ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 156

Bilancio negativo per i saldi a Torino secondo Confesercenti

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Confesercenti fa un bilancio negativo dei  saldi invernali a Torino che si sono chiusi ieri, giovedì 2 marzo.

Le vendite sono scese del 10% rispetto alla scorsa stagione, con punte del 15% in periferia dove la crisi economica e l’inflazione hanno creato difficoltà.

I  prodotti meno venduti sono stati cappotti, giacconi, giubbotti e giacche: -20%.   Le calzature sono in flessione del 5%.

 In dieci anni a Torino e provincia ha chiuso un negozio di abbigliamento su tre. In città erano  più di 2000 nel 2009. Per Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti,  è la conferma dell’allarme  “più volte lanciato sul pericolo di una lenta  desertificazione commerciale delle città. I negozi vanno aiutati concretamente”

La storia dell’automobile al MAUTO di Torino

L’AUTOMOTIVE A TORINO / 8

Il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino – MAUTO – è tra i più antichi e importanti del suo genere. Prese origine da una proposta avanzata durante il congresso indetto dall’Automobile Club di Torino nel 1932 per celebrare i “Veterani dell’Automobile”, ovvero coloro che avevano conseguito la patente di guida da almeno 25 anni.

Fu Carlo Biscaretti di Ruffia a concepirlo, idearlo e radunarne la collezione iniziale, creando inizialmente una mostra retrospettiva nell’ambito del Salone di Milano nel 1933; vennero presentate una trentina di vetture, sollevando un grande interesse nel pubblico. Il MAUTO aprì le porte al pubblico solo nell’autunno del 1960, poco prima dell’Expo 1961, nella sede progettata dall’architetto Amedeo Albertini, rinnovato e ampliato in seguito in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia su progetto dell’architetto Cino Zucchi.  Nel corso della sua storia il museo si è arricchito di nuove sezioni, come il centro di documentazione e la biblioteca – arricchita di libri, documenti originali e fotografie grazie al lascito Canestrini -.

Negli ultimi anni diventarono sempre più evidenti i limiti dell’edificio, soprattutto per la mancanza di spazi espositivi ormai saturi; così nel 2003 viene approvata la ristrutturazione del museo da parte della Città di Torino e il 10 aprile 2007 il museo viene chiuso al pubblico per avviare un grande processo di ristrutturazione che lo riguardò per 3 anni fino al 2011. Gli spazi interni hanno ricevuto un completo rivolgimento dell’allestimento – curato dallo scenografo franco-svizzero François Confino – e del percorso espositivo, integrando alla collezione ambientazioni e installazioni interattive, dividendo il tutto in tre parti distinte, una per ogni piano.

Nel percorso espositivo viene raccontata la storia dell’automobile, la trasformazione da mezzo di trasporto a oggetto di culto, dalle origini fino all’evoluzione contemporanea del pensiero creativo, analizzando i passaggi epocali della società attraverso l’evoluzione dell’auto. In mostra si trovano attualmente 150 vetture, cui si aggiungono le vetture in prestito temporaneo; le rimanenti 60 vetture della collezione sono conservate in uno spazio interrato denominato “Open Garage”, accessibile su prenotazione. Completa il percorso museale l’area mostre in cui vengono ospitate esposizioni temporanee di approfondimento. Recentemente il MAUTO ha avviato il proprio Centro di Restauro, il cui compito è la manutenzione ordinaria e straordinaria per le vetture della collezione, attenendosi alla metodologia scientifica in fase diagnostica e ai criteri di restauro conservativo negli interventi funzionali; collabora con il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale e svolge attività di formazione specifica.

Giulia De Sanctis

Gestione del sistema montano, il master

Master per Manager in GESTIONE E PROMOZIONE DEL SISTEMA MONTANO
E DELLE AREE INTERNE – MANAGER SISTEMA TERRITORIALE: proroga iscrizioni al 10 marzo

Sono state prorogate al 10 Marzo 2023 le iscrizioni alla seconda edizione del Master Executive in GESTIONE E PROMOZIONE DEL SISTEMA MONTANO E DELLE AREE INTERNE-MANAGER SISTEMA TERRITORIALE, attivato dalla SAA (School of Management), in partnership con UNCEM, ANCIM – Associazione Nazionale Comuni Isole Minori e gestito dal COREP.
Il Master Executive si rivolge a tecnici, funzionari e dirigenti di enti locali – ma anche di aziende con sedi o filiali collocate in sistemi montani o microinsulari – oltre a diplomati, laureandi, neolaureati e professionisti interessati ad una preparazione specifica per operare quali Manager dei Sistemi Territoriali ad ampio raggio, dal settore pubblico al settore privato ed il settore associativo e consortile, nella prospettiva di implementare, potenziare e gestire le strategie per la vivibilità e l’attrattività del sistema montano e delle aree interne, svolgendo un ruolo di attori dello sviluppo sostenibile.
PROGRAMMA DIDATTICO: Il Master interamente online (tramite la piattaforma Webex) prevede 120 ore, di cui 89 ore di lezione, 9 ore di conferenze tematiche e 22 ore di project work.
Il Master si articola su 11 Moduli, integrati da 2 conferenze tematiche di approfondimento.
MODULI: 1) Sistemi socioeconomici territoriali e modelli di sviluppo 2) Data management 3) Geologia montana e tutela d’ambiente 4) Sociologia e storia (economica) del territorio montano 5) Reti, infrastrutture e mobilità 6) La pianificazione del territorio montano: rigenerazione, innovazione, sostenibilità 7) Imprenditorialità, cooperazione, incubazione, accelerazione d’impresa 8) Fund raising (i.e. PNRR) & membership 9) Gestione turistica della destinazione 10) Marketing turistico & promozione del territorio (KPI & digital)  11) Turismo montano e sostenibilità
CONFERENZE TEMATICHE: 1) Apertura master + linee di indirizzo 2) Conferenza: Progettualità e fundraising per la montagna.
PERIODO E SEDE: Il Master Executive avrà inizio a Marzo 2023 e terminerà a Settembre 2023. Le lezioni, a cadenza quindicinale, si svolgeranno indicativamente nelle giornate di: giovedì (orario 18:00-21:00), venerdì (orario 18:00-21:00) e sabato mattina (orario 9:00-12:00). Le lezioni saranno interamente online (tramite la piattaforma Webex).
DOCENTI DEL MASTER: Le lezioni del Master Executive saranno tenute da Docenti dell’Università degli Studi di Torino e dell’Università della Valle D’Aosta e Esperti di elevati profilo professionale, competenza ed esperienza.
TITOLO: Al termine del corso verrà rilasciato dalla SAA School of Management il Certificato di Master Executive in GESTIONE E PROMOZIONE DEL SISTEMA MONTANO E DELLE AREE INTERNE-MANAGER SISTEMA TERRITORIALE.
SCADENZA ISCRIZIONE:  10 Marzo 2023.
INFO:
Web: http://www.formazione.corep.it/sistema-territoriale
E-mail: iscrizioni@corep.it
Tel. 011/63.99.254

I Giovani di Confagricoltura – Anga chiedono un progetto per il futuro dell’agricoltura

Dopo questi tre anni in cui la fiera dei nostri giovani non c’è stata a causa della pandemia, ci troviamo di fronte uno scenario radicalmente mutato. Noi imprenditori, però, pur tra innegabili difficoltà, non possiamo rimanere immobili aspettando il corso degli eventi”. Così il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti alla tavola rotonda “Il riso italiano tra siccità e importazioni”, che ha inaugurato a Vercelli la 44esima edizione della ‘Fiera in campo’, la più importante manifestazione europea dedicata al comparto.

Presenti all’evento anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il vicepresidente del Senato Gianmarco Centinaio, l’onorevole Fabrizio Comba, l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Marco Protopapa e il presidente dell’Ente Risi, Paolo Carrà.

 

L’Italia è il primo Paese europeo per superfici coltivate e produzione di riso. Siamo gli unici produttori mondiali di Vialone Nano, Arborio e Carnaroli, pur coltivando diverse varietà. La siccità ha però colpito duramente il comparto: lo scorso anno 26 mila ettari sono andati persi di cui 3 mila nel Novarese” dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonteintervenuto alla tavola rotonda organizzata dai giovani imprenditori di ANGA Vercelli – Biella,coordinati dal presidente Giacomo Mezza.

La nuova stagione si presenta ancora più ardua. Confagricoltura porterà la questione sul tavolo del Consiglio e della Commissione Ue, perché la carenza idrica sta colpendo altri Stati membri” ha aggiunto Giansanti.

 

Occorre impegnarsi per restituire alla nostra risicoltura l’attenzione che merita – afferma il direttore Lella Bassignana, difendendo la terra in cui è nata e vive tutt’ora – Penso ad un piano d’azione su più fronti per far contrastare le emergenze, qualsiasi esse saranno, in modo da garantire futuro e lavoro alle prossime generazioni, continuando a preservare un territorio eccezionale per le sue caratteristiche uniche”.

Importante operazione immobiliare della torinese Ream a Roma

 

Importante acquisizione a Roma della torinese Ream, società che opera nel campo immobiliare di proprietà di alcune  fondazioni bancarie piemontesi: ha acquistato buona parte del complesso immobiliare che ospita l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata  ( IDI-IRCCS ) . La Ream lascerà in locazione per 30 anni l’immobile alla Fondazione Luigi Maria Monti . La superficie acquistata supera i 18 mila metri quadrati. LIDI –IRCCS  è un punto di riferimento scientifico di primo piano in Italia e in Europa  per la dermatologia e le prestazioni sanitarie di elevata qualità. “ L’investimento rispetta pienamente gli obiettivi etici e sociali di servizio  alla persona da sempre perseguiti da Ream Sgr e riguarda una realtà storica legata al servizio sanitario nazionale” ha dichiarato il presidente di Ream Quaglia. Come ha precisato il direttore di Ream Oronzo Perrini, attraverso il fondo Geras 2 la società ha oggi in portafoglio mille posti letto in strutture deputate al servizio delle persone, per un valore di oltre 140 milioni di Euro. Soddisfazione è stata espressa anche da Alessandro  Zurzolo, consigliere delegato ella Fondazione Luigi Maria Monti perché l’operazione chiude una stagione delicata  della vita dell’Istituto e ne apre una nuova

 

Innovazione e sostenibilità in agricoltura: un esempio pratico di viticoltura canavesana

Torino, 4 marzo 2023

 

Incontro tecnico

9 marzo 2023 – ore 15:00

Azienda Agricola Cieck – Cascina Castagnola, 2 – San Giorgio Canavese

La missione di Confagricoltura è molteplice e variegata. L’assistenza tecnica agricola è di primaria importanza e lo staff presente sul territorio gestisce direttamente l’attività di consulenza presso le aziende agricole. L’informazione, in quest’ambito, risulta indispensabile ai fini di mantenere costantemente aggiornati gli operatori siano essi tecnici o agricoltori. Si imponeva quindi una giornata di riflessione e scambio di notizie imperniata sul settore vitivinicolo in un’area tanto fondamentale per l’economia torinese quanto il Canavese.

La sede dell’incontro è l’azienda agricola Cieck in Regione Misobolo a San Giorgio Canavese, una delle cantine di riferimento per la produzione dell’Erbaluce di Caluso Docg nelle sue tre tipologie ma anche di alcuni vini rossi prodotti sotto la Doc Canavese. Le tematiche affrontate nell’incontro tecnico e trattate da esperti del settore focalizzano sulle problematiche attuali dell’agricoltura e della coltivazione della vite in primis: cambiamento climatico anzitutto e ripercussioni sull’evoluzione delle tecniche di coltivazione, sempre in ottica sostenibile, nonché un indispensabile aggiornamento sulle emergenze fitosanitarie, Popillia japonica in primis.

Gabriele Busso, vice direttore di Confagricoltura Torino, illustra il PSR 2023/2027 e a conclusione del convegno, Remo Falconieri, padrone di casa e uno dei padri dell’Erbaluce di Caluso moderno presenta il nuovo sistema di allevamento della vite, da lui ideato, capace di adattarsi e dare risposte migliori alle nuove condizioni ambientali.

Si chiude con un brindisi con i vini dell’azienda Cieck e alcune specialità della pasticceria Bonfante di Chivasso.

 

Torino chiede di ripristinare le misure a sostegno dell’edilizia

Dalla sua entrata in vigore, la normativa sul “superbonus 110%” ha subito numerose modifiche legislative che hanno finito per attuare restrizioni soprattutto in materia di cessione del credito d’imposta e recentemente, in data 16 febbraio 2023, il Decreto Legge n. 11 ha precluso sia la possibilità di esercitare le opzioni relative alla cessione del credito e allo sconto in fattura, sia la facoltà delle Pubbliche Amministrazioni di essere cessionarie dei crediti di imposta derivanti dai bonus edilizi. Partendo da questa premesse, il 27 febbraio 2023 il Consiglio Comunale di Torino, con 24 voti favorevoli e 2 astenuti, ha approvato una mozione proposta dalla consigliera ValentinaSganga (M5S) che chiede che il Comune di Torino si attivi presso il Governo nazionale per ripristinare le misure di sostegno alla circolazione dei crediti d’imposta per il superbonus 110% e gli altri bonus edilizi. Ad esempio, introducendo nuovamente la possibilità di esercizio delle opzioni relative alla cessione del credito e allo sconto in fattura e favorendo un ruolo attivo degli Enti locali nella circolazione dei crediti fiscali e nell’individuazione di strumenti di finanza alternativa a quella bancaria.

Il documento, presentato nella seduta del 22 febbraio 2023 delle Commissioni Terza e Prima, presieduta da Pierino Crema (PD), chiede altresì di sollecitare la possibilità di accedere al superbonus 110% e agli altri bonus edilizi anche per chi non dispone di un reddito sufficientemente alto per poter beneficiare delle detrazioni fiscali e di sensibilizzare circa l’urgenza di disporre di una strategia per riqualificare gli edifici residenziali in coerenza con la nuova direttiva europea Energy Performance Building e l’obiettivo di neutralità carbonica entro il 2050.

L’effetto Dunning-Kruger

Capita piuttosto spesso di incontrare persone che decantino la loro conoscenza in un determinato settore, salvo smentita da parte di chi realmente sia esperto in tale materia come pure succede che qualcuno, realmente dotato, esperto e qualificato si sottostimi, non attribuisca il giusto valore alla propria capacità e, in generale, ritenga il lavoro altrui più meritevole o maggiormente valido.

A studiare questa distorsione cognitiva furono gli psicologi David Dunning e Justin Kruger, a cavallo tra il millennio scorso e quello attuale.

In cosa consiste? Secondo i due studiosi nelle persone si manifesta questa distorsione perché esiste una forte mancanza di consapevolezza di sé, che porterebbe a sottostimare le proprie competenze.

Per contro, però, vi è una fase nella quale l’individuo tende a sovrastimare le proprie conoscenze, anche quando siano mediocri, con il rischio di valutare erroneamente un fenomeno o giudicare da incompetente un evento.

Emergono, quindi, due aspetti importanti: il primo è che spesso ci si crede, in un certo campo, peggiori di quanto siamo in realtà e questo contribuisce a diminuire la nostra autostima; il secondo è che la sovrastima ci impedisce di vedere questa “incompetenza”.

Nel grafico osserviamo come, dopo un picco di sopravvalutazione dovuta ad una totale inesperienza, la fiducia in noi stessi diminuirà all’aumentare della conoscenza.

In questo caso non possiamo dire “In medio stat virtus” perché è proprio chi possegga una conoscenza media a sentirsi inadeguato; quando la conoscenza diventa approfondita, invece, si ottiene una fiducia corretta in sé stessi.

Come fare a sopravvivere in un mondo di social media, nel quale tutti sanno tutto di ogni materia disorientandoci ed essendo essi stessi disorientati? L’effetto Dunning-Kruger stesso può fornirci la risposta: se ci rendiamo conto di non conoscere una materia o di conoscerla in modo approssimativo dobbiamo sentirci in dovere di approfondire la conoscenza, di colmare le nostre lacune e di soddisfare la curiosità che il non sapere qualcosa genera.

Riferendosi alla società, come al singolo individuo, possiamo sostenere che la fiducia e la conoscenza sono un’accoppiata vincente per la crescita e che l’umiltà di ammettere di non sapere è il passaporto per imparare sempre più. “So di non sapere”: con questa frase Socrate precedeva di quasi 2400 anni gli studi di Dunning-Kruger.

E ricordate: solo gli ignoranti sono sicuri di avere sempre ragione.

Sregio Motta

Giachino: “La bassa crescita del Piemonte dura da oltre 25 anni”

E’  causata essenzialmente dalla bassa crescita di Torino che vale il 55% del PIL della Regione. 

Non è tanto la Regione che ha bisogno di aiuto per ritornare a crescere di più è Torino che non ha difeso come avrebbe dovuto la sua industria che vale ancora oggi il doppio del turismo e della cultura.  Qualsiasi azienda privata avrebbe licenziato gli ultimi Sindaci torinesi per scarsi risultati economici e sociali.  Lo dico avendo avvertito per primo nel 2009 la Presidente Bresso e il Sindaco Chiamparino della minore crescita rispetto alla media nazionale. Nel 2009: si potevano e si dovevano prendere le contromisure come accelerare la TAV, la Linea 2 della Metropolitana così come si doveva difendere la città dalla fuga di tante aziende a partire da quella più grande. Ecco perché dopo aver salvato la TAV con le manifestazioni del 2018 e 2019 ho chiesto invano di accelerare i lavori mentre il governo giallorosso la teneva ferma. Occorre puntare sugli Investimenti del PNRR, sui fondi europei procurati da Cirio e difendere il settore automotive dalla scellerata decisione europea.
 
Mino Giachino

Stipendi, la crescita media a Milano è il doppio rispetto a Torino

I più pagati d’Italia sono i milanesi: la crescita del loro  stipendio medio è due volte e mezzo quello nazionale, è salita del 6,7% . Oggi vale il doppio rispetto a quello di Torino. Le buste paga si sono impoverite in 22 province su 107 tra il 2019 e il 2021. Qui un lavoratore dipendente nel triennio ha perso  mediamente 312 euro, a fronte di una crescita nazionale di 301 euro. La differenza salariale tra le città italiane è stata esaminata dall’ultima rilevazione dell’Istituto Tagliacarne. Torino non risulta però  tra le 22 province nelle quali  i salari sono in calo. Sotto la Mole  gli stipendi si sono alzati, circa il 2,3%, una crescita in linea con l’inflazione negli ultimi due anni. Davanti al capoluogo piemontese vi sono però città come Genova, Trieste, Verona,  Parma, Reggio Emilia.