Tra i sei e gli otto casi di tubercolosi: questa sarebbe la situazione nella ex scuola Neruda di via Ciriè dove abitano circa 200 persone non censite. Di queste alcune sono vicine al centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita, oltre a poveri e famiglie in difficoltà. L’assessore regionale Maurizio Marrone di Fdi e il capogruppo leghista Fabrizio Ricca hanno denunciato il problema dell’occupazione che rischierebbe di minare la salute pubblica. Marrone: “Se nella clandestinità abusiva del Neruda occupato si è sviluppato un focolaio di tubercolosi, la copertura politica del Centrosinistra alla guida del comune verso le occupazioni antagoniste è ora anche un’emergenza di salute pubblica”. “Marrone e Ricca fanno sciacallaggio su una vicenda serissima e si dimenticano che è la Regione a dover garantire la salute pubblica. Chiamano in causa il Comune e il sindaco, peccato che l’ASL il Comune, del tutto inspiegabilmente, non l’abbia mai informato. In compenso, a quanto apprendiamo, l’ASL ha preferito depositare un esposto in Procura per “epidemia colposa”. Ma l’unica colpa che vediamo è nella ritardata presa in carico da parte della stessa ASL di un possibile focolaio di TBC”, commentano le consigliere AVS Ravinale e Diena.





- Primi effetti positivi del nuovo accordo Agea-Arpea per le aziende agricole piemontesi: l’organismo pagatore della Regione Piemonte ha già iniziato l’erogazione degli anticipi della Pac, la Politica Agricola Comune, che da regolamento comunitario si concluderanno il 30 novembre 2025 e sono quindi in arrivo 43 milioni di euro destinati a 10mila aziende quale sostegno al reddito agricolo assicurato dal Feaga, il cosiddetto “Primo pilastro Pac”.
Un’operazione accolta con grande soddisfazione dall’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni: «Ad appena una settimana dalla firma a Roma, il nuovo accordo nazionale Agea-Arpea dà già il suo primo frutto concreto. Sono 43 milioni di euro che, grazie al nuovo coordinamento che accelera e razionalizza la collaborazione, tramite Arpea entrano a tempo di record e in anticipo rispetto agli anni passati nelle casse di 10mila aziende agricole piemontesi sotto forma di aiuti diretti, un sostegno prezioso che va a impattare sul reddito dei nostri agricoltori. Un sollievo per i nostri imprenditori agricoli, un esempio reale di cosa significa per noi “mettere l’agricoltore al centro”, superando lungaggini burocratiche, recuperando ritardi del passato e avviando un circuito virtuoso in cui il Piemonte è oggi, assieme al Veneto, la Regione pilota in Italia».
Gli anticipi sono erogati in relazione alle domande risultate ammissibili all’esito dei controlli amministrativi e di monitoraggio e riguardano: sostegno di base e ridistributivo complementare al reddito per la sostenibilità (titoli PAC), sostegno al reddito per la sostenibilità, sostegno complementare al reddito per i giovani agricoltori, sostegno accoppiato al reddito esclusivamente riferito alle superfici, regimi per il clima, l’ambiente e il benessere degli animali (Ecoschemi).
Il cronoprogramma dell’Agenzia prevede per le prossime settimane un’altra parte di pagamenti che andranno ad erogare un ammontare fino al 70% dell’importo ammissibile e che dal 1° dicembre inizierà il pagamento dei saldi per il rimanente 30%, che dovrà concludersi entro il 30 giugno 2026. In totale Arpea erogherà entro questa data l’importante somma di circa 185 milioni di euro.
Fra i compiti di Arpea c’è anche il pagamento dei sostegni del “Secondo Pilastro” Pac, il Feasr o Sviluppo rurale. Per questo caso è in corso l’attività di elaborazione dei dati per procedere anche ai pagamenti degli anticipi già nel mese di novembre.
cs
Torino – Successo di pubblico alla Sala Piemonte del Centro Congressi dell’Unione Industriali Torino, il secondo di una serie di incontri dedicati alla prevenzione sanitaria. L’evento, “Fasi al tuo fianco, dalla prevenzione alla cura”, promosso dal Fondo in collaborazione con Unione Industriali Torino-Federmanager Torino APDAI, con l’obiettivo di rafforzare la cultura della prevenzione tra i dirigenti delle imprese private industriali e promuovere modelli di welfare aziendale capaci di tutelare concretamente la salute.
A moderare l’incontro è stato Daniele Damele, Presidente Fasi, affiancato dal Vicepresidente Fabio Pengo, che ha illustrato le attività del Fondo, sottolineando il valore strategico attribuito alla prevenzione. «Il Fasi – ha dichiarato Pengo – oltre ad offrire 22 pacchetti di prevenzione completamente gratuiti per i propri assistiti, opera costantemente affinché gli stessi diventino responsabili attivi della propria salute e benessere, contribuendo così anche alla sostenibilità del nostro Servizio Sanitario Nazionale. La prevenzione è un investimento, non un costo: investire sulla salute significa investire sulla tenuta sociale del Paese. Il Fasi ha compiuto una trasformazione importante, passando dal semplice rimborso delle cure a un modello che parte dalla prevenzione e valorizza l’educazione sanitaria, il coinvolgimento attivo e l’uso del digitale. Ogni cittadino deve diventare protagonista della propria salute, perché un euro investito in prevenzione genera quattordici euro di risparmio sociale e sanitario».
Particolarmente rilevanti sono stati gli interventi degli esperti clinici invitati, come la Dott.ssa Vanesa Gregorc, Direttrice ricerca clinica e innovazione, Direttrice scientifica Istituto di Candiolo FPO IRCCS: «Candiolo è uno dei 50 Cancer Center europei impegnati a mettere la prevenzione al centro della missione oncologica. La diagnosi precoce, infatti, cambia tutto: non solo le possibilità di guarigione, ma anche la qualità della vita delle persone. Prevenzione primaria, screening mirati e tecnologie d’avanguardia sono strumenti che permettono di trasformare la cura in un percorso di salute condiviso. La prevenzione, oggi più che mai, è una responsabilità collettiva».
Il Dott. Andrea Droghetti, Direttore di Chirurgia Oncologica Toracica dell’Istituto di Candiolo, ha evidenziato che il tumore al polmone può essere sconfitto grazie alla diagnosi precoce con TAC spirale a basse dosi e chirurgia mini-invasiva, raggiungendo tassi di guarigione fino all’80%.
Il Dott. Enrico Checcucci, Dirigente Medico della Chirurgia Urologica dell’Istituto di Candiolo, ha ricordato che, per il tumore alla prostata, PSA, risonanza magnetica e tecniche robotiche avanzate permettono diagnosi iniziali e trattamenti meno invasivi, a beneficio di pazienti e sistema sanitario.
Il Dott. Luigi Turco, Direttore dell’Ovarian Cancer Center dell’Istituto di Candiolo, ha infine sottolineato l’importanza della prevenzione in ginecologia oncologica: vaccino anti-HPV, screening e analisi genetiche salvano vite e aprono nuove prospettive con tecnologie diagnostiche evolute.
«La prevenzione non può essere improvvisata – ha aggiunto il Dott. Leonardo Maggiolini, Professore AC Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria Unicamillus –. Deve poggiare su basi scientifiche solide e su protocolli validati. Dal 2011 il Fasi ha costruito oltre venti programmi di prevenzione, dall’oncologia all’odontoiatria, fino al nuovo pacchetto dedicato alla parodontite. Si tratta di un approccio One Health, che considera il legame tra salute orale, diabete, cuore e qualità di vita. Prevenire non significa solo vivere più a lungo, ma vivere meglio, in salute e con dignità».
Durante l’evento sono intervenuti anche Massimo Richetti (Vice Direttore e Responsabile dell’Area Lavoro e Welfare Unione Industriali Torino) e Massimo Rusconi (Vicepresidente Federmanager Torino APDAI).
Massimo Richetti ha evidenziato il ruolo del Fasi come pilastro del contratto dei dirigenti, esempio virtuoso di welfare condiviso tra imprese e management, fondato su equilibrio ed efficienza. Ha sottolineato il valore della collaborazione tra le Parti Sociali nella costruzione di un sistema integrato di formazione, previdenza e sanità.
Massimo Rusconi ha ribadito che il Fasi nasce dall’alleanza tra Federmanager e Confindustria, modello di sostenibilità multisettoriale. In un contesto di crescente pressione sul SSN, ha ricordato l’importanza della sanità integrativa come presidio complementare e preventivo.
L’evento, destinato agli assistiti Fasi del Piemonte e di tutto il Nord Ovest dell’Italia, ha registrato un’ampia partecipazione, con numerosi dirigenti presenti in sala e molti collegati da remoto. Un chiaro segnale dell’interesse verso un tema centrale per il benessere individuale e collettivo.
Il Fondo, attraverso iniziative come questa, rinnova il proprio impegno nella promozione di una cultura della salute fondata sulla prevenzione, l’informazione e l’ascolto dei bisogni della dirigenza.
Il prossimo evento è in programma a Roma, il 4 febbraio 2026, nella sede nazionale di Confindustria.
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RUBRICA A CURA DI IRMA CIARAMELLA*
Torino ha ospitato il 36° Congresso Nazionale Forense (Torino).
Otre 2500 avvocati provenienti da tutta Italia per tre giorni hanno dibattuto sui temi e sulle sfide che l’avvocatura è chiamata ad affrontare prima tra tutte l’impatto dell’intelligenza artificiale e la riforma della legge professionale.
La conferenza stampa è’ stata ospitata nella magnifica Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze.
QLa Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino Simona Grabbi ha consegnato idealmente le chiavi della città al Presidente del Consiglio Nazionale Forense Francesco Greco . La presidente nel suo discorso introduttivo ha citato il motto coniato nel XVIII dell’accademia ’Veritas et utilitas ‘ la ricerca della verità scientifica all’utilità sociale del sapere sono intrinsecamente connessi al progresso della collettività.
Il 36° Congresso Nazionale Forense, ospitato a Torino e promosso dal Consiglio Nazionale Forense insieme all’Ordine degli Avvocati torinese, ha restituito un quadro complesso dello stato dell’avvocatura italiana. La professione vive una fase di transizione strutturale, segnata da un calo costante di nuove iscrizioni e da un cambio generazionale che riflette non solo il mutato scenario economico, ma anche l’impatto profondo delle tecnologie digitali — prima fra tutte, l’intelligenza artificiale.
Ed è proprio il rapporto tra diritto e tecnologia, professione e intelligenza artificiale il vero spartiacque del dibattito torinese.
Secondo un’indagine Ipsos realizzata per il Consiglio Nazionale Forense, un avvocato su tre (36%) utilizza già strumenti di intelligenza artificiale per scopi professionali. La percentuale cresce fino al 47% nella fascia di età 35-44 anni, e raggiunge addirittura il 76% negli studi strutturati con più di 20 collaboratori.
Per il Presidente del CNF, Francesco Greco, la sfida è costruire un modello di IA “interna e controllata”, al servizio della categoria, che garantisca la tutela dei dati sensibili e la parità di accesso agli strumenti digitali anche per gli avvocati più giovani o non integrati in grandi Law Firm che non può permettersi Algoritmi addestrati su misura costosi.
Un approccio che riflette la necessità di integrare il sapere scientifico e tecnologico nel diritto, senza snaturare il ruolo fondamentale dell’avvocato come garante dei diritti.
Al Teatro Regio giovedì scorso il vero incipit.
Sul palco del tempio della Lirica , il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove ha difeso la riforma della separazione delle carriere come “passo decisivo verso la parità processuale davanti a un giudice terzo”, annunciando anche interventi in favore dell’avvocatura per rafforzare indipendenza, segreto professionale ed equo compenso.
Un’idea di avvocatura al passo con i tempi ma non dipendente”, dove la competenza resta un sapere costruito ed acquisito con professionalità e studio.
Il Presidente del CNF Francesco Greco ha invece rilanciato il vero punto dolente dell’attuale assetto processuale: ”. La Riforma Cartabia la peggiore che il nostro sistema giudiziario, civile e penale abbia subito”, colpevole di aver “reso il nostro sistema giudiziario lontano, indecifrabile, quasi estraneo ai principi del giusto processo”, e di aver “snaturato il rito civile, trasformandolo in un processo senza il processo, prevedendo un contraddittorio senza contraddittori, un dibattimento senza alcuno che dibatte” e con un abuso della trattazione scritta.
Nel processo penale sottolinea il Presidente Greco, “sono state introdotte norme che possono essere definite solo spaventose, come quella che prevede che per interporre appello al difensore deve essere rinnovata la procura, dimenticando o forse nella consapevolezza che i meno abbienti, ai quali in udienza viene nominato il difensore d’ufficio, mai si recheranno a conferire il mandato di fiducia al difensore per proporre appello”.
Bisogna restituire gli avvocati ai Tribunali e la richiesta del Presidente consegna CNF alla politica bipartisan intervenuta al Congresso e’ chiara: abolire la Riforma Cartabia.
La Vice Presidente del Senato, Anna Rossomando, è intervenuta ricordando il ruolo costituzionale dell’Avvocatura, richiamandone i valori fondanti di libertà, autonomia e tutela dei diritti. Valori che — ha sottolineato — trovarono la loro più alta espressione nella figura di Fulvio Croce, l’Avvocato e Presidente dell’Ordine torinese ucciso dalle Brigate Rosse per aver difeso, con coraggio e senso delle istituzioni, il principio del diritto alla difesa.
Il focus sui temi della Giustizia è proseguito nel pomeriggio all’Auditorium di Renzo Piano del Lingotto con l’intervento della Presidente del Conseil National des Barreaux, Julie Couturier sulle regole imposte dal sistema francese all’Intelligenza artificiale .
Quindi un panel di avvocate e avvocati parlamentari, in un’ottica bipartisan e di equilibrio di genere – tra cui gli On.li Avv.ti Maria Elena Boschi, Enrico Costa, Ada Lopreiato, Debora Serracchiani, Francesco Urraro e Maria Carolina Varchi .
Gli onorevoli e la senatrice hanno dato voce a un confronto vivace e trasversale sulle riforme, l’etica e IA, l’uguaglianza di genere anche con riferimento alla disparità salariale e il ruolo dell’avvocatura come garante del bilanciamento tra innovazione e diritto e il riconoscimento del suo ruolo all’interno della Costituzione della sua funzione sociale in quanto garante del corretto esercizio della giurisdizione e della effettività della tutela dei diritti.

Allo stesso modo, l’impiego dell’intelligenza artificiale nella redazione delle sentenze apre un fronte etico e giuridico delicatissimo: se da un lato promette efficienza e rapidità, dall’altro rischia di appiattire la giurisprudenza, uniformandola e privandola di quella tensione interpretativa che è linfa vitale del diritto.
Come ha efficacemente ricordato il Vice Ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto nel suo brillante intervento che ha concluso la prima giornata del Congresso, “la standardizzazione del diritto porta alla sua banalizzazione.”
Un confronto denso e appassionato, nel segno del motto che accompagna da secoli la tradizione scientifica torinese, come ha ricordato la Presidente dell’Ordine Simona Grabbi? Veritas et Utilitas — la verità come fondamento, l’utilità come fine.
* Avvocata
Spacciatori in Barriera, in manette 5 nigeriani
Negli ultimi giorni, la Polizia di Stato ha arrestato cinque persone per spaccio di sostanza stupefacente nel quartiere Barriera Milano. Si tratta di cittadini nigeriani fermati nel corso di tre diverse operazioni condotte da personale del Commissariato di P.S. Barriera Milano.
Nel primo caso un quarantasettenne è stato fermato a bordo di un’auto in corso Mortara. L’uomo è stato trovato in possesso di una cinquantina di grammi tra eroina e cocaina. Nel corso della perquisizione domiciliare, gli agenti hanno rinvenuto sostanza da taglio e il materiale occorrente per il confezionamento delle dosi.
Un secondo cittadino nigeriano, invece, è stato tratto in arresto in corso Svizzera. L’uomo è stato trovato in possesso di alcune dosi di crack e cocaina, nascoste nel bracciolo della sua auto. Altre dosi delle stesse sostanze stupefacenti, una quarantina di grammi, sono state poi rinvenute a casa del trentaduenne, occultate all’interno di due deodoranti per ascelle roll-on e in un giocattolo per bambini.
Nella terza operazione, gli agenti del Commissariato hanno fermato un uomo che viaggiava su un taxi abusivo (kabu-Kabu) dopo essere salito a bodo in via Cervino. Fermato il veicolo, gli agenti hanno trovato l’uomo in possesso di 34 ovuli di cocaina per un peso di 560 grammi. A casa del quarantunenne, sono stati sequestrati 2.900 euro in contanti e materiale per il confezionamento delle dosi. Gli agenti poi hanno perquisito l’alloggio di via Cervino dal quale l’uomo si era mosso, qui scoprendo ulteriori 165 grammi di cocaina e 850 euro in denaro contante ed arrestando le due persone presenti, due cittadini nigeriani di 38 anni.
Gli arresti sono stato convalidati dall’Autorità Giudiziaria.
Scoperti 7 opifici per il contrabbando di sigarette
Operazione delle Fiamme Gialle e dei Carabinieri. Leggi l’articolo su Canavesano e dintorni:
Sequestrati 7 opifici clandestini per il contrabbando di sigrarette: uno a Caselle
La Dia e i carabinieri del comando provinciale di Asti, hanno eseguito un decreto di confisca del tribunale di Torino nei confronti della famiglia di un pregiudicato di Asti ritenuto vicino a esponenti della ‘ndrangheta attivi in Piemonte.Il provvedimento riguarda 15 immobili, due compendi aziendali, quote societarie e rapporti finanziari per un totale di circa 2 milioni di euro, ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.
Women and the City: “Dove c’è parità c’è futuro”
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Una nuova aggressione al Pronto Soccorso dell’Ospedale Cardinal Massaia di Asti, avvenuta nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 ottobre, riaccende il dibattito sulla sicurezza negli ospedali. Una dottoressa e due guardie giurate sono state colpite da un giovane nell’area dei codici bianchi, episodio che si aggiunge ai troppi casi di violenza ai danni di operatori sanitari registrati in Piemonte negli ultimi mesi.
«Siamo di fronte a una deriva che non può più essere considerata episodica — dichiara Enrico Mirisola, referente sindacale del Nursing Up per l’Ospedale di Asti —. Le aggressioni nei pronto soccorso sono ormai una costante. Ogni giorno infermieri, professionisti sanitari, OSS e medici lavorano in condizioni di forte pressione, spesso senza tutele adeguate. Non possiamo accettare che chi cura e accoglie lo faccia nel timore di subire violenze».
Mirisola esprime solidarietà ai colleghi coinvolti e chiede interventi immediati. «Servono presidi di sicurezza permanenti, la presenza fissa delle forze dell’ordine nelle aree di emergenza, formazione specifica per il personale e un supporto psicologico per chi subisce aggressioni. Il problema non si risolve con proclami: servono risorse, programmazione e volontà istituzionale».
Il sindacato condivide anche la proposta avanzata nelle scorse ore a livello politico locale dal presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Luigi Giacomini, che ha chiesto l’istituzione di un presidio stabile delle forze dell’ordine nei pronto soccorso. «Ringraziamo Giacomini per aver posto pubblicamente la questione e per la sensibilità dimostrata verso il personale sanitario — aggiunge Mirisola —. Dare voce a questo tema significa riconoscere il valore di chi, ogni giorno, lavora per garantire la salute dei cittadini, spesso in condizioni difficili e senza tutele adeguate».
Sulla stessa linea, il segretario regionale del Nursing Up Piemonte Valle d’Aosta, Claudio Delli Carri, richiama l’urgenza di un coordinamento regionale. «Occorre un piano di sicurezza sanitario che metta insieme le aziende ospedaliere, le prefetture e la Regione Piemonte — afferma Delli Carri —. Solo un’azione congiunta può fermare un fenomeno che mina la fiducia dei cittadini e mette a rischio la tenuta del sistema. Ringraziamo chi, anche sul piano politico, ha scelto di accendere i riflettori su questa emergenza, ma ora è il momento dei fatti».
Il Nursing Up Piemonte Valle d’Aosta rinnova infine la disponibilità a collaborare con le istituzioni per definire strategie condivise di prevenzione e tutela.
«Difendere chi cura significa difendere la salute di tutti — concludono Delli Carri e Mirisola —. La sicurezza del personale sanitario non è un privilegio, ma un diritto e una condizione indispensabile per la qualità dell’assistenza»