INNERKIDS: “LE MELE” – INNERSPACE17, via Battisti 17, Torino
Sarà inaugurata giovedì 8 marzo alle ore 17 la mostra del collettivo Le Mele, la nuova esposizione allestita da InnerKids negli spazi dell’InnerSpace17 dopo il successo di “Le mani guardano”, ispirata alla figura di Bruno Munari. InnerKids è la prima galleria d’arte per bambini: l’intera programmazione, infatti, ha lo scopo di sviluppare nei più piccoli l’attenzione e la passione per l’arte. La mostra sarà aperta fino a venerdì 16 marzo, dalle 17 alle 19 (esclusi lunedì e martedì) con ingresso gratuito.

Il collettivo Le Mele è un gruppo di illustratori (Beatrice Costamagna, Elisa Patrissi, Gabriele Tafuni, Mattia Cerato, Valentina Belloni) che nel 2011 ha deciso di unirsi proponendo mostre, iniziative e eventi legati al mondo dell’illustrazione. L’attività è rivolta a un target che parte dalla prima infanzia fino a un pubblico più adulto e si propone di interpretare e sviluppare una tematica comune lasciando libertà ai singoli componenti nella realizzazione delle opere, così da mantenere forte la personalità espressiva del singolo, ma dando al progetto una visione unitaria. Le loro strade si sono intrecciate nel 2005, quando ha avuto inizio quella che non può essere definita in altro modo che “amicizia creativa”. Le loro opere – come le loro esperienze – sono veri e propri incontri di traiettorie dissimili. Intrecci di colori e di fantasie oniriche, che richiamano mondi fluidi, scostanti. Sogni nei quali si annidano incubi ma, anche, incubi nei quali non è mai persa la speranza del sogno, attraverso una realtà in cui tutto si spezza e degenera (o sublima) in fantasia assoluta.

Durante il periodo della mostra, InnerKids ospiterà anche “Tutte le bestiacce dell’universo”, laboratorio di Zoologia immaginaria di Pino Pace (sabato 10 marzo, ore 15.30). Lo scrittore ha ripreso e interpretato in maniera scanzonata e umoristica gli antichi bestiari e le zoologie fantastiche e ne ha tratto, con Giorgio Sommacal, due libri illustrati – “Bestiacce!” e “UniverZoo” (Edizoni Giralangolo) – che mescolano tra di loro animali piccoli e grandi, d’acqua e di terra, che saltano e strisciano, sulla Terra o nelle galassie più sperdute… Pino Pace introduce il laboratorio: guida i
presenti alla scoperta delle bestiacce e gli alieni raccontati fin nei dettagli nei due libri. Poi li conduce alla scoperta di altri animali per trovare le coppie più stupefacenti, ridicole, improbabili e dare loro un nome, una storia. Infine, attraverso il disegno, li invita a corredarli di tutte le opportune (o inopportune) scaglie, piume, pinne, corna, zampe e ali… Il costo del laboratorio è di 12 euro. Per iscrizioni e ulteriori informazioni si può chiamare il 3485550937 (Alessandra) o scrivere a galleria@innerkids.it.
Riuscite a immaginare una commedia gialla in cui a ben vedere non vi interessa poi granché di scoprire chi sia il colpevole? Assolutamente no, inconcepibile. Eppure, ricredetevi. Può succedere.


mostra, ospitata nei sotterranei e al piano terra di quella che fu la loro dimora (aperta a nobili, politici e intellettuali, non meno che ai poveri e ai più bisognosi della città), uno spaccato di vita assai diverso da quello solitamente narrato nelle pagine di storia ufficiale: quell’amore per i viaggi, anch’esso condiviso in toto, che fin dai primi tempi del loro matrimonio li portò a trascorrere molti periodi all’estero, girovagando fra Italia ed Europa dal 1805 al 1834. Frequentissimi quelli alla volta di Parigi, ma anche in Svizzera, in Inghilterra e su e giù per l’Italia. Un peregrinare attento e curioso: in certo senso anche “didattico” poiché utile a trasferire nella consuetudine della loro quotidianità quanto visto e appreso in terre per allora lontane, spostandosi non di rado con difficoltà a dorso di cavallo o di mulo. A darne fedele testimonianza sono dieci preziosi diari manoscritti, tuttora inediti, conservati nel riordinato Archivio Storico dell’Opera Barolo e che, insieme ad alcuni volumi della Biblioteca, a disegni e a piccoli “souvenirs”, documenti e oggetti vari fra i più curiosi e imprevedibili, oggi conservati nelle
raccolte di Palazzo Madama a seguito dei lasciti testamentari, costituiscono il fulcro della rassegna in corso. Curata con puntigliosa verve scientifica da Edoardo Accattino con Giovanni Scorpaniti, la mostra é introdotta da due “corposi” ritratti a pastello su cartone di Giulia e Carlo Tancredi realizzati dal “regio pittore” Luigi Bernero accompagnati dall’opera di sentore manieristico del saviglianese Pietro Ayres: qui i due coniugi sono raffigurati insieme, le mani su un poderoso testo letterario, in mezzo a loro l’immagine di una minuta
crocifissione. A seguire, troviamo poi i pregevoli disegni di paesaggio e figure realizzati preferibilmente a matita su carta da Carlo Tancredi e ad acquerello da Giulia. E ancora, la copiosa serie di oggetti “da viaggio” raccolti o utilizzati durante gli spostamenti: dagli occhiali da sole, al libro di preghiere e al prezioso orologio, fino al nécessaire per pretenziosi viaggiatori (in verità non molto dissimile per fattura dal beauty odierno) e al servizio completo di bicchieri da viaggio. E il percorso continua con selle da amazzoni, binocoli, corde da scalata, via via fino alle racchette da neve in legno e ferro, agli scarponi con brocche antiscivolo e alla coppia di ghette. “Nei suoi diari – racconta Accattino – Tancredi descrive in maniera oggettiva tutto ciò che vede, come in una sorta di ‘guida turistica’, dove però non mancano anche riferimenti ad innovazioni sociali messe poi in pratica sia come amministratore pubblico (fu sindaco di Torino nel 1826-’27) sia come privato cittadino”. Per
Giulia invece, donna profondamente buona e colta, il viaggio appare sempre e soprattutto come “viaggio dell’anima”, intrapreso “per ispirarsi nella ricerca di nuove soluzioni ai drammatici problemi generati dalla nascente industrializzazione e dalla cultura borghese del profitto”. Nata nella cattolica Vandea (“ricordati che io sarò sempre vandeana” intimava al troppo anticlericale conte di Cavour, quel “petit terrible Camille”, con cui – rampolli di buona famiglia – “aveva giocato da bambina a palle di neve fra l’uno e l’altro confine”) fu proprio la sua incrollabile fede a trasfondere l’esperienza dei molti viaggi in quelle opere di carità sociale che ancora oggi proseguono nell’Opera Barolo, nata nel 1864 per suo stesso volere testamentario.
In programma l’“Eroica” di Beethoven e una prima italiana di Glanert
importanti collaborazioni artistiche, per esempio con Abbado, Muti, Gergiev e Mehta. 


Torinese, 63 anni a luglio e socio fondatore dello Studio Legale “Balbo Vinadio e Associati”, con sede al civico 17 di corso Matteotti a Torino, è il noto avvocato Emanuele Balbo di Vinadio il nuovo Presidente della Fondazione Ettore Fico.
È un’ulteriore tappa di un percorso già iniziato negli scorsi anni all’interno delle attività promosse da Torino Spettacoli, ovvero la formazione in Brasile, in special modo nella stato di Bahia, nel nordest del paese, di attori del luogo guidati dal regista Enrico Fasella come della produzione di testi classici e contemporanei del teatro italiano e mondiale

Sono un centinaio gli oggetti in esposizione: documenti, libri, stampe, dipinti, sculture, miniature, porcellane, strumenti musicali, costumi teatrali, armi, argenti e medaglie. Le opere provengono da prestigiose istituzioni piemontesi, tra cui la Fondazione Accorsi-Ometto, il Museo Egizio e l’Archivio di Stato di Torino, oltre che dalla stessa Cherasco e da enti cheraschesi, in particolare la Biblioteca G.B. Adriani e l’Archivio Storico Civico, e da numerosi collezionisti privati.