Fondi di sviluppo ai Comuni piemontesi

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Dopo l’approvazione della Giunta regionale i 24 accordi di programma, uno per ogni Area Territoriale Omogenea (ATO), che consentiranno la piena attuazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione sono pronti per essere sottoscritti con gli 805 Comuni beneficiari, che riceveranno complessivamente 105 milioni di euro.

Si comincerà mercoledì 11 febbraio a Ceva per le aree Terre di Langa, Valle Stura, Monregalese, Valle Tanaro e Cebano e Cherasco (Cuneo)  per le aree Roero, Pianura cuneese, Terre del Monviso, alla presenza del presidente della Regione Alberto Cirio e dell’assessore ai Fondi di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale, per poi proseguire con il seguente calendario:

venerdì 13 marzo a Piscina (TO) per le aree Pianura torinese, Valli Chisone e Germanasca, Valle di Susa;

mercoledì 18 marzo a Verbania per le aree Laghi e Ossola e ad Albano Vercellese per le aree Borghi delle Vie d’Acqua e Novarese;

mercoledì 1° aprile a Biella per le aree Biellese e Baraggia e a Montalenghe (TO) per l’area Orco e Soana e l’area Canavese;

mercoledì 8 aprile a Casale Monferrato (AL) per le aree Monferrato Heritage, Monferrato Casalese Terre di Po e Bacino del Tanaro

Da definire ad aprile la firma ad Acqui Terme (AL) per le aree Appennino Alessandrino, Alto Monferrato, Terre di Langa e Monferrato.

«Con queste risorse diamo risposte ai territori e finanziamo interventi strategici per le nostre comunità – dichiara il presidente Cirio – In questi anni abbiamo concentrato la nostra programmazione utilizzando le risorse disponibili, a partire dai fondi europei, per le necessità dei Comuni, con progetti su misura, costruiti insieme alle comunità locali, portando avanti un grande lavoro di trasformazione di un Piemonte che sta cambiando e che investe sul futuro».

«Il metodo con il quale in questa programmazione sono stati stanziati i Fondi di Sviluppo e Coesione – specifica l’assessore Vignale – ha consentito ai Comuni utilizzare le risorse per le priorità delle loro comunità con un’ampia gamma di possibilità. Dalla rigenerazione urbana alla salute e dall’istruzione al welfare. Ha visto le amministrazioni collaborare all’interno dell’Area con efficacia per creare strategie di sviluppo condivise e progetti di ampio respiro sovracomunale. Grazie ad un iter semplificato, infine, diverse opere sono state realizzate a poco più di un anno dall’inizio della programmazione, mentre gran parte dei progetti presentati e finanziati sono in corso d’opera o hanno già superato la fase di progettazione per essere cantierizzati. Uno strumento che per la sua semplicità, efficacia e coinvolgimento dal basso dei Comuni contiamo di replicare come buona pratica per l’utilizzo dei fondi di sviluppo».

I Fondi di Sviluppo e Coesione in pillole

Con 105 milioni (100 per i Comuni e 5 milioni come premialità per le strategie di area) sono stati finanziati in totale 841 progetti, di cui 53 con valenza sovra-comunale.

La suddivisione per argomenti comprende 603 progetti riguardanti la riqualificazione urbana (infrastrutture a supporto del turismo, ristrutturazione/creazione di edifici o spazi pubblici, manutenzione straordinaria di strade e piazze, creazione/riqualificazione di aree attrezzate), 60 i trasporti e la mobilità, 36 l’energia, 51 la cultura, 36 l’ambiente e le risorse naturali, 16 l’istruzione e la formazione, 36 welfare e salute, 3 la digitalizzazione e la competitività.

Le risorse sono state così ripartite: Alta Valle Tanaro e Cebano 2.386.000 euro, Alto Monferrato 5.700.000, Appennino Alessandrino 3.105.000, Bacino del Tanaro 4.765.000, Baraggia 2.940.000, Biellese 5.973.000, Borghi delle Vie d’Acqua 7.136.000, Canavese 8.887.000, Laghi 6.206.000, Monferrato, Casalese e Terre di Po 7.723.000, Monferrato Heritage Unesco 4.547.000, Monregalese 4.248.000, Novarese 4.977.000, Orco e Soana 4.099.000, Ossola 2.867.000, Pianura cuneese 3.698.000, Pianura torinese 3.991.000, Roero 2.822.000, Terre di Langa 2.783.000, Terre del Monviso 2.923.000, Terre di Langa e Monferrato 5.272.000, Val di Susa 2.650.000, Valle Stura 2.919.000, Valli Chisone e Germanasca 2.237.000 euro.

Per conoscere le strategie di sviluppo delle varie aree consultare https://www.regione.piemonte.it/web/comunicazione/aree-territoriali-omogenee

Cremoso risotto alla zucca e Taleggio

Il risotto alla zucca, tipico delle regioni settentrionali, e’ un primo piatto semplice dal sapore molto particolare, delicato ed avvolgente, esaltato ancor di piu’ dal gusto inconfondibile del cremosoTaleggio. Un primo piatto delizioso tutto da provare.

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Ingredienti

 

350gr. di riso per risotti

400gr. di zucca decorticata

1 litro di brodo vegetale

1 scalogno

200gr. di formaggio Taleggio

30gr. di burro

1 bicchiere di vino bianco secco

2 fette i pancetta affumicata, facoltativa

Sale e pepe q.b.

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In una larga padella rosolare nel burro lo scalogno affettato sottile. Versare il riso e lasciarlo tostare sino a quando sara’ traslucido poi, versare il vino bianco, mescolare e lasciar evaporare. Sempre mescolando, versare a poco a poco il brodo vegetale caldo, unire la zucca decorticata tagliata a cubetti, proseguire la cottura, unire il taleggio a cubetti, mescolare, aggiustare di sale e pepe. Portare in tavola decorando a piacere con due fette di pancetta affumicata saltata in padella.

 

Paperita Patty

Tammaro e Tassinario conquistano il titolo regionale

 

Bertelli, medaglia e pass per i Criteria, Palumbo e Tudisco sul podio

La prima parte dei Campionati Regionali di Categoria in vasca da 25 metri traccia un bilancio davvero soddisfacente per la ValleBelbo Sport. Il primo dato è numerico, con 19 nuotatori del team arancio-nero capaci di conquistare l’accesso alla fase finali dei Regionali, il secondo qualitativo con diversi atleti sul podio – anche sul gradino più alto – e capaci di qualificarsi alla più importante manifestazione nazionale giovanile d’inverno. Il weekend di Mattia Tammaro (Ragazzi 2011) è stato davvero proficuo. Grazie a prestazioni da primato personale, ha aggiunto alla bacheca personale il titolo regionale dei 50 farfalla in 26”32, e la medaglia d’argento nei 50 stile libero in 24”29 a cui si aggiunge un altro secondo posto nei 100 farfalla in 58”93. Prestazioni di livello assoluto quelle di Lucia Tassinario (Senior) che sale sul gradino più alto del podio nei 50 stile libero con un crono da 25”75. In una fase in cui Lucia sta già pianificando gli Assoluti Primaverili, sono davvero interessanti i riscontri siglati in occasione delle medaglie d’argento conquistate nei 50 farfalla (27”03) e nei 100 dorso (1’00”97). Proprio dal dorso, arriva una doppia soddisfazione per Maddalena Bertelli (Juniores 2011): la medaglia di bronzo centrata nei 100 dorso con il crono da 1’04”60 assicura la partecipazione ai Criteria Nazionali, la prima qualificazione individuale alla massima rassegna giovanile italiana in vasca corta. I consistenti progressi cronometrici di tutto il gruppo hanno portato ad altri successi personali del team VBS. Camilla Palumbo (Juniores 2010), mai così veloce nei 100 rana, porta a casa la medaglia di bronzo con un riscontro cronometrico di 1’15”50 (quinta nei 200 rana in 2’45”85) mentre Aurora Tudisco (Ragazze 2013), anch’essa in netto progresso, sale sul terzo gradino del podio dei 50 farfalla in 31”29. Proprio a rana e farfalla, in particolare in ambito femminile, ci sono state altre buone prestazioni individuali. Nei 100 rana Greta Gabutto chiude in 1’15”98 avvicinando il podio (nei 200 rana 2’48”08) e Francesca Gallione si migliora a 1’13”92, Elisa Ferrari (Juniores 2011) chiude i 50 farfalla a ridosso del podio in 29”70 (sesta nei 50 stile libero in 27”23) mentre la già citata Bertelli sfiora la medaglia (quarta) nuotando 29”48. Con diversi portacolori della ValleBelbo Sport protagonisti delle staffette con la cuffia del Team Dimensione Nuoto, spicca la frazione interna di Bianca Tassinario che con un parziale da 1’01”43 contribuisce alla conquista della medaglia di bronzo della 4×100 stile libero Ragazze. Un interessante weekend anche da parte di Alessandro Mairano, Sarah Messina, Vittorio Perosino, Jacopo Martella, Leonardo Pintescul, Leonardo Di Pietro, Anna Marchelli, Gabriele Giberti, Arianna Blue Africano e Giulio Maria Rizzolo, autori e autrici di ottime prestazioni individuali che hanno contribuito ad una eccellente prestazione d’insieme della ValleBelbo Sport. Sabato 14 e domenica 15 marzo, ancora a Torino, sarà completato il programma gare dei Campionati Regionali.

Le case più antiche di Torino, il fascino del Medioevo e la storia della città

Torino, conosciuta per la sua eleganza sobria, la sua architettura barocca, ma anche Liberty e neo-classica conserva nel suo cuore tracce di un passato molto lontano: le sue case medievali. Questi edifici sono pregiati e inestimabili testimoni di un’epoca in cui la città si stava trasformando in un centro di cultura, ma anche in un luogo autorevole in fatto di geopolitica. La sua posizione strategica ai piedi delle Alpi e al centro di un crocevia di culture, infatti, l’ha convertita in un modello unico di civilta’. I suoi palazzi contribuiscono a rendere questa citta’ un luogo elegante e fascinoso ed e’ impossibile passeggiando per le vie di Torino non voltare lo sguardo verso l’alto per esplorare visivamente queste opere d’arte costituite da particolari architettonici e artistici, da disegni, da balconi decorati e di finestre dai vetri colorati. Tra le piu’ antiche palazzine della citta, memorie di un passato che arriva fino ai giorni, ne abbiamo tre di sicuro interesse artistico e storico.

Casa del Pingone, posizionata tra piazza delle Erbe e il Duomo, e’ una delle abitazioni più antiche della città, risalente ai secoli XV – XVI e prende il nome da Emanuele Filiberto Pingone, storico di corte del duca Emanuele Filiberto di Savoia che la abito’ dopo il trasferimento da Padova . L’edificio conserva elementi architettonici di grande pregio, come i soffitti in legno, affreschi decorati con motivi a grottesche (pitture di radice romana), e una torre merlata medievale ancora visibile sebbene sia stata coperta in alcune sue parti. Questa casa rappresenta un raro esempio di architettura civile medievale ancora intatta nel cuore di Torino. Nel 2000 e’ stata ridipinta per donarle i colori originari.

Casa del Senato e’ un altro esempio di edilizia medievale che si distingue per la sua base in pietra e per tracce di finestre ogivali, poi sostituite nel XVI secolo da ampie finestre a crociera in cotto. Con i suoi quattro piani fuori terra, la Casa del Senato era sorprendentemente alta per l’epoca, sottolineando il suo ruolo istituzionale e la sua importanza all’interno della città medievale. Costruita come casa nobiliare e poi divenuta luogo di incontro del Senato Subalpino dove furono discusse e approvate alcune delle decisioni più significative per l’unificazione dell’Italia e ha avuto un’importanza particolare durante il Risorgimento italiano. Si trova nel cuore del centro di Torino e rappresenta uno dei simboli capitale del Regno di Sardegna.

Casa Romagnano, sita in via dei Mercanti 9, conosciuta anche come “Casa Armissoglio”, è un’altra testimonianza dell’edilizia civile della Torino medievale costruita tra la fine del XIII e l’inizio del XVI secolo. Dimora dell’omonima famiglia, nonostante i numerosi interventi di restauro nel corso del tempo, la casa conserva il suo aspetto nobile con dettagli architettonici dell’epoca come le quattro eleganti finestre in cotto e marcapiani che le danno equilibrio e sobrieta’ e che rispecchiano la maestria artigianale di quel periodo. Afine del 1800 fu riqualificata e vennero riportati alla luce diversi elementi come le parti in cotto e le finestre.

Altre Testimonianze Storiche

Oltre a queste dimore, Torino conserva altri edifici medievali sparsi per il centro storico. Le mura romane, le torri e alcune chiese completano un quadro ricco di fascino, che permette di immaginare com’era la città secoli fa.

Maria La Barbera

Alla giovane cantautrice Chiaré il “Premio Gianmaria Testa”

Si è conclusa lunedì 9 marzo, alle “Fonderie Teatrali Limone”,  la VI edizione del “Premio” dedicato alla memoria dell’indimenticato cantautore cuneese

La scelta della Giuria fra cinque finalisti

Moncalieri (Torino)

Lo scorso lunedì 9 marzoGianmaria Testa (Cavallermaggiore, 1958 – Alba, 2016), l’indimenticato “poeta in musica” e “il più francese dei nostri cantautori”, avrebbe compiuto 68 anni. E a dieci anni esatti dalla sua scomparsa si è inteso  omaggiarne il ricordo con la finalissima, tenuta alle “Fonderie Teatrali Limone” di Moncalieri, della sesta edizione del “suo” Premio “Gianmaria Testa – Parole e Musica”, rivolto a cantautori “under 38”, promosso dal “Comitato Moncalieri Cultura” con “Produzioni Fuorivia”, il contributo della “Regione Piemonte”, della “Città di Moncalieri” e di “Banca d’Alba”, nell’ambito del Festival “Moncalieri Legge”. La serata, particolarmente intensa, ha visto fronteggiarsi cinque finalisti e ha pienamente confermato la vitalità e la profondità della nuova canzone d’autore italiana.

Ad aggiudicarsi il podio del “Premio Gianmaria Testa” (1.500 euro), la talentuosa Chiarè – nome d’arte di Chiara Ianniciello, cantautrice e contrabbassista classe 1999, nata nell’agro nocerino-sarnese e oggi residente a Roma. Sul palco delle “Fonderie Limone”, Chiarè ha portato il brano “Ago e filo”, tratto dal suo secondo album “SEI”, dove italiano e napoletano si intrecciano su un tappeto sonoro che fonde jazz, musica elettronica e tradizione popolare. La giovane cantautrice salernitana è stata inoltre selezionata dalla direzione artistica di “Reset Festival”, per esibirsi nella prossima edizione del Festival torinese.

Un gradino più in basso, il “Premio per la Migliore Esibizione Live” (800 euro), è andato invece a Martina Primavera, origini pugliesi, che ha conquistato la Giuria e il pubblico con la potenza e l’originalità della sua performance, interpretando “Genetica”, brano inedito che al “Premio” ha saputo portare tutta la forza di una scrittura intensa e personale.

Sottolinea Paola Farinetti, presidente della Giuria e moglie di Gianmaria Testa:  “Chiarè ha portato sul palco una visione artistica compiuta, una voce che sa dove andare. Ma devo dire che questa è stata una delle edizioni più difficili da giudicare: tutti e cinque i finalisti ci hanno messo in difficoltà, nel senso più bello del termine. La canzone d’autore in Italia ha radici profonde e un futuro luminoso: questa serata lo ha dimostrato ancora una volta”.

La serata si era aperta con gli interventi sonori di Joe Barbieri, che ha accompagnato l’ingresso del pubblico creando l’atmosfera giusta per la serata, e di Domenico Imperato, vincitore del “Premio” nell’edizione 2023, tornato sul palco delle “Fonderie Limone” in una sorta di ideale passaggio di testimone. Nella seconda parte della serata, mentre la Giuria si riuniva per deliberare, il palco è stato tutto di Raphael Gualazzi, ospite speciale che ha incantato la sala con un concerto “piano e voce” di rara intensità, attraversando jazz, pop, tradizione afroamericana e grande canzone italiana con quella libertà creativa che lo ha reso oggi uno degli artisti più originali della scena musicale italiana ed internazionale.

 “Il ‘Premio Gianmaria Testa’ – dichiarano il sindaco e l’assessora alla Cultura di Moncalieri, Paolo Montagna e Antonella Parigi – è ormai un appuntamento irrinunciabile per la nostra Città. Ogni anno ci ricorda quanto sia importante investire nei giovani talenti e nella cultura come strumento vivo di comunità. Siamo orgogliosi di sostenere un progetto che onora la memoria di Gianmaria portando avanti, con rigore e passione, la sua stessa missione: dare voce a chi ha qualcosa di autentico da dire”.

I cinque finalisti, alaskaMartina PrimaveraChiarèFabio Schember e Achille Campanile, selezionati tra quasi 170 candidature pervenute da tutta Italia, si sono esibiti ciascuno con il proprio brano in concorso e con una canzone di Gianmaria Testa“costruendo quel dialogo tra memoria e contemporaneità che è il cuore del Premio”.

G.m.

Nelle foto: Chiarè e Martina Primavera

EDP, energia solare distribuita in 15 stabilimenti di Decathlon  

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Il progetto fa parte di un accordo multi-geografico tra le due aziende. In base a questo contratto, EDP ha installato fino a 12 MWp di energia solare negli impianti Decathlon in Germania, Portogallo, Spagna, Italia, Belgio e Francia.
 EDP, ​​ tramite EDP Energia Italia, leader europeo nella generazione solare distribuita, ha completato con successo l’installazione e avviato la gestione di impianti solari decentralizzati presso 15 stabilimenti di Decathlon in Italia.
Nello specifico, EDP ha installato 2,4 MWp di capacità solare nei siti Decathlon di Como, VercelliNovaraVoghera (PV), Moncalieri (TO), Grugliasco (TO), Reggio EmiliaCurtatone (MN), Bassano del Grappa (VI), Livorno, Perugia, Tor Vergata (Roma), Casoria (NA), Corigliano (CS) Catania.
Insieme, questi impianti fotovoltaici genereranno circa 3 GWh di elettricità pulita all’anno, sufficienti ad alimentare le principali attività quotidiane delle strutture Decathlon coinvolte. Producendo energia in loco, questi sistemi riducono la dipendenza dalla rete, migliorano l’autonomia energetica operativa e contribuiscono a una maggiore efficienza dei costi, grazie a un approvvigionamento energetico competitivo, sostenendo un modello energetico più sostenibile per le attività dell’azienda.
Per EDP, la firma di un contratto con un cliente di grandi dimensioni come Decathlon in sei Paesi europei rappresenta una chiara dimostrazione delle nostre capacità e della forza dei nostri team nel realizzare progetti di alta qualità a supporto della transizione energetica in tutti i mercati in cui operiamo. Gli impianti solari sui tetti delle strutture Decathlon in Italia offrono vantaggi tangibili, riducendo l’esposizione alla volatilità del mercato elettrico e ottimizzando i costi operativi a lungo termine. In Italia, dove la domanda di energia commerciale è elevata e in alcune regioni persistono vincoli di rete, la generazione distribuita è una soluzione chiave per promuovere un modello energetico più efficiente e flessibile.” – sottolinea António Ricciardi, head of Client Solutions business in Europe di EDP.
Questo progetto fa parte di un accordo multi-geografico firmato nel 2023 tra EDP e Decathlon, brand sportivo multispecialistico globale. Grazie a questa partnership, EDP installerà fino a 12 MWp di capacità fotovoltaica su tetto presso le strutture Decathlon in Germania, Portogallo, Spagna, Italia, Belgio e Francia. La capacità di implementare una strategia solare unificata in diversi paesi con lo stesso partner evidenzia l’affidabilità e la solidità di EDP come partner energetico a lungo termine per aziende internazionali che operano in diversi mercati. Questo approccio semplificato consente inoltre a Decathlon di accelerare il progresso verso i propri obiettivi di sostenibilità.
EDP è presente in Italia dal 2010, inizialmente attraverso EDP Renewables, con lo sviluppo di progetti eolici e fotovoltaici su larga scala. Dal 2019 il Gruppo ha ampliato la propria presenza nel Paese con EDP Energia Italia, dedicata al solare distribuito per aziende e industria.
Attualmente, EDP Energia Italia ha raggiunto oltre 150 MWp di capacità installata attraverso quasi 1.400 installazioni corporate, inclusi impianti fotovoltaici on-site integrati con sistemi di storage, creando un ambiente ottimale per la gestione dell’energia e riducendo la dipendenza dalla rete elettrica.

Ravinale (Avs): “il carbonio resta tossico anche a Torino”

“Le molecole di Carbonio a Torino sono meno tossiche” aveva detto l’assessore all’Ambiente Marnati in un’intervista del Corriere della Sera. E noi avevamo subito formulato un’interrogazione per sapere su quali dati e quali studi scientifici potesse portare a supporto di quella che, per noi, è sembrata subito una tesi campata in aria. Oggi la risposta alla nostra interrogazione è arrivata: come volevasi dimostrare, non c’è nessuna minore tossicità del carbonio a Torino. Lo studio di UniTo pubblicato su Environmental Research che misura due centraline di rilevamento, uno a Torino e l’altra a Cavallermaggiore, di cui si è parlato in questi giorni e posto dall’assessore alla base della sua risposta in aula, registra infatti soltanto la presenza di diverse tipologie di carbonio nel PM10 – in particolare black carbon derivante da combustibili fossili e biomassa, più tossico, e carbonio organico, meno tossico – con impatti diversi a seconda delle stagioni e delle condizioni atmosferiche.

Quello che ci preoccupa, al di là dello strafalcione, è l’impostazione: prima le molecole “meno tossiche”, poi la colpa alla sabbia del Sahara per l’innalzamento dei PM10, sempre con l’obiettivo di mettere in discussione i parametri a cui si fa riferimento per valutare la insalubrità dell’aria.  L’unica conseguenza logica sarebbe correggere i valori di concentrazione del PM sulla base della tossicità, ma siccome questa cambia in continuazione a causa del variare delle condizioni meteorologiche, del rapporto tra particolato primario e secondario e della combinazione unica di fonti di emissione presenti in ogni area geografica l’operazione è virtualmente impossibile da gestire. Ed è per questo che l’OMS, nonostante questo tipo di evidenze, continua a raccomandare valori limite quantitativi, peraltro sempre più bassi. Senza parlare del fatto che tutti questi studi riguardano il solo PM10, mentre è almeno dal 2015 che l’OMS ha rilevato che i principali rischi derivano dal PM 2,5, non oggetto di questi studi.

Nel frattempo la pioggia della giornata di oggi, che concederà una tregua dall’inquinamento e dal semaforo rosso, è l’unica vera “misura compensativa” vista finora in grado di limitare le emissioni: quelle previste dal Piano della Qualità dell’aria restano sulla carta e ancora non c’è uno straccio di finanziamento in grado di sostenerne la sperimentazione. E ricordo che se la Regione non trova né applica le fantomatiche misure compensative, dal 1° ottobre 2026 scatterà, dopo due anni di rinvii in extremis, il blocco permanente ai diesel euro5.”

ALICE RAVINALE AVS

Referendum, incontro di FdI a Rivoli

Riceviamo e pubblichiamo

Si è svolto ieri presso la Sala Consiliare del Comune di Rivoli un incontro pubblico dedicato al referendum sulla giustizia, promosso dal Circolo cittadino di Fratelli d’Italia per approfondire le ragioni del “Sì”

L’evento ha rappresentato un momento di confronto e di informazione

rivolto ai cittadini, con l’obiettivo di spiegare in modo chiaro i contenuti dei quesiti referendari e le possibili ricadute sul sistema giudiziario italiano.

Nel corso della serata sono intervenuti il coordinatore cittadino del Circolo Fratelli d’Italia di Rivoli Nicola Carlone, che ha introdotto i temi del referendum e illustrato il significato politico e istituzionale della riforma proposta, e l’avvocato Ennio Galasso, giurista e componente del comitato Sì-Riforma che ha offerto un approfondimento tecnico e giuridico sui quesiti referendari, analizzandone gli aspetti più rilevanti e rispondendo alle domande del pubblico presente.

Il Circolo di Fratelli d’Italia Rivoli desidera ringraziare tutti i cittadini che hanno partecipato all’iniziativa, dimostrando interesse e attenzione verso un tema centrale per il funzionamento dello Stato di diritto, così come tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’incontro.

Il referendum rappresenta uno strumento fondamentale di partecipazione democratica e momenti di informazione pubblica come quello di ieri, consentono di approfondire i contenuti delle proposte e il formarsi di un’opinione consapevole.

Il Circolo continuerà nelle prossime settimane a promuovere occasioni di informazione e confronto sul territorio, con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini e favorire una partecipazione ampia e informata al voto.

Una insolita crostata alla crema di mele

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Le torte di mele, declinate in numerosissime varianti, non deludono proprio mai…Provate questa insolita e squisita crostata, il suo cremoso ripieno vi conquisterà!

Ingredienti

Frolla: 180gr. di farina, 100gr. di burro, 60gr. di zucchero, 2 tuorli, un pizzico di sale.

Farcia: 4 grosse mele Renette, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, 2 cucchiai di zucchero, 100gr. di cioccolato amaro 70%, un pizzico di cannella

Preparare la frolla impastando velocemente tutti gli ingredienti, avvolgere in pellicola e far riposare in frigo per 30 minuti.
Pelare e tagliare 3 mele a tocchetti, cuocere con il vino, lo zucchero e la cannella sino a quando si saranno spappolate. Lasciar intiepidire e aggiungere mescolando il cioccolato.

Stendere la frolla in una teglia rotonda foderata con carta forno, bucherellare il fondo e riempire con la crema di mele. Affettare la mela rimasta, spruzzarla con il succo del limone e posarla sulla crema, cospargere con un poco di zucchero. Cuocere in forno statico a 220 gradi per 45 minuti.

Paperita Patty