“Tre storie diverse, tre persone che hanno raggiunto grandissimi traguardi nei loro rispettivi ambiti professionali e che sono accomunate da una costante: l’attaccamento e l’amore per la nostra città, per la nostra comunità”. Così il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo.
Nel giorno del nostro Santo Patrono è stato conferito il titolo di Ambasciatrice delle eccellenze di Torino nel Mondo a Cristina Chiabotto, e di Ambasciatori a Marco Boglione e Umberto Ricardi, “persone che, – aggiunge il sindaco – in maniere differenti, incarnano lo spirito della nostra città.
Cristina, volto noto amatissimo dal grande pubblico, è profondamente impegnata nel volontariato e nel sostegno alla ricerca medica”.
“Marco, nel suo lavoro di imprenditore ha saputo, – commenta Lo Russo – nel corso degli anni, coniugare radici e innovazione, rilanciando sulla scena internazionale marchi torinesi.
Umberto ha dedicato la sua carriera alla ricerca in campo oncologico e alla cura delle persone, contribuendo in modo determinante allo sviluppo delle terapie radiologiche e al miglioramento delle prospettive di cura per i pazienti.
Per me è stato un onore nominare la nuova ambasciatrice e i nuovi ambasciatori della nostra città: a loro va il nostro grazie più sincero per il lavoro che fanno per diffondere con passione, talento e umanità il nome della nostra Torino in tutto il mondo”.
Ogni giovedì d’estate
Al Centro Diurno Alzheimer di Volpiano, ospitato nel Poliambulatorio di piazza Cavour 1 e diretto dalla dottoressa Gisella Manassero, si svolge per tutti i giovedì dei mesi di giugno e luglio l’iniziativa “Storie e letture in compagnia”, a cura dell’operatore esterno di biblioteca della cooperativa Biblion.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire agli ospiti momenti di ascolto, condivisione e stimolo attraverso la lettura ad alta voce di racconti, fiabe e brani selezionati, pensati per promuovere il benessere relazionale e cognitivo. Il progetto si inserisce nella più ampia attività della cooperativa Biblion, che opera in convenzione con il Comune di Volpiano e che, dall’autunno, sarà impegnata anche nella nuova biblioteca civica in fase di realizzazione sotto la scuola secondaria di I grado “Dante Alighieri”, con proposte rivolte anche alle scuole del territorio.
«Con la conclusione della rassegna Incontro con l’autore – afferma l’Assessora alla Cultura e Istruzione Barbara Sapino – desidero esprimere un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questa iniziativa, che ha saputo mettere al centro la lettura come strumento di crescita personale e collettiva. In un’epoca in cui tutto sembra correre troppo in fretta, fermarsi ad ascoltare una storia, a sfogliare le pagine di un libro, a dialogare con chi quelle pagine le ha scritte, è un gesto prezioso».
«La lettura – conclude Sapino – crea connessioni, stimola domande, unisce generazioni. Il dialogo autentico che si è sviluppato in ogni incontro dimostra quanto sia importante continuare a promuovere spazi di confronto, ascolto e condivisione. La lettura non è mai un lusso: è una necessità e un’opportunità.»
Un ringraziamento va a tutti gli autori, ai moderatori, al pubblico volpianese e, in particolare, al Consiglio di Biblioteca, che con passione e impegno ha reso possibile un calendario di eventi culturali capace di arricchire l’intera comunità.
Raccolti circa 10.000 euro per riacquistare i pc rubati
Grande partecipazione e profonda emozione questa mattina a Volpiano, dove si è svolta la manifestazione “Cento metri per uno… tutti per la scuola”, organizzata dall’Istituto comprensivo “Dante Alighieri” in collaborazione con il Comune e molte realtà del territorio, a seguito del furto di 160 laptop avvenuto lo scorso aprile. I computer, destinati alla didattica e acquistati da poco con i fondi del PNRR, erano stati sottratti durante un’incursione notturna, suscitando sgomento nella comunità scolastica e cittadina.
La manifestazione, che ha coinvolto oltre 1.400 partecipanti tra studenti, insegnanti, famiglie, associazioni locali, amministratori e cittadini di tutte le età, ha avuto come obiettivo la raccolta fondi per riacquistare i dispositivi rubati. Grazie all’entusiasmo e alla generosità dei presenti, sono stati raccolti circa 10.000 euro.
Alla partenza simbolica della staffetta hanno preso parte la dirigente scolastica Stefania Prazzoli, il sindaco Giovanni Panichelli, il parroco don Marco Ghiazza e la consigliera regionale Paola Antonetto, presidente della Commissione Cultura, Istruzione e Sport della Regione Piemonte.
“Oggi è stata una vera festa della scuola” – ha dichiarato la dirigente Stefania Prazzoli – “Una risposta straordinaria alla violenza di un gesto che ha colpito non solo un istituto, ma l’intero territorio. Ringrazio di cuore il Comune, le famiglie, le associazioni e tutti coloro che hanno contribuito con entusiasmo e generosità.”
Il sindaco Giovanni Panichelli ha sottolineato il significato collettivo dell’iniziativa:
“Quando si colpisce una scuola, si colpisce tutta la comunità. Oggi Volpiano ha risposto con unità e determinazione: questa non è solo una raccolta fondi, è una dimostrazione concreta di vicinanza e solidarietà.”
Molto sentito anche l’intervento di don Marco Ghiazza, che ha definito la giornata “una risurrezione della scuola”, mentre la consigliera regionale Paola Antonetto ha parlato di “una grande lezione di civiltà” e “una risposta forte a un atto vile che non resterà impunito”.
La cifra raccolta rappresenta un ulteriore, importante passo verso il recupero del materiale didattico sottratto.
Per Volpiano, oggi, la scuola ha vinto.
Il “farò” cade male: si prospetta un anno incerto
Ieri sera dopo le 22 il toro giallo in cima al “farò” in piazza Castello è caduto verso via Palazzo di Città. Secondo la tradizione quando cade verso Porta Nuova è indice di prosperità e quando cade verso piazza Castello, di un anno nefasto. Questa volta si tratta di una via di mezzo. Per i superstiziosi prevale l’incertezza. Come ha detto il sindaco Stefano Lo Russo, le cose “andranno un po’ bene e un po’ male”. Da dieci anni il toro giallo cadeva verso Porta Nuova.
Scippo in monopattino, donna ferita
LA DENUNCIA DI ALESSI (CAPOGRUPPO FDI CIRCOSCRIZIONE 7)
Basta! Ieri verso le ore 19 una signora in bicicletta è stata presa per il collo, scaraventata a terra e scippata della collana d’oro. Il tutto è avvenuto in Via Balbo angolo Via Buniva, zona cancellate in pieno giorno
Gli scippatori sono due nordafricani su un monopattino, come oramai da consuetudine.
Sul posto sono intervenute due pattuglie della Polizia di Stato e un’ambulanza che ha portato la signora in ospedale
La signora Maria (nome di fantasia) stava rientrando dal lavoro e tremava come una foglia al vento dallo spavento, il marito arrivato sul luogo diceva che non si vive più, ogni giorno capita qualcosa!
Gli scippatori in monopattino stanno diventando seriali, sono sempre maggiori i casi di questo tipo.
Qualche mattina fa alle 6 del mattino ho sentito urlare “aiuto aiuto”, sono corsa sul balcone e ho ancora visto lo scippatore sul monopattino che andava via e un signore a terra.
Non si può camminare nella paura di essere scippati con una violenza inaudita nell’indifferenza della Città, una violenza latente che scoppia da un attimo all’altro e non c’è modo di difendersi……c’è solo da sperare di non farsi troppo male nel cadere e nell’essere colpiti.
Il Sindaco è contrario al Daspo Urbano ma forse sarebbe l’unico modo per diminuire i fenomeni di delinquenza sempre più frequenti. Tutto ciò è dovuto alla finta integrazione buonista della sinistra che da più di 30 anni amministra la Città dicendo solo parole parole parole ma fatti nessuno.
PATRIZIA ALESSI
Sicurezza, due arresti in zona ponte Carpanini
Venerdì sera ha avuto luogo un controllo straordinario del territorio “Alto Impatto”, coordinato dalla Polizia di Stato, che ha riguardato la zona compresa fra corso Principe Oddone, via Ravenna, via Maria Ausiliatrice, il ponte Carpanini, corso Emilia, via Bologna e corso Brescia.
All’attività, coordinata dal Comm.to di P.S. “Dora Vanchiglia”, hanno concorso pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, del locale Reparto Mobile, le unità cinofile della Polizia di Stato, personale della Polizia Locale, della Guardia di Finanza, dell’Arma dei Carabinieri e dell’Ispettorato del Lavoro.
Nella zona del ponte Carpanini sono state identificate 18 persone: sei di esse sono state accompagnate presso l’Ufficio Immigrazione per accertamenti sull’identità personale.
Al termine delle verifiche, un uomo è stato arrestato in esecuzione di un ordine di carcerazione: dovrà espiare una pena di 1 anno e 22 giorni di reclusione.
Un altro, che aveva fornito false generalità, è stato arrestato per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale, avendo aggredito un operatore di Polizia all’atto del rilascio. Si specifica che, versando il procedimento penale nella fase delle indagini preliminari, vige la presunzione di non colpevolezza a favore dell’indagato, sino alla sentenza definitiva.
10 i locali pubblici controllati dalle forze di polizia intervenute: complessivamente, sono state comminate sanzioni per 2357 € in merito a diverse violazioni di natura amministrativa; inoltre, la Guardia di Finanza ha proceduto al sequestro di 306 articoli di tabaccheria all’interno di due minimarket elevando sanzioni a carico dei titolari.
Il Disability Pride Torino nasce dal desiderio di rivendicare visibilità, dignità e piena partecipazione alla vita sociale, culturale, economica e politica: in quest’ottica, la parola orgoglio non significa autocelebrazione, ma riconoscimento pubblico di sé contro ogni tentativo di invisibilizzazione, medicalizzazione o pietismo. Perché un Pride è, prima di tutto, un momento di rottura simbolica dello stigma: è l’affermazione della propria identità in uno spazio condiviso, politico e gioioso, in cui la disabilità smette di essere qualcosa da
nascondere o sopportare, diventando parte legittima del tessuto sociale.
Promosso dal Coordinamento Disability Pride Torino – rete di associazioni, fondazioni e startup del territorio – la manifestazione gode del patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Città di Torino, Università degli Studi di Torino e Politecnico di Torino: un importante riconoscimento istituzionale che testimonia l’interesse crescente verso i diritti delle persone con disabilità, non solo come destinatari di servizi, ma soprattutto come cittadini e cittadine attive, portatrici di competenze, desideri e progettualità.
Disability Pride: un movimento globale in crescita
Nati negli Stati Uniti negli anni ’90, i Disability Pride sono approdati in Italia nel 2015 grazie all’attivista Carmelo Comisi, pioniere del movimento nel nostro Paese, che ha dato avvio a una rete di eventi che pongono al centro l’orgoglio della propria identità e la visibilità pubblica delle persone con disabilità. In dieci anni il movimento ha toccato molte città italiane e, dal 2023, anche Torino: questa crescita esponenziale lo ha trasformato in un simbolo di autodeterminazione.
Il Disability Pride rappresenta oggi una delle principali piattaforme di attivismo e confronto sui diritti, i bisogni e le aspirazioni delle persone con disabilità. Attraverso parate, manifestazioni artistiche e momenti di riflessione politica, il Pride promuove una cultura alternativa a quella dell’assistenzialismo e della compassione, mettendo al centro il protagonismo delle persone disabili.
La rete dei Disability Pride, riunita nel Disability Pride Network, lavora per costruire alleanze, contrastare la segregazione e favorire un cambiamento culturale duraturo, in dialogo con le istituzioni e la società civile. A livello internazionale, l’evento si collega a numerose realtà transnazionali che condividono la lotta contro l’abilismo e la visione di una società più equa per tutti e tutte.
Un Pride contro l’abilismo
A livello concettuale, il Disability Pride nasce per superare la discriminazione verso chi non rientra negli standard fisici, sensoriali o mentali dominanti. Il corteo torinese, a riguardo, propone uno sguardo intersezionale: la disabilità, infatti, attraversa e incontra temi complessi e più che mai attuali come identità di genere, orientamenti sessuali, origini etniche e condizioni socio-economiche, venendo soggetta a oppressioni multiple che vanno riconosciute e combattute collettivamente.
Una visione sostenuta anche dal crescente interesse verso i Disability Studies, ambito accademico interdisciplinare che analizza la disabilità non solo in chiave medica, ma soprattutto come costruzione sociale e politica. Il Disability Pride Torino si pone quindi come spazio di rivendicazione ma anche di educazione collettiva, per contribuire a scardinare stereotipi, paternalismi e narrazioni abiliste ancora troppo diffuse.
Una “normalità” che discrimina
Anche il concetto di “normalità” è spesso utilizzato come metro implicito per classificare ciò che è o non è degno di partecipare pienamente alla vita sociale. Questa idea, però, non è altro che una costruzione culturale in grado di escludere tutte le forme di vita che si discostano dagli standard statistici o ideali di efficienza, produttività e autonomia. La disabilitazione, in questo contesto, non è solo una condizione individuale ma un processo sociale: è la società che, progettando ambienti, servizi e relazioni su misura di pochi, genera esclusione e discriminazione.
Il Disability Pride Torino ha l’obiettivo di mettere in discussione l’omologazione, proponendo un modello di società che valorizzi la diversità come risorsa. Significa, in concreto, riconoscere che la disabilità non è un problema da correggere o nascondere, ma una parte integrante della condizione umana, da accogliere in ogni sua forma.
Al centro della manifestazione c’è anche il principio di autorappresentazione: le persone con disabilità non sono oggetto di discorso, ma soggetti attivi che parlano in prima persona, raccontano le proprie esperienze e definiscono le proprie priorità. L’autorappresentanza diventa così una pratica politica e culturale imprescindibile per sovvertire narrazioni stereotipate e costruire spazi realmente democratici, in cui chi è stato sistematicamente escluso possa finalmente prendere parola.
Ospiti e testimonial
Tra le voci che animeranno palco e corteo, ci saranno persone che hanno fatto dell’attivismo una missione e realtà artistiche, per un programma variegato e votato all’accessibilità. Hanno già confermato la propria presenza:
- Alessia Volpin – coordinatrice del Disability Pride Torino;
- Red Fryk Hey – artista, attivista e content creator su autismo e neurodivergenze;
- Marco Andriano – content creator ipovedente;
- Alexa Pantanella – ricercatrice sul linguaggio e podcaster DiversiSpeaking;
- Rappresentanti di Disability Pride Network, Coordinamento Torino Pride e
Istituzioni patrocinanti.
Percorso del Disability Pride Torino 2025
- 15:30 | Ritrovo alla Rotatoria Nikola Tesla (di fronte al Castello del Valentino);
- 16:30 | Partenza del corteo da Corso Massimo D’Azeglio;
- svolta a destra in Corso Vittorio Emanuele II;
- svolta a sinistra in Corso Cairoli e prosecuzione in Lungo Po Armando Diaz;
- 18:00 | Arrivo: Piazza Vittorio Veneto – interventi, musica e performance finali.
Il Manifesto del Disability Pride Torino
In occasione della terza edizione, il Coordinamento del Disability Pride Torino ha inoltre aggiornato il proprio Manifesto, documento politico-culturale elaborato da persone con disabilità, persone neurodivergenti, caregiver, alleati e alleate che si fonda su tre pilastri:
- Attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità
(ratificata in Italia nel 2009); - Piena implementazione della Legge Delega 227/2021;
- Lotta all’abilismo e decostruzione dell’idea di “normalità”.
Tra i temi dell’edizione 2025 è possibile annoverare: autodeterminazione e vita Indipendente, accesso al lavoro, inclusione scolastica, abbattimento di ogni barriera, accessibilità culturale e turistica, diritti affettivi e sessuali, tutela dei caregiver, mobilità sicura e accessibile (la versione completa si trova in allegato alla cartella stampa).
TORINO CLICK
Rapporto Montagna Uncem, il futuro delle Terre Alte
Sono questi i punti fermi che oggi a Roma, presso l’Università Mercatorum, verranno analizzati nel corso della Presentazione del Rapporto Montagne Italia 2025, realizzato dall’Uncem nell’ambito del Progetto ITALIAE ed edito da Rubbettino. Eccolo: https://uncem.it/uncem-presenta-il-rapporto-montagne-italia-2025/
Il lavoro di 800 pagine, tra numeri, analisi, dati, approfondimenti, è stato curato, con la Fondazione Montagne Italia e Uncem insieme, da Luca Lo Bianco e Marco Bussone, e gli autori – da Giampiero Lupatelli a Nando Pagnoncelli, da Aldo Bonomi a Fabio Renzi, da Antonio Nicoletti a Guido Castelli, sino a Giovanni Vetritto e il Ministro Calderoli – raccontano la montagna che cambia.
“Una montagna cne non è quella dello “spopolamento” – evidenzia il Presidente nazionale Uncem, Marco Bussone – Uncem dice no alle semplificazioni, alle letture senza numeri, ai must buoni per convegni e comizi. E nel Rapporto – con analisi divise in “comunità territoriali”, area per area, in tutte le Alpi e gli Appennini. Territori vivi. Dove i numeri sono sorprendenti”.

I principali numeri del Rapporto, sulla demografia nella Montagna
Fiom Cgil espone striscioni contro Elkann
FIOM Cgil critica con John Elkann: “il 24 giugno, in occasione dei festeggiamenti del San Giovanni, patrono di Torino, finanziati dal gruppo Stellantis, verrà lanciata la Grande Panda, ma la nuova vettura non verrà prodotta a Torino”. Così il sindacato metalmeccanico Fiom che ha appeso due striscioni all’ingresso alla palazzina direzionale di Mirafiori e davanti alla chiesa della Gran Madre. “Un’operazione tutta propagandistica dell’ex Fiat, finalizzata a rassicurare la città e i torinesi sul legame che continuerebbe ad avere con il territorio”, proseguono i metalmeccanici.