STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto
Animalisti di tutto il mondo unitevi. Sabato pomeriggio davanti al Parco Michelotti il loro “no”. Ci vado più per curiosità che per convinzione. Ci vado con il mio cane, appassionati di passeggiate.
Mi si avvicina un gentile signore probabilmente fotografo che sornionamente mi dice: vogliamo la libertà degli animali e poi teniamo i nostri cani al guinzaglio. Rispondo è il regolamento municipale e poi il mio con i cani maschi tende ad azzuffarsi. Sorride. “Dicevo così per dire”. Io continuo: poi, vede, tanti sono venuti con il proprio cane. Ascolto i vari oratori. Sintesi: ancorché la politica ed i politici non ci ascoltano sarebbe una società più giusta se non ci fosse violenza contro gli animali. 
Toni concilianti e non metto in dubbio la bontà delle intenzioni. La stragrande maggioranza dei presenti erano giovani. Ma è un messaggio universale? Su questo ho i miei dubbi. L’importante è evitare esasperazioni e generalizzazioni. Ultimo punto. La manifestazione termina davanti all entrata dell’ ex zoo di Torino chiuso nei primi anni ’80. L’assessore competente donna mi spiegava che era l’inizio di un’ azione politica contro la violenza agli animali. Ed effettivamente vedere i
leoni in gabbia faceva e fa pena. Ma non c’ è una via di mezzo? Hanno terminato lì la manifestazione perché contrari ad un possibile nuovo zoo privato. Ma è meglio l’attuale stato di abbandono? Occasionale rifugio di senza tetto o di abusivi concerti dove alcol e droghe scorrono a fiumi? Mi faccio una obiezione: allora, in nome del fare, legittimo la violenza sugli animali ? Appunto, in medio stat virtus. Vorrei tanto lasciare sempre libero il mio cane. Ma vivendo in una comunità applico delle elementari regole per non arrecare danno. Semplice e tutto qui. Annotazione di colore. Simpaticamente chiassosi i ragazzi che al ritmo tribale dei tamburi hanno riempito di musica la manifestazione.
(foto: il Torinese)
La Valcerrina ed il Comune di Curtatone hanno fatto il punto sulle iniziative da mettere in campo dopo il protocollo d’intesa dello scorso mese di novembre. L’occasione è stato l’incontro nell’ambito del contenitore di iniziative “Grazie a maggio” che si è svolto domenica nel centro alle porte di Mantova.
Trovatore di Giuseppe Verdi, e ad un comitato per ricordare, sempre il prossimo anno, la battaglia di Curtatone e Montanara. Da parte valcerrinese, invece, è stato anticipato “Il Monferrato dei castelli bruciati”, trofeo nazionale di escursionismo che si terrà a settembre. Pertanto, il contatto con un natura ancora in grande parte incontaminata, le ricchezze artistiche, architettoniche, storiche, enogastronomiche degli otto comuni che formano l’Unione sono quanto la Valcerrina offre, tutte evidenziate dal presidente e dal consigliere delegato. “Non
dimentichiamo poi – dice Iaretti – che nella nostra Unione, c’è un Patrimoni dell’Umanità Unesco, che è anche un simbolo della Fede cristiana, il Sacro Monte di Crea, e che la zona è circondata da altri due territori Unesco, Langhe – Roero e Monferrato e Collina Po. La Valle, con i suoi tesori è quindi un ghiotto boccone da visitare. In questa ottica nelle prossime settimane compieremo alcuni passi concludenti in direzione di Torino e della Città Metropolitana”. Ma non c’è stato soltanto l’incontro perché nella frazione Le Grazie, proprio a fianco dell’Ufficio turistico, si è svolta una degustazione di prodotti della Valcerrina, vini, pane, miele, confetture, che è stata molto gradita dai mantovani. E a questi si sono aggiunti i prodotti di un’eccellenza monferrina, le grappe della Mazzetti d’Altavilla, che hanno riscosso anch’esse un buon successo.


Un motociclista a bordo di una Kawasaky 500 è morto questa mattina in via Druento
Paura stamane in largo Cassini, alla Crocetta
Il Cacao Cafè dovrà rinviare l’apertura . La nota discoteca avrebbe dovuto iniziare l’attività estiva ieri sera, ma il consigliere comunale Alberto Morano ha scoperto che alla società che «detiene attualmente i locali del Cacao Cafè senza titolo di occupazione non era ancora stato 
Lui , a torto, era sicuro di essere stato tradito e ora è in carcere per lesioni e maltrattamenti in famiglia
“Dopo un’attesa troppo lunga, uno stadio leggendario è rinato dalle sue macerie