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Il questore di Torino dispone chiusura di un bar per due settimane

Il Questore di Torino ha sospeso per 15 giorni, ai sensi dell’art. 100 TULPS, la licenza di un bar caffetteria sito in Corso Vercelli, con la contestuale chiusura dell’esercizio.

Il provvedimento nasce da ripetuti controlli effettuati nelle scorse settimane dai poliziotti dal Comm.to di P.S. Dora Vanchiglia, che hanno messo in luce l’abituale e significativa presenza al suo interno di persone pregiudicate e/o pericolose.

In occasione di almeno 7 controlli, infatti, all’interno dell’esercizio commerciale sono stati identificati avventori gravati da precedenti di natura penale e/o di polizia per reati contro la persona, il patrimonio, la P.A., in materia di armi, immigrazione e di spaccio di sostanze stupefacenti; uno di essi è stato, anche, trovato in possesso di sostanza stupefacente.

Inoltre, durante un controllo effettuato unitamente alla Polizia Locale ed alla Guardia di Finanza nello scorso mese di maggio, la titolare del locale era stata sanzionata amministrativamente per la mancanza dei prezzi sui prodotti in vendita e per diverse carenze igienico sanitarie.

In più occasioni è stato riscontrato che le vetrate del locale, nonostante lo stesso risultasse aperto al pubblico, fossero oscurate o dalle saracinesche abbassate oppure dall’applicazione di pellicole, condizione che impediva di osservare dall’esterno l’eventuale presenza di avventori. Nell’ultimo controllo, di appena una settimana fa, la titolare del locale è stata sanzionata per inosservanza del divieto di fumo all’interno dell’esercizio e per la mancata esposizione degli orari di apertura.

In considerazione della significativa e non casuale presenza nell’esercizio,  inserito in un contesto territoriale già particolarmente sensibile sotto il profilo della sicurezza, di persone arrecanti una reiterata e persistente turbativa all’ordine pubblico, che nel passato ha già portato a due analoghi provvedimenti ex art. 100 TULPS (nel Luglio 2022 e nel giugno 2020) il Questore ha disposto la sospensione della licenza di attività di somministrazione di alimenti e bevande per 15 giorni, che decorrono dal 26 Settembre 2024.

Croce Rossa Mappano, il Progetto 8-13

Comitato di Mappano della Croce Rossa Italiana è orgoglioso di presentare il Progetto 8-13, un’iniziativa dedicata a bambini e ragazzi tra gli 8 e i 13 anni. Il progetto mira a promuovere il volontariato, l’educazione alla cittadinanza attiva e la consapevolezza dell’importanza del primo soccorso e della solidarietà, attraverso attività ludico-formative che coinvolgeranno i partecipanti in modo dinamico e interattivo.
Secondo il Presidente del Comitato di Mappano, Andrea Giorgis, “Il Progetto 8-13 è un’opportunità unica per avvicinare i più giovani ai valori fondamentali della Croce Rossa Italiana. Vogliamo formare cittadini consapevoli, educandoli fin da piccoli a gestire situazioni di emergenza e a coltivare il senso di responsabilità verso la comunità.”
Calendario degli incontri:
Gli incontri si terranno presso la sede della Croce Rossa Italiana – Comitato di Mappano, alle ore 14:00 e fino alle ore 18 nei seguenti sabato: 26 ottobre, 9 novembre, 23 novembre, 7 dicembre, 21 dicembre.
Serata di presentazione:
Per chi volesse saperne di più, una serata di presentazione si terrà il 12 ottobre alle ore 20 presso la sede del Comitato di Mappano. In questa occasione, saranno illustrate nel dettaglio le attività previste e le modalità di partecipazione.
Modalità di iscrizione:
La quota di iscrizione è di 1€, necessaria per l’attivazione dell’assicurazione sul singolo partecipante. Per iscriversi al Progetto 8-13, è possibile:
• Inviare una mail a mappano.giovani@piemonte.cri.it, indicando nome, età del partecipante e contatti del genitore/tutore.
• Contattare telefonicamente il numero 327 08 23 174.
• Partecipare direttamente alla serata di presentazione il 12 ottobre.
Per ulteriori informazioni, contattare l’ufficio stampa della Croce Rossa Italiana, Comitato di Mappano – mappano.sviluppo@piemonte.cri.it – Telefono: 334 61 00 948

Da 70 anni il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

Mostra al Museo della Montagna

Il 4 settembre 1954, a Bognanco (VB), il consiglio centrale del Club Alpino Italiano decretava la costituzione di 26 stazioni di Soccorso Alpino. Fu il primo passo ufficiale che condusse alla creazione del Corpo Soccorso Alpino avvenuta il 12 dicembre dello stesso anno a Clusone (BG). Nel corso di 70 anni, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico oggi è arrivato a contare 279 stazioni distribuite lungo i territori montani di tutto lo stivale.

Per celebrare una gloriosa storia che trae origine dall’innato spirito di solidarietà diffuso tra gli abitanti delle montagne, il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese organizza sabato 28 settembre 2024 una grande festa presso il Monte dei Cappuccini di Torino in collaborazione con il Museo Nazionale della Montagna che proprio quest’anno compie 150 anni di vita.

 

La mostra celebrativa

Dalla mattina del 28 settembre fino a domenica 6 ottobre il Museo Nazionale della Montagna ospiterà la mostra celebrativa realizzata per raccontare 70 anni di storia del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, le sue specificità tecniche e le sue realtà territoriali che in certi casi videro la luce prima ancora del 1954.

 

Le dimostrazioni tecniche

Per l’intera giornata di sabato 28 settembre, gli scenari urbani di Torino si presteranno per alcune dimostrazioni tecniche di soccorso alpino e speleologico.

Nel parco che conduce al Monte dei Cappuccini, bambini e adulti potranno:

– calarsi lungo una teleferica;

– provare a trasportare una barella portantina;

– vedere all’opera le unità cinofile;

– osservare simulazioni di soccorso in grotta e in forra;

– imparare tecniche di soccorso sanitario e gestione dei traumi.

Intorno alle 18, a conclusione della giornata, la Mole Antonelliana si trasfomerà in una parete alpina ospitando una simulazione di intervento. Una squadra di soccorritori si occuperà di calare una barella con figurante lungo la cupola mentre una seconda squadra raggiungerà il suolo con la tecnica della calata a grappolo.

 

La cerimonia

Nel pomeriggio, alle 15, si svolgerà una cerimonia a inviti presso il cortile del Museo Nazionale della Montagna alla presenza del presidente nazionale CNSAS Maurizio Dellantonio per raccontare la tradizione del soccorso alpino e speleologico in Piemonte attraverso le figure che ne hanno tracciato la storia.

 

L’area ristoro

Per tutta la giornata, nel piazzale del Monte dei Cappuccini, sarà allestita un’area ristoro con gli stand di L’aquilone Onlus di Farigliano che preparerà patatine fritte solidali, la Gelateria Frozen e il birrificio Aleghe di Coazze. La festa del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese è stata inserita nel programma di Terra Madre Off con la seguente motivazione: «il Soccorso Alpino e Speleologico effettua nei territori di montagna un insostituibile lavoro di presidio del territorio a tutela della sicurezza di coloro che risiedono e frequentano, per lavoro o per svago, le montagne di tutta Italia».

 

Le dichiarazioni

«Il nostro è il servizio regionale più grande del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – ha dichiarato Luca Giaj Arcota, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese – con oltre 1000 km di montagne dall’Appennino alessandrino alle Alpi ossolane. Abbiamo deciso quindi di celebrare il 70esimo anniversario del CNSAS portando un pezzo delle nostre valli nel capoluogo di regione. Un modo per festeggiare con i nostri tecnici e le loro famiglie un importante anniversario e per mostrare all’intera cittadinanza la qualità del servizio a disposizione di tutti e l’impegno straordinario messo in campo dai volontari».

«Rappresentare oggi la Regione – ha dichiarato Claudia Porchietto, sottosegretario alla presidenza della Regione Piemonte – in questa occasione è per me motivo di grande onore: il CNSAS è un fiore all’occhiello del nostro territorio, che non a caso si chiama proprio Piemonte e nelle montagne trova le sue peculiarità più profonde. Voglio ringraziarvi a nome del Governo regionale, ma soprattutto di tutti i cittadini amanti dei nostri monti e delle nostre valli, che senza il vostro indispensabile e continuativo servizio perderebbero quello che è uno dei diritti essenziali: la sicurezza della propria persona».

L’assessore con delega alla Protezione Civile della Città di Torino, Francesco Tresso, ha commentato: «Le celebrazioni per i 70 anni del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese sono l’occasione per ricordare l’importanza di questa storica sezione, punto di riferimento imprescindibile per la sicurezza sulle nostre montagne ma anche sulla collina torinese. Da sempre il Soccorso Alpino si distingue per il suo straordinario impegno e la sua professionalità, affrontando con coraggio e determinazione le sfide legate al soccorso in ambienti difficili. Un lavoro che non si limita al salvataggio in situazioni di emergenza, ma che è anche rivolto alla prevenzione e alla sensibilizzazione verso comportamenti sicuri e responsabili negli ambienti naturali. A nome della Città di Torino desidero ringraziare tutti i volontari e i professionisti per la loro professionalità e dedizione nel garantire la sicurezza dei cittadini in ogni situazione, anche per anche in cooperazione con le strutture della Protezione Civile».

 

«L’anniversario del CNSAS – ha concluso Daniela Berta, direttrice del Museo Nazionale della Montagna – si inserisce nelle celebrazioni in corso per il 150° anniversario del nostro Museo e per i 70 anni della spedizione italiana al K2. Dopo l’inaugurazione al Monte dei Cappuccini dei depositi della stazione torinese del Soccorso Alpino nel 2021, siamo felici di rinnovare la collaborazione ospitando i festeggiamenti e la mostra, che sarà visitabile nella nostra Area Incontri fino a domenica 6 ottobre, nel segno della stima profonda per una realtà simbolo di valori che a pieno titolo fanno parte della cultura alpina».

 

Gli sponsor

Si ringraziano gli sponsor BPG Radiocomunicazioni con cui è in corso l’importante progetto di rifacimento della rete regionale per le comunicazioni radio digitali, Iredeem fornitore di defibrillatori in dotazione alle stazioni di soccorso alpino e Harken che produce attrezzatura per lavori in fune che il Soccorso Alpino utilizza in attività operativa.

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Alla guida di un’auto muore nello scontro con un furgone, tre feriti

È deceduto dopo un grave incidente, ricoverato al Sant’Andrea di Vercelli un 39enne rimasto ferito sulla Sp 11, tra i comuni di San Germano e Tronzano, in provincia di Vercelli. Era alla guida di un’auto andata completamente distrutta nello schianto con un furgone. Nello scontro sono rimaste ferite altre tre persone.

Collegio S. Giuseppe: apericena e musica live a sostegno della Ricerca contro i tumori femminili

 Venerdì 4 ottobre nell’ambito di Ottobre Rosa con la Fondazione Ricerca Molinette 

E’ ormai noto a tutti l’alto valore e l’assoluta vitale importanza della ricerca  scientifica, della prevenzione e della diagnosi precoce delle patologie tumorali che affliggono in questi nostri tempi persone di ogni età e condizione. Ottobre Rosa è il mese internazionale dedicato alla sensibilizzazione e alla prevenzione dei tumori femminili, simboleggiato dall’ormai noto nastro rosa. Si tratta di un’importante Campagna nata in America nel 1992, una grande sfida che la nostra società sta affrontando, una lotta supportata e resa possibile dalla ricerca medico-scientifica per la salvezza di tante preziose vite. In questo ambito si colloca la serata – evento, che ha ricevuto il Patrocinio della Città Metropolitana di Torino, organizzata per Venerdì 4 Ottobre nei saloni aulici del Collegio S. Giuseppe dei Fratelli delle Scuole Cristiane, con ingresso da Via S. Francesco da Paola 23, evento organizzato dall’Associazione Ex Allievi di questa importante e nota istituzione torinese con la partecipazione e a sostegno della  Fondazione Ricerca Molinette per la ricerca contro i tumori femminili. Una serata aperta a tutti, previa iscrizione, a partire dalle ore 18,30con aperitivo a buffet e musica dal vivo che sarà anche l’occasione per visitare gli ambienti aulici del Collegio che soltanto in rare occasioni sono aperti al pubblico.


Sarà possibile accedere con visite guidate al famoso Museo dei Colibrì, una collezione unica al mondo che conta 1100 esemplari di questi volatili, i più piccoli esistenti in natura. Sarà accessibile anche la Biblioteca storica con oltre 35.000 volumi e le collezioni del Museo di Scienze Naturali oltre alla visita alla terrazza panoramica con vista imprendibile su Torino, la sua collina e le montagne che la circondano.

Accanto all’unicità di queste visite, grande attenzione sarà rivolta al tema della serata, la prevenzione e la sensibilizzazione verso le patologie tumorali della Donna che la Fondazione Ricerca Molinette porta avanti da oltre vent’anni sempre al fianco della ricerca medica e a sostegno dell’Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino. In questa occasione la Professoressa Paola Cassoni, Direttore Struttura Complessa afferente al Dipartimento Medicina di Laboratorio e la Professoressa Isabella Castellano, Responsabile Diagnostica Senologica ad Alta Specializzazione afferente SC Anatomia e Istologia Patologica 2U, parleranno del progetto di innovazione della ricerca diagnostica. Una delle finalità della serata legata a questo evento, così ricco di contenuti e fortemente voluto dall’Associazione Ex Allievi del Collegio S. Giuseppe è quella di realizzare una raccolta fondi per contribuire all’acquisto di un macchinario diagnostico.

 Per chi desidera partecipare l’offerta minima per questa serata benefica a favore della ricerca è di Euro 35,00 a persona

Per iscrizioni:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfX4PHCRNOqnn7KIsrUtl_vwNCq7BhSr3GNi2JyNkA2i3ZefQ/viewform?usp=sf_link

oppure

bonifico bancario sul c/c della Fondazione Molinette :   IBAN: IT76J 03211 01600 052222492110, con causale “UNA SERATA AL COLLEGIO – (indicando nome e cognome, numero di partecipanti)”.

Per info – Segreteria Fondazione Ricerca Molinette – 011 633 62 30

Rianima.TO, l’expo delle nuove tecniche e tecnologie per la rianimazione

Venerdì 27 settembre in via Roma a Torino si apre Rianima.TO, l’expo delle nuove tecniche e tecnologie elettromedicali per la rianimazione cardiopolmonare, la defibrillazione precoce, la telemedicina e la cura con impianti. Appuntamento dal 27 al 29 settembre, nel tratto di via Roma compreso tra le vie Bertola e Battisti, dalle ore 9,30 alle 19,30, con apertura serale fino alle ore 23,00 in occasione della Notte Europea dei Ricercatori di venerdì 27 settembre.

Rianima.TO si inserisce nel ricco programma di appuntamenti della Giornata Mondiale per il Cuore – World Heart Day 2024 e prevede incontri formativi ed informativi per studenti del settore, personale ospedaliero, professionisti e personale dell’emergenza/urgenza sanitaria e cittadini, con laboratori teorici e pratici, sessioni di presentazioni accademiche e sviluppo delle attività pratiche e la presentazione in anteprima italiana del massaggiatore cardiaco Amoul E6. Tra i temi trattati la morte cardiaca improvvisa, la fibrillazione atriale, la rianimazione cardiopolmonare, la cardiopatia ischemica e lo scompenso cardiaco.

Venerdì 27 settembre, alle ore 12, l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi sarà presente in via Roma per la giornata d’apertura di Rianima.TO e riceverà da Marcello Segre, presidente dell’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco” Onlus, il premio “Messaggero del Cuore” per l’opera di cardioprotezione del Grattacielo della Regione Piemonte con 20 defibrillatori e per il sostegno alle attività di prevenzione cardiovascolare.

La Giornata Mondiale per il Cuore è promossa dalla World Heart Federation (WHF) ed è coordinata in Italia dall’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco” Onlus, in collaborazione con ANPAS – Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, IRC Comunità e l’Associazione Progetto Vita e con il sostegno dei partner sostenitori Reale Foundation, Fondazione Compagnia di San Paolo e Poste Italiane.

Tutte le info relative alla Giornata Mondiale per il Cuore 2024 le potete trovare a questi link:

Sindacato Sappe: “Carceri nel caos”

“Avrebbe potuto essere un giorno di straordinaria follia, invece quella di ieri è stata una delle tante, troppe, giornate di ordinaria violenza nei penitenziari piemontesi”. Lo denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, per voce del segretario del Piemonte Vicente Santilli. “La nostra cronaca inizia alla Casa di Reclusione di Alessandria quando, intorno alle 10.30, un detenuto si è recato in infermeria e, appena il poliziotto penitenziario addetto alla vigilanza gli ha detto che avrebbe dovuto attendere il proprio turno, questo ha preso ad insultarlo pesantemente e gli ha anche sputato in faccia. Quando è stato il suo turno, il detenuto è stato fatto accomodare nell’infermeria, ma anziché consentire al personale sanitario di fare il proprio lavoro, tra insulti ed improperi di ogni genere, il detenuto ha iniziato a distruggere le suppellettili e gli arredi presenti nell’ambulatorio. L’intervento del personale i Polizia Penitenziaria è stato immediato ma, mentre il primo agente intervenuto cercava di contenere il soggetto questo lo ha colpito al volto con un violento pugno. Solo il rinforzo di ulteriore personale ha consentito di porre fine alla violenta devastazione e riportare l’ordine nella sezione detentiva”. Poco più tardi, è stata la volta della Casa Circondariale di Novara a far parlare di sé, “quando“, prosegue il sindacalista, “intorno alle 19.30 l’agente di sezione ha aperto una cella per farvi accedere un detenuto che era legittimamente uscito in precedenza. In quell’istante, il compagno di stanza ha spintonato violentemente l’agente ed è uscito nel corridoio rifiutandosi poi di rientrare. Mentre si cercava di ricondurre alla ragione il soggetto, questo ha afferrato la manichetta dell’antincendio e, una volta aperta l’acqua, ha allagato la sezione danneggiando anche alcuni neon di illuminazione”. Infine, quasi in contemporanea, “nella Casa Circondariale di Torino si consumava uno dei più gravi episodi di violenza degli ultimi tempi”, denuncia Santilli. “Intorno alle 18.30, durante il periodo di permanenza fuori dalle celle per effettuare socialità, alcuni detenuti del padiglione C assaltavano letteralmente la rotonda del primo piano, armati di sbarre di ferro, piedi dei tavoli in legno e altri corpi contundenti. La rapidità della loro azione gli ha consentito di prendere di sorpresa il personale presente che non ha potuto far altro che arretrare e proteggersi come possibile abbandonando la postazione. Una volta occupata la rotonda del piano i detenuti hanno distrutto tutti gli arredi presenti, tutto il sistema di videosorveglianza, i computer e le attrezzature presenti. Sono poi riusciti a sfondare la porta dell’infermeria saccheggiandola di tutti i farmaci e degli strumenti lì conservati, ivi compresi forbici e bisturi poi usati per offendere il personale accorso in supporto. Lo scontro con il personale è stato di una ferocia inaudita e i detenuti non solo non volevano deporre le armi con cui tentavano di ferire i poliziotti, ma hanno anche iniziato a lanciare di tutto contro il personale, compresi gli estintori. La comandante di reparto è stata colpita al volto dal lancio di un pesante oggetto che ha causato una profonda ferita per la cui sutura sono stati necessari due punti. Solo intorno alla mezzanotte si è riusciti a ricondurre la situazione alla normalità e riassicurare l’ordine”. “Quanto deve andare ancora avanti questa situazione? Cosa deve ancora succedere per comprendere ed accettare che il sistema penitenziario italiano non funziona più?”, conclude Santilli che auspica “con grandi speranze l’approvazione anche al Senato del nuovo ddl sicurezza che introduce il reato di rivolta ed inasprisce le pene per altri reati commessi durante la detenzione, anche se consapevoli che non sarà sufficiente”
Per Donato Capece, segretario generale del SAPPE, che esprime solidarietà e vicinanza ai poliziotti di Alessandria, Novara, Torino e di tutto il Piemonte, servono “interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto. Servono poliziotti e regole d’ingaggio chiare, tecnologia e formazione per chi sta in prima linea nelle Sezioni, strumenti di difesa e contrasto delle violenze. Bisogna applicare ai violenti l’arresto in flagranza di reato per i detenuti che aggrediscono poliziotti penitenziari o mettono in grave pericolo la sicurezza del carcere, il carcere duro con isolamento fino a 6 mesi (articolo 14 bis dell’Ordinamento penitenziario) ed il trasferimento immediato in particolari sezioni detentive a centinaia di chilometri dalla propria residenza, come prevede il successivo articolo 32 del Regolamento. Sicuramente a molti detenuti violenti la voglia di creare disordini mettendo a rischio la sicurezza delle carceri oppure  aggredire  il personale passerà”. Il riferimento del leader nazionale del SAPPE è alla necessità di “prevedere l’espulsione dei detenuti stranieri, un terzo degli attuali presenti in Italia, per fare scontare loro, nelle loro carceri, le pene e la riapertura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinario”. Ma Capece torna anche a sollecitare, per la Polizia Penitenziaria, “la dotazione del taser, che potrebbe essere lo strumento utile per eccellenza in chiave anti aggressione (anche perché di ogni detenuto è possibile sapere le condizioni fisiche e mediche prima di poter usare la pistola ad impulsi elettrici)”.

Algoritmi infermieristici, incontro in Regione

«Due advisor nelle prossime quattro / sei settimane faranno la sintesi di quanto emerso oggi, tenendo conto delle considerazioni e delle esigenze di tutti, in modo da poterci ritrovare tra due mesi per discuterne insieme e uscire con una soluzione condivisa per il bene dei pazienti e della sanità piemontese».

Queste le parole dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi in occasione del tavolo di confronto con gli ordini professionali, i sindacati, le associazioni di rappresentanza e i portatori in interesse della sanità piemontese in merito agli algoritmi clinico-assistenziali infermieristici (ACAI) per il Sistema di Emergenza Sanitaria Preospedaliera 118 della Regione Piemonte.

Un tavolo che ha permesso di spiegare nel dettaglio il percorso che ha portato alla delibera, poi sospesa a fine agosto proprio per permettere un approfondimento condiviso. A questo proposito il direttore di Azienda Zero, Adriano Leli, ha spiegato: «Il percorso intrapreso per arrivare alla delibera è stato lungo, attento e condiviso, nel pieno rispetto delle leggi e della normativa. Oggi siamo qui per approfondire e per trovare una soluzione e come Azienda Zero daremo il nostro pieno supporto».

Tra le soluzioni proposte durante l’incontro anche un utilizzo maggiore e più capillare delle automediche, cioè un mezzo di soccorso non adibito al trasporto di pazienti ma il cui equipaggio comprende la presenza di un medico: «Colgo questa occasione – ha annunciato l’assessore Riboldi – per informavi che a breve avremo dieci nuove automediche da destinare al sistema di emergenza regionale e se serviranno le potenzieremo ulteriormente. Una notizia importante che va proprio nella direzione di un potenziamento della rete sul territorio».

Numerosi gli interventi da parte dei presenti e, dopo l’esortazione «Il punto di caduta deve essere da un lato smentire l’affermazione che “il medico scende dalle ambulanze” e dall’altro la piena valorizzazione della professione infermieristica, che negli ultimi lustri è cresciuta dal punto di vista tecnica e scientifica con percorsi universitari ad acta», Federico Riboldi ha sottolineato: «Al termine del percorso faremo una DGR perché sono convinto che la politica debba alla fine prendersi le proprie responsabilità; probabilmente non accontenteremo tutte le parti, ma ciò che assicuro è che sarà la scelta migliore nel rispetto e nel riconoscimento dei ruoli, per il bene dei piemontesi».

158 i docenti del Politecnico nella lista dei “2% Top Scientists”

Spiccano le scienziate e gli scienziati dell’Ateneo, riconosciuti tra i migliori al mondo per l’elevato impatto della loro produttività scientifica: sono infatti 158 i docenti del Politecnico nella lista dei “2% Top Scientists” elaborata dalla Stanford University in collaborazione con Elsevier, utilizzando i dati bibliometrici estratti dal database citazionale Scopus”. Un numero che risulta in costante crescita – l’anno scorso i docenti dell’Ateneo in lista erano 139, nel precedente 128.

Si tratta senza dubbio di un ottimo risultato per il Politecnico, che conferma non solo la qualità della nostra ricerca ma evidenzia anche la visibilità che questa ha a livello internazionale – ha commentato il Rettore Stefano Corgnati, che prosegue – Contestualmente mi preme evidenziare come il nostro Ateneo, che ha aderito alla Coalition for Advancing Research Assessment – CoARA, è attivo sui tavoli europei per contribuire ad operare una riforma complessiva del sistema di valutazione della ricerca che, al momento e non solo nel nostro Paese, privilegia in alcuni casi in modo eccessivo, e a volte anche esclusivo, gli indicatori quantitativi. Da qui – continua il Rettore – il nostro impegno, ben espresso nel programma di mandato rettorale, è non solo volto a riconoscere il contributo dei nostri e delle nostre docenti in tutte le missioni di Ateneo, ma anche ad applicare una valutazione, che salvaguardando il riconoscimento della qualità delle pubblicazioni e delle collaborazioni interdisciplinari e internazionali nella ricerca, arricchisca considerandone l’effettivo impatto sulla società e sul territorio, sulla base di indicatori non solo quantitativi”.

Donna ferita a coltellate, Usic: “Senso civico di due operai evita tragedia”

 

La Segreteria Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC) esprime gratitudine ai due operai che unitamente a una pattuglia dei carabinieri della Compagnia di Arona, hanno scongiurato che si potesse compiere un violento crimine nei confronti di una donna davanti a una scuola. Il tempestivo intervento degli operai ha evitato che l’uomo, dopo aver investito l’ex moglie con la propria auto, potesse portare a termine il suo disegno criminoso finendola con delle coltellate. Grazie al senso civico dei due operai che sono prontamente intervenuti per bloccare l’aggressore fino all’arrivo delle forze dell’ordine si è evitato il peggio.

Il Segretario Generale Regionale, Dott. Leonardo Silvestri, ha dichiarato: “Questo intervento dimostra quanto sia importante la collaborazione tra cittadini e carabinieri per garantire la sicurezza della comunità. I due operai, senza esitazione, si sono messi in gioco, mostrando un grande coraggio e un altissimo senso di responsabilità, contribuendo a fermare l’aggressore. La prontezza con cui i carabinieri sono intervenuti subito dopo ha completato l’operazione, consentendo l’arresto dell’uomo. Questo è un esempio concreto di come la sinergia tra la collettività e le forze dell’ordine possa salvare vite.
La violenza di genere è un fenomeno che crea allarme sociale, ed è per questo che la Segreteria Regionale ha promosso una giornata dedicata alle donne unitamente alla FDKM che si terrà sabato mattina, 28 settembre a partire dalle 08:45 presso la palestra della scuola Borione in via Borione 5 a Gassino Torinese (TO). L’evento, aperto al pubblico, vedrà la presenza di esponenti delle istituzioni e sarà occasione per fare il punto sul tema della violenza contro le donne e sulle iniziative da adottare, ad incominciare dal corso di difesa che verrà presentato. Si tratta di un primo appuntamento al quale ne seguiranno altri due rispettivamente il 26 ottobre e 24 novembre.”

Lo comunica, in una nota, la Segreteria Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).