ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 155

A Matera la Consulta dei distretti del cibo

La Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo promuove un evento straordinario a Matera dal 16 al 18 giugno, al quale partecipa anche Simona Riccio,  Social Media Marketing Manager e Agrifood e Organic Specialist, ideatrice della trasmissione “Parla con Me”.

 

Simona Riccio, Social Media Marketing Manager e Agrifood e Organic Specialist insieme alla trasmissione da lei ideata “Parla con Me”, è stata convocata da Angelo Barone, Presidente della Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo, che si terrà a Matera dal16 al 18 giugno prossimi. Realizzerà cinque pillole di accompagnamento e la live di “Parla con Me” in diretta da Matera, che verrà trasmessa sui canali social e sul suo profilo Linkedin “Top Voice”. La consulta Nazionale dei Distretti del Cibo propone un patto per promuovere le aree del nostro Paese tramite il buon cibo, la bellezza del paesaggio e l’unicità del patrimonio culturale, materiale e immateriale. Lo farà da Matera dal 16 al 18 giugno prossimi; in occasione dell’evento, la “Città dei Sassi” diventerà per tre giorni Capitale Europea della ruralità. Si tratta di un’iniziativa nata dalle indicazione della Commissione UE sulla visione a lungo termine sul futuro delle aree rurali e della conferenza del Patto rurale di Bruxelles, previsto il 15 e 16 giugno prossimi. La Consulta nazionale sarà l’occasione per discutere del futuro delle aree rurali con le loro produzione agroalimentari tradizionali e i loro paesaggi agricoli contestualizzati nel progetto “GIAHS” DELLA FAO e nel patrimonio immateriale quali strumenti di sviluppo.

L’incontro di presentazione dell’evento, in programma giovedì 15 giugno alle ore 16:00 a Potenza, nella sede del Consiglio della Regione Basilicata, sarà moderato da Simona Riccio, esperta in comunicazione e informazione digitale, e che ha realizzato la prima di quattro videointerviste per presentare l’evento e rivolta al Presidente della Consulta Angelo Barone, contenente anche un messaggio del poeta Franco Arminio. L’iniziativa si inserisce nell’ambito della Giornata Nazionale dei Distretti del Cibo e della Giornata Mondiale della Gastronomia Sostenibile realizzata insieme al CREA e alla comunità di Matera, in collaborazione con il DAGRI dell’Università di Firenze e la sua cattedra UNESCO sul paesaggio agricolo, l’Associazione dei Paesaggi rurali storici, l’Associazione dei Beni Italiani Patrimonio Mondiale, Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del MIC, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, L’ANCI, la Regione Basilicata, la Provincia e il Comune di Matera e L’APT Basilicata.

“A tutti – ha anticipato il Presidente Angelo Barone – proporremo un ruolo attivo nella gestione dei numerosi laboratori di approfondimento e formazione. Il giorno dell’inaugurazione, venerdì 16 giugno prossimo, aprirà la mostra fotografica sui paesaggi rurali di interesse storico e sarà presentata la guida di Repubblica dedicata alla Regione Basilicata”.

Saranno organizzate quattro sessioni di lavoro dedicate al tema dei diritti, della reddittività, della salubrità, della sostenibilità e della socialità per rafforzare la resilienza delle comunità rurali. La prima sessione sar incentrata sul tema de “Il paesaggio agricolo per lo sviluppo economico e sociale dei territori” e , in questa occasione, sarà presentato il Centro Studi della Consulta dei Distretti del Cibo e il primo corso di formazione sul paesaggio agricolo, frutto della collaborazione con il comune aretino di Cabriglia e il distretto rurale del Valdarno Superiore. La seconda sessione dal titolo “Agricoltura sostenibile: biodiversità e paesaggio”, illustrerà le possibili candidature per il riconoscimento del paesaggio agricolo di interesse storico nel registro nazionale, presso il MASAF. La terza sessione, dal titolo “Sviluppo locale: identità e innovazione sociale”, presenterà il manifesto della neoruralità, vale a dire la vision, i principi, i diritti, i doveri e le innovazioni sostenibili legate alla terra quale fonte di vita. La quarta e ultima sessione si intitola “Turismo tra la bellezza del paesaggio agricolo e rurale e l’unicità del nostro patrimonio culturale nella ruralità “. Sarà dedicata al “Patto per promuovere l’Italia del buon cibo unitamente alla bellezza del paesaggio e all’unicità dei Beni UNESCO”.

Domenica 18 giugno, in occasione della giornata Nazionale dei Distretti del Cibo e del giornata Nazionale della Gastronomia Sostenibile indetta dall’ONU dal 2016, si terrà un focus sulla dieta mediterranea e sui sistemi locali del cibo, con la promozione di attività che coinvolgeranno la Scuola di Alta Formazione Gastronomica, i produttori e le diverse startup. La gestione dello spreco alimentare e la sostenibilità della cultura gastronomica saranno al centro di un dibattito presso il Centro Mensa “San Giovanni Mele”. A Firenze, in collegamento con l’evento di Matera, si terrà un festival dal 15 al 18 giugno prossimi, che promuoverà la cultura della gastronomia sostenibile e il modello dei Distretti del Cibo, in memoria dello chef Fabio Picchi con tutti i fiorentini.

MARA MARTELLOTTA

Viabilità, innovazione, rigenerazione urbana: ecco come cambierà Torino

148milioni per sviluppo, innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale, mobilità sostenibile. La Giunta comunale ha adottato il Piano Operativo della Città di Torino da presentare all’Autorità di Gestione per l’assegnazione delle risorse finanziarie dei fondi europei del programma nazionale “PN METRO plus e città medie Sud 2021-2027”.

Il Piano Nazionale METRO plus e città medie Sud 2021-2027 si inserisce nel quadro delle strategie di sviluppo urbano sostenibile delineate nell’Accordo di Partenariato 2021-2027 adottato dalla Commissione Europea. Il compito che l’Accordo assegna al Programma, in una prospettiva di continuità e rafforzamento della strategia già attuata per il periodo 2014-2020, è quello di affrontare le tematiche ambientali, con particolare attenzione per il contrasto al cambiamento climatico e la transizione verso un’economia circolare, e di promuovere azioni di rigenerazione urbana e di risposta al disagio socio-economico, anche attraverso l’innovazione sociale e la rivitalizzazione del tessuto imprenditoriale locale.

Il Piano Operativo per la Città di Torino vede come punto di riferimento primario per la programmazione il Piano Strategico Metropolitano. A gettare le basi per la sua costruzione è stata l’approvazione del documento strategico “ Torino Città delle opportunità per tutti” a settembre 2022; da qui è partito un percorso di progettazione condivisa attraverso tavoli interdipartimentali e l’ascolto degli attori del territorio che ha portato alla definizione del documento di progetto approvato stamane. Un centinaio di pagine che riepilogano i finanziamenti in arrivo e le progettualità in cui investirli.

“Per la nostra città- spiega il Sindaco Stefano Lo Russo- si è aperta una nuova e dinamica fase di evoluzione con importanti sfide da cogliere, alla quali rispondere con l’ampio complesso di risorse messo a disposizione dai fondi europei, nuovi strumenti di pianificazione e progettualità di lungo periodo. Torino si proietta verso il futuro valorizzando il suo essere una città dalle tante vocazioni, una città della prossimità, una città multicentrica e della mobilità, dell’innovazione e dello sviluppo, una città delle reti e dell’impatto sociale, delle opportunità, una città metropolitana, internazionale e interconnessa che guarda verso l’Europa e il mondo offrendo opportunità a chi qui ha scelto di vivere, studiare, lavorare. Con la disponibilità di fondi straordinaria in arrivo, con tempi e modi di attuazione diversificati ma tutti altrettanto stringenti, occorrerà lavorare con grande impegno per stare al passo con le numerose progettualità che ci restituiranno una città più verde, giusta, accogliente e vivibile”.

A Torino sono destinati 148 milioni, suddivisi in 5 priorità: 27milioni per l’agenda digitale e l’innovazione urbana, 26 per la sostenibilità ambientale, 15milioni per la mobilità urbana sostenibile, oltre 46milioni destinati a servizi per l’inclusione e l’innovazione sociale, 30milioni per la rigenerazione urbana.
Tra le misure per agenda digitale e innovazione urbana ci sono investimenti per accelerare il processo di digitalizzazione dei servizi alle persone e alle imprese e ridurre il digital divide tra i cittadini ma anche iniziative di sostegno delle piccole realtà economiche di prossimità attive nei quartieri Barriera di Milano e Aurora e una misura rivolta a micro, piccole e medie imprese (anche sociali) innovative.

In linea con l’obiettivo di conseguire la neutralità climatica entro il 2030 (Climate city contract) e con il manifesto del New European Bahaus cui la Città ha aderito 16 milioni di euro saranno investiti per progetti di gestione delle acque meteoriche, riqualificazione dello spazio pubblico, messa in sicurezza delle strade collinari e messa in sicurezza idraulica della sponda destra del Po. 3milioni e mezzo serviranno a potenziare il verde pubblico mentre gli altri investimenti finanzieranno progetti imprenditoriali improntati all’economia circolare e servizi che favoriscano la costituzione di comunità di energia rinnovabile.

Al capitolo della mobilità urbana sostenibile 3milioni saranno investiti per il riassetto della viabilità e il ripristino linea tranviaria su piazza Baldissera mentre quasi 10milioni per la pedonalizzazione di via Roma nel tratto da piazza Carlo Felice a piazza Castello.
In tema di inclusione e innovazione sociale 4,5 milioni saranno investiti in misure per l’occupazione dei giovani e per favorire l’imprenditoria giovanile, 11milioni per il reinserimento lavorativo e l’occupabilità di persone svantaggiate, 22milioni per progetti per l’abitare mentre 2,4 milioni serviranno a dare vita a luoghi destinati a servizi di prossimità e aggregazione sociale.

Oltre 25 milioni sono invece destinati a misure materiali e immateriali di rigenerazione urbana che riguarderanno in modo particolare i quartieri di Aurora e Barriera di Milano con azioni di riqualificazione e coprogettazione degli spazi pubblici e destinate all’inclusione e alla partecipazione attiva, attraverso progetti di cultura e sport, dei giovani che vivono in questi quartieri.
(c.q.)

Giachino: “Al Festival dell’Economia manca un Seminario per governanti e amministratori locali”

Ne guadagnerebbero molto la Città e la Regione.

 
Lettera Proposta di Mino GIACHINO a LORUSSO e a CIRIO.
Egregi,
Sono riuscito a seguire quattro lezioni, varie e interessanti  del Festival della Economia che si è concluso domenica nella nostra Città .Relatori internazionali e nazionali di alto livello. Un modo per ogni cittadini di fare un corso di aggiornamento ad alto livello in sedi prestigiose della nostra Città .
Per una Città un po’ stagnante che sta cercando di capire la Direzione che deve prendere , come ha detto anche  la Professoressa Nadia Campaniello , una bellissima iniziativa. Peccato che non ci fossero molti Amministratori locali per capire quale direzione far prendere a Torino per rilanciare la sua economia e il lavoro.
Siccome come ha detto una ricerca della Camera di Commercio di Cuneo il declino economico si poteva già vedere quindici anni fa questa è la dimostrazione della mancanza di preparazione di molti Amministratori pubblici. Grave perché invece avrebbero potuto prendere le contromisure accelerando investimenti come la TAV e la Metropolitana oltreche difendere maggiormente il settore auto come han fatto tedeschi e francesi.
Potrebbe essere  molto importante dedicare  nella prossima edizione  un programma di cinque -sei lezioni articolate nei quattro giorni in cui gli economisti di fama internazionale spiegano e aggiornano chi amministra Torino come si debbano leggere per tempo le tabelle sulla crescita economica di Città e regione e quali gli interventi che potrebbero rendere più competitiva la nostra Città e la nostra Regione.
Gli errori  del passato purtroppo vengono pagati dalle aziende e dai cittadini torinesi come vediamo quotidianamente dagli articoli sul degrado e sul lavoro impoverito.
Conoscere quanto è strategico per un territorio l’Aeroporto oppure quanto è strategico ancora oggi il settore auto fa la differenza Al termine dei quattro giorni ovviamente un esamino è una pagella agli Amministratori locali che vi hanno partecipato. Un corso gratuito ma che renderebbe molto alla Città e alla Regione.
Che ne dite?
Mino GIACHINO
Responsabile piemontese trasporti e logistica FDI

In Piemonte il mercato dell’Intelligenza artificiale supera i 43 milioni

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CON UNA CRESCITA PREVISTA FINO A 72,9 MILIONI DI EURO NEL 2024.

A TORINO QUINTA TAPPA DEL ROADSHOW DI PICCOLA INDUSTRIA E ANITEC-ASSINFORM

 

Nel 2022 il mercato dell’Intelligenza Artificiale in Piemonte ha superato i 43 milioni di euro, con un’importante prospettiva di crescita fino 72,9 milioni di euro nel 2024. Il mercato digitale della regione ha raggiunto i 5,9 miliardi di euro nel 2022, con una crescita del 1,1 % rispetto al 2021. Mentre in Val D’Aosta il digitale ha toccato circa 152 milioni di euro nel 2022, con una crescita dell’1,2% rispetto al 2021.

La percentuale di imprese piemontesi con almeno un livello base di digitalizzazione è cresciuta attestandosi al 74,8% nel 2022 rispetto al 61,8% del 2021, con un incremento di 13 punti percentuali. Quelle valdostane sono invece il 62% nel 2022 rispetto al 60% del 2021, con una crescita di due punti percentuali.

Ancora poche le imprese italiane che utilizzano sistemi di Intelligenza artificiale ma il mercato è in forte sviluppo: la percentuale delle piccole imprese italiane si attesta oggi al 5,3%, contro il 24,3% delle grandi imprese, ma gli ultimi dati ISTAT disponibili si riferiscono al 2021.

 

Torino, 6 giugno 2023 – Quinta tappa a Torino, con Piccola Industria Confindustria Piemonte, Piccola Industria Confindustria Valle d’Aosta, Piccola Industria Unione Industriali Torino, il Gruppo Information Communication Technology dell’Unione Industriali di Torino e il Digital Innovation Hub Piemonte per il ciclo di incontri “Intelligenza artificiale e PMI: esperienze da un futuro presente”, organizzato da Piccola Industria Confindustria e Anitec-Assinform, in collaborazione con la rete dei Digital Innovation Hub, con la partnership di Audi e la media partnership de L’Imprenditore. Si tratta di un roadshow che in due anni toccherà tutte le regioni italiane, con l’obiettivo di sensibilizzare e informare le piccole imprese associate a Confindustria sulle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale. Sono le stesse imprese a raccontare le proprie esperienze e strategie di impiego dell’IA in azienda, grazie alla presentazione di casi concreti e al confronto diretto con i partecipanti.

 

L’intelligenza artificiale, di cui si discute da oltre 70 anni, è oggi al centro del dibattito politico-economico. Big data, elevate capacità computazionali e algoritmi più performanti ne permettono un impiego diffuso, capace di incidere nella vita quotidiana di imprese e individui in maniera ancora più profonda rispetto alle innovazioni precedenti. Tuttavia, nonostante le sue potenzialità, l’IA rimane ancora scarsamente utilizzata dalle imprese italiane, in particolare quelle di minori dimensioni: secondo dati Istat del 2021, solo il 6,2% delle imprese con almeno 10 dipendenti ha dichiarato di utilizzare sistemi di Intelligenza artificiale, contro una media dell’8% nell’Unione europea. In particolare, la percentuale di piccole imprese italiane si attesta al 5,3%, contro il 24,3% delle grandi imprese. Un gap da colmare, perché numerose ricerche certificano un crescente divario nell’incremento della produttività dovuto alla digitalizzazione tra le poche imprese di frontiera e le molte più in ritardo.

Blooming Group si candida a competence center del retail in Italia

34 milioni di euro e oltre 500 dipendenti

È stata ieri  la giornata mondiale dell’ambiente l’occasione ideale per Blooming Group Spa, società 100% italiana con headquarter a Torino, specializzata nella creazione, ampliamento e gestione di reti di punti vendita per brand di qualità nei settori food e retail, per presentare il suo primo Bilancio di Sostenibilità.

Dagli inizi del 2017, Blooming Group ha visto una crescita costante, che le ha permesso di chiudere il 2022 con un fatturato di 34 milioni di euro e oltre 500 dipendenti. Ha aperto 34 store per 7 brand del settore food e personal care in Piemonte, Lombardia, Liguria e Veneto: Burger King con 18 ristoranti, Befed con 8 store, Rossopomodoro, Alice Pizza, Pomodoro e Il Barbiere con un locale ciascuno, oltre ai locali dei propri marchi Barotto e Lab, entrambi a Torino.

La filosofia voluta dai fondatori, Davide Canavesio, Barbara Graffino, Maurizio Cimmino, è fortemente orientata ai valori ESG – Environment, Social, Governance, e ha prodotto il primo Bilancio di sostenibilità presentato oggi, in concomitanza con l’inaugurazione della nuova sede in via Varallo a Torino, sottolineando l’impegno a diventare un punto di riferimento per la sostenibilità nel settore retail.

«Nel 2021 abbiamo riunito tutte le nostre esperienze del retail in un’unica famiglia», affermano i tre fondatori del gruppo, supportati nella compagine dai più importanti imprenditori del territorio. «Siamo orgogliosi dei nostri risultati economici, ma siamo altrettanto fieri del nostro impegno verso l’ambiente e le comunità. Ci siamo impegnati a gestire le nostre società e i dipendenti mettendo la sostenibilità ambientale e sociale in cima alla nostra agenda. Adesso vogliamo dare il nostro contributo al territorio per costruire sempre competenze nel settore del retail organizzato: da qui il nostro impegno per creare a Torino un competence center per il retail».

Blooming si impegna nel proprio agire quotidiano a rispettare ed implementare gli obiettivi dei SDG – Sustainable Development Goals, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile stilati dalle Nazioni Unite nel 2015. Ha inoltre costituito un Comitato ESG e ha lanciato una serie di iniziative per ridurre l’impatto ambientale e favorire le comunità in cui opera.

Particolare attenzione viene posta alle politiche di gestione del personale. Nell’anno 2022, nonostante il difficile periodo pandemico, il personale totale ammonta a oltre 500 dipendenti, di cui una percentuale del 63% di donne e del 37% di maschi. Un occhio di riguardo è dedicato all’integrazione del personale di oltre 30 nazionalità diverse, con un totale di 55% di collaboratori italiani e 45% stranieri. Il Gruppo garantisce, inoltre, l’assenza di discriminazioni nella selezione, assunzione, formazione, gestione, sviluppo e retribuzione del personale, come previsto dal Codice Etico aziendale.

Dal punto di vista ambientale Blooming Group si impegna a ridurre le emissioni di carbonio, monitorare i consumi energetici e utilizzare energia proveniente da fonti rinnovabili per contribuire alla tutela dell’ambiente. Tra i principali obiettivi, si focalizza sulla riduzione delle emissioni di carbonio verso lo zero, compensando le emissioni prodotte con progetti di tutela ambientale nel medio-lungo termine. Inoltre, sta attuando un progetto di monitoraggio ambientale con Enerbrain per tracciare i consumi energetici dei propri store, iniziando nel 2019 e proseguendo negli anni successivi. Infine, si impegna a utilizzare energia proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili, al fine di coprire completamente il proprio fabbisogno energetico a partire dal secondo semestre del 2023.

Per quanto riguarda l’impegno verso le comunità sono numerose le iniziative in campo, tra le quali la collaborazione con la scuola elementare Parini di Torino per la fornitura di lavagne multimediali interattive per una scuola di qualità e inclusiva. Per dare un contributo concreto alla riduzione delle disuguaglianze Blooming Group ha, inoltre, attivato un canale diretto con l’Associazione CEPIM-TORINO (Centro Persone con Sindrome di Down ODV) con l’obiettivo di una piena ed effettiva partecipazione delle persone disabili nella società, volta ad un miglioramento della qualità di vita. Inoltre, Blooming collabora con la Fondazione Ricerca Molinette per il progetto “Un Baffo per la Ricerca” per la prevenzione dei tumori maschili.

Sfide e opportunità nel settore agroalimentare e nei mercati all’ingrosso

RITRATTI TORINESI
Intervista a Simona Riccio

Simona Riccio, Social Media Manager del CAAT e Agrifood Strategist, vive il settore agroalimentare a 360 gradi.

“La mia passione e il mio interesse per i mercati agroalimentari all’ingrosso – sostiene Simona Riccio – sono nati da una profonda affinità nei confronti del settore alimentare e dalla consapevolezza dell’importanza cruciale che riveste nella nostra società”.

Simona Riccio che, sin da giovane ha avuto l’opportunità di crescere in un contesto familiare in cui l’agricoltura e al produzione alimentare erano valori fondamentali, ha imparato ad aver cura e a valorizzare il lavoro degli agricoltori e di tutti coloro che contribuiscono alla catena dell’approvvigionamento alimentare.

“Questo interesse – continua Simona Riccio – si è trasformato in una vera e propria passione quando chiesi al direttore generale del CAAT, Gianluca Cornelio Meglio di visitarlo. Ricordo di quella fredda giornata accanto al Presidente Marco Lazzarino tutti i colori, i profumi e il vociare allegro di una città in movimento.

Ho subito compreso che questo settore meritava attenzione e percepito l’importanza che il CAAT svolge all’interno della distribuzione e della commercializzazione dei prodotti alimentari a livello locale, nazionale e internazionale”.

Simona Riccio, attraverso le sue competenze dei mercati all’ingrosso, si impegna per valorizzare il lavoro degli agricoltori e dei prodotto di qualità nell’ottica di un loro percorso di crescita. Attribuendo grande importanza al ruolo dei mercati agroalimentari e all’ingrosso Simona Riccio favorisce lo sviluppo di solide relazioni tra i vari settori della filiera agroalimentare.

“I mercati generali- afferma Simona Riccio – rappresentano una fonte di opportunità per agricoltori e produttori al fine di accedere a nuovi canali distribuzione e ampliare la loro presenza sul mercato.

Tra quelle che sono le sfide attuali nel settore agroalimentare possiamo individuare un crescente interesse per i prodotti biologici in una direzione che va verso la sostenibilità, capace di tenere conto non soltanto della quantità ma anche della qualità.

Si tratta di una sfida che prevede un fondamentale lavoro di collaborazione, di investimento in tecnologie innovative e di promozione della trasparenza lungo l’intera catena di approvvigionamento”.

Interpellata sull’argomento che riguarda l’evoluzione futura del settore agroalimentare dei mercati all’ingrosso Simona Riccio afferma che l’evoluzione di questi ultimi sarà influenzata da un aumento costante della domanda di prodotti sostenibili e biologici, nonché di una crescente adozione di tecnologie innovative come l’intelligenza artificiale, al fine di migliorare l’intelligenza e la tracciabilità a dei prodotti.

“Grazie al Presidente di Italmercati Fabio massimo Pallottini – aggiunge Simona Riccio – ho partecipato all’evento organizzato da Italmercati -Rete di imprese e The European House – Ambrosetti, dove si è discusso di un argomento importante quale il cambiamento che l’Italia deve affrontare.

L’Italia ha bisogno di fare squadra per raggiungere l’obiettivo di un riconoscimento dell’importanza crescente dei mercati all’ingrosso all’interno della filiera agroalimentare “.

“Ci tengo a ricordare- cita Simona Riccio – che tutto il settore non si è mai frenato nelle difficoltà, sempre attivi nel periodo pandemico, e ora vicino all’Emilia Romagna che, colpita dall’alluvione, versa e affronta tante criticità. Proprio gli agricoltori hanno messo a disposizione il loro lavoro e le loro attrezzature al fine di ripristinare una situazione disastrosa.

Mara Martellotta

La Regione punta sulla ricerca e innovazione delle imprese piemontesi

Regione Piemonte investe 80 milioni di euro dei Fondi Europei per sviluppare la capacità di ricerca e innovazione delle imprese piemontesi con l’obiettivo di contribuire alla crescita economica del territorio

Il bando verrà pubblicato nelle prossime settimane. L’assessore regionale Matteo Marnati: «Questo è un punto di partenza. Il nostro sistema industriale deve continuare ad irrobustirsi attraverso la ricerca di sistemi intelligenti ed altamente tecnologici»

Sviluppare e rafforzare le capacità di ricerca e di innovazione, anche con l’introduzione di tecnologie avanzate, delle imprese e del sistema di ricerca piemontese: questo l’obiettivo della Misura che ha ottenuto il via libera dalla Giunta e a cui seguirà, nelle prossime settimane, la pubblicazione del primo bando. La Misura approvata prevede infatti l’attivazione di bandi con cadenza annuale.

La dotazione finanziaria del primo bando – rivolto in particolare alle micro, piccole e medie imprese e alle start up innovative, ma anche alle grandi imprese e agli organismi di ricerca purché in collaborazione con le Pmi, tutti con sede operativa o produttiva in Piemonte – è di 80 milioni di euro a valere sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 21-27.

«La regione Piemonte risulta quarta a livello nazionale per capacità di innovazione – commenta l’assessore regionale all’Innovazione e Ricerca, Matteo Marnati – Considero questo risultato un punto di partenza perché il nostro sistema industriale, soprattutto le PMI, con grandi potenzialità deve continuare ad irrobustirsi attraverso la ricerca e l’innovazione investendo sempre in nuovi sistemi intelligenti ed altamente tecnologici».

L’obiettivo del bando è quello di sostenere, attraverso contributi a fondo perduto, i programmi di investimento in ricerca e sviluppo dei soggetti piemontesi interessati a realizzare progetti, anche in collaborazione.

In realtà si tratta di un duplice obiettivo: da una parte sostenere lo sviluppo o l’avanzamento di risultati scientifici e tecnologici di rilievo, negli ambiti di ricerca individuati nella Strategia Regionale di Specializzazione Intelligente 21-27; dall’altra, nel caso di progetti in uno stadio già avanzato in termini di risultati di ricerca già conseguiti, sostenere la validazione degli stessi e la loro immissione nei processi produttivi delle imprese. Lo scopo è pertanto quello di sostenere tutta la filiera della R&D

Due le linee di intervento nelle quali si articola la misura: la linea 1 che prevede il supporto alle attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale il cui target prioritario sia l’effettivo livello di innovazione e la qualità tecnico-scientifica; la linea 2 che prevede il supporto alle attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione in fase avanzata ma che prefigurino un piano definito di valorizzazione industriale e commerciale dei risultati.

L’attualità di CinemAmbiente

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Si svolgerà dal 5 all’11 giugno l’edizione numero 26 del Festival “CinemAmbiente”. Il via non a caso il 5 giugno giornata mondiale dell’ambiente. Un Festival condotto dal direttore Gaetano Capizzi, che fin dalla sua nascita, ha con i suoi film focalizzato l’attenzione sulle tematiche ambientali. Mai come in questo periodo con i suoi lungometraggi e cortometraggi fa riflettere pensare ed agire sulla stretta attualità della crisi climatica. Novità di quest’anno oltre alle proiezioni gratuite del cinema Massimo, vi saranno eventi sparsi tra piazzetta Reale e il cortile del Rettorato dell’Università. Debutto lunedì 5 alle 20 con protagonista papa Francesco introdotto dall’arcivescovo Roberto Repole e preceduto da il Punto di Luca Mercalli. Intitolato “The Letter: a Message for Our Earth” di NicolasBrown, ispirato dall’enciclica di papa Francesco “Laudatosi”. Domenica 11 alle 19 chiusura con premiazione alla Mole. Vi saranno 82 pellicole provenienti da 38 paesi dei 5 continenti divise tra documentari cortometraggi e nelle 2 non competitive Panorama e Made in Italy. Tanti ospiti tra cui l’attore Andrea Pennacchi a cui verrà consegnato il ciak verde. Il regista russo Victor Kossakovsky insignito del Premio Stella della Mole 2023. Due masterclass. Una affidata al regista cileno Pablo Larrain e l’altra a Kossakovsky. Un Festival con 320 mila euro a disposizione. I biglietti per le proiezioni saranno distribuiti al cinema Massimo.

Pier Luigi Fuggetta

Visco: “Politica monetaria va accompagnata da politica di bilancio”

Il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ieri era al Festival dell’Economia di Torino.“Non bisogna lasciare da sola la politica monetaria: va accompagnata – ha detto – da una politica di bilancio accorta e dalla responsabilità delle parti sociali. In Europa ci sono i sindacati e le imprese. Quando c’è uno choc che non va accomodato non è perché vogliamo fare cadere i salari, ma perché i salari devono crescere con la crescita  dell’economia. Se si dovesse mettere in moto la rincorsa prezzi-salari sarebbe illusoria”. Visco ha parlato anche di inflazione: “al momento siamo sotto il 6 per cento a livello europeo, stiamo andando nella direzione del target del 2 per cento, e bisogna essere sicuri che non riparta, io credo anche evitando che poi ci sia un effetto recessivo sull’economia reale”.

Pnrr, la Giunta approva interventi di edilizia scolastica per 24 milioni e 850mila euro

Uno dei maggiori investimenti che la Città di Torino sta realizzando con i fondi PNRR riguarda l’edilizia scolastica attraverso interventi di ricostruzione, manutenzione straordinaria, restauro e messa a norma di 98 scuole che garantiranno edifici accoglienti, funzionali ed efficienti.

La Giunta Comunale ha dato il via libera ai lavori di messa in sicurezza e manutenzione straordinaria degli edifici scolastici delle aree Nord, Sud, Est e Ovest della città per complessivi 16 milioni di euro, 4 milioni per ogni quadrante. Contestualmente sono stati approvati i progetti esecutivi dei lavori di restauro e adeguamento normativo della scuola primaria ‘Pestalozzi’ in via Banfo 32, per un importo di oltre 5 milioni di euro e per l’efficientamento energetico e la riqualificazione dell’edificio scolastico di via Stampini 25 per complessivi 3 milioni e 850mila euro.

Tutti i progetti sono stati approvati nel rispetto delle tempistiche del PNRR, che prevede l’inizio dei lavori nel 2024 e la fine nel 2026.

La scuola ‘Pestalozzi’, edificio storico costruito tra il 1904 e il 1906 e ampliato successivamente nel 1924, sorge nel quartiere Barriera di Milano. La struttura è inserita nel Catalogo dei Beni Culturali Architettonici della Soprintendenza approvato dalla Città di Torino nel 2009, e come altri edifici che rivestono interesse storico-artistico, richiede interventi di conservazione e il mantenimento in sicurezza. I lavori riguarderanno il consolidamento e la reintegrazione degli intonaci frammentari attraverso il restauro conservativo della decorazione esterna di finitura, il rifacimento del manto di copertura e il suo consolidamento statico e adeguamento sismico, oltre alla sostituzione dei serramenti.

L’intervento previsto nella scuola secondaria di primo grado ‘Ignazio Vian’ in via Stampini, nel quartiere Madonna di Campagna, periferia nord di Torino, mira a  riqualificare l’edificio, migliorandone la funzionalità, assicurando adeguate condizioni di sicurezza e igienico-sanitarie e riducendo gli sprechi energetici. Saranno sostituiti i serramenti esterni e sarà realizzato il cappotto termico verticale e orizzontale della copertura della scuola e della palestra. I lavori prevedono inoltre il rifacimento dei servizi igienici della scuola e della palestra, compresi gli spogliatoi, e delle pavimentazioni della scuola e della palestra. I materiali che saranno impiegati rispetteranno il principio del DNSH (Do No Significant Harm) ossia di non arrecare alcun danno significativo all’ambiente.

Le risorse del PNRR sono un’occasione unica per la nostra Città e la decisione di destinare gran parte di questi fondi alle scuole non lascia dubbi – sottolinea Carlotta Salerno, Assessora all’Istruzione e all’edilizia scolastica -. Per Torino la scuola è il primo motore di rigenerazione urbana. Ristrutturazione, efficientamento energetico e manutenzioni sono solo alcune delle azioni previste nei progetti di riqualificazione approvati. La scuola è la struttura in cui le nostre bambine e i nostri bambini trascorrono maggiormente la loro giornata e meritano pertanto di viverla appieno e in sicurezza, in ambienti che evolvano come cambia la didattica. Abbiamo investito e continueremo a investire con l’obiettivo di garantire alle studentesse e agli studenti, e a tutta la comunità scolastica, luoghi in cui possono esprimersi al meglio, che rispecchino le loro energie e in cui sentirsi a casa”.

Il programma degli interventi adottato dalla Città – per un investimento totale di 91,25 milioni di euro – è diversificato a seconda della natura degli immobili e prevedono, in generale, tre azioni di intervento. Il recupero degli edifici scolastici di fine Ottocento, inizio Novecento con opere di restauro, ripristino degli spazi interni e messa a norma degli impianti per assicurare adeguate condizioni di sicurezza e confort. La manutenzione straordinaria con opere di efficientamento energetico, tra le quali l’isolamento termico delle facciate e delle coperture, la sostituzione dei serramenti e l’ammodernamento impiantistico per ridurre gli sprechi e migliorare le funzionalità dell’immobile. Infine la realizzazione di nuove scuole performanti “a energia quasi zero” (nZEB) e lo sviluppo di spazi di relazione e di studio rispondenti a nuovi modelli didattici.

I lavori permetteranno di conservare e riqualificare gli edifici scolastici, assicurandone il funzionamento e il miglioramento degli standard prestazionali e garantendone l’idoneità e la fruibilità. Rispondono, inoltre, alle linee guida della strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici.