Prorogata al 16 luglio l’adesione del concorso che porta i talenti del futuro al Fabermeeting di Torino
Adesioni prestigiose dal mondo dei professionisti e delle aziende che parteciperanno al Fabermeeting, evento premio per i vincitori del concorso. Oltre 60 le imprese partner.
Il settore della creatività digitale cresce e le opportunità per i giovani aumentano. È stata, infatti, prorogata al 16 luglio la possibilità di candidarsi alla sesta edizione del concorso nazionale “Faber, creatività, impresa e impatto”, diretto da Carlo Boccazzi Varotto realizzata da Weco con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo e della Camera di commercio di Torino, nell’ambito di Torino Social Impact, che da 15 anni favorisce l’incontro tra giovani attivi nei campi della creatività digitale e le imprese e le organizzazioni interessate a valorizzare queste competenze. Sono oggetto del concorso opere e prodotti realizzati negli ultimi 24 mesi dietro commissione o autonomamente, a tema libero nelle quattro categorie previste: Live action & Animazione, Visual & Graphic design, Gaming, realtà aumentata e realtà virtuale, Web, app, social.
Partecipare e vincere il concorso Faber, permette ai creativi digitali under 35 di accedere al Fabermeeting e quindi di partecipare a workshop, talk, momenti di incontro e confronto con le imprese partner, esperienze retribuite presso le stesse aziende e avere sostegno ai progetti proposti in diversi ambiti di concorso. Faber promuove inoltre la conoscenza e l’applicazione di mezzi e strumenti legati alla creatività e al digitale per rispondere alle nuove sfide sociali e imprenditoriali.
Le imprese partner trovano in Faber le risposte a bisogni di innovazione specifici, nuove competenze, nuovi linguaggi e nuovi approcci alla tecnologia.
Tra i relatori già confermati per questa edizione del meeting, Matteo Rostagno, creative director e interaction designer di Media.Monks, torinese per formazione londinese di adozione, vincitore del premio Faber nel 2011, che ha raccolto un grande successo internazionale; Andrea Gaiardo SWX – Global Lead Coordinator for UAT & E2E, di Stellantis e vice presidente della non profit Hackability, Francesco Milanesio Executive Creative Director di Triplesense Reply Italia e Andrea di Salvo docente del Politecnico di Torino che discuteranno di UX, inclusione e ricadute economiche; il sociologo Paolo Venturi di Aiccon discuterà con Laura Martini e Fabio Guida del rapporto tra design, creatività e innovazione sociale; da Reggio Emilia arriva Francesco Bombardi a parlare di formazione ed educazione del futuro, mentre il Torinse Marco Mazagli tratterà di Design Gaming.
Il programma del Fabermeeting del 17-18 novembre potrà contare su 15 workshop tematici, 6 gruppi di lavoro in cui il protagonista sarà il confronto tra professionisti e giovani talenti, 2 tavole rotonde e numerosi momenti informali di networking volti al potenziamento delle reti personali e professionali.
Durante il fitto palinsesto del meeting, si parlerà quindi di design, personal branding, infografiche, comunicazione per il sociale, creative economy, intelligenza artificiale, start-up, silver economy, gaming, social network, fundraising e molto altro, grazie alla partecipazione di oltre 60 realtà partner e al coinvolgimento di ospiti di livello internazionale.
Dalla sua nascita, nel 2008, Faber ha visto partecipare oltre 1000 giovani alla fase di concorso, sono stati 470 i progetti presentati e più di 150 quelli premiati che hanno potuto partecipare al Fabermeeting. In cinque edizioni le imprese partner sono state più di 200 e 106 gli speaker coinvolti in workshop, talk, tavole rotonde.
L’edizione Faber 2023 si amplia estendendo la partnership a Enti del Terzo Settore per rispondere alla loro necessità di individuare nuovi spazi di mercato e competenze. L’impatto e la sostenibilità sociale saranno perciò temi rilevanti nel programma e troveranno spazio anche in workshop e talk dedicati.
IL CONCORSO
Il premio Faber è aperto fino al 16 luglio, ai giovani residenti in Italia tra i 18 e i 35 anni, che possono presentare, singolarmente o in gruppi composti per l’80% da under 35, un progetto di creatività digitale realizzato negli ultimi 24 mesi. Quattro le categorie previste: Live action & Animazione (fiction e documentari, videoclip e filmati promozionali, animazioni in 3D o tradizionali, promo, demo, sigle), Visual & Graphic design (infografiche, data visualization; identità visive; immagini coordinate; branding; packaging), Gaming, realtà aumentata e realtà virtuale (videogame, applicazioni di realtà aumentata o virtuale), Web, app, social (siti, blog, piattaforme web; progetti di comunicazione e business solution realizzate su piattaforma web in generale, modelli di e-commerce, app per la telefonia e i tablet, digital contents per i social).
La partecipazione è gratuita e i vincitori avranno diritto ad un rimborso per il viaggio a Torino, oltre che vitto e alloggio a carico dell’organizzazione.
I progetti saranno valutati dai rappresentanti degli enti e delle aziende aderenti all’iniziativa, che selezioneranno tra 6 e 10 opere per sezione.
Tutte le informazioni per partecipare sul sito www.fabermeeting.it
I PARTNER
Le imprese partner di Faber 2023 sono: 2i3t, B-Play, Bebit, Bellissimo, Bianco Tangerine, Casa Do Menor, Cdd – Circolo Del Design, Co-Abitare, Confcooperative Piemonte Nord, Conversa, Cooperativa Esserci, Cooperativa Orso, Csi Piemonte, Cte Next, Domino, Eggers 2.0, Esperienza, Fablab Torino, Fondazione Collegio Universitario Einaudi, Fondazione Csc – Centro Sperimentale Cinematografia, Fondazione Piemonte Innova, Fondazione Pudens Onlus, Graphic Days, Gruppo Arco, Hackability, Iaad, Icci Hub – Italian Cultural Content Industry, Impact Hub Torino, Interactive, Inthezon, Its Ict Piemonte, Izmade, Libera Brand Building, Libre Sc, Limo Comunicazione, Magic Box Entertainment, Makpi – Making Piemonte, Mamazen, Marco Polo, Master Giornalismo Torino, No Real Interactive, Nova Aps, Novajo, Open Incet, Pangramma, Quotidiano Piemontese, Rbe Radio Beckwith Evangelica, Sixeleven, So Simple, Social Fare, Spiritual Machine, Stackers Design, Synesthesia, Talent Garden, The Doers, Todo, Toolbox, Top-Ix, Triplesens Replay, View Conference, Vol.To Volontariato Torino, Zandegu
Torino, 15 giugno 2023 – L’imprenditrice Nunzia Giunta, socio e amministratore delegato dell’azienda torinese Uomo e Ambiente, Società Benefit di servizi di consulenza e formazione, riceve oggi a Roma il Premio Women Value Company, assegnato dalla Fondazione Bellisario in collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo.
Il prestigioso Premio Marisa Bellisario, istituito nel 1989, celebra e riconosce il talento espresso dalle donne nei vari ambiti del vivere civile, sia a livello nazionale sia internazionale. La celebre Mela d’Oro, che simboleggia la forte personalità delle oltre 500 donne insignite del premio, viene attribuita a coloro che si sono distinte per il loro operato nelle aziende.
Il premio Women Value Company – Intesa Sanpaolo in particolare è dedicato alle piccole e medie imprese che attuano concrete e innovative politiche di inclusione, valorizzano il talento femminile e il merito, sviluppano soluzioni efficaci di welfare aziendale.
“Giocando con le parole – commenta Nunzia Giunta ricevendo il riconoscimento – amo definirmi ‘amministratore delicato’. Con questo, cerco di promuovere l’idea che sia possibile una forma di leadership che non usa la forza come strumento di imposizione, ma sceglie la gentilezza e l’empatia come fattore di aggregazione e coinvolgimento delle persone, anche e soprattutto in azienda.”
Guidare con l’esempio è, d’altronde, l’approccio stesso della società fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 2004. L’azienda nasce per proporre servizi di consulenza su compliance, sistemi di gestione e modelli organizzativi, con lo scopo di accompagnare le imprese verso logiche di sviluppo sostenibile.
Uomo e Ambiente Società Benefit e B Corp ha ottenuto nel 2023 la medaglia di Platino EcoVadis, con un rating ESG che la colloca in una ristretta élite del 1% delle migliori organizzazioni valutate a livello. Nel 2022, Uomo e Ambiente è stata una delle prime 10 aziende in Italia ad ottenere la certificazione per la Parità di Genere.
Rimodulazione prezzi, riduzione profitto, autoproduzione, efficientamento e rinegoziazione contratti.
l’incidenza media delle bollette di gas ed elettricità nei bilanci delle aziende è raddoppiata tra il 2021 e il 2022.
Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Piemonte): “dobbiamo continuare a lavorare affinché non si ripeta una crisi del genere e soprattutto che, i danni, si scarichino sulle imprese, in primis su quelle più piccole e più deboli dal punto di vista finanziario”.
La crisi energetica e le speculazioni hanno colpito duramente le imprese artigiane del Piemonte, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, oltre 117mila in tutto il Piemonte, con un progressivo gonfiarsi dei prezzi dell’elettricità e del gas che ha provocato un’impennata dei costi.
Anche se a maggio 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica si dimezza (-48,8%) rispetto ad un anno prima, la media dei primi cinque mesi del 2023 risulta superiore del 177% alla media del 2019. Nel primo trimestre 2023 il prezzo dell’elettricità per una micro e piccola impresa sale del 16,5% rispetto un anno prima, collocandosi su un livello che è 2,6 volte la quotazione media del 2019.
Le piccole e medie realtà hanno adottato però alcune soluzioni per continuare a essere presenti sul mercato e a lavorare: aumento dei prezzi, riduzione dei margini di profitto, autoproduzione di elettricità, efficientamento degli impianti, rinegoziazione dei contratti e, purtroppo, anche la riduzione e la sospensione dell’attività.
E’ questo ciò che emerge dall’analisi effettuata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese sul caro energia.
La maggior parte delle nostre imprese ha dovuto da un lato contenere al massimo gli aumenti dei prezzi, dall’altro ridurre margini già non cospicui. Solo una minima parte ha dovuto sospendere o ridurre l’attività.
“Non sappiamo se la tempesta dei rincari sia passata, d’altra parte siamo troppo condizionati da meccanismi speculativi sovranazionali – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Piemonte – di certo dobbiamo continuare a lavorare affinché non si ripeta una crisi del genere e soprattutto che, i danni, si scarichino sulle imprese, in primis su quelle più piccole e più deboli dal punto di vista finanziario”.
“Il caro energia che ha colpito imprese e famiglie rende imperativo il consolidarsi di una politica che miri all’autonomia energetica del Paese a qualsiasi costo e a discapito di qualsiasi interesse che non sia quello strettamente nazionale – conclude Felici – Inoltre, senza farci obnubilare da chimere clorofilliane, il Sistema Regione e il Sistema Paese devono mettere mano agli strumenti a disposizione per ridurre gli sprechi e adottare, ove possibile, tecnologie a bassa emissione, senza imporre scelte ideologiche funzionali solo ad interessi esterni e che non hanno effetti sulle emissioni”.
Confartigianato Imprese Piemonte ricorda, infine, come l’incidenza media delle bollette di gas ed elettricità nei bilanci delle aziende sia raddoppiata tra il 2021 e il 2022. Ciò ha significato che, mediamente, l’energia è diventata una delle spese più importanti per le imprese artigiane piemontesi. Il deragliamento dei prezzi dell’energia, ha anche comportato una erosione del 6,1% del valore aggiunto delle micro-piccole-medie imprese. A questi shock, si sono uniti la stretta monetaria, l’aumento dei prezzi delle materie prime e la mancanza di manodopera.
Il presidente del Consorzio Tutela Roero eletto alla guida dell’organismo che riunisce i Consorzi del vino in Piemonte
Cambio al vertice del superconsorzio dei vini piemontesi con la nomina a presidente di Francesco Monchiero, già rappresentante del Consorzio Tutela Roero. L’assemblea, riunita nel pomeriggio di oggi a Castagnito, si è pronunciata con convinzione a favore di Monchiero che, forte dei risultati ottenuti con la denominazione da lui rappresentata negli anni, ha riunito i consensi dei Consorzi di Tutela che si sono espressi eleggendolo per guidare e definire le strategie di promozione del vino piemontese per i prossimi 3 anni.
Un riconoscimento per il lavoro fatto in questi 3 mandati per la denominazione del Roero, per le strategie di valorizzazione e tutela messe in campo che hanno portato a una crescita della produzione del 40% dal 2013 – anno di costituzione del Consorzio – e un incremento del valore costante negli anni.
“Sono felice di questa attestazione di sostegno da parte dei Presidenti riuniti in Piemonte Land” commenta Francesco Monchiero, presidente del Consorzio Tutela Roero e di Piemonte Land of Wine “Supportato della Regione Piemonte, intendo proseguire con questo spirito di fattiva collaborazione tra le parti coinvolte per far ripartire la promozione internazionale dei vini piemontesi e accrescerne la visibilità. Piemonte Land è la casa comune dei Consorzi dei vini piemontesi, pur mantenendo ognuno di essi la propria peculiare identità. Al suo tavolo si elaborano e si definiscono le strategie e i programmi per proporsi all’esterno con la compattezza di un unico grande organismo e abbiamo in progetto di realizzare attività coordinate e strutturate per valorizzare tutto il Piemonte vitivinicolo come fatto in Roero”
Nato per offrire ai Consorzi di tutela dei vini piemontesi un’assise in cui individuare operatività e strategie comuni, Piemonte Land of Wine ha l’obiettivo di armonizzare la promozione dei vini, dell’eccellenza agroalimentare e delle bellezze del Piemonte in tutto il mondo, ottimizzando anche l’utilizzo dei fondi comunitari destinati alla promozione.
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Il mercato che ti aspetta è il mercato contadino di Campagna Amica. Nei mercati settimanali contadini i banchi dei produttori sono aperti dalle 15 alle 19, sia a Torino che nei 19 comuni della provincia dove sono attivi i mercati di Campagna Amica. C’è anche un mercato dedicato esclusivamente ai produttori certificati biologici che si tiene il venerdì pomeriggio a Torino in via Cernaia-Giardini La Marmora.
La scelta dell’orario è dovuta soprattutto alla volontà di garantire sempre un prodotto fresco.
«Al mattino i produttori raccolgono i prodotti per portarli, freschi, al mercato pomeridiano – ricorda il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Se il mercato dura tutta la giornata, come nel caso dei mercati domenicali, l’azienda agricola raccoglie e prepara i prodotti il giorno precedente. Anche latte, yogurt e carni sono sempre freschissimi».
«Torino è la città dei mercati – osserva l’assessore al commercio del Comune di Torino, Paolo Chiavarino – Abbiamo ben 33 i mercati rionali, oltre al grande mercato di Porta Palazzo, che è il più grande d’Europa. I mercati contadini di Campagna Amica sono una parte importante di questo sistema. Una presenza preziosa che all’importanza sociale dei mercati tradizionali, punti d’incontro nei quartieri, unisce il contatto diretto tra produttori e consumatori che contribuisce all’educazione alimentare dei cittadini».
Ma la presenza dei banchi per tutto il pomeriggio si è rivelata azzeccata anche per garantire un servizio a chi non può fare la spesa negli orari mattutini.
Così il mercato contadino settimanale è frequentato da utenti diversi in fasce diverse di orario: all’apertura, nel primo pomeriggio, quando i consumatori arrivano alla spicciolata, si vedono soprattutto persone che possono concedersi più tempo per fare una spesa ragionata e si lasciano andare volentieri a fare due chiacchiere con i produttori dal grembiule giallo. Questo è il momento delle relazioni. Molti utenti e produttori dei mercati di Campagna Amica hanno un rapporto consolidato che dura da oltre 10 anni, quando aprirono i primi mercati. Soprattutto nell’orario iniziale, quando il mercato è più calmo, questa confidenza permette anche “servizi aggiuntivi” come il classico «per favore mi puoi tenere i sacchetti della verdura che vado a prendere la carne».
A metà pomeriggio il pubblico del mercato di Campagna Amica cambia. C’è l’uscita delle scuole elementari e materne e si vedono mamme e papà con i bimbi, zainetti e sacchetti della spesa, merende e verdure per la cena. Qui il rapporto si fa un più frettoloso: qualche consiglio rapido su come cucinare un ortaggio particolare e via a casa. Ma per il mercato contadino la giornata non è finita. Dopo le 17 e fino alla chiusura delle 19 è il tempo di chi ha terminato la sua giornata di lavoro, dipendente o partita Iva che vuole gustarsi il relax di una cena a base di prodotti freschi magari già porzionati. Non a caso, molti produttori dei mercati di Campagna Amica sono ormai attrezzati con laboratori in azienda per la confezionatura di prodotti pronti come sughi, antipasti, conserve oppure con preparazioni fresche per venire incontro alle esigenze di tempo come le porzioni di carni o di verdura di veloce cottura.
E se si ha solo il tempo di passare e via, i contadini di Campagna Amica possono anche preparare in anticipo i pacchi spesa o “tenere da parte” i prodotti previa prenotazione.
I mercati di Campagna Amica sono ubicati in punti facili da raggiungere e devono sottostare a un meticoloso regolamento che prevede che gli alimenti in vendita siano stati prodotti direttamente dalle aziende agricole che li mettono in vendita.
Ecco l’elenco dei mercati settimanali di Campagna Amica a Torino e in provincia.
Lunedì: Cuorgnè, piazza Martiri della Libertà, 15,00-19,00; Martedì: Avigliana, piazza del Popolo, 15,00-19,00; Castiglione Torinese, via Torino, 233 accanto a Il Centro, 15,00-19,00; Leinì, piazza I Maggio, 15,00-19,00; Torino, via Mittone angolo via F.lli Passoni, 15,00-19,00; Mercoledì: Chieri, piazza Dante, 15,00-19,00; Ciriè, piazza San Giovanni, 15,00-19,00; Grugliasco, piazza Matteotti Alta, 15,00-19,00; Torino, Corso Umbria, 15,00-19,00; Giovedì: Alpignano, piazza 8 Marzo, 15,00-19,00, Carmagnola, piazza Martiri della Libertà, 15,00-19,00; Torino, via Mittone angolo via F.lli Passoni, 15,00-19,00; Settimo Torinese, via Roma, 15,00- 19,00; Venerdì: Collegno, piazzale Santa Maria angolo corso Francia, 15,00-19,00; Torino, Giardini Lamarmora (mercato produttori biologici), 14,00-19,00; Rivarolo Canavese, corso Indipendenza, 15,00-19,00; Villarbasse, via San Martino presso centro sportivo, 15,00-19,00; Nichelino, piazza G. Di Vittorio, 15,00- 19,00; Sabato: Rivoli, via Nuova Collegiata, 15,00-19,00; Rivalta Torinese, piazza Bionda, 15,00-19,00; Rosta, piazza Stazione, 9,00-13,00; San Giorio di Susa, piazza Micellone, 9,00-13,00.
La domenica, il mercato di Campagna Amica è nel centro di Torino e si svolge dalle 9 alle 14 (orario estivo) in piazze diverse a seconda del calendario mensile: prima domenica del mese, piazza Palazzo di Città; seconda domenica del mese, piazza e giardini Cavour; terza domenica del mese, piazza Vittorio Veneto; quarta domenica del mese, piazza Bodoni; (eventualmente) quinta domenica del mese, piazza Vittorio Veneto.
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Torino, 20 e 21 giugno 2023
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Il 20 e 21 giugno si terrà per la prima volta in Italia, a Torino, la EEPG Conference, incontro annuale dell’European Educational Publishers Group, associazione degli editori europei che si occupano di tematiche educative. L’appuntamento si svolge nel nostro Paese grazie alla proposta avanzata da Lattes Editori, casa editrice storica nell’ambito della scuola e della formazione, che nel 2023 compie 130 anni. Per festeggiare la ricorrenza ha deciso di promuovere questo incontro, in collaborazione con il Circolo dei Lettori, all’interno di una serie di iniziative che si sviluppano nell’arco di tutto l’anno.
L’EEPG è un’organizzazione senza scopo di lucro che collega 24 editori educativi da 24 paesi europei che realizzano un fatturato complessivo di 1 miliardo di euro realizzando gli strumenti per la formazione e lo studio di 93 milioni di studenti in tutta Europa. I membri del network EEPG si riuniscono periodicamente per scambi di idee e buone pratiche su temi di attualità nell’editoria educativa e sono impegnati a promuovere la qualità dell’istruzione nei loro paesi e all’estero. Ogni anno l’EEPG tiene il concorso Best Educational Learning Materials Award (BELMA) aperto a tutti gli editori educativi in Europa, che mira a valorizzare i migliori progetti del settore.
Il meeting annuale di EEPG rappresenta un momento fondamentale di confronto tra gli attori dell’editoria scolastica sul futuro di questo ambito. Tra i temi di cui si discuterà troviamo l’accessibilità dei prodotti educativi, oggi uno dei più importanti campi di innovazione nel settore editoriale, che entro il 2025 deve adeguarsi agli standard internazionali voluti dall’Unione Europea (interverrà Cristina Mussinelli, segretario generale della Fondazione LIA, realtà no profit voluta dall’Associazione Italiana Editori insieme a UICI – Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti); l’integrazione degli studenti ucraini profughi all’interno delle scuole dei paesi ospiti e quali pratiche possono essere messe in atto per supportare i sistemi scolastici (ne parlerà Jana Huttova, Consulente di UNICEF); le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale, che apre scenari sia per quanto riguarda la produzione dei libri di testo sia per l’utilizzo che può esserne fatto da insegnanti e studenti (relazione di Dominik Lukes del Centre for Teaching and Learning, Reading and Writing Innovation Lab dell’Università di Oxford).
Durante i lavori di EEPG, inoltre, verrà presentato agli editori internazionali il distretto dell’editoria torinese. Si tratta infatti di un territorio che presenta la rara caratteristica (unica in Italia) di ospitare al proprio interno l’intera filiera editoriale, ovvero tutti gli anelli della catena che, dalla progettazione al prestampa, dalla realizzazione dei contenuti digitali al marketing, dal trattamento della carta al packaging, dalla stampa alla logistica, fino alla distribuzione, permettono di completare da capo a fondo il ciclo del contenuto editoriale. La mappatura della filiera, realizzata con il sostegno dell’Unione Industriali di Torino e presentata dall’Italian Cultural Content Industry (ICCI Hub), ha lo scopo di far conoscere agli editori stranieri le opportunità di questo distretto, sia per attirare commesse internazionali, sia per valorizzare questa unicità all’interno del sistema produttivo del nostro Paese.
Il convegno EEPG sarà inoltre un’occasione importante per la promozione della città. Infatti, i circa 50 partecipanti provenienti da tutta Europa avranno l’opportunità di visitare e vedere da vicino alcuni dei luoghi più celebri della nostra città, in particolare il Museo Egizio, guidati dal Direttore Christian Greco, e la Biblioteca Reale all’interno dei Musei Reali. L’operazione prevede anche una collaborazione per la diffusione del patrimonio culturale conservato dai due musei, e gli editori saranno invitati a utilizzare nei libri di testo le immagini dei reperti lì custoditi. In particolare, per quanto concerne il Museo Egizio, gli editori riceveranno una selezione delle immagini più iconiche che, come tutte quelle presenti nell’Archivio online, potranno essere utilizzate gratuitamente con licenza Creative Commons. L’operazione è frutto di un accordo fortemente voluto da Simone Lattes e dalla Casa editrice, che ha trovato sin da subito appoggio nelle due istituzioni museali. Si tratta di un’azione di grande importanza: non solo si facilita l’inserimento di immagini delle opere custodite a Torino nei libri di testo degli studenti di tutta Europa, ma si sensibilizzano gli stessi alla cura, tutela e fruizione del patrimonio culturale.
Tra i paesi aderenti all’Associazione europea troviamo anche l’Ucraina, rappresentata dal suo più importante editore nel settore educativo e non solo, Ranok, tutt’ora attivo anche nelle difficoltà contingenti. Questa casa editrice è stata di recente protagonista di un’azione di solidarietà messa in atto dal network. L’invasione e la conseguente guerra scoppiata nel Paese hanno violentemente sconvolto tutti i settori e le attività produttive, a partire da quelle educative. Si stima che 12,5 milioni di ucraini siano stati costretti a lasciare le loro case, più di 2600 scuole sono state distrutte o danneggiate, colpendo 5,3 milioni di studenti, di questi moltissimo vivono e vanno a scuola all’estero. Inoltre, sono stati danneggiati 41 siti culturali, tra cui musei e biblioteche e il numero di editori ucraini è sceso da 1053 nel 2021 a 563 nel 2022. Per permettere agli studenti profughi di proseguire gli studi e offrire dei punti di riferimento in un momento di grande disorientamento, gli editori aderenti a EEPG hanno diffuso gratuitamente attraverso i loro siti le versioni digitali dei libri di testo messe a disposizione da Ranok e rese così accessibili nei diversi Paesi. Per l’Italia i testi in lingua ucraina, che coprono numerose discipline scolastiche, sono stati messi a disposizione da Lattes Editori e si trovano sul sito della Casa editrice al link https://www.latteseditori.it/libri-scolastici-ucraini. Dall’inizio del conflitto sono stati effettuati oltre 24.000 download. Inoltre, EEPG si è adoperata per un’azione legata alle biblioteche; molte hanno manifestato l’esigenza di avere dei libri in ucraino, soprattutto nei paesi che hanno preso i rifugiati. Per questa specifica esigenza la Commissione europea e il Parlamento hanno votato un bilancio per questo scopo e l’editore Ranok, pur con tutte le difficoltà, si è adoperato per organizzare la consegna di libri nei paesi europei.
Dichiara Simone Lattes, Amministratore delegato della Casa editrice: “Lavoriamo a questo appuntamento dall’anno scorso, quando il Direttivo EEPG ha accettato il nostro invito a riunirsi per la prima volta in Italia, in occasione dei 130 anni di Lattes Editori. Avere l’opportunità di ospitare a Torino 24 editori scolastici da tutta Europa è dunque un’occasione rara. Per questo abbiamo cercato di trarne il maggior valore possibile per il territorio, presentando le aziende della filiera editoriale torinese e promuovendo quella parte del nostro patrimonio culturale che a buon titolo può entrare nei libri di testo di milioni di studenti europei. Ci è parso che questo fosse un modo ulteriore di dare concretezza alle celebrazioni per il nostro anniversario.”
Ecco le parole di Helga Holtkamp, Presidente dell’European Educational Publishers Group: “La nostra missione è chiara: promuovere lo sviluppo di materiali educativi di alta qualità in tutta Europa e oltre. Crediamo che l’istruzione svolga un ruolo fondamentale nel plasmare il futuro ed è nostra responsabilità garantire che gli studenti abbiano accesso alle migliori risorse possibili ora e in futuro. L’obiettivo della prossima conferenza di Torino è quello di aumentare la consapevolezza sul significato dell’istruzione inclusiva e dell’accessibilità. Ogni studente ha diritto ad accedere a un’istruzione di qualità, indipendentemente dal proprio background o dalle sue abilità. Promuovendo pratiche educative inclusive e sostenendo l’accessibilità, miriamo a creare un ambiente di apprendimento più equo e inclusivo per tutti. ci impegniamo a creare un futuro migliore per gli studenti di tutta Europa. Da oltre due anni, Lattes Editori è membro dall’Italia. È la prima volta che un’azienda italiana entra a far parte del nostro stimato gruppo. La loro presenza arricchisce ulteriormente la nostra rete, migliorando la diversità di prospettive e competenze all’interno dell’EEPG, e siamo contenti che Lattes Editori (e l’Italia) facciano ora parte di questo gruppo.”
Paolo Tartaglino, Presidente del gruppo educativo dell’Associazione Italiana Editori commenta “Il tema dell’inclusione è centrale nell’attività dell’editoria scolastica in Italia, al fianco di scuola e famiglie a tutela delle difficoltà e dei pregiudizi di genere. Credo che iniziative di questo tipo, attraverso lo scambio di esperienze, costituiscano un grande arricchimento e una crescita di consapevolezza in un settore strategico per l’intero Paese.”
L’EEPG Conference si svolgerà in inglese ed è aperta esclusivamente agli addetti del settore; non è previsto pubblico durante i lavori. |
In valle di Susa e val Sangone al via il progetto
Parte il progetto Va.L.E.Ria (Valli, Lavoro, Educazione, Reti Territoriali) iniziativa a favore delle lavoratrici occupate negli studi professionali e nelle aziende residenti in valle di Susa e val Sangone che vede, tra i partner, anche Coldiretti Torino. In particolare, l’ufficio di Zona di Bussoleno è “punto antenna”, cioè fornisce informazioni e raccoglie adesioni al progetto.
L’obiettivo è sviluppare professionalità delle lavoratrici degli studi professionali, delle professioniste e delle aziende (anche agricole) presso le quali lavorano. Gli stessi studi professionali e le aziende, agricole potranno segnalare le proprie lavoratrici in possesso dei requisiti e, grazie all’aiuto di un coach, potranno valutare le potenzialità di crescita e le necessità formative delle proprie dipendenti, ed essere supportate nella costruzione di strumenti di conciliazione vita e lavoro.
In favore delle lavoratrici individuate viene messo a disposizione il “Portafoglio dei futuri possibili”: un budget di 950,00 euro per ogni beneficiaria al fine di soddisfare le esigenze individuate grazie all’aiuto di una micro-equipe. Questo budget potrà essere utilizzato per aumentare le competenze e delle condizioni di occupabilità (corsi di formazione, contributo per il conseguimento della patente di guida, ecc.); per accedere ai servizi di conciliazione (asilo nido, pre e post scuola, ecc.); per contrastare la povertà educativa dei figli minori (accesso ad attività sportive, a supporto compiti ed attività extra-scolastiche, ecc.).
Gli studi professionali e le aziende clienti, potranno candidare le proprie dipendenti (indicando il solo valore numerico delle donne con i requisiti) che intendono accompagnare in un percorso di sviluppo di professionalità e che siano in possesso dei seguenti requisiti: residenza della beneficiaria nei comuni di Almese, Avigliana, Bardonecchia, Borgone Susa, Bruzolo, Bussoleno, Buttigliera Alta, Caprie, Caselette, Cesana Torinese, Chianocco, Chiomonte, Chiusa di San Michele, Claviere, Coazze, Condove, Exilles, Giaglione, Giaveno, Gravere, Mattie, Meana di Susa, Mompantero, Moncenisio, Novalesa, Oulx, Reano, Rubiana, Salbertrand, San Didero, San Giorio di Susa, Sangano, Sant’Ambrogio di Torino, Sant’Antonino di Susa, Sauze di Cesana, Sauze d’Oulx, Susa, Trana, Vaie, Valgioie, Venaus, Villardora, Villarfocchiardo (dipendenti degli studi professionali o dipendenti delle aziende clienti); almeno un figlio minore da 0 a 17 anni; un ISEE pari o inferiore ai 30.000 euro (totale familiare, cosiddetto “ISEE istantaneo”).
«Iniziative come il progetto Va.L.E.Ria – osserva Mirella Abbà, responsabile provinciale di Coldiretti Donne Impresa – servono ad aiutare le donne a progettare il proprio futuro aiutandole nella formazione e nella conciliazione tra incombenze lavorative e familiari. Un’esigenza che è ben presente anche tra le donne agricoltrici che praticano un mestiere dove i tempi di lavoro devono seguire i ritmi degli animali e delle coltivazioni cercando di non sacrificare i tempi degli affetti e della famiglia».
«Il nostro ufficio di Zona di Bussoleno – ricorda Samanta Zolin componente del Coordinamento Coldiretti Donne Impresa per la valle di Susa e la val Sangone – è a disposizione per fornire tutte le informazioni alle donne che vorranno aderire. Un’opportunità che vorremmo fosse sfruttata soprattutto dalle colleghe che lavorano nelle imprese agricole molto numerose nelle nostre valli».
Per un Climate Clock a Torino
Il Consiglio comunale ha approvato una Mozione presentata da Valentina Sganga (M5S) che impegna il sindaco e la giunta a prendere in esame l’installazione di un Climate Clock in un luogo centrale e frequentato della nostra città, per sensibilizzare la cittadinanza sul tema del riscaldamento globale e a favorire comportamenti e scelte responsabili e sostenibili.
Il Climate Clock è un progetto nato per installare un orologio climatico con due numeri indicanti: in rosso quanto tempo manca agli attuali tassi di emissioni per bruciare il “bilancio di carbonio” globale, vale a dire la quantità di CO2 che può ancora essere rilasciata nell’atmosfera limitando il riscaldamento globale a 1,5°C sopra i livelli preindustriali; in verde la percentuale di energia mondiale fornita al momento da fonti rinnovabili. Oggi orologi climatici sono installati a New York, Berlino, Seoul, Roma e Glasgow.
In una prima fase si ipotizza l’inserimento di un orologio climatico nel sito web della Città di Torino.
L’Impero di mezzo (al guado)
IL PUNTASPILLI di Luca Martina
Da qualche settimana la Cina non è più il Paese più popoloso del mondo.
Il sorpasso da parte dell’India, previsto da tempo dagli studiosi di demografia, è la plastica rappresentazione del cambiamento profondo che sta attraversando il gigante asiatico.
L’invecchiamento della popolazione non è stato (e non lo sarà certo in futuro con l’aumento del benessere) intaccato dalla politica del figlio unico (e preferibilmente maschio) attuata tra il 1979 ed il 2015 per contenere la crescita della popolazione cinese.
Nel 2035 il 30% dei cinesi, 400 milioni di persone, avrà più di 60 anni e nel 2022, per la prima volta dal 1961, il numero di decessi ha superato le nascite.
Entro la fine del secolo la popolazione scenderà quindi dagli attuali 1,4 miliardi a 800 milioni (quella dell’India sarà praticamente doppia).
Nel 2100 saranno perciò molto diversi i rapporti di forza dettati dal peso demografico: la Cina passerà dalle 4 volte al doppio della popolazione statunitense che sarà quindi, con ogni probabilità, ancora una superpotenza economica in grado di mettere sotto scacco la Cina.

I trend dettati dall’evoluzione della demografia sono difficilmente disattesi e per questo vanno esaminati con attenzione per valutare per tempo le contromisure.
Le sfide per il Partito Comunista Cinese sono di non semplice soluzione e richiedono visioni di lungo termine, che vanno ben al di là dei piani quinquennali, utilizzati dal 1953 per guidare il Paese verso i suoi obiettivi sociali ed economici.
La prima sfida, forse più urgente, riguarda lo squilibrio che sta maturando tra la popolazione in grado di lavorare e gli anziani.
L’ultimo dato disponibile indica il rapporto di 2,26 persone in età lavorativa (tra i 16 ed i 60 anni) per ogni ultrasessantenne, un valore molto simile a quello italiano, pari a 2,36.
Nel 2050, poi, la situazione sarà di assoluta emergenza con poco più di un lavoratore per ogni pensionato.
Già oggi però la Cina si trova in difficoltà nella creazione di occasioni soddisfacenti per i, sempre più scolarizzati, giovani che si affacciano sul mercato del lavoro; basti pensare che il tasso di occupazione giovanile (tra i 16 ed i 24 anni) è attualmente del 20,4% e che nel solo 2021 le università cinesi hanno sfornato ben 4,3 milioni di laureati.
L’economia cinese, cresciuta anche grazie ad una forza lavoro abbondante, priva di competenze e preparazione specifiche e a basso costo, non riesce ancora a generare opportunità in linea con le aspettative di decine di milioni di giovani ingegneri e dottori pronti a riscattare la povertà dei propri genitori (a loro volta con elevate aspettative per i loro giovani virgulti).
La Cina si trova così in mezzo al guado: da Paese emergente a elevatissima crescita e aumento vertiginoso della sua importanza sullo scacchiere mondiale a potenziale potenza in declino, incapace di superare con successo la transizione demografica ed economica richiesta dalla sua situazione.
Attraverso la lettura di questi venti potenzialmente contrari si può leggere meglio la politica di costruzione di alleanze sempre più estese e ramificate, in grado di sopperire alle tendenze demografiche sfavorevoli, e il massiccio sforzo in campo tecnologico, l’unico settore in grado di creare, irradiandosi in tutti i tessuti dell’economia e della pubblica amministrazione, posti di lavoro in linea con le attese dei brillanti laureati.
Vale le pena ricordare come una delle iniziative di maggior successo sia stata, a partire dal 2013, quella della Via della Seta, la Belt and Road Initiative (Bri), con la quale il governo cinese ha varato progetti di investimento in infrastrutture (ponti, strade, ferrovie, porti) coinvolgendo 150 Paesi.
La BRI coinvolge oggi buona parte dei Paesi africani ed asiatici (ma non l’India), parte dell’Europa (per lo più orientale) e del Sudamerica; l’Italia è l’unico Paese dei G7 ad avere dato, nel 2019, la sua adesione ed il nostro governo sta valutando proprio in questi giorni l’opportunità di sfilarsi prima del rinnovo automatico per 5 anni nel marzo del 2024.
Quanto le pressioni percepite dai leader cinesi potranno accelerare un’azione di forza su Taiwan, quanto mai strategica, con la sua tecnologia, per la Cina del futuro, è difficile dirlo; questo aggiungerebbe ulteriori criticità alla pianificazione del futuro dell’Impero, sempre più in mezzo ad un profondissimo guado.