ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 32

Oltre 93mila imprese femminili in Piemonte: il 21% è artigiano

//

In Piemonte l’imprenditoria femminile non rappresenta una componente marginale dell’artigianato, ma una parte strutturale e consolidata del sistema produttivo regionale.

Al 31 dicembre 2025 le imprese femminili registrate sono 93.489, di cui 19.735 artigiane, pari al 21,1% del totale. Le imprenditrici artigiane sono 30.584 e rappresentano il 22% degli imprenditori del comparto, un’incidenza leggermente superiore alla media nazionale (21,9%).

Nel corso dell’ultimo anno il calo delle imprese femminili si è attestato a -0,8%, una flessione più contenuta rispetto al dato complessivo (-1,2%). Un andamento che segnala una maggiore capacità di resilienza dell’imprenditoria femminile, pur in un contesto economico complesso.

Il Piemonte si colloca al quarto posto in Italia per numero di donne con cariche nelle imprese artigiane, dopo Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Oltre la metà (55,7%) ricopre il ruolo di titolare, il 20,6% è amministratrice e il 20% socia. Si tratta prevalentemente di realtà di piccole dimensioni, fortemente radicate sul territorio: più del 50% conta tra 1 e 9 addetti, con un modello che intreccia attività economica, occupazione e comunità locale.

Dal punto di vista settoriale, quasi la metà delle imprese femminili artigiane opera nei servizi alla persona (49,1%), seguiti dal manifatturiero (26,4%), dai servizi alle imprese (14,6%) e dalle costruzioni (10,1%).

I dati sono stati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte su fonte Unioncamere-Infocamere.

Tra le principali criticità segnalate dalle imprenditrici emerge innanzitutto il peso della burocrazia (54,5%), spesso ritenuta sproporzionata rispetto alla dimensione delle micro e piccole imprese. Segue il tema della conciliazione tra vita professionale e privata (53,4%), che interessa imprese di ogni dimensione, con o senza dipendenti. Rilevanti anche le difficoltà legate alla liquidità e all’accesso al credito (41,7%), soprattutto nelle fasi di incertezza economica. Il 27,1% segnala inoltre la mancanza di tempo da dedicare alla formazione e all’aggiornamento delle competenze.

«Dai nostri rilievi emerge che solo una quota ridotta di imprese femminili ha fatto ricorso a misure di sostegno dedicate – osserva Sara Origlia, presidente del Movimento Donne di Confartigianato Imprese Piemonte – non tanto per assenza di bisogno, quanto per scarsa conoscenza delle opportunità, per la complessità delle procedure o per requisiti poco compatibili con la realtà delle piccole imprese artigiane. È necessario interrogarsi sull’efficacia delle politiche pubbliche: non basta prevedere risorse, occorre renderle realmente accessibili».

Origlia sottolinea inoltre che il sostegno alle imprese guidate da donne non può essere episodico né concepito come misura assistenziale. «Deve diventare una scelta strutturale di politica economica, capace di valorizzare il contributo delle donne alla crescita e alla competitività del Paese, coinvolgendo istituzioni, associazioni di categoria e sistema bancario».

La conciliazione resta uno dei principali fattori che incidono sulla competitività. «Oggi – aggiunge – la famiglia è spesso l’unico vero supporto. Servono strumenti concreti e politiche di welfare più efficaci, capaci di sostenere l’occupazione femminile e aiutare a bilanciare lavoro e cura. È necessario rafforzare la spesa per famiglie e giovani e intervenire anche sulla leva fiscale, prevedendo la detraibilità delle spese sostenute per servizi di assistenza e conciliazione».

«Non si tratta di quote rosa – conclude Origlia – ma di riconoscere competenze e talento. Offrire alle donne pari opportunità significa rendere l’intero sistema economico più solido, innovativo e competitivo».

Infrastrutture e Logistica renderanno centrale l’Italia nell’economia globale

/
L’ex Sottosegretario ai trasporti e attuale Presidente di Saimare spa Mino Bartolomeo GIACHINO  ha concluso stamane la tavola rotonda dell’importante  Convegno internazionale  “Shipping, Forwarding&Logistica Meet Industry” che si tiene nell’aula magna di Assolombarda , la grande sede degli industriali milanesi , la capitale economica del nostro Paese.
Nei grandi capovolgimenti in corso nel mondo l’Italia ,che dipende al 40% dalla economia globale   manterrà la propria centralità grazie alle sue Infrastrutture portuali, ferroviarie , autostradali e aeroportuali. Senza l’attivo commerciale che nel 2025 ha superato i 50 miliardi,  il PIL italiano da anni avrebbe il segno negativo. Il commercio mondiale da cui dipende la economia Italia che deve importare materie prime e semilavorati da trasformare e esportare , si regge sulla efficienza del nostro sistema logistico , dai porti alle infrastrutture e sempre di più dalla intermodalita’. L’incrocio nella Pianura Padana di ben quattro Corridoi ferroviari europei (TAV, Terzo Valico, Brennero, Corridoio Adriatico, che mettono in rete e collegano oltre il 50% del PIL europeo rappresenterà per il nostro Paese una grande occasione di competitività, di attrazione investimenti e di sviluppo del lavoro e del PIL. Governare quella che GIACHINO ha definito  la più Grande Area logistica del Sud Europa sarà la sfida più importante per i Governi , per le Regioni, per i porti, interporti. Dalla approvazione del Piano Nazionale della Logistica approvato dalla maggior parte degli operatori del settore, dallo sblocco delle autostrade del Mare nel 2008, dalla approvazione del primo  FERROBONUS della storia nel 2009 si è perso tempo e il Paese non ha ancora una politica della logistica organica, al punto che il costo della  inefficienza logistica del Paese come hanno certificato i due studi Confindustria e Coldiretti è raddoppiato.
Conto molto sul lavoro del Vice Ministro Rixi a partire dalla Riforma dei porti, ha detto Mino GIACHINO. Nella Porti Italia spa sarebbe opportuno trovassero spazio le Regioni che rappresentano il retroporto naturale. A questo proposito sarebbe quanto mai opportuno che tutti i parlamentari piemontesi presentassero un emendamento coerente. Così come sarà importante il ruolo delle Regioni nella Conferenza Stato Regioni.
La costruzione della nuova Diga Foranea a Genova è sicuramente l’opera simbolo di un PNRR che altrimenti rischia di dare un contributo alla nostra economia inferiore alle ricadute del Piano Marshall.  La Nuova Diga dovrebbe portare un aumento dei traffici dei porti italiani che da anni è sempre allo stesso livello. La gestione della Grande Area Logistica , la diminuzione dei tempi di attesa nei porti e il miglioramento dei collegamenti ferroviari tra porto e Pianura Padana oltre all’aumento della efficienza nei controlli alla merce dovrebbe farci recuperare le centinaia di migliaia di containers italiani che da anni scelgono di arrivare i porti del Nord Europa. Tra l’aumento dei traffici dovuto alla Diga e il recupero dei traffici sin qui persi potrebbe arrivare un aumento della crescita del PIL almeno dello 0,5% se non di più.  Ecco perché i fondi per il FERROBONUS e il MAREBONUS dovrebbero entrare strutturalmenre del Bilancio dello Stato.
Ecco perche’ la politica delle infrastrutture e la logistica dovrebbero essere ancora più centrali nella azione diel Governo Meloni per il rilancio dell economia e del lavoro e per ridurre un Debito pubblico enorme di 3.000 miliardi che ci costa ogni anno 90 miliardi di interessi.

Expo Machieraldo 2026, edizione col botto fra grandi ospiti e sold-out

/

Una due giorni partecipatissima per la Fiera di riferimento del Nord Italia dedicata a ferramenta e casalinghi.

Oltre 3.500 partecipanti in un weekend, e più di 140 espositori da tutta Italia sono i numeri che danno la dimensione della crescita costante di ‘Expo Machieraldo 2026’, Fiera di riferimento nel Nord Italia del settore ferramenta e casalinghi svoltasi a Malpensa Fiere (Busto Arsizio), che porta a casa un sold-out e tanta soddisfazione per questa nona, azzeccata edizione.

Un evento promosso da ‘Machieraldo Gustavo Spa’, dal 1910 azienda leader del comparto, e ottimamente organizzato da ‘Ma.Mu. Srl’, rinomata agenzia di marketing dedicato, con la sapiente direzione e guida di Sebastian Galimberti.

Felice del risultato sin qui raggiunto, frutto di un ottimo lavoro di squadra, e dell’impegno quotidiano espresso sul campo”, commenta l’AD Michele Raselli. “Anche quest’anno abbiamo avuto ottime e importanti anteprime di prodotto che i dettaglianti e gli esercenti nostri abituali clienti hanno avuto modo di scoprire e di testare direttamente sul campo qui in kermesse”, prosegue soddisfatto Raselli.

Il nostro è un format che punta molto al coinvolgimento e all’interazione diretta fra i partecipanti, alternando momenti di scambio commerciale ad altri di intrattenimento, come testimonia il successo riscosso dalla presenza interattiva con il pubblico di ospiti di primo piano quali Diletta Leotta, Testimonial del brand U-Power, Pietro Senaldi Condirettore di ‘Libero’, Giuseppe Cruciani e Maurizio Scandurra, rispettivamente conduttore e opinionista de ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’.

Tutte le informazioni sul sito www.machieraldo.it.

Industria 2026: Torino regge il confronto, ma il Nord-Est corre di più

/

Torino, marzo 2026 – L’industria piemontese si presenta all’appuntamento con il 2026 in una fase di graduale recupero, ma senza slanci. Dopo un biennio segnato da rallentamenti produttivi e contrazioni in alcuni comparti chiave, il 2025 ha mostrato segnali di stabilizzazione. Il quadro resta però articolato, soprattutto se confrontato con le altre grandi regioni manifatturiere del Paese.

Crescita contenuta, ma segnali di stabilità

Le stime più recenti indicano per il Piemonte una crescita del PIL attorno allo 0,5–0,7% nel 2025, con un andamento leggermente migliore nella seconda parte dell’anno. Si tratta di un incremento modesto, in linea con la media italiana ma inferiore rispetto ai ritmi europei. La manifattura ha dato segnali di recupero rispetto ai trimestri precedenti, pur senza tornare ai livelli pre-rallentamento.

Alcuni comparti hanno mostrato maggiore vitalità: l’aerospazio, l’agroalimentare e parte della meccanica specializzata hanno beneficiato della domanda estera e di investimenti mirati in innovazione. Più complessa la situazione dell’automotive, storicamente centrale per Torino, ancora alle prese con la transizione elettrica, la riorganizzazione produttiva e volumi inferiori rispetto al passato.

Export in recupero, ma non ai vertici nazionali

Le esportazioni piemontesi sono tornate a crescere nel corso del 2025, con un incremento moderato su base annua. Il rimbalzo è legato soprattutto ai mercati extra-UE e ai settori ad alta specializzazione tecnica.

Nel confronto con altre regioni, tuttavia, il Piemonte non guida la classifica nazionale.

  • Lombardia continua a rappresentare il principale motore industriale del Paese per valore aggiunto e volumi di export.

  • Veneto mantiene una forte vocazione manifatturiera diffusa, con performance solide nei distretti della meccanica e del sistema casa.

  • Emilia-Romagna si distingue per l’elevata competitività della meccanica avanzata e dell’automazione, con tassi di crescita superiori alla media nazionale.

Rispetto a queste realtà, il Piemonte conserva una struttura industriale robusta ma meno dinamica, con una crescita più prudente e una maggiore esposizione alle difficoltà del settore automobilistico.

Attrattività e investimenti esteri: un punto di forza

Un elemento positivo per Torino e per l’intera regione resta la capacità di attrarre capitali stranieri. Il tessuto industriale piemontese ospita numerose imprese a controllo estero che hanno confermato piani di investimento e sviluppo, in particolare nei settori ad alta tecnologia.

Questa presenza contribuisce a mantenere elevato il livello di competenze e a integrare il territorio nelle catene globali del valore. In questo ambito, il Piemonte si colloca tra le regioni italiane più credibili sul piano internazionale, anche grazie alla disponibilità di competenze tecniche e infrastrutture logistiche strategiche.

Mercato del lavoro: crescita fragile

Se la produzione mostra segnali di tenuta, l’occupazione industriale non evidenzia un’espansione significativa. La creazione di nuovi posti di lavoro procede lentamente e si concentra soprattutto nei segmenti più innovativi. Le piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura del sistema produttivo piemontese, faticano a sostenere investimenti consistenti in digitalizzazione e formazione.

A differenza di regioni come Lazio, dove la crescita è sostenuta anche dai servizi avanzati e dal comparto farmaceutico, il Piemonte resta fortemente ancorato alla manifattura tradizionale, con minori effetti compensativi provenienti dal terziario ad alto valore aggiunto.

Le prospettive per il 2026

Per il 2026 le previsioni delineano uno scenario di consolidamento: crescita moderata, export stabile e progressiva normalizzazione delle filiere produttive. Molto dipenderà da tre fattori chiave:

  1. Evoluzione della domanda internazionale.

  2. Stabilità dei costi energetici e delle materie prime.

  3. Capacità delle imprese di accelerare su innovazione e transizione ecologica.

Nel confronto nazionale, il Piemonte dovrebbe mantenersi nella fascia intermedia-alta delle regioni italiane per crescita del PIL, ma difficilmente supererà le performance delle realtà più dinamiche del Nord-Est.

I tempi lenti delle opere pubbliche: un danno per l’economia

/

L’INTERVENTO 

Di Mino Giachino *

Caro Direttore,
Oggi a Torino gli Industriali torinesi hanno presentato l’annuale importante rapporto OTI sullo stato di avanzamento dei lavori delle Infrastrutture torinesi e piemontesi. Uno studio molto interessante e utile per politici e giornalisti che seguono le Infrastrutture che come sai  sono le opere più importanti per generare lo sviluppo della economia e del lavoro come ci insegnarono i romani duemila anni fa , anche se da queste parti hanno dimenticato questo insegnamento.  Peccato che a parte il Sindaco LO RUSSO e i due Assessori regionali Bussalino e GABUSI ci fossi solo io.  Eppure si tratta di opere che servono i trasporti autostradali e  ferroviari della nostra regione . Meno male che gli industriali su questo argomento si impegnano perché il costo di trasporto e della logistica e’ uno dei quattro costi più importanti di una azienda. Il punto è che nel frattempo i tempi di realizzazione si sono allungati come abbiamo visto per la Asti Cuneo e come vediamo purtroppo per l’opera più importante per il futuro non solo di Torino e del Piemonte , la TAV.
Le ultime opere costruite con una buona velocità sono state il passante di Mestre e la linea AV  da Torino a Salerno tutte e due inaugurate nel 2009 , governo Berlusconi , di cui ho l’onore di aver fatto parte. In Piemonte alla lentezza dei lavori si aggiunge la lentezza nel fare una politica della logistica regionale al livello della Lombardia e dell’Emilia e questo è uno dei motivi per cui anche quest’anno la economia piemontese cresce meno della media nazionale. Il Sindaco Lo Russo ha ammesso onestamente che la posizione contraria della sinistra comunista a costruire a Torino la metropolitana ha causato un ritardo grave per cui Torino se tutto va bene avrà un pezzo della Linea 2 (km.8) solo nel 2033 così da collocarsi agli ultimi posti in Europa per linee di metro e questo mentre Torino è sempre ai primi posti per lo smog. Uno smog , caro Direttore, che a Torino provoca almeno mille morti anticipate all’anno. Perché questo è il punto che molti non hanno ancora  presente. Per spingere la economia , il commercio, l’industria e il lavoro lo strumento più importante che hanno Governi , Regioni e Comuni e’ la costruzione delle infrastrutture. Da questo punto di vista i romani furono i primi a capirlo, molti loro discendenti invece non lo hanno ancora capito. Ritardare la costruzione delle infrastrutture significa ritardare la crescita della economia e del lavoro. Trasportare merci e passeggeri su strada inquina mentre il trasporto su ferrovia o su metropolitana non inquina. Purtroppo in questi giorni i Sindaci PD della Bassa Valle di Susa ,sino a Rivalta e Rivoli , stanno di nuovo creando discussioni e difficoltà al progetto della linea AV , parte italiana, e questo dovrebbe chiarire definitivamente ai torinesi che se vogliono rilanciare il lavoro a Torino devono assolutamente cambiare Amministrazione comunale.  D’altronde la sinistra è stata al potere dal 1993 ad oggi quasi due volte il ventennio. La democrazia ha come base la alternanza al potere.  Anche perché le amministrazioni DC da quelle di Peyron a GRosso, Anselmetti , Porcellana e Picco erano molto più efficienti.  Qui a quattro anni e mezzo di amministrazione non un’opera pubblica è stata ultimata, i trasporti pubblici lasciano a desiderare a partire dalle scale mobili . La bassa crescita economica di questi ultimi trent’anni ha fatto aumentare le diseguaglianze come mi prima.
* Responsabile UDC Torino

Infrastrutture, entro il 2033 concluse 42 opere in Piemonte per 30 miliardi

/

Torino, 2 marzo 2026 – Il sistema infrastrutturale piemontese mostra segnali di avanzamento secondo quanto emerge dall’edizione 2026 del Rapporto Oti Piemonte, che analizza 71 interventi ritenuti strategici per la competitività del territorio. Entro la fine dell’anno è prevista la chiusura di 15 cantieri, mentre l’orizzonte al 2033 indica il completamento di 42 opere per un investimento complessivo stimato in 30 miliardi di euro.

Dal primo monitoraggio avviato nel 2001 sono state portate a termine 24 infrastrutture tra linee metropolitane, collegamenti stradali, tratte ferroviarie, interporti e trafori alpini.

Il rapporto, promosso da Unioncamere Piemonte e Confindustria Piemonte con il contributo di Regione Piemonte, Fondazione Slala e delle Accademie di filiera, fotografa una situazione articolata: 27 interventi sono in fase progettuale, 9 restano allo stadio di proposta, 30 risultano già cantierati e 4 sono stati ultimati nel corso del 2025.

Un impulso importante è arrivato dal Pnrr, che ha sostenuto nove opere incluse nel monitoraggio e che contribuirà a determinare l’avanzamento previsto nel 2026.

Amalberto: segnali incoraggianti, ma non basta

“I segnali positivi che emergono da questa edizione dell’Osservatorio Oti Piemonte vanno nella direzione giusta ma non sono però certo risolutivi poiché sono ancora molte le infrastrutture che le imprese aspettano. Si tratta di un freno, tra i tanti, che negli ultimi 30 anni hanno rallentato lo sviluppo della nostra economia. Questo osservatorio in 25 anni è stato una sentinella attiva, segnalando e rimarcando di volta in volta la mancanza di fondi, le progettazioni a rilento e quelle poche opere che hanno visto la luce, meno di una all’anno. Grazie al Pnrr c’è stata un’accelerazione, come imprese siamo a disposizione per fornire pieno supporto affinché stabilmente il Piemonte arrivi a poter usufruire nel 2033 delle opere oggi in fase di realizzazione. Questi investimenti sono le fondamenta su cui far sviluppare la complessa transizione che la manifattura vive da alcuni anni, ma anche il principale asset per aumentare l’attrattività di questo territorio” dichiara Andrea Amalberto, presidente Confindustria Piemonte.

Stato di avanzamento: equilibrio stabile, ma crescono i ritardi gravi

Nel dettaglio, 31 opere risultano coerenti con il cronoprogramma, un dato sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. Sono 22 invece i progetti che hanno registrato rallentamenti nell’ultimo anno, mentre salgono da 5 a 9 quelli classificati in grave ritardo. Restano 7 le opere ferme in attesa di una proposta progettuale definitiva.

Tra i 30 interventi già avviati, 19 procedono secondo i tempi previsti, 10 accumulano ritardi e uno presenta criticità significative: si tratta dei lavori sulla Statale 33 del Sempione, dove il cantiere di Villadossola non è ancora partito.

Per quanto riguarda le opere in progettazione (27 in totale), aumentano quelle in fase preliminare e quelle in progettazione definitiva, mentre si riduce il numero degli interventi nelle fasi più avanzate. Le proposte progettuali salgono a 9, includendo nuovi collegamenti viari e infrastrutturali.

Escono dal monitoraggio quattro opere completate nel 2025: il potenziamento della stazione ferroviaria di Rivalta Scrivia, il raddoppio del traforo autostradale del Frejus, l’autostrada Asti-Cuneo e la tangenziale di Fossano. Rimane inoltre incluso nel quadro l’Autostrada Ferroviaria Alpina (AFA).

Coscia: infrastrutture decisive per la competitività

“Lo sviluppo infrastrutturale è uno dei temi centrali per il rilancio dell’economia nell’attuale congiuntura economica e per una strutturata capacità di internazionalizzazione per le nostre imprese, peggiorata da un’incertezza geopolitica internazionale. In una congiuntura complessa come quella che stiamo attraversando, lo sviluppo infrastrutturale rappresenta una delle chiavi di volta per la tenuta dell’economia nazionale. Far parte del progetto OTI Piemonte è per noi strategico perché il programma rientra appieno nelle politiche delle Camere di commercio: monitorare le criticità e raccontare lo stato di avanzamento dei progetti infrastrutturali ritenuti strategici per il territorio è un elemento imprescindibile per sostenere la nostra economia e le nostre imprese” commenta Gian Paolo Coscia, Presidente Camera di commercio di Alessandria-Asti.

Malabaila: pianificazione e manutenzione al centro

“Nei prossimi anni sarà decisivo fare sistema affinché gli investimenti infrastrutturali generino una ricaduta stabile sul Piemonte. Dobbiamo, quindi, sin da ora impostare un piano pluriennale per la manutenzione delle infrastrutture, integrare le connessioni dell’ultimo miglio e i collegamenti di verso le nuove e vecchie opere. Le Zone logistiche semplificate vanno bene ma dobbiamo anche predisporre incentivi e bandi per la digitalizzazione e l’ammodernamento dei terminal logistici, mappare aree per nuovi investimenti per la logistica per attrarre investimenti, sostenendo la conversione modale con il “ferrobonus”. Infine, c’è il tema della formazione e delle competenze nel settore logistico e costruzioni, che va sostenuto insieme alle Accademie di filiera e la Regione” dichiara Paola Malabaila, presidente Ance Piemonte e presidente della Commissione Infrastrutture e Urbanistica di Confindustria Piemonte.

Il convegno di presentazione

Il Rapporto Oti Piemonte 2026 è stato illustrato nel corso del convegno “Infrastrutture e logistica: necessità strategica per la competitività di territori e imprese”, che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni locali, del mondo imprenditoriale e dei principali soggetti coinvolti nella pianificazione e gestione delle grandi opere.

Il quadro che emerge è quello di una regione che sta recuperando terreno sul fronte infrastrutturale, ma che dovrà garantire continuità negli investimenti e maggiore rapidità esecutiva per trasformare i cantieri aperti in un reale vantaggio competitivo per imprese e territori.

Aperta la prima sessione di BeST – Beni Senza Tempo, di Fondazione CRT

/
Torino, 2 marzo 2026 – È aperta la prima sessione di BeST – Beni Senza Tempo, il bando della Fondazione CRT dedicato agli interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Piemonte e della Valle d’Aosta.
In continuità con il precedente programma “Restauri Cantieri diffusi”, il bando – riservato a enti pubblici, enti religiosi e organizzazioni senza scopo di lucro – finanzia, con un contributo massimo di 50.000 euro per cantiere, il restauro di beni immobili, di organi, statue, affreschi, decorazioni, parchi e giardini storici di interesse culturale (artistico, storico, botanico, paesaggistico).
L’obiettivo del bando è far rivivere il patrimonio storico-artistico rendendolo parte attiva dei percorsi turistici e culturali, coinvolgendo le comunità locali e rafforzando il senso di appartenenza. Particolare attenzione sarà riservata alla sostenibilità economica dei progetti e alla capacità delle organizzazioni di strutturare una rete di partner per favorire le occasioni di fruizione del bene nonché di definire un piano di valorizzazione replicabile nel tempo.
La scadenza per la prima sessione è fissata al 31 marzo 2026.
La seconda sessione sarà aperta dal 1° al 31 luglio 2026.
Dal 2004 a oggi la Fondazione CRT ha sostenuto oltre 3.400 cantieri, destinando più di 57 milioni di euro per tutelare, valorizzare e restituire alla collettività il patrimonio artistico e culturale.
Il bando è consultabile sul sito: www.fondazionecrt.it

Fa’ la cosa giusta! 2026. I partecipanti dal Piemonte

/

 “Di quante persone abbiamo bisogno? (per cambiare il mondo)”

Tra i protagonisti di questa edizione: Luca Mercalli, don Luigi Ciotti, Eraldo Affinati, Valeria Solarino, Andrea Giuliacci, Cristina Cotorobai,

Benedetta Tobagi, Alessandro Beloli, Arnoldo Mosca Mondadori, Enrico Zucca, Max Laudadio, Matteo Mazzola

Di quante persone abbiamo bisogno? (per cambiare il mondo). “Quante ne servono per costruire la pace, per non sentirsi soli, per fare la differenza? La risposta è davanti ai nostri occhi: di tutti noi c’è bisogno – spiega Miriam Giovanzana, direttrice editoriale di Fa’ la cosa giusta! – Nell’edizione 2026 della fiera raccontiamo come le scelte di ognuno, messe in relazione tra loro, acquistano un valore nuovo e trasformativo. La parte espositiva e i tanti incontri rendono evidente proprio questo: come siamo parte di un’unica realtà di cui tutti siamo protagonisti”.

È questo il filo rosso – “Di quante persone abbiamo bisogno? (per cambiare il mondo)” – che percorre la nuova edizione, la 22esima, di Fa’ la giusta!, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, in programma a Fiera Milano Rho da venerdì 13 a domenica 15 marzo 2026. Anche quest’anno l’ingresso è gratuito (previa registrazione) per chiunque desidera conoscere le 500 realtà espositive e partecipare ai 350 incontri del programma culturale e dialogare con i 500 relatori, in un’area complessiva di 30mila mq.

Ricche di spunti e nuove idee le aree tematiche in cui è possibile scoprire le buone pratiche di consumo e produzione, dando valore ai territori e creando sinergia tra associazioni, istituzioni e imprenditori locali: abitare sostenibile; cibo e sana alimentazione; cosmesi naturale e biologica; grandi cammini, turismo responsabile e outdoor; moda etica e sostenibile; pace, cultura e partecipazione; prodotti e servizi per famiglie e bambini; street food.

Frequentando le piazze interne della fiera, dove si sviluppano gli incontri culturali (falacosagiusta.org/la-fiera/programma-culturale), sarà possibile incontrare tra gli altri Valeria Solarino presente con Amnesty International, Andrea Giuliacci e Alan Cappelli Goetz per PEFC Italia, Luca Mercalli con Legambiente, lo scrittore Eraldo Affinati, il geografo e divulgatore Alessandro Beloli, il camminatore intorno al mondo Nicolò Guarrera alias Pieroad, la green influencer Silvia Moroni, Cristina Cotorobai con il suo approccio alla bioedilizia, Max Laudadio in versione scrittore, lo sportivo Mauro Berruto, il nuovo arcivescovo di Assisi Felice Accrocca, Duccio Facchini direttore di Altreconomia, Benedetta Tobagi e tantissimi altri.

Fiore all’occhiello di Fa’ la cosa giusta! è l’area dedicata alla Fiera dei Grandi Cammini che, con i suoi 100 appuntamenti culturali e la presenza di tutte le associazioni del settore e quasi tutte le Regioni italiane, è un imperdibile punto di riferimento per chi vede nel turismo lento e nel viaggio a piedi o in bicicletta uno strumento di scoperta personale e di valorizzazione del territorio.

Ampia risonanza quest’anno per il Cammino di Santiago di Compostela a cui è dedicato uno spazio ad hoc e tanti incontri e libri dove reperire informazioni, consigli pratici e curiosità sul cammino più famoso dell’Occidente. Sabato pomeriggio alle 18 appuntamento per tutti con i protagonisti dei cammini italiani e il film campione d’incassi Buen Camino di Checco Zalone con il critico cinematografico Gianni Canova.

Il Club Alpino Italiano partecipa a Fa’ la cosa giusta! per raccontare una montagna che non è solo sfida e vetta, ma spazio di crescita, inclusione e sostenibilità. Attraverso i suoi progetti, il CAI porta in fiera i valori che guidano l’associazione: il cammino consapevole lungo il Sentiero Italia, l’impegno concreto per una montagna accessibile a tutti, la formazione delle nuove generazioni e il sostegno al talento dei giovani alpinisti: un invito a riscoprire la montagna come laboratorio di cittadinanza attiva e rispetto per il territorio.

Una novità nell’area dedicata ai Cammini è Oasi Zegna, che presenta in fiera un itinerario ad anello di tre giorni, 50 km e 2.000 metri di dislivello tra le Alpi Biellesi: è il Cammino di Ermenegildo, dedicato al fondatore a cui si deve l’opera di valorizzazione ambientale e sociale delle montagne intorno al Lanificio Zegna.

Un nuovo spazio dedicato all’outdoor allestito per gli appassionati di sport e vita all’aria aperta è la piazza “Fuori Traccia”, dove anche il riciclo è creativo: a una tenda dismessa si può dare nuova vita invece che trasformarla in rifiuto.

Nove sale e uno spazio ad hoc sono dedicati agli incontri di formazione proposta da SFIDE – La scuola di tutti, l’iniziativa interna alla fiera organizzata da Terre di mezzo Editore in collaborazione con Edizioni Erickson e MCE (Movimento di Cooperazione Educativa), che quest’anno propone 100 incontri sotto il titolo “Orientarci nella complessità” – rivolti a insegnanti, dirigenti scolastici, studenti, famiglie e a chiunque sia interessato al mondo dell’educazione – per riflettere sull’autonomia che i docenti dovranno abitare dal prossimo anno scolastico, quando entreranno in vigore le “Nuove indicazioni nazionali” del Ministero.

Alberto Pellai, Barbara Tamborini, Pierdomenico Baccalario, Christian Raimo, Daniele Aristarco, Espérance Hakuzwimana, Amir Issaa, Chiara Faggiolani, Irene Biemmi, Giuseppe Burgio, Michele Arena sono tra i relatori di quest’anno.

Per partecipare agli eventi di SFIDE è necessario iscriversi e acquistare i biglietti sul sito: sfide-lascuoladitutti.it/

Rimanendo in ambito scuola, è atteso l’incontro, per la prima volta dal vivo dopo una fitta corrispondenza online, tra gli studenti e le studentesse di una scuola di Ain Ebel, nel sud del Libano, territorio sotto assedio dal 9 ottobre 2024, e i loro coetanei di 3 scuole superiori italiane (Russel e Boccioni di Milano e Parini di Seregno): un gemellaggio nel nome del dialogo per la pace che sottolinea anche il ruolo della scuola come forza aggregatrice oltre ogni frontiera.

Questo appuntamento rientra nel filone che Fa’ la cosa giusta! dedica alle guerre che in questo momento storico devastano il mondo: dalla Palestina all’Ucraina, dal Myanmar al Sud Sudan. Sono incontri raggruppati sotto il titolo “Ascoltare il dolore degli altri”. Vertice e conclusione di questo percorso sarà domenica alle 17 l’incontro dedicato all’esperienza di Neve Shalom Wahat al-Salam (“Oasi di pace”, in ebraico e arabo), l’unico villaggio in Israele in cui, da oltre cinquant’anni, vivono insieme per scelta ebrei e palestinesi, tutti di cittadinanza israeliana.

Al centro dell’incontro il faticoso processo di dialogo e di riconoscimento reciproco del dolore degli altri. Un panel tutto al femminile, con due testimoni d’eccezione: Nava Sonnenschein

cofondatrice della Scuola per la pace di Neve Shalom, e Reem Al-Hajajreh, attivista palestinese e fondatrice di Women of the Sun.

Il climatologo Luca Mercalli e il meteorologo Andrea Giuliacci sono tra gli ospiti che frequenteranno l’area dedicata alla cura e alla tutela dell’ambiente, che quest’anno ha una posizione di primo piano in fiera, per le riflessioni sul cambiamento climatico;  molte le storie che riguardano orti e foreste: due luoghi di relazione e scambio che ben intrecciano il senso di comunità descritto dal filo rosso della fiera.

Presente uno sportello della community di appassionati ortisti Orto da coltivare, preparati a dare consigli su come coltivare prodotti in armonia con la natura e rispondere alle domande dei visitatori amanti di orticoltura e giardinaggio.

Un intero spazio con incontri e laboratori racconta ad adulti e bambini la straordinaria complessità delle comunità create dalle foreste, grazie alla proposta di PEFC Italia, realtà per la prima volta a Fa’ la cosa giusta! che coordina a livello nazionale il sistema di certificazione basato sul coinvolgimento di un’ampia comunità di soggetti impegnati nella gestione forestale sostenibile.

Altroconsumo è presente con “Impegnati a cambiare”, l’iniziativa nata per costruire una nuova piattaforma di cultura del consumo responsabile, con uno spazio promosso dalla Fondazione Altroconsumo e ideato con il contributo di un team di studentesse del Master in Comunicazione d’Impresa dell’Università degli Studi di Siena. Il programma propone attività e incontri volti a “sfidare i tabù nell’era della perfezione”, creando momenti di confronto e partecipazione; previsti 3 appuntamenti nello spazio Arena dedicati all’educazione affettiva, alla consapevolezza digitale e al burnout. All’interno dello stand, oltre a un’area talk, si sviluppa un percorso di attività interattive collegate ad ambiti della vita quotidiana e a pregiudizi da superare: Altrovestire, Altroviaggiare, Altromangiare, Altrocurare e Altroabitare.

In fatto di consumi, si apre anche quest’anno in fiera un’ampia riflessione sull’industria della moda, coscienti che l’Italia è uno dei Paesi più consapevoli dell’impatto ambientale e sociale della moda e in particolare dell’industria della fast fashion. Se ne parla per esempio grazie alla nuova indagine della Campagna Abiti Puliti “Fabbriche verdi, lavoro grigio” sull’industria dell’abbigliamento in Bangladesh, che intende promuovere allo stesso tempo la tutela dell’ambiente, la protezione di lavoratori e lavoratrici e un’occupazione di qualità: elementi fondanti della “transizione giusta”.

Per rompere il ciclo del consumo eccessivo proponendo un’alternativa concreta, si presenta a Fa’ la cosa giusta! anche la bella novità di Leila Milano – la Biblioteca degli Oggetti dove le cose non si possiedono ma si condividono, così che lo scambio materiale crea un luogo di relazioni tra persone che scoprono, attraverso gli oggetti di cui hanno bisogno, storie interessanti da ascoltare.

Sul fronte della sana alimentazione, tra le tante proposte e scoperte bio, vegan e km zero, Fa’ la cosa giusta! è sinonimo di riscoperta del pane come bene comune, anche per trovare forme di convivenza più giuste: tutto questo grazie al rito di panificazione collettiva, dove 100 visitatori impastano insieme in un laboratorio che è soprattutto un’azione di cura, e al forno-container, pronto a sfornare per 3 giorni pane agricolo impastato con farine di filiera che il pubblico può assaggiare e portare a casa.

Fiera Primaverile di Carmagnola: economia e territorio

/

Carmagnola si prepara ad accogliere la 562esima edizione della Fiera primaverile, in programma sabato 7 e domenica 8 marzo prossimi. Si tratta di uno degli appuntamenti più antichi e identitari del territorio, dedicato all’agricoltura, alla zootecnia, alla meccanizzazione agricola, ai mercati e alla valorizzazione delle produzioni locali.
Venerdì 6 marzo è in programma un convegno di approfondimento sulla carne di Razza Piemontese.

La Fiera Primaverile di Carmagnola rappresenta una manifestazione plurisecolare che affonda le sue radici nella storia agricola e commerciale della città e accompagna da secoli l’evoluzione economica e sociale del territorio, mantenendo saldo il legame con il mondo rurale, con l’allevamento e con le produzioni locali. Un appuntamento che, edizione dopo edizione, ha saputo rinnovarsi, confermandosi ancora oggi come uno dei momenti più rappresentativi della vita cittadina e del sistema agricolo piemontese.
La vocazione agricola e di allevamento di Carmagnola è stata ribadita anche nel corso della conferenza stampa del 23 gennaio scorso, durante la quale è stato presentato un fascicolo d’archivio risalente al periodo 1382-1661, testimonianza del ruolo centrale della città come polo di scambi economici e commerciali già a partire dal Quattrocento. Un richiamo alla storia che dialoga con il presente e con il significato  che la Fiera continua ad avere per il territorio.

La 562esima edizione della Fiera Primaverile si svolgerà con qualsiasi condizione meteorologica e animerà il centro cittadino in maniera diffusa, attraverso un percorso espositivo e commerciale ampio e articolato, trasformando Carmagnola in un grande anello pedonale capace di accompagnare visitatori e operatori tra diverse aree tematiche.

La manifestazione è il risultato di un importante lavoro di rete promosso dal Comune di Carmagnola e condiviso con le principali realtà del settore agricolo e zootecnico, che svolgono un lavoro attivo e qualificante nell’organizzazione e nella realizzazione della Fiera. In questo contesto si inserisce il contributo di ARA Piemonte, ANABORAPI, ANAFIBJ, ArPROMA e ASCOM Carmagnola,  insieme alla partecipazione attiva del Distretto del Cibo Chierese Carmagnolese, che concorrono a rafforzare il profilo della manifestazione e il suo legame con le filiere produttive, con il tessuto economico locale e con le identità agricole del territorio.

L’inaugurazione ufficiale è in programma sabato 7 marzo  alle ore 11 presso il Foro Boario di piazza Italia, con la presenza delle autorità. Seguiranno degustazioni con prodotti tipici e la presentazione del progetto #MercatoOltreCollina a cura del Cibo del Chierese – Carmagnolese.

Il cuore zootecnico della Fiera sarà, come da tradizione, il Foro Boario di piazza Italia, da sempre luogo simbolo degli scambi e della tradizione mercantile cittadina, dove si svolgerà la 45esima Mostra provinciale dei Bovini di Razza Piemontese e Frisona Italiana. L’edizione  2026 si preannuncia particolarmente significativa, sia per il numero di capi presenti, sia per la qualità, che prenderanno parte ai concorsi suddivisi per categorie.

La mostra prenderà avvio già venerdì 6 marzo, con l’arrivo del bestiame a partire dalle ore 9 e la sua successiva sistemazione nei recinti. Le valutazioni dei soggetti esposti si svolgeranno sabato 7 marzo a partire dalle 9.30 e proseguiranno domenica 8 marzo dalle ore 9, giornata che vedrà anche le finali, le sfilate dei campioni e, a partire dalle 17.30, le premiazioni.
Sempre nell’area del Foro Boario è  inoltre prevista un’asta di soggetti di razza piemontese geneticamente selezionati per la riproduzione,  organizzata nell’ambito delle attività di selezione e miglioramento genetico coordinate dalle associazioni degli allevatori.

Le vie e le piazze intorno al Foro Boario si trasformeranno in un grande spazio espositivo dedicato alla meccanizzazione agricola, con il meglio della produzione di macchine e attrezzature per i settori cerearicolo, zootecnico e flovivaistico, ospitando numerose aziende  che esporranno le ultime novità relative ad agricoltura innovativa, sostenibile e sicura.
Per tutta la durata della manifestazione sarà attiva un’area food allestita nel controvalore di viale Garibaldi,  destinata alla vendita e somministrazione di prodotti agroalimentari locali, con la partecipazione di produttori, allevatori e trasformatori, comprese le aziende agricole presenti alle Mostre provinciali dei Bovini di Razza Piemontese e Frisona. Nello stesso spazio sarà  anche presente il Distretto del Cibo del Chierese- Carmagnolese, con una vetrina delle eccellenze agroalimentari del Distretto, incontri, momenti di approfondimento e degustazione.

Domenica 8 marzo, per l’intera giornata, nei pressi dei Giardini del Castello, sarà inoltre allestita la mostra mercato dei piccoli animali detta “Fattoria in città “, dedicata ad avicunicoli e piccoli animali da compagnia, nel rispetto delle disposizioni sanitarie e veterinarie vigenti, pensata, in particolare, per le famiglie e per un pubblico più giovane, con finalità educative e divulgative.
Sempre domenica 8 marzo per l’intera giornata lungo vie e piazze cittadine si svolgerà il tradizionale grande mercato fieristico e ambulante, con esposizione e vendita di generi alimentari e non alimentari; in corso Matteotti troverà spazio il Mercantico, mentre lungo l’asse centrale di via Valobra sarà allestita la mostra mercato delle opere d’ingegno, spazio dedicato alla creatività, all’artigianato e alle produzioni originali a cura della Società Orticola di Mutuo Soccorso “ D. Ferrero”.
All’interno della Fiera Primaverile  sarà  presente il Distretto del Cibo del Chierese Carmagnolese, simbolo di qualità, sostenibilità e identità territoriale, con il progetto #MercatoOltreCollina, che propone un articolato programma di attività dedicate alla valorizzazione delle produzioni locali e delle filiere agroalimentari del territorio.

Gli spazi del Distretto si configurano come una vera e propria vetrina delle eccellenze, con distribuzione di materiale informativo a cura del tavolo “promozione del territorio” e momenti di incontro e confronto con associazioni di produttori, Consorzi, referenti dei tavoli di lavoro del Distretto, offriranno al pubblico l’occasione di conoscere da vicino storie, prodotti e realtà agricole.
Nel corso delle due giornate sono previsti incontri tematici e presentazioni dedicate ad alcuni prodotti del territorio,  quali l’asparago di Santena e delle Terre del Pianalto,  il peperone di Carmagnola, la patata di Villastellone e le ciliegie di Pecetto, con la partecipazione di produttori e ospiti rappresentativi delle diverse aree del Distretto, accompagnati da degustazioni gratuite di prodotti tipici.
Particolare attenzione è poi rivolta alle famiglie e ai più  giovani, grazie alle attività gratuite di fattoria didattica, curate da Ludocascina La Ciliegia e il Gioanin, attive per tutta la durata della manifestazione.
Il programma include inoltre iniziative pensate per promuovere una fruizione lenta e sostenibile del territorio,  con il coinvolgimento di camminatori e bikers, ai quali verrà offerta una distribuzione gratuita dei prodotti del Distretto.

Il pomeriggio di sabato dalle 14.30 nel Salone fieristico di Viale Garibaldi  sarà dedicato ad attività, incontri, dibattiti, pensati come occasione di dialogo sui temi della filiera agroalimentare, della sostenibilità e dello sviluppo del territorio, sempre accompagnati da degustazioni gratuite.

Ad anticipare la Fiera Primaverile sarà venerdì 6 marzo prossimo il convegno dal titolo “La carne Piemontese tra qualità, territorio e tradizione”, in programma dalle ore 17 presso il Salone Fieristico di piazza Italia. L’incontro vuole essere un momento di approfondimento dedicato ai temi della qualità e della valorizzazione della razza Piemontese, in dialogo con la trasformazioni del comparto zootecnico e con il ruolo strategico che questa produzione riveste sul territorio.

Informazioni per il pubblico

Ufficio Agricoltura Comune di Carmagnola

Tel 0119724220

Mail agricoltura@comune.carmagnola.to.it

Mara Martellotta

housing sociale a San Donato: 32 nuovi alloggi 

/
 

Un nuovo modello di abitare solidale prende forma nel cuore di San Donato a Torino. È stato inaugurato  il nuovo spazio di cohousing sociale di via Vagnone che mette a disposizione 32 alloggi e una rete di servizi integrati per rispondere in modo concreto a necessità abitative e nuove forme di vulnerabilità della cittadinanza, puntando su coabitazione, mixité sociale e innovazione tecnologica.

L’intervento, realizzato in un immobile di proprietà comunale sul territorio della Circoscrizione Quattro, conta 32 unità abitative, di cui 8 trilocali e 24 bilocali, ed è il risultato di un investimento complessivo di 6 milioni di euro, finanziato principalmente attraverso fondi Pon Metro e integrato da un mutuo stipulato con Cassa Depositi e Prestiti.

L’obiettivo del progetto è creare, attraverso un sistema caratterizzato da soluzioni abitative a durata variabile e servizi di supporto sociale integrati, un ambiente che favorisca lo sviluppo di dinamiche relazionali positive tra le diverse generazioni e forme di supporto reciproco, valorizzando le opportunità di coabitazione solidale e il senso di comunità.

“Torino – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – vuole essere una città che unisce attrattività, qualità abitativa e inclusione sociale e, per farlo, serve un approccio capace di tenere insieme sviluppo, protezione sociale, inclusione, rigenerazione e resilienza urbana. Oggi inauguriamo una realtà che auspichiamo davvero possa diventare un modello in questo senso dando una risposta concreta alle necessità abitative di persone di generazioni, provenienze ed esperienze diverse e offrendo loro nel contempo un’opportunità di scambio, conoscenza e mutuo aiuto. Vogliamo essere una città che non lascia indietro nessuno e che non dimentica l’importanza delle reti di relazione e del senso di comunità”.

Gli ospiti del nuovo housing sociale saranno selezionati dagli uffici competenti del Dipartimento Servizi Sociali, Socio Sanitari e Abitativi, prioritariamente tra le persone anziane autosufficienti in condizioni di fragilità (che resta il target principale), ma anche tra persone adulte con bisogni specifici, giovani con una precaria indipendenza economica, studenti, care leavers, persone con disabilità con un proprio progetto individualizzato, famiglie in condizioni di temporanea difficoltà abitativa e persone titolari di protezione internazionale, ai sensi del protocollo d’intesa relativo ai corridoi lavorativi per rifugiati.

Per favorire l’aggregazione e la coabitazione solidale, il nuovo complesso offre numerosi spazi comuni come un ampio terrazzo con aree verdi per momenti di relax, una cucina condivisa e due sale multifunzionali, ideali per attività e incontri aperti alla cittadinanza e alle associazioni del quartiere.

A gestire l’immobile sarà la Cooperativa Frassati, ente partner della Città in coprogettazione che, attraverso una equipe multidisciplinare, garantirà attività di supporto alla convivenza, servizi di accompagnamento all’autonomia abitativa e attività rivolte al territorio, in un confronto continuo con gli stessi residenti, qui anche portatori di eventuali proposte sulla base dei loro singoli bisogni.

“Con questo nuovo intervento di housing sociale – afferma l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli – la Città di Torino realizza un altro tassello del piano che la vede costantemente impegnata nel costruire risposte concrete, inclusive e innovative al disagio abitativo. Quella che inauguriamo oggi è una coabitazione solidale che si presenta come un vero spazio di comunità, in cui persone diverse per età e condizione possono vivere insieme, sostenendosi reciprocamente e ritrovando così più facilmente quella stabilità di cui necessitano. La casa resta una componente fondamentale, ma qui non vuole essere solo un tetto, ma anche una potente leva nei percorsi individuali verso l’inclusione sociale”.

La struttura presenta infine due caratteristiche che la rendono anche tecnologicamente innovativa, almeno nel panorama degli housing sociali: la prima è la presenza di un controllo digitale da remoto sugli accessi all’edificio; la seconda è invece rappresentata dalla presenza di un impianto fotovoltaico, con benefici su costi di gestione ed emissioni inquinanti, per il quale sono già state avviate le procedure di richiesta di ingresso in una Comunità Energetica Rinnovabile.

TorinoClick