Il Torino Jazz Festival 2021 ha sancito la ripartenza della musica dal vivo, con 21 concerti, 1 prova generale, 4 conferenze e oltre 150 musicisti coinvolti con produzioni originali e artisti in esclusiva nazionale gran parte dei quali provenienti dall’estero. Uno sforzo organizzativo notevole considerando tutte le problematiche legate all’emergenza Covid 19.
Un pubblico eterogeneo, attento e disciplinato, ha riempito le sale negli spazi consentiti seguendo i concerti, dimostrando grande apprezzamento e un forte desiderio di tornare finalmente a rifrequentare i luoghi di cultura.

Diretta dai musicisti Diego Borotti e Giorgio Li Calzi, la IX edizione del TJF è stata ‘premiata’ per la scelta di aver selezionato artisti trasversali capaci di interpretare il jazz in tutte le sue forme, un omaggio a questo genere musicale in tutte le sue declinazioni espressive.
Il Festival chiuderà stasera alle OGR – Officine Grandi Riparazioni, cornice che ha interpretato alla perfezione l’anima della rassegna musicale, con il doppio concerto sold out (ore 17.30 e ore 21.00) in esclusiva nazionale di Salif Keita ‘Un Autre Blanc’, opening Korabeat, unica data italiana.
“Condividere un’emozione collettiva a un concerto è il senso terminale della complessa produzione che sta alle spalle di un festival: chiacchierare nei foyer con il pubblico misto di appassionati che ricordano date e dischi storici o con i neofiti un po’ disorientati ma affascinati da un suono inconsueto, sono gli elementi di restituzione che mi gratificano al termine di un lavoro lungo e mai tanto incerto – dichiara Diego Borotti -. Sono felice di aver potuto portare sulla scena tutti gli artisti internazionali invitati, di aver visto la nascita di progetti ambiziosi con grandi organici che impiegano un’intelligenza collettiva imponente, di aver dato vita a produzioni originali visibili solo ed esclusivamente sui palchi di TJF. Abbiamo altresì salvato un aspetto del format che valorizza i musicisti piemontesi, siano essi concertisti di fama internazionale, sperimentatori promettenti o adolescenti già capaci, seppur carichi di emozione, di stare su di un grande palco. Con la stessa soddisfazione sono felice di aver tenuto insieme le parti meditative di TJF sia sul piano dell’orientamento storico, filologico e persino antropologico affrontato dalle conferenze di alto profilo culturale, sia per i consessi progettuali e ‘politici’ intorno al jazz dei Meeting. Il rammarico di non aver potuto alimentare ‘l’effetto Festival’ con la festosa teoria delle marchin’ band, dei Jazz Blitz e del palinsesto Jazz Cl(H)ub mi auguro che sia ripagato dalla programmazione dell’autunno prossimo”.
“Il Torino Jazz Festival 2021, finalmente e interamente in presenza, perché lo streaming non certo può rappresentare lo spettacolo dal vivo se non in momenti eccezionali, è stato ben sintetizzato dalle tematiche di due conferenze inserite nel suo programma, ‘L’umanità, una sinfonia di minoranze’, del filosofo evoluzionista Telmo Pievani, che ha raccontato quanto tutti noi sapiens discendiamo da un piccolo ceppo di migranti partiti dall’Africa che si sono stabiliti durante i secoli nei vari continenti e ‘Creare nuovi linguaggi usando vecchi strumenti’, tema della conferenza del musicista e sviluppatore di software e hardware Robert Henke – afferma Giorgio Li Calzi – Tutte le declinazioni del jazz e dei nuovi linguaggi compositivi e performativi sono entrati nel programma del TJF che ha riunito quello che sta dentro e quello che sta anche al di fuori del jazz. I due poli hanno dimostrato di non creare una divisione ma un’importante unità e opportunità per il pubblico e la comunità del festival che ha seguito con grande interesse anche i concerti apparentemente più distanti. Una comunità che conosce perfettamente l’importanza della sfera culturale nel proprio mondo quotidiano”.
Il Torino Jazz Festival 2021 riprenderà dal 27 settembre al 3 ottobre 2021 nei club della città con JAZZ CL(H)UB: 7 giorni di grande musica.
La rassegna che ha portato grandi artisti a esibirsi, a prezzi popolari, sui palchi delle OGR, del Conservatorio Giuseppe Verdi e del Teatro Vittoria – è un progetto della Città di Torino realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino, main partner Intesa Sanpaolo e Iren, con il contributo di Fondazione Crt e OGR Torino e A.N.Co.S.. Charity partner Fondazione Ricerca Molinette, media partner Rai Cultura, Rai 5, Rai Radio 3 e La Stampa.
Per conoscere in modo più approfondito il pubblico del TJF, Fondazione per la Cultura Torino ha promosso uno studio con l’Universita’ di Torino utile alla progettazione delle prossime edizioni.




Le proposte sono come sempre articolate ad ampio raggio fra letteratura, teatro, cinema e incontri con l’autore, che da questo mese di giugno accompagneranno il pubblico durante tutto l’anno. Facendo tappa in più comuni del Cuneese, ma non solo: alle città di Racconigi (capofila), Bra e Cavallermaggiore si aggiungono infatti quest’anno Cherasco, Fossano e Savigliano, oltre che Carmagnola in provincia di Torino. Il tema significativamente scelto per la seconda edizione è “riCostruire”. “Costruire– spiega Marco Pautasso, presidente di ‘Progetto Cantoregi’ – o, meglio, ‘riCostruire’, non lasciarsi prendere dallo sconforto nell’ora della prova. Ripartire, rinascere. Ne abbiamo gran bisogno, dopo una pandemia che ha sconvolto le nostre vite. Dobbiamo cercare un nuovo inizio, partendo dalla capacità di resistere e dalla forza di sperare, dobbiamo rinascere partendo dalle nostre radici storiche e culturali, ma con uno sguardo fiducioso verso le prospettive future, aprendo all’innovazione, ai giovani e al dialogo costruttivo intergenerazionale. La buona notizia è che, come testimonia la storia dell’uomo, siamo capaci di farlo. Civiltà intere sono sopravvissute a eventi terribili, così come dopo ogni guerra c’è stata una ricostruzione, dopo ogni depressione è sopravvenuta un’età dell’ottimismo e del progresso”. E a Pautasso, fa eco Valerio Oderda, presidente dell’Associazione “Le Terre dei Savoia”: “Resistere e ripartire: queste le parole d’ordine. I temi di CuneiForme sono anche i nostri temi. Se la Pandemia è una ferita, non va nascosta, ma ricucita. Ognuno può – e deve – dare il proprio contributo alla ricostruzione. Racconigi ci sarà; e ci saranno anche Bra e Cavallermaggiore, Cherasco, Savigliano e Fossano. Ma non è tutto, quest’anno l’orizzonte si allarga con il comune di Carmagnola, nuovo socio di ‘Terre dei Savoia’. Insieme a Progetto Cantoregi siamo certi di poter fare la differenza”. Ecco dunque, in dettaglio, gli appuntamenti in programma fra giugno e luglio. Sabato 26 giugno, alla “Soms” (via Carlo Costa, 23) a Racconigi, ore 21,30, si potrà assistere allo spettacolo – conferenza della compagnia “Faber Teater” impegnata in “Cambiare il clima” (“riCostruire il rispetto per l’Ambiente”); a seguire un volto televisivo di grande attualità, l’economista Carlo Cottarelli, che lunedì 28 giugno (ore 21,30) nel cortile del Castello di Carmagnola presenterà – in collaborazione con “Fiera Piemontese dell’Editoria” – il suo recente libro “All’inferno e ritorno. Idee per la nostra rinascita sociale ed economica” (“riCostruire la crescita”) edito da “Feltrinelli” ed i cui diritti
d’autore saranno devoluti a “Save the Children – Italia”. Moderatore, il giornalista Paolo Griseri. Giovedì 8 luglio, a Savigliano (piazza Turletti, ore 21), si potrà invece incontrare, sempre in collaborazione con “Fiera piemontese dell’Editoria”, la scrittrice Andrea Marcolongo, autrice de “La lezione di Enea” (“riCostruire un nuovo inizio”) edito da “Laterza” e il giorno dopo, venerdì 9 luglio (ore 21,30), alla “Soms” (via Carlo Costa, 23) di Racconigi, l’attore, drammaturgo e regista Mario Perrotta con lo spettacolo “In nome del padre” (“riCostruire il rapporto con il padre”), realizzato con la consulenza alla drammaturgia di Massimo Recalcati. A chiudere il mese di luglio, ma in data e orario ancora da definirsi, presso l’ “Hotel Somaschi – Monastero” di Cherasco, sarà la proiezione del mediometraggio di Vincenzo Gamna “Giovedì: passeggiata” (1961). Per il dopo-estate, da settembre a novembre, ancora tanti gli appuntamenti in calendario. Ma tutti da definire per data e orario. Fra gli ospiti: lo storico e sociologo Marco Revelli, il giornalista Antonio Sgobba e l’antropologo Adriano Favole, il teologo Vito Mancuso ed il meteorologo Luca Mercalli. Gli appuntamenti con gli autori sono ad ingresso gratuito; per gli spettacoli ingresso a pagamento, 10 Euro intero/8 Euro ridotto. Consigliata la prenotazione per gli spazi al chiuso. Info: tel. 349/2459042 o www.progettocantoregi.it – info@progettocantoregi.it