I campi scuola della protezione civile

Sta per iniziare anche in Piemonte la stagione dei campi estivi di Protezione civile: ad oltre 300 ragazzi e ragazze dai 10 ai 16 anni di 14 città verrà insegnato a proteggere la natura e la vita delle persone, a prevenire i danni causati dagli incendi boschivi, a capire l’importanza della prevenzione anche per altri pericoli, a diventare cittadini più attivi e consapevoli del valore dell’ambiente e del territorio, ad essere più preparati in caso di emergenze.

Iniziative salutate con favore dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dall’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi, in quanto “offrono ai giovani l’opportunità capire quanto è importante prevenire i rischi, essere responsabili in caso di emergenze, conoscere procedure che contribuiscono a rendere la nostra comunità più sicura”.

I campi scuola sono un’iniziativa promossa dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con le Regioni, i Comuni, le Organizzazioni nazionali e locali di volontariato in stretta sinergia con le diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale di Protezione civile.

Il calendario del Piemonte

– Orbassano (TO) dal 15 al 20 giugno, organizzato dal Gruppo comunale di PC

– Vinovo (TO) dal 15 al 21 giugno, organizzato da ANA sezione Torino

– Giaveno (TO) dal 22 al 28 giugno, organizzato da ANA sezione Torino

– Solero (AL) dal 28 giugno al 4 luglio, organizzato da ANA sezione Alessandria

– Nichelino (TO) dal 29 giugno al 4 luglio, organizzato dal Gruppo comunale di PC

– Palazzolo Vercellese (VC) dall’1 al 5 luglio, organizzato dai Volontari Cinofili

– Verbania dal 6 al 10 luglio, organizzato dal Nucleo Start ODV

– Biella dal 6 all’11 luglio, organizzato da Associazione Radio Emergenza Comunicazioni

– Gorzegno (CN) dal 19 al 25 luglio, organizzato da Colonna Mobile ODV

– Piobesi Torinese (TO) dal 25 al 29 luglio, organizzato dal Gruppo comunale di PC

– Acqui Terme (AL) dal 27 luglio al 1° agosto, organizzato dall’ANC si Alessandria

– Morano sul Po (AL) dal 27 luglio al 2 agosto, organizzato da FIR CB La Chintana Fenix

– Candiolo (TO) dal 3 al 7 agosto, organizzato dal Gruppo comunale di PC

– Carignano (TO) dal 31 agosto al 5 settembre, organizzato dal Gruppo comunale di PC

 

Vortice di colori su giallo

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CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI ’60

La “UNI Records” nacque nel 1966, fondata da Music Corporation of America (MCA) come nuova etichetta dedicata principalmente alla musica rock e psichedelica, sotto il nome esteso di “Universal City Records”, per il fatto che la sede centrale della MCA si trovava nell’area “Universal City”, in San Fernando Valley, contea di Los Angeles, California. Il logo era semplicemente l’abbreviazione UNI, da ciò la denominazione corrente “UNI Records”, dunque l‘etichetta veniva solitamente chiamata UNI Records. Dal 1967 svettò in pieno splendore con Russ Regan, assunto per il reparto promozionale della UNI, poi rapidamente salito alla carica di direttore generale dell’etichetta. Nel 1972 la MCA volle fondare una “major” con il proprio nome e riunì gli artisti della Decca/Coral, della Kapp e della UNI nella nuova etichetta MCA. Si segnala che la UNI spaziava da rock psichedelico a jazz, soul, country. Tra gli artisti celebri notiamo Neil Diamond, Elton John e Bill Cosby. Russ Regan scoprì il “garage group” Strawberry Alarm Clock, cui si aggiunsero tra gli altri The Druids of Stonehenge, Alexander’s Timeless Bloozband e American Blues. Regan divenne poi presidente di “20th Century Records” e passò anche a “PolyGram”. Nel biennio 1988-89 la UNI riprese brevemente il logo completo “UNI Records”, ma nel 1990 risultava già riassorbita da MCA. Nel 2003 “Geffen Records” assorbì MCA e tuttora gestisce i cataloghi UNI. Si elencano qui i soli 45 giri “UNI [Records]” di garage rock, psych rock e acid rock tra 1967 e 1970:

– THE DAILY FLASH “The French Girl [I-II]” (55001) [1967];

– THE RAINY DAZE “That Acapulco Gold / In My Mind Lives A Forest” (55002) [1967];

– THE FACTORY “Smile, Let Your Life Begin / When I Was An Apple” (55005) [1967];

– HAMILTON WALKER “Graveyard Shift / You Must Be The One” (55010) [1967];

– THE RAINY DAZE “Good Morning, Mr. Smith / Discount City” (55011) [1967];

– THE BOENZEE CRYQUE “Still In Love With You Baby / Sky Gone Gray” (55012) [1967];

– STRAWBERRY ALARM CLOCK “Incense And Peppermints / The Birdman Of Alkatrash” (55018) [1967];

– THE DRUIDS OF STONEHENGE “A Garden Where Nothing Grows / Painted Woman” (55021) [1967];

– THE BOENZEE CRYQUE “Watch The Time / You Won’t Believe It’s True” (55022) [1967];

– EMIL RICHARDS AND THE FACTORY “No Place I’d Rather Be / Do Biddely” (55027) [1967];

– PATRICK AND PAUL “Love Country / Big City Blues” (55030) [1967];

– THE LOOKING GLASS “Virginia Day’s Ragtime Memories / What Am I Doing Cryin’?” (55034) [1967];

– THE SONICS “Anyway The Wind Blues / Lost Love” (55039) [1967];

– THE VISIONS “Small Town Commotion / Keepin’ Your Eyes On The Sun” (55042) [1967];

– STRAWBERRY ALARM CLOCK “Tomorrow / Birds In My Tree” (55046) [1967/68];

– THE YELLOW PAYGES “Our Time Is Running Out / Sweet Sunrise” (55043) [1968];

– ALEXANDER’S TIMELESS BLOOZBAND “Love So Strong (Guitar Song) / Horn Song” (55044) [1968];

– THE LOLLIPOP SHOPPE “You Must Be A Witch / Don’t Close The Door” (55050) [1968];

– MICHAEL PROCYSZYN “Me And Little Mary-O [I-II]” (55054) [1968];

– STRAWBERRY ALARM CLOCK “Sit With The Guru / Pretty Song From Psych-Out” (55055) [1968];

– THE HOOK “Son Of Fantasy / Plug Your Head In” (55057) [1968];

– FEVER TREE “San Francisco Girls (Return Of The Native) / Come With Me (Rainsong)” (55060) [1968];

– THE YELLOW PAYGES “Judge Carter / Childhood Friends” (55072) [1968];

– STRAWBERRY ALARM CLOCK “Barefoot In Baltimore / An Angry Young Man” (55076) [1968];

– THE PLEASURE FAIR “(I’m Gonna Have To) Let You Go / Today” (55078) [1968];

– MICHAEL PROCYSZYN “The World Went Around And Around / Charlie’s Rainbow” (55079) [1968];

– MARS BONFIRE “Ride With Me Baby / Tenderness” (55081) [1968];

– FUTURE “The Shape Of Things To Come / 52%” (55082) [1968];

– ORANGE COLORED SKY “Orange Colored Sky / The Shadow Of Summer” (55088) [1968];

– THE YELLOW PAYGES “Crowd Pleaser / You’re Just What I Was Looking For Today” (55089) [1968];

– STRAWBERRY ALARM CLOCK “Sea Shell / Paxton’s Back Street Carnival” (55093) [1968];

– FEVER TREE “What Time Did You Say It Is In Salt Lake City? / Where Do You Go?” (55095) [1968];

– MICHAEL J. JAMES “She Needs The Same Things I Need / Thinking To Myself” (55096) [1968];

– THE FUN AND GAMES “The Grooviest Girl in The World / It Must Have Been The Wind” (55098) [1968];

– THE YELLOW PAYGES “The Two Of Us / Never Put Away My Love For You” (55107) [1968];

– GIANT CRAB “Hi Ho Silver Lining / Hot Line Conversation” (55094) [1969];

– GIANT CRAB “Believe Or Not / Lydia Purple” (55103) [1969];

– EAST SIDE KIDS “Is My Love Strong / Taking The Time” (55105) [1969];

– FIELDS “Bide My Time / Take You Home” (55106) [1969];

– STRAWBERRY ALARM CLOCK “Miss Attraction / (You Put Me On) Stand By” (55113) [1969];

– STRAWBERRY ALARM CLOCK “Good Morning Starshine / Me And The Township” (55125) [1969];

– GIANT CRAB “Cool It / Intensify My Soul” (55134) [1969];

– FEVER TREE “Love Makes The Sun Rise / Filigree And Shadow” (55146) [1969];

– THE YELLOW PAYGES “Vanilla On My Mind / Would You Mind If I Loved You” (55153) [1969];

– SMOKE “Choose It [I-II]” (55154) [1969];

– GIANT CRAB “E.S.P. / Hot Line Conversation” (55155) [1969];

– SUNDAE FUNNIES “Baby, I Could Be So Good At Loving You / See Things My Way” (55157) [1969];

– STRAWBERRY ALARM CLOCK “Desireé / Changes” (55158) [1969];

– CHARITY “Never Change Your Mind / I Still Love You” (55159) [1969];

– THE GREAT LOVE TRIP “Noah / Why Can’t We Be” (55163) [1969];

– FEVER TREE “Clancy / The Sun Also Rises” (55172) [1969];

– THE YELLOW PAYGES “Slow Down / Frisco Annie” (55176) [1969];

– STRAWBERRY ALARM CLOCK “Starting Out The Day / Small Package” (55185) [1969];

– STRAWBERRY ALARM CLOCK “I Climbed The Mountain / Three” (55190) [1969];

– THE YELLOW PAYGES “Follow The Bouncing Ball / Little Woman” (55192) [1969];

– FEVER TREE “Catcher In The Rye / What Time Did You Say It Is In Salt Lake City?” (55202) [1970];

– THE YELLOW PAYGES “I’m A Man / Home Again” (55225) [1970];

– FEVER TREE “I Am / Grand Candy Young Sweet” (55228) [1970];

– DAYBREAK “I Could Have Heard The Crying / Good Morning Freedom” (55234) [1970].

Gian Marchisio

Data center. Ruffino-Pastorella: ok legge Piemonte ma non frenare l’innovazione

È necessario coinvolgere le amministrazioni locali

 

‘I cittadini piemontesi hanno ragione a interrogarsi e preoccuparsi sulla realizzazione di nuovi impianti di elaborazione dati sulle loro comunità. È giusto quindi intervenire mettendo dei paletti ma senza allarmismi e senza pregiudizi: i datacenter sono fondamentali per la digitalizzazione e lo sviluppo del Paese e della stessa Regione Piemonte. Perciò bene regolamentare il settore ma è necessario coinvolgere le amministrazioni locali”. Lo dice l’On. Daniela Ruffino, deputata e segretaria di Azione Piemonte.

 

‘Dopo la Lombardia, anche il Piemonte si doterà di una norma ad hoc sullo sviluppo di datacenter. È positivo mettere dei paletti ma non è possibile che ogni regione si muova in autonomia. C’è una legge bipartisan a mia prima firma approvata alla Camera che, se approvata al Senato, fornirebbe quella cornice normativa che i cittadini auspicano. Che si aspetta ad approvarla? Che ci siano 20 leggi regionali diverse?’ aggiunge l’on Giulia Pastorella, deputata e vicepresidente di Azione.

Schiavi senza catene / 1

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SOCIOGRAFIA LETTERE DAL PRESENTE

 

PREFAZIONE

Anche chi ha un pessimo rapporto con ala Costituzione italiana e con la legislazione in generale, sa che nel nostro Paese (e nella maggior parte dei Paesi “civili”) la schiavitù è stata abolita cosicché non si debbano più verificare condizioni di vita come nell’antica Roma o nelle piantagioni di cotone nel sud degli USA. E’ proprio l’articolo 3 della nostra Carta costituzionale a sancire che “”Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

Parlo di Italia in particolare perché non conosco così bene la situazione di altri Paesi al punto da poterli includere o escludere da quanto forma oggetto di questo libro; mi sento, però, di trattare l’argomento senza particolari limiti geografici stante che, oggi più che mai, sono un concetto puramente amministrativo.

Tutti noi pensiamo di essere liberi, di poter decidere e scegliere, di non avere obblighi pressanti in merito alle prestazioni lavorative che offriamo cioè di non essere sottoposti ad alcun tipo di schiavitù.

Il resto non conta, non fa parte delle nostre valutazioni cosicché si conferma in noi il concetto di libertà, di facoltà di scelta, di ampio ventaglio di soluzioni adattabili nella quotidianità, sia in campo lavorativo, che amministrativo, economico, finanziario, ecc.

Come vedremo nei vari capitoli la situazione è, invece, tutt’altro che rosea e vi renderete conto di come siamo guidati, a nostra insaputa, nella pratica di ogni nostra azione. Non è fare catastrofismo, non è vedere nero a tutti i costi ma dall’analisi effettuata da molti professionisti in ognuno degli ambii citati in questo libro, vi accorgerete di come, scusate il bisticcio di parole, non vi siate mai accorti di nulla.

Davvero pensate di essere liberi di scegliere cosa mettere nel carrello della spesa? O di decidere quale programma seguire in TV? Per non parlare della moda che ti indica di che colore vestire in quella stagione anche se è l’unico colore che odi profondamente. 

Chi di voi ricorda il grande fratello del romanzo 1984 di Orwell? Allora sembrò impossibile che la società venisse controllata, a sua insaputa, da un Ente superiore, mentre oggi sappiamo tutti che non solo è possibile ma è diventato la quotidianità.

Attraverso alcuni temi ho cercato di rappresentare in quali modi la nostra società è ormai popolata nella quasi totalità da schiavi senza catene, persone sicuramente libere nel movimento ma non nel pensiero, padroni di decidere se andare al mare o in montagna, ma non in grado di decidere autonomamente quando.

Buona lettura

ETERO O GAY?

L’omosessualità non è certamente un’invenzione dei nostri giorni: pensiamo solo a Sodoma, città nella quale gli abitanti commettevano cose inenarrabili (perché avrebbero dovuto narrarle?) al punto che Dio avrebbe mandato prima due angeli sotto mentite spoglie a curiosare qua e là, poi avuta notizia che i sodomiti non si comportavano secondi suoi piani avrebbero distrutto la città. Tuttora, infatti, si usa il termine sodomia (e sodomita chi la pratica) per designare il sesso anale. A parte che mi sembra più un comportamento da umano piuttosto che da Dio distruggere una città anziché comprendere i motivi di un certo comportamento. 

Voci di popolo prima, e dati anagrafici poi, indicano tra i gay Khnumhotep, Alessandro Magno, Giulio Cesare, per arrivare in tempi più vicini a noi a Brunetto Latini, Leonardo da Vinci, Michelangelo e Caravaggio e via via fino a Oscar Wilde, Truman Capote, Luchino Visconti, Don Lurio, Rudol’f Nureev, Jodie Foster, Elton John, Gianna Nannini, Tiziano Ferro  e così via.

Sesso a parte, sono quasi certo che chiunque abbia almeno 40-50 anni non si sia mai posto il problema se Freddy Mercury, George Michael, Boy George, Nei Tennant (Pet Shop Boys) o Jimmy Somerville (Bronski Beat e Communards), Gianna Nannini e molti altri siano o siano stati eterosessuali o omosessuali, per il semplice fatto che ci interessavano come artisti, musicisti o cantanti che fossero, e le loro tendenze sessuali erano o sono una cosa che li riguarda nel privato e non riguarda e non deve riguardare il pubblico.

Da un certo punto in avanti, tipico di una certa parte politica che crea i problemi per far vedere che prova, senza riuscirci perché non ve n’è bisogno, a risolverli ecco che la tendenza politica di un personaggio pubblico diventa una questione di vita o di morte.

Ci troviamo così a dover tutelare i gay come fossero animali in via di estinzione, per evitare rappresaglie nei loro confronti sui luoghi di lavoro, nella scuola e altrove. Io ho decine di amici e conoscenti gay (o, se preferite, gay e lesbiche) ma posso assicurare che non solo non sono ghettizzati ma occupano posizioni lavorative di tutto rispetto, molti di loro sono dirigenti in aziende di importanza internazionale, altri imprenditori, sono amati non solo da genitori, vicini, amici e colleghi ma se ne fregano altamente dei giudizi altrui: dipenderà dal fatto che sono intelligenti? 

Proprio ieri si è tenuto il Pride a Torino e, come sempre, assisto a bordo strada per una pura analisi del fenomeno, per farmi un’idea di come, anno dopo anno, la politica di una certa tendenza stia annaspando alla ricerca di qualcosa da fare. Parlando con quegli amici gay di cui sopra, questi hanno ribadito che non hanno nessuna intenzione di partecipare ad un circo di pagliacci, che si vestono come non vestirebbero mai nella realtà, indottrinati da qualcuno che dice loro che così si è liberi, che bisogna osare. Poi si lamentano che sono ghettizzati, rifiutati: chissà come mai?

E’ molto probabile che, terminata la crociata pro omo, si arriverà a quella su chi svolge i mestieri in casa, perché non è giusto che sia sempre la moglie a farli; e allora vedremo caricature di maschi modello sissy andare in giro agghindati come colf andate a male che dimostreranno come sia ora per le donne di far valere i loro diritti. Naturalmente i capi di quel movimento hanno colf rigorosamente di sesso femminile.

Fermo restando che ognuno può manifestare le proprie opinioni, e non soltanto perché viviamo in una democrazia, ma anche e soprattutto perché le opinioni personali nascono anche dal confronto con le opinioni altrui, ancora nessuno è riuscito a capire a cosa servano le crociate per i diritti LGBTQIA+, partiti a inizio battaglia come LGBT poi, per rinvigorire il dizionario hanno aggiunto la A di asessuale dopo LGBTQI, perché frigida o impotente sembrava brutto, e aggiungendo in coda il +, non si mai che arrivasse qualche altra folgorazione in corso d’opera.

In alcuni licei torinesi, e sicuramente anche di altre città della penisola, sono nati i bagni neutri, cioè bagno che sono adatti a qualsiasi genere senza distinzioni.  Se quegli studenti che l’hanno proposto non fossero disadattati, avrebbero capito che questo risultato è l’esatto opposto di ciò per cui si è lottato per anni, cioè avere bagni dove si possa eventualmente uscire dalla toilette vera e propria per lavarsi le mani, o sistemarsi il vestito. Ovviamente l’iniziativa è stata realizzata nella toilette che era riservata alle donne, perché in quella dei maschi, con gli orinatoi, avrebbe richiesto troppa fatica perché le donne imparassero a centrarli.

Una certa parte politica si lamenta da anni della pletora di problemi irrisolti nel nostro Paese; a parte che, da politico, consiglio a tutti i cittadini di vivere un po’ l’amministrazione pubblica e capire come funzioni prima di lamentarsi, appare palese che finché creeremo problemi per dimostrare di volerli risolvere, non potremo mai risolvere, bene e presto, quelli realmente seri che nascono senza volerlo.

 (Continua)

Sergio Motta

 

Torino-Bardonecchia, solite proteste giustificate

Non solo corsie uniche lunghe chilometri, scambi di carreggiata, restringimenti continui, slalom tra le corsie, chiusure degli svincoli nelle ore di punta o di notte, manutenzione infinita delle gallerie, insomma cantieri ovunque e più ore al volante, ma anche barriere che al casello non si aprono…e si prende la multa! Sono i consueti guai che si incontrano percorrendo l’autostrada Torino-Bardonecchia, sempre più cara e forse la peggiore che attraversa il Piemonte, anche peggio della Torino-Savona, tutto detto! Alcune sera fa, ci scrive un lettore del Torinese, “come tutti i giorni rientrando dal lavoro, passo dalla barriera di Avigliana con il mio Telepass, la sbarra però non si apre e scatta il rosso, così mi fermo. Provo a chiedere aiuto per circa 10 minuti senza ricevere alcuna assistenza. Sono così ripartito, consapevole che, come tutte le altre volte, mi verrà addebitato il passaggio ingiustamente”.    V.M.

Un altro tassello verso il recupero del complesso storico della Cavallerizza Reale 

 

La Giunta comunale, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, ha approvato lo schema di Convenzione attuativa per la realizzazione degli interventi del complesso storico della Cavallerizza Reale e il Progetto di fattibilità tecnico-economica delle opere di urbanizzazione.

Si tratta di un ulteriore tassello verso la riqualificazione e la trasformazione della Cavallerizza in un polo culturale multifunzionale, un mix di attività pubbliche e private, segnando ufficialmente l’avvio del grande cantiere di recupero. A seguito dell’approvazione in Consiglio Comunale, tutti i soggetti coinvolti, escluso Fondazione Compagnia di San Paolo il cui progetto era già stato approvato, hanno presentato i titoli edilizi necessari per dare il via ai lavori sulle porzioni di fabbricati di loro proprietà.

In particolare, nella ex Accademia Militare è prevista la realizzazione di una struttura alberghiera, mentre negli Corpi di Fabbrica di via Verdi e in una piccola porzione dei locali della ex Cappella, si prevede l’insediamento del cosiddetto Polo delle Arti, costituito dall’Accademia delle Belle Arti, dal Conservatorio Giuseppe Verdi e dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi. Gli immobili di proprietà dell’Università di Torino saranno destinati ad ospitare nuovi spazi per l’Ateneo. Negli immobili della Cavallerizza Alfieriana è prevista la realizzazione di uno spazio polivalente dedicato alla ricerca e alla sperimentazione nel campo delle arti performative, attraverso interventi di restauro conservativo della Cavallerizza Alfieriana, del recupero della Rotonda, delle maniche al piano terra della corte delle Guardie e della manica della crociera verso via Verdi. Nella Manica del Mosca, di proprietà della Fondazione Compagnia di San Paolo, invece, si insedierà la nuova sede della Fondazione stessa, mentre nelle Pagliere sono previste attività terziarie.

Tra gli elementi distintivi del recupero della Cavallerizza spicca l’inclusione di un innovativo impianto geotermico che garantirà la climatizzazione sostenibile di tutte le unità immobiliari del complesso. Le progettazioni ipotizzate sul complesso ampliano l’offerta di funzioni pubbliche rispetto a quelle previste dal Programma di Recupero Urbano (PUR) approvato nel 2021, proponendo una riqualificazione orientata alla promozione culturale della Città, restituendo spazi alla fruizione della cittadinanza e dando luogo alla creazione del “polo culturale” auspicato nel percorso di redazione e approvazione del PUR.

TorinoClick

 

Torrente Orco, Sergio Bartoli: «Gli agricoltori non possono rincorrere l’acqua»

“Servono soluzioni subito”

Il Consigliere regionale Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML) ha presentato un’interrogazione a risposta immediata (question time) alla Giunta regionale per sapere quali verifiche urgenti la Regione Piemonte abbia effettuato o intenda effettuare in merito alle criticità segnalate dai Consorzi irrigui del Torrente Orco, con particolare riferimento alle cause delle oscillazioni delle portate, agli effetti sull’approvvigionamento irriguo e sul Deflusso Ecologico, e quali iniziative immediate intenda assumere, per esempio attraverso la convocazione di un tavolo tecnico con tutti i soggetti interessati, per garantire una gestione coordinata, stabile e prevedibile della risorsa idrica a tutela del comparto agricolo canavesano durante la stagione irrigua in corso.

 

«L’acqua è una necessità inderogabile per la sopravvivenza delle aziende agricole e per la tutela di un comparto che rappresenta una parte fondamentale dell’economia del Canavese – afferma Bartoli –. Quando gli agricoltori non possono contare su portate stabili e prevedibili, diventa impossibile programmare correttamente le irrigazioni, con conseguenze che rischiano di ripercuotersi direttamente sulla produttività delle colture e sulla sostenibilità economica delle imprese».

 

Le segnalazioni raccolte dal Consigliere Bartoli e provenienti dai Consorzi irrigui evidenziano infatti una situazione già emersa nel corso del 2025 e che si starebbe riproponendo anche nella stagione irrigua 2026: forti oscillazioni delle portate durante la giornata rendono estremamente difficoltosa la gestione dei canali e la distribuzione dell’acqua alle aziende agricole, proprio nel periodo di maggiore necessità per le colture, oltre a mettere a rischio i pochi pesci che ancora popolano il torrente.

 

«Il Canavese non può subire passivamente situazioni che mettono a rischio il lavoro degli agricoltori e la valorizzazione delle produzioni locali. La priorità deve essere garantire continuità nell’approvvigionamento idrico. Le aziende agricole stanno affrontando costi crescenti, cambiamenti climatici causano periodi sempre più frequenti di stress idrico. In questo contesto è indispensabile che le istituzioni garantiscano condizioni certe e affidabili e che si prenda ogni misura affinché eventuali operazioni derivanti da impianti che insistono sull’alveo del torrente Orco non interferiscano con i cicli naturali della fauna e dell’agricoltura. Difendere l’acqua destinata all’irrigazione significa difendere il lavoro degli agricoltori, la competitività delle nostre produzioni e il futuro stesso del territorio canavesano; difendere la fauna e l’ambiente significa difendere uno dei grandi patrimoni del Piemonte», conclude Bartoli.

“E-STATE in legalità” al parco Peccei

​Nell’ambito delle attività istituzionali organizzate dalla Questura rivolte ai più piccoli, questa mattina ha avuto luogo, all’interno del Parco “Aurelio Peccei” di Torino, l’iniziativa “E- STATE in legalità”, finalizzata a stimolare i minori a riflettere sull’importanza del rispetto delle regole, della legalità e a favorirne l’avvicinamento alle istituzioni.
L’evento, organizzato con la parrocchia “NOI Risurrezione del Signore APS”, ha visto la partecipazione di ragazzi di età compresa tra i 6 e i 13 anni frequentatori dei centri estivi dei quattro oratori dell’Unità Pastorale 15 del quartiere “Barriera di Milano”.
Al Villaggio della Polizia allestito nell’area compresa fra via Valprato e via Gressoney, è stato possibile per i bambini venire a contatto con le diverse articolazioni e specialità della Polizia di Stato, che hanno offerto il proprio contributo attraverso mirati momenti formativi e informativi. In particolare:
  • ​La Divisione Polizia Anticrimine ha affrontato i temi del bullismo, del cyberbullismo e della campagna nazionale permanente contro la violenza di genere “Questo non è amore”.
  • ​L’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico è stato presente con gli operatori delle Volanti, che hanno illustrato l’utilizzo dei tablet e dell’applicazione “YouPol”, e con i nuclei speciali degli Artificieri, dell’Unità Cinofila e dell’Unità Ippomontate.
  • ​L’Ufficio Sanitario Provinciale ha curato una dimostrazione didattica sulla corretta esecuzione della rianimazione cardio-polmonare attraverso l’utilizzo di manichini.
  • ​Il Compartimento Polizia Ferroviaria ha illustrato le norme comportamentali e la prevenzione dei reati in ambito ferroviario nell’ambito del progetto “Train to be cool”.
  • ​La Sezione Polizia Stradale di Torino ha fornito consigli di educazione stradale legati al “Progetto Icaro”, approfondendo le regole per pedoni, ciclisti e conducenti di monopattini elettrici o ciclomotori, con focus sulla guida alterata e l’uso del casco.​
Alla manifestazione sono stati presenti anche il Prefetto di Torino, Giovanni Cafagna, e il Questore di Torino, Massimo Gambino.

I Signori del Piemonte. Ritratti e memorie di una grande dinastia europea

Palazzo Lascaris, dal 18 giugno al 20 luglio prossimo, in occasione delle celebrazioni per la Festa del Piemonte, ospita una mostra sui Savoia dal titolo “I Signori del Piemonte. Ritratti e memorie di una grande dinastia europea”.

L’esposizione prende spunto da 24 dipinti originali provenienti dalla collezione di Marco Albera, comprendente ritratti di duchi, principi e re della casata Savoia che hanno regnato sul territorio piemontese per nove secoli.

“Con questa mostra – ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco – diamo il via ai numerosi appuntamenti legati alla festa del Piemonte, che,  come ogni anno, celebriamo il 19 luglio. Si tratta  di cinquanta incontri  che coinvolgeranno tutto il territorio regionale delle otto province del Piemonte, da oggi fino a fine ottobre, una iniziativa che speriamo di allargare sempre più nei prossimi anni.

Sul tema della mostra il Presidente Nicco ha voluto rimarcare la grande collaborazione avuta con Marco Albera per il prestito dei dipinti che ne costituiscono il cuore. All’inaugurazione erano presenti la moglie e i figli del collezionista.

La galleria dei ritratti dei Savoia parte da Emanuele Filiberto detto “Testa di ferro”, colui che trasformò Torino in una capitale, spostando la sede del  suo ducato da Chambery nel 1563.

I dipinti risalgono per la maggior parte al periodo tra la seconda metà del Cinquecento e la fine dell’Ottocento,  non mancano le due Madame Reali che ressero il regno al posto dei figli minorenni e il piccolo Francesco Giacinto che visse soltanto sei anni tra il 1632 e il 1638.

Tra gli altri sono da segnalare il ritratto di Carlo Emanuele III realizzato dalla pittrice Maria Giovanna Clementi detta “La Clementina” e  i dodici ritratti della famiglia di Vittorio Amedeo III, dipinti da Carlo Sarmetti alla fine del Settecento.

Le riproduzioni delle mappe degli Stati sabaudi di Terraferma illustrano i possedimenti della casata subalpina, che arrivarono a comprendere anche la Liguria e la Sardegna.

All’interno di una teca è  conservato il volume “Famiglie celebri italiane”, preziosa raccolta sulla storia di 150 famiglie italiane, opera di Pompeo Litta Biumi (1781-1852), pubblicata a dispense tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

La mostra e il catalogo sono stati curati da Giorgio Enrico Cavallo e realizzati dal Consiglio regionale del Piemonte in collaborazione con il Centro Studi Piemontesi. Il curatore Cavallo, durante l’inaugurazione, ha ricordato l’importanza della dinastia Savoia per la storia del Piemonte e le principali vicissitudini che l’hanno portata Cavalloicare l’Italia nel 1861.
MM
Gustavo Mola di Nomaglio e Albina Malerba, rispettivamente vicepresidente e direttore del Centro Studi Piemontese, hanno sottolineato la necessità storica di conoscere sempre meglio le vicende di casa Savoia.

La mostra intitolata “I Signori del Piemonte” rimarrà aperta  al pubblico in via Alfieri 15 a Torino

dal 18 giugno al 20 luglio prossimo, nelle tre sale della galleria Carla Spagnuolo , dal lunedì al venerdì  dalle 9 alle 17. Ingresso gratuito e catalogo in omaggio.

Mara Martellotta

Costruzioni, nel Nord-Ovest prevale la fiducia: metà delle imprese prevede ricavi in aumento

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Il settore delle costruzioni nelle regioni del Nord-Ovest guarda ai prossimi mesi con un cauto ottimismo. È quanto emerge dall’Osservatorio SAIE realizzato in collaborazione con Nomisma e presentato oggi a Genova in occasione dell’ultima tappa dei SAIE Lab | On Tour, dedicata al tema delle infrastrutture e del loro ruolo nello sviluppo dei territori.

L’incontro, intitolato “Infrastrutture e territorio: Progetto, sostenibilità, digitalizzazione e manutenzione delle infrastrutture”, ha chiuso il ciclo di appuntamenti itineranti organizzati da SAIE in vista della manifestazione nazionale che si svolgerà a Bologna dal 7 al 10 ottobre 2026.

Al centro del confronto il tema delle opere infrastrutturali, particolarmente rilevante in Liguria, una regione dove la conformazione geografica rende strategici gli investimenti in mobilità, sicurezza e collegamenti. Negli ultimi anni il territorio ha beneficiato di importanti risorse provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, che hanno sostenuto migliaia di interventi, molti dei quali ancora in fase di realizzazione.

Parallelamente al dibattito è stata diffusa l’indagine dedicata alle imprese della filiera delle costruzioni di Liguria, Lombardia e Piemonte. Il quadro che emerge evidenzia un clima di moderata fiducia: quasi un’azienda su due ritiene infatti di poter chiudere il 2026 con un incremento del fatturato rispetto all’anno precedente.

Anche sul fronte degli ordinativi prevale una valutazione positiva. Circa la metà delle imprese considera adeguato il proprio portafoglio lavori rispetto agli obiettivi economici e finanziari, mentre una quota significativa preferisce attendere l’evoluzione del mercato prima di formulare previsioni definitive.

Tra le priorità segnalate dalle aziende emerge con forza il tema del lavoro. Sebbene molte imprese intendano rafforzare gli organici nei prossimi mesi, la principale difficoltà continua a essere la reperibilità di figure professionali specializzate. La carenza di personale qualificato rappresenta oggi il problema più sentito dagli operatori del comparto, davanti all’aumento dei costi delle materie prime e alla crescente pressione concorrenziale.

L’Osservatorio ha inoltre analizzato il livello di conoscenza del Piano europeo dedicato all’edilizia abitativa sostenibile. I risultati mostrano come il programma sia ancora poco noto a una parte consistente delle aziende del Nord-Ovest. Tuttavia, tra le imprese che hanno valutato la propria capacità di risposta alle nuove esigenze del mercato, la maggioranza ritiene di possedere competenze e strumenti adeguati per affrontare la crescente domanda di edifici più efficienti, innovativi e sostenibili.

Le aziende interpellate esprimono inoltre fiducia nella capacità competitiva del sistema produttivo italiano. Molti operatori ritengono che i produttori nazionali siano pienamente in grado di confrontarsi con i concorrenti europei nei settori legati all’edilizia del futuro, mentre una quota significativa considera l’Italia tra i Paesi leader del comparto.

Durante l’incontro sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria, che hanno sottolineato l’importanza delle infrastrutture come elemento fondamentale per la crescita economica e la competitività dei territori. Particolare attenzione è stata riservata alle grandi opere in corso in Liguria, considerate determinanti per migliorare collegamenti, sicurezza e capacità logistica dell’intero Nord-Ovest.

“Genova sta vivendo una stagione di trasformazione urbana senza precedenti, come dimostrano i 46 cantieri strategici per i 4 assi di Forza attualmente attivi in città. Una sfida monumentale che ci vede impegnati in prima linea per rispettare i tempi serrati del PNRR, la cui imminente scadenza rappresenta un traguardo ma anche un trampolino di lancio per il futuro del nostro territorio”, ha dichiarato Massimo Ferrante, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Genova.

“Si tratta di interventi che migliorano la mobilità delle persone e delle merci, aumentano la sicurezza e rafforzano la competitività dei territori. Sono opere indispensabili per sostenere la crescita economica del Paese e rappresentano un esempio concreto di come investire in infrastrutture significhi investire nel futuro dell’Italia”, ha affermato Emanuele Ferraloro, presidente di Federcostruzioni.

“Quella di Genova è la tappa conclusiva di questo percorso itinerante e straordinario che SAIE ha voluto costruire per portare il confronto direttamente nei territori. Non potevamo non arrivare qui, in una regione che conosce molto bene l’importanza delle infrastrutture”, ha sottolineato Emilio Bianchi, direttore generale di SAIE.

Conclusa l’esperienza dei SAIE Lab, l’attenzione si sposta ora su SAIE – La Fiera delle Costruzioni, in programma a BolognaFiere dal 7 al 10 ottobre 2026, dove saranno approfonditi i temi emersi durante il tour e le principali sfide che attendono il settore nei prossimi anni.