ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 208

La Carovana dei Ghiacciai di Legambiente

Sui ghiacciai del Miage e di Pré de Bar (Monte Bianco)
I risultati del monitoraggio della prima tappa presentati in conferenza stampa ad Aosta
Ghiacciai in emorragia: Miage, in 14 anni spariti circa 100 miliardi di litri di acqua pari a tre volte il volume dell’idroscalo di Milano; Pré de Bar, dal 1990 ad oggi persi mediamente 18 metri di superficie l’anno
Legambiente: “Necessario lo studio del cambiamento che avviene nel ciclo idrogeologico. Basta dare risposte secondo schemi del passato“
Ghiacciai sempre più in emorragia e equilibri naturali che cambiano. Parla chiaro la fotografia dei monitoraggi della prima tappa in Valle D’Aosta di Carovana dei Ghiacciai 2022, la campagna di Legambiente con la partnership scientifica del Comitato Glaciologico Italiano, con partner sostenitori Sammontana e FRoSTA e partner tecnico Ephoto. Un viaggio in cinque tappe, dal 17 agosto al 3 settembre per monitorare lo stato di salute dell’arco alpino, sempre più minacciato dalla crisi climatica. Sotto la lente d’ingrandimento il Ghiacciaio del Miage e quello del Pré de Bar, due tra i più importanti sul massiccio del Monte Bianco, uniti dalla stessa emergenza a causa dei cambiamenti climatici. Oggi ad Aosta la presentazione dei risultati dei rilevamenti in una conferenza stampa presso l’Hôtel des Etats.

Sul Ghiacciaio del Miage, l’”himalayano” della Valle D’Aosta, nell’ultimo decennio si registra una forte accelerazione di perdita di massa, 100 volte maggiore rispetto al cinquantennio precedente (dal 1957 al 2008).  Si pensi che in quattordici anni sono spariti circa 100 miliardi di litri di acqua (almeno 100.000.000 di m³di ghiaccio, pari a tre volte il volume dell’idroscalo di Milano). Sebbene la sua superficie del ghiacciaio risulti ancora di 13 km² come alcune decine di anni fa, è evidente la situazione di collasso che sta vivendo con un abbassamento generalizzato su tutta la lingua di un valore medio di almeno 20 metri e punte di 50 metri. Esempio emblematico degli equilibri naturali che cambiano è la storia del lago glaciale del Miage, il lago che appare e scompare: negli ultimi tre anni il suo riempimento e svuotamento è avvenuto in maniera sempre più rapida e repentina, rispetto al passato in cui verificava circa ogni 5/10 anni.

Stessa sofferenza per il Ghiacciaio di Pré de Bar che, a causa dell’aumento delle temperature, registra dal 1990 ad oggi una contrazione sempre più rapida, perdendo mediamente 18 metri di superficie l’anno; il ghiacciaio ha perso una media annua di 8 milioni di m³ di acqua tra il 2007 e il 2012 (dati Fondazione Montagna Sicura e Arpa Valle D’Aosta), anno in cui si è registrato un imponente distacco sulla lingua glaciale di cui resiste oggi solo la seraccata superiore.

Mentre il maltempo si abbatte sul Paese con una forza inaudita a ricordarci di quanto stia aumentando la frequenza degli eventi estremi  – dichiara Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e coordinatrice della campagnasui ghiacciai si consuma una tragedia più lenta e per questo meno percepibile, ma altrettanto preoccupante. Si osservano perdite di massa e di volume di ghiaccio inimmaginabili e gli equilibri ambientali cambiano a vista d’occhio. Non si può pensare di uscire da questa emergenza con gli schemi del passato. Bisogna invece partire studiando i cicli idrologici dove i ghiacciai intervengono con contributi non indifferenti, soprattutto nella stagione estiva”.

I monitoraggi sono stati realizzati dal Comitato Glaciologico Italiano in collaborazione con Legambiente nelle mattinate del 17 e 18 agosto. Hanno preso parte Walter Alberto, Elena Motta, Aristide Franchino e Paola Foà del Comitato Glaciologico Italiano; Philip Deline, Université Savoie Mont Blanc; Edoardo Cremonese, ARPA Valle D’Aosta. Alla conferenza di presentazione dei dati hanno partecipato Marco Giardino, vicepresidente Comitato Glaciologico Italiano e Università di Torino; Igor Rubbo, direttore generale ARPA Valle D’Aosta; Maria Grazia Monaci, Rettrice Università della Valle D’Aosta; Denis Buttol, Presidente Circolo Valle D’Aosta; Angelo Porta, vicepresidente Legambiente Piemonte e Valle D’Aosta. A moderare Vanda Bonardo, responsabile Alpi Legambiente.

“In questa prima tappa di Carovana dei ghiacciai abbiamo aperto le pagine della storia glaciale di questa valle, la Val Ferret. – commenta Marco Giardino, segretario del Comitato Glaciologico Italiano e Università di Torino – Abbiamo osservato quel che resta dei ghiacciai confrontandolo con la loro storia scritta, attraverso le foto e i documenti. Questo ci aiuta a capire come evolve il paesaggio glaciale e come sia importante registrare quello che vediamo per averne una memoria nel futuro che ci aiuti a guidare gli scenari del cambiamento climatico”.

Le metodologie dei rilevamenti: Tra quelle utilizzate per i monitoraggi sui due ghiacciai valdostani, sia tecniche di misurazione tradizionali basate sulla misurazione della distanza della fronte del ghiacciaio rispetto ad alcuni punti di riferimento, come nel caso del Pré de Bar; sia tecniche più moderne con l’utilizzo del lidar (Light Detection Andrenging) e la fotogrammetria da elicottero per ottenere modelli digitali tridimensionali della superficie del ghiacciaio, come nel caso del Miage.

Nessuno ormai può negare che il cambiamento climatico esiste, ma sta accelerando, con le conseguenze forti che stiamo imparando a conoscere. – commenta Angelo Porta, vicedirettore di Legambiente Piemonte e Val d’Aostaè quindi essenziale da un lato limitare l’aumento di temperatura particolarmente evidente sui ghiacciai e sul fragile ambiente montano e dall’altro mettere in campo velocemente azioni di adattamento. In ogni decisione devono essere valutata l’incidenza dell’aumento di temperatura nei prossimi anni”.

La prossima tappa: Il viaggio della Carovana dei Ghiacciai 2022 proseguirà in Piemonte, sui Ghiacciai del Monte Rosa, dal 20 al 22 agosto (il programma e per iscrizioni alla tappa: clicca qui). Il 20 agosto è prevista un’escursione panoramica sul paesaggio glaciale del Monte Rosa e confronto di immagini fotografiche storiche degli impianti per sci estivo a cura di Marco Giardino e Cristina Viani, Comitato Glaciologico Italiano e osservazione sulla fronte del ghiacciaio di Indren, con Paolo Piccini e Tito Princisvalle, Comitato Glaciologico Italiano. A seguire un incontro pubblico alle ore 18 ad Alagna Val Sesia presso il Teatro Unione Alagnese. Si concluderà lunedì 22 agosto con la conferenza stampa di presentazione dei dati a Torino presso la sede del Comitato Glaciologico Italiano.
In soccorso dei giganti bianchi: Fare di tutto per contrastare la crisi climatica è un dono che facciamo alle future generazioni, che erediteranno gli effetti delle nostre scelte. Per sostenere le attività di Legambiente sui cambiamenti climatici visita la pagina sostieni.legambiente.it/carovana-ghiacciai. Con un piccolo contributo sosterrai la campagna itinerante Carovana dei Ghiacciai, le attività dell’Osservatorio sull’impatto dei mutamenti climatici e le mobilitazioni contro la crisi climatica e i nemici del clima per ottenere cambiamenti concreti dalle istituzioni.

 

(Foto di repertorio)

Dazn, Polliotto (UNC): “Pronti a tutelare chi ha diritto al rimborso”

Le parole della Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Pronti a tutelare i consumatori per il disservizio di metà agosto scorso”. Lo annuncia Patrizia Polliotto, famoso avvocato italiano nonché Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

A seguito delle criticità di visione verificatesi durante i live streaming della prima giornata di campionato di calcio di Serie ADazn ha comunicato che intende garantire un indennizzo a tutti gli utenti”, prosegue il noto legale.

Per il disservizio tecnico, che non ha interessato la totalità degli abbonati che hanno seguito le partite in programma nelle giornate di sabato e domenica, l’azienda interessata provvederà a riconoscere un indennizzo a tutti i clienti che, durante la finestra temporale dell’incidente, hanno sofferto disagi.

Inoltre Dazn, chiarendo la natura straordinaria e non prevedibile dell’evento verificatosi nelle giornate di sabato e domenica scorsi e confermando quanto già indicato con il comunicato del 15 agosto circa la ferma intenzione di voler procedere tempestivamente al riconoscimento degli indennizzi a favore dei clienti, ha deciso di riconoscere un rimborso del 25% a tutti, che sarà versato direttamente sul conto dei clienti, e in più regalerà una giornata di campionato. Nello specifico, la misura dell’indennizzo, in conformità a quanto previsto dalla delibera Agcom, sarà pari al 25% del canone mensile pagato da ciascun cliente secondo il proprio profilo di abbonamento e, proprio in ragione della straordinarietà dell’evento, di un ulteriore 25%, pari alla fruizione gratuita di una giornata di campionato”, precisa altresì Patrizia Polliotto (qui il link al comunicato stampa ufficiale al sito di Dazn: https://www.dazn.com/it-IT/help/articles/refund-requests-it).

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

La procedura di rimborso sarà attivata a partire da martedì 23 agosto e, gradualmente, sarà completata nelle prossime due settimane.

Intesa Sanpaolo, un miliardo a famiglie e imprese danneggiate dal maltempo

Intesa Sanpaolo al fine di rispondere nel più breve tempo possibile alla situazione di emergenza venutasi a creare in seguito agli eventi atmosferici che hanno colpito diversi territori del Paese, ha stanziato un plafond di 1 miliardo di euro a condizioni agevolate a sostegno delle famiglie e delle imprese che hanno subito danni a seguito dell’eccezionale maltempo.

Il plafond è destinato alle famiglie, alle imprese, ai piccoli artigiani, commercianti e alle imprese del settore agroalimentare che hanno subito danni, dando loro un sostegno finanziario dedicato. Il Gruppo Intesa Sanpaolo prevede la possibilità di richiedere la sospensione per 12 mesi della quota capitale delle rate dei finanziamenti in essere per famiglie e imprese, residenti nelle zone colpite dal maltempo.

La Banca mette a disposizione tutte le proprie filiali sul territorio per fornire prontamente informazioni ed assistenza.

“Intesa Sanpaolo, riaffermando la vicinanza ai territori in cui opera e l’attenzione verso le necessità delle popolazioni – dichiara Stefano Barrese, responsabile Banca dei Territori si è attivata subito in soccorso di tutte le realtà che stanno subendo danni per il maltempo, stanziando immediatamente un consistente intervento finanziario. Una prima e rapida risposta per rendere possibile alle imprese di proseguire nella loro attività e alle famiglie di affrontare questa situazione di emergenza”.

Agosto, passa lo straniero. A Torino è record per il turismo

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Anche dopo ferragosto per il turismo a Torino il mese è da record. Gli alberghi  sono pieni al 60%, e sono tornati gli stranieri.  I dati analizzati da Confesercenti indicano che secondo gli operatori del settore come albergatori, e agenzie di viaggio, oltre a bar e ristoranti   i numeri del turismo stanno ampiamente superando quelli del 2019 dopo la sosta obbligata dovuta alla pandemia.

Positiva anche la crescita dei passeggeri all’aeroporto di Caselle: oltre il 20% rispetto al 2019. Il 70% dei turisti ha prenotato per almeno tre o più notti.

Le presenze in città sono per il 50% di italiani e per il 50% stranieri: molti i francesi (70%) e per la prima volta c’è una consistente  presenza di visitatori  del Nord Europa e di spagnoli.

Il vaiolo delle scimmie, alcune brevi considerazioni sulla sua diffusione recente nella nostra società

Nel 1980 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’eliminazione del Vaiolo, una malattia fra le più devastanti conosciute dall’umanità che, prima di essere sconfitta e cancellata dalle nostre vite, è stata responsabile di milioni di morti e questo rappresenta uno dei più notevoli e profondi successi della storia della sanità.

Si tratta di una malattia acuta contagiosa causata dal virus Variola, un membro della famiglia degli orthopoxvirus, oggi prevenibile poiché si dispone del vaccino dedicato.

Il vaccino contro il vaiolo, realizzato da Edward Jenner nel 1796, è stato il primo vaccino sviluppato con successo. Lo studioso aveva notato che le mungitrici che avevano precedentemente contratto il vaiolo bovino, non si ammalavano di vaiolo e riuscì a dimostrare che un’inoculazione simile, poteva essere utilizzata per prevenire il vaiolo in altre persone rinforzando le difese immunitarie, al punto far si che potessero esserne immuni.

Oggi una malattia con caratteristiche simili, ma per fortuna meno gravi, si sta diffondendo nella nostra società: il vaiolo delle scimmie, un’infezione causata da un virus somigliantea quello del vaiolo, diffusa soprattutto in alcuni Paesi africani che, di tanto in tanto, ha dato vita a focolai in altre aree e da queste si è estesa sempre più.

Nel 2022, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato un’emergenza sanitaria globale poiché il vaiolo delle scimmie si era diffuso in molti Paesi attraverso interazioni sociali e contatti intimi.

Anche in questo caso siamo di fronte ad un’infezione causata da un virus; in alcuni Paesi, la malattia è endemica, cioè diffusa tra la popolazione da lungo tempo ed ora si sta diffondendo sempre più nel mondo.

Il vaiolo delle scimmie ha un lungo tempo di incubazionetanto che possono essere necessari da quattro a ventunogiorni per sviluppare la malattia dopo l’esposizione del soggetto al virus.

La malattia inizia di solito con una sensazione generale di malessere, con febbre e dolori muscolari; è questa una fase preparatoria, in cui il sistema immunitario si sta organizzando per affrontare il virus.

Caratteristica della malattia la comparsa, dopo alcuni giorni dal suo esordio, di una eruzione cutanea caratteristica

Dapprima si osservano aree di arrossamento cutaneo, successivamente si evidenziano locali ispessimenti irregolari che si trasformano in vescicole in cui si raccoglie un liquido denso e biancastro. Nel volgere di qualche giorno le vescicole si asciugano, assumono l’aspetto di croste che andranno incontro alla guarigione, si seccano e infine si staccano.

L’eruzione caratteristica del vaiolo delle scimmie, dì solito, inizia sul viso per diffondersi poi alle braccia, alle mani, alle gambe e ai piedi e al dorso.

Se acquisita durante un contatto intimo o sessuale, può anche esordire comparendo nelle aree genitali o peri-anali.

L’aspetto, in una prima fase può essere confuso con la varicella, poiché giungere ad una diagnosi differenziale con i diversi tipi di eruzione può essere complicato ed è richiesto pertanto l’obbligatoria valutazione dello specialista.
La diagnosi viene effettuata analizzando un campione di liquido prelevato dall’eruzione cutanea, per escludere affezioni che producono una eruzione cutanea, come la varicella, il morbillo o la sifilide.

Anche questa malattia, come nella maggior parte delle patologie, può essere prevenuta.

È importante sapere che la vaccinazione contro il vaiolo è efficace all’ottantacinque per cento nella prevenzione del vaiolo delle scimmie.

A chi si reca in Africa occidentale o centrale, conviene evitare il contatto con animali selvatici o con animali che possono essere portatori del virus del vaiolo delle scimmie.

L’ultima pandemia del Covid ci ha abituato ad una ottimale igiene delle mani, che assume una importanza fondamentale anche in questo caso.

Nel caso si debba venire in contatto con una persona che ha il virus saranno fondamentali i dispositivi di protezione personale, mascherine, guanti, occhiali e si dovranno indossare i camici monouso.  

Una buona igiene delle mani può proteggere dall’infezione. Se ci si prende cura di una persona affetta da vaiolo delle scimmie, è necessario utilizzare dispositivi di protezione personale come guanti, mascherine, protezioni per gli occhi e camici monouso.

Se è stato diagnosticato il vaiolo delle scimmie si è restare isolati fino alla completa guarigione, di solito fino alla fase della caduta delle croste.

La tracciabilità dei contatti e l’isolamento delle persone infette possono aiutare a prevenire la diffusione del vaiolo delle scimmie.

A differenza delle precedenti epidemie di vaiolo delle scimmie, in cui si presumeva che la trasmissione avvenisse tramite goccioline di saliva, la principale via di trasmissione si è al corrente ora, il contagio avviene tramite il contatto diretto con la pelle, come confermato da uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista “The Lancet. Per giungere a questa conclusione, gli specialisti hanno dimostrato che la carica virale nelle pustole era molto più alta che nella laringe, il che ha indebolito fino ad annullare la tesi dell’importanza dell’infezione attraverso le vie respiratorie. L’area più colpita è di solito quella che entra in contatto con il virus e, per quanto è attualmente noto la via di contatto diretto e intimo è la via preferenziale per la trasmissione del virus.

Ed è per questo motivo che la modalità di infezione più frequente in questo focolaio è la trasmissione tra partner sessuali, mentre appare meno probabile la trasmissione del virus in seguito ad un contatto casuale con un’altra persona.

La maggior parte delle persone guarisce senza problemi dal vaiolo delle scimmie. Tuttavia, le complicazioni possono includere infezioni secondarie, polmonite, encefalite e infezioni oculari con conseguente perdita della vista.

Al momento è già disponibile un vaccino il cui nome commerciale è Imvanex, negli USA commercializzato con il nome di ”Jmneos”, prodotto dalla Bavarian Nordic, consigliato dell’EMA ( European Medicines Agency ) dal luglio scorso, elemento che fa ben sperare di poter tenere sotto controllo la malattia e risolverla in tempi rapidi, evitando la sua  diffusione veloce e progressiva in larghe fasce della popolazione, specie quelle più sessualmente attive che usano intrattenere  rapporti con più partner.

Rodolfo Alessandro Neri 

Uncem: posti asili nido, risorse ai Comuni

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale che ripartisce le risorse volte a incrementare il numero dei posti nei servizi educativi per l’infanzia per il raggiungimento del livello minimo essenziale delle prestazioni (LEP). Il decreto assegna a 4.974 Comuni risorse complessive per 120 milioni di euro, che potranno essere utilizzate per attivare nuovi posti in asili nido, così da consentire la frequenza a 15.639 bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi.
Viene così attuata la norma inserita all’interno della Legge di Bilancio 2022, dove per la prima volta nel nostro Paese trovano finanziamento i LEP. Un tema centrale per Uncem, evidenziato ancora negli Stati generali della Montagna del 2021. Uncem, nei mesi scorsi, aveva chiesto al Ministero della Coesione chiarimenti in merito alle possibilità di utilizzo delle risorse da parte dei Comuni. Sono molti quelli che ricevono cifre, anche importanti, ma che non hanno asili nido. Chiarimenti che sono arrivati e dei quali Uncem, con il Presidente Marco Bussone, ringrazia la Ministra Carfagna e il Dipartimento della Coesione. I Comuni potranno potenziare il servizio nei seguenti modi: ampliando la disponibilità del servizio negli asili nido comunali (nuove strutture o attivazione di posti inutilizzati), in gestione diretta o esternalizzata; ricorrendo a convenzioni con gli asili nido privati, con riserva di nuovi posti; trasferendo le risorse aggiuntive assegnate all’Ambito territoriale di riferimento o ad altra forma associata con vincolo di nuovi utenti; trasferendo le risorse aggiuntive assegnate in base ad accordi con Comuni vicini che svolgono il servizio di asilo nido, con riserva di nuovi posti; trasferendo le risorse aggiuntive assegnate alle famiglie con voucher/contributi per fruire del servizio di asilo nido sul territorio; altre modalità autonomamente determinate comunque riconducibili ai servizi educativi
per l’infanzia (ad esempio servizi educativi in contesto domiciliare).

Economia circolare: Iren realizzerà impianto per l’estrazione di metalli preziosi 

 Il Gruppo Iren, attraverso la propria controllata Iren Ambiente, realizzerà il primo impianto in Italia per l’estrazione di metalli preziosi dai RAEE.

L’avvio del progetto fa seguito alla chiusura di un accordo con OSAI, società attiva nella progettazione e produzione di macchine e linee complete per l’automazione e il testing su semiconduttori, e BTT Italia S.r.l.: l’operazione si concretizzerà nella realizzazione di un impianto, il primo realizzato sul territorio nazionale, per l’estrazione, la selezione e il recupero dei metalli preziosi presenti all’interno di schede elettroniche RAEE, tra i quali oro, argento, palladio e rame.

L’impianto prevederà due fasi di lavoro: la prima dedicata al disassemblaggio delle schede, la seconda alla separazione e affinazione dei metalli preziosi tramite un processo idrometallurgico. Entrambe le fasi si caratterizzano per alti livelli di efficienza e bassi impatti ambientali: la tecnologia applicata è sviluppata da Osai A.S. S,p.A. all’interno del progetto di urban mining “Re4M” e consente infatti, in combinazione con le tecnologie del proprio partner BTT Italia S.r.l., una significativa riduzione nella produzione di Co2 rispetto all’attività estrattiva tradizionale di miniera.

L’impianto, che sarà operativo dal secondo semestre del 2023, verrà costruito all’interno del polo dedicato all’economia circolare che Iren sta sviluppando in Toscana, nel comune di Terranuova Bracciolini (provincia di Arezzo). La collocazione geografica dell’impianto faciliterà inoltre possibili sinergie industriali con l’importante distretto orafo aretino.

Le Pro Loco, Parchi e Regione per l’Ambiente

“Si tratta di creare opportunità di sviluppo per i nostri territori -ha ricordato Fabio Carosso, vicepresidente della Regione e Assessore all’Urbanistica, alla Programmazione territoriale e paesaggistica, allo Sviluppo della Montagna, Foreste, Parchi, Enti locali- creare valore per i prodotti della nostra agricoltura e promuovere sempre più un turismo sostenibile”. Per Stefano Raso, referente nazionale Unpli per le tematiche ambientali nonché vicepresidente regionale, si tratta di “collaborare con le istituzioni per tutelare, valorizzare, promuovere il patrimonio materiale ed immateriale comune, ragionando in termini condivisi, su un panorama comune”.
All’incontro preparatorio in Regione erano presenti, oltre a Carosso e Raso, anche Monica Perroni, neo Direttore Parco Naturale del Po Piemontese che ha parlato di “’iniziativa ambiziosa e lungimirante”, visto che “territorio, partecipazione, ascolto e condivisione creano consapevolezza del possibile sviluppo turistico sostenibile”; e Roberto Antonello, Presidente Pro Loco Borgo Ticino (No) e vice presidente Consulta Promozione Territorio Parco Del Ticino, in rappresentanza di tutte le Pro Loco interessate da un’area protetta o un Parco, che ha detto essere “positivo e importante partecipare ai lavori per la creazione del protocollo, mettendo al centro i nostri parchi, il nostro patrimonio naturalistico. Le Pro Loco saranno sempre più attive nella promozione turistica sostenibile del nostro territorio”.

“Bollette d’oro”: il caro-energia compromette i ricavi degli hotel nonostante il boom di turisti

Non è accaduto solo a Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Torino, che ha ricevuto una bolletta della luce nel suo hotel pari a oltre 30 mila euro per un mese, il triplo rispetto al solito. Anche tanti altri albergatori, nonostante l’agosto da record per il turismo a Torino, col 60% di hotel pieni, riescono ad avvantaggiarsene in minima parte. Infatti i costi salati dell’energia stanno erodendo i loro margini. “Incassiamo di più e guadagniamo di meno, – dice  Banchieri all’Ansa – o persino rischiamo di essere in perdita, perché non possiamo trasferire per intero sui consumatori gli aumenti che subiamo”.