Al teatro Juvarra il 1⁰ marzo in due repliche
La Gipsy Musical Academy, in collaborazione con l’associazione Matia Mantovan APS, torna dal vivo domenica 1⁰ marzo, in doppia replica alle 15.30 e alle 18.30, al teatro torinese Juvarra nello show “On Broadway Disney”, a favore del reparto di pediatria dell’Ospedale Martini per l’acquisto di un nuovo ecografo.
Si tratta di una avventura emozionante che attraversa i più grandi capolavori dei musical Disney, in un tripudio di danza, musica e colori. Un vero e proprio viaggio nel tempo e nelle emozioni, che farà sognare grandi e piccini, con titoli quali “ La bella e la bestia”, “Frozen”, “Pinocchio”, “Hercules”, “The Lion King”, “La principessa e il ranocchio” e molti altri.
Non c’è nulla di più fantastico dei capolavori della Disney per fare sognare i bambini ma non solo, e nulla di meglio di uno spettacolo per unire su un unico palcoscenico immaginazione e solidarietà. Sul palco saliranno i personaggi più amati di sempre, con costumi sfavillanti e splendide coreografie, accompagnati dalle indimenticabili colonne sonore che hanno fatto la storia dell’animazione.
Il cast è composto dai giovani talentuosi performer della Gipsy, che canteranno e balleranno dal vivo in un’atmosfera incantata. Nomi d’eccezione per uno spettacolo curato sin nei minimi dettagli. La regia è di Neva Belli, la coreografia di Cristina Fraternale Garavalli, la direzione musicale di Marta Lauria, i costumi di Michela Zuncheddu, capo balletto Camilla Matteoli.
Alla fine della serata i protagonisti scenderanno nella platea per scattare fotografie con i bambini permettendo loro di scegliere il personaggio preferito.
“Le storie della Disney sono intramontabili – racconta Neva Belli – con le loro musiche, i loro personaggi hanno saputo costruire il copione perfetto per un musical in grado di trasportare grandi e piccini. Abbiamo scelto questi titoli per aiutare quei bambini che purtroppo sono costretti in una corsia di ospedale nella speranza che possano tornare presto in teatro”.
Teatro Juvarra
Via Juvarra 13
Biglietti intero 20 euro
Ridotto 9 euro
Info
Gypsy Musical Academy
Via Pagliani 25 Torino
Tel 0110968343
Mara Martellotta

La corona non è l’unico esempio dentro fa mostra, attorno le sono esposti oggetti di arte decorativa napoletana già appartenenti alle collezioni del Museo Accorsi-Ometto: una coppia di doppieri (1775 – 1779) dovuti a Francesco Tomaselli, con inciso lo stemma di Simone Vincenzo Velluti Zati, duca di San Clemente, argento fuso, sbalzato e cesellato, “asimmetrici nella forma, documentano il persistere di soluzioni ornamentali rococò nelle case delle nobili famiglie napoletane, anche dopo l’avviarsi della felice stagione neoclassica.” Come assai prezioso – e davvero bellissimo: provi ognuno ad accendere la luce che lo retroillumina e si goda il raro cambiamento dell’oggetto – è il vassoio da parata in piquet tartarugato, che il papa (bolognese) Benedetto XIV Lambertini ordinò alle officine (campane) di Torre del Greco per farne dono al marchese (piemontese) Leopoldo Del Carretto di Gorzegno e di Moncrivello, che fu legato diplomatico in occasione del secondo concordato tra papato e Regno di Sardegna, un ampio carapace raddolcito e livellato con olio d’oliva e altri elementi, “un’opera che esprime l’altissimo livello qualitativo delle maestranze napoletane, educate fin dall’inizio del nuovo regno a comunicare la regalità e in grado di reggere il confronto con le migliori manifatture europee” nonché la rete che legava le lontane piccole e grandi corti come la scelta dei luoghi di lavoro, altrettanto lontani, ma ritenuti in quel momento tra i migliori. A raccontare il significato del Barocco da cui la sala prende nome, all’intorno nature morte e i ritratti e le immagini sacre, veri gioielli i tondi che illustrano tre “Scene della Passione di Cristo”, tra il 1760 e il ’70, in gesso e legno, dovuti a Giovanni Battista Bernero, saviglianese d’origine, assunto ben presto alla corte dei Savoia, attivo a Stupinigi come al Sacro Monte di Varallo, nel duomo di Casale Monferrato e di Carignano, a Torino nelle chiese di San Lorenzo e in San Francesco d’Assisi.
