CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 588

Dante e il Bel Paese del Si’

25 marzo 2021 DANTEDÌ

DANTE E IL BEL PAESE DEL

In occasione della Giornata nazionale di Dante Alighieri,
la Fondazione TRG Onlus e la Fondazione Piemonte dal Vivo insieme
per due proposte rivolte a tutti gli studenti:
una Lezione Narrata  di Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci dedicata al Sommo Poeta per i più piccoli,
il Canto V dell’Inferno di Saulo Lucci per i più grandi

 

Il 25 marzo, alle ore 9.30 e alle ore 11.00, la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus partecipa al Dantedì per avvicinare i giovanissimi al grande genio fiorentino. Gli attori/autori Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci accompagneranno gli allievi delle scuole primarie in un viaggio a bordo della lingua dantesca: un percorso lungo 700 anni, che avrà luogo proprio nel giorno – il 25 marzo – in cui il Poeta cominciò il suo cammino nell’Aldilà.

La Lezione Narrata condurrà i giovani spettatori alla scoperta dei segreti della lingua italiana: di una lingua che muove i suoi ingranaggi tra musica e ritmo e che suona così bene che si fa canto a partire da quel “Sì”.

Nel Canto XXXIII dell’Inferno si parla per la prima volta del “bel pese là dove il sì suona”. Quel Paese è l’Italia, identificata da Dante a partire da quell’unico e dolcissimo suono. Dire “sì”, per il Poeta, non è soltanto una scelta linguistica, ma è anche un progetto di unità, che egli stesso costruisce a partire dalla poesia, guidandoci in un cammino verso un orizzonte positivo, dove giungeremo “a riveder le stelle”.

Gli autori-attori, inoltre, guideranno i giovani allievi all’esplorazione dello straordinario mondo poetico dantesco: un mondo nel quale si riassume tutto il sapere e tutto il mistero di ogni uomo. Del suo tempo come di ogni tempo. In compagnia di Dante, si affronteranno le domande che da sempre ci  incantano  e  ci  fanno  cantare: il  gusto  di  dire  “sì”,  ma anche “no”.

Durante il percorso, poi, non si rinuncerà a sorridere. Non per nulla, Dante considera il viaggio dell’uomo, in questo e nell’altro mondo, come una «Commedia».

L’attività è gratuita, ma necessita di prenotazione: tel. 328.2291796 dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17.00scuole@fondazionetrg.it
(Eventi online su piattaforma ZOOM, necessaria Lim oppure monitor adeguato).

La Fondazione Piemonte dal Vivo, in collaborazione con la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani, si unisce alla programmazione pensata per il Dantedì promuovendo alle ore 11 per le scuole secondarie di secondo grado uno spettacolo dedicato a uno dei più celebri canti dell’Inferno. Saulo Lucci è l’ideatore di Hell o’ Dante, uno spettacolo di narrazione che affronta l’Inferno in 34 puntate, ognuna dedicata a un canto. Per la giornata del 25 marzo, Saulo Lucci permetterà agli studenti di incontrare i due amanti più famosi della storia della letteratura italiana: Paolo e Francesca, puniti nel cerchio dei Lussuriosi nel canto V.

Attraverso una rigorosa ricerca e il commento di brani pop-rock, Saulo Lucci sviscera le terzine e i personaggi in esse racchiusi, la situazione storica e le pene tanto mirabilmente dipinte così come il pensiero dell’autore, per riconsegnare agli spettatori la bellezza di una commedia che merita più di ogni altra mai scritta l’attributo di Divina.

Lo spettacolo è in programma alle ore 11 sul canale YouTube di Piemonte dal Vivo. Per le scuole è consigliata la prenotazione via mail (progetti@piemontedalvivo.it), per poter poi partecipare in diretta al dibattito con l’artista al termine dello spettacolo. Sarà infatti possibile inviare domande a Saulo Lucci che dalla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino sarà a disposizione del pubblico, collegato virtualmente.

 

“Donne e follia in Piemonte”, il libro di Bruna Bertolo

Storie e immagini di vite femminili rinchiuse nei manicomi, nel nuovo libro della saggista e scrittrice rivolese 

Donne fragili. Negli occhi, nei corpi e nell’anima i pesanti fardelli dell’instabilità mentale. Ma anche solo donne “diverse” e per questo sospette, inquiete, libere e perfino geniali tanto da creare fastidiose intollerabili scomodità. E soprattutto “donne”.

Caratteristica considerata – insieme alle altre – un’aggravante in più e, all’epoca, non da poco per famiglie e società. Da nascondere ben bene e senza pietà fra le agghiaccianti mura di un manicomio. Sono loro le protagoniste, quasi mai nominate fatte salve alcune debite eccezioni, del nuovo libro-ricerca “Donne e follia in Piemonte” (232 pagine, pubblicata da “Susalibri Editore”) di Bruna Bertolo, già autrice di numerosi saggi di argomento storico, tra cui “Maestre d’Italia” e “Donne nella Resistenza in Piemonte”. Alla stesura del libro (ricco di documenti originali, con fotografie di Renzo Miglio e Sergio Sut, un capitolo finale scritto dallo psichiatra Pier Maria Furlan e una premessa di Alberto Sinigaglia, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte), la scrittrice rivolese è arrivata seguendo un meticoloso “lavoro di ricerca – è lei a raccontarlo – attraverso le cartelle cliniche, per circa un secolo di storia”. Dalla seconda metà dell’800 fino agli anni che precedono l’entrata in vigore della “Legge Basaglia”, Legge 180 del 1978, che restituì dignità alla malattia mentale, non più considerando il paziente come “oggetto” da aggiustare, ma come “persona” da accogliere, ascoltare, comprendere ed aiutare. Altra cosa dalle storie vissute nei manicomi-prigione di cui racconta la Bertolo.“Sorie dimenticate, ignorate. Donne scomode internate in manicomio. Un’umanità femminile dolente…Tante storie. Uscivo dall’Archivio dell’ex manicomio di Collegno veramente spossata”. Addosso e dentro, l’amaro groviglio di emozioni, rabbie, compassione per vite tormentate, crudelmente torturate, vite nascoste alla vita. Raramente la Bertolo riporta i nomi. Tranne poche eccezioni. Come per Lucia Saltarin, ricoverata per molti anni al manicomio di Collegno e che “scriveva belle poesie ed era bravissima nel dipingere, ma affetta da deliri di tipo mistico”. Di lei “faccio il nome – precisa la scrittrice – perché lo stesso Guido Ceronetti, nella sua rubrica di prima pagina su ‘La Stampa’, aveva pubblicato la sua poesia ‘Madonna d’Egitto’”. Accanto alla Saltarin, si citano anche Anna Sworova la “smemorata di via Giulio”, Fiorella la “ribelle” di Racconigi, le alienate e le “pellagrose”, le “corrigende” e le “maddalene” del Buon Pastore fino a Ida (Aida) Peruzzi Salgari, moglie del celebre scrittore veronese che da lei ebbe quattro figli in vent’anni di matrimonio. Fino a quando l’estenuante condivisione dei quotidiani problemi legati alla frenetica estenuante attività del celebre marito, portarono la donna – in gioventù promettente attrice nei teatri veronesi – ad una tale difficoltà di vivere da necessitare di un ricovero in manicomio a Torino, dove i Salgari si erano trasferiti nel 1900. Fu “reclusa” nel reparto dei “relitti sociali”. Era mercoledì 19 aprile 1911. Pochi giorni dopo, il 25 aprile, il marito scrittore si tolse la vita nal parco di Villa Rey, sulla collina poco sopra corso Casale, dove al civico 205 una targa commemorativa ricorda ancora oggi la permanenza dei Salgari nel capoluogo piemontese. Lei lo amò fino alla pazzia e lui fino alla morte, scrisse Giovanni Arpino. Storie, quella di Ida Peruzzi e di tante altre sventurate, che scivolano con amara tristezza nelle pagine della Bertolo che ricorda ancora: “L’Archivio di quello che fu una delle realtà manicomiali più importanti del Piemonte, Collegno, permette di raccogliere frammenti di vita, di dolore, di alienazione, spesso di morte, che rappresentano uno squarcio di umanità dolente”. Perché davvero “il manicomio è una grande cassa/ di risonanza/ e il delirio diventa eco/ l’anonimità misura, il manicomio è il Monte Sinai/ maledetto, su cui tu ricevi/ le tavole di una legge/ agli uomini sconosciuta”. Versi della grande Alda Merini. Un’esperienza decennale in tre diversi manicomi. Una grande donna che, attraverso l’arte e la scrittura, ha saputo trasformare nel tempo la tragedia di veri e propri lager manicomiali in sublime poesia.

Gianni Milani

Fondazione Torino Musei, le visite online

DIVERSI GLI APPUNTAMENTI, LE VISITE E LE ATTIVITA’ PER LE FAMIGLIE  ONLINE ALLA GAM, AL MAO E A PALAZZO MADAMA  DAL 19 – 25 MARZO2021

 

 

DOMENICA 21 MARZO

 

GALLERIE DEDICATE ALL’ASIA MERIDIONALE E SUD-EST ASIATICO, REGIONE HIMALAYANA E PAESI ISLAMICI DELL’ASIA.

MAO – visita online nell’ambito del progetto Connessioni d’arte

L’appuntamento con la guida del MAO permette di coinvolgere i partecipanti attraverso immagini di alta qualità in grado di restituire al visitatore punti di vista esclusivi sulle collezioni.

Si parte dalle opere d’arte indiana, con la statuaria di soggetto buddhista e induista di varia datazione, per proseguire il viaggio attraverso il Sud-est asiatico.

Nella galleria dedicata alla regione Himalayana, saranno illustrate le opere d’arte buddhista tibetana che spaziano dalle sculture in legno e metallo ai dipinti a tempera, fino alle preziose copertine lignee intagliate e dipinte. Il percorso si conclude nella galleria dei Paesi Islamici dell’Asia, caratterizzata dalla ricca collezione di vasellame e piastrelle e da una pregevole raccolta di bronzi, manoscritti e raffinati tessuti.

Info e prenotazioni: visita guidata online 8€ intero; ridotto 7€ (possessori di Abbonamento Musei).

Prenotazioni al numero 011 5211788 oppure scrivendo a info@arteintorino.com; a seguito della prenotazione saranno inviati dettagli ed estremi bancari per effettuare il pagamento con bonifico oppure sarà possibile effettuare l’acquisto on-line.

 

 

LUNEDI 22 MARZO  

 

LIGHT BLUE. Il colore e la forma

MAO – visita guidata online

 

Anche quest’anno, per il terzo anno consecutivo, Fondazione Torino MuseiOFT – Orchestra Filarmonica di Torino eAbbonamento Musei propongono il progetto di collaborazione che avvicina il pubblico dell’arte a quello della musica e viceversa.

Ogni venerdì e ogni sabato precedente i concerti del martedì, i musei organizzano una visita guidata che si ispira alla tematica – COLORS – proposta dall’Orchestra Filarmonica, in un curioso e stimolante intreccio di linguaggi artistici e suggestioni provenienti da ambiti culturali differenti. Proprio il concetto di colore è il fil rouge che unisce i nove concerti della stagione 2021 della prestigiosa Orchestra Filarmonica di Torino e il ciclo di visite a essi ispirato proposto a rotazione dai tre musei cittadiniGAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, MAO Museo d’Arte Orientale e Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica.

L’iniziativa è a cura dei Dipartimenti Educazione della Fondazione Torino Musei e di Abbonamento Musei.

Le visite sono condotte da Theatrum Sabaudiae.

 

Il percorso di visita nella galleria dedicata ai Paesi Islamici dell’Asia si sofferma in particolare sulla ricca collezione di vasellame e di piastrelle invetriate per la decorazione architettonica, che vanno dal IX al XVII secolo.

Costi: percorso in digitale 8€ intero; 7€ ridotto (abbonati OFT e possessori di Abbonamento Musei);

Info e prenotazionitel. 011 5211788, oppure scrivendo a info@arteintorino.com

A seguito della prenotazione saranno inviati dettagli ed estremi bancari per effettuare il pagamento con bonifico, oppure sarà possibile effettuare l’acquisto on-line: https://www.arteintorino.com/2-visite-guidate-torino/162-connessioni-d-arte.html

Le visite saranno attivate a raggiungimento di un numero minimo di partecipanti.

 

 

MERCOLEDI 24 MARZO

 

L’ARCHITETTURA DEL TEMPO

Palazzo Madama – visita online nell’ambito del progetto Connessioni d’arte

L’architettura di Palazzo Madama si presenta ai nostri occhi attraverso un accostamento di anime diverse: romana, medievale e barocca. La visita guidata on line condurrà i visitatori alla scoperta di questo magnifico edificio, attraverso fotografie e video riprese che permettono di poter entrare anche in luoghi difficilmente accessibili al pubblico. Un viaggio esplorativo, guidati da chi normalmente accompagna in presenza i visitatori in museo, che partirà dagli scavi archeologici per arrivare fino alle torri medievali, da dove si potrà godere di una magnifica vista panoramica sulla città di Torino. Si proseguirà nel percorso salendo uno degli scaloni più affascinanti d’Europa, realizzato dall’architetto Filippo Juvarra, fino all’entrata nelle sale barocche, un tempo abitate dalle Madame reali Cristina di Francia e Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours.

Info e prenotazioni: visita guidata on-line 8€ intero; ridotto 7€ (possessori di Abbonamento Musei).

Prenotazioni al numero 011 5211788 oppure scrivendo a info@arteintorino.com ; a seguito della prenotazione saranno inviati dettagli ed estremi bancari per effettuare il pagamento con bonifico oppure sarà possibile effettuare l’acquisto on-line.

 

 

GIOVEDI 25 MARZO

 

COLORI NELL’ARIA

Palazzo Madama – attività per famiglie online

Quali colori ha la primavera? I tanti verdi delle foglie, le mille tonalità dei fiori e l’aria colorata dal sole ci mettono di buon umore. Scopriamo di cosa sono fatti i colori e quali sensazioni trasmettono attraverso un laboratorio condotto in webinar. La tavolozza del pittore, le immagini della Primavera e dell’aria negli affreschi e nelle opere di Palazzo Madama, ci suggeriranno sfumature e decorazioni per giochi volanti con cui divertirsi all’aperto. 

Prenotare entro martedì 23 marzo per ricevere il link per il laboratorio online.

Costo: €5

Info: madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

 

Giovedì 25 marzo ore 18

L’OMBRA E LE STELLE DI LIN HUIYIN. RITRATTO DI UNA GIOVANE DONNA TRA ARCHITETTURA E POESIA NELLA CINA DEGLI ANNI TRENTA

MAO – conferenza su Zoom

con Marco Trisciuoglio, Politecnico di Torino.

La conferenza restituisce un primo rapido ritratto biografico di LinHuiyin (1904-1955), riconosciuta oggi come la prima donna architetto cinese, attraverso architetture, fotografie e cenni all’opera in versi, contraddistinta da una grande attenzione alla tradizione Tang.

L’evento sarà visibile gratuitamente su Zoom –  Info https://www.chinagoesurban.com/

 

 

“Zeus ti vede” Il nuovo libro di Riccardo Marchina

E’ ambientato nel “piccolo paradiso proletario” del vecchio Borgo Campidoglio di Torino

Un “giallo” urbano, dal titolo intrigante e un tantino inquietante. “Zeus ti vede”. Proprio come recita la scritta misteriosa in cui, non di rado, ci si imbatte per le strade – soprattutto periferiche – dell’esoterica Torino (e di altre città), sulla cui origine si sono spese nel tempo svariate, improbabili e perfino un po’ folcloriche versioni e interpretazioni.

Tre parole e il disegno di un triangolo simbolico al cui interno un grande occhio scruta e avverte minaccioso i passanti. Tre parole che danno anche il titolo all’ultimo libro (224 pagine, pubblicate da “Neos edizioni”) del torinese Riccardo Marchina, giornalista e scrittore, che già per “Neos” aveva scritto nel 2011 “L’agenzia dei segreti precari” e nel 2018 “Lo squalo delle rotaie”. E proprio quelle parole affiorano alla mente di Pietro, il protagonista del romanzo, allorché pensa o si trova davanti all’imbarazzante bellezza di Mascia che “aveva grandi cosce, appiccicate a un corpo magro” e sulla schiena “aveva tatuato un sole stilizzato, all’interno del quale c’era un triangolo” e ancora “al suo interno c’era un occhio. Era una sorta di ‘Zeus ti vede’”. Siamo a Torino all’interno del vecchio Borgo Campidoglio, quartiere operaio sorto a fine ‘800, caratteristica isola di case basse (oggi museo a cielo aperto d’arte urbana – il MAU – per le circa 200 opere pittoriche di street – art dipinte sui muri esterni), di botteghe che sono memoria fascinosa di antichi mestieri artigianali, enoteche e caratteristiche piole dai prodotti tipici e dai semplici ma robusti e sinceri vini locali: “periferia ovest della città, dove corso Regina Margherita si perdeva nel parco della Pellerina, prima di diventare una cosa unica con la tangenziale”. E proprio qui si snoda gran parte della storia di Pietro. Quattro figli avuti da due (ex) compagne diverse, quindi due famiglie da mantenere, l’uomo lavora in un’impresa di torrefazione di Torino, fino a quando una multinazionale olandese acquisisce l’azienda e la sua vita comincia a rotolare all’ingiù. Licenziato e addirittura sospettato dell’omicidio della responsabile del personale, con la quale aveva una relazione, Pietro è condannato a giornate scandite da frustranti colloqui di lavoro e convocazioni in commissariato. Sullo sfondo la Torino ch’era un tempo città dell’auto, del caffè, della cioccolata, della birra, della penna a sfera, dell’informatica… e ora é “città sempre più fluida, inafferrabile e infida”. A sostenerlo nei vorticosi tentativi di riprendere in mano la propria vita, c’è però Mascia, giovane e provocante cameriera di una scalcinata ma accogliente trattoria di Borgo Campidoglio. “Giallo” urbano, si diceva. Ma non solo. Con questo romanzo, infatti, Riccardo Marchina intende superare la quotidiana, intricata e avvincente realtà degli eventi, sfruttati a base solida da cui partire per proporci una “riflessione sul mondo del lavoro fatto di acquisizioni aziendali e società di outplacement, di globalizzazione spinta e difesa del made in Italy, di esuberi e bandiere sindacali affisse ai cancelli delle fabbrichette, di responsabili del personale imbevuti di tecniche e filosofie aziendali e start-up come rimedio estremo all’impossibilità di ricollocarsi”. In tal senso, le parole dello scrittore (che per “Neos” cura anche la serie antologica “Spirito d’estate”) ci portano dentro, e fino al fondo di una realtà contemporanea assurda, frenetica e imprendibile, dalla quale non resta che fuggire. “Verso un posto dove Zeus non possa più vederci”.
g. m.

Risorgimento, Quaglieni e Sodini commentano i moti carbonari

Domenica  21 marzo alle ore 18 sulla piattaforma Facebook del Centro “Pannunzio”, il prof. Pier Franco Quaglieni, storico del Risorgimento e la prof. Carla Sodini, storica militare,

ricorderanno a 200 anni dagli eventi storici che segnarono l’inizio del Risorgimento, i moti carbonari del 1821 e Santorre di Santarosa. L’attrice Ornella Pozzi lèggerà’ l’ode civile di Alessandro Manzoni “ Marzo 1821”.

Coordinerà Adriana Rizzo.

Pari! La felicità in una pillola

Sabato 20 marzo 2021 Ore 18 – Pagina facebook della biblioteca Arduino

Sabato 20 marzo sarà la giornata internazionale della felicità, e a Moncalieri si festeggia in rosa. Alle 18 la biblioteca civica Arduino propone sulla sua pagina facebook @bibliomonc la prima di due pillole video di Sara D’Amario e François-Xavier Frantz dedicate al tema della parità di genere. Il video si intitola “Pari!” e si propone di divulgare in modo serio e divertente allo stesso tempo “la possibilità, la necessità, l’urgenza di superare le discriminazioni di genere”, come spiegano i due artisti moncalieresi che hanno curato il progetto, una delle tante azioni realizzate sul tema dall’Assessorato alla Cultura e alle Pari Opportunità di Moncalieri.
Il racconto tocca numerosi aspetti generali e della vita quotidiana in cui la parità tra i due sessi è evidente, ma in cui spesso deve essere ribadita per contrastare vecchie abitudini mentali e di comportamento ancora radicate in molte persone. Il video è vivace e ludico nel ritmo, nei colori, nel montaggio. “Per veicolare il messaggio, Sara e Xavier hanno anche utilizzato molti dei quadri della Collezione Permanente d’Arte della Biblioteca di Moncalieri – spiega soddisfatta l’assessore alle Pari Opportunità Laura Pompeo – valorizzandoli e avvalendosi del loro potere evocativo al servizio dell’obiettivo: stimolare la riflessione sulla parità di genere e educare al rispetto”.
Il secondo appuntamento della minirassegna è in calendario per giovedì 25, giorno della nascita di Tina Anselmi, con una pillola dedicata alla sua figura.

3 febbraio 1959, il tragico martedì in cui “morì la musica”

Il 3 febbraio 1959, per chi ama il rock, equivale a un ricordo scuro, duro, a una data tragica: è “il giorno in cui la musica morì”.  In un incidente aereo, poco dopo la mezzanotte, morirono Buddy Holly, Ritchie Valens e “Big Bopper” Richardson.

La storia racconta che, terminato un concerto a Clear Lake nello stato americano dello Iowa, giunti a metà del “Winter Dance Party Tour” – la fulminea tournée di 24 date in tre settimane – questi ragazzi, stanchi e infreddoliti, su suggerimento di Buddy Holly decisero di affittare un piccolo aereo da turismo che li avrebbe trasportati a Fargo nel Dakota del Nord, non distante da Moorhead ,nel Minnesota, dove si sarebbe tenuta la successiva esibizione.

L’autobus sul quale erano soliti viaggiare aveva  l’impianto di riscaldamento fuori uso e la sola idea di farsi più di cinquecento al freddo metteva i brividi in corpo. Contattarono all’aeroclub locale il Dwyer Flying Service e affittarono l’unico aereo disponibile, un piccolo Beechcraft Bonanza da quattro posti, compreso quello per il pilota. Quest’ultimo, Roger Peterson, di anni ne aveva ventuno e non molta esperienza di volo. I tre posti per i passeggeri erano riservati allo stesso Holly e a due membri della sua band. Ma le cose andarono diversamente. “Big Bopper” chiese a Waylon Jennings, uno dei musicisti, di barattare il proprio posto con la scusa di un’influenza che lo stava tormentando. Jennings accettò di buon grado ma gli rimase per sempre il rimorso della battuta scherzosa che accompagnò con una risata: “che possiate schiantarvi al suolo con quel trabiccolo”. Anche Ritchie Valens si ritrovò a bordo per un capriccio del destino: non avendo mai viaggiato su un aereo da turismo chiese di potersi giocare il posto con l’altro musicista, Tommy Allsup. La decisione fu presa a testa o croce, lanciando in aria una monetina da 50 cent. Buddy Holly, che all’epoca aveva solo ventidue anni, aveva pubblicato tre album ed era ormai una star del rock’n’roll dopo aver lavorato in radio e in televisione con i The Crickets, la sua band. Ritchie Valens di anni ne aveva appena diciassettenne e la canzone che aveva da poco inciso ( La Bamba) era destinata a un successo clamoroso che la sorte gli impedì di conoscere e godere. Coi suoi ventinove anni il più vecchio fra i tre era J.P. “The Big Bopper” Richardson, autore di brani celebri come Chantilly Lake, destinato a entrare nella colonna sonora di American Graffiti del 1973. Era da poco passata la mezzanotte quando i tre musicisti raggiunsero l’aereo e al momento decollo, quasi all’una, nevicava fitto e in quell’inferno bianco era praticamente impossibile orientarsi a vista. Peterson si affidò alla strumentazione di bordo pur non avendo mai conseguito la certificazione necessaria per volare esclusivamente in quel modo. Pochi minuti dopo il decollo l’aereo si schiantò al suolo in un campo di grano. Nell’incidente persero tutti la vita. La mattina dopo i corpi di Buddy Holly e Ritchie Valens furono trovati a pochi metri dall’aereo mentre Big Bopper e il pilota furono sbalzati più lontano. Nel ’70 il testo della canzone American Pie di Don McLean rese l’idea della tragedia che si era consumata in una notte d’inverno del 1959: “Non ricordo se ho pianto/quando ho letto della sua sposa rimasta vedova/ma qualcosa mi ha toccato nel profondo/il giorno che la musica è morta”. “Muore giovane chi è caro agli dei”: così il greco Menandro scriveva attorno al 350 a.C. per tentare di dare senso a un dolore troppo grande. La morte prematura li consegnò al mito e la loro musica, soprattutto quella di Buddy Holly, influenzò per decenni il rock, dalle band semisconosciute fino ai Beatles e ai Rolling Stones. Oltre all’immortale  musicaci restano i tre memoriali eretti in loro onore, opera dell’artista Ken Paquette. Uno si trova a otto chilometri da Clear Lake e rappresenta una steel guitar accanto a tre loro dischi. Un altro è alla Riverside Ballroom di Green Lake, nel Wisconsin, dove i tre si erano esibiti due sere prima della sciagura. L’ultimo, dedicato al giovane pilota, venne inaugurato sul logo dello schianto nel cinquantesimo anniversario della sciagura.

Marco Travaglini

Il venerdì dello scrittore Incontro con il Prof. Quaglieni

Venerdì 19 marzo Ore 18 – Pagina facebook della biblioteca civica Arduino @bibliomonc

Cofondatore e vicepresidente del Centro Pannunzio, docente e saggista di storia risorgimentale e contemporanea, venerdì 19 marzo Pier Franco Quaglieni sarà ospite della rassegna Il Venerdì dello scrittore, e dialogherà a tutto campo con l’assessore alla Cultura di Moncalieri, Laura Pompeo.

L’appuntamento sarà alle 18 sulla pagina facebook della Biblioteca Civica Arduino @bibliomonc.
Il filo della discussione sarà dato da 4 recenti pubblicazioni del professor Quaglieni: “Mario Pannunzio. La civiltà liberale”, “Mario Soldati. La gioia di vivere”, “Grand’Italia” e “Figure dell’Italia civile”.

Pier Franco Quaglieni è pubblicista dal 1968. È conferenziere invitato in tutta Italia e all’estero. All’età di 47 anni è stato insignito dal presidente della Repubblica Scalfaro della Medaglia d’oro di I classe di Benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte. Ha vinto, tra gli altri, i premi Voltaire, Tocqueville, Popper e Venezia. Nel 2006 è stato presidente del comitato scientifico del Comitato nazionale per il centenario della nascita di Mario Soldati presso il MiBACT.

“Come Assessorato alla Cultura siamo sempre ben lieti di dare spazio nella nostra biblioteca all’opera e alle riflessioni del prof. Quaglieni – spiega soddisfatta l’assessore Laura Pompeo – Non è la prima volta che ospitiamo un suo intervento ed è sempre un piacere ascoltarlo”.

 

Gozzano, la Storia continua

Armano Luigi Gozzano prosegue la ricerca sulla nobile famiglia austriaca Von Gozani, al servizio del Kaiser, rappresentato mentre  distingue i suoi generali a Schönbrunn, residenza estiva degli Asburgo nel castello di Vienna,il 7-5-1908.

La genealogia di questa famiglia, che con le proprie generazioni ha attraversato per secoli la storia,si potrebbe definire ” carsica “,in quanto le vicende e i rami si intrecciano con altre famiglie importanti, non solo per l’Italia ma per l’Europa 
L’intera ricostruzione é stata possibile tramite i documenti e i ritratti originali di casa Gozani in Germania. Il Marchese Felice Maria Pio Venanzio Ignazio (1745-1824), uno dei sette figli di Antonino , Marchese di San Giorgio Monferrato,si trasferì in Carniola (Slovenia), dove diede origine alla sua discendenza con il matrimonio del 1781 con Caterina de Weiss di Gorizia, celebrato a Lubiana. A Kranjska Gora un loro discendente diventò  governatore. Capitano a servizio dell’Imperatore d’Austria,fu decorato con diploma della nobiltà austriaca il 13-5-1817, con autorizzazione alla trasmissione del titolo di Marchese Von Gozani di San Giorgio  per tutti i suoi discendenti di ambo i sessi, con didascalia in tedesco allegata allo scudo araldico originale della famiglia. Il titolo fu abolito nel 1918 alla caduta della monarchia
con Carlo l d’Austria.
Il fratello Giovanni Battista (1727-1791) edificò il bellissimo palazzo San Giorgio nel 1778 a Casale Monferrato,ora municipio,su disegno del Robilant,e apparteneva alla società dei sedici Cavalieri che costruirono nel 1781 il nostro teatro,definito da Sua Maestà il più bello dopo il teatro Reale di Torino.Nel 1769 ospitò nel suo palazzo San Giorgio a Torino l’Imperatore Francesco Giuseppe ll . Questa famiglia ebbe sviluppo a carattere militare nell’ impero austriaco. La linea di Felice e Caterina ebbe inizio con i due figli nati a Lubiana :
Felice (1786-1861) colonnello austriaco e comandante di piazza ,nobile dell’impero austriaco, sposato nel 1819 con Anna Maria
Pfeiffer.
Giovanni Nepomuceno (1782-1836) assistente alle costruzioni, nobile impero austriaco.
Sposato nel 1808 con Eva Carolina Aloisia
Trokenbrodt,ebbe due figli :
Felice Carlo detto l’Alman ,il tedesco  (1810-1879).Era in impiegato amministrativo quando fu chiamato alla successione del marchesato di San Giorgio Monferrato dal cugino Marchese Carlo Giovanni, figlio di Carlo Antonio e di Maria Sofia Electra Doria. Il palazzo dei Marchesi di Cirié passò nel 1576 dal Duca Emanuele Filiberto di Savoia al Principe di Oneglia Gerolamo Doria (D’Oria in antichità),dopo aver concordato uno scambio con i Savoia per avere un secondo sbocco al mare oltre a Nizza.La figlia di Felice Carlo,Paolina (1835-1906) abitante nella splendida “villa Paolina” fatta costruire dal padre accanto al castello Gozzani di San Giorgio per il suo matrimonio con il Conte  Alessandro Cavalli d’Olivola,diede origine a  questa nobile casata monferrina ancora esistente e abitanti nella Abbazia del Principato di Lucedio,appartenuta nel 1818 dal cugino Marchese Carlo Giovanni Gozzani e dal Marchese Michele Benso di  Cavour,cedute dal Principe Camillo Borghese, governatore del Piemonte.
Ferdinando l Bartolomeus Felix (1819-1879) Marchese di San Giorgio ,al servizio dell’Imperatore Francesco Giuseppe l, capitano dell’Imperial-Regio esercito austriaco.Era proprietario di una contea a
Wolfsbüchel,Stein Krain,che durante la seconda guerra mondiale fu occupata e divenne sede Gestapo,poi distrutta dall’esercito iugoslavo.
Tra i sette figli avuti con Anna Maria Donati sposata nel 1845 :
Arthur Josef Valentin Johann (1856-1917)
generale aiutante di campo dell’Imperatore
Francesco Giuseppe l,sposato con Anna
de Tomcsanyi.
Ferdinando ll (1847-1903) consigliere di prefettura, sposato nel 1876 con Emilie Fritz.
Ebbe tre figli ,tra i quali :
Leo Ferdinando lll ( 1893-1971).Abitava a  Marburg, Maribor in sloveno,che in quell’epoca faceva parte della Germania,e anche la Slovenia in seguito diventò tedesca.
Marchese, avvocato, ufficiale dell’esercito tedesco.A Vienna frequenta il liceo nel 1912 e ottiene il dottorato in legge il 5-12-1919.
Durante la prima guerra mondiale fu interprete in Italia dal Serbo-Croato-Sloveno . Con i suoi due figli e la moglie Emilie Muschik sposata nel 1933 si trasferì in Austria Superiore a Vöcklabruck ,a nord di Salisburgo,per sfuggire alla guerra . Fece visita nel 1963 a Casale Monferrato in palazzo Gozzani  San Giorgio e conobbe il nostro giornalista Idro Grignolio, eccellente storico e ricercatore del nostro territorio monferrino,che pubblicò una guida di Casale ancora oggi molto apprezzabile. La figlia Iolanda (1933-2020) si trasferì nel 1953 in Massachusetts (Usa).Sposata con  George Brooks Ferguson nel 1955 ,fece visita a Casale Monferrato in palazzo Gozzani San Giorgio nel 1973. Il figlio Titus George Friedrich Ferdinand  Emmo Roger Karl (1943) ultimo Marchese vivente della linea Von Gozani di San Giorgio Monferrato, ingegnere elettrotecnico minerario,abitante a Kamp-Lintfort in Germania ,a nord di Dusseldorf ,Basso Reno. Sposato dal 1969 con Eva Maria Friese (1947).Gli illustri coniugi furono nostri ospiti in Monferrato il 3-10-2019 in visita nel castello Gozzani di San Giorgio e nei palazzi di Casale Monferrato edificati dai loro
antenati, guidati dal nostro storico e responsabile del FAI ,prof.Dionigi Roggero.
La Marchesa Sidonia Von Gozani, sorella di Ferdinando ll nonno di Titus, nel 1863 sposò
un membro della famiglia Gerliczy, nobili
d’Ungheria e della regione Balcanica.
Giuliana Romano Bussola

Un Risorgimento speciale

FRECCIATE  Al Museo del Risorgimento di Torino il 17 marzo è stato festeggiato da suore,  religiosi ed esponenti musulmani, parlando di ius solis. Un Risorgimento davvero molto speciale.

L’arciere