L’ha pensata giusta il presidente del Consiglio. Se si fosse presentato all’assemblea degli gliene avrebbero dette quattro. Inoltre avrebbe dovuto dare risposte agli operai della Fiom che lo aspettavano all’ingresso per chiedergli lumi sulla situazione occupazionale
Oltre alle grane nei rapporti con (e fra) industriali e sindacati, il premier Matteo Renzi deve anche aver pensato agli sgarbi recenti che il suo governo ha fatto a Torino, quando ha deciso di tirare il pacco agli imprenditori riuniti in conclave alla Maserati di Grugliasco. La sua assenza diplomatica forse è stata anche motivata dall’imbarazzo di sentirsene dire di tutti i colori per le vicende dell’Authority dei Trasporti, che il decreto sulla PA vuole trasferita a Roma, e del declassamento dello scalo aeroportuale torinese.
E l’ha pensata giusta il presidente del Consiglio. Se si fosse presentato all’assemblea degli industriali gliene avrebbero dette quattro. Inoltre avrebbe dovuto dare risposte concrete agli operai della Fiom che lo aspettavano all’ingresso dello stabilimento per chiedergli lumi sulla situazione occupazionale. Tornando alle questioni authority e aeroporto, l’appello – rivolto proprio a Renzi – è stato unanime: dal presidente della Regione Sergio Chiamparino, al sindaco Piero Fassino, alla leader degli industriali Licia Mattioli, tutti assolutamente concordi nel dire no agli sgarbi romani.
I rappresentanti istituzionali hanno sottolineato come Torino sia a tutti gli effetti capitale dell’auto e dei trasporti, con eccellenze quali il Politecnico e investimenti sul settore già effettuati. Un discorso strategico collegato allo scalo di Caselle che, con il declassamento rischia di penalizzare Torino e il Piemonte che rappresentano il 10% delle esportazioni italiane. Il messaggio, molto chiaro e forte inviato a Renzi è quindi: giù le mani da Torino. Chissà se il premier questa volta si farà trovare.
(Foto: il Torinese)
Ore 14,30 di lunedì 30 giugno: è ‘ora x della X legislatura regionale. Alla vigilia del gran giorno le sbarre metalliche dei parcheggi dei consiglieri lungo le vie Lascaris e Dellala, che costeggiano il Parlamento regionale, erano quasi tutte abbassate, tanto che chiunque poteva posteggiare. 
Praticamente decimato il centrodestra dall’inchiesta sui rimborsi e quasi del tutto rinnovato il centrosinistra. Da questa legislatura i consiglieri regionali sono 10 in meno, cioè 50 rispetto ai consueti 60. Addirittura 41 le matricole che, il giorno della seduta inaugurale, avranno il compito di eleggere il nuovo Ufficio di presidenza.
In pole position per l’elezione a presidente dell’Assemblea il consigliere Pd Mauro Laus, già indicato dal partito. Mentre per una delle due vicepresidenze il centrodestra sembra essere orientato per Daniela Ruffino, di Forza Italia. Il primo Consiglio sarà presieduto dal consigliere anziano Giovanni Corgnati (Pd) che sovrasterà dal suo scranno quello al “girone” inferiore dell’aula occupato dal governatore Sergio Chiamparino. Tra le novità di questa legislatura una bella sforbiciata agli stipendi dei consiglieri e l’abolizione dei vitalizi.
Migliaia i partecipanti alla sfilata del Gay Pride di Torino, dalla stazione di Porta Susa , lungo via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello e via Po, fino in Piazza Vittorio Veneto. Ha voluto presenziare anche il neo-governatore Sergio Chiamparino che, dopo 4 anni di patrocinio negato alla manifestazione da parte del suo predecessore leghista Roberto Cota, ha invece dato il benestare agli organizzatori di fregiarsi del marchio regionale. Il “sindaco di tutti i piemontesi” ha voluto dimostrare di esserlo davvero, in testa al corteo con l’assessore (pardon, assessora) Monica Cerutti per affermare , ha detto, “il diritto alla differenza che in Europa è un fatto acquisito”.
“Al centro dell’attenzione nella manifestazione – dicono i promotori – i diritti negati alle persone LGBT, questione che vede l’Italia agli ultimi posti in Europa. E una delle richieste del Torino Pride è che vada in porto il disegno di legge che riguarda le persone transessuali”.
La condanna non può sussistere se non c’è un “grave danno” per lo Stato e se non è stata creata “un’apprezzabile possibilità di rinuncia da parte dello Stato alla prosecuzione” delle opere per la Tav
Sabato e domenica all’insegna dell’incertezza, meglio girare sempre con l’ombrello. Soltanto lunedì in Piemonte tornerà il bel tempo. 
Oggi, mercoledì 25 giugno, ha concluso definitivamente la sua attività il Consiglio provinciale di Torino, organo elettivo abolito dalla recente legge Delrio 56 del 2014. Come ultimo atto, il Consiglio provinciale ha approvato un ampio documento di indirizzo sulle funzioni della futura città metropolitana.

Il “diretto del Sole” per quasi 60 anni ha collegato i “due capi” della Penisola percorrendo la tratta Palermo-Torino
Domenica in piazza San Carlo esibizione delle marching band e delle majorettes