20 ottobre – 15 novembre 2020. Polo del ‘900 – Corso Valdocco 4/A, Torino

Ritratti di Cinema. La sala, il lavoro, il pubblico è una mostrafotografica nata per ritrarre le comunità cinematografiche e coloro che continuano a vivere e promuovere la settima arte nelle sale piemontesi, ideata e curata da Alessandro Gaido, con le fotografie di Diego Dominici.
Le fotografie che compongono la mostra sono state realizzate durante l’edizione 2019 di Movie Tellers – Narrazioni cinematografiche, rassegna organizzata dall’Associazione Piemonte Movie che mette in relazione le sale cinematografiche locali con film realizzati sul territorio.
Dopo 3 edizioni che hanno toccato 36 sale del Piemonte in 94 appuntamenti portando 36 film tra lungometraggi, documentari e cortometraggi accompagnati dagli autori e da molti altri professionisti che li hanno realizzati, la rassegna e tutti i soggetti coinvolti trovano in questa mostra un riconoscimento e un modo per resistere.
Il risultato sono 54 scatti di diversi formati che mostrano 27 cinema in attività su tutte le province del Piemonte, che oggi più che mai è necessario tutelare. Luoghi, in particolare quelli nei piccoli centri, che già prima della crisi pandemica faticavano a presidiare culturalmente i territori in cui sorgono e che questa situazione imprevedibile mette ulteriormente a rischio.
L’esposizione, visitabile gratuitamente dal 20 ottobre al 15 novembre al Polo del ‘900 (Corso Valdocco 4/A, Torino) si snoda in 3 ambienti che accolgono 3 macro-temi toccati dalle fotografie: la sala, il lavoro e il pubblico. Una parete è una carrellata di “polaroid”, create graficamente da Diego Dominici con tutti i volti di gestori e proprietari, le attrezzature, gli oggetti e le curiosità colti dal suo obiettivo.
Lungo le pareti scorrono poi 3 frammenti di testi tratti da scritti di Bruce Springsteen, Beppe Fenoglio e Cesare Pavese, abituali frequentatori di sale cinematografiche, divoratori di immagini in movimento e creatori di emozioni letterarie.
La saletta proiezione completa il percorso con un focus sulle tante sale della città di Torino, attive e non, raccontate inManuale di Storie dei cinema (Italia, 2019, 20’) di Stefano D’Antuono e Bruno Ugioli. Il cortometraggio ha vinto la seconda edizione del contest per lo scouting di giovani talenti cinematografici Torino Factory, grazie al quale il progetto del film è stato sviluppato e realizzato con il supporto di professionisti esperti durante i laboratori produttivi di Torino Factory. Inoltre il percorso di questo progetto è proseguito ulteriormente e proprio in questi giorni si sta concludendo la produzione della versione lungometraggio, prodotta da Rossofuoco e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e del Museo Nazionale del Cinema.
«Con l’amico e fotografo Diego Dominici abbiamo attraversato una lunga serie di 27 dissolvenze incrociate. I cinema che abbiamo visitato, le loro storie, le persone che li gestiscono, il pubblico che li frequenta sono vivi, esistono e mutano verso il futuro ma allo stesso tempo sono il passato, trasudano ricordi, emozioni, esperienze. Sono l’emblema dell’arte più moderna, vecchia di 125 anni ma pronta a rinascere come e dove meno te l’aspetti.». Alessandro Gaido, presidente dell’Associazione Piemonte Movie e curatore di Ritratti di Cinema.
«Al Polo del ‘900, ospitiamo molte iniziative che affidano al linguaggio cinematografico il compito di comunicare storie, fatti e valori. La collaborazione con Piemonte Movie e Torino Città del Cinema 2020 è il risultato di una visione comune che qui intende analizzare il cinema nella sua duplice dimensione di luogo di fruizione e di spazio di lavoro. La mostra Ritratti di cinema si colloca in questo scenario mostrandoci i volti, i luoghi e i backstage che rendono possibile la settima arte. Siamo lieti di accoglierla al Polo del ‘900 e presentarla al nostro pubblico.». Alessandro Bollo, direttore Fondazione Polo del ‘900
L’organizzazione della mostra è a cura dell’Associazione Piemonte Movie, con la collaborazione del Polo del ‘900, dell’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, della Film Commission Torino Piemonte, di Agis-Anec Piemonte e Valle d’Aosta e realizzata in occasione di Torino Città del Cinema 2020.
INFO
Polo del ‘900 – Galleria delle immagini
Palazzo San Celso – Piano 2 (Corso Valdocco 4/A. Museo diffuso della Resistenza)
Ingresso libero
ORARI
Da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00
Chiuso il lunedì
Tel. 011.011.20.780
info@piemontemovie.com
www.piemontemovie.com
www.facebook.com/PiemonteMoviegLocal





Chissà? E poi Emma ancora che corre in 

L’
Nel corso della 
L’incontro tra italiani e francesi fu organizzato per firmare gli accordi che sancivano rapporti di solidarietà, intesa, collaborazione e lotta contro la dominazione nazifascista. Queste intese rivestirono un importante valore storico, rappresentando la comunanza politica tra i due movimenti in lotta, il reciproco desiderio di stabilire relazioni e ricercare collaborazioni di tipo militare. All’appuntamento si giunse grazie alle relazioni politiche avviate da Costanzo Picco, sottotenente della IV armata rimasto in territorio francese dopo lo sbandamento dell’8 settembre 1943, che stabilì i contatti fra la resistenza francese e italiana tramite Detto Dalmastro, comandante del III settore del Comitato di Liberazione Nazionale. Un primo incontro avvenne il 12 maggio 1944 in alta montagna, al bivacco sul Colle Sautron, per iniziativa della Brigata “Giustizia e Libertà della Valle Maira”, al quale presero parte in rappresentanza dei partigiani italiani Detto Dalmastro, Costanzo Picco, Luigi Ventre — comandante della brigata Valle Maira — e Giorgio Bocca, comandante della brigata Valle Varaita. I francesi erano rappresentati da Jacques Lecuyer, del Comité de Libération National, e da diversi comandanti delle formazioni di maquisards. Al Colle del Sautron ci si accordò per un secondo incontro da tenersi a Barcelonnette, nella valle dell’Ubaye, a una trentina di chilometri dal confine italiano. Al rendez vous del
L’iniziativa è patrocinata dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte. Il progetto, nell’ambito della rete degli attuali 25 parchi letterari promossi e istituiti da Paesaggio Culturale Italiano in collaborazione con la Società Dante Alighieri, si prefigge di valorizzare i luoghi di ispirazione dell’autore e di altre figure importanti della storia culturale e scientifica del territorio della Val Grande e delle aree limitrofe attraverso la realizzazione di itinerari storico-paesaggistici, la valorizzazione della cultura sociale, antropologica e dei valori di libertà propri di quelle aree montane. La val Grande è l’area selvaggia più vasta d’Italia, una wilderness a due passi dalla civiltà, stretta tra l’entroterra del lago Maggiore e le alpi Lepontine.



