La maratona fotografica della Città di Torino – 5° edizione. Domenica 24 settembre 2017, ore 10.00 – Piazza Castello

Settembre, Torino (TO) – Domenica 24 settembre in Piazza Castello torna la “Torino Photo Marathon”, la maratona fotografica della Città di Torino giunta quest’anno alla 5° edizione. 9 temi fotografici per scoprire con occhi diversi il territorio e mettere alla prova la propria creatività. L’evento è organizzato da Italia Photo Marathon in collaborazione con Reflex Tribe, con il patrocinio del Comune di Torino e di FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche). Official Sponsor Tour 2017: Canon, Euronics, Fujifilm, Manfrotto e Nikon – City Sponsor: Iren e Photosi.Radio ufficiale: RADIO GRP. La Torino Photo Marathon è un evento culturale che coniuga la passione per la fotografia e la promozione del territorio al quale possono partecipare tutti gli appassionati dotati di qualunque mezzo fotografico digitale. L’appuntamento è per Domenica 24 settembre 2017 al Click Point allestito in Piazza Castello. Partenza della Photo Marathon ore 10.00. Giunta alla sua 5° edizione la Torino Photo Marathon si presenta ormai come un appuntamento fisso nel panorama culturale torinese forte delle quasi 1500 presenze dell’anno passato. La manifestazione è aperta a tutti, si può partecipare con qualsiasi mezzo fotografico digitale. Durante l’arco della giornata veranno assegnati 3 temi fotografici ogni 3 ore (temi segreti fino al momento del rilascio) per un totale di 9 temi, allo scopo di stimolare i partecipanti a ricercare elementi inusuali e punti di vista originali della città. I fotomaratoneti dovranno caricare i loro scatti entro la mezzanotte del giorno successivo (lunedì 25 settembre) sulla piattaforma multimediale dell’evento.
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NOVITA’ 2017: i partecipanti avranno la possibilità di provare per 3 ore gratuitamente le attrezzature messe a disposizione da CANON, FUJIFILM, NIKON e MANFROTTO. Un’occasione imperdibile per toccare con mano e mettere alla prova sul campo le attrezzature fotografiche che state sognando. Partecipare è facile, basta iscriversi su www.italiaphotomarathon.it/torino , o direttamente nei punti iscrizione convenzionati http://www.italiaphotomarathon.it/punti-convenzionati/
La quota di partecipazione è di 15 € e comprende il kit di gara e la maglietta ufficiale dell’evento. Tra i premi in palio macchine fotografiche, bici elettriche,droni, attrezzature fotografiche, abbonamenti e tanto altro, lista completa su: http://www.italiaphotomarathon.it/torino/premi-torino/
La Torino Photo Marathon è la 6° tappa del Tour 2017 di Italia Photo Marathon (www.italiaphotomarathon.it), che toccherà quest’anno sette città: Genova, Piacenza, Roma, Perugia, Milano, Torino e Palermo.
di Pier Franco Quaglieni
rinnovamento davvero esemplare. Senza fare progetti faraonici,la Fondazione CRT lavora con ritmo tipicamente e saldamente piemontese senza lasciarsi affascinare dall’effimero e dalle mode e soprattutto dal settarismo politico. Il bando non è l’unica strada da perseguire. Il direttore artistico delle OGR è stato scelto senza bando, in assoluta controtendenza . Come scrive Ferraris, la scelta muove” dal rispetto dell’intelligenza e dell’esperienza” che non sempre dai bandi è accertata con sicurezza e imparzialità. Il sistema dei punteggi può riservare brutte e belle sorprese, asseconda dei concorrenti .Molte volte i bandi sono un modo solo apparentemente trasparente per continuare nelle logiche spartitorie del passato. Le OGR saranno davvero il futuro della cultura torinese. Non debbono dimenticarlo Circolo dei lettori e Polo del ‘900 che si ritengono legittimi leviatani che pretendono di assorbire in sè tutto ciò che sia etichettabile come culturale nell’area torinese. E pensare che quando furono aperte frettolosamente nel 2011 per i 150 anni dell’Unità d’Italia in alcuni locali di corso Castelfidardo bastava la pioggia per mettere in crisi tutto.
Trasferitosi a Roma per sfuggire ai rastrellamenti dei fascisti, in seguito alla liberazione della città lavorò a Radio Roma. Tornato a Torino, nel 1946 riprese la professione di avvocato e contemporaneamente andò a dirigere il Giornale Radio. Precedentemente iscritto al Partito d’Azione, nel 1947 entrò nel Partito Repubblicano, diventando il più importante dirigente regionale e uno dei leader repubblicani a livello nazionale a fianco di Ugo La Malfa e in questa veste fu per molti anni consigliere comunale di Torino, ricoprendo la carica di assessore all’Edilizia e allo Stato Civile tra il 1951 e il 1956 ed anche di vicesindaco di Amedeo Peyron. Presidente dell’Università Popolare, come in precedenza suo padre,fu presidente della Comunità israelitica di Torino negli Anni Settanta.Socio della Società per la Cremazione di Torino dal 1941, divenne presidente della Società nel 1961 e mantenne questa carica per circa trent’anni fino al 1990, Di formazione laica, sembra fosse stato aderente alla massoneria,anche se di molti massoni non ebbe mai le ambiguità .Emilio Bachi mori a Torino nel 1990. Le sue ceneri sono conservate nella tomba di famiglia presso il cimitero israelitico di Torino. Egli fu un gentiluomo della politica a cui diede un apporto,assolutamente incompreso dai più ,come grande avvocato civilista nominato in tanti enti e società per la sua competenza e mai per ragioni di tessere politiche. Fu il maggiore civilista nella sua epoca a Torino. Era un personaggio anomalo con il suo cappello diplomatico, sempre elegantissimo, nel già degradato ambiente politico torinese dove lo conobbi e nel quale la cravatta era già diventata un optional . Aveva
avuto degli scontri con La Malfa ed era entrato negli Anni 60 nel partito socialdemocratico,una realtà che lo collegava idealmente alle posizioni di suo padre. Quando però si rese conto che Turati,Treves ,Matteotti e Saragat erano cosa diversa da Nicolazzi e Magliano,abbandonò la politica, salvo rientrare negli ultimi anni nel PRI con tutti gli onori. Era amico di Sandro Pertini che lo nominò Cavaliere di Gran Croce,la massima onorificenza dello Stato. Bachi meritava di essere nominato senatore a vita per la sua esistenza specchiata e per il grande prestigio raggiunto nell’attività forense .Simile a lui ho conosciuto solo il prof. Claudio Dal Piaz . Lo conobbi e lo frequentai, conservo alcune sue lettere. Il prof. Mario Viora di Bastide, presidente della “Reale “e della Deputazione subalpina di storia patria, fu un comune caro amico. Era un uomo del Risorgimento nato in ritardo come lo fu Viora . Aveva fatto sua e vissuto in prima persona la lezione morale di Giuseppe Mazzini. La figlia Simonetta, valente scrittrice che tramanda la storia della famiglia, ne è l’erede orgogliosa e degna.E ne ha pienamente ragione perché un padre come il suo,è cosa rarissima.
A Colleretto Giacosa tra storia e gastronomia canavesana
personaggi importanti che si identificano nel Canavese,a partire da Francesco ed Edoardo Ruffini per poi parlare di Adriano Olivetti e di tanti altri. Una serata riuscita. Merita una citazione il locale dove ho cenato ,il ristorante Del Monte.Lo chef Luca, che non ho conosciuto,perché lui lavora seriamente in cucina e non ama esibirsi nei convenevoli,realizza una cucina con i prodotti del territorio canavesano.Molta frutta e gli ortaggi provengono dall’orto del ristorante. I suoi piatti tipici la tartare di fassone,i ravioli del plin fatti in modo non banale,lo zabaione al Passito di Caluso, In stagione funghi e tartufo bianco e nero. Da consigliarsi la zuppa di cavolo di Montaldo Dora,la tofeja cotta nella pentola di terracotta di Castellamonte. Ho fatto difficoltà a trovare l’insegna del locale che è molto frequentato perché conosciuto ed apprezzato dalla sua clientela. Unica nota negativa il rapporto con Slow Food :ai suoi presidi io non ho mai creduto e resto scettico su molte iniziative di Petrini. Ma il patto con Slow Food appare invisibile.
LETTERE
Enzo Marzo fondatore di “Critica liberale” fu liberale negli anni 70 ,poi si dimise dal partito liberale e incominciò a virare verso il PCI,sempre più a sinistra,magari anche oltre il PCI. Così capitò anche Franco Antonicelli, senatore con i voti del PCI,indipendente da tutto fuorché dal partito che lo elesse.
Una bella sorpresa accoglie i cultori della body art al loro arrivo alla Torino Tattoo Convention: una Jeep® Renegade in versione “tatuata”, nata da un’idea di Mirafiori Motor Village, il più grande flagship del Gruppo Fiat Chrysler Automobiles.
appassionati che non resisteranno alla tentazione di uno scatto o un selfie vicino alla Renegade in versione “tatuata”. Mirafiori Motor Village è presente inoltre nell’area outdoor del Palavela con l’esposizione dei modelli della gamma Jeep®.
serale del taxi condiviso fra persone che fanno percorsi simili con sconti da 20 al 50%. Wetaxi in meno di tre mesi dal lancio conta già 10 mila utenti e 150 corse al giorno e ha anche avviato una collaborazione con il Movement Torino Music Festival, con uno sconto del 50% della tariffa a chi usa l’app per recarsi alla manifestazione. In fase di preparazione anche il ‘Taxi della movida’ per collegare i quartieri del divertimento con sconti fino al 60%.
Circa 14 mila lettori hanno aderito alla sottoscrizione della Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi, consentendo di raccogliere 3,21 milioni di euro a favore delle zone terremotate del centro Italia.
Nei tre giorni di permanenza a Torino chi si recherà sul Truck Tour Banca del Cuore potrà effettuare gratuitamente uno screening di prevenzione cardiovascolare comprensivo di: esame elettrocardiografico e screening aritmico, rilievo della pressione arteriosa, prelievo di una goccia di sangue dal dito per la determinazione di tutto il profilo lipidico – colesterolo totale, HDL, LDL, calcolato COL/HDL, trigliceridi, glicemia, emoglobina glicata – storia clinica e farmaci assunti. Inoltre, al termine della visita ogni cittadino riceverà la stampa del proprio elettrocardiogramma, dello screening metabolico, del proprio rischio cardiovascolare e un kit di 7 opuscoli realizzati da “Fondazione per il tuo cuore” sulla prevenzione cardiovascolare.
Dopo il rientro dalle ferie e potendo godere ancora del clima mite di questo periodo, l’Urban Center Metropolitano propone tre nuovi itinerari urbani che daranno la possibilità ai cittadini di scoprire la propria città attraverso luoghi insoliti e prospettive inedite
peggiore ministra dell’istruzione italiana. Eppure certi ministri Dc cui si deve il disastro del cedimento al ’68 sembravano imbattibili ,come su altro versante lo fu Luigi Berlinguer. Dopo aver proposto un liceo quadriennale, adesso ho avanzato l’idea balzana della scuola media di di due anni. Per lei i programmi di studio sono un optional che si può togliere e mettere da una valigia quando si va in vacanza . I programmi invece sono incomprimibili, se si vogliono svolgere con serietà e adeguato approfondimento secondo i tempi necessari per apprendere ed assimilare . Un anno in più o in meno cambia radicalmente ( in peggio) la scuola. Possibile che la signora Fedeli sia così digiuna di studi da non capire queste elementari verità ? Da sindacalista vuole dare anche agli studenti il minimo sindacale ? Possibile che non non sia in grado di cogliere l’ignoranza immane che già oggi regna tra i giovani ? Possibile che non colga le fatiche sovrumane a cui sono sottoposti i docenti ? Le ore di scuola sottratte ai giovani sarebbe un furto a cui non ci sarebbe più rimedio.
Badoglio? No grazie
amore per la musica>>. Docente al Conservatorio come Mila, teneva trasmissioni radiofoniche di successo, scriveva sulla “Gazzetta del Popolo”, era una conferenziera molto seguita. Mila subì un periodo di carcere durante il fascismo e questo fece la differenza incolmabile. Era stato allievo di Monti al “d’Azeglio”, aveva scritto sull’”Unità”, queste erano le altre differenze. Dopo la chiusura della “Gazzetta del Pololo”, “La Stampa” non le consentì di continuare a scrivere come fece con tanti altri, a cominciare dal direttore Torre divenuto direttore di “Stampa sera”. Ma Lidia come storica della musica e musicologa, allieva di Andrea della Corte, era almeno al livello di Mila ,se non superiore. Mila fu anche incaricato all’Università ma al concorso per professore ordinario venne bocciato. Lui trasse vanto da quella bocciatura subita dopo anni di insegnamento. Era anche una donna coraggiosa che non si lasciò mai sedurre dal conformismo. E questo la penalizzò molto. La ricordo amica generosa, leale, aperta. I suoi capodanni erano mitici nella bella casa di Corso Galileo Ferraris, le sue serate estive nell’accogliente villa di Piossasco restano indimenticabili. Andrebbe ricordata come grande torinese benemerita della musica. Più di Mila, a suo tempo troppo celebrato come studioso, anche se oggi totalmente dimenticato.
Cravero ed è subito Carru’
Cavallo,caduto in volo. Era un giovane esemplare ,figlio del commendator Felice Cavallo ,uno stimato artigiano tappezziere torinese che ebbe la vita segnata dalla tragica morte del figlio. L’eliporto non ebbe successo anche perché la Fiat aveva il suo eliporto per gli aperitivi dell’Avvocato in Sardegna e ritorno immediato a Torino. Dovette chiudere per mancanza di utenti. Con il treno ci si metteva tanto tempo per raggiungere Milano e anche l’autostrada a due corsie era insufficiente. L’elicottero poteva essere una soluzione specie se visto anche come collegamento con Venezia. Durante il Ventennio c’era una linea di idrovolanti con scalo sul Po nei pressi del Castello Medievale che collegava Torino con Trieste. Durò fino da metà degli Anni 20 alla II Guerra Mondiale. Oggi è tutto cambiato e il Frecciarossa ha bruciato i tempi. Una delle poche cose di cui l’Italia si possa vantare, anche se il TGV francese, cara Etienne ,come Lei ben sa, venne con decenni di anticipo.
La XVIII Giornata Europea della Cultura Ebraica, si celebra il 10 settembre in 35 Paesi europei. In Italia verranno coinvolte 81 località di cui 16 in Piemonte
Nei giorni scorsi, durante i lavori della Commissione Urbanistica, in seduta congiunta con la Commissione Cultura e Sport, è stato discusso il tema sul futuro del Motovelodromo di corso Casale
insieme agli assessori allo Sport, Roberto Finardi, e al Patrimonio, Sergio Rolando (che a febbraio rispose in Aula a Magliano), – è stato il vice sindaco Guido Montanari, che ha sottolineato: “Siamo fermamente impegnati a fare tutto il possibile e al più presto, affinché il Motovelodromo recuperi il decoro necessario e continui a svolgere il compito di ospitare manifestazioni aggregative e polivalenti. Desideriamo procedere al restauro della struttura e delle pertinenze verdi circostanti – ha concluso il vice sindaco – restituendole a funzioni associative e sportive con punti di ristorazione e piccole attività commerciali”.