ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 209

Il Prezzo dei Social Media

 

Tutti almeno una volta nella vita abbiamo scaricato uno di quei social media tanto in voga.

Magari dopo la sollecitazione di un amico o per la semplice curiosità di sapere cosa vi sta dietro… e poi cosa ci vuole, tanto sono tutti gratuiti!
Ma è proprio questo il punto. Cosa c’è dietro a quello schermo pieno di immagini? Qual è il suo costo? Scommetto che parole come cookies, termini e condizioni e quant’altro sono ormai ben note ad ognuno di noi, ma in quanti sanno davvero di cosa si tratta? Ecco, quello non è altro che il modo in cui i social media sopravvivono: le nostre informazioni personali. Ogni volta che clicchiamo “accetto” su un sito o su un’applicazione, stiamo consentendo a qualcuno di frugare tra le nostre questioni, stiamo permettendo che quel qualcuno ci tenga incollati allo schermo del nostro telefono. E a che scopo?
Fondamentalmente perché quel qualcuno ci guadagni, per nessun’altra ragione. Chi lavora dietro a queste piattaforme ha come unico obbiettivo il profitto.
Egoisticamente, a nessuno lì dietro interessa del benessere di noi altri. Infatti, noi in quanto utenti non ci guadagniamo nulla, anzi.
Sui nostri telefoni perdiamo il nostro tempo, ma anche le nostre personalità e qualità di esseri umani. Non a caso per la maggior parte delle persone dopo i primi utilizzi si è rivelato particolarmente difficile privarsi di quei social media, perché è proprio quello il loro compito.
Avrete notato che i nostri telefoni possono spesso diventare dei veri malati di attenzioni: mille notifiche, suoni, colori… e noi non possiamo resistergli, quasi come sotto una sorta di ipnosi. Ci convinciamo di poter fare a meno di quegli strumenti quando vogliamo, ma ci accorgiamo di averne bisogno per qualche misterioso motivo.
Notate: chi vi capisce meglio del vostro profilo facebook, twitter o instagram? Quando usiamo quei profili si apre un mondo enorme di informazioni relative alle nostre singole vite, e ciò che rende difficile il distacco è proprio questo, perché non c’è nulla di meglio di essere capiti, compresi, confortati.
E più passa il tempo più è difficile immaginarsi una vita senza social media. Perché altrimenti non potremmo più sapere dove sono i nostri amici, cosa fanno le nostre celebrità preferite, come agiscono gli altri in determinate situazioni. Perché altrimenti ci sentiremmo fuori dal mondo. Eppure, il mondo vero, quello autentico, sta là fuori ma quel mondo non ci basta più. In un certo senso potremmo dire che il prezzo dei social media è proprio questo: siamo noi!
Nella realtà che viviamo oggi poche cose sono davvero gratuite, anche ciò che viene promosso come tale nasconde qualcosa sull’altra faccia della medaglia.
Quando le cose sembrano troppo facili, bisognerebbe forse fermarsi a riflettere prima di agire.
Molto probabilmente in quel momento stiamo diventando oggetto di un gioco perverso del quale nemmeno ci accorgiamo.
Il giornalista Andrew Lewis sosteneva che “Se non stai pagando qualcosa, non sei il cliente ma il prodotto che stanno vendendo.”

Valentina Veronese

 

Partecipare alle scelte del futuro della propria città

Indagine EY-SWG: l’84% dei cittadini italiani vuole partecipare alle scelte che riguardano il futuro della città

La (piccola e media) città italiana può diventare un modello di riferimento: soddisfazione dei cittadini verso i capoluoghi italiani, in termini di vivibilità e fruibilità
Le amministrazioni locali sono considerate il soggetto chiave per la trasformazione smart dei comuni italiani (51%), ma è importante anche il peso attribuito ai comportamenti individuali (23%)
Margini di miglioramento sulla dimensione ambientale e di inclusione sociale
I cittadini chiedono ai sindaci e agli amministratori locali di mettere a terra l’ultimo miglio della trasformazione delle città

 

 I cittadini hanno un grande desiderio di trasformazione in chiave digitale, inclusiva e sostenibile delle città in cui vivono e ritengono le amministrazioni locali il soggetto più importante per migliorare la città. È quanto emerge da un’indagine realizzata da EY, in collaborazione con SWG, su un campione di oltre 1200 residenti in città italiane capoluogo di provincia, presentata oggi nel corso della XXXIX Assemblea annuale dell’Anci a Bergamo.

Nel contesto attuale le città italiane sono al centro di enormi sfide di cambiamento sociale, economico e ambientale e i cittadini richiedono alle amministrazioni locali uno sforzo per riprogettarle in base alle esigenze di sostenibilità ambientale, digitalizzazione e inclusività emerse durante la pandemia. Si tratta di un impegno verso tutta la comunità e le generazioni future, da realizzare insieme a istituzioni, enti locali, aziende e alle migliori energie del territorio, per mettere a terra – anche grazie alle risorse del PNRR – l’ultimo miglio della trasformazione delle città, cioè idee e progetti che consentano ai cittadini di vivere in uno spazio disegnato a misura di personacommenta Massimo Antonelli, CEO di EY in Italia e COO di EY Europe West.

Qualità della vita nelle città italiane: promosse per vivibilità e fruibilità

Dalla rilevazione emerge che i cittadini italiani promuovono i capoluoghi in termini di vivibilità, valutando in maniera positiva la diffusione dei servizi pubblici (voto medio 6,6 in una scala da 1 a 10), la bellezza degli spazi (6,6) e la qualità dell’offerta culturale (6,4). Tuttavia, la qualità dell’ambiente e dell’aria (5,8) e la presenza di spazi di aggregazione (5,8) non ricevono la sufficienza. Il dato medio è sostanzialmente positivo anche per quanto riguarda la fruibilità delle città, dovegli aspetti di maggiore criticità riguardano l’inclusione (5,9), la sostenibilità ambientale (5,6) e la capacità di mostrare segni di crescita (5,5). Dati medi che nascondono forti differenze su base territoriale: ottengono punteggi più elevati le città di media grandezza (100-250 mila abitanti) e i centri più “human smart” (in relazione ai parametri dell’EY Human Smart City Index).

Per quanto attiene ai cambiamenti riscontrati dai cittadini negli ultimi 5 anni, le città sono percepite in forte miglioramento dal punto di vista delle infrastrutture digitali (+24) e della bellezza degli spazi (+10), ma in arretramento per quanto riguarda la qualità dell’aria e dell’ambiente (-15) e le relazioni sociali(-11).

In questo contesto un ruolo chiave è attribuito alle amministrazioni locali: la metà degli intervistati ne valuta positivamente la capacità di prendersi cura della città e dei suoi spazi e per il 51% del campione le amministrazioni comunali e in seconda battuta i singoli cittadini (23%) sono i soggetti chiave per migliorare le città, rendendole più smart e vivibili.

Presenza e accessibilità dei servizi: la “città dei 15 minuti” esiste già, ma mancano i servizi smart

La città dei 15 minuti prevede di riorganizzare gli spazi urbani in modo che il cittadino possa trovare entro 15 minuti a piedi da casa tutto quello che gli serve per vivere: lavoro (anche in co-working), negozi, strutture sanitarie, scuole, impianti sportivi, spazi culturali, bar e ristoranti, luoghi di aggregazione. In questo modo, le persone non devono prendere l’auto o i mezzi pubblici, riducendo traffico e inquinamento, riappropriandosi del tempo perso negli spostamenti e riscoprendo la socialità nel proprio quartiere.Dall’analisi realizzata da EY, in collaborazione con SWG, emerge che la città dei 15 minuti per molti aspetti è già una caratteristica propria dei capoluoghi italiani, dove la maggior parte dei principali servizi disponibili sono facilmente e velocemente raggiungibili dai cittadini.

Diverso il discorso per quanto riguarda l’effettiva presenza dei servizi che più caratterizzano le smart city. Tra i servizi più appetibili e desiderati, ma ancora non presenti nei capoluoghi italiani: sistemi pubblici per garantire energia sostenibile e rinnovabile (il 62% degli intervistati afferma che nella propria città non è presente ma sarebbe importante averlo), sistemi di illuminazione smart per il risparmio energetico (61%), pannelli informativi su traffico, condizioni meteo e attività culturali ed eventi dislocati nelle strade/piazze (50%). I cittadini, inoltre,desiderano sempre più servizi comunali accessibili online (8,2 in una scala da 1 a 10), nettamente preferiti a quelli di sportello anche laddove l’ufficio di riferimento fosse posto entro 15 minuti dalla propria abitazione (7,3).

Inclusione sociale: la richiesta alle amministrazioni in questo senso è forte

La pandemia ha lasciato nelle persone e nelle comunità una condizione di vulnerabilità che ha riguardato soprattutto le relazioni e il modo di vivere il rapporto quotidiano con gli altri. Per quanto proprio attorno ai temi della partecipazione e della socialità ci sia la percezione di un decadimento delle relazioni nelle città, gli stessi intervistati dichiarano una partecipazione piuttosto ridotta alle attività organizzate: negli ultimi 6 mesi solo il 31% degli intervistati ha svolto attività nel tempo libero con gruppi organizzati, solo il 28% ha svolto attività di volontariato o beneficienza e il 27% ha svolto attività sportiva organizzata.

Allo stesso tempo la richiesta alle amministrazioni in questo senso è forte e vi è ampio consenso tra gli intervistati verso iniziative di inclusione a tutti i livelli: l’88% ritiene importanti i servizi per sostenere famiglie e persone in difficoltà, l’86% ritiene importante l’inclusione degli strati più deboli (es. giovani e donne) all’interno del mercato del lavoro e la promozione dell’imprenditoria giovanile, l’84% ritiene importante la possibilità di partecipare ai processi decisionali e alle scelte che riguardano il futuro della città.

Digitalizzazione e smart working: 1 su 4 si trasferirebbein una città diversa

Dopo l’adozione massiva dello smartworking durante il periodo pandemico, il ritorno in ufficio ha interessato il 60% dei lavoratori, ma il 40% degli intervistati dichiara di avere mantenuto, almeno parzialmente, la possibilità di svolgere una parte del lavoro da casa. In generale, il desiderio di una soluzione ibrida continua ad essere diffuso (65%) e solo poco più di un lavoratore su tre vorrebbe lavorare esclusivamente nella propria sede di lavoro. La possibilità di lavorare stabilmente a distanza porta quasi un quarto degli intervistati a valutare anche la possibilità di trasferirsi dalla propria attuale abitazione per andare a vivere (e a lavorare) in un contesto con una migliore qualità della vita.

Sostenibilità ambientale: interiorizzata a livello individuale, ma il lavoro da fare – a livello collettivo – è ancora molto

Nella valutazione dell’attenzione verso la sostenibilità ambientale, l’opinione diffusa è che l’altro sia meno attento di sé stesso, segnale che il valore della sostenibilità è stato ormai interiorizzato a livello individuale, ma si ha la percezione che a livello collettivo il lavoro da fare sia ancora molto.

La percezione dei cittadini sui temi di digitalizzazione, inclusione sociale e sostenibilità che emerge dall’analisi realizzata insieme a SWG rende evidente che è necessario che le amministrazioni locali mettano a terra le opportunità legate al PNRR. I dati mostrano infatti una chiara correlazione tra i comuni che hanno investito in digitale e il ritorno, a livello di soddisfazione dei cittadini, per gli amministratori che hanno messo in campo trasformazioni concrete, visibili e in grado di includere e dare servizi– conclude Antonelli.

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EY è leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transactione consulenza. La nostra conoscenza e la qualità dei nostri servizi contribuiscono a costruire la fiducia nei mercati finanziari e nelle economie di tutto il mondo. I nostri professionisti si distinguono per la loro capacità di lavorare insieme per assistere i nostri stakeholder al raggiungimento dei loro obiettivi. Così facendo, svolgiamo un ruolo fondamentale nel costruire un mondo professionale migliore per le nostre persone, i nostri clienti e la comunità in cui operiamo.

“EY” indica l’organizzazione globale di cui fanno parte le MemberFirm di Ernst & Young Global Limited, ciascuna delle quali è un’entità legale autonoma. Ernst & Young Global Limited, una “Private Company Limited by Guarantee” di diritto inglese, non presta servizi ai clienti. Per maggiori informazioni sulla nostra organizzazione visita ey.com/it

Paolo Desana: la storia di due vite

Il Salone Marescalchi al castello del Monferrato era gremito lo scorso 7 dicembre in occasione della presentazione del libro 

“Paolo Desana: la storia di due vite”

scritto dal figlio Andrea che ha colloquiato con il Direttore del Monferrato Pierluigi Buscaiolo e l’editore Pier Augusto Mesturini. Andrea Desana ha ripercorso la vita del padre Paolo, meglio conosciuto come il “Padre delle Doc vinicole italiane” avendo fatto approvare la specifica legge nel 1963, ma soprattutto sono state approfondire nel libro le vicende della seconda Guerra Mondiale e dell’Internamento nei campi di concentramento nazisti dopo il nefasto armistizio dell’8 settembre del 1943.

Su questo tema importante è stata la recentissima realizzazione di un Famedio IMI, ovvero Internati Militari Italiani, di origine monferrina al cimitero di Casale Monferrato, unico caso a livello nazionale con il rimpatrio collettivo dei resti mortali di 7 giovani soldati italiani dai Cimiteri della Germania.

Il primo incontro post Covid di Amici ed Alumni dell’Università

Nei giorni scorsi  si è tenuto presso la School of Business & Economics dell’ Università di Torino il primo incontro post Covid promosso dall’Associazione Amici ed Alumni dell’Università di Torino, che ha ribadito il ruolo di collegamento tra alumni unito, mondo universitario torinese, istituzioni ed imprese.

Il ruolo è stato peraltro ben rappresentato dal panel dei relatori del convegno intitolato “L’intelligenza  artificiale, il mercato e le imprese: nuove occasioni per produrre valore oggi”.

Dopo i saluti del Presidente Domenico Arcidiacono è stata la volta di Antonio De Carolis, Vice Presidente di Amici UNITO che nel suo intervento ha indicato gli obiettivi 2023 dell’associazione, promuovendo altresì l’adesione di alumni ed amici a questo nuovo corso che ha come principale obiettivo quello di rafforzare le relazioni tra tutti gli iscritti e rendere sempre più percepibile ed evidente i valori di Torino come città universitaria, della cultura e dell’innovazione.

Gli interventi si sono succeduti non solo sulle potenzialità dell’applicazione delle nuove tecniche di intelligenza artificiale ma anche su esempi concreti di servizi oggi attivi ed in via di veloce sviluppo nei mercati della comunicazione e del marketing ( Andrea Bosso AD di Domino); nel miglioramento nella gestione delle interfacce virtuali ( Davide Borra AD di No Real Interactive); nel miglioramento della comunicazione tra la domanda di prodotti e servizi ed un’offerta sempre più personalizzata, grazie a sistemi evoluti di customer experience (Andrea Peron – Regional Sales Manager Adobe).

Il giro degli interventi, coordinati da Bruno Ruffilli, Innovation Editor de La Stampa, è quindi terminato con l’intervento della d.ssa Paola Pisano ex Ministro e Professore di Gestione dell’Innovazione dell’ Università di Torino che ha sottolineato l’importanza del contributo universitario nel processo di ricerca ed innovazione, esponendo esempi pratici di applicazioni a supporto dell’attività istituzionale e governativa.

Il percorso di introduzione dei servizi basati su intelligenza artificiale è già iniziato e spesso non ancora percepito. La gran quantità di dati disponibili, la contemporanea crescita di basi di conoscenza sempre più vaste non solo circoscritte a specifici ambiti applicativi, l’evoluzione nei programmi e sistemi di interfaccia uomo – macchina porterà cambiamenti nel modo di lavorare, di informarci e di prendere decisioni. Nuovi lavori emergeranno altri forse scompariranno; certamente nuove competenze saranno richieste in primis in campo informatico ma anche in campo umanistico in grado di riflettere e dibattere sulle tematiche di carattere etico dell’impatto che lo sviluppi delle nuove tecnologie potrà avere nella vita e nei rapporti tra le persone. Ci saranno nuove opportunità ed Amici UNITO vuole essere pronta ad accoglierli ed a metterli in evidenza ai propri soci.

Nel nuovo sito internet all’indirizzo: www.amiciunito.itsaranno presto disponibili contenuti e video degli interventi; informazioni sulle attività degli Amici ed Alumni dell’Università di Torino e su come aderire all’Associazione per partecipare a tutte le prossime attività.

Sfruttare le opportunità del lockdown

Il lockdown del 2020 è stato il primo caso, almeno in Europa, di impedimento forzato di ogni attività che non fosse strettamente necessaria.

Si è scoperto lo smart working (l’unica cosa “furba” è chi l’ha creato nella forma attuale, dove chi lo esercita deve sostenere tutti i costi, quali pasti, riscaldamento, linea telefonica, ecc)

La riduzione forzata della libertà, il divieto di recarsi al mare o in montagna, pena sanzioni pesanti, l’obbligo di recarsi a fare la spesa da soli, l’obbligo vaccinale e la cassa integrazione, gli importi della quale spesso arrivavano dopo mesi hanno comportato uno stress non indifferente in chi ne è stato oggetto.

Come sempre avviene quando si è sotto stress, la reazione è estremamente individuale; ricordiamo che lo stress è la reazione ad eventi esterni ed esistono ben due tipi di stress: quello positivo, o eustress, che consente di reagire positivamente e quello negativo, o distress, che al contrario può minare seriamente la salute dell’individuo.

Evidente come anche nel caso del lockdown le persone abbiano reagito in modi molto diversi tra di loro.

Alcuni sono andati completamente in tilt, non concependo una vita senza discoteca, magari privi di social network, senza hobbies e, spesso, con una scolarità bassissima che non consente loro un’interazione che ad altri è concessa.

Hanno avuto, in questo periodo, un enorme sviluppo trasmissioni televisive create apposta per chi non possa o non sappia ragionare col proprio cervello preferendo interessarsi al gossip di emeriti sconosciuti.

Allo stesso modo hanno avuto sviluppo, e questo è positivo per l’economia di un Paese, produzioni cinematografiche destinate allo streaming Tv, dato che le sale cinematografiche erano chiuse (città come Torino erano testimoni del numero di set cinematografici sparsi un po’ ovunque).

Ma, come dicevo, non tutti hanno reagito in questo modo.

Io, per esempio, ho continuato ad insegnare online ai vari studenti, ho organizzato la loro mostra fotografica di fine anno, ho ripreso a studiare russo, ho scritto il mio primo libro (e fra poco uscirà il terzo), ho studiato (per insegnare agli altri occorre prima sapere le cose) ed ho proseguito la mia attività di consigliere comunale.

Cosa ho di diverso da chi ha perso la voglia di fare, di reagire? La volontà? Il carattere, che non si lascia prendere alla sprovvista da provvedimenti inutili quanto dannosi? Un ricordo della teoria manzoniana degli eletti e dei reietti?

Sicuramente una mente imprenditoriale vedrebbe nel lockdown un’ottima opportunità di azione, per il ridotto numero di concorrenti, per il bisogno di soddisfare le esigenze altrui di socializzazione e di dialogo anche a distanza.

Troppe persone, si è visto col senno di poi, amano lamentarsi anziché reagire, attendere invece di agire, ricevere la carità anziché procurarsi ciò di cui hanno necessità.

Confucio diceva “Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno; insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.”

Ecco: noi spesso attendiamo che qualcuno ci porti in dono (in vendita implicherebbe essersi procurati il denaro) ciò di cui abbiamo bisogno, anziché muovere noi i passi essenziali per procurarcelo.

Se vedete questo aspetto a livello di Paese, potete comprendere la disparità di percezione fra quanti lamentano di non trovare lavoro e quanti, dalla parte opposta, non trovano maestranze per la loro attività.

Ma non solo: lamentarsi, a 40 anni di età, perché non si ha conseguito un diploma anziché frequentare uno degli innumerevoli corsi di istruzione serali o online indicano una maggior propensione alla lamentela che alla soluzione.

Nei casi più gravi e da parte di soggetti più a rischio, ad esempio gli adolescenti che non hanno ancora una personalità definita, si assiste ad un incremento dei ricoveri in neuropsichiatria infantile (14-18 anni) in prevalenza causati dagli effetti post Covid (inteso come evento globale, non come infezione).

E’ evidente che molti di questi ricoveri vedano come responsabili i genitori del paziente (escludendo una patologia di origine traumatica o altrimenti contratta) che non hanno saputo prepararli alla vita da adulti.

Consentire sempre, soddisfare qualsiasi richiesta provenga dai figli, non rifiutare alcune richieste non significa amare i figli né volere il loro bene: significa solo essere genitori biologici (e almeno 2 su 10 credono di essere i padri ma non lo sono) ma lavorare contro gli interessi del figlio. Dire “no” ogni tanto ci renderà impopolari, verremo additati come insensibili, dittatori o altro ma preparerà i figli a sopportare le rinunce.

Sergio Motta

La Regione insieme alle Pmi: solide basi per affacciarsi sui mercati internazionali

La giunta regionale ha approvato una misura che intende consolidare la presenza a livello competitivo delle piccole e medie imprese piemontesi, favorendone la penetrazione nei mercati esteri.

È stata presentata alle pmi e prevede l’avvio di una procedura ad evidenza pubblica, finalizzata alla partecipazione di progetti integrati di filiera, attivati per i comparti dell’Automotive, Transportation,  Aerospazio, Cleantech, Green Building, Tessile, Abbigliamento alta gamma, design, agroalimentare, meccatronica e Salute Benessere.

Il bando  a cui le Pmi potranno presentare domanda, sino alle ore 12 del 15 dicembre prossimo, permette alle imprese di accedere alle attività  promosse e realizzate dalla Regione Piemonte, attraverso il soggetto CeiPiemonte s.c.p.a.

Oggi è  una giornata importante perché  presentiamo alle imprese un nuovo bando per la partecipazione ai Pif, Progetti Integrati di filiera. Sono progetti ponte che traghetteranno verso i nuovi fondi europei del periodo 2021-27, che vedranno destinati all’internazionalizzazione 45 milioni di euro – ha affermato l’assessore all’Internazionalizzazione  della Regione Piemonte, Fabrizio Ricca. Oltre 3 milioni di fondi FSC saranno destinati al finanziamento di questo bando per i PIF, tanto da assicurare alle circa 800 PMI piemontesi già partecipanti alla precedente edizione la partecipazione ai principali eventi del primo semestre 2023, oltre che consentire a sempre nuove imprese di aggiungersi.

“I progetti Integrati di Filiera sono pensati e ideati  a misura delle pmi piemontesi che vogliono affacciarsi nel mondo del lavoro –ha dichiarato Dario Peirone, presidente di CEI Piemonte.  Sono strumenti concreti che, grazie al supporto della Regione Piemonte, offrono alle imprese del territorio un insieme strutturato di attività  per supportare la crescita sui mercati esteri del Made in Piemonte.

Nell’ultima annualità che si è appena conclusa sono state oltre 150le iniziative organizzate da Ceipiemonte, tra cui fiere internazionali, business convention e workshop con buyer in Piemonte, incontri b2b con la committenza internazionale,  assistenza continuativa e percorsi individuali. Si riparte con una nuova edizione, con slancio rinnovato e energia, in sinergia con le imprese e forti delle eccellenze produttive del territorio, con l’obiettivo di supportarle efficacemente sui mercati internazionali.

I nuovi Punto Poste casa & famiglia

Entro il 2023 ne saranno aperti altri 7 negli Uffici Postali di Torino con un’ampia offerta di servizi dedicati alla casa e alla famiglia

Torino, 7 dicembre 2022 – Da oggi, in 8 Uffici Postali della Città Metropolitana è disponibile Punto Poste Casa & Famiglia, un nuovo spazio dove i cittadini possono trovare tutta l’offerta di prodotti e servizi dedicati alla casa e alla famiglia. Un unico punto di contatto pensato per semplificare e valorizzare la relazione con il cliente. Altri 7 Punto Poste Casa & Famiglia saranno aperti in altrettanti Uffici Postali di Torino nei primi mesi del 2023.

Nei nuovi Punto Poste Casa & Famiglia saranno disponibili le offerte di telefonia di Poste Italiane, sia mobile sia per la casa. Si potrà ad esempio cambiare il piano tariffario sottoscrivendone uno più conveniente o aderire ad un piano telefonico di PosteMobile Casa, disponibile anche nella versione con Fibra ultraveloce con prezzo bloccato e nessun vincolo di durata, oppure attivare, sostituire o ricaricare una SIM.

Punto Poste Casa & Famiglia consente inoltre di attivare facilmente la PostePay Evolution, la carta prepagata dotata di IBAN che consente di accreditare lo stipendio o la pensione, di inviare e ricevere bonifici e di richiedere la domiciliazione delle utenze.

Nei nuovi Punto Poste Casa & Famiglia, sarà possibile sottoscrivere una polizza RCA Poste Guidare Sicuri, per assicurare l’auto di famiglia dai danni causati a persone o cose. Poste Guidare Sicuri prevede condizioni di favore per i clienti BancoPosta e offre, tra le garanzie di base, la guida libera, che consente a tutti i maggiorenni della famiglia di guidare il veicolo e la copertura per i danni causati da un passeggero a persone non trasportate. Si potranno sottoscrivere inoltre, garanzie opzionali per coprire danni arrecati da veicoli non assicurati, assistenza stradale, tutela legale, infortuni e rottura dei cristalli.

Presso il Punto Poste Casa & Famiglia è possibile richiedereanche tutti i prodotti più ‘tradizionali’ di Poste Italiane: il Libretto di Risparmio Postale, una forma semplice e sicura di risparmio, senza costi di apertura, gestione o chiusura e con versamenti e prelevamenti gratuiti in qualsiasi Ufficio Postale d’Italia oppure di il Buono Fruttifero Postale, con tassazione agevolata sugli interessi maturati al 12.50% e la garanzia di poter riavere indietro l’intero capitale investito in qualsiasi momento.

Al momento disponibile esclusivamente per i dipendenti di Poste Italiane l’offerta luce e gas, nei prossimi mesi sarà disponibile per tutti i cittadini presso il Punto Poste Casa & Famiglia con tariffe concorrenziali e pensate per le famiglie.

Punto Poste Casa & Famiglia è attualmente disponibile negli Uffici Postali di Torino Centro, Porta Nuova, Torino 35 Via Marsigli, Torino 74 Corso Grosseto,Torino 33 Piazza Derna, Torino 18 Via Principe Tommaso, Torino 28 Via Bligny, Torino 19 Via Bruino.

Fondi per l’agricoltura dalla Regione

Fino al 2024 le risorse per l’agricoltura si attestano intorno ai 145 milioni di euro l’anno. È quanto ha annunciato l’assessore regionale Marco Protopapa in Terza commissione (presieduta da Sara Zambaia) che si è riunita per l’espressione del parere consultivo sul Documento di economia e finanza 2023-2025 (Defr).

Tra gli obiettivi da raggiungere figurano in primo luogo il reddito agricolo (come peraltro previsto anche dall’Ue); il miglioramento economico e ambientale; la trasformazione e commercializzazione dei prodotti; lo sviluppo, ammodernamento e adeguamento in agricoltura e silvicoltura; il sostegno all’agroambiente e all’agricoltura biologica; il cibo di qualità come strumento per tutelare la salute; il contrasto allo spreco alimentare.

L’assessore, alla luce dei cambiamenti climatici, ha poi ribadito la necessità di gestire sempre più in modo sostenibile anche l’agricoltura, uno dei comparti più importanti per l’intera economia piemontese.

Per delucidazioni sono intervenuti Valter Marin e Paolo Demarchi (Lega), Sean Sacco (M5s) e Mauro Fava (Fi).

Formazione professionale e lavoro

Per quanto riguarda Documento di economia e finanza 2023-2025 (Defr) relativamente alla formazione professionale e al lavoro l’assessore Elena Chiorino ha conferma che non sono state apportate variazioni rispetto a quanto approvato a giugno.

Istruzione e diritto allo studio

L’assessore Chiorino ha riferito, in Sesta, che in materia di istruzione si mantengono gli investimenti dello scorso anno; sul diritto allo studio universitario, alle risorse previste a bilancio, vanno aggiunte quelle del Fondo sociale europeo: circa 10 milioni per ciascuna annualità.

Ricerca e innovazione
Tra i risultati attesi, sempre in Sesta, l’assessore Matteo Marnati ha indicato l’avanzamento nei percorsi di transizione digitale e transizione ecologica del sistema produttivo regionale. Si promuoverà anche la collaborazione tra imprese, in particolare in termini di progetti di filiera e forme di rete organizzativa. Le risorse stanziate sono pari a 1,24 milioni per il 2023, e circa 1,17 per i successivi due anni; saranno integrate con quelle destinate alla ricerca nell’ambito del Por 2021-2027.
Oltre 44 milioni, in prevalenza di fondi regionali, sono invece destinati allo sviluppo dei sistemi informativi della Pa, con l’obiettivo di una sempre maggiore semplificazione delle procedure e servizi completamente digitalizzati.

Stellantis prima in Italia per veicoli a basse emissioni

Stellantis si conferma in Italia al primo posto nei primi 11 mesi dell’anno nelle vendite dei veicoli Lev, a basse emissioni con la spina. L’azienda che nasce dall’evoluzione di Fiat e Fca consolida così  la sua supremazia nei più rilevanti segmenti di mercato. Stellantis conquista  nel mercato delle auto una quota del 32,6%, in crescita a confronto con lo stesso periodo dello scorso anno di 1,8 punti nel contesto del mercato italiano che sul fronte dei Lev è pari all’8,8%.

I parchi e lo sviluppo turistico

“Sono stati avviati molti progetti per la valorizzazione dei nostri parchi e per questo vogliamo proseguire nel nostro intento di promuovere il coordinamento e le sinergie tra le iniziative delle varie aree protette incontrando periodicamente, anche sul territorio i direttori ed i presidenti dei diversi enti, per fare squadra”.

Lo ha detto il vicepresidente della Giunta regionale, Fabio Carosso, illustrando in Quinta Commissione presieduta da Angelo Dago, il capitolo del Defr dedicato appunto ai parchi.

“Vi sono anche delle criticità, come quelle derivanti dai danni da animali selvatici – ha continuato Carosso -. In quest’ambito pensiamo anche all’utilità di creare una filiera della carne per non sprecare gli animali abbattuti. Stiamo studiando i dati e le proposte del mondo scientifico per arrivare a creare una situazione sinergica e non di contrasto tra la tutela del lupo e la pastorizia”.

Al termine la Commissione ha dato parere positivo a maggioranza, per le materie di competenza, alla proposta di deliberazione 244 “Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2023-2025”.

“Abbiamo già avuto dei riscontri positivi a livello turistico – ha aggiunto il vicepresidente – per cui continuerà ad essere una nostra priorità far visitare le bellezze dei nostri Parchi, le bellezze del Piemonte. Per promuovere la conoscenza del nostro patrimonio ci appoggiamo non solo ai canali tradizionali, ma anche a quelli social”.

Alcuni consiglieri sono intervenuti chiedendo delucidazioni, tra questi Sean Sacco (M5s) in merito alla valorizzazione degli immobili presenti de La Mandria e in generale. Carossoha spiegato che diversi immobili de La Mandria partecipano già a bandi europei per la loro risistemazione mentre, in generale, è in atto una ricognizione nelle varie aree protette per capire se vi siano immobili e terreni che sia opportuno alienare per recuperare risorse.

Sarah Disabato (M5s) ha sostenuto la necessità di approccio scientifico per la gestione dei problemi derivanti dagli animali selvatici, i relativi risarcimenti e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali all’interno delle aree protette. Silvana Accossato ha chiesto di fare il punto sulla situazione dei lavoratori dei parchi. Lo stesso presidente Dago si è soffermato sulla necessità di valorizzare l’aspetto economico, anche similmente a quanto fatto in Lombardia, derivante dai capi di animali selvatici abbattuti, oltre a sottolineare la necessità di tutelare la sicurezza dei cittadini e delle imprese che si trovano a dover convivere con la presenza del lupo.

Carosso ha evidenziato che esiste una forte preoccupazione in molte parti del territorio sulla presenza del lupo. Tuttavia, ogni iniziativa dovrà essere basata su riscontri scientifici. Per mettere in atto le giuste misure di tutela è necessario anche avere l’aiuto di risorse europee. Attivare una filiera della carne derivante dagli abbattimenti potrà apportare delle risorse da reinvestire per pagare i danni causati da questi animali. Per quanto riguarda i dipendenti, il turnover è garantito, anche se qualche dipendente in più sarebbe utile.

Sulla possibile trasformazione dei Parchi (per esempio il Parco delle Alpi Marittime ipotizzato come Parco nazionale) è intervenuto Matteo Gagliasso (Lega). Su questo punto il vicepresidente si è dichiarato aperto a qualsiasi miglioramento utile al territorio.