CRONACA- Pagina 574

Sequestro di 1,2 kg di droga nei primi giorni di agosto

Continua in modo capillare sul territorio cittadino l’attività della Polizia di Stato volta al contrasto ed alla prevenzione dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Nelle scorse ore, grazie all’intensificazione dei controlli operato dalle pattuglie sul territorio, sono stati diversi gli arresti della Polizia di Stato per reati inerenti allo spaccio di sostanze stupefacenti: in particolare, personale dell’UPGeSP e del Commissariato di P.S. “Dora Vanchiglia” ha proceduto all’arresto di 4 persone, al sequestro di sostanze stupefacenti per più di un chilo e duecento grammi tra cocaina, crack, mdma e hashish e denaro, verosimile provento dell’attività di spaccio, per oltre 2000 euro.

Il primo caso quando giunge alla centrale operativa la segnalazione di urla provenienti da un appartamento all’interno di un condominio in Strada del Portone.

Gli agenti dell’UPGeSP intervenuti individuano l’abitazione, alla porta si presenta un cittadino italiano di 30 anni, semi nudo, con alcuni tagli sul corpo ed in evidente stato di alterazione psicofisica.

L’interno dell’appartamento, a soqquadro e con vari suppellettili ed oggetti rotti: gli agenti notano una padella con della polvere bianca, risultata successivamente essere cocaina. Nella fattispecie, la sostanza stupefacente era presente in altre zone della casa e sparsa sul mobilio della cucina e della camera da letto.

Con l’ausilio dei cinofili dell’Arma dei Carabinieri di Volpiano, gli agenti rinvengono nell’armadio, celati tra i vestiti, un portafoglio contenente diversi frammenti di sostanza stupefacente; sotto al comodino della polvere bianca in una confezione sottovuoto; in un altro mobile 2 frammenti di hashish, 3 bilancini di precisione e in un secondo portafoglio, nascosto sotto il letto, circa 1050 euro in contanti.

Nel frattempo il 30enne riceveva sul proprio telefono cellulare numerose chiamate e messaggi da diverse applicazioni di messaggistica ed era possibile visualizzare immagini, che immortalavano i medesimi bilancini di precisione rinvenuti dagli operatori con sopra della sostanza stupefacente, dalle quali poteva verosimilmente dedursi un’intensa attività di spaccio.

Nel complesso, nell’abitazione sono state rinvenute differenti tipologie di sostanze stupefacenti quali cocaina, crack, hashish e mdma, per un totale di oltre 200 gr di mdma e oltre 200 gr di cocaina.

Il 30enne è stato tratto in arresto per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Lo stesso giorno gli agenti dell’UPGeSP traggono in arresto un cittadino tunisino di 19 anni gravemente indiziato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e lo indagano per porto d’armi per cui non è ammessa licenza.

È sera quando gli agenti, percorrendo corso Stati Uniti in direzione stazione Porta Nuova, notano due ragazzi a bordo di un monopattino elettrico che alla vista della volante iniziano a guidare a velocità sostenuta.

Gli agenti fanno inversione e li inseguono, fino a fargli arrestare la marcia pochi metri più avanti.

Il ragazzo che guidava il monopattino, da subito insofferente al controllo, aveva difatti negli slip 6 involucri termosaldati contenenti cocaina e 2 pezzi di hashish. Nel borsello un telefono cellulare, su cui arrivavano diversi messaggi attraverso applicazione di messaggistica con sistema di cancellazione automatica, poco più di 1000 euro in contanti dei quali non era in grado di giustificare il possesso e una pinza multiuso comprensiva di coltello affilato con la lama ancora sporca di sostanza stupefacente.

Il tutto è stato sequestrato e il 19enne tratto in arresto.

Un cittadino marocchino di trentatré anni gravemente indiziato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio è stato, invece, arrestato dai poliziotti del Comm.to di P.S. Dora Vanchiglia.

È mattina quando la pattuglia del commissariato, transitando in Lungo Dora Napoli, nota un uomo dall’atteggiamento sospetto che alla vista degli agenti, aumenta il passo lanciando un sacchetto in un’aiuola lì vicino per poi darsi alla fuga verso Via Cigna.

I poliziotti, dopo aver perlustrato la zona e recuperato il sacchetto che conteneva quattro pezzi di hashish del peso complessivo di 100 gr, riescono a rintracciare il soggetto che, nel frattempo, era ritornato nei pressi dell’aiuola verosimilmente per recuperare il materiale abbandonato poco prima.

L’uomo viene fermato dagli agenti all’altezza del “Cortile del Maglio” e dagli accertamenti effettuati risulterà destinatario di un DACUR, provvedimento che vieta l’accesso nelle zone comprese tra Corso Vercelli, Lungo Dora Napoli, Lungo Dora Firenze, Corso Giulio Cesare, Corso Novare e Corso Emilia.

Ultimo arresto, quello di un cittadino marocchino di 37 anni gravemente indiziato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, indagato anche per resistenza a P.U.  e violazione della Legge sull’immigrazione.

È pomeriggio quando i poliziotti della Squadra Volante dell’UPGeSP, perlustrando l’area compresa fra Corso Regina Margherita, corso Principe Oddone, via Masserano, via Maria Ausiliatrice e le vie limitrofe, ove spesso i cittadini hanno segnalato, tramite l’applicazione Youpol, smercio di sostanze stupefacenti, notano una persona con una busta in mano piuttosto pesante aggirarsi sul controviale di corso Principe Oddone, guardandosi intorno con fare circospetto.

L’uomo viene raggiunto sul Lungo Dora Agrigento e, alla vista della Volante, si dà a precipitosa fuga, disfacendosi della busta che aveva con sè; l’uomo, nonostante vari tentativi di depistaggio compiuti imboccando vie strette e a senso unico nelle quali le Volanti avrebbero avuto difficoltà a passare, verrà raggiunto su via Borgo Dora.

Infatti, dopo aver fatto ingresso in uno stabile sapendo di poter usare un’uscita secondaria, si vedeva chiuso il passo da un’altra pattuglia dell’UPGeSp i cui componenti conoscevano perfettamente le caratteristiche dello stabile e opponeva loro una strenua resistenza, fino ad essere fermato.

Nella busta di cui si era disfatto poco prima, prontamente recuperata, i poliziotti rinvengono e sequestrano 7 panetti di hashish da 100 grammi ciascuno.

Il 37enne è stato tratto in arresto per la detenzione dello stupefacente, denunciato per la resistenza opposta e per essere risultato inottemperante all’ordine del Questore della provincia di Torino a lasciare il territorio nazionale.

Nuove violenze nelle carceri piemontesi

Sono state ultime ore da incubo, quelle trascorse ieri sera nella Casa circondariale di Vercelli, dopo che un detenuto straniero, alterato dall’alcool, si è lesionato il proprio corpo ed ha aggredito alcuni poliziotti, dopo averli minacciati per ore con lamette e rudimentali oggetti da taglio. Come spiegano Vicente Santilli e Mario Corvino, rispettivamente segretario e vice del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, “dopo la contestazione di una sanzione disciplinare che lo riguardava per un precedente comportamento violento, un detenuto nordafricano, per altro alterato dall’alcool ricavato dalla illegale macerazione della frutta in cella, si è reso protagonista di una folle e scellerata protesta. Ha minacciato il personale con lamette e oggetti da taglio, lesionandosi il corpo, per poi scagliandosi contro alcuni poliziotti, colpendoli con calci e pugni”. Momenti di grande tensione, “nonostante la Polizia penitenziaria avesse da subito cercato di contenere la violenza dell’uomo. con una opera di mediazione a cui l’uomo reagiva con un comportamento aggressivo e minacciando i Baschi Azzurri. Il SAPPe esprime la propria solidarietà agli agenti feriti e contusi nel carcere di Vercelli e auspica che il prima possibile si intervenga sulle aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria, oramai saturo di ciò che sta subendo”. Tuona il segretario generale del SAPPE Donato Capece: “Basta! A questo hanno portato questi anni di ipergarantismo nelle carceri, dove ai detenuti è stato praticamente permesso di auto gestirsi con provvedimenti scellerati ‘a pioggia’ come la vigilanza dinamica e il regime aperto, con detenuti fuori dalle celle pressoché tutto il giorno a non fare nulla nei corridoi delle Sezioni. E queste sono anche le conseguenze di una politica penitenziaria che invece di punire, sia sotto il profilo disciplinare che penale, i detenuti violenti, non assumono severi provvedimenti”.

“Non è un caso”, aggiunge il leader nazionale del SAPPE, “che c’è stata e c’è una crescita esponenziale di episodi violenti da parte di detenuti stranieri e con problemi psichiatrici, a dimostrazione della incapacità politica a trovare una efficace soluzione alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari che invece dovrebbero essere riaperti, con regole e gestioni differenti rispetto al passato ma assolutamente necessari, e di una politica di espulsione dall’Italia dei ristretti violenti”. Per questo Capece, che si appella alle Autorità istituzionali e politiche, ritiene urgente “dotare al più presto anche la Polizia Penitenziaria del taser e di ogni altro strumento utile a difendersi dalla violenza di delinquenti che non hanno alcun rispetto delle regole e delle persone che rappresentano lo Stato”.

Serate sulla Salute con il Comune di Sauze d’Oulx

SAUZE D’OULX Il Comune di Sauze d’Oulx, grazie all’impegno in prima persona del neo Consigliere Comunale Maurizio Moroni, in questo mese di agosto organizza tre serate dal titolo “Prevenire meglio che curare – Competenza e conoscenza – I medici specialisti incontrano la popolazione”.

Tre serate interattive per affrontare insieme alcuni temi di grande attualità che si terranno sempre alle ore 21 presso la sala Conferenze dell’Ufficio del Turismo in viale Genevris 7.

Si inizia martedì 13 agosto, proprio con il dottor Maurizio Moroni, Direttore Struttura Complessa Urologia 1 ASL Città di Torino, che affronterà il tema “La prevenzione dei tumori urologici”.

Secondo appuntamento domenica 18 agosto con il Professor Giovanni Succo, Presidente della Società Europea di Oncologia Cervico – Cefalica e Direttore Struttura Complessa ORL 2 ASL Città di Torino, che tratterà l’argomento “La prevenzione dei tumori otorinolaringoiatrici”.

Il ciclo di incontri dedicati alla salute si concluderà venerdì 30 agosto con il dottor Gianluca Collo, Presidente della Società degli Ortopedici e Traumatologi Ospedalieri del Piemonte e Valle d’Aosta e Direttore Struttura Complessa Ortopedia 1 ASL Città di Torino, che relazionerà sul tema “La prevenzione delle patologie degenerative osteo-articolari”.

Tutti gli incontri saranno ad ingresso libero e senza necessità di prenotazioni.

Investita da un’auto davanti al Giovanni Bosco muore bimba di due anni

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Una bimba di 2 anni  è stata investita davanti all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino ed è morta per i traumi riportati. L’incidente è avvenuto ieri quando la piccola, di etnia rom, si sarebbe trovata nel parcheggio con la madre per andare a trovare un parente in ospedale: una donna di 57 anni, facendo manovra, l’avrebbe investita con la propria vettura, finendo anche lei sotto shock in ospedale. Tensioni all’arrivo di un gruppo di parenti della madre e della bimba deceduta. Tra le ipotesi, negata dalla madre della vittima, anche quella che stessero chiedendo l’elemosina davanti all’ospedale.

Ferisce il vicino con un colpo di ascia alla testa

Un uomo di 53 anni di origini romene è  stato arrestato dai carabinieri  di Avigliana con l’accusa di lesioni personale aggravate. I militari sono intervenuti per sedare una lite condominiale tra due coppie di coniugi. L’uomo avrebbe colpito alla testa con un’ascia il marito della vicina di casa. Ferito non gravemente è stato portato all’ospedale di Rivoli in prognosi riservata. L’aggressore è ora agli arresti domiciliari.

Muore a 31 anni per un malore mentre nuota

Aveva di 31 anni il giovane di origine peruviana e residente nel milanese, morto nelle acque del lago Maggiore a Verbania. Inutili i soccorsi del 118 durati almeno mezz’ora. L’uomo che si trovava in compagnia di un amico, ha chiesto aiuto mentre nuotava a pochi metri dalla riva. E’ probabile che abbia avuto un malore.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

La polizia rimpatria cinque irregolari

La Polizia di Stato attraverso i controlli svolti dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino ha effettuato 14 rimpatri nel mese di luglio 2024, mentre già nella prima settimana di Agosto sono 5 le persone rimpatriate.  Si tratta di 2 cittadini rumeni, 1 albanese, 1 ivoriano ed 1 senegalese riguardanti soggetti che si sono macchiati, sul nostro territorio, di reati di particolare allarme sociale.

I rimpatri dei due cittadini rumeni sono avvenuti dopo la loro scarcerazione.

Il primo era stato condannato con sentenza della Corte d’Appello, in data 05.10.2021, per il tentato omicidio di un connazionale. I fatti risalgono al 21 Agosto 2020, quando lo straniero aggrediva in Piazza della Repubblica un altro cittadino rumeno per futili motivi e gli procurava lesioni gravissime, colpendolo ripetutamente con calci e pugni, anche quando quest’ultimo cadeva a terra in stato di incoscienza. L’aggressore tentava di fuggire alla vista delle forze dell’ordine ma, dopo esser stato inseguito, veniva arrestato. L’uomo era già stato denunciato ed arrestato in passato per maltrattamenti in famiglia nei confronti della compagna moldava, denunciato per percosse, per resistenza a pubblico ufficiale, per frode informatica ed arrestato per evasione dagli arresti domiciliari. Il rimpatrio con destinazione Bucarest è stato eseguito a seguito di emissione del decreto prefettizio di allontanamento dal territorio nazionale per motivi di pubblica sicurezza, provvedimento convalidato dal Tribunale Ordinario di Torino.

Il secondo cittadino rumeno rimpatriato era stato condannato a 9 mesi di reclusione per un cumulo di pene relative a reati commessi in diverse regioni d’Italia (Lazio, Liguria e Piemonte): nello specifico, decine di furti, di cui alcuni anche aggravati, ricettazione ed indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito. Il soggetto aveva a proprio carico anche precedenti di polizia per lesioni personali, furto e porto d’armi od oggetti atti ad offendere. L’uomo, già colpito da decreto di allontanamento emesso dal Prefetto di Como il 13 giugno del 2018, è stato rimpatriato con destinazione Timisoara a seguito di convalida dell’accompagnamento immediato alla frontiera da parte del Tribunale Ordinario di Torino.

Il 7 Agosto u.s. è stato eseguito il rimpatrio di un cittadino albanese, già respinto e espulso dal territorio nazionale, che più volte, a seguito di controlli alla frontiera, è risultato accompagnarsi con diversi soggetti perlopiù stranieri con diversi precedenti di polizia a proprio carico.

Sottoposto alla misura alternativa al trattenimento presso il CPR, con ritiro del passaporto e sottoposizione all’obbligo di presentazione negli uffici della Polizia di Stato due volte a settimana, è stato rimpatriato con destinazione Tirana, dopo la convalida della misura da parte dell’Autorità Giudiziaria.

Infine, sono stati effettuati i rimpatri di un cittadino della Costa d’Avorio e di un cittadino del Senegal.

Il primo era stato arrestato il 18 luglio 2022 per maltrattamenti e lesioni nei confronti della compagna, che in una delle aggressioni veniva colpita ripetutamente al volto riportando una prognosi di 25 giorni. Nei confronti dell’uomo veniva emesso il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla parte offesa e il divieto di comunicazione con la medesima. Rintracciato, in considerazione della irregolarità sul territorio nazionale, lo stesso è stato espulso con provvedimento di accompagnamento immediato alla frontiera, convalidato dal Giudice di pace di Torino ed eseguito, nello stesso giorno, dall’aeroporto di Milano-Malpensa alla volta di Abidjan.

Il secondo, cittadino senegalese in posizione di irregolarità amministrativa sul territorio nazionale, già denunciato per reati di inquinamento ambientale e discarica abusiva, dopo esser già stato sottoposto alla misura alternativa al trattenimento dal locale Ufficio Immigrazione, provvedimento convalidato dal Giudice di Pace di Torino, è stato accompagnato presso lo scalo aereo di Torino Caselle con volo diretto a Dakar.

AL bioparco Zoom ghiaccioli per gli animali

Prosegue il caldo record, da bollino rosso.

Dopo un week end di afa e gran caldo, previsto anche per oggi, lunedì 12 agosto, allerta caldo di livello 3 con una temperatura percepita di 40°.

Anche al Bioparco ZOOM di Torino il caldo si fa sentire… e per sconfiggerlo, gli animali che amano l’acqua – come pinguini, ippopotami, lontre e tigri – passano le loro giornate in ammollo, e per tutti gli altri i keeper hanno preparato freschi e gustosi ghiaccioli per tutti!

Inseriti all’interno dei loro habitat, spesso nascosti o appesi come attività di arricchimento e premio, affinchè gli animali possano divertirsi nella ricerca e nel raggiungimento degli stessi, i ghiaccioli vengono preparati ogni giorno e contengono, per i carnivori, pezzi di carne o pesce, mentre per giraffe, lemuri, suricati o gibboni, deliziosi pezzi di frutta.

Un modo originale per nutrire gli animali e permettere loro di sopportare meglio e con gusto il clima torrido di questi giorni!

Guasto al grattacielo Piemonte, 48 ore per riparare la climatizzazione

La Regione Piemonte rende noto che le squadre al lavoro durante la giornata di oggi hanno riparato il guasto che si era verificato la scorsa notte all’interno di un locale tecnico al 42esimo piano del Grattacielo Piemonte.

Per il completo riavvio del sistema di climatizzazione interna sono però necessarie circa 48 ore e alla luce delle alte temperature previste a Torino nei prossimi giorni la direzione generale e i tecnici che si occupano della gestione del Palazzo hanno deciso che i dipendenti lavoreranno in smart working nelle giornate di martedì e mercoledì per poi rientrare in ufficio lunedì, considerata la chiusura già stabilita a suo tempo per la giornata di venerdì 16 agosto.

Trasfusione sbagliata, morta paziente settantunenne

Una donna di 71 anni sarebbe morta secondo le prime ricostruzioni a causa di  una trasfusione sbagliata, oltre che inutile. La procura di Torino sfociato ha fatto due richieste di rinvio a giudizio. Alla vittima ricoverata in una clinica del capoluogo piemontese, il 9 marzo 2023 sarebbe stata applicata una sacca destinata ad altro paziente. Un medico e un infermiere sono accusati per  il mancato rispetto della procedura di controllo. La segnalazione di una anestesista che inoltre ha testimoniato di avere subìto pressioni affinché la comunicazione  della sacca sbagliata venisse tolta dalla cartella clinica, ha avviato le indagini.  La stessa clinica – come scrive il quotidiano La Repubblica – avviò tempestivamente accertamenti interni. L’esito, sarebbe che la causa del decesso era collegata alla trasfusione incompatibile.