ECONOMIA E SOCIETA'

Aperte le adesioni alla “Mostra dell’artigianato” di Bosconero

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Ogni anno il paese di Bosconero Canavese celebra i vecchi mestieri mai dimenticati e le antiche tradizioni tramandate nei secoli dagli artigiani.
Nata per dare la possibilità alle numerose realtà artigianali del territorio di farsi conoscere, la Mostra dell’artigianato e degli antichi Mestieri è diventata di sempre maggiore respiro, grazie alla presenza di un  pubblico che nel 2025 ha contato oltre 20 mila visitatori.
Sono ufficialmente aperte le adesioni per gli espositori interessati a partecipare alla manifestazione con i loro prodotti artigianali, oltre alle scuole professionali e agli istituti d’arte.
L’evento si terrà a Bosconero Canavese in provincia di Torino da venerdì 15 maggio a domenica 17 maggio. La manifestazione è allestita dal Comune di Bosconero con il patrocinio della Regione Piemonte e della Città Metropolitana di Torino, con la partecipazione delle Eccellenze Artigiane del Piemonte ed il supporto della CNA, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa. La manifestazione è tradizionalmente ispirata ai quattro elementi, aria, terra, acqua e fuoco.

Tutte le iniziative sono ad ingresso libero. Per informazioni contattare  gli uffici comunali ai numeri 011/9889616, 011/9889372. Oppure scrivere una mail a comune@bosconerocanavese.it

Mara Martellotta

Salvare lo Stato Sociale, in autunno torna il Festival internazionale dell’Economia

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“Salvare lo stato sociale” è il titolo della quinta edizione del Festival Internazionale dell’Economia, a cura di Editori Laterza e Collegio Carlo Alberto – Torino Local Committee, con la direzione scientifica di Tito Boeri. L’appuntamento si terrà a Torino dal 22 al 25 ottobre con una novità importante: da quest’anno il festival si sposta stabilmente in autunno. La scelta di collocare la manifestazione nel mese di ottobre punta a rafforzare il coinvolgimento del pubblico più giovane, in particolare studentesse e studenti, in un periodo dell’anno in cui scuole, università e imprese sono pienamente operative. Dopo le edizioni svolte durante il ponte del 2 giugno, il nuovo calendario mira quindi ad aumentare l’impatto culturale, formativo ed economico del festival sulla città e sul territorio.   Al centro della prossima edizione ci sarà il futuro del welfare state, una delle principali conquiste sociali del Novecento, oggi sottoposta a forti pressioni.

“Stiamo andando verso la più grande emergenza della storia del mondo occidentale, quella demografica – ha detto il sindaco Stefano Lo Russo riflettendo, nel suo intervento alla presentazione del Festival, sul tema di quest’anno -. Guardando i numeri sulla composizione delle classi nelle scuole della città dal mio insediamento, li vediamo in discesa di circa 3mila bambini e ragazzi. Un dato ancor più allarmante se si guarda anche alla curva demografica e al progressivo invecchiamento della popolazione che registriamo. Per questo credo sia davvero importante il tema scelto. Per garantire lo stato sociale che conosciamo occorre fare in modo che la popolazione attiva sia superiore alla popolazione di quiescienza ma perché l’incremento demografico possa in qualche modo riprendere occorre sia costruire uno Stato che aiuti a fare figli sia rivedere completamente i modelli con cui noi gestiamo il tema dell’immigrazione. È chiaro che questa grande sfida non è solo della città di Torino o dell’Italia ma del mondo occidentale e sono certo che il Festival saprà offrire sul tema numerosi e importanti spunti di riflessione”.

Il festival offrirà uno spazio di confronto tra studiosi, istituzioni, imprese e cittadini per riflettere su come rinnovare lo stato sociale e renderlo sostenibile nel nuovo contesto globale, mantenendo al tempo stesso i suoi obiettivi fondamentali: riduzione delle disuguaglianze, sicurezza economica e coesione sociale.    Per quattro giorni Torino ospiterà economisti, sociologi, demografi e studiosi di diverse discipline in un ricco programma di incontri gratuiti aperti al pubblico. Tra gli ospiti attesi figurano anche i Premi Nobel per l’Economia Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson e Michael Spence. Da quest’anno il Festival Internazionale dell’Economia avvia inoltre un gemellaggio con Jéco – Les Journées de l’Économie, importante rassegna di divulgazione economica nata a Lione nel 2008. Un’iniziativa che rafforza la dimensione internazionale dell’evento e il dialogo tra le principali piattaforme europee dedicate al dibattito economico.

TorinoClick

Fondi di sviluppo ai Comuni piemontesi

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Dopo l’approvazione della Giunta regionale i 24 accordi di programma, uno per ogni Area Territoriale Omogenea (ATO), che consentiranno la piena attuazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione sono pronti per essere sottoscritti con gli 805 Comuni beneficiari, che riceveranno complessivamente 105 milioni di euro.

Si comincerà mercoledì 11 febbraio a Ceva per le aree Terre di Langa, Valle Stura, Monregalese, Valle Tanaro e Cebano e Cherasco (Cuneo)  per le aree Roero, Pianura cuneese, Terre del Monviso, alla presenza del presidente della Regione Alberto Cirio e dell’assessore ai Fondi di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale, per poi proseguire con il seguente calendario:

venerdì 13 marzo a Piscina (TO) per le aree Pianura torinese, Valli Chisone e Germanasca, Valle di Susa;

mercoledì 18 marzo a Verbania per le aree Laghi e Ossola e ad Albano Vercellese per le aree Borghi delle Vie d’Acqua e Novarese;

mercoledì 1° aprile a Biella per le aree Biellese e Baraggia e a Montalenghe (TO) per l’area Orco e Soana e l’area Canavese;

mercoledì 8 aprile a Casale Monferrato (AL) per le aree Monferrato Heritage, Monferrato Casalese Terre di Po e Bacino del Tanaro

Da definire ad aprile la firma ad Acqui Terme (AL) per le aree Appennino Alessandrino, Alto Monferrato, Terre di Langa e Monferrato.

«Con queste risorse diamo risposte ai territori e finanziamo interventi strategici per le nostre comunità – dichiara il presidente Cirio – In questi anni abbiamo concentrato la nostra programmazione utilizzando le risorse disponibili, a partire dai fondi europei, per le necessità dei Comuni, con progetti su misura, costruiti insieme alle comunità locali, portando avanti un grande lavoro di trasformazione di un Piemonte che sta cambiando e che investe sul futuro».

«Il metodo con il quale in questa programmazione sono stati stanziati i Fondi di Sviluppo e Coesione – specifica l’assessore Vignale – ha consentito ai Comuni utilizzare le risorse per le priorità delle loro comunità con un’ampia gamma di possibilità. Dalla rigenerazione urbana alla salute e dall’istruzione al welfare. Ha visto le amministrazioni collaborare all’interno dell’Area con efficacia per creare strategie di sviluppo condivise e progetti di ampio respiro sovracomunale. Grazie ad un iter semplificato, infine, diverse opere sono state realizzate a poco più di un anno dall’inizio della programmazione, mentre gran parte dei progetti presentati e finanziati sono in corso d’opera o hanno già superato la fase di progettazione per essere cantierizzati. Uno strumento che per la sua semplicità, efficacia e coinvolgimento dal basso dei Comuni contiamo di replicare come buona pratica per l’utilizzo dei fondi di sviluppo».

I Fondi di Sviluppo e Coesione in pillole

Con 105 milioni (100 per i Comuni e 5 milioni come premialità per le strategie di area) sono stati finanziati in totale 841 progetti, di cui 53 con valenza sovra-comunale.

La suddivisione per argomenti comprende 603 progetti riguardanti la riqualificazione urbana (infrastrutture a supporto del turismo, ristrutturazione/creazione di edifici o spazi pubblici, manutenzione straordinaria di strade e piazze, creazione/riqualificazione di aree attrezzate), 60 i trasporti e la mobilità, 36 l’energia, 51 la cultura, 36 l’ambiente e le risorse naturali, 16 l’istruzione e la formazione, 36 welfare e salute, 3 la digitalizzazione e la competitività.

Le risorse sono state così ripartite: Alta Valle Tanaro e Cebano 2.386.000 euro, Alto Monferrato 5.700.000, Appennino Alessandrino 3.105.000, Bacino del Tanaro 4.765.000, Baraggia 2.940.000, Biellese 5.973.000, Borghi delle Vie d’Acqua 7.136.000, Canavese 8.887.000, Laghi 6.206.000, Monferrato, Casalese e Terre di Po 7.723.000, Monferrato Heritage Unesco 4.547.000, Monregalese 4.248.000, Novarese 4.977.000, Orco e Soana 4.099.000, Ossola 2.867.000, Pianura cuneese 3.698.000, Pianura torinese 3.991.000, Roero 2.822.000, Terre di Langa 2.783.000, Terre del Monviso 2.923.000, Terre di Langa e Monferrato 5.272.000, Val di Susa 2.650.000, Valle Stura 2.919.000, Valli Chisone e Germanasca 2.237.000 euro.

Per conoscere le strategie di sviluppo delle varie aree consultare https://www.regione.piemonte.it/web/comunicazione/aree-territoriali-omogenee

EDP, energia solare distribuita in 15 stabilimenti di Decathlon  

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Il progetto fa parte di un accordo multi-geografico tra le due aziende. In base a questo contratto, EDP ha installato fino a 12 MWp di energia solare negli impianti Decathlon in Germania, Portogallo, Spagna, Italia, Belgio e Francia.
 EDP, ​​ tramite EDP Energia Italia, leader europeo nella generazione solare distribuita, ha completato con successo l’installazione e avviato la gestione di impianti solari decentralizzati presso 15 stabilimenti di Decathlon in Italia.
Nello specifico, EDP ha installato 2,4 MWp di capacità solare nei siti Decathlon di Como, VercelliNovaraVoghera (PV), Moncalieri (TO), Grugliasco (TO), Reggio EmiliaCurtatone (MN), Bassano del Grappa (VI), Livorno, Perugia, Tor Vergata (Roma), Casoria (NA), Corigliano (CS) Catania.
Insieme, questi impianti fotovoltaici genereranno circa 3 GWh di elettricità pulita all’anno, sufficienti ad alimentare le principali attività quotidiane delle strutture Decathlon coinvolte. Producendo energia in loco, questi sistemi riducono la dipendenza dalla rete, migliorano l’autonomia energetica operativa e contribuiscono a una maggiore efficienza dei costi, grazie a un approvvigionamento energetico competitivo, sostenendo un modello energetico più sostenibile per le attività dell’azienda.
Per EDP, la firma di un contratto con un cliente di grandi dimensioni come Decathlon in sei Paesi europei rappresenta una chiara dimostrazione delle nostre capacità e della forza dei nostri team nel realizzare progetti di alta qualità a supporto della transizione energetica in tutti i mercati in cui operiamo. Gli impianti solari sui tetti delle strutture Decathlon in Italia offrono vantaggi tangibili, riducendo l’esposizione alla volatilità del mercato elettrico e ottimizzando i costi operativi a lungo termine. In Italia, dove la domanda di energia commerciale è elevata e in alcune regioni persistono vincoli di rete, la generazione distribuita è una soluzione chiave per promuovere un modello energetico più efficiente e flessibile.” – sottolinea António Ricciardi, head of Client Solutions business in Europe di EDP.
Questo progetto fa parte di un accordo multi-geografico firmato nel 2023 tra EDP e Decathlon, brand sportivo multispecialistico globale. Grazie a questa partnership, EDP installerà fino a 12 MWp di capacità fotovoltaica su tetto presso le strutture Decathlon in Germania, Portogallo, Spagna, Italia, Belgio e Francia. La capacità di implementare una strategia solare unificata in diversi paesi con lo stesso partner evidenzia l’affidabilità e la solidità di EDP come partner energetico a lungo termine per aziende internazionali che operano in diversi mercati. Questo approccio semplificato consente inoltre a Decathlon di accelerare il progresso verso i propri obiettivi di sostenibilità.
EDP è presente in Italia dal 2010, inizialmente attraverso EDP Renewables, con lo sviluppo di progetti eolici e fotovoltaici su larga scala. Dal 2019 il Gruppo ha ampliato la propria presenza nel Paese con EDP Energia Italia, dedicata al solare distribuito per aziende e industria.
Attualmente, EDP Energia Italia ha raggiunto oltre 150 MWp di capacità installata attraverso quasi 1.400 installazioni corporate, inclusi impianti fotovoltaici on-site integrati con sistemi di storage, creando un ambiente ottimale per la gestione dell’energia e riducendo la dipendenza dalla rete elettrica.

Comitato Emergenza Cultura in Fondazione Crt

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E’ stato ricevuto dalla Commissione Cultura della Fondazione Crt, alla presenza della Presidente della Fondazione Anna Maria Poggi e della Segretaria Patrizia Polliotto. Tema all’ordine del giorno: i tagli ai finanziamenti dei bandi della Regione Piemonte per le attività culturali 2025 e le preoccupazioni sugli investimenti futuri e la conseguente tenuta del tessuto culturale regionale. Ecco la nota del Comitato:

 

Il Comitato Emergenza Cultura Piemonte (CEC) è stato ricevuto dalla Commissione Cultura della Fondazione Crt, presieduta dal coordinatore e consigliere Giampiero Leo, attivo intermediario con il CEC nell’organizzazione della riunione alla presenza della presidente della Fondazione Crt Anna Maria Poggi e della segretaria Patrizia Polliotto.

L’audizione, richiesta per illustrare le criticità emerse a seguito dei bandi regionali per la cultura 2025, si è svolta in un clima di grande serietà e disponibilità al confronto. Il CEC sottolinea la qualità del dialogo instaurato con i presenti e gli interventi emersi nel corso della riunione, che hanno testimoniato un approccio attento e responsabile verso le questioni sollevate dagli operatori culturali.

Giampiero Leo

Questi i principali temi esposti e approfonditi:

  • L’esclusione di circa 100 realtà culturali (aventi diritto a termine di punteggio ottenuto) dai contributi regionali per l’anno 2025, a causa di una mancata copertura economica di circa 1 milione e 600 mila euro.
  • L’ormai endemico ritardo nelle coperture economiche dei capitoli di spesa del settore culturale, con determine di assegnazione dei fondi consegnate agli operatori culturali a fine anno. Valga come esempio ciò che è accaduto a dicembre 2025: determine inviate a dicembre 2025 per le attività da svolgere nell’anno 2025. Una situazione che non consente una programmazione responsabile delle attività.

Particolarmente significativa è stata la disponibilità manifestata dalla Presidente Poggi ad approfondire la situazione esposta e a farsi interprete delle istanze emerse presso le istituzioni regionali.

L’incontro ha inoltre confermato la profonda competenza della Fondazione CRT nell’ambito della cultura diffusa sull’intero territorio regionale e la sua capacità di leggere con attenzione i bisogni degli addetti ai lavori, riconoscendo il valore del sistema culturale piemontese e il ruolo fondamentale che esso svolge nella vita delle comunità.

Confidiamo che il dialogo avviato possa contribuire a individuare soluzioni capaci di sostenere e rafforzare il comparto culturale, che rappresenta una risorsa essenziale per lo sviluppo sociale e culturale della nostra regione.

In questo ambito fa ben sperare la decisione, espressa chiaramente dalla Presidente Poggi, di voler essere parte attiva, come Fondazione Crt, al prossimo Tavolo della Cultura, che l’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Marina Chiarelli, ha annunciato di voler convocare a breve.

 

Comitato Emergenza Cultura Piemonte

Il Presidente

Alessandro Gaido

“Amazon Women in Innovation”, l’innovazione parte dalle donne

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Il futuro dell’innovazione parte dalle donne, , il Politecnico di Torino è tra gli atenei coinvolti nell’iniziativa

Amazon ha annunciato l’apertura dei bandi per l’ottava edizione di “Amazon Women in Innovation”, il programma che assegna borse di studio a sette studentesse universitarie in altrettante Università italiane in ambito STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).
Le studentesse immatricolate per la prima volta all’a.a. 2025/2026 al Corso di laurea in Ingegneria informatica, che abbiano conseguito almeno 20 CFU entro il 21 febbraio 2026 con una media ponderata non inferiore a 24/30, potranno presentare la propria candidatura fino al 26 marzo prossimo.

Dal 2018, “Amazon Women in Innovation” ha supportato 33 studentesse e, oltre all’Università degli Studi di Cagliari, il progetto coinvolge altri sei atenei: l’Università degli Studi di Cagliari, l’Università di Catania, il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi di Palermo, l’Università di Roma Tor Vergata. Per l’ottavo anno consecutivo, il Politecnico di Torino è tra gli atenei coinvolti nell’iniziativa: la vincitrice del bando beneficerà di un finanziamento di €6.000 all’anno per tre anni e di un percorso di mentorship dedicato, con l’affiancamento di una manager Amazon.

“Otto edizioni di ‘Amazon Women in Innovation’ rappresentano per noi una testimonianza concreta di quanto crediamo nel potenziale delle giovani donne che scelgono percorsi tecnico-scientifici – ha dichiarato  Rita Malavasi, Responsabile delle Relazioni Istituzionali per Amazon.it. – in questi anni abbiamo visto talenti straordinari affrontare con determinazione settori ancora oggi caratterizzati da un forte squilibrio di genere. Continuare a investire in questo programma è il nostro modo di contribuire a cambiare questa realtà, un passo alla volta”.

‘Amazon Women in Innovation’ si inserisce nel più ampio impegno di Amazon a formare 200.000 studenti e studentesse in ambito STEM in Italia entro il 2026, un piano che coinvolge scuole secondarie di primo e secondo grado, università, corsi post-diploma e percorsi di formazione professionale.

Mara Martellotta

Fondo montagna, Uncem avvia monitoraggio

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Con la definizione dei Comuni montani, potranno essere ripartiti dal Ministero degli Affari regionali e delle Autonomie, i fondi per la montagna 2025 e 2026. Il Fosmit delle due annualità, destinato alle Regioni, Uncem auspica possa essere complessivamente di 180 milioni di euro. Questa cifra si aggiunge altri 220 milioni di euro che Roma terrà per gli interventi di incentivazione previsti dalla nuova legge nazionale montagna di settembre. Uncem, con le Delegazioni regionali, ha avviato un monitoraggio sulla spesa dei fondi nelle diverse Regioni, per evitare ritardi: dal 2022 (dopo la legge di bilancio 2021 composta dal Governo Draghi) al 2024, sono già arrivati sui territori quasi 500 milioni di euro per le montagne italiane. Numero importantissimo, mai in precedenza avuto in un triennio. Il punto è come le Regioni lo hanno usato – precisa il Presidente Uncem Marco Bussone, che aveva anche detto NO al riparto, di alcune Regioni, a pioggia sui Comuni montani e pure era stato duro il NO all’assegnazione diretta ad agenzie regionali per la forestazione oppure a consorzi di bonifica: poche migliaia di euro a ciascun Comune sono del tutto inutili e dannosi. Va evitata secondo Uncem questa modalità. I fondi devono andare per progetti e strategie ai Comuni insieme. Non da soli. Bene le Regioni che hanno investito su Green Community, dissesto idrogeologico, muretti a secco, associazioni fondiarie, filiere bosco-legno-energia, innovazione, digitalizzazione, infrastrutture di comunità. Percorsi virtuosi che devono proseguire oggi dopo l’assegnazione, auspichiamo biennale, del Fosmit 25 e 26. Uncem, con le Delegazioni regionali, ha chiesto però alle Regioni di attivare percorsi vincenti territoriali e non solo usare il fondo che arriva da Roma. Troppo poche le Regioni infatti che hanno un fondo regionale per la montagna: una situazione grave alla quale porre rimedio. Le Regioni investano dai loro bilanci. Non siano timide. Facciano di più per le aree montane, non soltanto grazie al FOSMIT. Investano. Vi sono alcune Regioni molto efficaci in questo impegno e altre devono seguire.

Circonvallazione San Benigno Canavese, chiesto sostegno Regione

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La Città metropolitana di Torino, d’intesa con i Comuni interessati all’opera, ha chiesto ufficialmente alla Regione Piemonte di finanziare la progettazione della circonvallazione che a San Benigno Canavese collegherà le Strade Provinciali 40 e 87 al di fuori del centro abitato, liberando il paese dal flusso di veicoli che attraversano il centro storico, creando situazioni di intasamento, generando inquinamento e incidendo sulla sicurezza dei pedoni e dei ciclisti.

Solo il 22% del traffico che interessa il centro abitato di San Benigno ha un’origine locale, mentre il 78% dei veicoli semplicemente transitano a San Benigno. L’insostenibilità dell’attuale assetto viario è stata ribadita nel corso di un incontro che il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, il dirigente e i tecnici del Dipartimento Viabilità e Trasporti della Città metropolitana di Torino hanno avuto con il Sindaco di San BenignoAlberto Graffino, i colleghi amministratori dei Comuni confinanti e il deputato alla Camera, onorevole Alessandro Giglio Vigna. Le Giunte e i Consigli comunali interessati dalle ricadute positive della circonvallazione di San Benigno hanno già adottato deliberazioni e ordini del giorno, che la Città metropolitana di Torino ha allegato alla sua richiesta di finanziamento della progettazione, che ne sottolineano l’indispensabilità.

Il tema della circonvallazione di San Benigno interessa un’ampia area e a nord di Torino e riguarda anche l’integrazione tra il trasporto ferroviario e la mobilità privata, penalizzata dagli intasamenti che interessano San Benigno. La viabilità di cui si intende avviare la progettazione è peraltro già contemplata nel Piano Territoriale Generale Metropolitano e sin dal 2018 fa parte di un elenco di opere viarie prioritarie trasmesso dalla Città metropolitana alla Regione Piemonte.

È dunque partita una richiesta ufficiale all’Assessorato regionale ai trasporti, alle infrastrutture e alle opere pubbliche, finalizzata al finanziamento della redazione del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali. A giudizio degli amministratori locali, la realizzazione potrebbe essere suddivisa in due lottiuno a nord e l’altro a sud del Malone, garantendo già con il primo lotto importanti risultati in termini di messa in sicurezza del territorio e della viabilità interna. Il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo sottolinea che “l’erogazione del finanziamento sarebbe un segnale importante per il territorio e, ne siamo sicuri, avvierebbe un percorso che proseguirebbe con la quantificazione dell’investimento, la ricerca delle risorse a livello nazionale e la realizzazione dell’opera”. Alla Regione si chiederà anche di valutare come soluzione alternativa lo spostamento a nord (cioè in direzione di Aosta) della barriera di esazione di Settimo Torinese sull’autostrada Torino-Aosta, per agevolare e incentivare l’utilizzo dell’arteria da parte dei pendolari del basso Canavese diretti a Torino.

Le donne spingono il cambiamento. Anche in agricoltura

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Nel territorio torinese aumentano le aziende agricole guidate da donne: hanno ormai raggiunto una cifra significativa, con 2.706 realtà che gestiscono principalmente allevamenti di bovini e pollame, frutteti, serre dedicate a ortaggi, piante e fiori, oltre a vigneti; inoltre si occupano direttamente anche della lavorazione delle materie prime, producendo formaggi, prodotti da forno, marmellate, succhi, salumi e preparazioni a base di carne e verdure. Tra gli 11mila associati Coldiretti del Torinese, 4.300 sono donne e 1.600 di loro sono titolari di un’azienda.

“Le donne sono il motore dell’innovazione in agricoltura – sottolinea Mirella Abbà, allevatrice che ha scommesso sul biogas, responsabile di Coldiretti Donne Torino – In una famiglia di agricoltori la spinta a trasformare la vecchia società agricola in una moderna azienda agrituristica con ristorante e posti letto; o di aprire spazi per i bambini e aprire un “agriasilo”; o quando si adegua l’azienda per integrarla con una “fattoria didattica” o per fare vera e propria “agricoltura sociale”; l’idea è della donna, che porta avanti la scelta e diventa conduttrice diretta di questi servizi innovativi”.

Il contributo innovativo portato dalle donne nel settore agricolo riguarda soprattutto la trasformazione dell’azienda agricola: da semplice attività di produzione alimentare a realtà capace di offrire servizi collegati al mondo rurale.

“Ma sono anche le donne a occuparsi della vendita diretta in azienda e nei mercati – ricorda Tiziana Merlo, vicepresidente di Coldiretti Torino – Su 270 soci di Campagna Amica in provincia di Torino un terzo sono donne. Molte di queste hanno dato una svolta all’azienda decidendo di aprire punti vendita e trasformare i prodotti venendo incontro alle esigenze di consumo delle famiglie di. Se l’agricoltura torinese sta cambiando pelle per essere più vicina ai consumatori e alle esigenze dei territori è soprattutto grazie alle donne».

Secondo Claudia Roggero, apicoltrice e titolare di fattoria didattica, responsabile di Coldiretti Giovani Impresa Torino: “In questi tempi dove soffiano di nuovo pericolosi venti di guerra vogliamo ricordare che il cibo è pace, che produrre cibo significa lavorare per le persone e per la vita. Come donne e come coltivatrici non possiamo non ribadire la nostra passione per la vita. Una passione che proviamo a mettere ogni giorno anche nel nostro lavoro e nelle nostre scelte familiari. Ma non solo, con le attività sociali e didattiche contribuiamo a diffondere una cultura del rispetto delle persone, del lavoro agricolo e degli ecosistemi”.

 

Marco Bussone eletto nuovo Presidente di AIEL

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Marco Bussone è stato eletto nuovo Presidente di AIEL – Associazione italiana energie agroforestali nel corso dell’Assemblea straordinaria e ordinaria dei Soci, riunitasi mercoledì 4 marzo 2026 nella sede di Veneto Agricoltura a Legnaro (Padova). L’Assemblea ha inoltre approvato il Piano programmatico 2026-2029 e rinnovato il Consiglio Direttivo e gli altri organi associativi.

Giornalista professionista, è Presidente di PEFC ITALIA e di UNCEM – Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani dal 2018. Nel suo percorso ha maturato una consolidata esperienza lavorando sui temi dello sviluppo territoriale, della gestione sostenibile delle risorse forestali, delle energie rinnovabili e del dialogo istituzionale a livello locale, nazionale ed europeo.

La sua elezione avviene in una fase di evoluzione normativa e di trasformazione del mercato, in cui la filiera foresta-legno-energia è chiamata a rafforzare il proprio ruolo nel percorso di decarbonizzazione e nelle politiche per la qualità dell’aria.

«Ringrazio il Presidente Domenico Brugnoni e tutto il Consiglio Direttivo uscente per l’importante lavoro svolto nell’ultimo triennio e tutti i Soci di AIEL per la loro fiducia – ha dichiarato Bussone nel corso dell’Assemblea -. La filiera legno-energia non è un settore marginale: è parte dell’economia reale della montagna e delle aree interne, è presidio ambientale, è gestione attiva del bosco, è prevenzione del dissesto idrogeologico. Ma è anche la risposta alla Strategia forestale nazionale di fronte alle crisi che continuano a minacciare la sicurezza energetica nazionale. L’economia del bosco è una priorità che riguarda l’intero Paese».

Nel suo intervento, Bussone ha indicato le priorità della nuova governance associativa: stabilità normativa e fiscale per dare certezze alle imprese, rafforzamento della qualità e della trasparenza del mercato, sviluppo della filiera nazionale dei biocombustibili legnosi, pieno riconoscimento delle bioenergie nei piani energetici per il raggiungimento delle quote d’obbligo di energia da fonti rinnovabili.

«Alle aziende serve un quadro regolatorio chiaro, stabile e coerente – ha proseguito – che valorizzi chi investe in innovazione e qualità. Il nostro obiettivo sarà garantire stabilità normativa e certezza fiscale, rafforzare la qualità e la trasparenza del mercato e sostenere lo sviluppo della filiera nazionale, valorizzando il contributo delle biomasse legnose nel raggiungimento degli obiettivi energetici e ambientali italiani ed europei. AIEL continuerà a essere interlocutore autorevole delle istituzioni, punto di riferimento per imprese e operatori ma soprattutto ad aggregare le aziende di tutti i segmenti della filiera che sono il vero patrimonio e un unicum di questa associazione».