CRONACA- Pagina 241

Treni e stazioni, 4mila controlli a Ferragosto

1 arrestato, 9 indagati e più di 4000 persone controllate nell’ambito dell’intensificazione dei servizi predisposti dal Compartimento Polizia Ferroviaria Piemonte e Valle D’Aosta dal13 al 18 agosto.

310 le pattuglie impegnate nelle stazioni e 50 quelle a bordo treno per un totale di 129 treni scortati. In relazione al maggior flusso di viaggiatori sono stati potenziati i servizi antiborseggio in abiti civili per contrastare il fenomeno dei furti, sia in stazione che a bordo treno. 2083 gli stranieri identificati. 6 le sanzioni amministrative elevate, di cui 3 in materia di sicurezza ferroviaria.

Durante tutto il weekend sono stati intensificati i servizi di prevenzione e vigilanza con il personale della Specialità impiegato anche nelle stazioni non presidiate di Torino Lingotto, Bardonecchia e Mondovì. Le citate stazioni, infatti, in concomitanza con le partenze previste per il Ferragosto verso le località turistiche sulla costa ligure e in montagna, hanno fatto registrare una significativa presenza di viaggiatori. Particolare attenzione è stata posta anche nella stazione di Fossano (CN), in relazione al transito dei cosiddetti treni mare, che in questo periodo, durante tutti i fine settimana, fanno registrare un flusso di passeggeri più che triplicato rispetto alla quotidianità. Nella settimana di intensificazione dell’attività di specialità evidenziata, è stata inserita anche l’operazione “Viaggiare Sicuri”, giornata di controlli promossa dal Servizio Polizia Ferroviaria a livello nazionale che, nel giorno del 13 agosto, ha visto impegnati 83operatori della Polizia Ferroviaria nelle stazioni ferroviarie del Piemonte e della Valle d’Aosta, coadiuvati da contingenti del Reparto Prevenzione Crimine e dalle Unità Cinofile messe a disposizione dalla Questura di Torino. Si segnala, ancora, che proprio grazie all’ausilio dell’unità cinofile, nell’ambito di detta attività, è stato possibile recuperare della sostanza stupefacente occultata da un cittadino italiano in transito.

Uncem: tutti i numeri del turismo in montagna

Il turismo vale il 6,7% del PIL delle montagne italiane. È un valore in linea con quello dell’intero Paese. Il 90% degli intervistati da IPSOS sul Rapporto Montagne Italia realizzato da Uncem ritiene le aree montane italiane “un’importante attrattiva per i turisti”. E il 56% un luogo dove vivere. Nell’estate dell’aumento dei flussi verso le montagne italiane, il Rapporto realizzato dall’Unione nazionale dei Comuni, Comunità, Enti montani, fa un quadro in tutte le aree montane del Paese. Alpi e Appennini sono suddivisi in 387 “comunità territoriali”, aree omogenee di Comuni che già lavorano insieme in strategie e piani di sviluppo locale. Il riferimento ai dati del Rapporto è il 2023. Nelle Alpi e negli Appennini vi sono 19,3 posti letto alberghieri ed extralberghieri ogni 100 abitanti. Il numero di presenze (pernottamenti) registrate nel corso di un anno negli esercizi alberghieri ed extralberghieri è in media di 1200 ogni 100 abitanti. La durata media delle permanenze, dividendo il numero delle presenze per quello degli arrivi, cioè dei turisti, è di 3,1 giorni di permanenza.

Il Rapporto Uncem – edito da Rubbettino e realizzato nell’ambito del Progetto ITALIAE della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Affari regionali e per le Autonomie, https://uncem.it/uncem-presenta-il-rapporto-montagne-italia-2025/ – fa una analisi complessiva dei sistemi montani, nei quali il turismo non sarebbe possibile senza agricoltura e senza gestione dei versanti. “Il turismo c’è perché ci sono paesi e comunità – evidenzia Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem – È importante e in crescita. È a nostro giudizio sbagliato parlare di overtourism nella montagna. Possiamo piuttosto parlare di picchi in alcuni periodi dell’anno, di aumento di flussi in alcuni giorni e in poche aree. Ma non di overtourism. Come è invece necessario parlare di limiti, prima di tutto di chi affronta i territori per motivi ludico-sportivi. Uno dei limiti è non capire che nelle aree montane, più che nelle città e nelle coste, si va in sistemi complessi, ecologici e antropici. E che le comunità dei paesi, che non sono borghi turistici, sono fondamentali. Accolgono e sono decisivi per il turismo stesso. Evitarli, pensare non ci siano, è assurdo e inopportuno. Chi sale non porti tutto da casa. Compri in valle, faccia vivere quei negozi e quei bar. Non chiediamo assistenzialismo, ma buonsenso e incontro. Comunione con le comunità dei territori. Che sono la vita delle montagne stesse”.

I dati complessivi della Montagna italiana nel Rapporto

La Tav. 7.6 del Rapporto Montagne Italia misura la consistenza della occupazione turistica in ciascuna Comunità Territoriale rappresentando semplicemente il numero totale di occupati. Nella classe nella quale il numero di occupati è maggiore si superano i 940 occupati per singola Comunità Territoriale; in quelle nelle quali il numero è minore non si raggiungono i 70 occupati per ciascuna Comunità Territoriale; il valore medio è di 650 occupati per singola Comunità Territoriale.
La Tav. 7.8 misura sul lato dell’offerta la dotazione di posti letto negli esercizi alberghieri ed extralberghieri (escluse quindi le seconde abitazioni private in proprietà o in affitto) di ciascuna Comunità Territoriale rapportandola alla consistenza della popolazione; nella classe dove la dotazione è maggiore si superano i 30 posti letto per 100 abitanti, in quella dove è minore abbiamo meno di un posto letto per abitante; la media è di 19,3 posti letto per 100 abitanti.
La Tav. 7.9 misura sul lato della domanda il numero di presenze (pernottamenti) registrate nel corso di un anno negli esercizi alberghieri ed extralberghieri (escluse quindi le seconde abitazioni private in proprietà o in affitto) di ciascuna Comunità Territoriale rapportandola alla consistenza della popolazione; nella classe dove la le presenze sono più numerose si superano le 1.400 presenze (pernottamenti) per 100 abitanti, in quella dove sono meno numerose abbiamo meno di 24 presenze  per abitante; la media è di circa 1.200 presenze per 100 abitanti.
La Tav. 7.10 misura, sempre sul lato della domanda, la durata media delle permanenze, dividendo il numero delle presenze per quello degli arrivi, cioè dei turisti; nella classe dove la durata è maggiore si superano le 4 giornate di durata media, in quella dove è minore abbiamo meno di due giornate per ciascuna vacanza; la media è di 3,1 giorni di permanenza.
Relativamente più complesso l’indicatore rappresentato nella Tav. 7.7 che misura l’incidenza percentuale del valore aggiunto della filiera turistica (considerando quindi il complesso delle attività che concorrono direttamente o indirettamente alla produzione dei servizi di accoglienza e di ospitalità), sul totale del valore aggiunto di ciascuna Comunità Territoriale, dunque è la misura più significativa della importanza del turismo nella economia locale; nella classe dove la incidenza è maggiore il turismo concorre per circa l’11% e oltre al PIL;, in quella questa incidenza è minore si arriva a poco più dell’1% del PIL totale; la incidenza media è di circa il 6,7% del PIL, in linea con il valore medio nazionale.

I numeri nelle Comunità Territoriali descritti nel Rapporto
Andiamo nel dettaglio dei territori. Quello con la maggiore “occupazione turistica” è in Alto Adige, provincia di Bolzano. È l’area di Villabassa, Alta Pusteria, per intenderci quella Villabassa. 84mila abitanti, per 12.849 occupati nella filiera turistica. Numeri molto rilevanti, nella zona del Lago Braies. Sul “podio” del numero di occupati nel turismo vi sono altre due aree dell’Alto Adige: la Comunità territoriale di Verano e quella di Tires. A seguire, le Dolomiti Bellunesi. Al fondo dell’elenco, sempre sul fronte dell’occupazione nel turismo, vi sono tre zone montane delle isole e del Mezzogiorno: Bassa Valle del Tirso e Grighine (Sardegna), Vette dei Nebrodi (Sicilia), Locride.
Le Dolomiti hanno la meglio sull’incidenza percentuale del valore aggiunto della filiera turistica sul totale del valore aggiunto di ciascuna Comunità Territoriale. Podio nel Rapporto Uncem tre aree del Trentino, ovvero le Comunità Territoriali di Trento (72%), Soraga di Fassa (62%), Tires (59%). Buoni i numeri dell’area di Tenno (Trentino), della Elimo Ericini (Sicilia) e ancora in Trentino della Comunità Territoriale Villabassa Alta Pusteria. In 63 Comunità Territoriali montane descritte nel Rapporto, l’incidenza è sotto l’1%. “Più in basso” troviamo le aree del Monte Mauro (Molise), Gerrei (Sardegna), Krimisa (Calabria), e della Bassa Valle del Tirso e Grighine (Sardegna).
Sui posti letto alberghieri ed extralberghieri, numeri altissimi a Soraga di Fassa, Trentino-Alto Adige, con 254, seguita dall’area Walser Monte Rosa in Val d’Aosta con 239. Poi l’Unione Montana del Baldo-Garda in Veneto (220), la Comunità Territoriale di Spormaggiore (nel Parco Adamello-Brenta, in Trentino-Alto Adige) con 197 posti letto ogni 100 abitanti, seguita dall’area Valdigne-Mont-Blanc in Valle d’Aosta con 170. Bene anche l’Alta Val Susa con 149 e nel Mezzogiorno la Comunità Montana Lambro Mingardo.

Per quanto riguarda le presenze turistiche (numero pernottamenti nell’anno negli esercizi alberghieri ed extralberghieri, escluse quindi le seconde abitazioni private in proprietà o in affitto, di ciascuna Comunità Territoriale rapportati alla consistenza della popolazione), in testa troviamo le Comunità Territoriali di Soraga di Fassa (30mila), Spormaggiore (27mila), l’area del Baldo-Garda (19mila), di Luserna (13mila), di Vermiglio (12mila).
La durata media delle permanenze, ottenuta nel Rapporto Montagne Italia Uncem dividendo il numero delle presenze per quello degli arrivi, cioè dei turisti, vede con ottimi numeri l’Alto Maceratese, nelle Marche, con 13 giorni di durata media. Seguono l’area della Comunità Territoriale del Versante Ionico, in Calabria, poi Terre di Castelli in Emilia Romagna, l’Area Grecanica e la Sila Greca in Calabria, il Metauro nelle Marche e la Comunità montana Lambro e Mingardo in Campania
cs

Torino, ritirate cinque patenti

Continuano i servizi delle Forze dell’Ordine finalizzati a rendere le strade più sicure. Nella notte tra sabato 9 e domenica 10 agosto la Polizia di Stato-Sezione Polstrada di Torino e la Polizia Locale di Torino hanno svolto nella zona centrale della città controlli congiunti con specifici dispositivi per contrastare comportamenti pericolosi, come la guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Il servizio ha visto impegnate tre pattuglie della Polizia di Stato, con la partecipazione di personale dell’Ufficio Sanitario del Reparto Mobile di Torino, il tutto coordinato da un Funzionario e l’impiego di apposito ufficio mobile dotato di specifica strumentazione per rilevare l’assunzione di sostanze stupefacenti; la Polizia Locale di Torino ha disposto l’impiego di tre pattuglie del Radiomobile e Aliquota Pronto Impiego, coordinate da un Ufficiale.

Il servizio ha consentito il controllo di un totale di 35 veicoli e 55 persone, di cui 4 conducenti sono risultati in stato di ebbrezza alcolica: in particolare, uno con un tasso alcolemico superiore a 0,80 g/l è stato deferito alla locale Procura della Repubblica, uno è stato altresì deferito all’A.G. in quanto neo patentato è risultato positivo all’assunzione di sostanze alcoliche, pur rientrando in una di quelle categorie di soggetti che ai sensi dell’art. 186 bis C.d.S. devono avere un tasso pari a zero; due sono stati sanzionati amministrativamente in quanto risultati avere un tasso compreso tra 0,5 e 0,8 g/l. Le patenti di guida sono state contestualmente ritirate.

Contestualmente 24 conducenti sono stati sottoposti al test antidroga di screening rapido,che ha dato esito positivo per una persona: la patente di guida è stata ritirata cautelarmente, in attesa dell’esito dei previsti esami tossicologici di conferma sui campioni prelevati.

Il procedimento penale oggetto del presente comunicato si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto vige la presunzione di non colpevolezza degli indagati, sino alla sentenza definitiva.

Il Leoncavallo e la legalità

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Il centro sociale Leoncavallo di Milano dopo 31 anni è stato finalmente  sgomberato senza incidenti. E’ un risultato non di poco conto perché in passato lo sgombero determinò scontri violenti. Oggi i leoncavallini sono in parte invecchiati anche se nelle manifestazioni, casco in testa, non mancano mai.
Il Leoncavallo è il simbolo di una stagione finita che ha avuto anche momenti di gloria, se uno strano personaggio come Sgarbi  assessore a Milano, definì la “Cappella Sistina della contemporaneità” i murales del Leoncavallo.  Per questo motivo il senatore Dario Cravero, vicepresidente del Centro “Pannunzio”, pose il veto al conferimento a Sgarbi del premio più prestigioso conferito annualmente  dall’Istituto culturale torinese.
Certo il Leoncavallo è stato  anche un luogo di aggregazione sociale e persino culturale, anche se è stato prevalentemente  un covo di violenze.
Ma al di là di questo, balza all’occhio  un problema elementare di diritto: non può essere lecito occupare una proprietà altrui. Il discorso vale per il Leoncavallo e altri centri sociali, come vale naturalmente su  sponde opposte  per Casa Pound. Occupare la proprietà altrui è vietato dalla legge a partire dagli alloggi popolari.
Se si accetta una linea contraria salta una regola della  stessa convivenza civile.
A novembre del 2024 il ministero dell’interno per la sua annosa inerzia e’ stato condannato a risarcire per mancato sgombero oltre tre milioni di euro ai legittimi proprietari dell’area. A sua volta il ministero richiese il risarcimento  alla presidente di una curiosa associazione di “mamme antifasciste” che è stata subito intervistata  dai Tg.
Il Centro sociale milanese fu coccolato da Dario Fo e Franca Rame, creatori del “Soccorso rosso” ai terroristi. E in soccorso del “Leoncavallo” e’ giunto  di corsa, tra i primi, l’ineffabile Jacopo Fo.
Che adesso esso venga esaltato come un bene culturale storico  molto prezioso fa indignare. La cultura dell’odio e della violenza non è mai cultura, ma istigazione a delinquere. Poi è evidente che in 31 anni è possibile che ci sia stato anche qualcuno che non si sia limitato alla trasgressione.
Qualcosa di buono hanno inevitabilmente fatto, creando tra di loro – pur nel clima rissoso della sinistra – una solidarietà nei fatti. Nei centri sociali si è fatto anche teatro e musica non disprezzabile di per sé. Sta già iniziando il coro di chi è indignato per lo sgombero che invece  sarebbe stato doveroso già molti anni fa. Le prime voci contro si sono già levate e non meritano repliche perché fondate solo sull’astio politico e sul travisamento del Diritto, sull’ onda della deputata europea Salis che ha teorizzato e praticato l’occupazione abusiva di case
come un diritto.

Giovane minacciato con coltello e rapinato in via Ala di Stura: due arresti

Nei giorni scorsi, personale della Polizia di Stato ha arrestato a Torino due cittadini marocchini di 25 e 31 anni per rapina aggravata in concorso.

Attorno all’una di notte, la Centrale Operativa inviava due Volanti in via Ala di Stura angolo via Sospello, ove era stata segnalata una rapina ai danni di un giovane da parte di due soggetti successivamente fuggiti.

Gli operatori, giunti sul posto, prendevano contatti con la vittima, che raccontava di essere stato minacciato dai due uomini, uno dei quali armato di coltello, a cui aveva consegnato un borsello e un telefono cellulare.

I poliziotti si mettevano immediatamente alla ricerca dei rapinatori e li fermavano al parco “Sempione”, ritrovando anche il coltello utilizzato e il telefono che i due uomini avevano nascosto fra alcuni blocchi di cemento lì presenti.

Entrambi i soggetti venivano tratti in arresto e la refurtiva veniva restituita al legittimo proprietario. Gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.

Pesci salvi nel canale Moncalieri – La Loggia

Approfittando della messa in secca del canale di proprietà Iren che si estende tra La Loggia e Moncalieri, effettuata per procedere alla periodica manutenzione del corso d’acqua artificiale, i tecnici dell’Unità specializzata Tutela fauna e flora della Città metropolitana di Torino, coadiuvati dalle guardie ittiche volontarie dell’Unione Consigli di Valle dei Pescatori di Torino, hanno recuperato i pesci presenti per spostarli nel vicino fiume Po e hanno rimosso i rifiuti abbandonati nel canale. Tra questi, anche oggetti ingombranti, come i pezzi di un intero sportello bancomat trafugato chissa dove.

Durante l’operazione, sono stati recuperati anche numerosi pesci siluro (oltre 350 esemplari, tutti di piccole dimensioni), specie alloctona e invasiva presente nel Po e nei canali che da esso derivano, e alcuni esemplari di specie autoctone, come barbi comuni, alborelle e cobiti. I pesci nostrani sono stati liberati nel Po, mentre i siluri sono stati conferiti a un’azienda mangimistica che si occupa di produzione di farine per animali da compagnia.
“Sono più di 100 all’anno gli interventi di recupero dell’ittiofauna, compiuti dai tecnici della Città metropolitana, affiancati dalle guardie ittiche volontarie” spiega il consigliere metropolitano Alessandro Sicchiero, delegato all’ambiente, “negli alvei di fiumi e torrenti e in occasione delle ‘asciutte’, sia naturali che artificiali. Si tratta di un compito assegnato al nostro Ente dalla legge regionale 37 del 2006”.

Abitazione in fiamme, al lavoro 8 squadre dei vigili del fuoco

Un vasto incendio incendio è divampato  a Torino in una appartamento in via Thermignon, zona Pozzo Strada. Sono dovute intervenire ben otto squadre dei vigili del fuoco. Il rogo è stato circoscritto e spento prima che le fiamme potessero propagarsi ad altri edifici.

Regina Elena Odv in memoria degli ebrei deportati

L’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha ricordato a Borgo San Dalmazzo (CN) le centinaia di ebrei deportati tra il 1943 e il 1944, la Principessa Mafalda di Savoia e i partigiani cuneesi

Nella mattina di domenica 17 agosto 2025, in apertura della sua XXXVI Festa di Sant’Elena, celebrata come ogni anno a Sant’Anna di Valdieri, l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha ricordato a Borgo San Dalmazzo (CN) S.A.R. la Principessa Reale Mafalda di Savoia, secondogenita della Regina Elena, morta la notte del 28 agosto 1944 nel Campo di sterminio di Buchenwald per volere di Hitler ed i 355 ebrei che dalla stazione di questo Comune, il 21 novembre 1943 e il 15 febbraio dell’anno seguente, furono deportati nei campi di concentramento di Auschwitz e di Buchenwald. Solo 20 di loro sopravvissero.

La commemorazione è iniziata alle ore 9,15 in Via Mafalda di Savoia, dove l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, in collaborazione con il Centro Studi Principessa Mafalda, ha ricordato la secondogenita della Regina Elena, diventata, in virtù del suo matrimonio a Racconigi del 23 settembre 1925, Langravia d’Assia-Kassel.

Durante la cerimonia, il “Centro Studi Mafalda di Savoia”, rappresentato dalla Vice Presidente Rita Salvini Antonazzo, ha consegnato un attestato di benemerenza a Maddalena Forneris, Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Sezione di Borgo San Dalmazzo e Valli e figlia del partigiano Sebastiano “Bastian” Forneris, classe 1917, vice comandante della banda partigiana “Gruppo patrioti del Saben” che operò clandestinamente sulla collina di Monserrato, tra le valli Gesso e Stura, collaborando strettamente con le altre bande partigiane locali per difendere il territorio dagli attacchi tedeschi. Dopo la liberazione di Borgo, il 27 aprile 1945, Forneris e il suo gruppo si spostarono a Cuneo, per collaborare alla liberazione anche del capoluogo. L’impegno di “Bastian” per la città continuò anche nel Dopoguerra, quando fu amministratore comunale: Sindaco dal 1949 al 1951 e per decenni Assessore e Vice Sindaco.
Sua figlia Maddalena continua ad onorare la memoria dei partigiani che hanno combattuto contro i nazisti e coloro che hanno aderito ad una repubblica fantoccia voluta da Hitler per dividere l’Italia e il popolo italiano. Durante l’epidemia di Covid-19 ha partecipato alla distribuzione delle mascherine procurate dal Centro Studi Principessa Mafalda ed ha ricordato ai giovani la vita della secondogenita della Regina Elena, la cui morte atroce fu voluta direttamente da Hitler.
Dopo la deposizione di un lumino in memoria di Mafalda, la delegazione si è in seguito trasferita al memoriale ubicato vicino alla stazione, da dove, come spiegato da Maddalena Forneris, vennero deportati 355 ebrei, per poi proseguire al monumento posto nell’area verde all’imbocco della strada per Roccavione, dove sono riportati i nomi delle bande partigiane attive nelle vallate circostanti, tra cui la “Saben” e la brigata “Ildo Vivanti” della Valle Gesso. L’ultima tappa della commemorazione è stato il Santuario della Madonna del Colletto, dove il Sodalizio ha condiviso un momento di ricordo di tutte le vittime. Qui è stato illustrato il progetto, realizzato specialmente per i giovani in occasione dell’80° anniversario della liberazione dal nazismo e dalla repubblica fantoccio voluta da Hitler, dal Comitato spontaneo “Costituzione è partecipazione” in collaborazione con il Comune di Valdieri, sulle radici della Costituzione.
Vicino al santuario passa il Sentiero dei Giusti, realizzato dagli studenti dell’Istituto comprensivo di Robilante Plesso di Valdieri, nell’ambito di un progetto didattico dagli studenti della Scuola secondaria di primo grado di Valdieri dedicato a coloro che dopo l’8 settembre 1943 aiutarono gli ebrei in fuga da Saint-Martin-Vésubie (Francia) attraverso i colli delle Finestre e di Ciriegia con la speranza di trovare rifugio in Italia. A questo progetto il Sodalizio ha conferito a Sant’Anna di Valdieri il Premio Valdieri 2025.
Erano presenti, Fabio Armando Assessore di Borgo San Dalmazzo, Guido Giordana, Sindaco di Valdieri e Emanuel Parracone, Sindaco di Valdieri dal 2006 al 2011.
L’Associazione Internazionale Regina Elena Odv è stata rappresentata dal Delegato Internazionale accompagnato dal Vice Segretario Amministrativo Nazionale Andrea Carnino con la mamma Mariella Panicco; dai Delegati modenesi Sauro Paciotti e Deanna Gabrielli; dal Fiduciario di Chivasso Silvano Borca, accompagnato dalla consorte e da soci e dalla Vice Presidente del Centro Studi “Principessa Mafalda” Rita Salvini Antonazzo.

ANDREA CARNINO

Automotive, il Marocco sorpassa l’Italia grazie a Stellantis: doppiata la nostra produzione

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Il risultato è frutto di una strategia industriale ben definita, con investimenti significativi e una visione a lungo termine sostenuta dal governo marocchino e dal coinvolgimento di grandi gruppi come la stessa Stellantis.

Un sorpasso favorito proprio da Stellantis che ha raddoppiato la produzione di veicoli in Marocco, passando da 200mila a 400mila unità e quadruplicato la produzione di motori, da 80mila a 350mila unità.

Leggi l’articolo su L’identità:

Automotive, il Marocco sorpassa l’Italia grazie a Stellantis

Addio al 18enne annegato nel lago

Si sono svolti con una commossa partecipazione  i funerali di Denzel Godwin, il giovane annegato nel Lago D’Orta probabilmente per un malore. I cittadini di Sant’Agabio, quartiere di Novara, dove abitava il ragazzo, hanno espresso dolore e vicinanza al padre, rimasto vedovo solo da pochi mesi.