I "tumin al verd", un classico piemontese

/

I tomini freschi di latte vaccino a pasta morbida, dal gusto leggermente acidulo, hanno origini antichissime e spiccano tra i tipici antipasti della cucina piemontese.

I classici – tumin al verd – preparati con ingredienti semplici come prezzemolo, acciughe, aglio e peperoncino ci permettono di preparare una ricetta particolarmente stuzzicante, perfetta per una cena autunnale da consumare con gli amici in allegria.

***

Ingredienti

 

1 rotolo di tomini freschi

1 mazzetto di prezzemolo

1 spicchio di aglio

4 filetti di acciuga sott’olio

1 peperoncino piccante

1 tuorlo d’uovo sodo

1 pezzettino di pane secco

Sale, aceto bianco, olio evo q.b.   

***

Per preparare il bagnetto verde, mettere a bagno il pezzetto di pane nell’aceto, lavare bene il prezzemolo, asciugarlo e tritarlo con la mezzaluna, aggiungere i filetti di acciuga, l’aglio, il peperoncino, il tuorlo ed il pane ben strizzato dall’acetoaggiustare di sale e aggiungere l’olio. Mescolare il tutto con cura e disporre sopra ai tomini precedentemente tagliati a fette. Servire a temperatura ambiente con un buon bicchiere di vino rosso piemontese.

Paperita Patty

“Il lupo, tra falsi miti e realtà”

Una conferenza sul rapporto tra l’uomo e l’iconico predatore presso la Fondazione Ecomuseo della Pietra da Cantoni di Cella Monte

Venerdì 13 marzo prossimo, alle ore 21, presso la sede della Fondazione Ecomuseo della Pietra da Cantoni di Cella Monte (AL), a Palazzo Volta, è in programma la conferenza-dialogo dal titolo “Il lupo, tra falsi miti e realtà”, incentrata sulla possibilità di convivenza tra l’uomo e l’iconico predatore che è tornato a colonizzare l’arco alpino. L’incontro, promosso da PAN (Pro Natura Animali), vedrà l’intervento di Roberto Piana (vice presidente PAN) e di Piero Belletti (Segretario Generale della Federazione Nazionale Pro Natura), con un’ introduzione del presidente dell’Ecomuseo Corrado Calvo.

“Scomparso dagli inizi del Novecento in gran parte d’Italia, il lupo è sopravvissuto in due piccole realtà del centro e del sud – hanno anticipato i relatori – negli anni ’70 del secolo scorso se ne contavano circa 100 suddivisi tra Abruzzo (Maiella e Gran Sasso) e Calabria (Sila), pari a meno del 4% della popolazione attuale. Nel 1971, un Decreto Ministeriale ne dichiarò la non nocività ed ebbe inizio il periodo della protezione. Con la Legge n. 968/1977, il lupo venne inserito tra le specie particolarmente protette e questa protezione venne confermata con la vigente Legge n. 157/1992”.

Favorita dallo spopolamento delle montagne e dal ritorno della fauna, negli anni, la specie ha ampliato l’areale risalendo prima l’Appennino e successivamente le Alpi, tornando a colonizzare l’arco alpino.
Il ritorno del lupo ha trovato due grandi oppositori: gli allevatori costretti a modificare le secolari abitudini di malgoverno degli animali e i cacciatori, che nel lupo vedono un pericoloso concorrente.

“E’ tuttora in atto una campagna di criminalizzazione della specie, costellata da false notizie che, in Europa, ha portato alla declassificazione del lupo da ‘particolarmente protetto’ a ‘protetto’, aprendo la strada, alla ‘gestione’, eufemismo che comunque ne prevede l’uccisione – hanno proseguito i relatori –  obiettivo palese della campagna anti lupo è quello di creare allarmismo nella popolazione diffondendo notizie spesso anche ingigantite o false, volte a segnalare la pericolosità della specie per gli esseri umani”.

Il lupo è davvero pericoloso per gli umani?  Come ha fatto a ricolonizzare gli ambienti dai quali era stato scacciato? E’ possibile la convivenza con questo predatore in cima alla catena alimentare?  Quali sono i comportamenti corretti che i cittadini devono conoscere per prevenire i conflitti con il lupo?

La conferenza è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Palazzo Volta – piazza Vallino – Cella Monte (AL)

Mara Martellotta

Vittoria Nallo (Iv): “No al ‘voucher-Balilla’ della Regione”

“Garantire il diritto allo sport e liste d’attesa ragionevoli”

Vittoria Nallo, capogruppo di Italia Viva in Regione, oggi in Commissione ha votato contro la proposta di legge regionale sull’orientamento sportivo presentata da FdI.

Secondo Nallo “È un testo che manca di basi scientifiche e chiude gli occhi davanti ai problemi reali che le famiglie affrontano per far fare sport ai propri figli. Spinge verso la competizione e la specializzazione precoce, mentre in età pre-adolescenziale lo sport deve basarsi sul gioco e sulla possibilità di provare attività diverse. Lo sport è essenziale per la crescita, ma la Regione non deve voler fabbricare campioni a scapito della salute fisica e mentale dei ragazzi”.
E aggiunge: “Dovremmo prendere esempio dal modello norvegese, dove i grandi successi sportivi nascono proprio da un approccio ludico e multidisciplinare fin da piccoli. La proposta inoltre ignora il dramma dei tempi di attesa per le visite medico sportive con tempi che in alcune Asl arrivano fino a quattro mesi. Questa disorganizzazione costringe di fatto moltissimi cittadini a doversi pagare la visita nel privato”
“Invece di introdurre l’ennesimo voucher per pochi con lo scopo di creare piccoli Balilla la maggioranza si occupi di garantire a tutti il diritto di fare sport in modo sano, sicuro e con infrastrutture moderne e accessibili, garantendo tempi ragionevoli per le visite medico sportive”.

Flashback Habitat presenta “Scarecrow “

Dal 12 marzo al 27 settembre

È stata inaugurata mercoledì 11 marzo scorso una nuova mostra a Flashback Habitat, Ecosistema per le Culture Contemporanee, in corso Giovanni Lanza 75, dal titolo “Scarecrow artisti a presidio della vita “, curata dal direttore artistico Alessandro Bulgini e dallo storico e critico d’arte Christian Caliandro. Sarà visitabile fino a domenica 27 settembre.
La direzione di Flashback con Scarecrow conferma la propria volontà artistica e culturale di utilizzare l’arte come denuncia, capace di smascherare e mettere in luce gli inganni e i soprusi della società. Si tratta di una posizione che non si limita alla contemplazione estetica, ma che fa dell’arte un gesto civile, un invito a guardare, a riconoscere, a prendervi parte.

Nati per difendere i campi, gli spaventapasseri rappresentano tra le più antiche forme di protezione create dall’uomo. Figure immobili, costruite con materiali poveri, non agiscono con la forza ma con il segno, con la presenza. Non combattono, ma avvertono. Non inseguono, stanno. Tradizionalmente servono a tenere lontano ciò che minaccia il raccolto, il frutto di un lavoro lento e fragile. Oggi, però, il loro significato può spostarsi dal campo coltivato al campo sociale e politico.  In un’epoca segnata da leadership aggressive, decisioni irrazionali e poteri che sembrano muoversi senza responsabilità, lo spaventapasseri diventa una figura di autodifesa simbolica. È  un corpo vuoto che si espone al vento, al tempo e allo sguardo. Proprio per questo è potente, non impone, non domina, non governa, esiste come soglia e come monito silenzioso. Ricorda che esiste un limite da non superare, un territorio da rispettare, una comunità da non saccheggiare. Nella sua immobilità c’è una scelta etica di opporsi senza diventare ciò da cui ci si difende.

In questo momento storico in cui il potere sembra agire come un predatore lo spaventapasseri assume una nuova funzione, non spaventare i deboli, ma mettere in guardia i forti. Queste figure, esposte come sentinelle mute, ci ricordano che anche l’umanità ha bisogno di essere difesa, e che talvolta la forma più efficace di resistenza è restare visibili, ostinatamente umani e non cedere alla follia del comando. Spaventapasseri come autodifesa politica. Lo spaventapasseri nasce per difendere il raccolto da chi saccheggia senza seminare. È una figura povera, costruita con ciò che resta, eppure incaricata di un compito fondamentale, proteggere la vita futura. Oggi quel campo non è più soltanto agricolo, è  il mondo.
Lo spaventapasseri è  l’arte, un elemento umile, che apparentemente si confonde con il contesto di riferimento, ma che svolge un ruolo importante contro alcune forze oscure.

Lo spaventapasseri/arte/opera/artista è il Custode. Viviamo in un tempo in cui il potere è sempre più esercitato da governi autoritari e imprevedibili che confondono forza con violenza, decisione con brutalità,  consenso con paura. In questo contesto lo spaventapasseri  smette di essere folklore rurale e diventa un dispositivo politico che non governa, non comanda, non produce obbedienza, ma si limita ad occupare lo spazio e a rendere visibile un confine, l’opposto del potere contemporaneo, non parla, non promette, non minaccia apertamente. È  una forma di controbattere elementare, primitivo, accessibile a chiunque.
Lo spaventapasseri non ha volto, perché  il potere ama i volti carismatici, non ha voce, perché il potere si nutre di slogan, non si muove, perché  il potere è ossessionato dalla velocità e dall’emergenza permanente. La sua immobilità è un’accusa, mostra quanto il rumore del comando sia spesso inutile.
Questa mostra non chiede pace come slogan ma richiama alla responsabilità e rifiuta l’equidistanza. Rifiuta il linguaggio che maschera lo sterminio e l’occupazione come fatto compiuto. In un  mondo in cui gli Stati armati si comportano come predatori, lo spaventapasseri resta in piedi come un errore nel sistema, fragile, esposto, non negoziabile.

“Lo spaventapasseri ( Scarecrow)- spiega il curatore Christian Caliandro – presidia un territorio vivo dalle aggressioni e dagli attacchi esterni. È  passivo, non aggredisce né reagisce ma, attraverso la sola presenza, ha il compito da sempre di proteggere l’esistente  e l’esistenza. È fatto in emergenza, con ciò che è sottomano, con ciò che si trova lì dove starà. E arrangiato con i detriti e gli scarti della vita. È  l’opera d’arte, ma è anche l’artista, esso è il guardiano, un elemento umile, che si confonde apparentemente con il contesto di riferimento, ma che svolge un ruolo importante  contro alcune forze oscure”.

“Più che una mostra si tratta di un dispositivo – spiega il direttore artistico di Flashback Alessandro Bulgini – perché non è più il tempo, per me, delle mostre. Voglio ridare, se possibile, una migliore funzione, o meglio una responsabilità, un’opportunità all’arte. Penso che gli artisti per troppo tempo siano stati in qualche modo isolati all’interno di mura algide, spazi asettici, lontani dalla vita.  E credo ancora che il valore simbolico dell’arte possa avere un’opportunità, una valenza. Dati i tempi, ho sentito fortissimo e inderogabile l’urgenza di adoperare quelle che sono le mie energie, i miei incarichi e anche i miei strumenti personali come artista per entrare nel dibattito di questo tempo”.

43 esponenti della scena artistica italiana hanno accolto la chiamata dei curatori. Le opere si configurano come un grido, una rottura necessaria, un’interruzione al silenzio indifferente. Una mostra corale che spazia dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alle installazioni site specific. Scarescrow è un atto di presenza e di responsabilità, un invito a presidiare il campo, a difendere ciò che conta, anche quando l’unico gesto possibile è quello di tenere la posizione.

Mara Martellotta

Alluvione Piemonte 2025, nuovi fondi dal Governo

Altri 45 milioni dal Governo al Piemonte per far fronte ai danni causati dall’evento alluvionale che ha colpito il territorio tra il 15 e il 17 aprile 2025. Come anticipato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche Marco Gabusi in risposta a un’interrogazione consiliare, il Consiglio dei ministri, nella seduta del 10 marzo, ha infatti deliberato il secondo stralcio di finanziamenti per ulteriori 45 milioni di euro, che si aggiungono alle risorse assegnate nei mesi scorsi.

I nuovi fondi consentiranno di completare il quadro degli interventi previsti dopo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, finanziando interventi urgenti e di mitigazione del rischio, oltre ai ristori per i danni subiti da privati, aziende agricole e attività produttive.

Diventano quindi circa 90 i milioni totali assegnati al Piemonte: all’indomani dell’emergenza il Consiglio dei ministri aveva già assegnato i primi 17 milioni, poi altri 17 nel mese di agosto 2025, a cui si sono aggiunti 5 milioni di euro di risorse regionali per coprire ulteriori interventi di somma urgenza realizzati dagli enti locali.

«Ringraziamo il ministro Musumeci e la struttura del Dipartimento nazionale della Protezione civile – sottolineano il presidente Cirio e l’assessore Gabusi – che anche in un periodo particolarmente complesso, segnato dalle emergenze che hanno colpito il Sud Italia nelle scorse settimane, non hanno fatto mancare attenzione al Piemonte. Si tratta di risorse importanti che permetteranno di completare gli interventi in corso, proseguire nelle opere di mitigazione del rischio e dare risposte concrete a cittadini e imprese colpiti dagli eventi alluvionali».

Gli uffici della Direzione Opere pubbliche della Regione Piemonte predisporranno ora l’aggiornamento del piano degli interventi, che consentirà agli enti locali di proseguire e completare le opere necessarie sui territori interessati.

Salvare lo Stato Sociale, in autunno torna il Festival internazionale dell’Economia

/
 

“Salvare lo stato sociale” è il titolo della quinta edizione del Festival Internazionale dell’Economia, a cura di Editori Laterza e Collegio Carlo Alberto – Torino Local Committee, con la direzione scientifica di Tito Boeri. L’appuntamento si terrà a Torino dal 22 al 25 ottobre con una novità importante: da quest’anno il festival si sposta stabilmente in autunno. La scelta di collocare la manifestazione nel mese di ottobre punta a rafforzare il coinvolgimento del pubblico più giovane, in particolare studentesse e studenti, in un periodo dell’anno in cui scuole, università e imprese sono pienamente operative. Dopo le edizioni svolte durante il ponte del 2 giugno, il nuovo calendario mira quindi ad aumentare l’impatto culturale, formativo ed economico del festival sulla città e sul territorio.   Al centro della prossima edizione ci sarà il futuro del welfare state, una delle principali conquiste sociali del Novecento, oggi sottoposta a forti pressioni.

“Stiamo andando verso la più grande emergenza della storia del mondo occidentale, quella demografica – ha detto il sindaco Stefano Lo Russo riflettendo, nel suo intervento alla presentazione del Festival, sul tema di quest’anno -. Guardando i numeri sulla composizione delle classi nelle scuole della città dal mio insediamento, li vediamo in discesa di circa 3mila bambini e ragazzi. Un dato ancor più allarmante se si guarda anche alla curva demografica e al progressivo invecchiamento della popolazione che registriamo. Per questo credo sia davvero importante il tema scelto. Per garantire lo stato sociale che conosciamo occorre fare in modo che la popolazione attiva sia superiore alla popolazione di quiescienza ma perché l’incremento demografico possa in qualche modo riprendere occorre sia costruire uno Stato che aiuti a fare figli sia rivedere completamente i modelli con cui noi gestiamo il tema dell’immigrazione. È chiaro che questa grande sfida non è solo della città di Torino o dell’Italia ma del mondo occidentale e sono certo che il Festival saprà offrire sul tema numerosi e importanti spunti di riflessione”.

Il festival offrirà uno spazio di confronto tra studiosi, istituzioni, imprese e cittadini per riflettere su come rinnovare lo stato sociale e renderlo sostenibile nel nuovo contesto globale, mantenendo al tempo stesso i suoi obiettivi fondamentali: riduzione delle disuguaglianze, sicurezza economica e coesione sociale.    Per quattro giorni Torino ospiterà economisti, sociologi, demografi e studiosi di diverse discipline in un ricco programma di incontri gratuiti aperti al pubblico. Tra gli ospiti attesi figurano anche i Premi Nobel per l’Economia Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson e Michael Spence. Da quest’anno il Festival Internazionale dell’Economia avvia inoltre un gemellaggio con Jéco – Les Journées de l’Économie, importante rassegna di divulgazione economica nata a Lione nel 2008. Un’iniziativa che rafforza la dimensione internazionale dell’evento e il dialogo tra le principali piattaforme europee dedicate al dibattito economico.

TorinoClick

Ferretti batte il tempo: poesia, memoria e percussioni al Colosseo

 

Venerdì sera Torino avrà il suono di un tamburo antico. Non quello della nostalgia, ma quello di una memoria che continua a battere. Al Teatro Colosseo arriva Giovanni Lindo Ferretti con “Percuotendo. In cadenza”, uno spettacolo che non assomiglia a un concerto e neppure a una lettura teatrale. È qualcosa che pulsa in mezzo: parola, ritmo, confessione, rito.

Le canzoni di Ferretti non vengono semplicemente eseguite. Vengono percosse, nel senso più fisico e primordiale del termine. Percussioni e corde ricamano un ritmo che avanza come un passo di montagna, mentre la voce attraversa i testi con quella sua inflessione inconfondibile, metà preghiera e metà dichiarazione civile. Accanto a lui, due musicisti che non fanno da semplice accompagnamento ma costruiscono un paesaggio: Simone Beneventi e Luca Rossi. Le loro percussioni non sono solo ritmo. Sono terreno, vento, battito cardiaco. A volte sostengono il racconto, altre volte lo travolgono, come una piena sonora che prende il testo e lo porta altrove. Al centro dello spettacolo resta la materia che da sempre alimenta la scrittura di Ferretti: la biografia come destino collettivo. La fede, l’appartenenza, il ritorno alle origini. I palchi affollati e poi il silenzio dei monti dell’Appennino. Il rumore del mondo e il suono essenziale della vita quotidiana. È una narrazione che procede per cerchi. Una canzone apre una memoria. Una memoria diventa poesia. La poesia si trasforma in ritmo. E poi si ricomincia. Lo spiega lo stesso Ferretti con una formula quasi liturgica:

«La lettura diventa poesia che diventa canzone per aprire alla musica che cresce fino a tornare poesia».

In “Percuotendo. In cadenza” non c’è nostalgia per un passato glorioso. C’è piuttosto un uomo che continua a interrogare il proprio tempo usando gli strumenti più antichi che esistano: voce, parola, ritmo. Torino, città che ha sempre avuto un orecchio sensibile per le traiettorie musicali più irregolari, venerdì 13 marzo 2026 assisterà a qualcosa che somiglia più a un attraversamento che a uno spettacolo. L’appuntamento è al Teatro Colosseo, in Via Madama Cristina 71, con apertura porte alle ore 19.30 e inizio spettacolo alle ore 20.30. I biglietti, con posto a sedere numerato, partono da 30 euro.

Un viaggio dentro una voce che da quarant’anni non smette di battere il tempo. Come un tamburo che, invece di accompagnare la marcia, costringe a fermarsi e ascoltare.

Valeria Rombolà

Fuga di gas a scuola, 1400 studenti tornano a casa. Domani di nuovo in classe

Questa mattina circa 1400 studenti sono stati mandati a casa, a causa di una fuga di gas, dovuta a una tubatura danneggiata dagli operai. E’ accaduto all’istituto tecnico  Carlo Grassi, in via Paolo Veronese,  a Madonna di Campagna, a Torino. Sul posto i vigili del fuco. Non si registrano persone intossicate. I tecnici della Città metropolitana di Torino, insieme al personale della ditta, hanno già completato le verifiche sugli impianti e sulla sicurezza dell’edificio. Grazie alla tempestività degli interventi, la situazione è stata riportata sotto controllo. Domani gli studenti potranno tornare regolarmente a scuola. Le lezioni riprenderanno quindi in totale sicurezza. “L’intervento dei tecnici è stato rapido ed efficace. Domani gli studenti potranno tornare regolarmente in aula”, ha dichiarato la consigliera della Città metropolitana di Torino con delega all’istruzione, Caterina Greco.

Autostrada A4, sassi lanciati sui veicoli in transito

Sull’Autostrada A4, nel tratto che attraversa il territorio di Novara, si è verificato un pericoloso episodio nella mattinata di ieri: alcuni mezzi pesanti in transito sono stati colpiti da un lancio di sassi.

Il fatto è avvenuto in direzione Milano, all’altezza del chilometro 85. In base alle prime ricostruzioni, il gesto ha provocato danni rilevanti a due autoarticolati: uno dei tir coinvolti ha riportato la rottura del parabrezza, mentre un secondo mezzo pesante ha subito seri danneggiamenti al vano motore.

Nonostante la gravità dell’accaduto, i conducenti non hanno riportato ferite. Sul luogo dell’episodio sono intervenuti gli agenti della Polizia stradale di Novara Est, che hanno effettuato i rilievi necessari per chiarire la dinamica.

Dai primi accertamenti è emerso che i sassi non sarebbero stati lanciati da un cavalcavia, come inizialmente ipotizzato, ma da una posizione laterale esterna alla carreggiata. Le indagini sono in corso per individuare i responsabili

Arrestato giovane sorpreso con 5 chili di droga

La Polizia di Stato ha arrestato un ventenne italiano per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio; lo stesso è stato anche deferito in stato di libertà per possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere.

In seguito ad una segnalazione, gli Agenti della 4^ Sezione Contrasto al Crimine Diffuso della Squadra Mobile di Torino hanno effettuato un’attività investigativa in zona Parella in merito alla presunta attività illecita di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

È in questo contesto che i poliziotti hanno proceduto alla perquisizione domiciliare di due appartamenti e un box auto nella disponibilità di un ventenne. Le stesse si sono concluse con il rinvenimento di molteplici sostanze stupefacenti: 3,270 kg di HASHISH; 1,3362 kg di MARIJUANA; 251,29 grammi di COCAINA, nonché tutto il necessario per il confezionamento delle dosi. Gli agenti hanno trovato e sequestrato una somma di denaro pari a €3020, ritenuta probabile provento dell’attività illecita. Per tale motivo, l’uomo è stato tratto in arresto per detenzione di sostanza stupefacente e condotto presso la casa Circondariale LO RUSSO E CUTUGNO.

Nell’ambito della perquisizione domiciliare, è stata anche rinvenuta un’arma corta con vivo di volata piombato modello 315 auto Calibro 8mmk-made in Italy con relativo caricatore privo di cartucce, per la quale il ventenne è stato denunciato in stato di libertà per possesso ingiustificato di oggetto atto ad offendere.