11 parole per capire le dinamiche, le difficoltà e le complessità della società contemporanea. Attorno a queste parole Giorgio Merlo e Giuseppe Novero ne hanno discusso con 11 personalità del nostro paese per approfondirne il significato, l’impatto con la pubblica opinione e il senso nel rapporto concreto con i cittadini. Non a caso il libro si intitola “le parole che contano”.
Dalla politica allo straniero; dalla giustizia alla condivisione; dal populismo alla tutela sociale; dai giovani all’etica; dai valori alla comunità e all’identità. Una riflessione a tutto campo dove emerge in modo chiaro e netto che solo attraverso un rinnovato impegno politico e culturale forse è possibile iniziare a dare risposte concrete alle domande e alle istanze che emergono dal tessuto sociale del nostro paese. Ma quello che emerge dal libro in modo chiaro è che proprio attorno al significato di queste parole si può costruire un progetto per raggiungere il “bene comune”. Perchè se c’è una carenza che viene avvertita in larghe fasce della nostra comunità nelle quali ognuno di noi è inserito, questa è proprio quella di riflettere per agire. Tornare, dunque, ad approfondire per ritrovare le ragioni profonde di un impegno che può espletarsi nei modi più differenti. Parole che non esauriscono l’universo della politica e dell’impegno politico concreto. Ma, semmai, si tratta di parole che interpellano il futuro della nostra società, le nostre prospettive, i nostri sistemi democratici e istituzionali.
Certo, è un tempo difficile il nostro. Eppure abbiamo il dovere di vivere il tempo presente perchè, come diceva già Aldo Moro negli anni ‘60, “se fosse possibile dire saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a domani, credo che tutti accetteremmo di farlo. Ma non è possibile. Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso. Si tratta di vivere il tempo che ci è fatto vivere con tutte le sue difficoltà”.
Comunque sia, si tratta di parole che contano e che possono contare ancor più nei mesi a venire. Parole capaci di suscitare riflessioni e ragionamenti sull’importanza di improntare le nostre azioni e le nostre attività, a un saldo sistema di valori e che stimolano tutti a un supplemento di analisi. Condividere le parole, comprendersi e comprendere risponde anche all’esigenza di costruire percorsi per riconoscersi attorno ad obiettivi comuni a tutti, per declinare una visione comune. Noi tutti sappiamo di vivere all’interno di una società contemporanea complessa. Questa estrema complessità sollecita tutti a condividere competenze, esperienze, cercando quella chiarezza che non cade mai nella banalizzazione o nella superficialità, ma affonda proprio nella competenza sviluppata e maturata all’interno dei propri mondi di responsabilità.
Il libro, pubblicato da Edizioni Lavoro, registra la prefazione di Luigi Sbarra, Segretario Generale della Cisl e l’introduzione di Marco Frittella, Direttore di Rai libri.
“Essere ragazze oggi: difficoltà e opportunità” è il tema del convegno che si terrà presso la Sala delle Bandiere dell’Ufficio del Parlamento Europeo di Roma, giovedì 13 ottobre 2022, dalle 15,30 alle 18,30.
La riunione è promossa dalla sezione italiana della Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo (WFWP), in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, per celebrare la Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze, indetta dalle Nazioni Unite. Si svolgerà in presenza e sarà trasmessa in collegamento sulla piattaforma zoom.
Interverranno Carlo Corazza, Capo Ufficio del Parlamento europeo in Italia; Silvia Sticca, Esperta in criminalità organizzata e Vicepresidente Ass. 7Colonne; Virginia Vandini, Sociologa, Presidente Ass. Il valore del femminile; Elena Centemero, del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione; Barbara Schiavulli, Direttrice di Radio Bullets; Maria Gabriella Mieli, Vicepresidente WFWP Italia, Souad Sbai, Presidente Acmid-Donna Onlus Ass. Donne marocchine e altri in Italia; e Maria Pia Turiello, Criminologa Forense, mediatrice per l’alta conflittualità. Modera Elisabetta Nistri, Presidente WFWP Italia.
“Con questo convegno ci proponiamo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sfide che milioni di bambine e ragazze continuano ad affrontare nel mondo per l’istruzione, il lavoro, la salute e una vita priva di violenze”, ha spiegato Elisabetta Nistri. “Vogliamo inoltre affermare l’importanza di dare alle bambine e alle ragazze le opportunità necessarie per realizzare il loro potenziale e contribuire così alla crescita delle loro famiglie e della società”. L’organizzatrice ha terminato affermando che l’incontro ha anche lo scopo di portare un contributo importante alla causa dell’uguaglianza di genere e delle pari opportunità per tutte le bambine e le ragazze.
La WFWP è un’Organizzazione non Governativa presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, in associazione con il Dipartimento d’Informazione Pubblica e sostiene e promuove gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Inaugurata nel 1992 dalla Dottoressa Hak Ja Han Moon, è presente in 119 Paesi e quest’anno celebra il suo trentesimo anniversario di fondazione. Si propone di favorire la piena realizzazione delle legittime aspirazioni dell’universo femminile, per contribuire a una pace duratura a livello personale, famigliare e sociale. Promuove la cultura della pace; l’integrazione culturale; il sostegno delle popolazioni in via di sviluppo e la tutela dei diritti umani, in particolare delle donne.
E’ possibile seguire l’evento al seguente link:
https://us06web.zoom.us/j/89105489627
ID riunione: 891 0548 9627
Già Country Manager di Uber Eats, Tronzano sostituisce Vishal Verma, che va ad assumere un ruolo internazionale.
Getir, l’azienda pioniera della consegna ultra-veloce della spesa, ha nominato Davide Tronzano come nuovo General Manager per l’Italia.
Tronzano, 39 anni, torinese, vanta un’importante esperienza nei settori della tecnologia, dell’ecommerce e della consulenza e un MBA ottenuto presso la London Business School. Inizia la sua carriera nel 2006 in LVMH come Retail Analyst, per poi entrare in Bacardi, dove è stato brand manager dal 2007 al 2011. Successivamente, ha lavorato in Google e poi Accenture, nel Regno Unito, alla guida di un team multidisciplinare focalizzato nei settori dell’automotive e del retail. Sempre a Londra, è stato consulente per diverse startup attive nel settore dell’eCommerce, dal beauty al grocery, sui temi di strategia, operations ed espansione del brand a livello globale. Prima del suo ingresso in Getir, Tronzano è stato General Manager di Uber Eats in Italia.
Davide Tronzano assume così formalmente la guida del team italiano dell’azienda pioniera del quick commerce, prendendo il posto di Vishal Verma, che va ad assumere un ruolo internazionale. “Sono molto felice ed orgoglioso di entrare a far parte del team di Getir, in cui ho trovato una squadra di eccezionale talento e qualità. Credo molto nel quick commerce e nella consegna ultra-veloce della spesa e di prodotti freschi: un modello che, a mio avviso, rappresenta il futuro dell’e-commerce, e in cui vedo ancora grandissime opportunità di crescita ed innovazione al servizio dell’esperienza dei clienti. In questo senso, non avrei potuto fare scelta migliore: Getir è stata l’azienda pioniera del segmento quick-commerce, creando, di fatto, questa categoria. Non vedo l’ora di poter dare il mio contributo alla crescita di questa azienda in Italia”.
Con la nomina del manager, Getir conferma così la sua volontà di continuare a investire nel mercato italiano, dove vuole consolidare la sua presenza per offrire sempre un maggiore assortimento e una migliore esperienza possibile ai suoi clienti.
Pandemia e adolescenti “eroi”
Incontro a Palazzo Lascaris
Giovedì 13 ottobre alle ore 15 presso la Sala Viglione di Palazzo Lascaris a Torino si terrà la presentazione del progetto: “Adolescenti, l’era dei nuovi eroi”, presentato da Irma Battista e Amanda Gesualdi. L’iniziativa, promossa da Heroes Coaching e Associazione Azimut indaga l’impatto del Covid sull’età adolescenziale.

Mutuo: tasso fisso, variabile o…?
E adesso, pover’uomo?
La domanda è il titolo del famoso romanzo di Hans Fallada, pseudonimo di Rudolf Ditzen, che narra le vicissitudini di un onesto impiegato nel dramma degli anni Venti del Novecento, con l’esplosione della grave crisi economico-sociale mondiale.
Domanda che potrebbe essere pronunciata oggi da chi ha stipulato anni fa un mutuo a tasso variabile, nella fiduciosa speranza che il trend di tassi bassi potesse proseguire all’infinito, e si trova oggi, all’improvviso, in una fase di tassi crescenti.
Nel giro di pochi mesi il costo di un mutuo è passato dall’1% circa al 4% circa, facendo lievitare l’importo della rata periodica da pagare alla banca.
E, quindi, ancora una volta la domanda, sia per chi ha un mutuo in essere a tasso variabile, sia per chi deve stipulare un nuovo mutuo per l’acquisto della casa è: meglio un tasso fisso o un tasso variabile?
Come sempre in finanza, la risposta giusta è (anche se sembra una “non risposta”): DIPENDE.
Dipende dalla situazione del debitore, dalle prospettive del mercato finanziario, dalla durata del prestito.
Per fare una scelta razionale, è bene conoscere gli aspetti tecnici delle diverse soluzioni e analizzarne i pro ed i contro.
1 – Mutuo a tasso fisso. È un finanziamento in cui il costo è determinato fin dal momento della stipula, rimanendo invariato fino alla scadenza. Chi sceglie questa formula sa che, indipendentemente dalle fluttuazioni dei tassi del mercato, pagherà sempre lo stesso importo periodico. È evidente che i vantaggi del mutuo a tasso fisso risiedono nella tranquillità di avere una rata stabile che non varia nel tempo (le rate saranno identiche dal primo fino all’ultimo pagamento) e nella possibilità di pianificare con precisione le uscite del budget familiare. Per contro gli aspetti negativi sono rappresentati dall’impossibilità di godere delle situazioni vantaggiose che le fluttuazioni del mercato potrebbero offrire nei periodi di calo del costo del denaro.
2 – Mutuo a tasso variabile. È un finanziamento in cui il costo è fissato volta per volta in funzione del costo del denaro, essendo indicizzato a un parametro di riferimento (ad esempio l’Euribor, il tasso interbancario). Chi sceglie questa formula paga una rata un po’ inferiore a quella del mutuo a tasso fisso, ma è soggetto all’alea della variabilità del costo (in senso positivo e negativo): se il parametro di riferimento sale, la rata sale, se scende la rata scende. Il vantaggio di questa formula risiede nella possibilità di avere un costo iniziale inferiore e di poter beneficiare di futuri decrementi; ma ovviamente il rischio è quello di subire un incremento del costo nel caso di aumento dei tassi.
Per fronteggiare queste incertezze il mercato ha, da alcuni anni, messo a disposizione forme ibride che nell’attuale situazione potrebbero risultare interessanti: il mutuo a tasso misto ed il mutuo a tasso variabile con cap.
3 – Mutuo a tasso misto. È un finanziamento che inizialmente parte con una formula predeterminata (ad esempio con interesse fisso), ma che a scadenze prefissate consente di passare ad altra formula (ad esempio con interesse variabile). Il cambio di tasso può essere effettuato più volte secondo quanto stabilito al momento della stipula del mutuo. Bisogna, però, ricordare che passare, per esempio, dal tasso variabile al fisso in periodo di rialzo non costituisce automaticamente una garanzia di risparmio, poiché il tasso fisso applicato è quello aggiornato (quindi anch’esso più elevato) e non quello calcolato all’inizio del contratto di mutuo. Il vantaggio di questa formula è la sua elasticità che consente di fronteggiare (entro certi limiti) i rischi legati alla scelta definitiva del tasso. Ma il costo iniziale è un po’ superiore a quello di un mutuo a tasso fisso tradizionale.
4 – Mutuo a tasso variabile con CAP. È un finanziamento il cui tasso d’interesse varia in base all’andamento del parametro di riferimento (l’Euribor), ma non può superare una soglia prefissata (il CAP), che determina l’importo massimo delle rate. È quindi un compromesso tra la formula a tasso fisso e la formula a tasso variabile, che permette al mutuatario di tutelarsi da eccessive oscillazioni al rialzo dei tassi grazie alla presenza di un tetto massimo determinato a priori. Per la sua natura “assicurativa” questo mutuo è in partenza più costoso di quello a tasso fisso; e potrebbe presentare l’inconveniente di avere, oltre al CAP, anche un floor (cioè un tasso minimo al di sotto del quale non scende il costo). Il vantaggio di questa formula è che consente di sfruttare i benefici della variabilità a ribasso dei tassi, senza pagare lo scotto (se non fino al tetto del CAP) di una variabilità al rialzo.
Conclusioni e suggerimenti
Ricordato che in finanza la scelta migliore in assoluto non esiste, ma può esistere una scelta “ottimale” in funzione delle prospettive del mercato e delle predisposizioni del beneficiario, possiamo suggerire, in linea generale, di orientarsi oggi verso la formula del mutuo a tasso variabile con CAP.
Il balzo dei tassi di questi mesi è stato fortissimo ma, con molta probabilità, il rialzo è destinato ad esaurirsi e potrebbe anche invertirsi una volta stabilizzatesi le situazioni che hanno creato l’incertezza e le tensioni sul mercato dei capitali.
Partire con condizioni favorevoli offerte dal tasso variabile, proteggendosi dall’eventualità che, almeno nel medio periodo, il trend di crescita continui, è il modo migliore per coniugare la flessibilità del tasso variabile con la stabilità del tasso fisso legato al CAP.
Gianluigi De Marchi
Martedì 11 ottobre al Duomo delle OGR Torino, dalle 9.00 alle 18.30, i massimi attori del settore racconteranno tutto ciò che c’è da sapere e le opportunità dell’universo virtuale
Taglio del nastro del primo Festival del Metaverso in Italia che si terrà martedì 11 ottobre, dalle ore 9.00 alle ore 18.30, presso il Duomo delle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino (Corso Castelfidardo – 22), e che vanta prestigiosi partner e patrocini istituzionali tra cui: Parlamento Europeo, Commissione Europea, Anno europeo dei Giovani, Regione Piemonte, Comune di Torino, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT
Organizzato da ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori, in collaborazione con OGR Torino, l’evento nasce dalla volontà di coinvolgere le grandi del mondo tech, startup e giovani opinion leader per illustrare i nuovi trend sul mondo della comunicazione e del business digitale.
Realtà Aumentata e Virtuale, Blockchain e iWeb3, crypto art, sono solo alcune delle componenti del Metaverso, l’espansione virtuale del mondo reale, dove 350 milioni di persone vivono già generando un mercato (beni virtuali) di circa 54 miliardi di dollari l’anno. È indubbio, infatti, che il metaverso stia portando vantaggi ad aziende e consumatori in cui, grazie all’unione tra realtà fisica e virtuale, è in grado di fornire esperienze immersive migliorate.
Non a caso, il Festival si pone come attrattore di brand e investitori desiderosi di comprendere il potenziale di questo nuovo settore ponendo l’accento sui giovani talenti nostrani che rappresentano il futuro del Paese.
«Come ANGI siamo da sempre aperti a perseguire i nuovi paradigmi tecnologici e per questo vogliamo vivere da protagonisti nel nuovo mondo immersivo. Creare, infatti, una realtà in cui uomini e macchine possano collaborare rappresenta la nostra missione il cui principio cardine resta sempre quello dell’humanitas. La realizzazione del Festival del Metaverso, infatti, è nata dalla volontà di dare priorità a coloro che si sono distinti in questo campo attraverso la progettazione di un futuro con nuove strategie digitali da adottare in settori vitali. Abbiamo scelto la città di Torino, e nello specifico la Regione Piemonte, perché, oltre alla sua sensibilità all’innovazione, è stata anche la prima in Italia ad aver presentato il suo metaverso». Ha spiegato Gabriele Ferrieri, Presidente ANGI.
«Un grande evento per una realtà nuova che negli ultimi mesi ha avuto una grande accelerazione. Stiamo vivendo un momento di grande trasformazione digitale e stiamo costruendo il futuro. L’appuntamento di Torino, primo in Italia, per noi è motivo di grande soddisfazione ma anche uno stimolo a proseguire sulla strada che, come Regione Piemonte, abbiamo già intrapreso». Ha esordito l’assessore regionale all’Innovazione, Matteo Marnati
«Il CSI è partner di questa importante iniziativa perché riteniamo che il metaverso possa diventare un nuovo e ulteriore canale a disposizione delle persone per usufruire dei servizi pubblici digitali. Molti grandi player a livello mondiale stanno già investendo in questa tecnologia e il CSI vuole essere presente in questa nuova partita fin dall’inizio».Ha sottolineato Pietro Pacini Direttore Generale CSI Piemonte.
Un connubio perfetto, quindi, tra tradizione e innovazione, tra vecchio e nuovo, che rappresenta la vera trasformazione mentale e digitale in grado di supportare la nascita di un nuovo modo di comunicare attraverso le collaborazioni tra nomadi digitali, computer graphics, informatici, social media manager, ingegneri e tante altre professionalità. Un’alleanza che promette molti vantaggi economici e ambientali.
L’evento verrà suddiviso in due momenti, sezione mattutina e sezione pomeridiana, e l’intera giornata verrà scandita da molteplici argomenti: arte, blockchain, smart city e smart mobility. IA, robotica, startup, musica, lavoro e formazione, fashion industry, sport.
Main Partner del Festival del Metaverso: Ferrovie dello Stato Italiane, Intesa Sanpaolo Assicura, MINI.
Official partner: Consorzio per il Sistema Informativo – CSI Piemonte, Coderblock, Lab 21.01, Spencer & Lewis, Tier, Würth Italia, studio legale Zaccara & Associates.
Ad aprire i lavori del primo Festival sul Metaverso italiano, oltre al saluto da parte del comune di Torino, saranno le prestigiose istituzioni della città: Matteo Marnati, Assessore regionale Ambiente, Energia, Innovazione, Ricerca Regione Piemonte; Letizia Maria Ferraris, Presidente CSI Piemonte; Massimo Lapucci, CEO di OGR Torino e Segretario Generale della Fondazione CRT.
A seguire, verrà presentata in esclusiva dal Prof. Roberto Baldassari, Direttore Generale Lab21.01 e Direttore del Comitato Scientifico ANGI, l’indagine demoscopica “Giovani e innovazione nello scenario del metaverso”.
Infine, prenderanno parte a importanti round table: Carlo Corazza, Direttore degli Uffici del Parlamento Europeo in Italia; Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia; Francesco Tufarelli, Direttore Generale della Presidenza del Consiglio; l’Ambasciatore Lorenzo Angeloni, Direttore Generale, direzione generale per la Promozione del Sistema Paese – Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale; Marco Gay, Presidente di Confindustria Piemonte; Guido Scorza, avvocato e componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali; Chiara Caucino, Assessore regionale alla Famiglia; Pietro Pacini, Direttore Generale CSI Piemonte; Andrea Lazzara dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte; Marco Calonego, Consulente Würthper il Metaverso; Geo Ceccarelli, Founder Experiency & CGO Spencer&Lewis; Sonia D’Arcangelo, Head of Neuroscience Lab di Intesa Sanpaolo Innovation Center; Ennio Bilancini, Direttore del GAME Science ResearchCenter e coordinatore della GAME Science Winter School; Matteo Bisanti, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa dell’Università degli Studi di Firenze e membro del GAME Science Research Center; Fabio Viola, fondatore TuoMuseo e curatore per la Reggia di Venaria con PLAY.
E ancora: Francesca Mambretti, Head of Sales Mid-Market per l’Italia di META; Sarah Schappert, Director Europe URBAN-X – MINI; Marco Calonego, Consulente Würth per il Metaverso; Marco Sirgusa, Senior Public Policy Manager Italy di Tier Mobility; Fabio Simonelli, Partnership Director Italy Rakuten; William Nonnis, Full Stack and Blockchain Developer per ENEA, Edoardo Di Pietro, primo laureato nel metaverso in Comunicazione, Ict e Media; Marcel Vulpis, Vicepresidente Lega Pro; Roberto Ciccioli, Advisor Global Sports Initiatives per l’Italia.
La sezione pomeridiana, invece, vedrà la presenza dei massimi esponenti italiani del campo del Metaverso, tra cui: Daniele Pucci, ricercatore IIT e Responsabile della linea di ricerca “Artificial Mechanical Intelligence”; Salvatore Maria Aglioti, Responsabile Neuroscience and society IIT; Massimo Canducci, Chief Innovation Officer – Engineering Group; Cris Nulli, Digital Advisor; Lino Prencipe, Director Digital & Business Development Sony Music; la rapper BigMama; Leonardo Vigolo, CIO & Creative TechnologistDe Marinis Group; Riccardo Carnevale, Partner & HoEStarting Finance; Gian Luca Comandini, Direttore The Blockchain Management School; Roberto Esposito, CEO Alterside; Anna Fongaro, Founder Colada & Web3.0 Expert; Danilo Costa, CEO & Founder Coderblock; Nino Carmine Cafasso, Consulente del lavoro; Gianluigi Ballarani, Co-Founder HUDI; Fabiano Taliani, CEO Cointelegraph Italia; Jacopo Zaccara, Consigliere di amministrazione Guido Srl; Andreina Serena Romano, CEO Twilo e Founder PowWoW Fashion Tech Week; Sara Noggler, CEO Polyhedra e Comitato blockchain Assolombarda; Valentina Marzioni, Imprenditrice & Content Creator.
Moderazione affidate al giornalista, conduttore radiofonico e sceneggiatore italiano, Massimo Cerofolini, che verrà accompagnato dalla co-conduttrice Ylenia Totino.
Coordineranno le sessioni dei panel pomeridiani i vari delegati dell’ANGI, tra cui: Ilaria Cuomo, Direttore del coordinamento generale dell’evento; Adelina Chiara Balsamo, Direttore Ufficio Presidenza ANGI e Direttore Responsabile “The Italian Globe”; Francesca Rese, Membro del Consiglio Presidenza ANGI; Asia Galisi, Head of digital management; Francesco Paolo Russo, Direttore Generale ANGI; Fabio Biccari, Responsabile ANGI Lombardia; e Pietro Trebisonda, Responsabile ANGI Torino.
La partecipazione all’evento è gratuita ma è gradita la registrazione al seguente link: https://www.festivalmetaverso.it/iscriviti/

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L’azienda ambientale italiana leader nelle soluzioni per il pianeta riceve per la terza volta consecutiva dal 2020 a oggi il prestigioso riconoscimento riservato alle imprese eccellenti.
Marazzato Soluzioni Ambientali Srl, società di punta del Gruppo Marazzato, holding partecipativa leader italiana dal 1952 a oggi nel settore ambientale e delle soluzioni per il pianeta, è stata nuovamente nominata nei giorni scorsi a Milano Best Managed Company, titolo giunto quest’anno alla sua quinta edizione.
Il marchio dall’elefantino con il naso all’insù, già insignitodel prestigioso riconoscimento nel 2020 e nel 2021, fa tris, essendo stata riconfermato con successo dalla rinomata agenzia mondiale di rating Deloitte.
Numerosi e degni di menzione i requisiti richiesti alle imprese – anche familiari – selezionate, tra cui avere sede legale in Italia, assenza di controllo da parte di gruppi multinazionali esteri e di procedure concorsuali tipiche (fallimento, concordato preventivo), esecutive e protesti, e possedere un fatturato superiore ai 10 milioni di euro.
Elementi significativi di primaria rilevanza, questi, valutati da una Giuria indipendente, composta da autorevoli esponenti della business community e del panorama accademico e istituzionale italiano, che ha provveduto a esaminare in profondità i profili delle società candidate. Premiando tra esse le migliori realtà distintesi per strategia, competenze e innovazione, impegno verso le persone e performances.
“Ringraziamo ‘Deloitte’ per questo terzo, consecutivo riconoscimento, che assume un valore ancor più pregnante proprio nell’anno in cui celebriamo il nostro 70° anno dalla fondazione -dichiarano soddisfatti i fratelli Alberto, Luca e Davide Marazzato, terza generazione di imprenditori alla guida del player ambientale che porta il loro cognome, fondato nel dopoguerra dal nonno Lucillo e sviluppato dai genitori Carlo e Mara.
“Ci apprestiamo a chiudere un 2022 denso di gradite soddisfazioni in termini di crescita e consolidamento, con una previsione di chiusura di ricavi pari a 70 milioni di euro. E l’orizzonte rivolto al potenziamento della divisione bonifiche, dei servizi ambientali, della valorizzazione di aspetti di responsabilità sociale e cultura d’impresa anche grazie alla nostra straordinaria collezione di mezzi storici del Novecento con cui puntiamo a incrementare l’interazione con il territorio in cui operiamo e che continua a portarci fortuna”, hanno chiosato i manager, terza generazione di imprenditori alla guida dell’azienda che porta il loro cognome.
La Mole spenta e il declino di Torino
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
L’idea di spegnere la Mole Antonelliana annunciata dal sindaco di Torino esprime in una sintesi perfetta il ripiegamento e la crisi di una Città che ha perso la sua identità e da un anno naviga a vista senza una guida politica sicura. Eletta un anno fa, l’amministrazione incespica su tutto o quasi. La Giunta Appendino aveva leso gravemente gli interessi della città, ingessandola su progetti insensati e su demagogie che hanno fatto regredire Torino. L’unico riferimento positivo resta la Giunta di Fassino che è stata stroncata nella sua operatività dal debito colossale accumulato nel decennio precedente da un venerato maestro dell’attuale sindaco, quel Chiamparino bocciato nelle urne come presidente uscente della Regione. In un anno la Giunta Lo Russo non è riuscita a progettare nulla di concreto, anche se alcuni annunci appaiono devastanti. Mi è capitato di ascoltare dal vivo un’intervista al Sindaco e sono rimasto sorpreso dei limiti piuttosto evidenti persino nel linguaggio da lui usato. In pochi minuti è riuscito a ripetere per tre volte la parola “casino”, declinandola in tre diverse accezioni. Forse in questo modo si ottengono le simpatie di certi ambienti e forse fa bene a seguire la sua linea, ma la Città merita più rispetto. Si è anche spinto a fare campagna elettorale per il suo partito in comizi che non hanno precedenti nella storia della città, se si eccettua Novelli che, sindaco in carica, si candidò alle elezioni europee e mantenne il doppio incarico. Non ho mai visto il Sindaco nella sua veste istituzionale di Sindaco della Città. Addirittura ha indossato il 25 aprile la fascia tricolore e un foulard di parte.
Adesso ha deciso di risparmiare spegnendo la Mole .
Forse avrebbe dovuto decidere di non accenderla per ogni occasione possibile, anche quelle palesemente settarie. La Mole che si spegne e’il simbolo di una città piegata, priva di speranza, colpita nel suo stesso simbolo che il tornado del 1953 aveva decapitato, ma che torno’ a splendere per opera del grande sindaco Amedeo Peyron.
L’attuale sindaco si è rifiutato di accendere la Mole per Mario Soldati, cittadino onorario di Torino, nel centenario del salvataggio di un suo coetaneo che stava affogando nel Po. Esattamente cent’anni fa il Sindaco di Torino festeggio’ in Comune il giovane Soldati a cui venne conferita nell’ottobre del 1922 la medaglia d’Argento al valor civile. L’attuale sindaco non ha detto una parola in ricordo di un grande torinese del Novecento, senza neppure rispondere alle mail che gli erano state inoltrate anche attraverso la sua capa di Gabinetto.
La Mole spenta sta a significare anche l’oblio per la storia torinese che viene ignorata, se non è declinata nel senso di un politichese novecentesco ormai tramontato e che, per fortuna, non è destinato a tornare.