, in prossimità di tutti gli incroci veicolari, verrà posizionata la segnaletica orizzontale e verticale utilizzata per indicare la zona scolastica ed evidenziare gli spazi dedicati agli studenti e ai genitori negli orari di ingresso e uscita dalla scuola.

Ancora su via Murialdo per ridurre i conflitti veicolari verrà introdotto il senso unico da sud a nord e saranno ricavati gli stalli dedicati alla sosta esclusiva dei mezzi di servizio che gravitano attorno alla scuola. Contemporaneamente saranno allargati i marciapiedi con i “nasi” a protezione delle auto in sosta. Queste modifiche e le rettifiche previste per le sezioni stradali sono finalizzate ad ampliare gli spazi pedonali protetti anche davanti all’ingresso del plesso scolastico su via Murialdo.

In via Romita, davanti all’istituto comprensivo Alvaro Gobetti, dove verrà mantenuto il passaggio dei veicoli che però verrà rallentato e non sarà possibile sostare, la banchina pedonale verrà ampliata, saranno posizionati panchine e archi portabici, realizzate aree verdi. Nelle vie Cavagnolo e Lodovica studenti e genitori, con la guida di un’artista, contribuiranno con le loro idee e il loro intervento a rendere quegli spazi più belli e sicuri, nuovi luoghi di sosta e socialità in cui – anche grazie alla posa di piattaforme di tipo Parklet, panche e arredi portabici – sia piacevole incontrarsi e fermarsi a chiacchierare.

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