Sabato 7 e domenica 8 aprile torna “Disegniamo l’arte”, la quinta edizione dell’iniziativa che vede protagonisti i bambini dai 6 ai 14 anni in più di 70 siti culturali del Piemonte. I piccoli abbonati e tutti i loro amici con le rispettive famiglie potranno visitare e scoprire in maniera speciale i musei della regione, disegnando con matite Faber-Castell le opere, gli spazi e le architetture che più li caratterizzano e immaginare con la loro fantasia nuovi colori e forme dell’immenso patrimonio culturale e artistico del territorio piemontese.

Nata nel 2014, l’iniziativa è organizzata da Abbonamento Musei Torino Piemonte, il progetto dell’Associazione Abbonamento Musei.it – che ad oggi conta circa 136.000 abbonati, oltre 250 sedi culturali convenzionate e quasi 900.000 ingressi effettuati nel 2017 con la tessera – in collaborazione con i musei piemontesi e si rivolge ai giovani possessori della tessera Abbonamento Musei Junior e tutti i loro amici. Molto più di un laboratorio museale, questo progetto è un’occasione unica per reinterpretare le bellezze del territorio, lasciandosi conquistare dall’arte del disegno, che diventa strumento di interpretazione delle collezioni, delle architetture e in generale delle suggestioni che gli spazi museali producono nei giovani visitatori. Gli abbonati Junior e i loro amici potranno così sentirsi “piccoli artisti” riproducendo gli elementi delle collezioni che più li avranno colpiti e raccontando attraverso la propria creatività il loro personale viaggio tra gioco e arte. Tra i siti culturali che saranno protagonisti dell’edizione 2018 ci sono ad esempio le preziose opere settecentesche del Museo Accorsi-Ometto che saranno lo spunto per disegnare i decori arricciati del Rococò e le forme più buffe di panciute cioccolatiere, angioletti in legno dorato o eleganti tavolini con i piedi a zampa di leone. Al Museo Nazionale del Cinema si potrà reinventare con carta e matite colorate alcuni celebri manifesti delle collezioni del museo o, nei sontuosi spazi di Villa della Regina, disegnare una Sala da Ballo immaginaria. Alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli i bambini diventeranno piccoli architetti, divertendosi a “progettare” nuovi edifici mentre, mentre a CAMERA Centro Italiano per la Fotografia, sperimenteranno la possibilità di modificare un’immagine attraverso l’introduzione di un semplice elemento cromatico, scoprendo la forza espressiva del colore. La GAM di Torino propone invece un viaggio nel tempo e nello spazio tra i capolavori presenti nel rinnovato allestimento della collezione permanente, guidati dai pittori Massimo d’Azeglio, Fontanesi e Delleani.

Sono previste attività all’aperto nei giardini della Reggia di Venaria, alla scoperta delle fioriture primaverili, o nel magnifico parco all’inglese che circonda il Castello di Miradolo, per rielaborare con la propria fantasia alberi e piante secolari.
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Nel cuneese, tra i numerosi musei aderenti della Provincia Granda, i bambini e le loro famiglie saranno accolti dall’antica dimora rinascimentale di Casa Cavassa e dal Castello dei Principi d’Acaja a Fossano dove, sotto una volta affrescata con unicorni, meduse, centauri e arpie, i piccoli diventeranno artisti per disegnare per realizzare la loro speciale grottesca.A Vercelli, il Museo Leone, il Museo Borgogna e quello del Tesoro del Duomo propongono attività interconnesse da una sede museale all’altra, per cimentarsi nella creazione di tre originali cartoline della città, attraverso le suggestioni di opere e reperti conservate nei musei. Tante altre ancora sono le originali proposte dei musei che diventano l’occasione per scoprire o riscoprire il patrimonio museale della nostra regione. Il progetto è sviluppato in partnership con lo sponsor tecnico Faber-Castell, azienda leader nella produzione di articoli per il disegno e la pittura che da sempre sostiene il mondo delle belle arti e che mette a disposizione dei musei la fornitura dei materiali da disegno necessari per la realizzazione dell’attività.
Per i costi e le modalità di partecipazione è possibile consultare il programma dettagliato sul sitowww.abbonamentomusei.it o chiamare il numero verde 800.329.329.
La prenotazione è sempre obbligatoria al numero o all’indirizzo email di riferimento del museo indicato nel programma.



Giovedì 5 aprile, alle 10, al Sacrario del Martinetto di Torino – nella IV Circoscrizione, in corso Svizzera angolo corso Appio Claudio – il vice Presidente Nino Boeti presenzierà alla cerimonia di commemorazione del 74° anniversario del sacrificio dei Componenti il Primo Comitato Militare Regionale del CLN Piemontese
catturati il 31 marzo durante una riunione clandestina nella sacrestia della chiesa di San Giovanni, a Torino. Il 5 aprile Franco Balbis, Quinto Bevilacqua, Giulio Biglieri, Paolo Braccini, Errico Giachino, Eusebio Giambone, Massimo Montano e Giuseppe Perotti vennero portati al poligono di tiro del Martinetto e fucilati da un plotone di militi fascisti della Guardia Nazionale Repubblicana. Il Comando militare era stato costituito clandestinamente a Torino nell’ottobre del 1943, come organo del Comitato di Liberazione Nazionale, con il compito di coordinare le azioni delle bande partigiane già esistenti. Al Martinetto furono uccisi un gran numero di antifascisti e resistenti nei venti mesi che trascorsero tra l’8 settembre 1943 e la Liberazione dell’ aprile 1945.

aprile, e 12 proiezioni di film da tutto il mondo tornando, anche quest’anno, a colorare di blu, colore simbolo dell’autismo, la città di Torino. Per la ricorrenza dei dieci anni, il programma di cinemautismo, curato da Marco Mastino e Ginevra Tomei e organizzato dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema, vedrà affiancati a nuovi lungometraggi e anteprime nazionali, anche alcuni dei film più apprezzati delle passate edizioni che saranno presentati al pubblico affezionato e ai curiosi al Cinema Massimo, al Cinema Lux, al Cinema Greenwich Village e al Cinema Classico. Ingresso libero.
NELL’AMBITO DELLA MOSTRA “PERFUMUM. I PROFUMI DELLA STORIA”, INCONTRI IL 7 E 8 APRILE PROSSIMI
di Pier Franco Quaglieni
Pasqua e gli agnelli
responsabilità. La ricerca dello scoop ad ogni costo è contro la stessa deontologia professionale dei giornalisti, ammesso che essa esista ancora e soprattutto venga rispettata. Nell’età del degrado del “Fatto quotidiano” tutto diventa lecito, ad esempio, pur di infangare l’avversario, anzi il nemico politico. In questi giorni dominano sui giornali notizie allarmanti sul pericolo terroristico in Italia,alimentato da una improvvida intervista del ministro Minniti in cui si afferma che l’Italia è in una situazione di grave rischio attentati. Io credo che il terrorismo vada combattuto in silenzio,così come si fece con le BR. Il Generale Dalla Chiesa non
rilasciava interviste, agiva. Se pensiamo che certi titoli di giornali italiani sono già finiti su giornali stranieri,abbiamo anche chiaro il grave danno arrecato al turismo italiano. Minniti che aveva iniziato molto bene,sostituendo il peggior ministro degli interni della storia recente d’Italia, tal Alfano che permise l’invasione del Paese da parte di centinaia di migliaia di immigrati economici, finisce in modo inglorioso. Minniti è incaricato del disbrigo degli affari correnti. Il tempo delle interviste è finito. In ogni caso, va sottolineato che sta emergendo un legame tra terroristi e immigrati che era stato negato per anni, ma che, ad ogni persona di buon senso, appariva come una inevitabile conseguenza del lassismo e della confusione creati da un’accoglienza spropositata e incontrollata.
vecchio Castagno, in via Lagrange sia destinato a chiudere. Un’altra eccellenza torinese scompare. Castagno era anche gastronomia all’angolo di via Gramsci e anche pescheria in via Mazzini. Poi venne il sequestro del titolare del negozio e venne scritta una pagina non edificante. Castagno si ridusse all’attuale negozio,la bottega del formaggio,ma anche ricca di salumi di alta qualità. Dove potremo andare a comprare la salama da sugo di Ferrara? Dove i passatelli? Dove il vero Castelmagno ? Quando chiuse il grande Toja, principe dei formaggi,Mario Soldati quasi sembrò che si mettesse a piangere:era anche un grande attore. Ma ne fu sinceramente molto addolorato perché riteneva Toja il tempio torinese della qualità. La chiusura di Castagno è un fatto molto simile. Torino, alla faccia di Carlin Petrini che continua a pontificare a difesa del buon cibo, arretra , lasciando ad Oscar Farinetti un monopolio che non merita affatto.
LETTERE
“Torinese” che dovette intervenire la Cassazione per riaffermare che il docente è un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni. Poi c’è la vergogna del comportamento di docenti indegni che vanno condannati, anche se le mele marce non vanno confuse con il corpo docente nel suo insieme. Sicuramente è il prestigio stesso dell’insegnante che è scomparso. Il ruolo e la dignità del professore non ci sono più da decenni. E nella scuola di massa, senza concorsi selettivi, possono anche entrare i pazzi o personaggi incredibili. E’ una realtà dura da accettare, ma la scuola, così com’è, andrebbe rifatta totalmente,anche se qualche isola funzionante c’è. Sono stato di recente a parlare in un liceo torinese che funziona ed ho trovato docenti e studenti motivati, capitanati da una giovane preside entusiasta e capace

