ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 227

L’Alzheimer e l’inquinamento del pianeta: una relazione pericolosa da far terminare il prima possibile

Nella nostra società, sempre più tecnologica, la popolazione vive in condizioni assai migliori
rispetto alle generazioni del passato e la vita tende ad allungarsi sempre più e, di conseguenza le
persone, con il passare degli anni, sono sempre più soggette a un decadimento fisico e cognitivo.
Quest’ultimo è legato a una più o meno rapida involuzione cerebrale tale da condurre l’anziano in
uno stato, più o meno grave, di demenza. Fra queste forme la più comune è il morbo di Alzheimer,
una malattia progressiva, le cui caratteristiche sono rappresentate per lo più dalla perdita di buona
parte delle capacità intellettive, in particolare della memoria, con conseguenti gravi disagi nella vita
quotidiana, in cui vi saranno notevoli difficoltà per il suo nomale svolgimento.
L’Alzheimer è una malattia inesorabilmente destinata a peggiorare nel corso degli anni. Nelle sue
fasi iniziali, la perdita di memoria è modesta, ma con il progredire della malattia, gli individui
perdono la capacità di continuare correttamente una conversazione e non sono più in grado di
riconoscere il loro ambiente. È possibile rallentare temporaneamente, ma non arrestare, il
peggioramento dei sintomi della demenza e migliorare la qualità della vita delle persone colpite
dall’ Alzheimer e quella dei loro familiari. Le cause dell’insorgenza della malattia comprendono
probabilmente una combinazione di fattori genetici, lo stile di vita e le condizioni ambientali in cui i
pazienti si trovano a vivere. L’importanza di uno qualsiasi di questi fattori nell’aumentare o
diminuire il rischio di sviluppo del morbo di Alzheimer può variare da persona a persona. La
malattia si presenta con il carattere di malattia genetica dominante; oltre l’età, vi è una maggiore
incidenza della malattia nel sesso femminile in proporzione maggiore rispetto ai pazienti di sesso
maschile; inoltre, si devono tenere in debita considerazione le alterazioni dovute a esiti di traumi
cranici. La malattia di Alzheimer rappresenta il 60-80% dei casi di demenza e non fa parte del
corredo sintomatologico involutivo proprio dell’invecchiamento; il maggiore fattore di rischio noto
è l’aumento dell’età, e la maggior parte delle persone affette da Alzheimer ha mediamente circa 65
anni, ma esistono forme in cui la malattia ha un esordio assai precoce.
A tutte le cause fino ad ora accertate, recenti studi hanno dimostrato che l’insorgenza della malattia
sia facilitata, fino al 40% di aumento dei casi, in ambienti in cui vi sia un elevato inquinamento
atmosferico.
Il miglioramento della qualità dell’aria, in particolare in zone in cui vi sia una bassa circolazione di
veicoli a combustione può migliorare le capacità cognitive della popolazione, riducendo in maniera
significativa il rischio di contrarre la malattia. Per inquinamento atmosferico si intende l’alterazione
dell’aria che respiriamo, in particolare nelle aree urbane dove, oltre ai gas di scarico, le analisi
chimiche hanno dimostrato la presenza di composti dannosi, quali metalli e minuscole particelle
sospese nell’aria. La maggior parte delle ricerche si è concentrata su un componente
dell’inquinamento atmosferico noto come particolato fine o PM 2.5 – minuscole particelle sub-
millimetriche 40 volte più piccole del diametro di un capello umano, che vengono inalate
inconsapevolmente, non essendo avvertibile la loro presenza.
L’esposizione a lungo termine, o il trovarsi occasionalmente esposti ad alti livelli di inquinamento
atmosferico, nel lungo periodo risultano pericolosi, poiché si verificano condizioni patologiche in
grado di determinare danni consistenti ai principali apparati dell’organismo perché la struttura del
corpo umano è altamente interconnessa ed è per questo motivo che, oltre a polmoni, apparato cardio
circolatorio e fegato, il danno da inquinamento ambientale, colpisce anche il cervello poiché è
verosimile che, le sostanze inquinanti, veri e propri veleni, raggiungano le cellule cerebrali
attraverso il flusso sanguigno.
Studi sui topi hanno dimostrato una correlazione evidente fra la respirazione di aria inquinata e il
danno cerebrale: i topi che sono rimasti esposti all’aria inquinata proveniente da strade ad alta
intensità di traffico, mostrano cambiamenti biologici, corrispondenti ai danni cerebrali tipici delle
neuropatie degenerative ed in particolare dell’Alzheimer, fra questi un aumento dei livelli della
proteina amiloide, uno dei segni distintivi di tale malattia, anche se i ricercatori puntualizzano che ,
​a seguito di studi di imaging del cervello umano, un aumento della proteina amiloide del cervello,
da solo, non significa necessariamente che possa svilupparsi la malattia di Alzheimer.
Gli studi effettuati in varie parti del mondo hanno infatti dimostrato come gli anziani che vivono in
luoghi con una maggiore riduzione dell’inquinamento atmosferico, possano subire un declino più
lento della loro funzione cognitiva e, di conseguenza, abbiano minori probabilità di soffrire di
qualsiasi forma di demenza.
È dunque importante che si lavori nella direzione auspicata dalle correnti giovanili che chiedono a
gran voce di poter vivere in un ambiente più sano e pulito. Sono loro i futuri fruitori dell’ambiente
di cui adesso le generazioni più anziane sono responsabili, non essendovi più dubbi che la riduzione
dell’inquinamento atmosferico causato, ad esempio, dai veicoli a combustione, può migliorare la
funzione cognitiva dei cittadini e ridurre il rischio di vari tipi di demenza, in particolare il morbo di
Alzheimer.
Un indubbio beneficio, dunque, capace di avere un notevole impatto non solo sulla salute della
popolazione, ma anche sull’economia globale, poiché, a cascata, è causa di insorgenza di malattie
con conseguente aumento delle spese mediche, intasamento delle strutture sanitarie e inevitabile
diminuzione della produttività dei lavoratori. L’inquinamento atmosferico esercita inoltre una
influenza negativa sui terreni, sulle foreste e le acque in genere con un meccanismo che perpetua il
diffondersi di un ambiente insalubre in cui siamo immersi che vede, proprio a causa di queste
condizioni, l’aumento dell’anidride carbonica, il responsabile principale del cambiamento climatico,
di cui proprio in questi giorni vediamo le nefaste conseguenze sul pianeta, in grave sofferenza come
mai è avvenuto prima.
Il legame diretto fra inquinamento e Alzheimer è dunque, senza dubbio alcuno, un ulteriore motivo
per accelerare l’introduzione di abitudini più sobrie nella gestione della nostra vita, a cominciare da
una migliore ottimizzazione del traffico urbano, imponendo una graduale rinuncia alle abitudini
legate ad un ancor troppo eccessivo consumo di combustibili fossili, evitando la follia di quelli che
appaiono inutili e disastrosi comportamenti dell’ essere umano, capaci solo di creare danni
irreversibili al macrocosmo del pianeta che, inevitabilmente, si ripercuotono in maniera negativa,
nel microcosmo rappresentato dalle strutture del nostro perfetto, ma delicato, organismo.
Rodolfo Alessandro Neri

Transizione ecologica, rifiuti, siccità. Lanciato il “Patto del Nord Ovest”

Al Convegno di Confservizi Piemonte e Valle d’Aosta lanciato un patto di collaborazione tra Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.  L’assessore Marnati: “Fondamentale stringere alleanze e fare gioco di squadra per rispondere a problematiche importanti”

Un patto tra Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria per lavorare in sinergia su alcuni temi fondamentali, pilastri della transizione ecologica, come rifiuti, fonti di energia rinnovabile, siccità e idrogeno. Quattro componenti fondamentali non solo per affrontare le criticità del presente ma anche, e soprattutto, quelle del futuro.

È quanto è stato lanciato nel corso dei lavori del convegno “Servizi pubblici locali e politiche interregionali di sviluppo” organizzato da Confservizi Piemonte e Valle d’Aosta, sulla base della constatazione che le tre Regioni hanno la necessità di creare un ecosistema tale per cui il nord ovest possa diventare un territorio autonomo e virtuoso sia sotto il profilo dell’economia circolare sia sotto quello della promozione delle fonti di energia rinnovabile. E che dunque lavorino in collaborazione per mettere a frutto accordi e strategie comuni.

Il patto di collaborazione si tradurrà in un protocollo che sarà sottoscritto, oltre che dalle tre Regioni, anche da importanti centri di ricerca.

«In un momento storico particolare, contraddistinto da confusione e litigiosità – commenta l’assessore all’Ambiente di Regione Piemonte, Matteo Marnati – credo sia fondamentale stringere alleanze per rispondere a problematiche importanti con un gioco di squadra».

«Le sfide che viviamo e che dovremo vincere nei prossimi anni – ha sottolineato Erik Lavévaz, presidente della Regione Valle d’Aosta – richiedono sforzi comuni e sinergie più ampie. Le 3 Regioni devono saper lavorare insieme, e meglio, anche in questi settori così importanti per il nostro futuro prossimo».

«Questo accordo – spiega l’assessore all’Ambiente della Regione Liguria Giacomo Giampedrone –amplia e rafforza la già ampia collaborazione tra le regioni del Nord ovest: temi di straordinaria importanza come cambiamento climatico, sostenibilità ambientale e della transizione ecologica richiedono strategie comuni di ampio respiro, come pure il tema della gestione dei rifiuti, su cui stiamo lavorando per dare risposte in tempi rapidi ai territori».

L’Osservatorio per l’asse ferroviario Torino – Lione entra nel vivo

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IL NUOVO OSSERVATORIO PER L’ASSE FERROVIARIO TORINO -LIONE ENTRA NEL VIVO. OGGI IL SECONDO INCONTRO 

  • Prima seduta operativa con l’ingresso di alte professionalità  

  • Istituiti cinque tavoli tecnici su tematiche di interesse generale 

  • Accelerazione per delineare le opere di accompagnamento già finanziate  

Torino, 22 luglio 2022

 Si è svolto questa mattina a Torino il secondo incontro dell’Osservatorio per l’Asse ferroviario Torino-Lione sotto la guida del Presidente Calogero Mauceri. Erano presenti, tra gli altri, il Presidente e l’Assessore alle Infrastrutture e Trasporti della Regione Piemonte, Albero Cirio e Marco Gabusi, il Presidente della Città Metropolitana, Stefano Lo Russo, il Prefetto di Torino, Raffaele Ruberto, i Sindaci del territorio, i Rettori delle università torinesi – Politecnico e università di Torino-, i Presidenti delle Unioni montane Val Susa, il Direttore Generale di Telt, Mario Virano, i rappresentanti di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), le categorie produttive e i Sindacati.

Un primo appuntamento operativo che ha sancito il nuovo corso dell’Osservatorio, con la partecipazione delle parti sociali, delle Università e del Ministero della Salute, ma anche l’istituzione di cinque tavoli tematici. L’obiettivo del presidente Mauceri e di tutti i componenti si conferma quello di informare in modo chiaro, completo e trasparente tutti i soggetti coinvolti, fornendo le risposte utili ai cittadini, alle Istituzioni locali e alle Comunità interessate dall’opera la cui realizzazione deve essere compatibile e sostenibile anche sul piano sociale, accompagnando l’opera con interventi di sviluppo economico-sociale e territoriale che ne assicurino la sostenibilità.

Questi i principali argomenti discussi dai partecipanti, che sono stati aggiornati sull’andamento dei lavori della tratta transnazionale, nazionale, delle opere di accompagnamento; si è anche dialogato sulla decisione di esecuzione che in ambito europeo dovrà assicurare il cofinanziamento europeo alle tratte nazionali, la cui progettazione definitiva è stata già cofinanziata.

Novità rilevante l’istituzione dei cinque tavoli tecnici tematici avviati per fornire risposte adeguate e concrete su importanti tematiche anche territoriali:

  • legalità, trasparenza e anticorruzione;
  • ambiente e sostenibilità;
  • sviluppo economico-sociale e territoriale;
  • informazione e comunicazione con il territorio
  • sostenibilità dei cantieri (con focus specifici su cantierizzazione tratta transnazionale, tratta Bussoleno-Avigliana e tratta Avigliana-Orbassano).

Si tratta di gruppi di lavoro, che potranno avvalersi del supporto tecnico-professionale di qualificati docenti e ricercatori del mondo universitario e non solo per aspetti più squisitamente tecnici, di sviluppo economico e sociale, urbanistica, di assetto del territorio e formazione.

Subito al lavoro il gruppo di professionisti che si occuperà di legalità coordinati da Antonio Rinaudo, ex magistrato con una lunga esperienza e competenza, mentre Francesco Laio, capo dipartimento ambiente e territorio del Politecnico di riconosciuta fama e competenza professionale, sarà a capo del tavolo Ambiente e Sostenibilità. Partito anche il tavolo della comunicazione, coordinato dallo stesso Presidente Mauceri, con la predisposizione periodica di una rinnovata newsletter indirizzata a tutti i Comuni e a tutti i soggetti istituzionali e alle Associazioni.

Istituiti, infine, specifici e distinti gruppi di lavoro dedicati alle cantierizzazioni delle singole tratte con il coinvolgimento di tutti i sindaci interessati.

Durante i lavori si è discusso anche della terza fase delle opere di accompagnamento, già finanziate ma per le quali è necessario declinare in progetti condivisi che garantiscano lo sviluppo economico e sociale del territorio. Su questo aspetto diventa importate la tempistica che il Presidente vorrebbe contenere entro la fine dell’anno, partendo da un dato acquisto agli atti: 16 milioni già destinati ad interventi individuati in puntuali prescrizioni del CIPE nella delibera 39 del 2018.

Polliotto, Unc: le procedure per il rimborso dei concerti

I consigli della Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori su come comportarsi in casi di annullamento degli eventi di spettacolo.

Concerti: gioie degli italiani, ma, talvolta, anche dolori degli italiani. Può capitare che per improvvise e avverse condizioni meteo, motivi di salute dei cantanti o ragioni economiche in capo agli organizzatori legate al periodo di incertezza traballante e contingente, essi vengano annullati anche quasi sotto data. Ecco, quindi, come tutelare i propri diritti qualora si presentasse l’evenienza.

A prescindere dalle motivazioni, le condizioni per il rimborso in caso di annullamento dell’evento sono stabilite dall’organizzatore e devono sempre essere riportate nel contratto o nelle condizioni generali di vendita. Prima dell’acquisto dei biglietti, l’organizzatore dell’evento deve comunicare all’acquirente la possibilità e i termini entro i quali richiedere il rimborso nel caso in cui l’evento dovesse essere cancellato, esordisce l’Avvocato Patrizia Polliotto, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, dal 1955 a oggi la prima, più antica e autorevole associazione consumeristica italiana.

Qualora l’evento venga annullato, è bene sapere che al consumatore non spetta il diritto alla restituzione della commissione pagata al rivenditore e neanche dei servizi di cui ha già usufruito, come per esempio le spese relative al corriere espresso per la consegna a domicilio”, prosegue il noto legale.

Ma c’è di più. “Il rimborso deve però essere comprensivo dei costi di prevendita: nel caso in cui l’organizzatore si riservi il diritto di trattenere parzialmente o totalmente questo importo, il consumatore ha diritto a contestare tale presa di posizione”.

Alla domanda su come si compone l’importo complessivo del ticket dei concerti, l’Avvocato Polliotto rileva che in gioco vi sono tre voci: “I costi di prevendita, che devono rientrare necessariamente nel 15% del valore nominale del biglietto, tranne nei casi di arrotondamento ai 50 centesimi di euro superiori. Poi vi è la commissione per il servizio, convenuta in base agli accordi con gli organizzatori, e da ultimo gli eventuali oneri aggiuntivi per servizi extra richiesti dall’utente all’interno dei quali rientrano le spese di consegna a domicilio, la confezione regalo o la copertura assicurativa. Fondamentale, ai fini di correttezza, trasparenza e adempienza, che ogni singola voce oggetto di spesa sia ben dettagliata tanto durante la fase di prenotazione che nella mail di conferma di acquisto dei biglietti”.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 011 5611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

Aumentano i fondi per le borse di studio universitarie

Dalle ore 9.30 del 21 luglio è possibile inviare online la domanda per ottenere le borse per lo studio universitario e il servizio abitativo per l’anno accademico 2022/23.

Il bando dell’Edisu presenta novità di rilievo rispetto alle precedenti edizioni: grazie agli stanziamenti del Pnrr è stato possibile incrementare le risorse disponibili garantendo un aumento degli importi delle borse di 900 euro per gli studenti fuori sede, 700 per i pendolari e 500 per gli studenti in sede. Ulteriori maggiorazioni sono previste per alcune categorie di studenti: il valore della borsa è incrementato del 15% per chi ha indicatore Isee inferiore o uguale alla metà del limite massimo di riferimento (23.626,3 Euro) e del 20% per le studentesse iscritte ai corsi di studio in materie S.T.E.M. (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica). Mentre per studenti e studentesse diversamente abili l’importo è previsto del 40 per cento in più.
Cambiano anche i requisiti di merito, ridefiti in misura proporzionale ai crediti effettivamente conseguibili per ciascun corso di studi. Mentre sarà possibile presentare domanda come primo anno dopo rinuncia agli studi indipendentemente da quando è stata presentata la rinuncia. 
Novità infine per le tempistiche per gli studenti internazionali extra-Ue, che potranno consegnare la documentazione entro il 15 settembre per rientrare nella prima graduatoria di servizio abitativo o entro il 18 novembre per la graduatoria del 15 dicembre 2022. Non è più prevista una graduatoria a marzo 2023.

Come rileva l’assessore regionale all’Istruzione Elena Chiorino, “l’investimento della Regione ha raggiunto i 50 milioni di euro, e contiamo di superarlo nel prossimo anno accademico. Il diritto allo studio è fondamentale per i nostri giovani e la Regione in questo settore cerca di dare il massimo supporto. Se formare al meglio i nostri ragazzi è un dovere delle istituzioni, lo è ancora di più oggi, con la necessità di ripartire in un momento di estrema difficoltà. Servono strumenti di qualità, e i nostri Atenei sono la punta di diamante di questi strumenti”.

“Il bando – aggiunge Alessandro Cirio Sciretti, presidente Edisu Piemonte – è sicuramente un potenziamento del diritto allo studio universitario senza precedenti. In sintesi più borse, più risorse e più servizi, obiettivi che ci siamo prefissati fin da subito e cui stiamo lavorando in questi anni. I fondi del Pnrr e i conseguenti incrementi delle borse si collocano alla perfezione nel rilancio di Edisu iniziato ormai dal 2020. Siamo conviti che Campus Piemonte sia la scelta giusta per studiare e costruire il proprio futuro”.

 

Novità sul limitatore di velocità

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Il limitatore di velocità è la novità introdotta dall’UE su tutti i veicoli nuovi omologati a partire dal 6 luglio, sarà quindi presto aggiunto di serie su ogni auto. E dal 2024 diventerà obbligatorio su ogni veicolo nuovo che sarà venduto all’interno dell’Unione Europea. Un passo avanti per quanto riguarda gli obiettivi della sicurezza su strada nel nostro continente, anche se nel corso della prima fase di utilizzo (in futuro ancora non sappiamo) ogni guidatore avrà comunque la possibilità di disattivarlo.

Innanzitutto il nome del nuovo dispositivo approvato da parte dell’Unione Europea è ISA, che sta per Intelligent Speed Assistance e usa una combinazione di dati del GPS, del sistema di frenata d’emergenza del veicolo e delle telecamere per il riconoscimento dei segnali stradali, andando a rilevare la giusta velocità da tenere su ogni tratta, avvisando il conducente del mezzo quando supera il limite, emettendo segnali visivi e sonori.

Nel caso in cui il guidatore superi oltrepassi il limite di velocità imposto dalla legge per un determinato percorso, il limitatore applicato sull’auto invia un segnale acustico molto simile a quello che parte quando non si allacciano le cinture di sicurezza, insistente e fastidioso al punto giusto, e poi procede mandando una vibrazione sul pedale dell’acceleratore e sul sedile del conducente.

Nel caso in cui la persona che sta al volante proceda senza adattare la velocità ai limiti imposti dalla legge (rischiando anche una pesante multa), allora il nuovo dispositivo ISA diminuisce la velocità del veicolo autonomamente, andando ad agire con il sistema di frenata automatica d’emergenza e riportando la macchina al giusto limite concesso.

La decisione dell’Unione Europea prevede che tutte le nuove macchine che saranno omologate a partire dal 6 luglio 2022 dovranno essere prodotte dalle Case automobilistiche con il limitatore di velocità già installato e quindi potranno essere vendute solo previo inserimento dell’ISA. Per quanto riguarda invece le vetture con un’omologazione precedente, sarà possibile adeguarsi alla nuova dotazione entro e non oltre il 7 luglio del 2024. Per tutti i veicoli già in circolazione non è previsto alcun adeguamento.

Almeno inizialmente infatti il nuovo dispositivo ISA per auto potrà essere disattivato dal conducente in qualsiasi momento. L’obiettivo dell’installazione del limitatore di velocità è uno solo: aumentare la sicurezza su strada.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

Nuovi requisiti per le agenzie di viaggio

Uniformare il contesto legislativo piemontese alle disposizioni nazionali relative alla figura del direttore tecnico delle agenzie di viaggi e turismo. Questo lo scopo del Ddl di modifica alla legge regionale 15/1988, “Disciplina delle attività di organizzazione e intermediazione di viaggi e turismo”, approvato con voto unanime dall’aula del Consiglio regionale.

La relatrice di maggioranza Letizia Nicotra (Lega) ha sottolineato come questo provvedimento sia utile a garantire professionalità e non improvvisazione nella gestione di un’agenzia di viaggio, che deve altresì disporre di strutture idonee; Silvio Magliano (Moderati), relatore di minoranza, auspica “che nei locali in cui è prevista la vendita al pubblico, sia sempre garantita l’accessibilità a tutte le persone con disabilità”.

L’assessore al Turismo Vittoria Poggio ha ricordato che “al fine di adeguare il quadro normativo di riferimento per il riconoscimento della figura professionale di Direttore tecnico di agenzia di viaggi e turismo si è reso necessario apportare, con il presente disegno di legge, le necessarie modifiche alla disciplina legislativa esistente, per garantirne la conformità normativa ed operativa sul territorio regionale piemontese ed uniformarsi alle altre regioni italiane.”

Il provvedimento prevede, in particolare, che la responsabilità tecnica dell’agenzia di viaggio e turismo venga affidata a un direttore tecnico la cui abilitazione all’esercizio è rilasciata dalla Regione  mediante l’accertamento dei requisiti contenuti nel decreto. Sarà la Giunta a stabilire la disciplina di dettaglio per il percorso professionale, formativo e per l’abilitazione all’esercizio della professione; la Regione terrà e aggiornerà un elenco dei soggetti idonei ad assumerne le funzioni e le responsabilità.

Per quanto riguarda i requisiti tecnico-strutturali delle agenzie di viaggio e di turismo si prevede, invece, che alla presentazione dell’istanza di avvio dell’attività disponga: di strutture e attrezzature idonee; di appositi locali, in caso di vendita diretta al pubblico, facilmente accessibili e distinti da quelli di altri esercizi commerciali (tale disposizione non si applica alle agenzie che effettuano vendita al pubblico esclusivamente per via telematica o altre forme di vendita a distanza, per cui si applicano le disposizioni contenute nel Codice del consumo); di apposita insegna visibile all’esterno denominante chiaramente l’esercizio d’impresa.

 

Nasce il centro nazionale di supercalcolo, c’è il Politecnico

Si è insediato  il Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing che, proposto dall’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, conta 51 membri fondatori distribuiti su tutto il territorio nazionale tra cui il Politecnico di Torino, il cui apporto si concentrerà su tre aree: la prima, fondamentale per lo sviluppo del futuro dell’High Performance Computing, riguarda lo studio di nuove tecnologie e sistemi hardware, ma anche tecnologie e strumenti software per i sistemi HPC. Il secondo ambito riguarda invece gli aspetti computazionali legati alla modellazione multiscala con l’utilizzo di strumenti HPC e Big Data per applicazioni nei vari campi dell’ingegneria, dalla meccanica all’aerodinamica, solo per citarne alcune; in questo ambito le soluzioni HPC consentono di risparmiare tempo e quindi di accorciare e rendere meno costosa la fase di modellazione e ottimizzazione dei prototipi.  Infine, il Politecnico seguirà le attività legate alla progettazione, realizzazione, manutenzione e diffusione di tecnologie abilitanti per la simulazione numerica ad alte prestazioni di nuovi materiali e sistemi molecolari: un’altra applicazione dell’HPC che permette di sviluppare “supermateriali” con caratteristiche testate, appunto, grazie agli strumenti di calcolo e che trova applicazioni, ad esempio, nei prodotti farmaceutici.

Il budget complessivo del Politecnico sul progetto è di 1,9 milioni di euro.

Il professor Matteo Sonza Reorda, vice rettore per la ricerca del Politecnico di Torino, ha dichiarato: “La partecipazione del Politecnico di Torino al CN HPC è la logica conseguenza della riconosciuta eccellenza espressa dall’ateneo nella ricerca e nel trasferimento tecnologico in questo settore. Le attività del Centro Nazionale ICSC permetteranno di dare ulteriore impulso alle nostre attività, sia con l’acquisizione di giovani ricercatori e dottorandi, sia con l’interazione con altri prestigiosi centri di ricerca operanti nel settore a livello nazionale e internazionale”.

Bonus psicologo, ecco come richiederlo

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Varato dal Governo il Bonus psicologo. Si tratta di un contributo per l’assistenza psicologica previsto dalla Legge 15/2022 e finanziato dal Parlamento per il 2022 con 10 milioni di euro.

Il Bonus può essere utilizzato per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia presso specialisti privati regolarmente iscritti nell’elenco degli psicoterapeuti, nell’ambito dell’Albo degli psicologi, che abbiano comunicato l’adesione all’iniziativa al Consiglio Nazionale degli Ordini degli Psicologi (CNOP) (l’elenco sarà consultabile attraverso una sezione riservata della piattaforma dell’INPS).

Solitudine, paura dell’infezione, sofferenza e paura della morte per i propri cari e per se stessi, dolore dopo il lutto e preoccupazioni finanziarie sono stati tutti citati come fattori di stress che portano all’ansia e alla depressione. Tra gli operatori sanitari l’esaurimento è stato uno dei principali fattori scatenanti del pensiero suicida.

La pandemia ha influenzato soprattutto la salute mentale dei giovani, che rischiano in modo sproporzionato di sviluppare comportamenti suicidi e autolesionistici.

Il documento dell’OMS indica anche che le donne sono state colpite più gravemente degli uomini e che le persone con problemi di salute preesistenti, come asma, cancro e malattie cardiache, avevano più probabilità di sviluppare sintomi di disturbi mentali.

Possono usufruire del Bonus psicologo le persone che, a causa dell’emergenza pandemica e della conseguente crisi socio-economica, si trovano in una condizione di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica, e che siano nella condizione di beneficiare di un percorso psicoterapeutico.

Il Bonus psicologo verrà riconosciuto, una sola volta, alle persone che ne faranno richiesta con un reddito ISEE valido e non superiore a 50mila euro.

Nello specifico: con Isee inferiore a 15mila euro il bonus ha un importo massimo di 600 euro per ogni beneficiario (fino a 50 euro per ogni seduta); con Isee compreso tra 15mila e 30mila euro il bonus ha un importo massimo di 400 euro per ogni beneficiario (fino a 50 euro per ogni seduta); con Isee superiore a 30mila e non superiore a 50mila euro il bonus ha un importo massimo di 200 euro per ogni beneficiario (fino a 50 euro per ogni seduta).

La richiesta del Bonus va presentata esclusivamente online all’INPS accedendo alla piattaforma INPS. L’identità del richiedente, in relazione ai dati del nome, del cognome e del codice fiscale, viene accertata attraverso le solite credenziali utilizzate per la Pubblica amministrazione.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

Il robot industriale ad alta velocità di Comau

COMAU PRESENTA IL NUOVO “RACER-5 SENSITIVE ENVIRONMENTS”: UN ROBOT INDUSTRIALE AD ALTA VELOCITÀ CLASSIFICATO PER CAMERE BIANCHE E PRODOTTI CHIMICI

  • Racer-5 SENSITIVE ENVIRONMENTS è stato espressamente progettato per ambienti sensibili, con alto rischio di contaminazione, come quelli dei settori farmaceutico e cosmetico, elettronico, alimentare e delle bevande
  • Combina il suo rivestimento resistente ai prodotti chimici con la flessibilità, l’elevata ripetibilità e la comprovata precisione di Comau
  • Con grado di protezione IP67 in tutte le posizioni di installazione e dotato di classificazione ISO per camere bianche rilasciata da Fraunhofer, offre una protezione affidabile da acqua, agenti chimici e altri contaminanti
  • Grazie alla lubrificazione NSF H1 per uso alimentare e alla superficie verniciata lucida, il nuovo robot Comau è sicuro per il contatto diretto con qualsiasi tipo di alimento

Grugliasco (Torino) Comau presenta il nuovo RACER-5 SENSITIVE ENVIRONMENTS (Racer-5 SE), un robot industriale ad alta velocità progettato per gli ambienti speciali e sensibili che caratterizzano i settori farmaceutico, sanitario e cosmetico, alimentare ed elettronico. Dotato di un rivestimento protettivo resistente all’acqua, al calore e al grasso, il robusto robot articolato a 6 assi risponde pienamente al requisito di certificazione IP67, alla classificazione di alto livello ISO 5 per camere bianche (ISO 14644-1), di protezione dagli agenti chimici e alla necessità di ridurre il rischio di contaminazione. È inoltre dotato di lubrificazione per uso alimentare NSF H1. Altri vantaggi del robot sono la riduzione dei rischi per l’operatore quando lavora con sostanze e prodotti chimici potenzialmente pericolosi, nonché una maggiore produttività, tracciabilità e qualità.

Racer-5 SE risponde a requisiti di velocità, precisione e ripetibilità all’interno di camere bianche e altri ambienti sensibili. Frutto di un intenso processo di progettazione basato sullo studio delle forme e sull’attenzione ai dettagli, ha dimensioni compatte, un carico utile di 5 kg, uno sbraccio massimo di 809 mm e una superficie lucida e resistente ai prodotti chimici. Racer-5 SE può essere utilizzato su un piano d’appoggio, inclinato o montato a parete o a soffitto, permettendo di automatizzare facilmente applicazioni con requisiti rigorosi, come la manipolazione di prodotti farmaceutici in sale di riempimento sterili o l’assemblaggio in camera bianca certificata di microelettronica, riducendo al contempo i costi operativi complessivi. Inoltre, Racer-5 SE è adatto all’industria alimentare e delle bevande, in quanto la sua superficie verniciata di bianco è omologata per il contatto diretto con tutti i tipi di alimenti (regolamento UE 1935/2004, regolamento UE 10 /2011 e regolamento UE 1895 /2005) e il grado di protezione IP67 lo protegge da perossido, cloro, alcol e altri detergenti aggressivi.

Dotato di viti e coperture in acciaio inox, Racer-5 SE può essere facilmente pulito e decontaminato ogni qualvolta sia necessario, contribuendo ad aumentare la qualità del prodotto e a ridurre il potenziale rischio di contaminazione dovuto all’errore dell’uomo. È anche uno dei robot più veloci del suo genere. Inoltre, poiché i connettori elettrici e i raccordi dell’aria sono situati al di fuori dell’area di lavoro il robot gode di una maggiore agilità, riducendo al minimo il rischio di danneggiamento. Tutto questo consente a Racer-5 SE di garantire una qualità di produzione superiore, migliori prestazioni, tempi di ciclo più rapidi e spese in conto capitale ridotte.

“Il nostro nuovo Racer-5 SE combina efficienza ed eccellenza tecnica con le caratteristiche e le funzionalità necessarie per un’applicazione efficace in ambienti sensibili”, spiega Nicole Clement, Chief Marketing Officer di Comau. “Prevediamo che l’adozione della robotica in ambienti sensibili crescerà in modo significativo nei prossimi anni, soprattutto grazie all’aumento dell’automazione in settori in rapida crescita come quello alimentare e delle bevande, farmaceutico, plastico e chimico ed elettronico”.

Realizzato interamente presso Comau, a Torino, Racer-5 SE ha una struttura rigida per garantire una maggiore precisione e ripetibilità. È stato testato e certificato per la conformità alle camere bianche da Fraunhofer ed è disponibile in due diverse configurazioni di carico utile da 5 kg, con uno sbraccio di 630 mm e 809 mm.

 

CHI È COMAU

Comau, società parte di Stellantis, è leader mondiale nello sviluppo di sistemi e prodotti avanzati per l’automazione industriale. La sua offerta include tecnologie e sistemi per la produzione di veicoli elettrici, ibridi e tradizionali, robot industriali, soluzioni di robotica indossabile e collaborativa, strumenti per la logistica a guida autonoma, centri di lavorazione meccanica dedicati, servizi digitali interconnessi e sistemi in grado di trasmettere, elaborare e analizzare dati macchina e di processo. Con oltre 45 anni di esperienza sul campo e una forte presenza nei maggiori Paesi industrializzati, Comau aiuta le aziende costruttrici, di tutte le dimensioni e di qualunque settore, a migliorare qualità e produttività, riducendo time-to-market e costi complessivi. La sua offerta si estende al project management e alla consulenza, nonché ai servizi di manutenzione e training, per una vasta gamma di segmenti industriali. Comau ha il suo centro direzionale a Torino e opera attraverso una rete internazionale di 6 centri di innovazione, 5 digital hub, 9 stabilimenti di produzione, in cui lavorano 4.000 persone, presenti in 13 Paesi. Una rete globale di distributori e partner consente di rispondere velocemente alle esigenze dei clienti, ovunque si trovino nel mondo. Attraverso le attività di formazione curate dalla sua Academy, Comau si impegna inoltre a sviluppare le conoscenze tecniche e manageriali necessarie alle aziende per affrontare le sfide e le opportunità dell’Industria 4.0

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