Morto a 46 anni il radiologo Faletti

È morto  a soli 46 anni il professor Riccardo Faletti, docente ordinario di Radiologia, papà di due bambini. Era Direttore della Radiologia IRCCS Candiolo, molto stimato nel mondo medico.

Ruba 10 paia di scarpe da 4mila euro rompendo la vetrina: arrestato

È riuscito a sfondare la vetrina di un negozio in via Prati, zona Piazza Solferino, per poi impossessarsi di 10 scatole di scarpe dal valore commerciale di circa 4mila euro: arrestato in flagranza mentre fuggiva. Sul posto sono intervenute le volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, che hanno individuato e bloccato un cittadino di origini rumene, tratto in arresto per furto aggravato.

Poco prima, l’uomo – identificato grazie alla descrizione di un testimone oculare – era stato avvistato mentre nascondeva di fretta il bottino, composto da 10 scatole di scarpe per un valore commerciale di circa 4mila euro, in una strada adiacente.

Durante la perquisizione, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato vari attrezzi, probabilmente usati per frantumare la vetrata. L’uomo aveva tagli freschi e sanguinanti sulle mani, causati dalla rottura del vetro. Per la gravità del fatto e la flagranza di reato, il 36enne è stato arrestato per tentato furto aggravato e trasferito, su disposizione del giudice, nel carcere Lorusso e Cutugno. Tutto il bottino è stato recuperato e restituito al proprietario del negozio dopo la denuncia.

VI.G

(Foto da Questure. Polizia di Stato)

“Lavoro dignitoso”, il tema del Primo Maggio 2026: corteo e comizio in piazza Castello

 

“Lavoro dignitoso”: questo il tema al centro della manifestazione organizzata da CGIL CISL UIL per celebrare la Festa dei Lavoratori 2026.

Anche quest’anno a Torino, venerdì 1° maggio, si terrà il tradizionale corteo, con ritrovo alle 9 in Corso Cairoli (angolo Corso Vittorio Emanuele II) e comizio conclusivo in Piazza Castello.

Nel contesto attuale, caratterizzato da lavoro precario, sottopagato e insicuro – in cui i contratti pirata alimentano sfruttamento e mentre l’intelligenza artificiale non è ancora governata da regole condivise e contrattate – Cgil, Cisl, Uil ribadiscono l’urgenza di rimettere al centro il valore del lavoro. Per farlo è necessario garantire nuovi diritti e nuove tutele, dare valore alla contrattazione, tutelare la dignità delle persone, assicurare la qualità dell’occupazione ed il ruolo democratico di relazioni industriali e rappresentanza.

“Il lavoro e Torino – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – sono intimamente connesse dal punto di vista della vocazione della città e sappiamo bene quanto il lavoro sia un tema cruciale anche per dare futuro e speranza ai nostri giovani. C’è una grande emergenza italiana, quella del cosiddetto lavoro povero, cioè del lavoro che magari c’è, che fa alzare le statistiche degli occupati a livello nazionale, ma che per questioni salariali, invece, non permette alla gente di vivere in maniera dignitosa e ai giovani di programmare il proprio il proprio futuro. Mi sembra davvero un elemento – conclude – su cui occorra una riflessione collettiva così come per il salario minimo, che io credo davvero debba essere introdotto nel nostro sistema”.

Priorità da cui ripartire, insieme alla necessità di nuove politiche industriali e di investimenti capaci di generare sviluppo sostenibile e buona occupazione.

“Il contrasto al dumping contrattuale e agli squilibri retributivi è oggi una condizione indispensabile per difendere i diritti, la qualità del lavoro e la coesione sociale – ha sottolineato la vicesindaca della Città di Torino, con delega al Lavoro, Michela Favaro, presente alla conferenza stampa -. In questa direzione va anche il Protocollo sulla sicurezza e la legalità negli appalti pubblici e nei subappalti, sottoscritto il 24 marzo scorso dalla Città di Torino insieme alle organizzazioni sindacali. Un atto concreto che afferma con chiarezza un principio per noi irrinunciabile: non può esistere lavoro senza sicurezza, legalità e rispetto dei Contratti Collettivi Nazionali. Contrastare il dumping contrattuale, limitare i subappalti a cascata, rafforzare i controlli e tutelare la continuità occupazionale sono condizioni essenziali di uno sviluppo giusto, sano e rispettoso delle persone che lavorano”.

La manifestazione torinese, partecipata da lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, delegate e delegati, partirà da Corso Cairoli per percorre Lungo Po Armando Diaz, Piazza Vittorio Veneto, via Po e giungere alle ore 11:00 in piazza Castello, dove si terrà il comizio conclusivo del segretario generale della Cisl Torino-Canavese, Giuseppe Filippone, a nome di Cgil Cisl Uil provinciali.

Sul palco, prima dell’intervento finale, prenderà la parola il sindaco Stefano Lo Russo. A seguire gli interventi di Elena Adamo, responsabile GiOC (Gioventù Operaia Cristiana), Enrico Francia, rider di Deliveroo e Just Eat, delegato NIdil (CGIL), Lucia Tiani, delegata call center Covisian, per FISTEL (CISL) e Gianluca Rindone, delegato Carrozzerie Stellantis per UILM (UIL).

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Incendio distrugge capannone agricolo e mezzi

Una densa colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza, ha segnato un violento incendio scoppiato ieri sera in un capannone agricolo di regione Abate, a Piossasco. Le fiamme hanno completamente distrutto alcuni mezzi parcheggiati all’interno.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco dal comando provinciale di Torino Centrale e dai distaccamenti di Grugliasco Allamano, Rivoli, Rivalta di Torino e Santena. Le operazioni di spegnimento sono durate a lungo: i pompieri hanno lavorato senza sosta per impedire la propagazione del rogo. Le cause dell’incendio sono al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Moncalieri.

VI.G

Città di Torino, 50 anni di affidamento familiare. Al via la nuova campagna 

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Sicuro, solido, gentile come l’affido. È da queste parole chiave che prende avvio la campagna straordinaria di sensibilizzazione sull’affidamento familiare promossa dalla Città di Torino in occasione del cinquantesimo anniversario della prima delibera cittadina sull’affido (1976), antecedente la legge nazionale n. 184/1983.

Attraverso immagini essenziali e un linguaggio diretto, la campagna racconta l’affidamento familiare per ciò che è: un’esperienza di accoglienza temporanea fondata sulla relazione, sulla responsabilità condivisa e sulla capacità di offrire stabilità e cura a minori in situazioni di temporanea difficoltà, sostenendo al contempo le famiglie d’origine nel superamento delle proprie fragilità. L’obiettivo è rilanciare il valore dell’accoglienza e ampliare la rete di famiglie, coppie e singoli disponibili a intraprendere un percorso di affidamento.

La campagna nasce dall’esperienza di Casa Affido, servizio specialistico comunale attivo dal 2000, e dalla necessità di rinnovare il modo di parlare di affidamento alla città, superando rappresentazioni semplificate e restituendo la complessità e la concretezza dell’affido come strumento di tutela, accessibile e declinabile in forme diverse, senza richiedere modelli di “famiglia ideale”.

Da una collaborazione tra Casa Affido, l’Associazione Emera e il Laboratorio La Zanzara, con il sostegno del Bando Affido 2024, nascono le immagini e i materiali della campagna pensati per avvicinare la cittadinanza ai percorsi di conoscenza dell’affidamento familiare.

L’affidamento familiare rappresenta uno strumento fondamentale di tutela dei minori, perché consente loro di crescere in un ambiente familiare accogliente e stabile, mentre la famiglia d’origine viene sostenuta nel superamento delle proprie fragilità. La normativa italiana prevede che si attivi l’affidamento familiare — intrafamiliare o eterofamiliare — soltanto dopo che tutti gli interventi di sostegno e aiuto non sono risultati sufficienti mentre solo in ultima istanza interviene l’inserimento in comunità.

“Con questa azione Torino rinnova con forza il proprio impegno a favore di una cultura dell’accoglienza e della solidarietà – afferma Jacopo Rosatelliassessore alle Politiche sociali della Città di Torino -. I dati più recenti ci dicono che cresce la fragilità sociale e, al tempo stesso, si riduce il numero di persone che si avvicinano ai percorsi di conoscenza dell’affido: per questo è fondamentale rafforzare la sensibilizzazione e il coinvolgimento della cittadinanza”.

L’affidamento familiare resta uno strumento essenziale di tutela dei minori, perché garantisce loro un ambiente sicuro e stabile nei momenti di difficoltà, sostenendo al contempo le famiglie d’origine in un percorso di recupero. Come Città vogliamo continuare a investire su questo modello, a partire dal lavoro qualificato di Casa Affido e dalla rete dei servizi e delle associazioni che ogni giorno rendono possibile questa esperienza di comunità”.

Secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2025, le adesioni ai percorsi di conoscenza dell’affidamento familiare sono diminuite (da 71 nel 2023 a 48 nel 2025), mentre le richieste di protezione per i minori restano significative (114 nel 2025). Attualmente gli affidamenti attivi in città sono 240, di cui 149 eterofamiliari e 91 intrafamiliari, di cui 40 progetti dedicati ai minori più piccoli, cosiddetto Progetto neonati.

La Città di Torino opera attraverso un sistema integrato di servizi e sostegni, in cui il percorso di valutazione e accompagnamento delle famiglie affidatarie è realizzato dal servizio sociale in collaborazione con la Neuropsichiatria Infantile dell’Asl Città di Torino, in conformità con i Livelli Essenziali di Assistenza. Accanto all’affido residenziale, sono promosse anche forme di affidamento di supporto, come l’affido diurno educativo, familiare e da famiglia a famiglia, che nel 2025 hanno coinvolto complessivamente 493 beneficiari.

La campagna straordinaria si inserisce in un programma annuale di iniziative di informazione, formazione e sensibilizzazione promosso da Casa Affido, che prevede momenti di approfondimento e confronto rivolti alle famiglie affidatarie e alla cittadinanza. Tra questi, la giornata formativa del 9 maggio, dedicata alle famiglie affidatarie sul tema della continuità affettiva, e il convegno del 25 maggio sul progetto “Avrò cura di te”, divenuto parte strutturale dei servizi cittadini. Le iniziative si sviluppano all’interno di un lavoro condiviso con la rete dei servizi e le associazioni delle famiglie affidatarie.

A Torino la fascia di povertà assoluta e’ cresciuta in questi anni

 

La rapina alla Pastorale migranti è alla Camminare insieme meritano una riflessione più approfondita. Il Cardinale riconvochi l’Agora’ sociale 

Caro Direttore so che ci mette tristezza  nell’anima  ma non possiamo girarci dall’altra parte di fronte ai problemi sociali e di povertà che invece di decrescere in questi anni sono aumentati. La rapina al Centro della Pastorale dei migranti è alla Camminare insieme ci dicono che l’area della povertà assoluta a Torino è più ampia di quella che pensavamo e che anche in questi ultimi anni è cresciuta come ci ha ricordato più volte il precedente Direttore della Caritas DOVIS. Non basta sperare come ha detto Sergio Chiamparino che arrivino degli aiuti. Il problema di Torino è strutturale e in questi anni di bassa crescita la distanza tra coloro che detengono patrimoni ma, irresponsabilmente, non li investono a Torino e l’area della povertà è aumentata. Che di tutto questo non si apra una discussione in Consiglio Comunale dimostra che la sensibilità umana della politica torinese è scesa molto. Discutere del Brand di Torino di fronte alla precarietà, alla povertà e al degrado crescente ricorda le Brioches di Maria Antonietta.  Nel 1976 di fronte a una crisi non così grave si convocarono gli Stati generali in un gremitissimo Teatro Nuovo. Intervennero De Benedetti, Umberto Agnelli , DonatCattin, Bodrato, Calleri, Libertini, Novelli, Minucci, grandi dirigenti sindacali come Pugno, Bertinotti, Delpiano.  Mi fa male vedere John ELKAN a seguire col cuore la Juve e con zero passione Mirafiori e la Fiat. Una volta l’IRES dava dati su dati sociali oggi tutto tace salvo le ricerche di Zangola. Il Cielo ci ha portato via NOSIGLIA che sottolineava la distanza delle due Città . Se penso che tanti amici cattolici hanno sostenuto in questi anni senza mai farsi venire un dubbio Amministrazioni che hanno dato molto di più alla Metà della Città che sta bene di quanto non abbiano dato alla metà della Città che sta male mi viene il magone.
Bisogna fare qualche cosa.Se il Comune non convoca gli astati generali , spero che il nostro giovane Cardinale riconvochi l’Agora’ sociale chiamando tutti a confrontarsi e a prendere decisioni.
Mino GIACHINO responsabile torinese UDC

Il Piemonte accelera sulle bonifiche, ma l’amianto continua a uccidere mille persone l’anno

Il 28 aprile si celebra ogni anno la Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto, un’occasione dedicata al ricordo e alla riflessione su tutte le persone che hanno perso la vita a causa dell’esposizione a una delle sostanze più pericolose e diffuse del secolo scorso. A livello globale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’amianto provoca oltre 200.000 vittime ogni anno, delineando un’emergenza sanitaria ancora lontana dall’essere risolta. Anche in Italia la situazione resta critica: si registrano circa 10.000 nuovi casi ogni anno e 7.000 decessi, senza segnali concreti di diminuzione. In questo scenario, il Piemonte rappresenta uno dei territori più colpiti.

Con circa 1.000 morti all’anno, di cui 250 legati al mesotelioma, la regione continua a subire le conseguenze della sua eredità industriale. Una realtà che ha lasciato segni profondi e che trova il suo simbolo più noto a Casale Monferrato, divenuta nel tempo un punto di riferimento internazionale nella lotta contro l’amianto.

Proprio qui, lo stabilimento Eternit è stato per decenni una delle principali fonti di esposizione, rendendo l’intera comunità uno dei casi più studiati al mondo per l’elevata incidenza di mesotelioma. Una vicenda che non appartiene solo al passato, ma continua a produrre effetti ancora oggi. L’amianto, infatti, non è soltanto una questione storica: è tuttora presente, spesso in modo nascosto, in edifici residenziali, scuole, ospedali, biblioteche, impianti sportivi e reti idriche, oltre che in contesti istituzionali e operativi, comprese le Forze Armate – in particolare Marina, Esercito e Aeronautica – senza escludere altri ambiti dello Stato. Una diffusione capillare ma poco visibile che espone ancora milioni di persone a rischi concreti.

Nel corso degli anni, la regione ha sviluppato strumenti significativi per affrontare il problema: un Piano Regionale Amianto tra i più completi a livello nazionale, attività di censimento dei siti contaminati, registri sanitari dedicati e programmi di monitoraggio epidemiologico. A questi si affiancano interventi di bonifica, incentivi per la rimozione e campagne di sensibilizzazione che hanno contribuito a rendere il Piemonte un modello di riferimento. Nonostante ciò, il dato più preoccupante rimane invariato: i numeri non mostrano una reale diminuzione.

“La vicenda Eternit ha segnato la storia del nostro Paese, ma non può essere considerata un capitolo chiuso. I numeri dimostrano che l’amianto continua a uccidere. Serve accelerare sulle bonifiche e rendere strutturale un piano di intervento capillare su tutto il territorio” – avvisa l’avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto.

In occasione della Giornata Mondiale Vittime Amianto, il messaggio che emerge è netto: il ricordo, da solo, non basta. È necessario portare a termine il percorso avviato, perché senza un’accelerazione concreta, anche nelle aree più consapevoli il rischio continuerà a tradursi in nuove vittime, spesso in silenzio.

L’ONA mette a disposizione un servizio gratuito di assistenza legale e medica attraverso il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it.

Record di trapianti di cuore e polmone: 1300 alla Città della Salute

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Nel Centro diretto dal professor Mauro Rinaldi

Il Centro Trapianti di Cuore e di Polmone della Città della Salute e della Scienza di Torino ha raggiunto il traguardo dei 1300 trapianti eseguiti tra cuore e polmone dall’inizio dell’attività, confermandosi uno dei poli di riferimento nazionali nel campo dei trapianti cardiaci e polmonari.

L’attività di trapianto cardiaco è iniziata nell’aprile 1990, mentre il primo trapianto di polmone è stato effettuato nel settembre 1993. Da allora il Centro ha conosciuto una crescita costante, sia in termini di volumi sia per l’innovazione clinica e tecnologica introdotta nel corso degli anni. Dei 1300 totali, finora sono stati 800 i trapianti di cuore (dei quali 17 combinati) e 500 quelli di polmone (dei quali 169 polmone singolo, 313 polmone doppio e 18 combinati).

Il Centro è diretto dal professor Mauro Rinaldi, sotto la cui guida l’attività ha consolidato posizioni di rilievo nel panorama nazionale del trapianto cardiaco e del trapianto polmonare, distinguendosi per risultati clinici, complessità dei casi trattati e sviluppo di programmi innovativi, come ad esempio i trapianti multiorgano (cuore – polmoni, cuore – fegato etc.).

Trapianto di cuore: innovazione e leadership nazionale

Tra le tappe fondamentali dell’attività cardiaca si segnala l’avvio, nel 2006, di un programma strutturato di assistenza meccanica al circolo, che ha consentito di trattare pazienti con scompenso cardiaco avanzato sia come ponte al trapianto sia come terapia definitiva.

Negli anni sono state introdotte tecnologie e strategie innovative, tra cui:

  • l’utilizzo del sistema OCS (Organ Care System) per la perfusione e la preservazione normotermica del cuore,

  • l’introduzione di Pertravel per l’ottimizzazione del trasporto degli organi,

  • l’avvio del programma di trapianto cardiaco da donazione a cuore fermo (DCD).

Questi sviluppi hanno contribuito a consolidare il ruolo del Centro tra le realtà di riferimento a livello nazionale per volumi, qualità e innovazione nel trapianto di cuore.

Trapianto di polmone: supporto extracorporeo e ricondizionamento d’organo

Anche il programma di trapianto polmonare ha segnato importanti traguardi. Il Centro ha introdotto precocemente sistemi di supporto extracorporeo respiratorio, tra cui ECMO, Decap e Novalung, rendendo possibile il trattamento di pazienti in condizioni critiche.

Di particolare rilievo:

  • l’esecuzione di trapianti in pazienti già supportati in ECMO,

  • l’avvio, nel 2011, di un programma di ricondizionamento polmonare ex vivo secondo la tecnica di Toronto.

  • l’avvio di trapianto cuore-polmone in blocco (unico centro italiano).

  • l’introduzione del trapianto da donazione DCD controllata e non controllata.

Queste innovazioni hanno permesso di ampliare il pool di donatori e di offrire una possibilità terapeutica a pazienti sempre più complessi.

Innovazione tecnologica nei trapianti: la collaborazione tra Fondazione DOT e Reale Foundation

Un ulteriore contributo a questi risultati deriva dalla collaborazione tra Fondazione DOT – Donazione Organi Trapianti (ente non profit fondato dall’AOU Città della Salute, Città di Torino, Regione Piemonte, Università e Politecnico, che promuove la ricerca scientifica nell’ambito della medicina dei trapianti e la cultura della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule) e Reale Foundation, la Fondazione Corporate di Reale Group, impegnata nel sostegno a iniziative ad alto impatto sociale, in linea con i valori mutualistici del Gruppo e con una visione di sviluppo sostenibile e inclusivo.

La collaborazione fra le due organizzazioni si concretizza nel progetto triennale ITT – InnovaTrapianto a Torino, che mira a rafforzare l’eccellenza della medicina dei trapianti attraverso l’introduzione di tecnologie avanzate a supporto dei centri trapianto di Città della Salute.

Nel 2025 il progetto ha consentito di dotare il Centro Trapianti di Cuore e Polmone di nuove strumentazioni: un ecografo di ultima generazione Esaote MyLab X8 e XP per il monitoraggio dei pazienti immunodepressi dopo il trapianto e 9 kit del sistema PerTravel per il trasporto avanzato degli organi (cuore). L’ecografo, utilizzato quotidianamente in terapia intensiva, supporta il percorso clinico dei pazienti sottoposti a trapianto di cuore o polmone, oltre ai pazienti ricoverati nella stessa unità. Il sistema PerTravel è stato impiegato finora in 6 interventi di trapianto di cuore, contribuendo a migliorare la sicurezza del percorso trapiantologico e la ripresa funzionale post-operatoria.

Un risultato collettivo

Il traguardo dei 1300 trapianti rappresenta il risultato del lavoro integrato di équipe multidisciplinari altamente specializzate – cardiochirurghi, chirurghi toracici, anestesisti, perfusionisti, intensivisti, pneumologi, cardiologi, infermieri e coordinatori trapianto – e della stretta collaborazione con la rete nazionale della donazione e del trapianto.

Raggiungere 1300 trapianti significa aver restituito vita e prospettiva a migliaia di pazienti e alle loro famiglie. È un risultato che testimonia trent’anni di impegno, innovazione e lavoro di squadra” sottolinea Livio Tranchida (Direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino).

Il Centro Trapianti di Cuore e di Polmone della Città della Salute e della Scienza di Torino continua a investire in ricerca, tecnologia e formazione, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente i risultati clinici e ampliare le opportunità di cura per i pazienti affetti da insufficienza cardiaca e respiratoria terminale.

Cremosa crostata al cioccolato fondente

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Decisamente golosa questa crostata, un mix perfetto tra pasta frolla fragrante e cioccolato fondente.

Una dolce tentazione assolutamente da assaggiare.

Ingredienti

Frolla:
250gr. di farina 00
120gr. di burro
80gr. di zucchero
2 tuorli
Un pizzico di sale

Farcia:
200gr. di cioccolato fondente 70%
200ml. di panna fresca liquida
100gr. di zucchero a velo
Una noce di burro
Frutta secca per guarnire

Preparare la frolla impastando velocemente tutti gli ingredienti, se dovesse risultare troppo dura, aggiungere 1-2 cucchiai di acqua. Stendere la pasta frolla in una teglia con fondo amovibile, bucherellare il fondo e riporre in frigorifero per almeno 2 ore.
Coprire la frolla con carta forno, riempire la base con fagioli o riso e cuocere a 160 gradi per 30 minuti. Lasciar raffreddare.
Preparare la farcia. Scaldare la panna fino quasi a bollore, togliere dal fuoco, aggiungere lo zucchero a velo ed il cioccolato ridotto a pezzetti e la noce di burro. Lasciar sciogliere bene gli ingredienti fino ad ottenere una crema vellutata.
Rimpire la frolla con il cioccolato fuso, livellare bene e decorare con pistacchi o nocciole a piacere.
Servire a temperatura ambiente.

Paperita Patty

Debutta a Torinodanza Extra “Amazzoni” di Silvia Gribaudi

Martedì 5 maggio prossimo, alle 20.45, debutterà alle Fonderie Limone di Moncalieri, in prima assoluta per Torinodanza Extra, il percorso dedicato alla danza e al teatro performativo, inserito nel cartellone del Teatro Stabile di Torino con lo spettacolo “Amazzoni”, con concept, regia e coreografia di Silvia Gribaudi, che vede in scena le performer Marta Olivieri, Martina La Ragione, Sara Sguotti, Susannah Iheme, Vittoria Caneva. Le musiche sono di Matteo Franceschini, il disegno luci di Luca Serafini, lo styling di Ettore Lombardi. Lo spettacolo, co-prodotto dall’Associazione culturale Zebra – Teatro Stabile di Torino Teatro Nazionale e dal Gymnase CDCN Roubaix resterà in scena fino a lunedì 7 maggio, e sarà in tournée in Italia e all’estero fino al 10 ottobre 2026.
Silvia Gribaudi è un’artista associata del Teatro Stabile di Torino ed è un’autentica pioniera nell’esplorare il corpo nella dimensione delle arti performative. La sua nuova creazione rilegge l’antico mito greco delle donne guerriere come spazio di riflessione sul presente, attivandolo come archetipo contemporaneo capace di attraversare sacro, profano e umano. Le “Amazzoni” non sono figure da rappresentare, ma donne che esercitano la propria forza non rinunciando alla complessità. Sprigionano una carica vitale che non si lascia contenere e, nel divenire corpo, ridefinisce l’ordine dato senza chiedere legittimazione, trasforma il riso in gesto sovversivo e irriverente, fino a un’esplosione che rivela la loro parte più oscura e fragile, che scompone gli equilibri sfidandoli. Le performer vengono a costruire un dispositivo scenografico in cui si intrecciano dimensione individuale e collettiva, dando vita a una comunità  nella quale, unite e complici, lottano senza nemico, incarnando un esercizio di libertà che scardina e irride ogni dinamica di potere. La scena diventa territorio di esperienze e consapevolezze, dove il corpo non è solo gesto poetico, ma atto politico.
La danza, con le sue posture, traiettorie e ritmi diventa un rituale di resistenza sensibile. La coreografia non racconta i corpi, ma li abita, non dichiara, ma interroga.

Silvia Gribaudi, con la collaborazione di Francesco Dalmasso come assistente alla coreografia, crea in scena una pratica che si configura come un allenamento fisico per aprire spazi dentro e fuori dal corpo. Una forma coreografica che non cerca l’unisono, ma un gesto che attiva una relazione tra le performer e con il pubblico. Le differenze diventano materia comune, esercizio di coesistenza e allenamento a stare insieme senza annullare le singolarità.
La drammaturgia musicale si fonda sulle sonorità vocali femminili, matrice sonora e materia viva dell’intera composizione. La voce, molteplice e cangiante, è il cuore pulsante del progetto: attraverso elaborazioni elettroniche si espande, si frammenta e si ricompone, attraversando e materializzando stati emotivi e significati diversi. La musica di Matteo Franceschini crea un paesaggio sonoro polifonico, rituale, quasi sciamanico, dove la ripetizione si fa trance, resistenza, processo di trasformazione. Le luci di Luca Serafini disegnano territori mobili, attraversamenti, zone di potere e di intimità. I costumi curati da Ettore Lombardi sottolineano la complicità del gruppo di lavoro, dando spazio alla personalità di ogni corpo attraverso elementi di epoche diverse. Gli abiti non trasformano, rivelano. Il colore nero diventa un ambiente condiviso che accoglie differenze, posture e caratteri, uno styling che sostiene la libertà di corpi in scena. “Amazzoni” ha preso forma grazie a contributi preziosi.

“Ippolita, Pentesilea e le altre Amazzoni sono tornate – dichiara Silvia Gribaudi – come presenze più che come personaggi: non raccontano un mito, lo attraversano, non brandiscono armi, ma posture. Non scagliano frecce, ma traiettorie. Lo spettacolo, creato in dialogo con le danzatrici protagoniste, abita la scena come uno spazio da attraversare. Non occupa, ma espande. Non impone, ma insiste. È un gesto che si prende il diritto di esistere. Corpi che si allenano alla libertà, corpi che trasformano la resistenza in ritmo, la fatica in celebrazione. In scena le performer si mettono in gioco come singolarità e come branco, la loro battaglia è una pratica, un allenamento costante a stare nel mondo con il proprio corpo intero. Unite e complici, combattono senza nemico. La loro rivoluzione non costruisce confini, ma apre frontiere. Insieme prendono il potere e lo trasformano in un atto coreografico, lo attraversano, lo parodiano, lo ribaltano. La danza qui è un allenarsi a stare e a riprendersi il proprio spazio”.
Lo spettacolo è parte del programma di eventi di avvicinamento a Europride 2027.

Gli artisti del Teatro Stabile di Torino incontrano i cittadini nelle Case di Quartiere e nei Presidi Civici delle Circoscrizioni più lontane dal centro citta.
Il progetto è sviluppato in collaborazione con La Cultura dietro l’Angolo – mercoledì 29 aprile alle ore 17.30, alla Casa del Parco, in via Modesto Panetti 1, a Mirafiori, Silvia Gribaudi racconta “Amazzoni”.

Info: Fonderie Limone – via Pastrengo 88, Moncalieri

Orario:  martedì, mercoledì e giovedì ore 20.45 – biglietteria: teatro Carignano -piazza Carignano 6, Torino – 011 5169555 – biglietteria@teatrostabiletorino.it

Mara Martellotta