Sistemi di gestione ambientali e Sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro, Bureau Veritas Italia riconoscealla company dell’energia di Collegno due nuove certificazioni.
uBroker Spa ha ottenuto in questi giorni due preziose certificazioni, risultato dell’attenzione che l’azienda riserva ai suoi dipendenti e all’ambiente. Il percorso fatto e i risultati raggiunti dalla company dell’energia di Collegno, che ogni giorno lavora per contribuire ad azzerare le bollette degli italiani, sono stati valutati positivamente con un audit da Bureau Veritas Italia, leader nel mondo delle certificazioni internazionali. L’ente ha concesso a uBroker sia la UNI EN ISO 45001:2018 che la UNI EN ISO 14001:2015, frutto e dimostrazione tangibile del lavoro e degli sforzi fatti da questa realtà, nata come start up alle porte di Torinonel 2015.
Nello specifico, la UNI EN ISO 45001:2018 è dedicata ai “Sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro” edefinisce gli standard minimi per la protezione dei lavoratori.“L’obiettivo, da noi largamente raggiunto, come attestato da Bureau Veritas – afferma il Presidente di uBroker Cristiano Bilucaglia – è il miglioramento della sicurezza nelle nostre sedi di lavoro grazie ad alcune azioni. Fra queste, quelle che abbiamo portato avanti con maggior impegno e dedizione nel corso degli anni sono: la gestione e la riduzione dei rischi, il miglioramento della salute e del benessere dei lavoratori e la sensibilizzazione dei dipendenti attraverso la creazione di una cultura della prevenzione.
Azioni queste che hanno effetti positivi a cascata su tutta l’organizzazione. Infatti, ad aumentare sono state sia le performance in materia di salute e sicurezza sia la produttività. Inoltre, dipendenti e vertici aziendali rivestono entrambi un ruolo fondamentale nel processo; i primi si fidelizzano, mentre i secondi accrescono il loro impegno, generando così un rapporto di fiducia reciproco che alimenta lo sviluppo e la crescita.
La seconda certificazione, la UNI EN ISO 14001:2015 è rivolta, invece, ai “Sistemi di gestione ambientale”. Sul sito e sui canali social dell’azienda è facile trovare l’hashtag #PlanetFirst, mottonato per riportare l’attenzione di dipendenti, clienti e utenti sui problemi che affliggono il pianeta Terra e che sono troppo spesso causati da scelte e comportamenti umani. Un impegno tangibile che uBroker nel suo piccolo mette in atto con azioni di breve e lungo periodo. “Siamo molto felici del percorso fatto e dei risultati valutati dall’ente certificatore. Dal 2015 dedichiamoparte dei nostri sforzi e del nostro lavoro alle prestazioni ambientali e ad alcune politiche di sostenibilità. Questa certificazione attesta a tutti gli effetti il nostro impegno al perseguimento della protezione dell’ambiente, alla prevenzione dell’inquinamento e alla riduzione del consumo di energia e risorse. Un processo di sostenibilità ambientale che intendiamo sviluppare sempre di più nei prossimi anni e di cui vogliamo essere protagonisti a livello nazionale ed europeo – aggiunge Cristiano Bilucaglia.
Questi due attestati si aggiungono alla certificazione UNI EN ISO 9001:2015, già in possesso dell’azienda dal 2019. Aver conseguitotutte e tre le certificazioni permette a uBroker di godere di un sistema integrato caratterizzato da elevata qualità, assoluta sicurezza e attenzione all’ambiente, che aiuta a snellire ed evitare la sovrapposizione di alcune procedure, eliminare conflitti tra normative, creare sinergie, migliorare l’efficienza, ecc.
uBroker, quindi, oltre a contribuire ad azzerare le bollette dei suoi clienti, s’impegna quotidianamente nel mantenimento e nel miglioramento della sicurezza e della salute dei suoi dipendenti da un lato e dall’altro nella prevenzione di eventuali danni all’ambiente, con l’obiettivo di essere protagonista e fautrice di unfuturo sempre più green e sostenibile del settore energetico.
Gli italiani si mettono in viaggio per l’estate e il caro benzina rischia di rappresentare una stangata per il portafoglio. A luglio i prezzi alla pompa di benzina e diesel sono aumentati dopo i ribassi iniziati a metà aprile.
Obiettivo puntato sul “Re delle Alpi” o “Tetto d’Europa”. Dopo il Monte Rosa, il Cervino e il Gran Paradiso, é il Monte Bianco – la montagna più alta d’Europa e fra le “Sette Vette del Pianeta” con i suoi 4.807 metri – il primattore della quarta e ultima tappa del Progetto “L’Adieu des glaciers: ricerca fotografica e scientifica” prodotto dal “Forte di Bard” (grazie al supporto di numerosi enti e istituzioni), che dal 2020 propone un viaggio iconografico e scientifico tra i “ghiacciai” dei principali Quattromila della Valle d’Aosta. La mostra, allestita fino al 7 gennaio del 2024, è indubbiamente un “focus” di grande attualità in anni di allarmanti cambiamenti climatici che di certo portano ad ipotizzare nel prossimo futuro scenari evolutivi assai preoccupanti per i grandi “ghiacciai” e per quelli italiani in particolare. E, dunque, qual é lo stato di salute del Bianco? A darcene maggior contezza può indubbiamente essere illuminante, nelle sue varie sezioni, proprio l’attuale mostra allestita nelle Sale delle “Cannoniere” al “Forte di Bard”. Straordinaria la ricchezza dei contenuti: 142 autori, 29 schede di ricerca, 73 fotografie e una serie di foto-confronti che raccontano il “Monte Bianco” quale straordinario luogo in grado di ospitare indagini scientifiche in campi che vanno dalla “glaciologia” alla “geomorfologia”, dalla “pedologia” (studio della composizione e modificazione del suolo) e “nivologia” alla “climatologia”. Il percorso espositivo è articolato in otto sezioni tematiche, curate da Enrico Peyrot, fotografo e storico della fotografia e da Michele Freppaz, docente del Dipartimento di “Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari” dell’Università di Torino, che si è occupato della parte scientifica. “Grazie alla collaborazione con la ‘Cabina di regia dei ghiacciai valdostani’ e il ‘Comitato Glaciologico Italiano’, si sono raccolte – affermano i due curatori – le descrizioni di numerose attività di ricerca condotte nell’area del ‘Bianco’ su temi specifici, quali lo studio dei fattori che controllano la formazione e lo sviluppo della copertura detritica sopraglaciale e dei suoi effetti sui tassi di fusione, la determinazione del bilancio di massa attraverso immagini satellitari stereo ad alta risoluzione, lo studio di laghi di contatto glaciale, e il censimento dei fenomeni franosi”. Di particolare interesse, sotto l’aspetto ambientale, sono i dati sulle precipitazioni medie annue sul “Bianco”, pari a 940 mm, con in media circa 6 metri di neve fresca all’anno registrati dalla stazione meteorologica automatica del “Mont de la Saxe” (2110 m.), così come i dati relativi all’arretramento dei ghiacciai causato dall’attuale crisi climatica: un dato su tutti i 234 metri persi in 27 anni dal “Ghiacciaio Orientale di Gruetta”.
L’agevolazione fiscale al 75% del cosiddetto bonus barriere architettoniche riguarda anche i lavori su bagni, pavimenti e finestre,