Domenica 27 marzo 2022
Premiazione del 42° Premio Letterario Città di Moncalieri per la sezione Romanzo Edito
Moncalieri, ore 16
Castello Reale
Verrà assegnato domenica 27 marzo il Premio letterario “Città di Moncalieri”. Giunto alla 42esima edizione, curato dal circolo culturale Saturnio, il concorso celebra la propria cerimonia conclusiva al Castello Reale di Moncalieri a partire dalle 16, con un momento musicale affidato ad Annastella e Donatella Gibboni per un concerto per violino a quattro mani e con il contributo di Patrizia Scianca, che leggerà brani dalle tre opere finaliste, e della presentatrice Alessandra Comazzi (confermare la propria partecipazione a saturnio@saturnio.ito al tel. 3898303466). Cresce l’attesa per il conteggio dei voti popolari, che avverrà in presa diretta durante la cerimonia, decretando a quale dei romanzi della terna finalista andrà il premio, patrocinato da Regione Piemonte, Consiglio regionale, Città Metropolitana e Città di Moncalieri. In lizza ci sono Io e Mr Wilder di Jonathan Coe, Io sono Gesù di Giosuè Calaciura e Complice la notte di Giuseppina Manin.
Io e Mr Wilder è un delicato romanzo di formazione che ha come protagonista Calista Frangopoulou, basato sull’incontro casuale con Billy Wilder, che le cambia la vita. Un’occasione fortuita che la porterà a lavorare come interprete dal greco sul set di un film del grande regista, determinando la sua scelta di diventare compositrice di colonne sonore.
Io sono Gesù narra le vicende di un giovanissimo viandante in un cammino pieno di sorprese, passioni e tradimenti, dolcezza e violenza. Calaciura immagina per il giovane Gesù una vita fatta di lavoro, di divertimento e di passioni e ne restituisce un ritratto intimo e umanissimo.
Complice la notte racconta la storia di una donna appassionata e ribelle, una monaca in scarpe da ginnastica innamorata di Dio e di Bach. Maria Judina, virtuosa del pianismo russo novecentesco, osò sfidare Stalin donandone il denaro ai poveri e rimanendo sempre scopertamente leale e amica di dissidenti e invisi al potere.
“Come e più che nelle passate edizioni, la qualità dei tre finalisti è anche quest’anno elevatissima, per cui la suspence, e il dispiacere per chi non vincerà, ci sono tutti – commenta l’assessore alla Cultura Laura Pompeo – Ringrazio il Centro culturale Saturnio, cui vanno riconosciute costanza e dedizione alla vita culturale della città, sia con le tante iniziative rientranti in Moncalieri Legge, sia per quelle collegate allo European Music Competition (che quest’anno saranno arricchite da una serie di concerti, inaugurata al Matteotti giusto lo scorso weekend)”.
Il punto di vista / Le interviste di Maria La Barbera






Non sono mai stati srotolati prima d’ora né sono stati esposti in mostre o convegni di studi. Da otto secoli sono conservati e protetti in una sorta di forziere. I documenti non si sono mai visti alla luce del giorno, sono un po’ polverosi ma intatti, perfettamente conservati e protetti. Si trovano nell’archivio storico della biblioteca comunale di Chieri. “Il Torinese” li ha fatti uscire allo scoperto per la prima volta e chissà, magari un giorno, verranno esposti in una grande mostra sulla presenza dello svevo nelle terre piemontesi. Cosa spinse Federico II, lo Stupor Mundi, ad avvicinarsi al territorio chierese? Amore sfrenato per la cittadina alle porte di Torino? Lui che conosceva bene il Piemonte, che aveva alleati in queste terre ribelli manteneva un’attenzione particolare per Chieri, quasi ossessiva. Si nascondeva forse una delle tante amanti del sovrano, reduce dall’avventura con la contessa astigiana Bianca Lancia, la sua ultima moglie? No, era solo volontà di dominio, di potenza, aveva bisogno che Chieri finisse sotto la sua autorità per controllare meglio il territorio alle porte di Torino.
In un secondo documento, del 1245, l’imperatore la sottrae a tutti i vincoli stabiliti in precedenza con qualunque signore liberando la comunità chierese da patti e convenzioni stretti con località o con privati cittadini. Lo Stupor Mundi cercava amici e alleati anche in una terra ribelle che osteggiava la dinastia germanica degli Hohenstaufen. Cent’anni prima l’esercito di Federico I Barbarossa, nonno di Federico II, passò da queste parti, distrusse Chieri e devastò il chierese. Non è una novità che i depositi degli archivi storici conservino preziosi tesori. Un gioiello appartenuto allo stesso imperatore svevo, rimasto per decenni chiuso in una cassaforte, è ora in mostra all’Istituto italiano di cultura di New York. Si tratta del quarzo che adornava la fibula del mantello con cui Federico II venne deposto in un sarcofago nella Cattedrale di Palermo. La pietra non era mai stata esposta e ora è tra i tesori della rassegna dedicata alle donne che furono fondamentali per l’imperatore. Quattro donne di potere, legatissime a Federico II e tutte battezzate con il nome Costanza: la madre, Costanza d’Altavilla, la prima moglie Costanza d’Aragona, l’imperatrice Costanza, figlia di Federico II e Bianca Lancia e infine la regina Costanza, figlia di Manfredi, altro figlio di Federico II. Filippo Re