ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 158

Le eccellenze food & beverage piemontesi a Rimini

BEER&FOOD ATTRACTION, A RIMINI PROTAGONISTE LE FILIERE DELL’EATING OUT

PRESENTI ANCHE 40 AZIENDE PIEMONTESI

 

  • In fiera a Rimini dal 19 al 22 febbraio 2023 l’8ª edizione dell’appuntamento leader per l’eating out
  • In contemporanea, la 5ª edizione di BBTech expo e la 12a edizione dell’International Horeca Meeting di Italgrob
  • Novità di prodotto, competizione e formazione professionale: Beer&Food Attraction il secondo appuntamento 2023 del Food&Beverage Network di Italian Exhibition Group

beerandfoodattraction.it

Rimini,– Le eccellenze birrarie italiane e internazionali, artigianali e mainstream. Il variegato mosaico del mondo beverage a 360°, dalle acque minerali ai succhi di frutta, dai soft drink agli spirits, dai coloniali agli energy drink. Il tutto abbinato con le proposte food che rispecchiano le nuove esperienze di consumo fuori casa, dal fast casual dining al mondo gourmet.

Beer&Food Attraction – The Eating Out Experience Show, il salone di Italian Exhibition Group giunto alla sua 8ª edizione si tiene in Fiera di Rimini dal 19 al 22 febbraio 2023 in contemporanea con la 5ª edizione di BBTech expo, la fiera professionale delle tecnologie e materie prime per birre e bevande, e con la 12ª edizione dell’International Horeca Meeting di Italgrob.

Oltre 600 i brand presenti all’edizione 2023, con 60 mila metri quadri di area espositiva, decine di migliaia gli operatori professionali attesi – distributori horeca e pubblici esercizi – anche dall’estero. Grazie infatti alla partnership con ICE Agenzia e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il network dei regional advisor di Italian Exhibition Group sono già confermati 114 buyer da 36 paesi. Le delegazioni più numerose provengono da Spagna, Gran Bretagna, Finlandia, Polonia, Repubblica Ceca, Israele, Svezia.

 

Saranno presenti anche 40 aziende piemontesi.

 

CANEDIGUERRA –  CDG SRL ALESSANDRIA AL
BEVCO SRL CASTELLETTO MONFERRATO AL
BIRRIFICIO SAGRIN SNC DI GIUSEPPE LUCI E MATTEO BILLIA CALAMANDRANA AT
CIMEC SRL NIZZA MONFERRATO AT
F.LLI SACLA’ SPA ASTI AT
BIRRA ELVO GRAGLIA BI
BIRRA MENABREA SPA BIELLA BI
LAURETANA SPA GRAGLIA BI
BALADIN BIRRIFICIO AGRICOLO PIOZZO CN
BIRRA CARRU’ GIRATEMPO CARRU’ CN
BIRRIFICIO 2 SORELLE SANTO STEFANO BELBO CN
BIRRIFICIO DELLA GRANDA LAGNASCO CN
ECO TECNOLOGIE DI ALIZERI MARCO BENE VAGIENNA CN
GAI MACCHINE IMBOTTIGLIATRICI SPA CERESOLE D’ALBA CN
IDRORICERCHE SRL CHIUSA DI PESIO CN
ORSA DRINKS SRL MARENE CN
RIZZOLIO EQUIPMENTS S.R.L ALBA CN
SAN BERNARDO SPA GARESSIO CN
BIRRA 100VENTI BORGOMANERO NO
CIS SRL BRIGA NOVARESE NO
CROCE DI MALTO TRECATE NO
HORDEUM SRL  – BIRRIFICIO AGRICOLO DI NOVARA NOVARA NO
BIOVA SRL Torino TO
BIRRIFICIO FILODILANA SRL AVIGLIANA TORINO TO
BIRRIFICIO SAN MICHELE SRL SANT’AMBROGIO DI TORINO TO
CAFFE’ VERGNANO SPA SANTENA TO
CHIRIOTTI EDITORI SRL PINEROLO TO
COMPAGNIA DEI CARAIBI SPA SOCIETA’ BENEFIT VIDRACCO TO
CONDIVIDO SPA TORINO TO
DIAGEO ITALIA S.P.A. TORINO TO
F & G SRL COMPAGNIA DI COMMERCIO BRUINO TO
GRAVITA’ ZERO Giaveno TO
J.GASCO SRL TORINO TO
MARTINI & ROSSI SPA PESSIONE DI CHIERI TO
MVS SRL VOLVERA TO
PARSIFAL BIRRIFICIO ARTIGIANALE SRL San Raffaele Cimena TO
SIMATEC SRL VAIE TO
TRINCA SRL BRUERE TO
BIRRA DOMODOSSOLA SRL DOMODOSSOLA VB
BIRRIFICIO SANT’ANDREA SRL BORGO VERCELLI VC

 

L’HORECA AL COMPLETO IN UN UNICO APPUNTAMENTO

Beer&Food Attraction, ospita tutte le filiere horeca con un layout dove prende forma la collaborazione con le principali associazioni e realtà di settore tra cui Italgrob – Federazione Italiana Distributori Horeca, FIC – Federazione Italiana Cuochi, Assobirra, Unionbirrai, Cast Alimenti, Confimprese, e tutti gli stakeholders associativi del mondo horeca. Business, formazione, networking, apertura ai mercati esteri, qualificano Beer&Food Attraction come un community catalyst con prodotti, ingredienti, novità tecnologiche e una sempre più marcata attenzione ai temi delle nuove modalità e stili di consumo.

VISIONE, FORMAZIONE, FOCUS MERCATI E COMPETIZIONI

Beer&Food Attraction affianca alle proposte delle aziende espositrici presenti in fiera, un sempre più articolato calendario di eventi che rappresenta una leva di formazione professionale e uno strumento di promozione e scouting di nuove tendenze e eccellenze.

Quattro le ‘Arene’ in cui si alternano demo, masterclass, talk di formazione e concorsi coinvolgendo personalità rilevanti per ciascuna filiera rappresentata.

NOVITA’ 2023: IL DEBUTTO DEL PROGETTO SPECIALE ‘MIXOLOGY CIRCUS’ E LA FOOD COURT

Grande attesa anche per Mixology Circus, che debutta a Beer&Food Attraction 2023 e realizzata da Italian Exhibition Group con la consulenza di Samuele Ambrosi, Cocktail Bar Developer titolare del Cloakroom Cocktail Lab e Vice Presidente AIBES – Associazione Italiana Barmen e Sostenitori – e di The Prince Factory, collettivo di professionisti del settore del bere miscelato e del mondo del bar. Un’iniziativa speciale, a cui si può accedere acquistando un ticket dedicato, incentrata sull’arte di miscelare alcolici con altri ingredienti per creare cocktail indimenticabili, con masterclass di alto livello a cura di esperti del settore, e allestita con 8 postazioni dalle quali i migliori bartender dei più esclusivi cocktail bar presentano una speciale list di 3 mixed drink, dimostrando e condividendo expertise e passione. Un’occasione unica per raccontare e assaporare i prodotti delle aziende di spirits partner, sapientemente mixati dai migliori bartender, con un approccio più consapevole al consumo, a partire dalla valorizzazione del saper fare, dalla qualità degli ingredienti e dalla degustazione immersiva.

Tra le altre novità dell’edizione 2023 di Beer&Food Attraction segnaliamo la Food Court realizzata in partnership con Confimprese e dedicata alla ristorazione commerciale. Una ‘corte’ che vede il coinvolgimento di innovativi format di ristorazione quali I Love Pokè, Panzo Milano, Kebhouze. Inoltre, grazie alla presenza di Randstad Italia, società del Gruppo leader mondiale nei servizi per le risorse umane, il nuovo spazio diventa anche un crocevia di incontro tra domanda e offerta di lavoro per i professionisti del settore.

ABOUT BEER&FOOD ATTRACTION 2023

Data: 19 – 22 febbraio 2023; Organizzazione: Italian Exhibition Group SpA; edizione: 8ª; periodicità: annuale; info: https://www.beerandfoodattraction.it/

ABOUT BBTECH EXPO 2023

Data: 19 – 22 febbraio 2023; Organizzazione: Italian Exhibition Group SpA; edizione: 5ª; periodicità: annuale; info: https://www.bbtechexpo.com/

 

Il giardino si fa ecosostenibile: a MyPlant 2023 le novità targate IT Design

PoliLine’ e ‘Cucciolotta: arredare il proprio verde rispettando flora e fauna.

Che l’ambiente sia uno dei trend di maggiore attualità a livello mondiale, è fatto risaputo. Che l’artigianalità e la qualità del made in Italy sia una risposta efficace e producente alle sue esigenze, lo è altrettanto.

Ed è così che, dopo la pandemia, la maggiore richiesta di spazi verdi in cui coniugare una vita più sana in compagnia di flora e fauna si è tradotta in un’ampia gamma di soluzioni in grado di coniugare comfort e rispetto per il pianeta.

Lo sa bene il team di IT Design Srl, primaria realtà italiana attiva nel cosiddetto settore delle Garden Technologies: una start-up nata a Giaveno, nel Torinese, una decina di anni fa oggi divenuta un’impresa consolidata e collaudata nel campo del green e delle sue declinazioni grazie all’esperienza e all’impegno profusi sul campo dai suoi fondatori.

Ed è così che l’azienda fondata e guidata dai Fratelli Francesco, Marco e Salvatore Polito debutta a ‘MyPlant 2023’, evento di riferimento dagli ampi padiglioni che avrà luogo alla Fiera di Milano dal 22 al 24 febbraio prossimi.

Un appuntamento internazionale per fare il punto sull’innovazione e le più recenti acquisizioni per chiunque si confronti quotidianamente con giardini, orti, spazi da coltivare e in cui allevare piccole quantità di animali domestici.

E’ in questo contesto che s’inseriscono armonicamente le linee di prodotti “PoliLine” e “Cucciolotta”: rispettivamente dedicate all’arredo esterno, inclusi balconi e terrazze, e al mondo dei piccoli amici dell’uomo a quattrozampe.

Con “Poliline”, ultimo nato in casa IT Design, abbiamo creato una gamma di prodotti ecosostenibili realizzati interamente in laminato HPL (High Pression Laminate): 70% cellulosa, 30% resina. Una pluralità di sedie, cassapanche, lettini prendisole e tavolini dall’ergonomia moderna e confortevole, di dimensioni variabili adatte a qualsivoglia tipologia di superficie. Con una texture dal design moderno e delicato insieme, di facile integrazione con il resto degli elementi spazialmente presenti. Una linea innovativa di cui andiamo fieri, pensata per incontrare il gusto del pubblico in un’ottica funzionale”, spiegano i Fratelli Polito.

Ma c’è di più. “A Milano presentiamo anche “Cucciolotta”, linea di oggetti pensati per il benessere di cani e gatti: poltroncine, lettini, cucce, portaciotole, e quanto altro si conviene per la loro comodità quotidiana. Poi c’è anche “Cucciolotta Polly”, prima gamma al mondo di pollai ecosostenibili derivati dalla cellulosa: materiale resistente e privo di agenti inquinanti che ben si presta a svariati tipi di applicazioni e lavorazioni. I moduli presentano diverse misure, con porte di accesso antintrusione e rampe per agevolare l’ingresso e l’uscita degli avicoli. Con all’interno scomparti dedicati alla produzione e al ritiro giornaliero di uova in cui far ambientare al meglio i propri volatili”.

Tutte le informazioni su www.cucciolotta.com e su www.polilinegarden.com.

Motore Sanità. Cibo, ambiente, salute: il successo della Winter School

RIFLETTORI PUNTATI SULLA SALUTE GLOBALE, INDISPENSABILE PER ASSICURARE LA SALUTE E LA CRESCITA ECONOMICA DEL PAESE

La salute dell’uomo e quella del pianeta viaggiano a braccetto anche a tavola. È quanto emerso dalla due giorni della Winter School 2023 di Motore Sanità, appena conclusasi a Pollenzo (CN), con il patrocinio dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.

I 10 principali punti emersi:

  1. Nuove infezioni aggravate dai rischi climatici minacciano la nostra salute. Per cercare di dare risposte a questa impellente emergenza, l’Osservatorio Innovazione di Motore Sanità scende in campo coinvolgendo specialisti e aziende sanitarie.

  1. Le diete malsane causano più di 950mila decessi in Europa e il 40% della popolazione abbandona la dieta mediterranea. È necessaria un’inversione di rotta, contro gli alti tassi di sovrappeso e obesità causati dal cibo spazzatura responsabile di gravi patologie (dal diabete al cancro).

  1. Quando il consumatore diventa paziente, mangiare in molti casi diventa preoccupazione, fino a sfociare nel rifiuto del cibo che impatta negativamente sul benessere psicofisico e rende difficile la cura. La cura della ristorazione durante la degenza attuata con pietanze semplici, di stagione, con aspetti riconducibili alla tradizione, gustosi ma non salati, che usano condimenti e spezie per esaltare i sapori, può essere un elemento di educazione alimentare che abitua il paziente a comprendere che cambiare le proprie abitudini alimentari non vuol dire privarsi del piacere del cibo.

  1. L’etichettatura racconta la storia del prodotto che portiamo sulle tavole, per questo è importante associarla alla promozione della dieta mediterranea, incoraggiando i produttori a realizzare alimenti più sani e sostenibili. È il senso del Med Index, sistema di etichettatura dei prodotti alimentari concepita come una etichettatura completa e basata su criteri misurabili. Uno strumento per imparare ad acquistare alimenti sani per l’uomo e per il pianeta.

  1. Il nostro Servizio sanitario ha di fronte importanti sfide per continuare a garantire la migliore presa in carico del paziente e il miglior percorso di cura e di assistenza e la gestione delle risorse del PNRR sarà decisiva per lo sviluppo di grandi opportunità offerte dalla tecnologia digitale.

  1. L’evoluzione digitale soffre l’ansia dei tempi che incombono per realizzare la rivoluzione tecnologica. Non possiamo improvvisare, ma progettare e programmare per rispondere alla necessità di digitalizzare la sanità nel nostro Paese.

 

  1. Quattro italiani su 10 soffrono di almeno una malattia cronica e 2 su 10 di due o più malattie croniche. Il paradigma scientifico di riferimento è quello della one-health, un modello di analisi della correlazione tra esposizione ambientale e salute perché nel binomio cibo-salute c’è la chiave di lettura dei territori e, di conseguenza, un patrimonio scientifico sul quale costruire soluzioni per la garanzia e la tutela dei cittadini.

  1. 12,4 milioni di fumatori in Italia sono la prova che il proibizionismo non paga. Fermo restando che la proposta numero uno è smettere di fumare, i professionisti e gli esperti di settore ritengono che occorra intraprendere una strada basata sulla riduzione del rischio attraverso tutti gli strumenti disponibili e le alternative messe in campo.

 

  1. Salute mentale: aumentano casi di autolesionismo, depressione, anoressia, poliabuso di sostanze e atti di violenza soprattutto tra gli adolescenti. L’allarme arriva da chi ha in cura ogni giorno i pazienti presso i Centri di salute mentale. Servono almeno 2miliardi di euro per rispondere ai nuovi bisogni e riportare la salute mentale al centro dell’agenda politica. Inoltre è importante continuare a combattere lo stigma, favorire l’inclusione e integrare i servizi sociali e sanitari soprattutto per i pazienti psichiatrici per una gestione del paziente a 360 gradi.

 

  1. Ipercolesterolemia e diabete sono killer silenziosi. Vengono in aiuto alimentazione, prevenzione, nuovi farmaci, ma c’è anche attenzione rispetto all’utilizzo di rimedi naturali, come integratori e nutraceutici, messi a punto sull’evidenza clinica di alcuni frutti dalle straordinarie proprietà. Le strategie dietetiche che ad oggi si sono rivelate più efficaci sono la riduzione di acidi grassi saturi, l’introduzione di fitosteroli e una elevata aderenza alla Dieta Mediterranea.

Evento di punta della sanità nazionale, la Winter School di Motore Sanità rappresenta da sempre un appuntamento fondamentale per il confronto tra esperti, clinici, rappresentanti delle Istituzioni, politici, associazioni di pazienti e di categoria e addetti ai lavori della Sanità italiana. Oltre 100 i relatori intervenuti nelle 20 tavole di lavoro che si sono tenute nella sede congressuale di Pollenzo.

La Biblioteca di Babele

IL PUNTASPILLI di Luca Martina


Internet, il world wide web, la rete creata nel 1989 dall’informatico del CERN Tim Berners-Lee, che letteralmente avvolge il mondo delle comunicazioni, è una giungla non sempre così facile da esplorare.

Per fortuna esistono delle guide che ci aiutano a percorrerne i sentieri e che ci conducono alla nostra destinazione. 

Questi “sherpa” sono i motori di ricerca che, a partire dalla fine degli anni ’90, sono stati creati per consentire di rintracciare le pressoché infinite, e in perenne espansione, pagine di quella che assume sempre più le sembianze della biblioteca di Babele dell’omonimo racconto di Jorge Luis Borges. 

La battaglia che si è scatenata sin dagli albori dell’era digitale ha visto inizialmente competere AltaVista (creato dalla Digital Equipment Corporation di Palo Alto) e Yahoo (fondata da due studenti dell’università di Stanford, David Filo e Jerry Yang) ma è stato il terzo incomodo, Google, nel 1998, a rivoluzionare la appena nata ma già molto promettente industria. 

L’algoritmo elaborato dalla creatura di Larry Page e Sergey Brin ha sbaragliato in breve tempo la concorrenza grazie alla capacità di estrarre i risultati migliori tra tutti quelli possibili (sulla base del numero di link ricevuti da ogni pagina) per ogni domanda che gli veniva sottoposta. 

Non a caso il termine “Google” ha origine dalla parola inglese googol, che sta ad indicare 10 elevato alla centesima potenza e, per estensione, una grandezza incommensurabile, proprio come le informazioni presenti in rete.

Poco importa se, una volta deciso di utilizzare questo termine (coniato nel 1938 da Caroline, la nipote di nove anni del matematico americano Edward Kasner), al momento della registrazione fu erroneamente indicato come “Google”: la storia di uno dei più grandi colossi della tecnologia era iniziata. 

Il successo fu enorme e possiamo ben dire che è proprio grazie alla possibilità di muoverci in questo oceano pressoché infinito di pagine e di informazioni in modo rapido e senza il rischio di perdere la strada che internet è diventato così pervasivo nelle nostre attività quotidiane (lavorative e non). 

Basti pensare che in ogni singolo secondo di ogni santo giorno, Google processa circa 100.000 ricerche, più del 90% di quelle fatte nel web e il suo predominio non è stato mai seriamente messo a rischio nei 25 anni successivi alla sua nascita. 

Chi ci ha provato con più forza è stata la Microsoft, che nel giugno del 2009 ha lanciato il suo motore “Bing” riuscendo però a raccogliere, dopo quasi 14 anni, meno dell’8% delle ricerche della rete. 

Va anche detto, però, che non tutte le ricerche (gratuite per gli utilizzatori) sono ugualmente profittevoli: la benzina nei “motori” è versata generosamente dalle società che ricevono, grazie ai risultati suggeriti da Google & friends, la visita dei potenziali compratori. 

Si tratta degli introiti generati dagli annunci pubblicitari, tanto più preziosi quanto più precisamente indirizzati a coloro che sono potenzialmente più interessati (e che proprio per questo si trasformeranno con maggiore probabilità da ricercatori a compratori dei beni e dei servizi pubblicizzati) e questo è il lavoro che Google sa fare meglio di chiunque altro. 

Si stima che il 54% dei ricavi pubblicitari generati da tutti i motori di ricerca finiscano nelle casse di Google, in discesa dal 67% del 2016, erosi solo dalla crescita in questo settore di Amazon (con il 23% dei ricavi totali, generati dagli inserzionisti della sua enorme piattaforma di “eCommerce”). 

Quella di Jeff Bezos è un’altra storia di successo, in grado di produrre uno dei maggiori colossi di Wall Street, ma solo dopo avere cambiato il nome della sua azienda da “Cadabra”, dalla parola magica “abracadabra”, nome la cui assonanza con la parola “cadaver” non prometteva nulla di buono, a, per l’appunto, Amazon, dal Rio delle Amazzoni, il fiume con il più grande bacino idrografico del mondo. 

Tornando ai motori, ora la sfida sembra potrebbe davvero spostarsi ad un altro livello.

L’annuncio fatto nelle scorse settimane da Microsoft ha provocato forti scossoni nel settore: verrà presto lanciata una nuova versione di Bing che incorporerà “ChatGPT” (“Chat Generative Pre-trained Transformer”) e che dovrebbe consentire alla società di Redmond di fare quel balzo che per un decennio ha tentato inutilmente di fare.

Il nuovo e, per noi profani, criptico acronimo non è nient’altro che un avanzato “modello di linguaggio naturale” (che utilizza il nostro abituale modo di comunicare) che consente ricerche molto più elaborate e prive di quei vincoli che ancora limitano le potenzialità dei motori attuali e dei loro algoritmi.

L’importanza dell’innovazione uscita dai laboratori di OpenAi, società fondata nel 2015 da Sam Altman e Elon Musk, è tale che, secondo Bill Gates, il fondatore i Microsoft, potrebbe un giorno diventare potente quanto lo sono stati il Pc e lo stesso Internet. 

Nei soli primi due mesi dal suo lancio ChatGPT è stato utilizzato da più di 100 milioni di persone, diventando immediatamente l’applicazione con la crescita più veloce della storia, è stato valutato ben 29 miliardi di dollari (a fronte di ricavi che, ad oggi, sono pari a circa 80 milioni) e la stessa Microsoft ha investito 10 miliardi di dollari in OpenAi, la sua casa madre. 

La nuova creatura di “Elon Musk & friends” offrirà nelle prossime settimane il servizio in abbonamento a 20 dollari al mese ma c’è già chi si è sbizzarrito nell’interrogare la versione “jailbreak” (priva dei vincoli posti alla versione che sarà messa in commercio per limitarne i possibili utilizzi illegali) su quando avverrà il prossimo crollo dei mercati finanziari. 

E se la risposta fornita dalla versione ufficiale di ChatGPT era stata che “è impossibile prevedere un evento di questo genere” quella senza freni ha affermato, senza tanti complimenti, che il giorno del tracollo sarebbe stato lo scorso 15 febbraio (sospiro di sollievo e pericolo scampato, almeno per ora). 

La possibilità di navigare in modo più veloce, intuitivo, preciso e creativo ha sollevato dunque enormi interessi economici e morbose curiosità (sarà forse possibile un giorno delegare al software la scrittura di articoli, romanzi, poesie, barzellette, brani musicali ma già ora è in grado di svolgere compiti e sostenere le prove di molti esami universitari) e in pochi giorni sono state messe in campo le prime controffensive: Google ha annunciato di avere pronto al lancio il suo chatbot “Bard” mentre Baidu (la Google in salsa cinese) a marzo svelerà la sua creatura “Ernie”. 

Ma le opportunità che si svilupperanno potranno coinvolgere anche le piccole società, che spesso sono le prime a cavalcare le nuove tecnologie, e tra queste la Anthropic dell’italo-americano Dario Amodei, con il suo “Claude” 


Siamo solo all’inizio, ne sentiremo ancora molto parlare, e presto potremo sperimentare direttamente queste novità e capire se saranno davvero così rivoluzionarie e in grado di trasformare il mondo della rete. 

La ricerca, in fondo, non è altro che l’atto di percorrere i vicoli per vedere se sono ciechi… e, se non lo sono, per fare molti, molti soldi. 

Confartigianato imprese, migliora il clima di fiducia ma i valori economici non rassicurano

La prima indagine trimestrale congiunturale del 2023, redatta dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte, rileva un trend uniforme negli indicatori del clima di fiducia delle imprese artigiane piemontesi: i valori, seppur in lieve miglioramento rispetto all’ultimo trimestre dell’anno, mantengono dati ampiamente negativi.

Il dato relativo all’andamento occupazionale, nonostante il leggero miglioramento rilevato, mantiene un valore negativo, passando dal -4,78% al -2,02%.

Si osserva analoga dinamica nell’ipotesi di assunzione di apprendisti, dove il saldo passa da -21,82% a -18,82%.

 

Per quanto riguarda le previsioni di produzione totale, diventa meno marcata la negatività del saldo, variando da -17,27% a -5,88%.

Un andamento non dissimile riguarda il saldo relativo all’acquisizione di nuovi ordini, che cala dal -17,04% al -5,55%.

 

Passando invece all’analisi delle previsioni di carnet ordini sufficienti per meno di 1 mese, il dato cala da 38,41% al 34,96%; quelle di carnet da uno a tre mesi diminuiscono dal 44,09% al 41,01%; quelle di carnet superiore ai tre mesi compensano le precedenti dinamiche, salendo dal 17,50% al 24,03%.

 

Le proiezioni di investimenti per ampliamenti aumentano dal 7,95% al 10,23%; quelle per sostituzioni salgono lievemente dal 15,91% al 16,36%; infine, gli intervistati che non hanno programmato investimenti calano di più di 2 punti percentuali, passando dal 76,14% al 73,41%.

 

Per quanto riguarda le previsioni di acquisizione di nuovi ordini per esportazioni, la proiezione conferma il timido miglioramento rilevato nelle variabili sopracitate, con il saldo che passa dal -35,68% al -30,93%, confermando la prevalenza di imprese artigiane che non prevedono un aumento nell’acquisizione di nuovi ordini per esportazioni nell’immediato futuro.

 

Infine, le stime di regolarità negli incassi aumentano dal 64,32% al 68,07%, le previsioni di ritardi negli incassi diminuiscono dal 35,45% al 31,09%, mentre le previsioni di anticipi negli incassi permangono vicine allo 0% del campione, passando dallo 0,23% allo 0,84%.

 

“Il 2023 ci pone davanti a diverse sfide che dobbiamo assolutamente vincere – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte. – L’anno passato ha infatti lasciato aperti molti punti interrogativi, strettamente legati alle dinamiche sovranazionali: la guerra in Ucraina, la crisi energetica e l’inflazione galoppante sono solamente alcune delle problematiche che il nostro Paese sta affrontando. Spesso, tuttavia, nelle crisi si annidano delle opportunità da saper cogliere e sfruttare per accelerare l’innovazione, il progresso e l’affrancamento dalla dipendenza esterna, soprattutto in materia energetica”.

“Nonostante gli interventi messi in campo negli ultimi mesi abbiano mostrato i primi timidi risultati – continua Felici – certificati da una revisione al rialzo delle stime sull’andamento del PIL rispetto a quanto prospettato a novembre 2022, è ad esempio necessario considerare che dobbiamo abituarci a dei prezzi del gas che rimarranno strutturalmente più elevati. Nella prospettiva di medio-lungo termine sarà quindi essenziale programmare un efficace piano fiscale di legislatura che sia strettamente legato al piano delle riforme, con una prospettiva strutturale e non più emergenziale. A questo dovrà essere senz’altro accompagnata una razionalizzazione della spesa pubblica a sostegno della produttività delle imprese e della crescita economica, con interventi volti alla crescita reale senza un ribaltamento sui prezzi”.

“Come in passato, – conclude Felici – i corpi intermedi dovranno farsi parte attiva nel percorso concertativo per strutturare interventi su misura dei nostri territori, perché non si assista ad una dispersione delle risorse che le imprese e le famiglie hanno messo a disposizione con sacrificio”.

L’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte ha redatto la prima indagine trimestrale 2023 utilizzando un questionario telematico rivolto ad un campione significativo di 2.250 imprese selezionate nei comparti di produzione e di servizi che rappresentano maggiormente l’artigianato della nostra regione.

Torino impoverita: Giachino scrive a Fornero

“Per la  trasformazione a opera delle Amministrazioni di sinistra. Alta disoccupazione giovanile, stipendi dimezzati e molti poveri in più”

  
Lettera aperta a Elsa Fornero 

Carissima Professoressa,

Le scrivo una lettera aperta perché il suo giudizio positivo espresso su La Stampa a proposito della trasformazione di Torino, e’ generoso e sbagliato.
La sensibilità umana e sociale è una base essenziale per chi in un modo o nell’altro si occupa della cosa pubblica sia esso la Città o il Paese in cui vive e non dipende dalla condizione sociale. Senza arrivare ai grandissimi Santi sociali, Don Bosco, Cottolengo e Cafasso, Giulia di Barolo e il marito erano ricchi ma ebbero una sensibilità sociale altissima che li portò a lanciare una iniziativa importante a favore dei più deboli. Donat-Cattin , con cui ho avuto l’onore di lavorare per sei anni, nella sua azione politica e di governo era mosso da una sensibilità sociale fortissima che stupiva chi gli stava vicino e che determinava e guidava la sua azione di governo. Dopo il fortissimo aumento del petrolio che portò  al raddoppio delle bollette della luce, Donat-Cattin , In soli trenta giorni, promulgò la tariffa sociale della energia elettrica che ne riduceva il costo per una fascia importante della utenza, mettendola a carico dell’Enel.
Questa sensibilità sociale mi pare molto diminuita soprattutto a sinistra e nella area intellettuale che in questi ultimi trent’anni ha amministrato Torino e ne ha governato la trasformazione . Torino da quasi trent’anni non cresce di meno solo rispetto a Milano , Bologna e altre Città da Roma in su ma cresce di meno della media nazionale . Ieri Unioncamere ha aggiunto un altro dato significativo. Gli stipendi a Torino sono la metà di quelli di Milano e sono inferiore a quelli di Città del Veneto e dell’Emilia che negli anni cinquanta e sessanta erano più povere di noi.
Le scrivo perché non concordo con il giudizio che a lei ha espresso stamane su La Stampa laddove scrive “Torino ha alle spalle una crisi da trasformazione produttiva non facile, è tutto sommato la Città ha saputo gestirla bene.”
Come aveva visto bene l’Arcivescovo Nosiglia, Torino ha almeno metà della Città che sta male, con pensioni basse, con tanta disoccupazione, cassa integrazione, con tanto lavoro a tempo determinato e a meno di 1000 euro al mese. A queste condizioni economiche si aggiunga il degrado dei Quartieri svantaggiati o di periferia in cui vivono. Certo che Torino nella sua parte centrale , da quella settecentesca a quella liberty , è molto bella e grazie ai suoi portici, alle sue piazze , ai suoi bei palazzi che piacevano tanto a Nietzsche.
Ma mse da corso Regina invece di voltare a sinistra verso il centro, vai a destra le cose cambiano molto. Non a caso i Parroci , che hanno una dose di sensibilità superiore ai politici di sinistra, a Gennaio 2022 incontrando Lorusso chiesero meno degrado e più sicurezza. 13 mesi dopo la situazione è peggiorata. Torino doveva difendere di più e meglio la propria industria dell’auto come hanno fatto tedeschi, francesi e spagnoli sia perché nell’industria vi è molta ricerca, molti servizi avanzati e stipendi più alti di quelli del commercio e del turismo. L’operaio FIAT riusciva a risparmiare e a far studiare i figli . Oggi con i grandi eventi , si diffonde la immagine della Città ma si genera lavoro a tempo determinato e meno retribuito . Un ragazzo mi ha detto che in tutto ha lavorato 3 mesi in un anno con contributi pensionistici che Lei conosce meglio di me.
Dalla trasformazione a cura delle amministrazioni di sinistra , che non a caso sono forti nella ZTL e in collina, la Città è impoverita e senza la prospettiva di ritornare in testa alle classifiche perchè tutte le cose , anche importanti, messe in moto non riescono a farci crescere più della media nazionale come ripeto ossessivamente dal 2008 quando mi accorsi che anche nel 2006 eravamo cresciuti meno della media nazionale. E ora se le cose non cambieranno Torino pagherà più di altre Città italiane la fine delle auto con motore endotermico e la crisi di tante aziende dell’indotto auto.
E meno male che noi, non altri, abbiamo salvato la TAV che ci potrà consentire,  soprattutto se cercheremo di allearci a Genova , Lione e Milano, di ritornare centrali nell’Europa del terzo millennio. Anche Genova con la trasformazione gestita dalla sinistra si era impoverita ma nel  2017 con la elezione di un nuovo Sindaco, Marco Bucci, ha saputo rilanciarsi partendo dal suo porto che genera direttamente e indirettamente tanti occupati quanto ne generava Mirafiori. A Genova nel porto hanno investito tutti i grandi operatori mondiali , come se nella Mirafiori avessero investito Renault , Volkswagen e Ford. Così oggi Genova si trova alleata ad Amburgo proprio mentre il PNRR le ha assegnato l’opera più importante , la nuova Diga che consentirà il raddoppio della sua potenzialità.
Siccome i suoi colleghi Docenti di Storia hanno insegnato male Cavour , Torino non riesce a capire che più si sviluppa il porto di Genova e più Torino e il Piemonte ci possono guadagnare.
A questo punto Io mi porrei la domanda su cosa vuol dire  definirsi progressista e di sinistra se amministrando la Città la si impoverisce ? Non a caso la gauche caviar parla molto di diritti e non parla più del lavoro, il diritto più grande e importante economicamente e socialmente.
Cara Professoressa, che seguo sempre con interesse, se Lei andasse una volta a Messa alla Domenica alla Madonna della Pace in corso Giulio Cesare 80 si renderebbe conto di come la trasformazione gestita dagli ultimi cinque Sindaci , Lorusso compreso, non sia stata quel successo tanto decantato dai giornali , cosiddetti indipendenti.
Con simpatia,
Mino Giachino
Responsabile Logistica FdI Piemonte
già sottosegretario alle Infrastrutture

Anche le fabbriche invecchiano E tra gli operai prevalgono i precari

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Il futuro dell’indotto auto è preoccupante, se si pensa alla decisione di abolire diesel e benzina nel 2035. Lo è soprattutto per Torino, dove la crisi dell’automotive è ormai realtà da anni e le imprese che gravitano attorno a quel mondo sono ancora molto diffuse, conseguenza della storia del Piemonte e del suo capoluogo da sempre legati alla Fiat e a quel (poco) che ne resta.

Ma ci sono anche altre preoccupazioni.  Anche le fabbriche invecchiano e tra gli operai  prevalgono i precari. Per questo la Fiom, la categoria della Cgil con più iscritti, vuole comunicare “con un nuovo linguaggio”, Lo dice all’Ansa il segretario generale Michele De Palma, confermato al congresso di Padova con il 97% dei voti alla guida dell’organizzazione. Chiede a Fim e Uilm “di avviare subito un percorso comune per presentare una piattaforma unitaria in vista del rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici” e di prestare attenzione sia al tema del salario, sia a quello della stabilizzazione dei precari. “All’interno delle  fabbriche non c’è solidarietà, ognuno si gestisce per sé. I ragazzi e le ragazze non sanno che esiste il sindacato e che esistono i diritti” osserva De Palma. “Andando avanti in questo modo – conclude –  noi rappresenteremo uomini e donne sempre più in là con l’età. Ci vogliono i giovani, ma dobbiamo andare a parlare con loro, usare un linguaggio diverso. La relazione con le nuove generazioni non va costruita solo su una politica generale, le grandi manifestazioni, o l’idea del cambiamento, ma su questioni  pratiche”.

(Foto IL TORINESE)

Change To: cambia il clima, cambia la città

Una foglia stilizzata che con le sue venature ricorda la mappa di una città che diventa via via sempre più verde, ma anche una goccia d’acqua, con riferimento all’impegno della Città di Torino nella ricerca di strategie e politiche per ottimizzare l’uso e la gestione delle risorse idriche a livello urbano: richiama il concetto di sostenibilità ambientale l’immagine scelta dall’Assessorato alla Transizione ecologica per la nuova campagna di comunicazione “ChangeTO: cambia il clima, cambia la città”.

Già apparsa sui cartelloni luminosi ‘mupi’ in tutta la città, nei negozi in forma di ‘cartolona’ e nei ristoranti sulle tovagliette di carta Sugonews, la campagna – che rimanda agli interventi che un’amministrazione attenta e responsabile sul tema del cambiamento climatico è chiamata a implementare – nei prossimi giorni sarà diffusa anche negli spazi di affissione del Comune e visibile sui bus del trasporto pubblico.


Scopo della campagna è informare i cittadini sugli “Interventi di adattamento per una città più vivibile” avviati dall’Assessorato alla Transizione ecologica, importante progetto di adattamento del tessuto urbano in risposta alle esigenze dettate dai cambiamenti climatici, che porterà sul territorio un investimento di un milione di euro derivanti dai fondi europei del programma PON METRO 2014-2020 REACT-EU.


“Insieme agli interventi fisici abbiamo pensato di lanciare una diffusa campagna di sensibilizzazione alla cittadinanza” dichiara l’assessora alla Transizione ecologica Chiara Foglietta. “Il claim ‘Cambia il clima, cambia la città’ sta a indicare la traiettoria entro cui ci muoviamo. Torino vuole diventare una città resiliente e climaticamente neutra, obiettivi che possiamo raggiungere solo se tutti siamo consapevoli e lavoriamo nella stessa direzione”.

Un cantiere è già stato avviato in via Stradella, dove all’interno di un parcheggio saranno piantumati 82 nuovi alberi e sostituiti 1400 mq di asfalto con una pavimentazione in grado di riflettere la radiazione solare. Nei prossimi mesi 15 fermate del trasporto pubblico e un tratto di binari della linea 4 rinverdiranno, contribuendo a contrastare il fenomeno delle isole di calore e degli allagamenti e ad aumentare il numero di piante di Torino, che può già vantare 340mila alberi di proprietà pubblica.

I benefici ambientali a lungo termine derivanti da questo e altri interventi sono mostrati attraverso immagini e dati dalla campagna ChangeTO. Il cittadino troverà ulteriori dati e approfondimenti visitando il sito internet www.torinovivibile.it indicato nei manifesti, accessibile in pochi click anche tramite QR code.

Umanizzare la pena. Una mostra a Torino sull’articolo 27 della Costituzione

Lunedì 20 febbraio alle ore 11, nella sala conferenze dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Consiglio regionale (via Arsenale 14/G), si svolge la conferenza stampa di presentazione della mostra “Art. 27”, in riferimento all’articolo della Costituzione che recita: “La responsabilità penale è personale. L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
Intervengono: Paola Baldovino Difensore civico della Regione Piemonte, Ylenia Serra Garante per l’Infanzia, Bruno Mellano Garante per i detenuti, Juri Nervo associazione EssereUmani, Pierpaolo Rovero Professore Accademia Albertina di Belle Arti corso Arte del Fumetto.
L’esposizione – composta da pannelli con grafiche e strisce di fumetti – invita ad approfondire il contenuto e il significato dell’art. 27 della Costituzione. Il progetto di sensibilizzazione è stato realizzato dall’associazione EssereUmani onlus con gli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino – Corso di Arte del Fumetto.
La mostra rimarrà esposta nelle vetrine dell’Urp di via Arsenale fino a martedì 28 febbraio 2023.

Gli atenei e la Regione insieme per un Piemonte sostenibile

Nel Palazzo della Regione in piazza Castello a Torino , Bartolomeo Biolatti, Rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Gian Carlo Avanzi, Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino, e Stefano Geuna, Rettore dell’Università di Torino, hanno firmato l’Accordo della Rete delle Università Piemontesi per lo Sviluppo Sostenibile – RUS Piemonte, con cui le quattro Università confermano di essere allineate agli obiettivi della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile (SRSvS) e di essere disponibili per un lavoro a fianco della Regione per portare il Piemonte sul percorso di transizione verso un nuovo modello di sviluppo. Era presente Matteo Marnati, Assessore della Regione Piemonte, con specifica delega ad Ambiente, Energia e Ricerca, con i connessi rapporti con Atenei.

Negli anni 2020-2022, le Università piemontesi sono state impegnate congiuntamente nel progetto PASS – Piemonte e Accademia per lo Sviluppo Sostenibile, finanziato dal Ministero per la Transizione Ecologica. I quattro atenei piemontesi fanno parte della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), che si propone la diffusione della cultura e delle buone pratiche di sostenibilità, sia all’interno che all’esterno degli atenei italiani (a livello urbano, regionale, nazionale, internazionale). A conclusione del progetto PASS, le quattro Università piemontesi hanno voluto definire un coordinamento delle attività svolte su scala regionale nell’ambito della RUS nazionale, dando così vita alla RUS Piemonte.

I quattro Atenei piemontesi, unendo le forze nella RUS Piemonte, avranno la possibilità di realizzare azioni congiunte di coinvolgimento della popolazione (la cosiddetta terza missione delle Università), che potranno impattare su una comunità di oltre 140.000 persone, considerando l’insieme di studenti, collaboratori, staff tecnico-amministrativo e docenti. Queste azioni saranno rivolte a far crescere la “conoscenza, formazione e coinvolgimento” delle nuove generazioni, in un’ampia riflessione sullo sviluppo sostenibile del territorio.

Le sfide poste al 2030 e 2050 dall’Agenda Globale e dalla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile impongono sistemi di governance collaborativi e transdisciplinari, che creino le condizioni per significativi salti di qualità nell’implementazione di politiche per la sostenibilità. Attraverso il progetto PASS e sul modello della RUS nazionale è stata definita e avviata una modalità operativa innovativa, nel contesto regionale, fondata sulla collaborazione tra le quattro Università piemontesi – Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Università del Piemonte Orientale, Politecnico di Torino e Università di Torino – e la Regione Piemonte, volta alla condivisione, all’elaborazione e all’attuazione delle politiche regionali per la SRSvS.

Attraverso il perseguimento degli obiettivi prefissati, il progetto PASS ha facilitato le condizioni per la promozione di una governance collaborativa, innovativa e duratura, tra Regione Piemonte e Atenei piemontesi, volta a valorizzare le sinergie del territorio e accelerare i tempi della transizione allo sviluppo sostenibile. È stato così possibile procedere all’individuazione di un sistema di collaborazione Regione-Atenei, attraverso la definizione delle modalità di cooperazione e di coinvolgimento del personale, unitamente all’attivazione di un primo nucleo di cooperazione tra RUS Piemonte e Regione Piemonte. L’esperienza del progetto PASS rappresenta il punto di partenza per la creazione di un rapporto strutturato fra la Regione e gli Atenei, tale da diffondere la cultura e le buone pratiche di sostenibilità, sia all’interno che all’esterno delle Università piemontesi, e promuovere lo sviluppo sostenibile delle comunità locali.

Parallelamente, valorizzando i rapporti di collaborazione tra Università e Regione nell’ambito di progetti di ricerca finanziati dalla Regione stessa, si è costituito un quadro delle competenze universitarie piemontesi in materia di sviluppo sostenibile, definendo gli strumenti per orientare la ricerca sui temi prioritari e potenziando gli stimoli per la diffusione degli studi di natura transdisciplinare sul tema.

Sotto il profilo del governo del territorio, attraverso l‘individuazione e il rafforzamento delle sinergie tra ambiti di pianificazione regionali e tra questi e le Università, si è poi attivato un processo di revisione concertato degli strumenti regionali unitamente alla co-definizione di una visione collaborativa della pianificazione, capace di identificare elementi di innovazione. Tutte queste azioni sono state improntate ad un’ottica evolutiva pluriennale, ovvero volta ad una collaborazione duratura tra Atenei e Regione oltre il termine progettuale stesso, proponendosi di estendere tale collaborazione a tutti i campi della sostenibilità (i.e. istituzionale, sociale, economica e ambientale).

“La decisione del Piemonte di puntare allo sviluppo sostenibile del territorio è una scelta fondamentale che può dare buoni frutti solo se condiviso e realizzato con tutti i soggetti istituzionali che presidiano le frontiere del cambiamento e di cui le Università sono senz’altro alfieri imprescindibili – dichiara il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio -. “L’accordo che viene siglato oggi conferma l’alto livello di sintonia e di collaborazione che esiste e che ha l’obiettivo di garantire al Piemonte di poter crescere e di farlo in equilibrio con il suo prezioso patrimonio di risorse naturali”.