ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 133

L’economista Carlo Cottarelli ospite di Forte di Bard Incontri

Venerdì 11 agosto 2023, alle ore 21.00, l’economista Carlo Cottarelli sarà ospite della rassegna Forte di Bard Incontri per presentare il libro Chimere. Sogni e fallimenti dell’economia (Editore Feltrinelli). Cos’hanno in comune il sogno libertario delle criptovalute, quello tecnocratico dell’indipendenza delle banche centrali, la finanziarizzazione del sistema economico, l’abolizione della fatica attraverso la tecnologia, la globalizzazione e un mondo senza barriere, l’illusione della crescita infinita e l’idea che, tagliando le tasse ai ricchi, tutti staranno meglio? Sono sette grandi sogni immaginati e concretizzati da riformisti visionari, uomini e donne con la volontà di cambiare il mondo.

Carlo Cottarelli chiama quelle visioni “chimere” e le racconta spiegando qual è la consistenza dei sette sogni e qual è la posta in gioco del loro successo o fallimento. Sono questioni che riguardano noi e le generazioni future, perché dovremo affrontare il problema di una crescita compatibile con i vincoli ambientali, la necessità della stabilità monetaria, le conseguenze di un’eventuale deglobalizzazione.

In collaborazione con Libreria Mondadori, Ivrea.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

prenotazioni@fortedibard.it

T. + 39 0125 833811

Nuovo ospedale Torino Nord, ecco come sarà. Al via la progettazione

Avrà 511 posti letto: valore stimato 345 milioni di euro

La delibera è stata approvata  dall’Asl Città di Torino.
Il valore stimato per la struttura, che avrà 511 posti letto e sarà un ospedale strategico a servizio di Torino e del Piemonte, è di 345 milioni di euro coperti attraverso fondi Inail, di cui 185 milioni già deliberati e la quota restante attraverso la rimodulazione degli stanziamenti previsti per il Piemonte (in particolare 170 milioni resi disponibili grazie alla scelta della Regione di usare l’ex art. 20 per gli interventi sui due ospedali del Vco e per la realizzazione di 4 case di comunità). La cifra tiene già conto dei rincari dovuti a materie prime ed energia e degli interventi di mitigazione ambientale, oltre al valore di realizzazione di cento posti letto in più rispetto ai meno di 400 previsti nel progetto iniziale prima dello studio complessivo sul dimensionamento del fabbisogno sanitario della città di Torino.
“Il piano per l’edilizia sanitaria di Torino e del Piemonte continua a prendere forma in modo concreto e nel rispetto dei tempi stabiliti – sottolineano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi -. Dotiamo finalmente il nostro territorio di ospedali nuovi, moderni e all’avanguardia a servizio dei cittadini e delle donne e degli uomini che ci lavorano ogni giorno e rappresentano l’eccellenza della nostra sanità”.
“Il nuovo ospedale della zona nord è un tassello fondamentale per dotare la Città di una rete sanitaria pubblica che sia all’altezza delle esigenze delle cittadine e dei cittadini e superare le criticità strutturali degli attuali presidi del Maria Vittoria e dell’Amedeo di Savoia – spiega il sindaco di Torino Stefano Lo Russo – Continueremo a lavorare con la Regione per realizzare una rete sanitaria moderna e capace di integrare al meglio l’alta complessità medica di qualità con la medicina territoriale e i servizi socio-sanitari diffusi che sono una priorità assoluta per Torino”.
“Il nuovo ospedale di Torino Nord sarà uno dei più preziosi per la città, ma anche per la regione se pensiamo che il pronto soccorso del Maria Vittoria, che insieme all’Amedeo di Savoia confluirà nella nuova struttura, ha il numero di passaggi più alto di tutto il Piemonte – spiega Carlo Picco direttore generale dell’Asl Città di Torino -. La gara si chiuderà a fine settembre e sarà aggiudicata entro ottobre in modo da trasmettere il progetto all’Inail entro il mese di giugno. Un ringraziamento particolare all’ing. Lombardi e a tutto l’ufficio tecnico dell’Asl e agli esperti del Politecnico di Torino, che grazie all’accordo quadro stipulato insieme alla Regione ci hanno permesso di predisporre i documenti funzionali agli atti di gara nel pieno rispetto del cronoprogramma”.

L’ipotesi di progetto è stata elaborata in collaborazione con il team del Politecnico di Torino coordinato dal professor Giorgio Garzino. Il nuovo ospedale, che verrà realizzato nell’attuale area sterrata nei pressi del vicino Parco della Pellerina, avrà un impianto di tipo orizzontale con tre corpi trasversali separati da ampi spazi verdi con vetrate e gallerie di collegamento.

Si tratta di un edificio all’avanguardia tanto per quanto attiene i temi propri dell’edilizia sanitaria quanto per quel che riguarda le relazioni fra città costruita” precisa il professor Giorgio GarzinoLa proposta che va a gara pone la massima attenzione ai temi ambientali: il nuovo edificio dovrà avere bassi consumi energetici anche grazie a vari sistemi di autoproduzione, dai pannelli fotovoltaici alla geotermia. Saranno previsti luoghi di socializzazione a disposizione dei pazienti e dei propri cari e del personale sanitario, ma anche della cittadinanza. Particolare attenzione è posta alla informatizzazione e alla automazione del sistema sanitario, sia in termini terapeutici che di gestione. Sono state approfondite le tematiche legate alla compatibilità idraulica dell’area, definiti gli accessi pedonali e viabili, oltre alla dotazione di parcheggi pubblici.

Pragelato, un marchio De.C.O per difendere, rilanciare e valorizzare i suoi prodotti

Così cresce e si rafforza l’identità culturale e produttiva di un territorio.
“Difendere e valorizzare i prodotti locali attraverso un ‘marchio’. È questa la decisione illustrata
oggi a Pragelato in una pubblica iniziativa che ha visto la presenza di molti produttori locali e di
tanti turisti accorsi. La scelta è finalizzata a salvaguardare e rilanciare le produzioni locali – dalle
patate alle fragole, dai formaggi al miele, dalle erbe romantiche alle verdure, dalla trasformazione
dei vari prodotti ai piatti tipici del territorio ai gofri – attraverso un ‘marchio’. Prodotti che sono il
frutto del lavoro nelle varie borgate pragelatesi e che rappresentano una specificità unica di questi
territori.
In sintesi, si tratta di un marchio De.C.O., finalizzato, appunto, al recupero della tradizione e della
stessa identità pragelatese attraverso il riconoscimento dei suoi prodotti e dei suoi piatti tipici.
Del resto, è ormai abbastanza evidente che l’identità di un territorio e di un comparto montano si
basano su alcuni caposaldi di fondo. E, per quanto riguarda Pragelato e i suoi dintorni, accanto
ad uno spiccato turismo estivo e invernale, alla storica vocazione sportiva legata allo sci di fondo
e alla antica tradizione paesaggistica e naturalistica, c’è indubbiamente la sua specificità eno
gastronomica. Un settore che però, d’ora in poi, sarà molto più sensibile alla difesa, alla
valorizzazione e al rilancio delle sue produzioni locali. Perchè solo attraverso questo metodo sarà
possibile legare l’identità di una comunità, la ricchezza del suo territorio e la commercializzazione
dei suoi prodotti nello stesso progetto. Un ‘marchio’, questo, che rappresenta un ulteriore tassello
dell’identità storica e culturale di Pragelato e del suo territorio”.

Giorgio Merlo, Sindaco Pragelato Consigliere Nazionale Anci
Paola Borra, Assessore Turismo Pragelato

Parola d’ordine: decarbonizzare. Iren e Politecnico al lavoro

TRANSIZIONE ENERGETICA

IL GRUPPO DI LAVORO CONGIUNTO GREEN DISTRICT HEATING (GDH),

PRIMO CENTRO ITALIANO DI SVILUPPO PER LA DECARBONIZZAZIONE 

DELLE RETI DI TELERISCALDAMENTO 

 

  • La multiutility, leader italiano nel teleriscaldamento, e l’ateneo torinese hanno dato il via a un gruppo di lavoro congiunto, per accelerare il processo di decarbonizzazione del teleriscaldamento.

 

  • Previsto un investimento da parte di Iren pari a oltre 1 milione di euro per i primi due anni destinati all’iniziativa

 

  • Il progetto rappresenta una best practice inedita nella collaborazione tra imprese e università, con l’obiettivo di sviluppare in sinergia nuove tecnologie e modelli di business a favore della transizione ecologica

 

Torino,  agosto 2023 – Con l’obiettivo di individuare le modalità e le tecnologie necessarie per la transizione energetica della rete metropolitana di teleriscaldamento di Torino, il Gruppo Iren e il Politecnico di Torino hanno avviato Green District Heating (GDH), un nuovo gruppo di lavoro che, mettendo a fattor comune competenze ingegneristiche, tecniche e gestionali, lavorerà per sviluppare nuove soluzioni tecnologiche e modelli di business per rendere possibile la decarbonizzazione di questo importante asset industriale.

Il progetto si inserisce nell’ambito dell’accordo di partnership tra i due enti, rinnovato a fine 2022 dal Presidente Iren Luca Dal Fabbro e dal Rettore del Politecnico Guido Saracco, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione strategica di lungo periodo.

Un target di primaria importanza per il Gruppo Iren, che ha tra i pilastri del proprio piano industriale proprio la decarbonizzazione e, con riferimento al teleriscaldamento, l’integrazione e l’accumulo di energia da fonti rinnovabili per le proprie reti urbane.

Il percorso di decarbonizzazione delle reti esistenti richiede l’approfondimento di numerose tematiche di frontiera altamente innovative ed è quindi fondamentale la collaborazione sinergica con

un’accademia all’avanguardia come il Politecnico. Per il Politecnico il gruppo di lavoro sarà l’occasione di applicare sul campo e mettere al servizio del territorio e della comunità le proprie competenze tecniche e di ricerca.

Il gruppo di lavoro congiunto, che sarà ospitato negli spazi della Direzione Innovazione di Iren presenti all’interno dell’Energy Center del Politecnico, lavorerà inizialmente con un orizzonte temporale di due anni e approfondirà temi tecnici che spaziano su una pluralità di aspetti – dai data analytics al quadro regolatorio, dalla termodinamica all’analisi dei dati ambientali fino alla valutazione economica delle soluzioni – per ottimizzare il mix energetico a servizio del teleriscaldamento” ha dichiarato Enrico Pochettino, Direttore Innovazione del Gruppo Iren. Il gruppo di lavoro rappresenta l’opportunità di mettere a fattor comune competenze e conoscenze altamente qualificate per sviluppare insieme nuove tecnologie e modelli di business che portino ad un futuro sostenibile.

Come Gruppo Iren siamo leader italiani del teleriscaldamento e impegnati nello sviluppo di best practice capaci di rendere le nostre reti sempre più green ed efficienti. La partnership con il Politecnico di Torino evidenzia la volontà di investire in innovazione e valorizzare le eccezionali competenze tecnico scientifiche presenti tanto all’interno del nostro Gruppo quanto nell’ateneo.” ha dichiarato Giuseppe Bergesio, Amministratore Delegato Iren Energia

“L’applicazione delle fonti energetiche rinnovabili al teleriscaldamento è un tema di grande rilevanza e vari Paesi nel nord Europa hanno già fatto molto in questo ambito. Qui la questione è molto più sfidante perché si tratta di intervenire su una infrastruttura di grande estensione già funzionante. Il metodo di lavoro che sarà utilizzato si basa su una stretta collaborazione tra i ricercatori del Politecnico di Torino e i tecnici del Gruppo Iren, con l’obiettivo di superare gli approcci progettuali e gestionali tipici dei sistemi basati sui combustibili fossili, ma senza perdere di vista le problematiche di una rete estremamente complessa” ha dichiarato Vittorio Verda, docente del Dipartimento Energia del Politecnico di Torino.

”Questo progetto rappresenta per il Politecnico di Torino un’occasione importante non solo per rafforzare la collaborazione con un partner strategico come Iren ma anche per sperimentare un modello integrato di interazione con un’impresa: vogliamo offrire alle imprese con cui collaboriamo un portfolio completo e ampio di competenze che fanno riferimento ad ambiti disciplinari diversi, in modo da poter meglio rispondere a problemi complessi quali quelli affrontati oggi da Iren. Siamo convinti che questo approccio porterà significativi vantaggi sia all’azienda sia all’ateneo, contribuendo ad un’integrazione ancora più efficace del mondo universitario e di quello industriale.” ha dichiarato Matteo Sonza Reorda, vice-rettore per la ricerca del Politecnico di Torino.

Merlo e Vaglio: Turismo, dimenticanza delle ‘montagne olimpiche’

E del turismo montano piemontese.

 

“C’è una singolare ed originale dimenticanza nella promozione del turismo montano estivo da parte dei grandi organi di informazione: dalle reti televisive nazionali alla stragrande maggioranza della carta stampata. Una dimenticanza che, guarda caso, colpisce particolarmente le cosiddette ‘montagne olimpiche’ ma che coinvolge tutta le mete del turismo montano piemontese. E, specularmente, c’è – seppur giustamente e comprensibilmente – una grande esaltazione dell’offerta turistica di altre zone, a cominciare d quelle del nordest e di altre realtà italiane che non hanno nulla da invidiare al ricco ed articolato comprensorio del nord ovest. A partire da quello piemontese.

Ora, come ovvio e scontato, non si tratta di innescare una competizione, o un derby, tra i singoli territori del nostro paese ma di prendere atto, amaramente, che persiste una sottovalutazione delle potenzialità e della concreta offerta turistica di territori montani che rappresentano un fiore all’occhiello e un ‘valore aggiunto’ per l’intero comparto turistico del nostro paese. Una realtà che coinvolge il turismo invernale ma anche, e soprattutto, quello estivo.

Ecco perchè, questa eccessiva e persistente distrazione del sistema informativo e mediatico del nostro paese, non vorremmo che fosse un obiettivo che viene sapientemente pianificato e programmato e non una semplice e banale dimenticanza da parte di chi gestisce le leve del comando. Una preoccupazione, questa, che non può che impensierire la rete degli amministratori locali di questi territori e che, soprattutto, penalizza la concreta offerta turistica estiva ed invernale di questo immenso patrimonio naturalistico. Un grave danno per la nostra economia soprattutto e non solo, e di conseguenza, un modo alquanto singolare per non evidenziare la ricchezza e la bellezza dei nostri territori”.

Giorgio Merlo, Sindaco Pragelato, Consigliere Nazionale Anci.

Roberto Vaglio, Sindaco Cesana Torinese.

In arrivo dalla Regione i “voucher digitalizzazione” per le imprese

 10 MILIONI DI EURO

 

Tronzano e Marnati “una misura per essere competitivi”

Promuovere la transizione digitale del sistema imprenditoriale: dopo il bando da 80 milioni di euro dei fondi FESR 21-27 per la digitalizzazione e l’efficientamento produttivo delle imprese, dalla Giunta via libera ad un’altra misura, che poggia su una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro, sempre sulla programmazione 21-27 dei Fondi Europei di Sviluppo Regionale, denominata “voucher digitalizzazione”.

La misura è dedicata principalmente alle micro e piccole imprese e ai liberi professionisti per supportarne gli investimenti nel campo della digitalizzazione, anche quelli di minor portata economica, ma allo stesso tempo necessari e strategici. Nella sostanza vengono concesse agevolazioni per la realizzazione di progetti che includano in particolare spese per acquisto di beni e servizi, nonché attività di consulenza e formazione.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, per un massimo di una quota variabile tra il 50 e il 70% in base alle dimensioni dell’impresa, delle spese ammissibili sostenute. Si tratta della quarta misura a valere sui fondi europei per la programmazione 21-27 messa a disposizione dalla Regione per le imprese piemontesi, e la seconda dedicata specificatamente alla digitalizzazione del sistema imprenditoriale su cui ovviamente si gioca una partita importante nel futuro sviluppo del nostro sistema.

Con queste risorse sia i professionisti che le micro e piccole imprese potranno, tra le altre cose, dotarsi di nuove dotazioni digitali di ultima generazione, sviluppare e-commerce e provvedere a sistemi di archiviazione in cloud. Il bando sarà attuato dal sistema camerale piemontese e sarà pubblicato nella seconda metà di settembre.

“Oggigiorno per essere competitivi imprese e liberi professionisti devono essere in grado di disporre di strumentazione adeguata che consenta loro di affrontare le sfide del mercato – afferma l’assessore alle attività produttive Andrea Tronzano. Una misura di questo genere sarà pertanto un sostegno utile e necessario per competere ad alti livelli e fare in modo che la qualità e la specificità dell’inventiva piemontese possa ancora di più emergere”.

“Con questa ulteriore misura – commenta l’assessore regionale all’Innovazione, Matteo Marnati – prosegue la nostra strategia per supportare tutte le imprese del territorio ed accompagnarle nel percorso della trasformazione digitale che, insieme alla transizione ecologica, rappresenta una delle grandi sfide. Un’opportunità anche per le realtà imprenditoriali più piccole e per i liberi professionisti che così potranno avere un supporto concreto per aumentare la propria competitività sul mercato e migliorare il livello dei servizi forniti”

Residenze fittizie in montagna, Uncem: “grave danno”

“Le residenze fittizie per non pagare imposte, come l’Imu sulla seconda casa in località turistiche montane e marine, sono un grave danno per tutti, per il sistema montagna e per il sistema Italia. Risiedo dove non vivo, e così pago meno. Marito in città, moglie o figlio residente in montagna. Una pratica diffusa e dannosa. Sono un danno di milioni di euro per i Comuni, che stanno rafforzando, intensificando i controlli. È un gettito altissimo che andrebbe nelle casse comunali e che invece sfugge per mistificazioni e truffe sulla reale residenza. Nella delega fiscale si dovevano trovare soluzioni contro questa pratica. Il Governo e il Parlamento mettano ora regole più dure per evitare che le residenze fittizie danneggino fisco ed Enti locali”.

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

Una nuova oasi pubblica torinese: il lago di Villaretto

Siglata la convenzione tra il Comune di Torino e le associazioni Oipa e Pan per la gestione e la promozione del piccolo scrigno di biodiversità

 

 

L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) e l’associazione Pro natura animali (Pan) hanno siglato con il Comune di Torino un accordo per la riqualificazione e la gestione dell’area torinese del Lago di Villaretto (ex Isola del Pescatore).

Si tratta di un’area che, dopo anni di sfruttamento come lago di pesca artificiale, era da tempo in stato di degrado. «Per scongiurare occupazioni abusive e attività illecite, la zona in questi anni è stata da monitorata dalle guardie zoofile Oipa con la polizia locale», spiega Alessandro Piacenza, vicecoordinatore delle guardie zoofile Oipa Italia. «Finalmente per questa area, di straordinario interesse naturalistico, a due passi dal centro di Torino, si aprono nuovi e interessanti scenari».

Il patto è stato siglato con il Comune di Torino, e in particolare con la VI Circoscrizione, che per prima si è attivata e impegnata per realizzare questo progetto di recupero e ha bonificato completamente la parte torinese, l’Area Metropolitana e il Comune di Borgaro, proprietario della parte più urbanizzata del sito dove sono presenti due edifici, zona ancora sotto sequestro.

La convenzione ha lo scopo di svolgere studi e il censimento delle specie animali e vegetali presenti nell’area, l’incremento e la tutela della biodiversità e l’organizzazione di un piano a basso impatto ambientale per la fruizione di questo piccolo scrigno naturalistico da parte della cittadinanza e delle scolaresche.

Oipa e Pan saranno responsabili per tre anni del progetto nell’area torinese dove, in collaborazione con un gruppo di esperti e studiosi, promuoveranno il censimento dell’avifauna e delle specie vegetali e gestiranno l’area provvedendo alla pulizia, alla cartellonistica e alla predisposizione di capanni per l’osservazione delle specie che nidificano nel sito e di quelle migratorie che transitano e lo utilizzano come area di sosta. 

«Questa è un’ottima occasione per collaborare concretamente a tutela della biodiversità e una possibilità per costruire progetti di educazione ambientale di lungo respiro coinvolgendo scolaresche e organizzando campi estivi per promuovere nei giovanissimi la conoscenza e il rispetto degli animali e dell’ambiente grazie allo stretto contatto con la natura», osserva Alessandro Piacenza.

Nei prossimi giorni sarà organizzata una prima apertura al pubblico, durante la quale volontari delle due associazioni ed esperti illustreranno l’area nel suo complesso e la ricchezza della sua biodiversità. L’appuntamento è per venerdì 18 agosto dalle 14 alle 19 e sabato 19 agosto dalle 9,30 alle 13,30.

Per maggiori informazioni: tel. 3714467782, email torino@oipa.org

Oltre il danno, la beffa: qualcuno apre ai cinghiali i varchi

CANAVESE. CHI HA SQUARCIATO LE RETI DI PROTEZIONE?

Cia Agricoltori delle Alpi denuncia gli episodi di “vandalismo” e invoca giustizia

 

Gli agricoltori mostrano indignati e arrabbiati i numerosi squarci aperti a colpi di tronchese nelle reti elettrosaldate poste a protezione delle loro coltivazioni lungo la Dora, tra Ivrea, Montalto Dora e Borgofranco. Non c’è dubbio che si tratta di atti praticati con l’intento di fare danno, in modo da consentire ai cinghiali nella boscaglia attigua al fiume di raggiungere i campi di mais al di là della rete e banchettare a spese dei coltivatori.

Tanti sospetti, ma nessuna certezza sui responsabili di queste azioni “vandaliche”.

Cia Agricoltori delle Alpi è stata sul posto con il suo presidente Stefano Rossotto e il responsabile dell’Area di Ivrea-Caluso Fabio Bottino per denunciare quanto è accaduto: «Episodi di questo genere sono inqualificabili – accusa il presidente Rossotto -, confidiamo che le autorità possano quanto prima rendere giustizia agli agricoltori, che non solo devono difendersi dai cinghiali, ma anche dai vandali. E’ una situazione assurda e intollerabile, bisogna unire le forze e pretendere che il lavoro e la dignità degli agricoltori vengano rispettati».

L’iniziativa di recintare i campi con la rete elettrosaldata è stata assunta dai proprietari dei fondi coltivati, i quali hanno tirato fuori di tasca propria oltre dodicimila euro solo per l’acquisto del materiale, senza contare il lavoro di posa in opera della recinzione, lunga più di tre chilometri. Un lavoro fatto bene, con palinature robuste, fissaggio a terra della rete e cancelli in corrispondenza degli attraversamenti di campagna.

«Tutto inutile – commentano rassegnati gli agricoltori, mentre mostrano le devastazioni provocate dai cinghiali nei campi di mais -, gli “strappi” nella rete sono una manna per gli ungulati, che così possono introdursi facilmente nei campi, facendo man bassa delle pannocchie migliori e rivoltando il terreno da cima a fondo. Possiamo escludere con certezza che si tratti di “dispetti” tra agricoltori. Qui siamo tutti uniti e tutti abbiamo contribuito a pagare e montare la rete. Nessuno di noi ha interesse a favorire la proliferazione dei cinghiali, bisogna farsi delle domande e darsi delle risposte, non è difficile, ma non tocca a noi condurre indagini e punire i colpevoli».

Sul piano economico, oltre al danno alle coltivazioni, per gli agricoltori si aggiunge la beffa delle spese per la recinzione divelta.

Artigiani: fondi regionali per le fiere

ARTIGIANI: 675.000 EURO PER PARTECIPARE

Tronzano “Il marchio Piemonte, anche e soprattutto in ambito artigianale, è sinonimo di particolarità ed eccellenza, sostenerlo è nostro compito”

Un sostegno agli artigiani per partecipare a eventi fieristici nazionali e internazionali che si svolgono in Italia, questo l’oggetto della delibera approvata nel corso dell’ultima giunta regionale a firma dell’assessore all’artigianato Andrea Tronzano

La misura è sperimentale in quanto innova rispetto a quanto fatto negli anni precedenti,  prevedendo un ampliamento sia rispetto alle risorse regionali messe a disposizione dalla Regione (da euro 285.000 a euro 675.000,00), sia in considerazione alla quantità di manifestazioni fieristiche per cui  viene previsto il sostegno regionale (tutte le fiere previste nel Calendario fieristico della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome) sia nell’ammontare del contributo concesso (da 1.550 euro a 5.000 euro) .

“Abbiamo eccellenze che meritano di essere valorizzate per qualità e innovazione – commenta l’Assessore all’Artigianato Andrea Tronzano – e quale migliore opportunità di eventi con grande partecipazione di pubblico che può così apprezzare e acquistare i prodotti della nostra terra. Il marchio Piemonte, anche e soprattutto in ambito artigianale, è sinonimo di particolarità ed eccellenza, sostenerlo è nostro compito”

            I contributi previsti sono: tra 2.000 e 5.000 euro (al netto di IVA, imposte e tasse); concessi come espositore diretto, titolare dell’area espositiva per una fiera in presenza in Italia tra quelle nel calendario fieristico di cui sopra; per le  fiere che hanno luogo tra sessantesimo giorno successivo alla presentazione della domanda di contributo ed il 31 dicembre 2023; per le spese di iscrizione, area espositiva, allestimento dello stand sostenute con l’Ente fiera e con eventuale allestitore esterno autorizzato dall’Ente fiera ad operare presso la fiera stessa; attenzione: tutte le fatture e le quietanze devono riportare il codice CUP rilasciato dall’Artigianato alla presentazione dell’istanza; correlati all’obbligo di dare evidenza della concessione dello stesso da parte della Regione Piemonte esponendo nello stand fieristico adeguata comunicazione; concessi nel rispetto del vigente Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18/12/2013, artt. 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”, in scadenza al 31 dicembre 2023.

            Le modalità di presentazione della domanda e del rendiconto sono, per la prima volta, digitali: tutto su piattaforma FINDOM e Gestionali Finanziamenti (CSI), proseguendo nella digitalizzazione di tutti i procedimenti dell’Artigianato. Lo sportello per presentare domanda entrerà in funzione a breve, presumibilmente entro la fine del mese di agosto.