Il grande teatro torna tra le montagne olimpiche e lo fa sabato 9 agosto alle ore 21, in piazza del Municipio a Sauze di Cesana, dove Assemblea Teatro porterà in scena lo spettacolo “The snow goose”, una piccola opera musical teatrale liberamente ispirata alle musiche e alle parole dell’omonima opera dei Camel, storica band inglese nata nel 1971.
Interpreti dello spettacolo sono Cristiana Voglino, Alberto Barbi, Chiara Biancardi, Arturo Gerace, Alessandro Dichirico, Sax di Alfredo Ponissi, immagini video di Renato De Gaetano, per la regia di Renzo Sicco. I Camel sono stati un gruppo musicale inglese degli anni Settanta, particolarmente importanti nell’ambito della corrente del rock progressive.
Giovani appassionati, come tanti loro coetanei inglesi, di un libro che ha ispirato una delle loro opere più interessanti “The Snow Goose”, considerato Il piccolo principe anglosassone, di cui composero un’omonima suite musicale di circa 50 minuti, suite che venne eseguita a Torino in un concerto memorabile tenutosi al Centro culturale Hiroshima mon Amour il 20 marzo 2014.
La composizione, come il libro, tratteggia l’esistenza, vicino a un faro, di un personaggio bizzarro e marginale, che incontrerà una bambina e un pennuto ferito, cui dedicherà cure amorevoli che gli ridaranno la possibilità di volare. Il contesto è quello della seconda guerra mondiale. La partitura musicale è totalmente strumentale, priva di testo cantato.
La proposta di Assemblea Teatro è quella di realizzare un ascolto di questa suite musicale nella sua versione integrale, arricchita di frammenti che ricompongono i percorsi della storia, attingendo alle pagine letterarie che l’hanno ispirata. Si tratta di uno spettacolo multimediale nei linguaggi e estremamente ricco di emozioni.
Ingresso libero.
In caso di maltempo lo spettacolo si terrà nella chiesa di San Restituto.
Info Alessandro Battaglino 3475700157
alebatta@ yahoo.com
MARA MARTELLOTTA






Promossa dal “Lions Club Santa Margherita Ligure – Portofino” e dal “Comune di Santa Margherita Ligure”, l’attuale mostra nella cinquecentesca Fortezza Sanmargheritese ha un titolo decisamente curioso, se si pensa che in sé quel titolo, fatto di cinque ben calcolate parole, ne racchiude altri due riferiti ad opere che sono al centro del percorso scenico e concettuale della stessa rassegna. “Parole Parole. Prove di Speranza”. Partiamo proprio da quel “Prove di speranza”. Tre parole folgoranti pensate a dar voce (al centro del grande Salone a piano terra), nella loro simbolica asserzione ad un’installazione “performativa” – riferita al “Giubileo della Speranza” di Papa Francesco – che non credo di sbagliare nell’indicare come vero fulcro centrale della rassegna. In legno di pallet, catramina e olio (estremamente attuale nel riferimento all’atroce crudeltà dei tempi di guerra che oggi paralizzano il mondo) l’opera ci offre la tragica visione di due poderose, sbrecciate “Porte Sante” che, al loro aprirsi, non possono che restituirci sgomento, cumuli di macerie, frammenti di antichi simboli di fede, bianchi sudari di morte e oceani di lacrime di donne, uomini, bambini (quanti bambini!) per i quali la vita è stata solo, o quasi, guerra.

Torino 

