
Cambio della guardia alla Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta. Il generale di Brigata Mariano Mossa subentra al generale di brigata Gino Micale. L’avvicendamento avverrà martedì nella caserma Bergia di Torino, dove 200 anni fa nacquero i Carabinieri, alla presenza del Comandante Interregionale Carabinieri ‘Pastrengo’, generale di Corpo d’Armata Vincenzo Coppola.
Foto: il Torinese)
STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto
il sangue alla testa”, non sopportando i soprusi. Da settimane li vedevo aggirarsi ma non mi davano occasione d’intervenire. Quando sono intervenuto mi hanno circondato accusandomi d’importunare la ragazza. Ho subito sorriso, avevano dietro il capo dei vigili della stazione locale che del resto conosco bene. Ha fatto intervenire subito una pattuglia. Denunciati? Se ho capito bene diffidati. Non potevano denunciarli?
Il procedimento a Stephan Schidheiny, il multimilionario svizzero, già proprietario dell’Eternit, dunque, potrà andare avanti.
La regola di giudizio cui si dovrà attenere il Gup di Torino è quindi la seguente: “Sulla base della triade condotta-nesso causale-evento naturalistico, il giudice può affermare che il fatto oggetto del nuovo giudizio è il medesimo solo se riscontra la coincidenza di tutti questi elementi, assunti in una dimensione empirica, sicché non dovrebbe esservi dubbio, ad esempio, sulla diversità dei fatti, qualora da un’unica condotta scaturisca la morte o la lesione dell’integrità fisica di una persona non considerata nel precedente giudizio, e dunque un nuovo evento in senso storico. Ove invece tale giudizio abbia riguardato anche quella persona occorrerà accertare se la morte o la lesione siano già state specificamente considerate, unitamente al nesso di causalità con la condotta dell’imputato, cioè se il fatto già giudicato sia nei suoi elementi materiali realmente il medesimo, anche se diversamente qualificato per il titolo, per il grado e per le circostanze”. Insomma: per i casi nuovi, mai stati oggetto di contestazione nel primo processo, si può e si deve andare avanti; stesso discorso per i decessi che invece erano già indicati nel primo capo di imputazione, dal momento che neppure questi sono stati oggetto di specifico accertamento”.
Anche l’ex presidente del Salone del Libro Giovanna Milella figura tra gli indagati nell’inchiesta sul della procura di Torino
Ultimi cinque giorni di Festa in Rosso organizzata da Rifondazione Comunista a Torino, presso l’area del Circolo Anatra Zoppa
Il nuovo sopralluogo di carabinieri, esercito e polizia penitenziaria nelle campagne del Canavese per cercare la pistola di Gabriele Defilippi
I carabinieri indagavano sulle presunte uscite di casa da parte di un detenuto agli arresti domiciliari.
E’ morta all’età di 96 anni Clara Agnelli, sorella maggiore dell’Avvocato. Era figlia di Edoardo e Virginia Bourbon del Monte.
Lui stesso, il giorno prima di essere arrestato, aveva detto al telefono ai cronisti che si trovava in precarie condizioni di salute
Nel corso della notte è purtroppo salito a cinque il bilancio delle vittime italiane della strage di Nizza. La quinta vittima – confermata nella notte dalle autorità francesi e dalla Farnesina – è la cuneese Carla Gaveglio, casalinga di 48 anni residente a Piasco. La donna, di cui il marito e la figlia di 14 anni non avevano avuto più notizie dalla sera del tragico attentato, è morta travolta dal camion che la notte del 14 luglio si è scagliato contro la folla di gente che si trovava sulla Promenade des Anglais, uccidendo altre 83 perone. Davvero una terribile notizia per la famiglia e per i compaesani che, credendola ferita ma ancora viva (la figlia, anche lei rimasta ferita nell’attentato, aveva dichiarato di averla vista salire su un ambulanza), avevano peregrinato tra gli ospedali di Nizza sperando di trovarla.
Il suo nome non compariva in nessun elenco dei feriti e il marito, Pietro Massardi, dopo essere giunto a Nizza per raggiungere la figlia ricoverata all’ospedale Pauster, aveva cominciato una ricerca disperata senza avere però nessun riscontro. La donna è stata identificata questa notte, insieme ad altri tre italiani, grazie all’esame del dna. L’intero paese si è stretto intorno alla famiglia della donna che, fino all’ultimo, aveva sperato di trovarla tra i feriti e di poterla riportare a casa. Andrea Olivero, viceministro cuneese dell’Agricoltura, ha commentato con queste parole: “ Dopo la rabbia e l’indignazione per la strage, oggi viene il momento di stringerci nel dolore accanto a chi ha perso i propri cari nell’attentato di Nizza” – e prosegue – “ la sofferenza di queste ore è di tutta la nostra comunità: ora è il momento di far sentire la solidarietà civile più forte dell’odio assassino”.